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Scuole, UPI “Per assicurare apertura in presenza servono subito risorse e indicazioni. Destinare 400 milioni per la riapertura delle scuole”

 

“Tutte le istituzioni e il mondo della scuola si muovono per un obiettivo comune: la riapertura di tutte le scuole di ogni ordine e grado con la didattica in presenza, per assicurare agli studenti il diritto all’istruzione in piena sicurezza. È una priorità su cui serve trovare al più presto soluzioni”. Lo scrive oggi il Presidente dell’UPI Michele de Pascale in una lettera al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, dopo la riunione del coordinamento di ieri.

“La tempistica per dare il via agli interventi di messa in sicurezza degli edifici deve essere accelerata, per non trovarci nella condizione di dovere risolvere il problema dell’apertura delle scuole nei primi quindici giorni di settembre. Le indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico e del rapporto del Comitato per la riapertura, poi, dovranno essere strettamente aderenti alla realtà effettiva delle scuole italiane o rischiano di non essere praticabili e di impedire, di fatto, la riapertura del 50% delle scuole superiori, quelle costruite prima del 1976 soprattutto nelle grandi aree urbane, che sono situate in palazzi antichi e non hanno spesso né palestra né Aula Magna. È del tutto evidente che in queste strutture non possono essere applicate norme rigide di distanziamento fisico, o non saranno considerate agibili. A questo – conclude la lettera del Presidente dell’UPI – dobbiamo aggiungere la mancanza di risorse per Province, Città metropolitane e Comuni, destinate espressamente agli interventi per la riapertura delle scuole, senza le quali gli enti gestori non possono avviare alcun tipo di opera. Chiederci di utilizzare a questo scopo i pochissimi fondi oggi riservati alla messa in sicurezza delle scuole, quelli cioè che a fatica dopo anni abbiamo ottenuto per impedire che i solai cadano sulle teste degli alunni, non è praticabile né comprensibile. Il Decreto rilancio prevede un fondo di 1 miliardo, 400 milioni per il 2020 e 600 milioni per il 2021: almeno i 400 milioni del 2020 devono essere espressamente indirizzati a Province, Città metropolitane e Comuni agli interventi per la ripresa dell’anno scolastico.”

Scuole, UPI “Per assicurare apertura in presenza servono subito risorse e indicazioni. Destinare 400 milioni per la riapertura delle scuole”

 

“Tutte le istituzioni e il mondo della scuola si muovono per un obiettivo comune: la riapertura di tutte le scuole di ogni ordine e grado con la didattica in presenza, per assicurare agli studenti il diritto all’istruzione in piena sicurezza. È una priorità su cui serve trovare al più presto soluzioni”. Lo scrive oggi il Presidente dell’UPI Michele de Pascale in una lettera al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, dopo la riunione del coordinamento di ieri.

“La tempistica per dare il via agli interventi di messa in sicurezza degli edifici deve essere accelerata, per non trovarci nella condizione di dovere risolvere il problema dell’apertura delle scuole nei primi quindici giorni di settembre. Le indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico e del rapporto del Comitato per la riapertura, poi, dovranno essere strettamente aderenti alla realtà effettiva delle scuole italiane o rischiano di non essere praticabili e di impedire, di fatto, la riapertura del 50% delle scuole superiori, quelle costruite prima del 1976 soprattutto nelle grandi aree urbane, che sono situate in palazzi antichi e non hanno spesso né palestra né Aula Magna. È del tutto evidente che in queste strutture non possono essere applicate norme rigide di distanziamento fisico, o non saranno considerate agibili. A questo – conclude la lettera del Presidente dell’UPI – dobbiamo aggiungere la mancanza di risorse per Province, Città metropolitane e Comuni, destinate espressamente agli interventi per la riapertura delle scuole, senza le quali gli enti gestori non possono avviare alcun tipo di opera. Chiederci di utilizzare a questo scopo i pochissimi fondi oggi riservati alla messa in sicurezza delle scuole, quelli cioè che a fatica dopo anni abbiamo ottenuto per impedire che i solai cadano sulle teste degli alunni, non è praticabile né comprensibile. Il Decreto rilancio prevede un fondo di 1 miliardo, 400 milioni per il 2020 e 600 milioni per il 2021: almeno i 400 milioni del 2020 devono essere espressamente indirizzati a Province, Città metropolitane e Comuni agli interventi per la ripresa dell’anno scolastico.”

