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Programma infrastrutture strategiche

Nella Conferenza unificata del 28 luglio 2004, insieme al parere sul DPEF 2006 – 2009 è stato sottoposto all’attenzione dei rappresentanti di Regioni ed Enti locali il nuovo Programma Infrastrutture strategiche, – III Documento di programmazione economica e finanziaria concernente individuazione delle infrastrutture pubbliche e private e degli insediamenti produttivi strategici e di preminente interesse nazionale da realizzare per la modernizzazione e lo sviluppo del Paese di cui all’articolo 1, comma 1, della legge 21 dicembre 2001, n. 443 (legge obiettivo), sul quale e richiesta una specifica intesa della Conferenza unificata.

Il punto all’ordine del giorno è stato rinviato alla Conferenza unificata dis settembre. Il Programma Infrastrutture strategiche 2006 – 2009 è reperibile sul sito del Senato della Repubblica, come allegato al DPEF

Conferenza Unificata del 28 luglio 2005

Ordine del giorno
Conferenza Unificata 28 luglio 2005




1) Approvazione del verbale della seduta del 30 giugno 2005

2) Parere sul Documento di programmazione economico-finanziaria (DPEF) relativo alla manovra di finanza pubblica per gli anni 2006-2009, approvato dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 15 luglio 2005 (ECONOMIA E FINANZE). Parere ai sensi dell’articolo 1 bis, comma 2, della legge 5 agosto 1978, n. 468 e successive modificazioni. Cfr. documento ANCI-UPI-UNCEM e documento UPI

3) Intesa sul Programma Infrastrutture strategiche – III Documento di programmazione economica e finanziaria concernente individuazione delle infrastrutture pubbliche e private e degli insediamenti produttivi strategici e di preminente interesse nazionale da realizzare per la modernizzazione e lo sviluppo del Paese di cui all’articolo 1, comma 1, della legge 21 dicembre 2001, n. 443 (legge obiettivo) (INFRASTRUTTURE E TRASPORTI). Intesa, ai sensi dell’articolo 1, comma 1, della legge 21 dicembre 2001, n. 443. RINVIO 

4) Parere, per gli aspetti di competenza, sul disegno di legge concernente il piano di azione per lo sviluppo economico, sociale e territoriale (AC 5736) (ECONOMIA E FINANZE). Parere ai sensi dell’articolo 2, comma 3, e articolo 9, comma 3, della legge 28 agosto 1997, n.281. Il Governo accoglie con riserva alcuni emendamenti UPI.

5) Intesa in ordine alla realizzazione del sistema educativo di istruzione e di istruzione e formazione professionale (ISTRUZIONE, UNIVERSITA’ E RICERCA). Intesa ai sensi dell’art. 8 comma 6 della legge 5 giugno 2003, n. 131. RINVIO per consentire ulteriori approfondimenti per un’intesa anche sul punto 7).

6) Schema di decreto legislativo concernente la definizione delle norme generali in materia di formazione degli insegnanti, ai fini dell’accesso all’insegnamento, ai sensi dell’articolo 5 della legge 28 marzo 2003, n. 53 (ISTRUZIONE; UNIVERSITA’ E RICERCA). Parere ai sensi dell’articolo 1, comma 2, della legge 28 marzo 2003, n. 53.Intesa ai sensi dell’articolo 1, comma 2, della legge 28 marzo 2003, n. 53 relativamente all’articolo 2, comma 2. Parere negativo. Intesa rinviata.

7) Parere sullo schema di decreto legislativo concernente le norme generali ed i livelli essenziali di prestazioni relativi al secondo ciclo del sistema educativo di istruzione e formazione, ai sensi dell’articolo 2 della legge 28 marzo 2003, n. 53 (ISTRUZIONE; UNIVERSITA’ E RICERCA). Parere ai sensi dell’articolo 1, comma 2, della legge 28 marzo 2003, n. 53. Rinvio alla CU del 15 settembre con impegno del Ministro Moratti ad aprire un tavolo di confronto.

8) Intesa in ordine ai criteri di riparto dei contributi statali a favore degli enti che gestiscono in maniera associata i servizi comunali (INTERNO). Intesa ai sensi dell’articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131. Parere favorevole 

9) Proposta di accordo tra Governo, Regioni ed Autonomie locali per la fissazione di criteri e limiti per le assunzioni di personale a tempo indeterminato per il triennio 2005-2007, per le Regioni, le Province e i Comuni e per gli Enti del Servizio Sanitario Nazionale, ai fini dell’emanazione del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri previsto dall’articolo 1, comma 98, della legge 30 dicembre 2004, n. 311 (FUNZIONE PUBBLICA). Accordo ai sensi dell’articolo 9, comma 2, lettera c) del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. Parere favorevole: è stato travato un accordo differenziato per le Regioni a statuto speciale e le Province autonome. 

