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Scuole, UPI “Urgenti indicazioni per assicurare la ripartenza a settembre”

“Abbiamo bisogno di potere disporre subito delle indicazioni dei tecnici per adeguare le 7.400 scuole superiori alle norme di sicurezza anti COVID19 che saranno necessarie all’avvio a settembre del nuovo anno scolastico. Ci aspettiamo che nella riunione che avremo venerdì con il Comitato Tecnico del Ministero dell’Istruzione si chiariscano le azioni da mettere in campo e si definisca una programmazione rapida degli interventi, con risorse ad hoc e procedure semplificate, per permettere alle Province di avviare da subito i lavori necessari. Certo è che non possiamo aspettare oltre, o rischiamo di non essere pronti per settembre”. Lo ha detto la Vicepresidente di UPI Silvia Chiassai Martini, intervenendo alla riunione dell’Osservatorio per l’edilizia scolastica convocata oggi in videoconferenza dalla Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina e dalla Viceministra Anna Ascani.

“Il lavoro di collaborazione e coordinamento con il Ministero – ha sottolineato Chiassai Martini – procede in maniera molto positiva, ma ora abbiamo bisogno di accelerare i tempi sia di attribuzione delle risorse, sia delle procedure per spenderle. Non vorremmo ritrovarci ad avere a settembre le risorse per la riapertura delle scuole, non potendo a quel punto rispondere alle giustissime aspettative degli studenti, delle famiglie e del mondo della scuola”.

 

La Provincia di Cremona dà il via alla fase iniziale di realizzazione di un nuovo Ponte

La Provincia di Cremona ha approvato lo studio delle alternative per la realizzazione del nuovo Ponte sul fiume Oglio di Isola Dovarese sulla S.P. n° 11.

“Si tratta della fase iniziale dell’iter progettuale prevista dal codice degli appalti; tale elaborato servirà per procedere con scelta della soluzione ottimale in termini di costi/benefici e per la condivisione con tutti gli Enti preposti ad esprimere un parere di competenza (Comune, Sovrintendenza, Aipo, Autorità di Bacino ecc.) – ha spiegato Paolo Mirko Signoroni, Presidente della Provincia di Cremona – L’opera si rende necessaria a seguito delle verifiche tecniche effettuate negli scorsi anni che hanno restituito una condizione statica non conforme alle attuali normative oltre imponendo la limitazione di portata a 20 t”.

L’intervento, che sarà coordinato dal Settore Infrastrutture della Provincia di Cremona, comporta un costo complessivo di circa 12 milioni di euro è finanziata con fondi del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti (assegnati alla Provincia di Cremona con il D.M.I.T. n° 1 del 03.01.2020 – cd. “Decreto Ponti”).

Ha concluso Signoroni: “La prospettiva è quella di realizzare una struttura duratura nel tempo che ben si inserisca nel contesto ambientale Isolano con la riduzione o addirittura l’eliminazione di sostegni nell’alveo del fiume onde evitare interferenze idrauliche e ridare funzionalità alla strada. Si esprime, pertanto, soddisfazione per l’avvio della presente opera, che si inserisce in un insieme di altri interventi sui ponti della rete stradale cremonese per i quali la Provincia ha sempre posto grande attenzione con continui controlli e monitoraggi tutt’ora in corso. Altre opere minori vedranno l’avvio dell’iter entro l’anno sul territorio all’interno delle misure dello stesso “Decreto Ponti””.

“Innanzitutto desidero ringraziare la Provincia di Cremona e il Presidente Signoroni per aver prontamente, ancora ai primi di settembre 2019, preso a cuore il problema inviando al Ministero la richiesta con parere favorevole, vista l’importanza dell’arteria stradale che collega le due provincie di Cremona e Mantova – ha evidenziato al riguardo il Sindaco di Isola Dovarese, Gianpaolo Gansi – Per quanto ci riguarda, ci auguriamo che l’opera sia progettata, come già assicurato, per essere duratura nel tempo e che sia inserita correttamente nel contesto ambientale di pregio nel quale ci troviamo.
Insisteremo anche perchè si trovino le soluzioni adeguate per evitare disagi alla cittadinanza durante il tempo di esecuzione dei lavori”.

