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Scuole: la Provincia di Lucca al lavoro in vista della riapertura degli istituti a settembre

Menesini: “L’ente di Palazzo Ducale è al fianco di studenti, professori e dirigenti scolastici. La scuola non è solo didattica ma insegna anche a rapportarsi con gli altri”

La Provincia di Lucca avvierà a breve un percorso di confronto sulla scuola in vista della riapertura a settembre degli istituti superiori di cui è competente, e per cui si attendono le linee guida del Ministero dell’istruzione che dovranno regolamentare l’afflusso degli studenti, il distanziamento fisico, la distribuzione dei ragazzi nelle aule e, più in generale, le norme di comportamento post covid 19 nell’ambiente scolastico, quindi riguardanti oltre che i ragazzi e i professori anche il personale amministrativo di segreteria e di supporto.

Lo annuncia il presidente della Provincia Luca Menesini che coinvolgerà nel percorso l’Ufficio scolastico territoriale guidato da Donatella Buonriposi, tutti i dirigenti scolastici degli istituti superiori e i Comuni interessati. Un lavoro operativo, oltre che di confronto, che partirà dal monitoraggio che sta effettuando la Provincia di Lucca sugli spazi a disposizione, su quelli che potranno essere resi disponibili e, soprattutto, su quanti alunni per aula potranno essere ospitati in base alle indicazioni del Governo.

“Stiamo già lavorando perché i nostri ragazzi tornino fisicamente a scuola a settembre – dice il presidente della Provincia, Luca Menesini -. Per questo motivo, nonostante non ci siano ancora indicazioni precise e certe dal livello nazionale, siamo già al lavoro per ‘fotografare’ il numero degli alunni, degli insegnanti e di tutto il personale delle nostre scuole superiori rapportandolo alle aule di ogni edificio, in modo da avviare a breve un confronto con i presidi, il provveditorato e i Comuni, partendo da dati reali e da una situazione concreta. La Provincia è al fianco dei presidi, dei ragazzi, degli insegnati e di tutto il personale scolastico che hanno appena concluso un anno particolare, e che ringrazio per la serietà e professionalità con cui lo hanno affrontato. Adesso tocca alle Istituzioni, tutte insieme, garantire ai nostri ragazzi di tornare a scuola e di farlo in sicurezza. Servono quindi linee chiare dal Ministero, e mi auguro che arrivino il prima possibile. Noi nel frattempo ci portiamo avanti, e lo facciamo tutti insieme certi che dal confronto, come già altre criticità superate hanno dimostrato, riusciremo ad adottare le soluzioni migliori. Sarà un lavoro importante, significativo e assolutamente prioritario: far tornare gli studenti in aula, perché la scuola non insegna soltanto le materie che si studiano, insegna a stare insieme”.

 Il percorso, oltre che dal presidente Menesini e dall’arch. Francesca Lazzari, dirigente dell’ufficio tecnico provinciale e del servizio edilizia scolastica, sarà seguito anche dalla consigliera delegata alla programmazione della Rete scolastica Maria Teresa Leone nonché dai consiglieri Andrea Bonfanti, Patrizio Andreuccetti, Sara D’Ambrosio, Andrea Carrari e Maurizio Verona che hanno la delega rispettivamente per le scuole di Lucca, Mediavalle, Piana, Garfagnana e Versilia.

Nuovo Sito Web per l’Upi Veneto

Nuovo sito Web per l’UPI Veneto, l’Unione delle Province del Veneto. Un portale dinamico, facilmente consultabile, dove poter trovare informazioni sull’Unione e conoscere le attività svolte in rete dalle 6 Province del Veneto e la Città Metropolitana di Venezia. Il portale è online da questa mattina e contiene una serie importante di contenuti, documenti scaricabili e utilità di vario tipo, oltre a un “social wall” che tiene costantemente aggiornato il feed delle notizie dell’Upi. Per visitare il sito basta collegarsi a www.upiveneto.it.

Il nuovo portale è stato realizzato internamente dagli uffici della Provincia di Treviso, il cui presidente Stefano Marcon è attualmente presidente dell’Upi Veneto.