10) Schema di decreto del Presidente della Repubblica recante “Regolamento di semplificazione del procedimento di astensione anticipata dal lavoro delle donne in stato di gravidanza”, ai sensi dell’art. 63-bis, dell’allegato A, della legge 24 novembre 2000, n. 340 (FUNZIONE PUBBLICA – LAVORO E POLITICHE SOCIALI). Parere ai sensi dell’articolo 9, comma 3, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. Parere favorevole 

11) Aggiornamento annuale 2005 al Piano strategico triennale Formez 2003-2005, ai sensi di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 285 (FUNZIONE PUBBLICA)Parere ai sensi dell’articolo 3, comma 2, del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 285. Parere favorevole 

12) Intesa sul recepimento per i comparti non statali del protocollo d’intesa del 27 maggio 2005 relativo al rinnovo contrattuale delle amministrazioni statali (FUNZIONE PUBBLICA). Intesa ai sensi dell’articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n.131. Non essendo pervenuto un documento dalla Funzione Pubblica, le Regioni e gli Enti locali si impegnano a recepire l’intesa ed il Governo ad elaborare un documento che affronti il tema delle risorse per la copertura dell’Intesa e quello delle riforma dell modalità di contrattazione.

13) Intesa sulle “Norme tecniche per le costruzioni”, ai sensi dell’art. 5, comma 1, del decreto legge 28 maggio 2004, n. 136, convertito dalla legge 27 luglio 2004, n. 186 (INFRASTRUTTURE E TRASPORTI). Intesa ai sensi dell’articolo 54 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112. Parere favorevole

14) Intesa sullo schema di decreto del Ministro per i beni e le attività culturali, di concerto con il Ministro delle Politiche agricole e forestali e con il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio, predisposto in attuazione dell’articolo 1, comma 2, della legge 24 dicembre 2003, n. 378, concernente individuazione delle tipologie di architettura rurale presenti sul territorio nazionale e definizione degli interventi conservativi da ammettere a contributo (BENI E ATTIVITA’ CULTURALI). Intesa ai sensi dell’articolo 1, comma 2, della legge 24 dicembre 2003, n. 378. Parere favorevoleùù

15) Proposta di accordo sui criteri e le procedure per la concessione dei contributi alle organizzazioni di volontariato di Protezione civile per i progetti prodotti nel triennio 2004-2005-2006 (PROTEZIONE CIVILE). Accordo ai sensi dell’articolo 9, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281.Parere favorevole 

16) Regime autorizzativo dei centri di raccolta per il conferimento differenziato dei rifiuti urbani (AMBIENTE E TUTELA DEL TERRITORIO). Richiesta delle Regioni e delle autonomie locali. Il Governo ribadisce la necessità di un intervento normativo

17) Informativa dei Ministri del lavoro e dell’economia e delle finanze in relazione all’ammontare del Fondo per le politiche sociali (LAVORO E POLITICHE SOCIALI – ECONOMIA E FINANZE). Richiesta delle Regioni e delle autonomie locali. Dopo una protesta di regioni ed Enti locali il Governo assicura che sarà stanziato 1c  iliardo di euro per il Fondo.


 

DPEF 2006-2009

Il 21 luglio 2005 si è svolta l’audizione dell’Upi presso le Commissioni Bilancio del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati in cui i rappresentanti dell’Upi hanno presentato il documento unitario ANCI-UPI-UNCEM e il documento di proposte dell’UPI per il DPEF 2006-2009 .

Cfr. il Comunicato stampa

 

 

 

Documenti allegati:

Scuola: riforma del II ciclo di istruzione

Pubblichiamo il documento predisposto dall’Upi  in merito alla riforma del II ciclo dell’istruzione.

Documenti allegati:

Un testo unitario di Upi Anci, Uncem e Regioni

Ecco l’ordine del giorno unitario redatto da Upi, Anci, Uncem, e Conferenza delle Regioni, che è stato consegnato al Governo nell’incontro avuto a Palazzo Chigi per illustrare a Regioni ed Enti locali il DPEF.