Provincia di Belluno: partono i lavori di messa in sicurezza a Villaga, intervento da 990mila euro

Partirà nei prossimi giorni la messa in sicurezza dell’abitato di Villaga, in Comune di Feltre. Una vasta operazione gestita dalla Provincia di Belluno che servirà a porre fine ad annosi problemi di natura idrogeologica. Sei interventi complementari, per un valore di quasi 1 milione di euro.
IL DISSESTO
L’abitato di Villaga convive da qualche anno con il problema delle colate detritiche provenienti dal monte Tomatico, innescate da un canale che si presenta privo d’acqua per gran parte dell’anno, ma diventa un vero e proprio torrente nei momenti di temporali e precipitazioni intense, tanto da scavare il terreno e trascinarsi dietro fango, terra e massi.
Diverse frane si sono verificate nel novembre 2011, in occasione di eventi meteo eccezionali. Il 13 ottobre 2014 l’episodio più consistente, con una discesa di fango e massi di oltre 20mila metri cubi che ha interessato superfici coltivate e lambito anche alcune abitazioni, oltre alla strada comunale. Seguito il 4 e 5 novembre 2014 da un altro evento di colata, che ha rivelato le vaste dimensioni del dissesto.
Nelle settimane immediatamente successive, Comune e Provincia hanno avviato interventi in somma urgenza per rimuovere il materiale e ripristinare il pendio a ridosso delle abitazioni. Parallelamente è stata portata avanti la progettazione per la sistemazione definitiva.
GLI INTERVENTI
I lavori che partiranno a brevissimo sono un insieme di sei interventi diversi, tutti orientati alla realizzazione di un canale di scarico per il recapito sicuro delle acque meteoriche. Lo scopo è quello di intercettare l’acqua prima che possa erodere il terreno e convogliarla fino allo scarico naturale nel rio Aurich, a valle dell’abitato. Si tratta del primo stralcio, che riguarderà il rifacimento del guado e la sistemazione del canale a monte e l’ampliamento della vascone di deposito (installata durante gli interventi di somma urgenza dell’ottobre-novembre 2014), con la realizzazione di una vasca di dissipazione, per rallentare la forza dell’acqua. A valle del vascone, sarà realizzato il nuovo canale di scarico, lungo circa 270 metri, fino a via Barucce, che sarà attraversata con un tubo scatolare prefabbricato. Il canale sarà fatto proseguire oltre, per altri 200 metri fino a via Villaga, dove il progetto prevede un ulteriore attraversamento, sempre con tubo scatolare.
IL COMMENTO
«Si tratta di uno degli interventi più importanti che stiamo portando avanti, sia dal punto di vista della complessità sia per l’importo economico – commenta il consigliere provinciale delegato alla Difesa del Suolo, Massimo Bortoluzzi -. Il nostro territorio si presenta fragile, soprattutto dopo il passaggio della tempesta Vaia, ma con lavori di questo tipo, possiamo garantire la vivibilità anche alle zone periferiche dei centri urbani e della provincia. Ringrazio i tecnici del Settore Difesa del Suolo che hanno confermato ancora una volta quanto sia importante poter programmare e gestire da vicino, in Provincia, lavori su frane e smottamenti».
«Con questo intervento si pone la parola “fine” a una questione aperta oramai da alcuni anni, che ci ha visto costretti – in una fase particolarmente critica – anche a evacuare alcune abitazioni – afferma Adis Zatta, assessore ai lavori pubblici, alle manutenzioni e alla Protezione Civile del Comune di Feltre -. Non possiamo che ringraziare la Provincia di Belluno e in particolare il Settore Difesa del Suolo per aver fatta propria la necessità di un intervento coordinato e organico che ci consente di sistemare un altro tassello importante nella battaglia contro il dissesto idrogeologico e di rispettare l’impegno di lavori attesi dalla popolazione di Villaga e non solo».