 

Provincia di Cuneo: cantieri aperti su tutte le strade provinciali

La Provincia sta realizzando in questi giorni importanti lavori di bitumatura sulle strade provinciali che rientrano ancora nel programma di stese 2019 già deliberato per tutti i quattro reparti viabilità di Cuneo, Saluzzo, Alba e Mondovì con  una spesa di 850 mila euro per ciascun reparto. Altri interventi partiranno entro maggio, tenendo conto delle condizioni meteo e del traffico ancora relativamente limitato a causa dell’emergenza sanitaria in corso.

Il presidente Federico Borgna: “Si tratta di interventi programmati da tempo che stiamo concludendo in questi giorni anche approfittando del traffico ancora relativamente limitato a causa dell’emergenza sanitaria in corso. In un periodo di risorse limitate procediamo per gradi, a partire dalle situazioni che presentano le maggiori criticità. Anche in questo sta il valore di avere un Consiglio provinciale in cui sono rappresentati tutti i territori della Granda, così da migliorare le condizioni generali di sicurezza della nostra vasta e articolata viabilità provinciale”

Nel reparto di Cuneo sono stati eseguiti i lavori di asfaltatura di due tratti, rispettivamente di circa 450 e 650 metri, lungo la strada provinciale 156 in località Termine di Villafalletto dalla rotatoria verso Costigliole Saluzzo e dalla rotatoria verso Savigliano, Se n’è occupata la ditta Edilscavi di Cuneo, così come per la provinciale 25 dalla rotatoria di Tarantasca verso San Benigno per circa 1.100 metri che sarà conclusa oggi giovedì 14 maggio. La prossima settimana sono in programma gli interventi di asfaltatura sulla provinciale 589 presso Madonna dell’Olmo dalla rotatoria Agip al cavalcaferrovia per circa 550 metri (già eseguite le fresature laterali), lungo la provinciale 422 a Borgo San Giuseppe dalla rotatoria Citroen al ponte sul torrente Gesso per 300 metri su due carreggiate per senso di marcia e ancora lungo la provinciale 21 alla rotatoria dello svincolo autostradale presso Bombonina.

Nel reparto di Saluzzo la ditta Sicas ha concluso che nei giorni scorsi la bitumatura della grande rotatoria della tangenziale Est di Saluzzo verso Savigliano e del ramo Saluzzo-Scarnafigi. Successivamente ha realizzato l’intervento di bitumatura della provinciale 45 Salmour Fossano dove, per migliorare l’aderenza dei veicoli, sono stati realizzati interventi di bitumatura in strato antiskid con asfalto speciale ad alta rugosità nei tornanti. Sempre sul reparto di Saluzzo la ditta Cogibit (subappalto Sicas) ha provveduto a fresare e poi bitumare tratti delle provinciali 214 e 344, oltre a concludere i lavori nel centro di Genola sulla provinciale 428 (fresatura e bitumatura). Dal prossimo 18 maggio la ditta appaltatrice Cogibit provvederà a fresare e bitumare l’ultima rotatoria che rimane sulla tangenziale di Saluzzo in direzione di Moretta, lungo la provinciale 663.

Nelle prossime settimane di maggio i lavori proseguiranno anche per gli altri due reparti di Alba e Mondovì. Per il reparto di Alba i lavori per le stese 2019 (lotto 2) sono previsti  a partire da lunedì 18 maggio sulla provinciale 265 in prossimità del bivio con la provinciale 200 per Neviglie Mompiano, sulla provinciale 158 nel tratto Alba -frazione M. di Como – cascina Bornetto – bivio sp 230 per Neviglie Mompiano. L’elenco prosegue per; sp 230 nel tratto Treiso – Mompiano – Manera; sp 592 – tratto Canelli – Cossano – Campetto¸sp 439 nel tratto Bivio Levice – Gorzegno – Bivio Prunetto; sp 291 tratto Sinio – Albaretto Torre; sp 661 tratto Bra (fine abitato) – Cherasco – Bivio sp 242; sp 661 tratto Bivio sp 242 – Monchiero; sp 57 tratto Monchiero – Monforte – Roddino; sp 929 tratto Pralormo – Montà; sp 119 tratto Baldissero – Ponte Colonie.

