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Le priorità di Anci e Upi ai candidati premier

Comuni e Province vogliono contribuire a dare slancio e fiducia al Paese, vogliono concorrere ad assicurare le condizioni perché le imprese si sviluppino e creino ricchezza, perché il lavoro cresca in quantità e qualità, perché l’ambiente sia rispettato e la salute tutelata, perché i cittadini si sentano più sicuri e le persone più fragili non siano lasciate ai margini. Da queste premesse parte un documento condiviso da Anci e Upi, e approvato oggi dai rispettivi organismi direttivi nazionali,   con le proposte e le priorità che le due associazioni presenteranno ai candidati premier.
Rinnovare le istituzioni, per arrivare ad una semplificazione del sistema che consenta di ridurre i costi della politica, è il primo degli obiettivi indicati dalle Associazioni, che chiedono un riordino complessivo con il trasferimento di tutte le funzioni amministrative a Comuni e Province e l’eliminazione di tutte le sovrastrutture (ATO, Consorzi, enti strumentali, agenzie).
Perché questa razionalizzazione delle istituzioni possa concretizzarsi, è necessario assicurare la piena attuazione del federalismo fiscale, in modo da garantire a Regioni, Comuni e Province la certezza delle risorse necessarie per l’utilizzo delle funzioni.
Dare impulso allo sviluppo è la seconda grande priorità avanzata da Anci e Upi: uno sviluppo sostenibile, che si concentri sulla promozione di nuove politiche energetiche, che  si ponga l’obiettivo di fare muovere il Paese in modo sicuro, efficiente e pulito, e che investa non solo sulle infrastrutture materiali, ma anche su quelle immateriali.
Una attenzione determinante è riservata alla scuola –  per cui si chiede un piano straordinario di ammodernamento delle infrastrutture che metta in condizione gli enti locali di investire sul futuro del Paese – e alle politiche per il lavoro – che secondo Anci e Upi devono essere strettamente legate alle politiche dell’istruzione e della formazione professionale, integrando gli strumenti per l’orientamento, l’emersione e i il reimpiego. Il documento si chiude con la richiesta di una ristrutturazione del welfare locale che riconosca in capo ai Comuni un ruolo unico di regia e di coordinamento che consenta di razionalizzare le risorse e migliorare i servizi e le prestazioni.

A partire da domani il documento sarà inviato a tutti i partiti politici, con la richiesta di un incontro tra Anci , Upi e i candidati premier.
 

 

Accordo Quadro antiracket e antiusura

In allegato il primo elenco di banche che hanno aderito – in applicazione dell’articolo 5 –all’Accordo Quadro Antiracket e Antiusura, sottoscritto il 31 luglio 2007 dal Ministero dell’Interno, Banca d’Italia, ABI ed altri.

Tutta la documentazione sull’accordo è pubblicata sul sito del Ministero dell’Interno

Documenti allegati:

Nota di lettura Legge Finanziaria 2008

In allegato, la nota di lettura delle principali disposizioni di interesse degli enti locali, inserite nella legge n. 244/07 – Legge Finanziaria 2008.

Documenti allegati:

NOTA DI LETTURA FINANZIARIA 2008

In allegato la nota di lettura delle principali disposizioni di interesse degli enti locali, inserite nella legge n. 244/07 – Legge Finanziaria 2008.