Provincia di Belluno: partono i lavori di messa in sicurezza a Villaga, intervento da 990mila euro

Partirà nei prossimi giorni la messa in sicurezza dell’abitato di Villaga, in Comune di Feltre. Una vasta operazione gestita dalla Provincia di Belluno che servirà a porre fine ad annosi problemi di natura idrogeologica. Sei interventi complementari, per un valore di quasi 1 milione di euro.
IL DISSESTO
L’abitato di Villaga convive da qualche anno con il problema delle colate detritiche provenienti dal monte Tomatico, innescate da un canale che si presenta privo d’acqua per gran parte dell’anno, ma diventa un vero e proprio torrente nei momenti di temporali e precipitazioni intense, tanto da scavare il terreno e trascinarsi dietro fango, terra e massi.
Diverse frane si sono verificate nel novembre 2011, in occasione di eventi meteo eccezionali. Il 13 ottobre 2014 l’episodio più consistente, con una discesa di fango e massi di oltre 20mila metri cubi che ha interessato superfici coltivate e lambito anche alcune abitazioni, oltre alla strada comunale. Seguito il 4 e 5 novembre 2014 da un altro evento di colata, che ha rivelato le vaste dimensioni del dissesto.
Nelle settimane immediatamente successive, Comune e Provincia hanno avviato interventi in somma urgenza per rimuovere il materiale e ripristinare il pendio a ridosso delle abitazioni. Parallelamente è stata portata avanti la progettazione per la sistemazione definitiva.
GLI INTERVENTI
I lavori che partiranno a brevissimo sono un insieme di sei interventi diversi, tutti orientati alla realizzazione di un canale di scarico per il recapito sicuro delle acque meteoriche. Lo scopo è quello di intercettare l’acqua prima che possa erodere il terreno e convogliarla fino allo scarico naturale nel rio Aurich, a valle dell’abitato. Si tratta del primo stralcio, che riguarderà il rifacimento del guado e la sistemazione del canale a monte e l’ampliamento della vascone di deposito (installata durante gli interventi di somma urgenza dell’ottobre-novembre 2014), con la realizzazione di una vasca di dissipazione, per rallentare la forza dell’acqua. A valle del vascone, sarà realizzato il nuovo canale di scarico, lungo circa 270 metri, fino a via Barucce, che sarà attraversata con un tubo scatolare prefabbricato. Il canale sarà fatto proseguire oltre, per altri 200 metri fino a via Villaga, dove il progetto prevede un ulteriore attraversamento, sempre con tubo scatolare.
IL COMMENTO
«Si tratta di uno degli interventi più importanti che stiamo portando avanti, sia dal punto di vista della complessità sia per l’importo economico – commenta il consigliere provinciale delegato alla Difesa del Suolo, Massimo Bortoluzzi -. Il nostro territorio si presenta fragile, soprattutto dopo il passaggio della tempesta Vaia, ma con lavori di questo tipo, possiamo garantire la vivibilità anche alle zone periferiche dei centri urbani e della provincia. Ringrazio i tecnici del Settore Difesa del Suolo che hanno confermato ancora una volta quanto sia importante poter programmare e gestire da vicino, in Provincia, lavori su frane e smottamenti».
«Con questo intervento si pone la parola “fine” a una questione aperta oramai da alcuni anni, che ci ha visto costretti – in una fase particolarmente critica – anche a evacuare alcune abitazioni – afferma Adis Zatta, assessore ai lavori pubblici, alle manutenzioni e alla Protezione Civile del Comune di Feltre -. Non possiamo che ringraziare la Provincia di Belluno e in particolare il Settore Difesa del Suolo per aver fatta propria la necessità di un intervento coordinato e organico che ci consente di sistemare un altro tassello importante nella battaglia contro il dissesto idrogeologico e di rispettare l’impegno di lavori attesi dalla popolazione di Villaga e non solo».

Provincia di Teramo: La dorsale Adriatica rilanciata dall’UPI. “Ora serve l’Alta Velocità. la Provincia di Teramo e l’Abruzzo per anni hanno lavorato al Corridoio Adriatico” commenta il consigliere delegato all’urbanistica, Lanfranco Cardinale

Il Ministro dei Beni, delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini, in una recentissima intervista al Corriere della Sera, ha lanciato l’idea di mettere al centro del nuovo piano strategico degli investimenti per il nostro Paese la dorsale Adriatica con un duplice progetto: ferrovia ad Alta velocità in parte su nuovo tracciato che segue le autostrade, e mobilità ciclabile nelle zone ad alto pregio ambientale e naturalistico. La Provincia di Teramo aderisce all’appello del presidente dell’UPI, Michele de Pascale, che ha rilanciato il progetto a tutte le Province della dorsale.