“Vista la grande attività delle Province del Veneto nell’ultimo periodo, specie nel supporto ai sindaci e ai cittadini nel contrastare il Coronavirus, nella programmazione del dimensionamento scolastico e del trasporto, nella manutenzione delle scuole e nel dialogo col Governo per far sentire le istanze dei territori, era fondamentale avere un nuovo portale web che potesse comunicare velocemente – spiega Stefano Marcon, presidente dell’Upi Veneto – Il nostro portale fungerà dunque da cassa di risonanza per le attività delle Province e anche dell’Upi Nazionale, sempre pronto a sostenere i territori con bandi e iniziative”.

Provincia di Belluno: Bilancio consuntivo 2019 approvato questa mattina dal consiglio provinciale

Roberto Padrin: «Questo rendiconto della gestione 2019 ci dà la possibilità di guardare a cosa è stato fatto, ma soprattutto di sintetizzare le ulteriori prospettive, nell’ottica di rendere la Provincia sempre più un ente a servizio del territorio. I primi passi sono stati fatti, con gli accordi di programma tra Provincia e Comuni finalizzati a risolvere diverse criticità di difesa del suolo. Dovremo continuare a spingere in questa direzione, in modo da ridurre i tempi di utilizzo delle risorse e di soluzione dei problemi.

Per quanto riguarda le partite future, c’è da risolvere quella di Veneto Strade; se ne parla da tempo, ma in questo momento stiamo aspettando la riclassificazione delle strade e la revisione della convenzione che ci permetta di risparmiare alcune risorse da utilizzare poi in altri ambiti. L’altra partita sarà quella del post-Covid, che dipenderà in gran parte dalle risorse che il Governo ha destinato agli enti locali; mi auguro che a settembre ci sia un ulteriore intervento per venire incontro a quelle che sono le entrate mancate.

Sotto il profilo della macchina provinciale, stiamo procedendo con un concorso per il nuovo dirigente dell’area lavori pubblici ed edilizia scolastica. Provvederemo anche a reperire altre figure tecniche, in modo da rafforzare entro l’estate la struttura del personale.

Infine, sarà molto importante il lavoro del consigliere Paolo Perenzin delegato alla programmazione del Fondo Comuni di confine, un lavoro estremamente delicato che può dare prospettive al nostro territorio. Le risorse del Fondo si uniscono a quelle dell’avanzo di amministrazione e al piano infrastrutturale previsto per le Olimpiadi. L’augurio è che si possa andare oltre la viabilità per Cortina, così da risolvere alcune criticità annose della nostra provincia».

slides bilancio consuntivo 2019

Provincia di Belluno: Bilancio consuntivo 2019 approvato questa mattina dal consiglio provinciale

Roberto Padrin: «Questo rendiconto della gestione 2019 ci dà la possibilità di guardare a cosa è stato fatto, ma soprattutto di sintetizzare le ulteriori prospettive, nell’ottica di rendere la Provincia sempre più un ente a servizio del territorio. I primi passi sono stati fatti, con gli accordi di programma tra Provincia e Comuni finalizzati a risolvere diverse criticità di difesa del suolo. Dovremo continuare a spingere in questa direzione, in modo da ridurre i tempi di utilizzo delle risorse e di soluzione dei problemi.

Per quanto riguarda le partite future, c’è da risolvere quella di Veneto Strade; se ne parla da tempo, ma in questo momento stiamo aspettando la riclassificazione delle strade e la revisione della convenzione che ci permetta di risparmiare alcune risorse da utilizzare poi in altri ambiti. L’altra partita sarà quella del post-Covid, che dipenderà in gran parte dalle risorse che il Governo ha destinato agli enti locali; mi auguro che a settembre ci sia un ulteriore intervento per venire incontro a quelle che sono le entrate mancate.

Sotto il profilo della macchina provinciale, stiamo procedendo con un concorso per il nuovo dirigente dell’area lavori pubblici ed edilizia scolastica. Provvederemo anche a reperire altre figure tecniche, in modo da rafforzare entro l’estate la struttura del personale.