Documenti allegati:

Audizione alla Camera sui derivati

“Non c’è, per le Province, un allarme  derivati: secondo il Ministero dell’economia sono solo 43 le Province che hanno sottoscritto 127 relativi contratti, ma tra questi ci sono anche le rinegoziazioni di contratti esistenti, per una esposizione complessiva riportata da Banca d’Italia pari a 100 milioni di euro. Però c’è bisogno di costruire un quadro di certezze all’insegna della trasparenza, obiettivo che non si può raggiungere con provvedimenti tampone, come quelli inseriti nella manovra finanziaria all’esame del Senato”. Lo ha detto Maurizio Zingoni, componente dell’Ufficio di  presidenza dell’Upi, intervenuto insieme all’Assessore al Bilancio della Provincia di Roma, Antonio Rosati, all’audizione che si è svolta oggi alla Commissione Finanze della Camera dei Deputati sul tema dei derivati. Proprio l’Assessore Rosati ha ricordato quanto su questi temi sia necessario costruire modelli virtuosi tra tutti i soggetti coinvolti “perché questi strumenti sono utilizzati per dare risorse al cuore dei bilanci delle Province e dei Comuni, che sono gli investimenti. Dobbiamo rendere più efficace la struttura, e c’è la necessità di fare crescere il livello di informazione su questi strumenti e sugli istituti che li offrono,  senza però eccedere in burocrazia”.
Zingoni e Rosati hanno poi presentato alla Commissione un documento con le proposte dell’Upi :

– l’istituzione di una Cabina di Regia che possa favorire il confronto tra tutti gli attori coinvolti: Ministero dell’Economia, Consob, Banca d’Italia, ABI, Regioni, Province e Comuni;
– l’utilizzo in via prioritaria del procedimento della gara per l’individuazione dell’istituto bancario con cui effettuare tali operazioni, al fine di realizzare le condizioni migliori e stimolando una maggiore efficienza del mercato;
– l’utilizzo del rating quale tratto distintivo imprescindibile per l’attivazione di tali strumenti: affidabilità finanziaria e professionalità sono i requisiti necessari per gli operatori che si accingono a sottoscrivere determinati contratti;
– la diversificazione degli strumenti finanziari offerti
– la pubblicizzazione di comportamenti “non in linea “ degli istituti di credito.

Proposte che sono state accolte in maniera positiva dalla Commissione Finanza della Camera. 

SUL TEMA  LEGGI L’ARTICOLO DE “IL SOLE 24 ORE” pubblicato venerdì 16 novembre 2007

UTILIZZO DEGLI STRUMENTI DI FINANZA DERIVATA

In allegato, il documento in oggetto.

Documenti allegati:

Manovra Finanziaria 2008

In allegato:

– le prime osservazioni alla Finanziaria 2008 elaborate dall’Ufficio studi Upi

– la nota politica sulla Finanziaria 2008

– le proposte di emendamenti

Documenti allegati:

POCA CONSIDERAZIONE PER RUOLO E CONTRIBUTO ENTI LOCALI

(Adnkronos) – Nel Dpef 2008-2011 c’e’ poca considerazione del ruolo degli enti locali e del contributo che possono, e devono, ancora offrire al Paese per favorire la ripresa
economica e per incoraggiare il miglioramento della situazione della finanza pubblica. A denunciarlo l’Unione delle province italiane (Upi) che oggi ha partecipato a un’audizione indetta dalle Commissioni Bilancio di Camera e Senato, nel corso della quale ha consegnato i documenti con il parere dell’Associazione sul Dpef e le osservazioni
sul dl relativo agli avanzi di amministrazione.

Ad intervenire per l’Upi è stato il Consigliere della Provincia di Livorno Maurizio Zingoni, Componente dell’Uffiico di Presidenza.

Secondo l’Upi, che esprime “perplessita’” e “contrarieta’” sul metodo utilizzato per la messa a punto del Documento, nel Dpef “manca in sostanza una visione di sistema che sia consona e coerente con il quadro istituzionale dettato dal Titolo V della Costituzione”. Da alcuni punti del Documento, spiega l’Upi, emerge una “visione verticistica, ormai fuori tempo, dei livelli di governo, dove e’ lo Stato a definire unilateralmente le politiche di sviluppo che altri dovranno realizzare”.