Una nuova linea ad alta velocità che congiunga Taranto a Trieste – commenta il consigliere delegato alla viabilità e all’urbanistica, l’architetto Lanfranco Cardinale l’Abruzzo e la Provincia di Teramo ci hanno lavorato per anni. Se questa parte dell’Italia continua ad essere tagliata fuori dai collegamenti dell’alta velocità ha ben poche speranze di rilanciare l’economia e il turismo e quindi lo sviluppo sostenibile. Che passerà attraverso reti veloci, meno trasporti su gomma e piste ciclabili. L’idea del ministro Franceschini e dell’Unione delle Province va sostenuta, sviluppata e finanziata”.

Come sotto lineato anche dal presidente UPI, de Pascale: “Una linea che oggi rappresenta un grande limite, di portata e di velocità, ma anche una cesura violenta per molte comunità che si stanno ripensando in termini di mobilità leggera e di rigenerazione urbana. Una linea che invece potrebbe cogliere l’occasione storica del cambio di orientamento che sta vivendo l’Unione Europea in termine al sostegno agli investimenti, e rappresentare uno dei grandi progetti infrastrutturali che usufruirà dei nuovi finanziamenti europei annunciati dalla Presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen”.

Una progetto con questa visione consentirebbe di raggiungere tre obiettivi: investimenti infrastrutturali e quindi occupazione; deciso miglioramento degli indicatori ambientali; aumento della competitività con collegamenti veloci verso poli produttivi, culturali e turistici. “Un progetto trasversale che vede unite le Province e che unirebbe le comunità dal nord al sud  – chiosa Cardinale – come Franceschini e de Pascale pensiamo che proprio questo è il momento giusto: dall’emergenza COVID se ne esce con una visione nuova”.

Entro fine maggio a Salerno mare pulito grazie ai lavori della Provincia di depurazione dai reflui urbani

La Provincia di Salerno, dopo poco più di un anno di lavorazioni ininterrotte, ha quasi concluso i lavori di collegamento dei reflui del Comune di Cetara all’Impianto di Depurazione di Salerno.

Entro fine mese di maggio sarà completato il collegamento via mare della stazione di rilancio dei reflui ubicata nel Comune di Cetara con il realizzando collegamento alla prima Stazione di Rilancio nel Comune di Salerno all’impianto di Depurazione di Salerno.

“Con in lavori in corso di completamento – dichiara il Presidente della Provincia, Michele Strianese – iniziati nell’aprile del 2019, sarà possibile eliminare il primo degli scarichi in mare dei reflui urbani presenti in Costiera Amalfitana, obiettivo prefissato dalla Provincia di Salerno, grazie alla efficace collaborazione della Regione Campania, con l’intervento di Risanamento dei Corpi Idrici Superficiali del nostro Ente.

In dettaglio l’opera di convogliamento in corso di collegamento, coordinata dal nostro Settore Ambiente, diretto da Angelo Cavaliere, consiste in:
• riqualificazione funzionale e tecnologica della stazione di rilancio ubicata nel Comune di Cetara in fase di ultimazione;
• primo tratto di collettamento fognario di lunghezza di circa 300 m, già realizzato, eseguito mediante la tecnica di Trivellazione Orizzontale Controllata (HDD) dall’area parcheggio ubicata a ridosso del porto di Cetara verso il mare ad una profondità variabile tra gli 8 ed i 6 m sotto il fondale marino;
• secondo tratto di collettamento fognario di lunghezza di circa 3600 m, già realizzato, eseguito mediante posa, scavo e rinterro subacqueo con mezzi navali specializzati per la posa del tratto di condotta ad una profondità di circa 1.80 m sotto il fondale marino;
• terzo tratto di collettamento fognario di lunghezza di circa 300 m, in corso di completamento entro questo mese, eseguito mediante la tecnica di Trivellazione Orizzontale Controllata (HDD) dall’area parcheggio ubicata a ridosso del porto di Salerno verso il mare ad una profondità di circa 6 m sotto del fondale marino.

Dopo il completamento della condotta sottomarina ed effettuato il relativo collaudo dell’ultimo tratto in corso di realizzazione, i lavori proseguiranno lungo via Ligea e via Porto anche grazie alla prontezza ed alla disponibilità fornita dai tecnici del Settore Mobilità Urbana, Trasporti E Manutenzioni dell’Amministrazione Comunale di Salerno ed all’attenta analisi da parte di quest’ultima del piano del traffico da attuarsi per il completamento delle opere.

La tecnica adottata HDD (Horizontal Directional Drilling) ha consentito di attraversare sia l’arenile che l’area portuale di Cetara senza interessare la superficie; altrettanto sta avvenendo nell’area parcheggio di via Ligea laddove si sta attraversando il sottosuolo ad una profondità media di 6 m sotto il fondale marino.