Infine, sarà molto importante il lavoro del consigliere Paolo Perenzin delegato alla programmazione del Fondo Comuni di confine, un lavoro estremamente delicato che può dare prospettive al nostro territorio. Le risorse del Fondo si uniscono a quelle dell’avanzo di amministrazione e al piano infrastrutturale previsto per le Olimpiadi. L’augurio è che si possa andare oltre la viabilità per Cortina, così da risolvere alcune criticità annose della nostra provincia».

slides bilancio consuntivo 2019

Provincia di Frosinone: Trasporti, ieri giornata storica per la Ciociaria con il viaggio inaugurale del Treno ad Alta Velocità Prossimo step la fermata Tav a Ferentino

Il presidente della Provincia Pompeo: testimoni e protagonisti di una svolta epocale per il nostro territorio

 Quella che abbiamo vissuto ieri, prima a Frosinone e poi a Cassino, è stata una giornata che definire storica non è apparso esagerato ad alcuno. Da oggi il Treno ad Alta Velocità fermerà nelle due città della nostra provincia, rendendola logisticamente baricentrica tra nord e sud e assegnandole, finalmente, un ruolo riconosciuto e strategico nell’ottica del rilancio e dello sviluppo del Paese. Ma non è finita qui: con il progetto della prossima stazione Tav a Ferentino, che consentirà di ridurre notevolmente i tempi per raggiungere la capitale con collegamenti veloci – Frosinone-Roma in 25 minuti e Frosinone-Napoli in 35 – la nostra provincia sarà davvero proiettata nel futuro. Un risultato importante, che arriva all’indomani di un’emergenza sanitaria ed economica che ci ha piegati. Un obiettivo che abbiamo centrato restando uniti  e facendo squadra: perché soltanto insieme siamo più forti e vincenti”.

 Non nasconde l’entusiasmo, il presidente della Provincia di Frosinone, di Upi Lazio e sindaco di Ferentino, Antonio Pompeo, nel commentare un evento straordinario per un territorio che merita di essere valorizzato e sostenuto nel difficile processo di ripresa economica, ancora di più dopo la pandemia che ha paralizzato l’Italia intera.

Partecipando alle cerimonie di ieri, nel capoluogo ciociaro e poi a Cassino, Pompeo non ha mancato di sottolineare come l’Alta Velocità, e la futura fermata a Ferentino, era un progetto atteso da anni che finalmente si concretizza, per ripensare il territorio in termini di nuove opportunità, minori distanze con la Capitale e il resto d’Italia, nuova appetibilità per i nostri centri, valorizzazione del mercato immobiliare e miglioramento della qualità della vita dei cittadini.

Un’infrastruttura – ha continuato Pompeo – che sarà a servizio dell’intera provincia, permettendole di diventare uno snodo nevralgico per i collegamenti con Milano e con il sud. Non solo: come giustamente ha tenuto a sottolineare l’amministratore delegato di Ferrovie, Gianfranco Battisti, questa consentirà alla nostra provincia di entrare a far parte di un tripolo importante, come quello costituito dalle grandi aree urbane di Roma, Napoli e Bari, e di essere inserita in un circuito di mobilità e trasporti che ha importantissimi risvolti turistici e occupazionali.  Mi piace pensare che Alta Velocità sia anche il motto che tutti noi, adesso, dobbiamo fare nostro se vogliamo davvero riprendere la strada dello sviluppo e dell’innovazione. Come ho avuto il piacere di dire nel corso del mio intervento di ieri davanti a tantissimi cittadini che hanno voluto assistere a un momento straordinario, il territorio ha staccato il primo biglietto per una nuova idea di futuro. Sentiamo tutti forte la necessità di restituire fiducia nell’azione di ricostruzione e ripresa. E la dimostrazione più bella è che quando una provincia viaggia unita per raggiungere un obiettivo, quella è certamente una provincia che vince”.

Scuole, UPI “Per assicurare apertura in presenza servono subito risorse e indicazioni. Destinare 400 milioni per la riapertura delle scuole”

 

“Tutte le istituzioni e il mondo della scuola si muovono per un obiettivo comune: la riapertura di tutte le scuole di ogni ordine e grado con la didattica in presenza, per assicurare agli studenti il diritto all’istruzione in piena sicurezza. È una priorità su cui serve trovare al più presto soluzioni”. Lo scrive oggi il Presidente dell’UPI Michele de Pascale in una lettera al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, dopo la riunione del coordinamento di ieri.