Per il reparto di Mondovì (lotto 2) partiranno entro fine mese  i seguenti interventi: lungo la strada provinciale 32  nel tratto -Ceva per 1.300 metri, sulla provinciale 35 nella diramazione verso Montaldo Mondovì (750 metri), provinciale 54 nel tratto tra Ceva e Paroldo (750 metri), provinciale 56 tratto Somano-Bossolasco (750 metri), tratto di diramazione Cigliè e Rocca Cigliè (350 metri), provinciale 154 tratto Monesi-Piaggia (Briga Alta, Salse-Upega-Viozene e Ormea (1.000 metri), provinciale 178 tra Pamparato, Colle Casotto e Garessio (1.000 metri), provinciale 296 tratto Rocca Cigliè – Stazione (350 metri), provinciale 327 verso la diramazione per Artesina (1.000 metri), provinciale 439 tratto Camerana e Confine Provincia di Savona (1.000 metri), provinciale 661 nel tratto Dogliani-Montezemolo (1.250 metri), provinciale 59  tratto Clavesana – Murazzano (200 metri) e provinciale 143 nel tratto Ceva – Battifollo (200 metri).

Fase2 Il messaggio del Presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin

Questo è il momento delle idee. E del gioco di squadra. La ripartenza vera del nostro territorio passa da qui e dalla presa di coscienza che la crisi post-coronavirus, inevitabile, riserva anche delle opportunità inattese, che dovremo essere in grado di cogliere e trasformare in concretezza.
Da domani possono riaprire le attività economiche e gran parte di quelle realtà che sono chiuse dall’inizio della pandemia. È un primo passo, un primissimo passo; non certo l’ultimo. La riapertura impone ancora diverse restrizioni, che rendono sicuramente difficile l’attività di chi lavora e anche dei clienti. Servirà un po’ di pazienza, perché non possiamo pensare che tutto sarà come prima del virus, immediatamente. Ci sarà bisogno di un periodo di rodaggio e contemporaneamente di attenzione e rispetto delle norme di sicurezza, per non ripiombare nella “Fase 1”.
Però non basta dire che saremo vicini a chi riapre, a chi tenta di riprendere la propria vita lavorativa, di rimettere in moto la propria impresa. La ripartenza comincia, ma le restrizioni sono ancora tante e tali da mettere in discussione la tenuta stessa di un’attività, già provata dal lungo lockdown. È in gioco il futuro delle nostre aziende, piccole e grandi, che rappresentano un patrimonio inestimabile del nostro territorio.
Non possiamo dimenticare neanche il mondo dello spettacolo, della cultura, della musica, ancora fermo e impossibilitato a lavorare in questa “Fase 2”. Si tratta di un settore fondamentale per la vita civile di un Paese e che dà respiro anche al nostro turismo, assicurando quegli eventi e quelle occasioni di movimento delle persone in grado di generare reddito e ricchezza. Un settore che quest’estate, penso anche ai grandi appuntamenti sportivi e ciclistici sulle Dolomiti, dovrà rimanere ancora al palo.
Proprio il turismo potrebbe essere il mezzo con cui far uscire il Bellunese dalla crisi del Covid. Come ho avuto modo di dire qualche giorno fa, siamo tra le province montane dell’arco alpino con il più basso tasso di contagi. E la discesa continua dei numeri di soggetti positivi al virus è un dato estremamente positivo. Significa che siamo sulla strada giusta. Su questo dovremo costruire una stagione estiva all’insegna della salubrità – l’aria, le montagne e gli ampi spazi aperti lo consentono – e della bellezza delle nostre Dolomiti.
Per questo e per la ripartenza dei negozi, delle piccole e medie imprese, delle attività anche del Terzo Settore serviranno misure forti di sostegno da parte del Governo, dell’Europa, della Regione, per rafforzare le prime azioni già messe in campo da diversi Comuni, sempre in prima linea nell’erogazione dei servizi.
Cosa può fare la Provincia in tutto questo? Può essere la cabina di regia di un movimento di ripartenza che abbracci tutte le componenti del nostro territorio. Ed è proprio quello che intendiamo fare. È il momento delle idee, perché servono le idee di tutti. È il momento di fare squadra e forse è la chance più ghiotta che abbiamo mai avuto per accantonare i campanilismi che da troppo tempo frenano la crescita del Bellunese e dei bellunesi.
La prima occasione per fare squadra sarà giovedì prossimo. A Palazzo Piloni ci incontreremo con sindacati, mondo dell’industria e del lavoro, categorie economiche e amministrative. Ragioneremo sulle prospettive del trasporto pubblico locale, anche in funzione della ripresa della scuola a settembre. E cercheremo insieme una soluzione alle criticità che le norme di distanziamento sociale della “Fase 2” impongono per i servizi di trasporto e per l’istruzione. Potrà essere un modello di discussione su cui costruire la ripartenza anche per tutti gli altri settori.
Come dice un vecchio proverbio africano, “se vuoi andare veloce, vai da solo; se vuoi andare distante, vai insieme”. Noi abbiamo bisogno di andare distanti, di disegnare il futuro della provincia di Belluno.