È un intervento veramente importante, che si conclude all’inizio della stagione estiva, andando a favorire i flussi turistici della nostra provincia che soprattutto in questo momento ha bisogno di rilanciare il turismo e la valorizzazione delle nostre coste, del nostro mare. Ringrazio il Comune di Salerno per la totale sinergia organizzativa e ringrazio la Regione Campania, in particolare il Presidente On. Vincenzo De Luca, sempre attento alle esigenze dei nostri territori e che, attraverso i finanziamenti regionali, ci permette in questo caso di realizzare una fondamentale opera di depurazione del nostro mare.”

FOTO: IMMAGINE DI REPERTORIO Prima delle norme di distanziamento sociale da Covid19

Entro fine maggio a Salerno mare pulito grazie ai lavori della Provincia di depurazione dai reflui urbani

La Provincia di Salerno, dopo poco più di un anno di lavorazioni ininterrotte, ha quasi concluso i lavori di collegamento dei reflui del Comune di Cetara all’Impianto di Depurazione di Salerno.

Entro fine mese di maggio sarà completato il collegamento via mare della stazione di rilancio dei reflui ubicata nel Comune di Cetara con il realizzando collegamento alla prima Stazione di Rilancio nel Comune di Salerno all’impianto di Depurazione di Salerno.

“Con in lavori in corso di completamento – dichiara il Presidente della Provincia, Michele Strianese – iniziati nell’aprile del 2019, sarà possibile eliminare il primo degli scarichi in mare dei reflui urbani presenti in Costiera Amalfitana, obiettivo prefissato dalla Provincia di Salerno, grazie alla efficace collaborazione della Regione Campania, con l’intervento di Risanamento dei Corpi Idrici Superficiali del nostro Ente.

In dettaglio l’opera di convogliamento in corso di collegamento, coordinata dal nostro Settore Ambiente, diretto da Angelo Cavaliere, consiste in:
• riqualificazione funzionale e tecnologica della stazione di rilancio ubicata nel Comune di Cetara in fase di ultimazione;
• primo tratto di collettamento fognario di lunghezza di circa 300 m, già realizzato, eseguito mediante la tecnica di Trivellazione Orizzontale Controllata (HDD) dall’area parcheggio ubicata a ridosso del porto di Cetara verso il mare ad una profondità variabile tra gli 8 ed i 6 m sotto il fondale marino;
• secondo tratto di collettamento fognario di lunghezza di circa 3600 m, già realizzato, eseguito mediante posa, scavo e rinterro subacqueo con mezzi navali specializzati per la posa del tratto di condotta ad una profondità di circa 1.80 m sotto il fondale marino;
• terzo tratto di collettamento fognario di lunghezza di circa 300 m, in corso di completamento entro questo mese, eseguito mediante la tecnica di Trivellazione Orizzontale Controllata (HDD) dall’area parcheggio ubicata a ridosso del porto di Salerno verso il mare ad una profondità di circa 6 m sotto del fondale marino.

Dopo il completamento della condotta sottomarina ed effettuato il relativo collaudo dell’ultimo tratto in corso di realizzazione, i lavori proseguiranno lungo via Ligea e via Porto anche grazie alla prontezza ed alla disponibilità fornita dai tecnici del Settore Mobilità Urbana, Trasporti E Manutenzioni dell’Amministrazione Comunale di Salerno ed all’attenta analisi da parte di quest’ultima del piano del traffico da attuarsi per il completamento delle opere.

La tecnica adottata HDD (Horizontal Directional Drilling) ha consentito di attraversare sia l’arenile che l’area portuale di Cetara senza interessare la superficie; altrettanto sta avvenendo nell’area parcheggio di via Ligea laddove si sta attraversando il sottosuolo ad una profondità media di 6 m sotto il fondale marino.

È un intervento veramente importante, che si conclude all’inizio della stagione estiva, andando a favorire i flussi turistici della nostra provincia che soprattutto in questo momento ha bisogno di rilanciare il turismo e la valorizzazione delle nostre coste, del nostro mare. Ringrazio il Comune di Salerno per la totale sinergia organizzativa e ringrazio la Regione Campania, in particolare il Presidente On. Vincenzo De Luca, sempre attento alle esigenze dei nostri territori e che, attraverso i finanziamenti regionali, ci permette in questo caso di realizzare una fondamentale opera di depurazione del nostro mare.”