“La tempistica per dare il via agli interventi di messa in sicurezza degli edifici deve essere accelerata, per non trovarci nella condizione di dovere risolvere il problema dell’apertura delle scuole nei primi quindici giorni di settembre. Le indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico e del rapporto del Comitato per la riapertura, poi, dovranno essere strettamente aderenti alla realtà effettiva delle scuole italiane o rischiano di non essere praticabili e di impedire, di fatto, la riapertura del 50% delle scuole superiori, quelle costruite prima del 1976 soprattutto nelle grandi aree urbane, che sono situate in palazzi antichi e non hanno spesso né palestra né Aula Magna. È del tutto evidente che in queste strutture non possono essere applicate norme rigide di distanziamento fisico, o non saranno considerate agibili. A questo – conclude la lettera del Presidente dell’UPI – dobbiamo aggiungere la mancanza di risorse per Province, Città metropolitane e Comuni, destinate espressamente agli interventi per la riapertura delle scuole, senza le quali gli enti gestori non possono avviare alcun tipo di opera. Chiederci di utilizzare a questo scopo i pochissimi fondi oggi riservati alla messa in sicurezza delle scuole, quelli cioè che a fatica dopo anni abbiamo ottenuto per impedire che i solai cadano sulle teste degli alunni, non è praticabile né comprensibile. Il Decreto rilancio prevede un fondo di 1 miliardo, 400 milioni per il 2020 e 600 milioni per il 2021: almeno i 400 milioni del 2020 devono essere espressamente indirizzati a Province, Città metropolitane e Comuni agli interventi per la ripresa dell’anno scolastico.”

Scuole, UPI “Per assicurare apertura in presenza servono subito risorse e indicazioni. Destinare 400 milioni per la riapertura delle scuole”

 

“Tutte le istituzioni e il mondo della scuola si muovono per un obiettivo comune: la riapertura di tutte le scuole di ogni ordine e grado con la didattica in presenza, per assicurare agli studenti il diritto all’istruzione in piena sicurezza. È una priorità su cui serve trovare al più presto soluzioni”. Lo scrive oggi il Presidente dell’UPI Michele de Pascale in una lettera al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, dopo la riunione del coordinamento di ieri.

“La tempistica per dare il via agli interventi di messa in sicurezza degli edifici deve essere accelerata, per non trovarci nella condizione di dovere risolvere il problema dell’apertura delle scuole nei primi quindici giorni di settembre. Le indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico e del rapporto del Comitato per la riapertura, poi, dovranno essere strettamente aderenti alla realtà effettiva delle scuole italiane o rischiano di non essere praticabili e di impedire, di fatto, la riapertura del 50% delle scuole superiori, quelle costruite prima del 1976 soprattutto nelle grandi aree urbane, che sono situate in palazzi antichi e non hanno spesso né palestra né Aula Magna. È del tutto evidente che in queste strutture non possono essere applicate norme rigide di distanziamento fisico, o non saranno considerate agibili. A questo – conclude la lettera del Presidente dell’UPI – dobbiamo aggiungere la mancanza di risorse per Province, Città metropolitane e Comuni, destinate espressamente agli interventi per la riapertura delle scuole, senza le quali gli enti gestori non possono avviare alcun tipo di opera. Chiederci di utilizzare a questo scopo i pochissimi fondi oggi riservati alla messa in sicurezza delle scuole, quelli cioè che a fatica dopo anni abbiamo ottenuto per impedire che i solai cadano sulle teste degli alunni, non è praticabile né comprensibile. Il Decreto rilancio prevede un fondo di 1 miliardo, 400 milioni per il 2020 e 600 milioni per il 2021: almeno i 400 milioni del 2020 devono essere espressamente indirizzati a Province, Città metropolitane e Comuni agli interventi per la ripresa dell’anno scolastico.”

Provincia di Belluno: partono i lavori di messa in sicurezza a Villaga, intervento da 990mila euro