Documenti allegati:

Upi: In primo piano sicurezza e ripresa economica

Sì ad una politica di sicurezza fortemente integrata tra il livello territoriale e quello nazionale, mentre netta contrarietà ad accordi al ribasso sul bilancio comunitario 2007 – 2013. Questo le osservazioni dell’Upi al Programma di lavoro della Commissione europea per il 2005 ed al Programma operativo del Consiglio Europeo, presentate oggi dal Presidente della Provincia di Pisa, Andrea Pieroni in una audizione alla Camera dei Deputati.

Per quanto riguarda il Programma di lavoro della Commissione Europea, il Presidente Pieroni, si è detto pienamente d’accordo con le priorità individuate per il 2005 nei temi della prosperità, della solidarietà, della sicurezza. “ Per quel che concerne la prosperità – ha detto Pieroni – come Upi non  possiamo che condividere la scelta della Commissione di porsi quale obiettivo politico cardine il rilancio della crescita economica, attraverso un maggior sostegno alla ricerca, all’innovazione e il rafforzamento del settore dei servizi. In quanto alle questioni legate alla sicurezza – ha ricordato Pieroni –  Regioni, Province e Comuni stanno facendo molto: al di là del concorso nel presidio del territorio, e delle azioni di controllo legate alle politiche dei visti e della libera circolazione delle persone, nello specifico delle Province, si sono avviati progetti integrati che mirano ad un coordinamento operativo tra le forze di polizia locali ai vari livelli, in raccordo con le forze di polizia nazionali. Credo che questa sia la strada migliore – ha detto –  il modello vincente per rispondere alla crescente richiesta di sicurezza, per trasmettere al cittadino la consapevolezza che lo Stato e le autonomie locali condividono l’obiettivo di garantire un territorio sicuro a tutti i livelli e che lavorano insieme per questo, in un clima di leale collaborazione”.

Quanto al Programma operativo del Consiglio per il 2005, il Presidente ha sottolineato la preoccupazione dell’Upi per il mancato accordo sul bilancio comunitario al Consiglio europeo di giugno :  “Crediamo come Province – ha detto – che il pacchetto delle prospettive finanziarie 2007-2013 abbia subito un duro colpo di arresto. E’ importante che si arrivi ad una definizione del quadro finanziario, ma non si deve certo perseguire l’obiettivo di una definizione a tutti i costi.  Come UPI insistiamo perché l’accordo si attesti su una proposta quanto più vicina possibile alla soglia proposta dalla Commissione (1, 24% del PNL comunitario) e non a quella dei sei paesi del cosiddetto fronte del Nord (1%), perché con una politica di coesione fortemente ridimensionata alcuni dei nostri territori rischiano di perdere circa il 30% delle risorse rispetto a questa programmazione”.

In conclusione, il Presidente Pieroni ha sottolineato la richiesta dell’Upi di essere coinvolta a pieno titolo nella redazione del Programma Nazionale di attuazione della strategia di Lisbona, il  documento politico che dovrà delineare una strategia complessiva in materia di crescita e occupazione che ciascuno Stato membro dovrà elaborare.

DPEF E FINANZIARIA 2006

Nel link il documento approvato il 23 giugno 2005 dal Consiglio Direttivo e dall’ Assemblea dei Presidenti di Provincia, con le proposte dell’Unione delle Province d’Italia in vista della predisposizione del Documento di Programmazione Economico-Finanziaria 2006-2009

L’audizione dell’Upi alla Commissione cultura della Camera

Il Testo unico dei principi fondamentali sullo spettacolo dal vivo è uno strumento indispensabile per garantire il riassetto definitivo e funzionale della materia.

Lo ha detto Maria Piera Pastore responsabile per la cultura dell’Upi e consigliera della Provincia di  Novara, intervenuta in una audizione alla Commissione Cultura della Camera dei Deputati.

“Apprezziamo – ha detto la consigliera Pastore – l’intenzione del legislatore di definire un testo unico sulla materia, e per questo, con spirito costruttivo, presentiamo delle osservazioni dirette a migliorare il provvedimento, così da potere arrivare alla definizione di una normativa che sia condivisa da tutte le istituzioni e dagli operatori del settore”.

In particolare nel documento consegnato dall’Upi alla Commissione, si sottolinea la mancanza di una definizione esatta delle competenze tra Stato, Regioni, Province e Comuni.

Il provvedimento, prosegue l’Upi, non riconosce poi il chiaro sostegno prestato fino ad oggi allo spettacolo dal vivo da parte delle Province, e non disciplina i meccanismi di finanziamento per le Autonomie locali. Tra le competenze dello Stato, infatti, viene contemplata l’assegnazione delle risorse del Fondo Unico per lo spettacolo, attraverso criteri e modalità stabiliti dal Ministero senza che sia previsto il confronto in sede di Conferenza Unificata.