Fase2 Il messaggio del Presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin

Questo è il momento delle idee. E del gioco di squadra. La ripartenza vera del nostro territorio passa da qui e dalla presa di coscienza che la crisi post-coronavirus, inevitabile, riserva anche delle opportunità inattese, che dovremo essere in grado di cogliere e trasformare in concretezza.
Da domani possono riaprire le attività economiche e gran parte di quelle realtà che sono chiuse dall’inizio della pandemia. È un primo passo, un primissimo passo; non certo l’ultimo. La riapertura impone ancora diverse restrizioni, che rendono sicuramente difficile l’attività di chi lavora e anche dei clienti. Servirà un po’ di pazienza, perché non possiamo pensare che tutto sarà come prima del virus, immediatamente. Ci sarà bisogno di un periodo di rodaggio e contemporaneamente di attenzione e rispetto delle norme di sicurezza, per non ripiombare nella “Fase 1”.
Però non basta dire che saremo vicini a chi riapre, a chi tenta di riprendere la propria vita lavorativa, di rimettere in moto la propria impresa. La ripartenza comincia, ma le restrizioni sono ancora tante e tali da mettere in discussione la tenuta stessa di un’attività, già provata dal lungo lockdown. È in gioco il futuro delle nostre aziende, piccole e grandi, che rappresentano un patrimonio inestimabile del nostro territorio.
Non possiamo dimenticare neanche il mondo dello spettacolo, della cultura, della musica, ancora fermo e impossibilitato a lavorare in questa “Fase 2”. Si tratta di un settore fondamentale per la vita civile di un Paese e che dà respiro anche al nostro turismo, assicurando quegli eventi e quelle occasioni di movimento delle persone in grado di generare reddito e ricchezza. Un settore che quest’estate, penso anche ai grandi appuntamenti sportivi e ciclistici sulle Dolomiti, dovrà rimanere ancora al palo.
Proprio il turismo potrebbe essere il mezzo con cui far uscire il Bellunese dalla crisi del Covid. Come ho avuto modo di dire qualche giorno fa, siamo tra le province montane dell’arco alpino con il più basso tasso di contagi. E la discesa continua dei numeri di soggetti positivi al virus è un dato estremamente positivo. Significa che siamo sulla strada giusta. Su questo dovremo costruire una stagione estiva all’insegna della salubrità – l’aria, le montagne e gli ampi spazi aperti lo consentono – e della bellezza delle nostre Dolomiti.
Per questo e per la ripartenza dei negozi, delle piccole e medie imprese, delle attività anche del Terzo Settore serviranno misure forti di sostegno da parte del Governo, dell’Europa, della Regione, per rafforzare le prime azioni già messe in campo da diversi Comuni, sempre in prima linea nell’erogazione dei servizi.
Cosa può fare la Provincia in tutto questo? Può essere la cabina di regia di un movimento di ripartenza che abbracci tutte le componenti del nostro territorio. Ed è proprio quello che intendiamo fare. È il momento delle idee, perché servono le idee di tutti. È il momento di fare squadra e forse è la chance più ghiotta che abbiamo mai avuto per accantonare i campanilismi che da troppo tempo frenano la crescita del Bellunese e dei bellunesi.
La prima occasione per fare squadra sarà giovedì prossimo. A Palazzo Piloni ci incontreremo con sindacati, mondo dell’industria e del lavoro, categorie economiche e amministrative. Ragioneremo sulle prospettive del trasporto pubblico locale, anche in funzione della ripresa della scuola a settembre. E cercheremo insieme una soluzione alle criticità che le norme di distanziamento sociale della “Fase 2” impongono per i servizi di trasporto e per l’istruzione. Potrà essere un modello di discussione su cui costruire la ripartenza anche per tutti gli altri settori.
Come dice un vecchio proverbio africano, “se vuoi andare veloce, vai da solo; se vuoi andare distante, vai insieme”. Noi abbiamo bisogno di andare distanti, di disegnare il futuro della provincia di Belluno.