Partirà nei prossimi giorni la messa in sicurezza dell’abitato di Villaga, in Comune di Feltre. Una vasta operazione gestita dalla Provincia di Belluno che servirà a porre fine ad annosi problemi di natura idrogeologica. Sei interventi complementari, per un valore di quasi 1 milione di euro.
IL DISSESTO
L’abitato di Villaga convive da qualche anno con il problema delle colate detritiche provenienti dal monte Tomatico, innescate da un canale che si presenta privo d’acqua per gran parte dell’anno, ma diventa un vero e proprio torrente nei momenti di temporali e precipitazioni intense, tanto da scavare il terreno e trascinarsi dietro fango, terra e massi.
Diverse frane si sono verificate nel novembre 2011, in occasione di eventi meteo eccezionali. Il 13 ottobre 2014 l’episodio più consistente, con una discesa di fango e massi di oltre 20mila metri cubi che ha interessato superfici coltivate e lambito anche alcune abitazioni, oltre alla strada comunale. Seguito il 4 e 5 novembre 2014 da un altro evento di colata, che ha rivelato le vaste dimensioni del dissesto.
Nelle settimane immediatamente successive, Comune e Provincia hanno avviato interventi in somma urgenza per rimuovere il materiale e ripristinare il pendio a ridosso delle abitazioni. Parallelamente è stata portata avanti la progettazione per la sistemazione definitiva.
GLI INTERVENTI
I lavori che partiranno a brevissimo sono un insieme di sei interventi diversi, tutti orientati alla realizzazione di un canale di scarico per il recapito sicuro delle acque meteoriche. Lo scopo è quello di intercettare l’acqua prima che possa erodere il terreno e convogliarla fino allo scarico naturale nel rio Aurich, a valle dell’abitato. Si tratta del primo stralcio, che riguarderà il rifacimento del guado e la sistemazione del canale a monte e l’ampliamento della vascone di deposito (installata durante gli interventi di somma urgenza dell’ottobre-novembre 2014), con la realizzazione di una vasca di dissipazione, per rallentare la forza dell’acqua. A valle del vascone, sarà realizzato il nuovo canale di scarico, lungo circa 270 metri, fino a via Barucce, che sarà attraversata con un tubo scatolare prefabbricato. Il canale sarà fatto proseguire oltre, per altri 200 metri fino a via Villaga, dove il progetto prevede un ulteriore attraversamento, sempre con tubo scatolare.
IL COMMENTO
«Si tratta di uno degli interventi più importanti che stiamo portando avanti, sia dal punto di vista della complessità sia per l’importo economico – commenta il consigliere provinciale delegato alla Difesa del Suolo, Massimo Bortoluzzi -. Il nostro territorio si presenta fragile, soprattutto dopo il passaggio della tempesta Vaia, ma con lavori di questo tipo, possiamo garantire la vivibilità anche alle zone periferiche dei centri urbani e della provincia. Ringrazio i tecnici del Settore Difesa del Suolo che hanno confermato ancora una volta quanto sia importante poter programmare e gestire da vicino, in Provincia, lavori su frane e smottamenti».
«Con questo intervento si pone la parola “fine” a una questione aperta oramai da alcuni anni, che ci ha visto costretti – in una fase particolarmente critica – anche a evacuare alcune abitazioni – afferma Adis Zatta, assessore ai lavori pubblici, alle manutenzioni e alla Protezione Civile del Comune di Feltre -. Non possiamo che ringraziare la Provincia di Belluno e in particolare il Settore Difesa del Suolo per aver fatta propria la necessità di un intervento coordinato e organico che ci consente di sistemare un altro tassello importante nella battaglia contro il dissesto idrogeologico e di rispettare l’impegno di lavori attesi dalla popolazione di Villaga e non solo».

Provincia di Belluno: partono i lavori di messa in sicurezza a Villaga, intervento da 990mila euro