“Di fatto – sottolinea l’Upi – l’intero Dpef si concentra sulle diverse direttrici dell’azione di governo, lasciando un po’ troppo sullo sfondo la parte che Regioni ed Enti locali gia’ oggi esercitano sulla base delle loro funzioni istituzionali, rinviando il pieno coinvolgimento delle autonomie territoriali ad un momento successivo alla piena attuazione del Titolo V della Costituzione, attraverso l’approvazione dei disegni di legge sulla Carta delle autonomie locali e sul federalismo fiscale”. 

Riguardo al federalismo fiscale l’Upi chiede che l’attuazione del federalismo fiscale e il codice delle autonomie locali vadano di pari passo, assicurando “sintonia e coerenza
reciproche’. Tuttavia, l’Upi rileva che gia’ l’impostazione del ddl delega sul federalismo fiscale risulta in alcuni punti in contrasto con la Costituzione e con quanto previsto dal disegno di legge delega sulle funzioni fondamentali di Comuni, Province e Citta’
metropolitane. Le province puntano poi l’attenzione sul Patto di Stabilita’ interno, spiegando che il Dpef non esprime efficacemente l’importanza di questo strumento, considerato invece dall’Upi “centrale per un efficace governo della finanza pubblica nonche’ per garantire un corretto rapporto istituzionale tra Stato, Regioni,
Province e Comuni”.

L’Upi condivide la necessita’ di una riformulazione del Patto di stabilita’ interno per il 2008 “sulla scorta dell’esperienza condotta dagli enti nel corso dell’anno 2007”. Il nuovo patto di stabilita’ per il 2008, sottolinea l’Upi, “dovra’ essere reimpostato secondo criteri
improntati alla semplificazione, che siano piu’ coerenti con i parametri adottati dall’Italia in sede di verifica degli obiettivi del Patto di stabilita’ e crescita in ambito comunitario”.

E’ necessario, aggiunge l’Upi, “garantire un adeguato livello di investimenti e, al tempo stesso, responsabilizzare le scelte politiche in materia di spesa, senza ulteriori vincoli che risulterebbero obsoleti e non congruenti rispetto all’autonomia finanziaria di entrata e di spesa dettata dalla Costituzione”. Le province puntano l’attenzione sull’esigenza di modernizzare la Pa e evidenziano come campi prioritari: l’istruzione superiore, formazione professionale e politiche del lavoro; territorio e ambiente, infrastrutture e sviluppo
sostenibile.  (Sci/Pn/Adnkronos)

Avanzi di amministrazione

In allegato, il documento con la posizione dell’Upi sulla questione dell’utilizzo degli avanzi di amministrazione, e l’emendamento richiesto al decreto Legge n.81 del 2007.

Documenti allegati:

DPEF 2008 – 2011

In allegato, il documento con il parere dell’Upi sul Dpef 2008 – 2011, consegnato nell’audizione avuta al Senato con Commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato.

 

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TEFA: NOTA ANCI UPI SULLA RISCOSSIONE

Con il decreto legisativo n. 152/06, la legislazione in materia ambientale è stata riorganizzata per settori specifici.

In allegatola lettera che il Presidente dell’Anci, Leonardo Domenici, e il Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, hanno inviato a tutti i Sindaci e a tutti i Presidenti di Pro vincia, insieme ad:

una nota congiunta ANCI UPI

una nota del Dipartimento per le Politiche fiscali

– il testo del secondo decreto correttivo del dlgs 152/06 approvato dal Consiglio dei Ministri.

Dati questi documenti, il Presidente dell’Anci e il Presidente dell’Upi invitano nella lettera Sindaci e Presidenti di provincia a matenere invariato il regime di prelievo e dunque l’attività di riscossione del tributo provinciale per l’esercizio delle funzioni di tutela, protezione e igiene ambientale.

Documenti allegati:

Audizione informale alla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati.

In allegato, il documento sui cambiamenti climatici, consegnato dall’Upi nell’Audizione informale alla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati del 29 marzo 2007.

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