FOTO: IMMAGINE DI REPERTORIO Prima delle norme di distanziamento sociale da Covid19

Alta Velocità dorsale Adriatica: de Pascale scrive ai Presidenti di Provincia

Pubblichiamo la lettera inviata dal Presidente di UPI Michele de Pascale ai Presidenti di Regione, di Provincia e ai Sindaci interessati alla dorsale adriatica.

 

Caro Sindaco, Caro Presidente,

Il Ministro dei Beni e delle attività culturali e del Turismo Dario Franceschini, in una recentissima intervista al Corriere della Sera, ha lanciato l’idea di mettere al centro del nuovo piano strategico degli investimenti per il nostro Paese la dorsale Adriatica, con un duplice progetto: ferrovia ad Alta velocità in parte su nuovo tracciato che segue le autostrade, e mobilità ciclabile nelle zone ad alto pregio ambientale e naturalistico.

L’idea è suggestiva e rompe un silenzio assordante sulle infrastrutture a servizio di questa parte del paese che, da molti decenni, sembra totalmente dimenticata, a vantaggio di tutto ciò che è invece avvenuto al di là dell’appennino e che ha profondamente cambiato il modo di spostarsi degli italiani.

Da Sindaco di Ravenna, città portuale e turistica, da tempo mi batto per il potenziamento dei collegamenti ferroviari e voglio raccogliere con entusiasmo questa sfida che può aprire una stagione di protagonismo, non solo per le città che si affacciano sull’Adriatico, ma per tutto il Paese in termini di connessioni con il mondo, sia con il nord e l’est europeo che con il Medio Oriente e la Cina. Sono comunità, le nostre, con lo sguardo da sempre rivolto ad est, che possono giocare un ruolo determinante per il rilancio del nostro paese, in termini sociali, culturali ed economici, sia nella logistica che nel turismo.

Parliamo di una linea nuova che congiunga Taranto a Trieste, passando per Bari, Pescara, Ancona, Pesaro, Rimini, Ravenna, Ferrara, Rovigo, Padova e Venezia.

Una linea che oggi rappresenta un grande limite, di portata e di velocità, ma anche una cesura violenta per molte comunità che si stanno ripensando in termini di mobilità leggera e di rigenerazione urbana.

Una linea che invece potrebbe cogliere l’occasione storica del cambio di orientamento che sta vivendo l’Unione Europea in termine al sostegno agli investimenti, e rappresentare uno dei grandi progetti infrastrutturali che usufruirà dei nuovi finanziamenti europei annunciati dalla Presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen.

Un investimento di questa portata terrebbe insieme i tre obiettivi fondamentali che abbiamo davanti a noi: rilanciare gli investimenti con un impatto immediato su occupazione e lavoro; migliorare le nostre performance ambientali, spostando su ferro persone e merci; rendere più competitivo il nostro paese collegandone stabilmente i nodi produttivi e culturali.

Varrebbe per la portualità e la logistica connettendo i tre porti dell’alto Adriatico, Trieste, Venezia e Ravenna, che da tempo, non senza difficoltà, lavorano per la loro integrazione all’interno del NAPA (North Adriatic Ports Association) anche con gli scali del centrosud, con una sinergia fondamentale anche per il rilancio industriale del mezzogiorno.

Varrebbe a maggior ragione sul turismo dove campionesse assolute come Venezia, la riviera Romagnola, con Rimini in testa, o il Salento, potrebbero integrarsi a vicenda e beneficiare di una rete ricchissima di destinazioni balneari e culturali di altissimo valore ma con straordinari margini di crescita come la riviera marchigiana e abruzzese e con città d’arte come Ravenna, Ferrara e Padova.

 

Il dado è tratto, ed è stato lanciato direttamente da uno degli esponenti più autorevoli del Governo, ma non possiamo lasciare questo progetto solo alle istituzioni centrali, e dobbiamo farne una grande sfida collettiva delle comunità che si affacciano sul Mare Adriatico, con i loro Comuni, le loro Province e le loro Regioni.

Ti scrivo quindi per chiedere la tua disponibilità ad un’azione comune affinché questo investimento, da suggestione, diventi concretamente realtà. Facciamone un progetto trasversale, capace di superare i confini geografici ma anche quelli politici, garantendosi così la forza e la gittata di superare gli andamenti dei singoli Governi e cambiare la nostra storia.