Partirà nei prossimi giorni la messa in sicurezza dell’abitato di Villaga, in Comune di Feltre. Una vasta operazione gestita dalla Provincia di Belluno che servirà a porre fine ad annosi problemi di natura idrogeologica. Sei interventi complementari, per un valore di quasi 1 milione di euro.
IL DISSESTO
L’abitato di Villaga convive da qualche anno con il problema delle colate detritiche provenienti dal monte Tomatico, innescate da un canale che si presenta privo d’acqua per gran parte dell’anno, ma diventa un vero e proprio torrente nei momenti di temporali e precipitazioni intense, tanto da scavare il terreno e trascinarsi dietro fango, terra e massi.
Diverse frane si sono verificate nel novembre 2011, in occasione di eventi meteo eccezionali. Il 13 ottobre 2014 l’episodio più consistente, con una discesa di fango e massi di oltre 20mila metri cubi che ha interessato superfici coltivate e lambito anche alcune abitazioni, oltre alla strada comunale. Seguito il 4 e 5 novembre 2014 da un altro evento di colata, che ha rivelato le vaste dimensioni del dissesto.
Nelle settimane immediatamente successive, Comune e Provincia hanno avviato interventi in somma urgenza per rimuovere il materiale e ripristinare il pendio a ridosso delle abitazioni. Parallelamente è stata portata avanti la progettazione per la sistemazione definitiva.
GLI INTERVENTI
I lavori che partiranno a brevissimo sono un insieme di sei interventi diversi, tutti orientati alla realizzazione di un canale di scarico per il recapito sicuro delle acque meteoriche. Lo scopo è quello di intercettare l’acqua prima che possa erodere il terreno e convogliarla fino allo scarico naturale nel rio Aurich, a valle dell’abitato. Si tratta del primo stralcio, che riguarderà il rifacimento del guado e la sistemazione del canale a monte e l’ampliamento della vascone di deposito (installata durante gli interventi di somma urgenza dell’ottobre-novembre 2014), con la realizzazione di una vasca di dissipazione, per rallentare la forza dell’acqua. A valle del vascone, sarà realizzato il nuovo canale di scarico, lungo circa 270 metri, fino a via Barucce, che sarà attraversata con un tubo scatolare prefabbricato. Il canale sarà fatto proseguire oltre, per altri 200 metri fino a via Villaga, dove il progetto prevede un ulteriore attraversamento, sempre con tubo scatolare.
IL COMMENTO
«Si tratta di uno degli interventi più importanti che stiamo portando avanti, sia dal punto di vista della complessità sia per l’importo economico – commenta il consigliere provinciale delegato alla Difesa del Suolo, Massimo Bortoluzzi -. Il nostro territorio si presenta fragile, soprattutto dopo il passaggio della tempesta Vaia, ma con lavori di questo tipo, possiamo garantire la vivibilità anche alle zone periferiche dei centri urbani e della provincia. Ringrazio i tecnici del Settore Difesa del Suolo che hanno confermato ancora una volta quanto sia importante poter programmare e gestire da vicino, in Provincia, lavori su frane e smottamenti».
«Con questo intervento si pone la parola “fine” a una questione aperta oramai da alcuni anni, che ci ha visto costretti – in una fase particolarmente critica – anche a evacuare alcune abitazioni – afferma Adis Zatta, assessore ai lavori pubblici, alle manutenzioni e alla Protezione Civile del Comune di Feltre -. Non possiamo che ringraziare la Provincia di Belluno e in particolare il Settore Difesa del Suolo per aver fatta propria la necessità di un intervento coordinato e organico che ci consente di sistemare un altro tassello importante nella battaglia contro il dissesto idrogeologico e di rispettare l’impegno di lavori attesi dalla popolazione di Villaga e non solo».

Provincia di Teramo: La dorsale Adriatica rilanciata dall’UPI. “Ora serve l’Alta Velocità. la Provincia di Teramo e l’Abruzzo per anni hanno lavorato al Corridoio Adriatico” commenta il consigliere delegato all’urbanistica, Lanfranco Cardinale

Il Ministro dei Beni, delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini, in una recentissima intervista al Corriere della Sera, ha lanciato l’idea di mettere al centro del nuovo piano strategico degli investimenti per il nostro Paese la dorsale Adriatica con un duplice progetto: ferrovia ad Alta velocità in parte su nuovo tracciato che segue le autostrade, e mobilità ciclabile nelle zone ad alto pregio ambientale e naturalistico. La Provincia di Teramo aderisce all’appello del presidente dell’UPI, Michele de Pascale, che ha rilanciato il progetto a tutte le Province della dorsale.

Una nuova linea ad alta velocità che congiunga Taranto a Trieste – commenta il consigliere delegato alla viabilità e all’urbanistica, l’architetto Lanfranco Cardinale l’Abruzzo e la Provincia di Teramo ci hanno lavorato per anni. Se questa parte dell’Italia continua ad essere tagliata fuori dai collegamenti dell’alta velocità ha ben poche speranze di rilanciare l’economia e il turismo e quindi lo sviluppo sostenibile. Che passerà attraverso reti veloci, meno trasporti su gomma e piste ciclabili. L’idea del ministro Franceschini e dell’Unione delle Province va sostenuta, sviluppata e finanziata”.