In allegato, il documento consegnato alla Commissione.

Documenti allegati:

Audizione del 25 novembre 2004

L’Unione delle Province d’Italia, all’audizione sulla manovra finanziaria per il 2005, presso la Commissione Parlamentare per le questioni regionali, Senato della Repubblica, Roma 25 novembre 2004, ha consegnato il seguente documento.

Legge Finanziaria per il 2005

DOCUMENTO UPI

SU DDL 3223

DISPOSIZIONI PER LA FORMAZIONE DEL BILANCIO ANNUALE
E PLURIENNALE DELLO STATO (LEGGE FINANZIARIA 2005)

 

Audizione

Commissione Parlamentare per le questioni regionali

Roma 26 novembre 2004
Senato della Repubblica

 

 

IL NUOVO PATTO DI STABILITA’ INTERNO: IL TETTO ALLE SPESE.

L’impostazione data alla manovra economica per l’anno 2005, imperniata sul tetto del 2% alla crescita delle spese delle amministrazioni pubbliche riflette, in primo luogo, una scarsa consapevolezza della reale portata del nuovo titolo V della Costituzione, che vede Regioni, Province e Comuni enti autonomi, anche sul versante finanziario all’interno di un quadro di coordinamento della finanza pubblica; rileva altresì una conoscenza superficiale del ruolo, assolutamente primario, degli enti locali, nelle politiche di investimento sul territorio.

Il nuovo patto di stabilità, così come riformulato dall’art. 6 del disegno di legge finanziaria, elimina la centralità delle dinamiche di controllo dei saldi e introduce, come parametro di riferimento, il complesso delle spese, correnti e di investimento, ponendo un tetto alla loro crescita, pari – secondo la prima formulazione – al 4,8% per l’anno 2005 (su base 2003) mentre, per i due anni seguenti, la spesa ai fini del patto non potrà crescere oltre quella programmatica per l’anno precedente aumentata del 2%. L’effetto di compressione della spesa di investimento risulterà amplificata e perciò insopportabile nel biennio 2006-2007.

Il risultato di tale manovra, come si evince da una simulazione operata dall’UPI nella prima ipotesi del 4,8% determinerà, per le Province, mancati investimenti sul territorio pari a circa 1,5 miliardi di euro, riferiti ad impegni di spesa già assunti, e dotati di apposita copertura finanziaria, e relativi, in larga parte, a settori fondamentali come strade e scuole.

Ora, a fronte della riformulazione del testo, così come licenziato dalla Camera dei Deputati, il tetto di spesa per gli enti locali è stato modificato con l’11,5% sulla media del triennio 2001-2003.
 
E’ evidente che non sembrano essere stati valutati con oculatezza i processi istituzionali di questi ultimi anni caratterizzati dal  decentramento amministrativo prima e il nuovo titolo V Cost, che hanno rafforzato notevolmente questo livello di governo locale, affidandogli fondamentali funzioni relativamente ai servizi all’impiego, la tutela del territorio, oltre che la costruzione e manutenzione di strade e scuole, rappresentando di fatto, come la stessa Corte dei Conti rileva, un forte volano alla politica degli investimenti. Allo stesso tempo hanno sempre conseguito gli obiettivi previsti dal patto di stabilità interno dal 1999 ad oggi.

All’interno dell’intero comparto delle Regioni e delle autonomie locali, le Province sono quelle che più di ogni altro livello di governo locale hanno acquisito ulteriori compiti e funzioni, incrementando in maniera sostanziale, proprio nel triennio di riferimento, i flussi di spesa. A conferma di quanto affermato i dati Istat riportano per le Province un incremento del 48% delle spese per investimenti (nel triennio 2001-2003), a fronte di un 26% delle Regioni e del 9% dei Comuni.

Una limitazione della crescita degli investimenti si ripercuote poi, inevitabilmente, anche sulla capacità progettuale degli enti, che vedono limitare, in termini di competenza, i loro orizzonti di pianificazione.

L’inclusione delle spese per gli investimenti all’interno del tetto di spesa rappresenta dunque un elemento di estrema pericolosità, costringendo ad una scelta tra il continuare a sviluppare le politiche di infrastrutturazione e sviluppo dei territori oltre che a fornire servizi adeguati alle collettività, oppure non rispettare il tetto di spesa e, di conseguenza, il patto di stabilità interno per il 2005.