Via libera ai test sierologici per i dipendenti della Provincia di Cosenza.

Raggiunto l’accordo e approvato il “Protocollo delle misure di prevenzione e sicurezza da attuare negli ambienti di lavoro degli uffici della Provincia di Cosenza”.

Ieri insieme al presidente della Provincia di Cosenza Franco Iacucci, si è svolta una riunione con il Comitato per l’applicazione e la verifica delle regole del protocollo di regolamentazione, alla quale erano presenti i dirigenti dell’Ente, il medico competente, i delegati Rspp, Rls, Rsu. Inoltre, il presidente Iacucci ha annunciato che darà il via libera ai test sierologici per la rilevazione di eventuali anticorpi diretti contro Sars-CoV-2.

“Uno screening rivolto ai dipendenti in modo tale da garantire maggiore sicurezza sul lavoro e avere un quadro più definito dello stato di salute. Un investimento non da poco ma necessario. Con grande soddisfazione – ha affermato il presidente Franco Iacucci – devo dire che le attività dei settori del nostro Ente non si sono mai fermate, abbiamo continuato a lavorare, in un sistema di sicurezza, continuando a garantire l’erogazione dei servizi e le funzioni istituzionali della Provincia.

Siamo una delle prime Province in Italia ad adottare i test sierologici. Non abbiamo avuto alcuna notizia sulle strategie che intende adottare la Regione e, purtroppo, anche se più volte chiesto come sistema delle autonomie locali, non siamo stati coinvolti nella fase 1 e continuiamo a non essere coinvolti nella fase 2. Cosa che invece è avvenuta in tutte le altre Regioni d’Italia. La sfida si vince solo con il coinvolgimento e la solidarietà di tutte le istituzioni, mentre la Regione continua ad operare in solitaria.

Oggi credo sia fondamentale, soprattutto in una regione che ha avuto una minore diffusione del virus, monitorare i contagi. Questi test sono considerati anche dal Ministero della Salute uno strumento importante per stimare la diffusione dell’infezione in una comunità, nonostante non possano essere considerati sostitutivi al test molecolare. Al di là dei test sierologici, il Protocollo approvato ieri è la dimostrazione del lavoro no-stop del Comitato di coordinamento in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Il Protocollo definisce nel dettaglio le misure di prevenzione e sicurezza da attuare negli ambienti di lavoro degli uffici della Provincia di Cosenza, finalizzate al contenimento della diffusione del fenomeno correlato alla pandemia da COVID-19”.

Ciascun dipendente, prima di effettuare le procedure di ingresso, dovrà ritirare i DPI (mascherine e guanti – quantità necessaria per una settimana lavorativa) nei punti di distribuzione che saranno localizzati alle portinerie dei due Palazzi. Misure adottate, ovviamente, a seconda delle mansioni e delle attività da svolgere. Ingressi e uscite scaglionati, riunioni tra colleghi solo in caso di urgenza ma seguendo rigide misure, regole precise sull’utilizzo dei mezzi dell’Ente. Nel Protocollo si riportano le linee guida e le disposizioni di riferimento alle quali dovranno uniformarsi tutte le articolazioni organizzative dell’Ente, in considerazione della necessità di evitare situazioni di pregiudizio per la sicurezza dei lavoratori.