Come sotto lineato anche dal presidente UPI, de Pascale: “Una linea che oggi rappresenta un grande limite, di portata e di velocità, ma anche una cesura violenta per molte comunità che si stanno ripensando in termini di mobilità leggera e di rigenerazione urbana. Una linea che invece potrebbe cogliere l’occasione storica del cambio di orientamento che sta vivendo l’Unione Europea in termine al sostegno agli investimenti, e rappresentare uno dei grandi progetti infrastrutturali che usufruirà dei nuovi finanziamenti europei annunciati dalla Presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen”.

Una progetto con questa visione consentirebbe di raggiungere tre obiettivi: investimenti infrastrutturali e quindi occupazione; deciso miglioramento degli indicatori ambientali; aumento della competitività con collegamenti veloci verso poli produttivi, culturali e turistici. “Un progetto trasversale che vede unite le Province e che unirebbe le comunità dal nord al sud  – chiosa Cardinale – come Franceschini e de Pascale pensiamo che proprio questo è il momento giusto: dall’emergenza COVID se ne esce con una visione nuova”.

Entro fine maggio a Salerno mare pulito grazie ai lavori della Provincia di depurazione dai reflui urbani

La Provincia di Salerno, dopo poco più di un anno di lavorazioni ininterrotte, ha quasi concluso i lavori di collegamento dei reflui del Comune di Cetara all’Impianto di Depurazione di Salerno.

Entro fine mese di maggio sarà completato il collegamento via mare della stazione di rilancio dei reflui ubicata nel Comune di Cetara con il realizzando collegamento alla prima Stazione di Rilancio nel Comune di Salerno all’impianto di Depurazione di Salerno.

“Con in lavori in corso di completamento – dichiara il Presidente della Provincia, Michele Strianese – iniziati nell’aprile del 2019, sarà possibile eliminare il primo degli scarichi in mare dei reflui urbani presenti in Costiera Amalfitana, obiettivo prefissato dalla Provincia di Salerno, grazie alla efficace collaborazione della Regione Campania, con l’intervento di Risanamento dei Corpi Idrici Superficiali del nostro Ente.

In dettaglio l’opera di convogliamento in corso di collegamento, coordinata dal nostro Settore Ambiente, diretto da Angelo Cavaliere, consiste in:
• riqualificazione funzionale e tecnologica della stazione di rilancio ubicata nel Comune di Cetara in fase di ultimazione;
• primo tratto di collettamento fognario di lunghezza di circa 300 m, già realizzato, eseguito mediante la tecnica di Trivellazione Orizzontale Controllata (HDD) dall’area parcheggio ubicata a ridosso del porto di Cetara verso il mare ad una profondità variabile tra gli 8 ed i 6 m sotto il fondale marino;
• secondo tratto di collettamento fognario di lunghezza di circa 3600 m, già realizzato, eseguito mediante posa, scavo e rinterro subacqueo con mezzi navali specializzati per la posa del tratto di condotta ad una profondità di circa 1.80 m sotto il fondale marino;
• terzo tratto di collettamento fognario di lunghezza di circa 300 m, in corso di completamento entro questo mese, eseguito mediante la tecnica di Trivellazione Orizzontale Controllata (HDD) dall’area parcheggio ubicata a ridosso del porto di Salerno verso il mare ad una profondità di circa 6 m sotto del fondale marino.

Dopo il completamento della condotta sottomarina ed effettuato il relativo collaudo dell’ultimo tratto in corso di realizzazione, i lavori proseguiranno lungo via Ligea e via Porto anche grazie alla prontezza ed alla disponibilità fornita dai tecnici del Settore Mobilità Urbana, Trasporti E Manutenzioni dell’Amministrazione Comunale di Salerno ed all’attenta analisi da parte di quest’ultima del piano del traffico da attuarsi per il completamento delle opere.

La tecnica adottata HDD (Horizontal Directional Drilling) ha consentito di attraversare sia l’arenile che l’area portuale di Cetara senza interessare la superficie; altrettanto sta avvenendo nell’area parcheggio di via Ligea laddove si sta attraversando il sottosuolo ad una profondità media di 6 m sotto il fondale marino.