Province&Comuni: Le Province e il sistema dei servizi a supporto dei Comuni

Il Progetto “Province & Comuni – Le Province e il sistema dei servizi a supporto dei Comuni” intende definire e sostenere le azioni e gli interventi necessari per promuovere un modello più efficiente di amministrazione locale. Questo attraverso piani di riassetto organizzativo delle Province per la piena messa in opera del sistema di servizi a supporto dei Comuni, che garantiscano maggiore efficacia e semplificazione delle azioni dell’amministrazione locale.

Il progetto nasce dalla consapevolezza da parte delle Province circa la necessità di implementare una strategia unitaria e di sistema della governance territoriale che assicuri la modernizzazione del sistema amministrativo locale e implementi lo sviluppo socio-economico dei territori, attraverso la collaborazione tra la Provincia, quale ente in grado di pianificare e gestire servizi comuni integrando dati e informazioni territoriali, e i Comuni singoli o associati.

La finalità generale è quella di migliorare la capacità amministrativa degli enti locali e di razionalizzare la spesa pubblica, in piena coerenza con quanto previsto dalla legge di riforma degli enti locali e con gli obiettivi del PON Governance.
In particolare, si tratta di accompagnare il percorso avviato dalla Legge 56/14 che, accanto al riconoscimento di funzioni fondamentali, assegna alle Province un ruolo di supporto dei Comuni del territorio, per migliorare l’efficienza e la funzionalità dei servizi offerti dagli enti locali e favorire lo sviluppo socio-economico dei territori.

A partire dai seguenti tre ambiti di intervento, tra di loro interconnessi:

  1. Stazione unica appaltante su lavori, forniture e servizi, per razionalizzare la spesa pubblica negli enti locali.
  2. Progettazione e start up del Servizio Associato Politiche Europee, per supportare il territorio nel reperire risorse comunitarie.
  3. Servizi di innovazione, raccolta ed elaborazione dati, per la realizzazione dell’Agenda Digitale per migliorare, ammodernare e facilitare la realizzazione di servizi associati efficienti su bacini di area vasta.

Il Progetto “Province & Comuni” intende sviluppare un percorso e una metodologia per la progettazione e gestione di nuovi percorsi di pianificazione strategica dei servizi, dando concreta esecuzione ai cambiamenti organizzativi e allo sviluppo delle competenze legate alle innovazioni istituzionali che, a questo scopo, le Province stanno avviando.

Il Progetto si articola in quattro linee di intervento:

  • Sviluppo di modelli di servizi ai Comuni
  • Formazione e capacity building
  • Sviluppo di strumenti informatici a supporto
  • Networking e trasferimento dei modelli

Corte dei Conti: Enti Locali, linee guida su rendiconti 2019 e bilanci di previsione 2020-2022

La Sezione delle Autonomie della Corte dei conti ha approvato, con deliberazioni n. 8 e 9/2020, le Linee guida per le relazioni dei Collegi dei revisori dei conti degli enti locali sui rendiconti per l’anno 2019 e sui bilanci di previsione per gli esercizi 2020-2022, nonchè i relativi questionari.

Le indicazioni per le verifiche sul rendiconto 2019 riguardano il momento conclusivo delle analisi condotte sul ciclo di bilancio, al fine di stabilirne il grado di affidabilità e di valutarne la capacità di prevenire fenomeni di squilibrio e costituiscono il punto di partenza per la ricostruzione del quadro economico-finanziario di riferimento, entro cui vanno a collocarsi i provvedimenti adottati nell’attuale fase emergenziale.

Tra i profili sui quali si è focalizzata l’attenzione si segnalano, in particolare, le analisi sul risultato d’amministrazione, lo stato dell’indebitamento e gli equilibri di cassa, inscindibilmente collegati al mantenimento di quelli finanziari complessivi, mentre sono previsti focus specifici su modalità di ripiano delle varie componenti del disavanzo, somme incamerate e utilizzate a titolo di anticipazioni di liquidità, corretta costruzione del Fondo pluriennale vincolato e adeguatezza degli accantonamenti al Fondo crediti di dubbia esigibilità. In disparte l’analisi di alcuni aspetti della gestione delle Province e degli enti colpiti da eventi sismici.

Ad analoga finalità sono ispirate le “Linee guida sui bilanci di previsione degli enti locali, per gli esercizi 2020-2022” che possono rappresentare un ausilio, per gli enti, nella predisposizione dello strumento programmatorio, ovvero nella gestione dei bilanci già adottati, tenendo conto dell’esigenza di contemperare gli effetti indotti dalla fase emergenziale (in termini di minori entrate e maggiori spese) con gli obiettivi di stabilità finanziaria. In questa prospettiva, pur a fronte di un assetto normativo in corso di definizione, la Sezione delle autonomie ha ritenuto di non differirne l’adozione.