“Dall’ingresso in sede con la misurazione della temperatura tramite termoscanner alla consegna dei dispositivi di protezione individuale, dalle modalità di accesso al personale esterno fino alla pulizia e sanificazione dei luoghi lavoro. Nel Protocollo, redatto in applicazione di quello sottoscritto tra Governo e parti sociali il 24 aprile 2020, troviamo – ha spiegato Franco Iacucci – le linee guida e le prescrizioni da rispettare per lo svolgimento dell’attività lavorativa in condizioni di sicurezza. Ovviamente, ove possibile, verrà prediletta, ancora l’attività di smart working, così come previsto nel Dpcm del 26 aprile 2020. Come Provincia, prendiamo tutte le precauzioni possibili, ma abbiamo il dovere e l’obbligo di contribuire a far ripartire il Paese, partendo dai tanti investimenti e dai lavori che possiamo mettere in campo. Voglio ringraziare tutti i dipendenti della Provincia per il grande spirito di collaborazione e per l’impegno dimostrato in questa difficile fase di emergenza”.

Concorsi PA, l’UPI scrive alla Ministra Dadone

“Con la fase2 diventa urgente per le Province portare a termine le procedure concorsuali avviate prima dell’emergenza sanitaria. Dobbiamo potere assumere al più presto quel personale specialistico – ingegneri, geometri, tecnici informatici –  che nei prossimi mesi saranno essenziali per permettere alle Province di riprendere con nuovo slancio la progettazione e la programmazione degli investimenti. Servono indicazioni per riavviare la macchina dei concorsi, prima del 18 maggio”.

Lo scrive il Presidente dell’UPI Michele de Pascale in una lettera inviata alla Ministro per la Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone.

“Dobbiamo riorganizzare le nostre strutture amministrative – scrive de Pascale alla Ministra-  anche per riempire i vuoti che derivano dal lungo blocco delle assunzioni nelle Province e dal prepensionamento anticipato del personale, per far fronte alle esigenze di una rapida ripartenza delle attività economiche in condizioni di sicurezza. Nel periodo di sospensione dei concorsi stabilito dal decreto Cura Italia abbiamo comunque cercato di portare avanti tutte le procedure consentite, per accelerare l’assunzione di nuove professionalità nelle Province. Ora serve un intervento urgente affinché, a partire dal prossimo 18 maggio, le Province e tutte le pubbliche amministrazioni possano portare a conclusione le procedure concorsuali avviate e programmare nuove assunzioni. Per questo c’è bisogno di sapere per tempo e  già da ora, le modalità che si intende adottare per lo svolgimento delle prove concorsuali, che ci auguriamo saranno previste nelle forme semplificate in deroga alla normativa vigente,  come annunciato dal Governo”.

Pubblicato sul sito MIBACT l’avviso pubblico per il Fondo COVID Spettacolo dal vivo

E’ pubblicato a questo link  https://bit.ly/2SLA9xQ  sul sito del Ministero dei Beni Culturali l’avviso pubblico per l’accesso al fondo di 20 milioni di euro a sostegno delle realtà delle arti performative che non hanno ricevuto contributi provenienti dal FUS nel 2019. Tali risorse provengono dai fondi istituiti con il decreto “Cura Italia”, varato dal Governo lo scorso 17 marzo, che destinano 130 milioni di euro alle emergenze dello spettacolo e del cinema.

Questo stanziamento fornisce una prima risposta alle esigenze di tante piccole realtà che operano nei settori del teatro, della musica, della danza, del circo prive del sostegno statale e pertanto sottoposte a maggiori incertezze in questo momento di emergenza.

Le risorse verranno ripartite in parti uguali per ciascun beneficiario e verranno devolute ai soggetti che presenteranno domanda nel rispetto di quattro requisiti: prevedere nello statuto o nell’atto costitutivo lo svolgimento di attività di spettacolo dal vivo; avere sede legale in Italia; non aver ricevuto nel 2019 contributi dal FUS; aver svolto tra il 1° gennaio 2019 e il 29 febbraio 2020 un minimo di 15 rappresentazioni e aver versato contributi previdenziali per almeno 45 giornate lavorative, ovvero,  in alternativa aver  ospitato, nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 29 febbraio 2020, un minimo di 10 rappresentazioni essendo  in regola con il versamento dei contributi previdenziali.

Le domande potranno essere presentate utilizzando unicamente i modelli predisposti e resi disponibili sulla piattaforma on-line dalla Direzione Generale Spettacolo.