È un intervento veramente importante, che si conclude all’inizio della stagione estiva, andando a favorire i flussi turistici della nostra provincia che soprattutto in questo momento ha bisogno di rilanciare il turismo e la valorizzazione delle nostre coste, del nostro mare. Ringrazio il Comune di Salerno per la totale sinergia organizzativa e ringrazio la Regione Campania, in particolare il Presidente On. Vincenzo De Luca, sempre attento alle esigenze dei nostri territori e che, attraverso i finanziamenti regionali, ci permette in questo caso di realizzare una fondamentale opera di depurazione del nostro mare.”

FOTO: IMMAGINE DI REPERTORIO Prima delle norme di distanziamento sociale da Covid19

Entro fine maggio a Salerno mare pulito grazie ai lavori della Provincia di depurazione dai reflui urbani

La Provincia di Salerno, dopo poco più di un anno di lavorazioni ininterrotte, ha quasi concluso i lavori di collegamento dei reflui del Comune di Cetara all’Impianto di Depurazione di Salerno.

Entro fine mese di maggio sarà completato il collegamento via mare della stazione di rilancio dei reflui ubicata nel Comune di Cetara con il realizzando collegamento alla prima Stazione di Rilancio nel Comune di Salerno all’impianto di Depurazione di Salerno.

“Con in lavori in corso di completamento – dichiara il Presidente della Provincia, Michele Strianese – iniziati nell’aprile del 2019, sarà possibile eliminare il primo degli scarichi in mare dei reflui urbani presenti in Costiera Amalfitana, obiettivo prefissato dalla Provincia di Salerno, grazie alla efficace collaborazione della Regione Campania, con l’intervento di Risanamento dei Corpi Idrici Superficiali del nostro Ente.

In dettaglio l’opera di convogliamento in corso di collegamento, coordinata dal nostro Settore Ambiente, diretto da Angelo Cavaliere, consiste in:
• riqualificazione funzionale e tecnologica della stazione di rilancio ubicata nel Comune di Cetara in fase di ultimazione;
• primo tratto di collettamento fognario di lunghezza di circa 300 m, già realizzato, eseguito mediante la tecnica di Trivellazione Orizzontale Controllata (HDD) dall’area parcheggio ubicata a ridosso del porto di Cetara verso il mare ad una profondità variabile tra gli 8 ed i 6 m sotto il fondale marino;
• secondo tratto di collettamento fognario di lunghezza di circa 3600 m, già realizzato, eseguito mediante posa, scavo e rinterro subacqueo con mezzi navali specializzati per la posa del tratto di condotta ad una profondità di circa 1.80 m sotto il fondale marino;
• terzo tratto di collettamento fognario di lunghezza di circa 300 m, in corso di completamento entro questo mese, eseguito mediante la tecnica di Trivellazione Orizzontale Controllata (HDD) dall’area parcheggio ubicata a ridosso del porto di Salerno verso il mare ad una profondità di circa 6 m sotto del fondale marino.

Dopo il completamento della condotta sottomarina ed effettuato il relativo collaudo dell’ultimo tratto in corso di realizzazione, i lavori proseguiranno lungo via Ligea e via Porto anche grazie alla prontezza ed alla disponibilità fornita dai tecnici del Settore Mobilità Urbana, Trasporti E Manutenzioni dell’Amministrazione Comunale di Salerno ed all’attenta analisi da parte di quest’ultima del piano del traffico da attuarsi per il completamento delle opere.

La tecnica adottata HDD (Horizontal Directional Drilling) ha consentito di attraversare sia l’arenile che l’area portuale di Cetara senza interessare la superficie; altrettanto sta avvenendo nell’area parcheggio di via Ligea laddove si sta attraversando il sottosuolo ad una profondità media di 6 m sotto il fondale marino.

È un intervento veramente importante, che si conclude all’inizio della stagione estiva, andando a favorire i flussi turistici della nostra provincia che soprattutto in questo momento ha bisogno di rilanciare il turismo e la valorizzazione delle nostre coste, del nostro mare. Ringrazio il Comune di Salerno per la totale sinergia organizzativa e ringrazio la Regione Campania, in particolare il Presidente On. Vincenzo De Luca, sempre attento alle esigenze dei nostri territori e che, attraverso i finanziamenti regionali, ci permette in questo caso di realizzare una fondamentale opera di depurazione del nostro mare.”

FOTO: IMMAGINE DI REPERTORIO Prima delle norme di distanziamento sociale da Covid19

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