In continuità col passato, è stato mantenuto l’impegno a ridurre al minimo gli oneri informativi di dati contabili, attraverso l’utilizzo, ormai consolidato, delle banche dati pubbliche.

Corte dei conti
Ufficio stampa

Corte dei Conti: Enti Locali, linee guida su rendiconti 2019 e bilanci di previsione 2020-2022

La Sezione delle Autonomie della Corte dei conti ha approvato, con deliberazioni n. 8 e 9/2020, le Linee guida per le relazioni dei Collegi dei revisori dei conti degli enti locali sui rendiconti per l’anno 2019 e sui bilanci di previsione per gli esercizi 2020-2022, nonchè i relativi questionari.

Le indicazioni per le verifiche sul rendiconto 2019 riguardano il momento conclusivo delle analisi condotte sul ciclo di bilancio, al fine di stabilirne il grado di affidabilità e di valutarne la capacità di prevenire fenomeni di squilibrio e costituiscono il punto di partenza per la ricostruzione del quadro economico-finanziario di riferimento, entro cui vanno a collocarsi i provvedimenti adottati nell’attuale fase emergenziale.

Tra i profili sui quali si è focalizzata l’attenzione si segnalano, in particolare, le analisi sul risultato d’amministrazione, lo stato dell’indebitamento e gli equilibri di cassa, inscindibilmente collegati al mantenimento di quelli finanziari complessivi, mentre sono previsti focus specifici su modalità di ripiano delle varie componenti del disavanzo, somme incamerate e utilizzate a titolo di anticipazioni di liquidità, corretta costruzione del Fondo pluriennale vincolato e adeguatezza degli accantonamenti al Fondo crediti di dubbia esigibilità. In disparte l’analisi di alcuni aspetti della gestione delle Province e degli enti colpiti da eventi sismici.

Ad analoga finalità sono ispirate le “Linee guida sui bilanci di previsione degli enti locali, per gli esercizi 2020-2022” che possono rappresentare un ausilio, per gli enti, nella predisposizione dello strumento programmatorio, ovvero nella gestione dei bilanci già adottati, tenendo conto dell’esigenza di contemperare gli effetti indotti dalla fase emergenziale (in termini di minori entrate e maggiori spese) con gli obiettivi di stabilità finanziaria. In questa prospettiva, pur a fronte di un assetto normativo in corso di definizione, la Sezione delle autonomie ha ritenuto di non differirne l’adozione.

In continuità col passato, è stato mantenuto l’impegno a ridurre al minimo gli oneri informativi di dati contabili, attraverso l’utilizzo, ormai consolidato, delle banche dati pubbliche.

Corte dei conti
Ufficio stampa

Installati nei punti di accesso del Palazzo della Provincia di Potenza e della Prefettura, i termoscanner di controllo e regolazione dell’entrata per la prevenzione del Covid19

L’iniziativa di fatto segue la definizione PROTOCOLLO PER L’ADOZIONE DELLE MISURE PER IL CONTRASTO E IL CONTENIMENTO DELLA DIFFUSIONE DEL VIRUS COVID-19 NEGLI AMBIENTI DI LAVORO

Nell’incontro tenuto la scorsa settimana, il Presidente, Rocco Guarino, ringraziando per il lavoro svolto e auspicato la sollecita definizione del Protocollo al fine di poter dare maggiore impulso, anche in presenza con le modalità convenute, alle attività della Provincia al fine di poter fornire risposte sempre più concrete al mondo del lavoro e delle imprese fortemente penalizzato dall’emergenza Covid-19. E tutto questo, ha spiegato il Presidente Guarino, per accelerare i processi formativi di progetti da realizzare e di opere cantierabili, stante l’emergenza viabilità ed ancor più in particolare quella dell’edilizia scolastica da far trovare pronta per la riapertura di settembre.

Da questa mattina dunque, è stato dato corso a specifiche misure di prevenzione nell’accesso agli uffici.

Il testo definito è stato integrato con le proposte formulate dalle RSU della Provincia. In linea generale, sono state accolte alcune integrazioni sulle misure di contrasto e contenimento del Covid19 e non quelle sugli aspetti organizzativi che riguardano ogni singolo dirigente.

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