LE DOMANDE DOVRANNO PERVENIRE ENTRO E NON OLTRE LE ORE 16 DEL 25 MAGGIO 2020

Piano Infanzia: de Pascale “Apriamo le attività il 28 maggio giornata del diritto al gioco. Servono linee guida”

“La riapertura di spazi di socialità per i bambini e i ragazzi non è solo un modo per dare sollievo alle famiglie, che sono tornate al lavoro. E’ una vera necessità per la salute dei bambini, come ci stanno sollecitando da giorni i pediatri. Il 28 Maggio è la giornata internazionale del Diritto al gioco: lavoriamo per essere pronti a restituire ai bambini i loro spazi di gioco e socialità per quella data”.

Lo ha detto il Presidente dell’UPI Michele de Pascale intervenendo alla seconda riunione della Cabina di regia sul Piano infanzia e adolescenza insieme alle Ministre Azzolina e Bonetti.

“Pur con tutte le difficoltà tecniche,di ordine sanitario e di risorse da mettere in campo, che sicuramente ci sono, dobbiamo considerare questa attività come una priorità. Per quanto riguarda gli spazi – ha sottolineato de Pascale – non dobbiamo pensare solo a spazi aperti, ma anche musei, edifici scolastici delle scuole di secondo grado, palestre e spazi all’aperto afferenti agli edifici stessi per potere iniziare a far riprendere la socialità per i bambini e i ragazzi. Occorre elaborare specifici protocolli di sicurezza che abbiano valenza nazionale e contengano indicazioni regole chiare e valide su tutto il territorio, ma che possano poi essere declinati a livello regionale con il coordinamento degli enti locali.  Dobbiamo discipliare alcune azioni in maniera chiara, dai flussi di ingresso in entrata ed in uscita; dal rapporto numerico tra educatori e bambini alle selezione e formazione del personale; dall’uso dei dispositivi di protezione individuale di cui dovranno dotarsi bambini ed educatori, alle modalità di sanificazione degli spazi e dei giochi, all’utilizzo di test sierologici e tamponi periodici. Certo, servono risorse specifiche, ma non dobbiamo lasciarci travolgere dai problemi: il tema è troppo importante, merita che il Paese lo consideri tra le priorità della fase2”.

Appello ANCI e UPI a Governo: “Assegnare a Città metropolitane, Province e Comuni i fondi bloccati: al via piano di investimenti locali”

Spostare subito i miliardi di risorse non spese per gli investimenti a livello centrale, oggi fermi nei meandri delle diverse amministrazioni statali, a favore di Città metropolitane, Province e Comuni, per far partire subito un grande piano di investimenti locali.

È l’appello che lanciano il presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, e il presidente di UPI Michele de Pascale Sindaco e Presidente di Ravenna, al presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

“Già prima dell’emergenza sanitaria – sottolineano Decaro e de Pascale –  nella cabina di regia Strategia Italia eravamo stati informati dei forti ritardi di spesa registrati dai ministeri e dalle grandi aziende di Stato: per contro, i fondi di Città metropolitane, Province e Comuni, laddove assegnati, sono stati spesi, tanto che nel 2019 il 30 per cento degli investimenti totali derivano proprio da queste istituzioni. Il Paese nella fase 2 ha bisogno di una forte scossa per riavviare l’economia. Città metropolitane, Province e Comuni, con il rifinanziamento del fondo Fraccaro, con risorse nuove e procedure semplificate, in particolare per la progettazione e l’appalto, sono pronte ad aprire migliaia di cantieri in tutta Italia per mettere in sicurezza il patrimonio che gestiscono con priorità su ponti, viadotti, scuole e dissesto idrogeologico. E’ da queste opere, che servono ai cittadini e aiutano le imprese che possiamo far ripartire subito l’Italia”.

Scuola: incontro positivo Cabina di regia MIUR

Un incontro positivo e costruttivo, nel quale si è iniziato a tracciare un percorso condiviso per essere pronti ad accogliere in sicurezza studenti e lavoratori alla riapertura delle scuole a settembre.

Questo il commento del Presidente dell’UPI Michele de Pascale, e della Vicepresidente Silvia Chiassai Martini, che sono intervenuti oggi in videoconferenza alla Cabina di Regia de Ministero dell’Istruzione sull’ edilizia scolastica.