Un esempio interessante in questo senso è rappresentato dalle funzioni trasferite a decorrere dal 2004 (unitamente alle relative risorse) alle Province: in questo caso la Provincia si troverà nella condizione di dover scegliere se rispettare il tetto bloccando i servizi, oppure erogare i servizi e subire le sanzioni relative al patto di stabilità. Ciò anche in presenza di un bilancio sano e “virtuoso”.

Con le modifiche apportate dall’Aula della Camera, dunque, come emerge da una seconda simulazione effettuata dall’Unione Province d’Italia, il taglio operato con il tetto dell’11,5% sale da 1,5 miliardi di euro a 2 miliardi di euro. Solo alcuni esempi: la Provincia di Roma vede ridurre il suo tetto di spesa per gli investimenti per 35 milioni di euro, Brescia di 22, Verona di 13 e Modena di 12.

Senza contare la farraginosità del meccanismo individuato per l’imposizione del tetto dell’11,5% -ovvero del 10%- secondo una spesa media procapite riferita a fasce demografiche, peraltro non coerenti con le differenti realtà provinciali: sono state individuate solo due tipologie di Province (popolazione sopra e sotto i 400 mila abitanti) all’interno delle quali si rinvengono province medie e province metropolitane, con vocazioni, evidentemente, troppo differenti, che si contraddistinguono per fattori oggettivi ed ineliminabili (complessità territoriali, volontà di decentramento da parte delle regioni, presenza di aree metropolitane, ecc.)

In conclusione un patto di stabilità fondato solo sul tetto di spesa ha come principale effetto di vanificare qualsiasi politica di bilancio, disincentivando lo sforzo tributario, e svincolando di fatto la politica delle entrate da quella delle spese, considerando l’insieme delle autonomie al pari di amministrazioni decentrate dello Stato, con l’effetto perverso e immediato di bloccare qualsivoglia processo di decentramento in atto o futuro: ne è riprova l’esclusione dal computo dei trasferimenti destinati ad altre amministrazioni pubbliche, che ribalta di fatto il meccanismo, fino ad oggi adottato, di scomputare le spese per funzioni trasferite.
Ma soprattutto l’inclusione delle spese per investimenti nel tetto di crescita della spesa penalizzerà gli enti locali che devono adempiere in termini di cassa ad obblighi contrattuali, a fronte di investimenti già avviati negli anni precedenti, determinando di fatto un’uscita dal patto di stabilità interno. Non è credibile un obbligo di bloccare l’erogazione dei flussi di cassa legati ad attività il cui iter ha avuto già inizio, ed il cui finanziamento è già acquisito, perché ciò avrebbe la nefasta conseguenza di bloccare cantieri o costringere ad una rescissione di contratti già stipulati.

Proposte di emendamenti.

Gli allegati emendamenti fanno riferimento in particolare, all’art.6 del ddl, recante patto di stabilità interno per gli enti locali.
L’UPI ritiene che sia opportuno prevedere per le Province un meccanismo diverso da quello dei comuni ed in linea con quello delle Regioni, che faccia nuovamente riferimento al tetto del 4,8% sulle spese  2003, proprio per consentire alle Province di non essere penalizzate (attraverso il riferimento alla media triennale) dall’essere state protagoniste della fase di decentramento amministrativo svoltasi appunto proprio nel triennio 2001-2003.

 


 

 

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RIFORME COSTITUZIONALI

Cfr. il documento Upi

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DOCUMENTI UPI SU FINANZIARIA 2005

L’Assemblea dei Presidenti e degli Assessori al bilancio delle Province italiane del 14 ottobre 2004 ha approvato all’unanimità un ordine del giorno in cui si ribadisce che il disegno di legge finanziaria per il 2005 è inaccettabile e inapplicabile e che, in questo modo, si blocca il paese. 

Nel corso dell’assemblea sono stati presentati e discussi i seguenti documenti:

il documento Upi presentato nell’audizione dell’8 ottobre 2004 presso le Commissioni Bilancio di Camera e Senato, in cui si evidenziano le conseguenze della legge finanziaria 2005 per le Province e l’insostenibilità del tetto di spesa del 2% che comporterà il blocco degli investimenti provinciali;

gli emendamenti Upi al disegno di legge AC5310 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello stato (legge finanziaria 2005)”;

una Nota esplicativa con una simulazione sui “Dati riguardanti l’applicazione dell’art. 6 della Legge Finanziaria”   (Patto di stabilità interno per gli enti territoriali) relativamente agli investimenti delle Province (cfr. anche nota metodologica);

alcune tabelle con indicatori di sintesi sull’evoluzione degli investimenti delle Province negli anni 2001-2003.
 

 


 

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