Due i temi prioritari su cui l’UPI ha richiesto l’attenzione del Ministro Azzolina e della Viceministro Ascani: lo sblocco delle risorse stanziate dalla Legge di Bilancio, 855 milioni in 5 anni, con procedure accelerate, così da potere aprire subito i cantieri e al definizione di un protocollo chiaro, condiviso con il Comitato di Esperti del MIUR, che detti le indicazioni per la riapertura in sicurezza delle 7.400 scuole secondarie superiori.

“Azzolina ed Ascani– dichiarano de Pascale e Chiassai Martini – ci hanno assicurato che già dalla prossima riunione avremo la presenza di Patrizio Bianchi, il Presidente del Comitato degli esperti. Questo permetterà quel raccordo saldo tra tecnici e politica che ci consentirà di trovare soluzioni condivise ed immediatamente operative”.

Quanto alle risorse, i rappresentanti UPI hanno ribadito che le Province sono pronte con oltre 1.000 progetti da mettere in campo da subito per l’edilizia scolastica: non appena arriveranno le risorse si potranno avviare le gare, dando anche respiro alle imprese locali.

Province, UPI “Grazie a Report: finalmente chiarezza”

“Ieri Report ha mostrato con chiarezza cosa succede al Paese se si tagliano le risorse per curare il territorio. E anche che le istituzioni vicine ai cittadini, come le Province, non sono uno spreco ma un ente necessario per  programmare e progettare gli investimenti e coordinare lo sviluppo locale. È questo il ruolo che la Costituzione assegna alle Province, che in questo momento di crisi diventa essenziale per la ripresa”.

È il commento del Presidente dell’UPI Michele de Pascale sull’inchiesta che la trasmissione Report ha dedicato alle Province, accendendo un faro sulle pesanti conseguenze subite dai cittadini a causa della riforma imposta nel 2015 che ne ha limitato le competenze e dei tagli lineari che hanno inciso sui servizi.

“Dobbiamo ringraziare la redazione di Report – aggiunge de Pascale – per avere raccontato, dati alla mano, le  conseguenze dei tagli alle Province e per avere fatto conoscere il caos che regna nelle Regioni a Statuto Speciale. Ora tocca a Governo e Parlamento fare un passo in avanti: noi siamo pronti, crediamo che le Province possano essere una risorsa importante come ente di cura e controllo del territorio,  che programma e progetta gli investimenti e semplifica la burocrazia.

Lo abbiamo già dimostrato, ogni volta che abbiamo avuto accesso alle risorse necessarie, solo a titolo di esempio: il Ponte di Colorno che unisce le Province di Cremona e Parma è stato costruito in 6 mesi grazie ai fondi del MIT per i ponti del PO; la Provincia di Matera ha un nuovo ponte, il Ponte San Laura sul fiume Sinni costruito grazie ai fondi della Regione Basilicata;la Provincia di Prato quest’anno ha potuto ricostruire un ponte mediceo, trasformandolo in ponte ciclopedonale, grazie al cofinanziamento di tutti gli attori istituzionali, mentre la Provincia di Ravenna ha potuto completare e riaprire alla circolazione diversi ponti, tra cui il San Silvestro Felisio; i finanziamenti regionali hanno permesso alla Provincia di Salerno di realizzare un nuovo liceo di 40 aule per mille ragazzi; mentre le Provincia di Brindisi ha potuto finanziare la costruzione di un nuovo Istituto alberghiero progettata interamente dal personale interno, come ha fatto la Provincia di Frosinone con il nuovo polo alberghiero appena aperto.

Abbiamo pronti altri 2 mila progetti tra strade e scuole: non è più sufficiente ammettere, come ormai è palese, di avere commesso un errore sulle Province. Ora serve fare un passo in avanti e restituire stabilità al sistema locale perché tutte le istituzioni possano, come devono, contribuire a garantire il benessere e i diritti dei cittadino”.

 

Nel link che segue, la ricerca di Openpolis su cui si basa l’inchiesta di Report

Province_Terra_di_nessuno

https://www.openpolis.it/esercizi/un-ente-che-continua-a-esistere-nellindifferenza-generale/

 

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