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Elezioni Provinciali – Massimiliano Presciutti è il nuovo presidente della Provincia di Perugia

Con il 58%, corrispondente a 356 voti assoluti e 49794 ponderati Massimiliano Presciutti, sindaco di Gualdo Tadino dal 2014 è il nuovo presidente della Provincia di Perugia.

Ricordiamo che potevano votare per il rinnovo del presidente i sindaci e i consiglieri comunali in carica dei Comuni compresi nel territorio della provincia di Perugia, per un totale di 830 “grandi elettori”.

“Questa vittoria – ha commentato a caldo il neo presidente – è frutto di un lavoro di squadra, non certo di un singolo. Una vittoria bella e larga, grazie al lavoro fatto da tante persone sul territorio. Sono contento di aver ricevuto anche consensi che non mi aspettavo”.

Le operazioni di voto si sono chiuse alle ore 20 presso il seggio costituito all’interno della Scuola Umbra di Amministrazione pubblica di Pila. Qui nell’arco dell’intera giornata si sono recati a votare 626 “grandi elettori”, ovvero il 75,42% degli aventi diritto.

 

Massimiliano Presciutti nato il 26 agosto del 1971 a Monthey in Svizzera, vive attualmente a Gualdo Tadino.

Possiede una Laurea in Scienze Politiche ed ha accumulato nel corso degli anni una lunga esperienza sindacale, nella cooperazione sociale e nel campo della formazione.

Oltre ad essere Sindaco di Gualdo Tadino dal giugno 2014, ricopre anche altri ruoli. Dal 2020 è Presidente ALI Umbria (Autonomie Locali Italiane) con nomina a Responsabile alla Cooperazione Internazionale per ALI Nazionale dal 2023.

 

PNRR Province “Positiva interlocuzione con il Ministro Foti”

“Le Province hanno completato e restituito ai cittadini il 40% delle opere assegnate, e il 55% è in esecuzione e sarà conclusa in entro la fine del 2025. Oltre 1.700 interventi su scuole superiori per la messa in sicurezza, l’efficientamento energetico, la costruzione di nuovi edifici e di nuove palestre: una missione che ci riempie di orgoglio. Il problema è che per limiti burocratici legati ai sistemi di rendicontazione, i pagamenti delle spese alle Province sono bloccati. E’ il tema che abbiamo portato oggi all’attenzione del Ministro Foti, che ha mostrato piena disponibilità e attenzione, ma soprattutto concretezza nel cercare al più presto soluzioni utili, tanto da proporci già per la settimana prossima un incontro specifico su questi temi. Come UPI porteremo al tavolo una nota dettagliata con le maggiori criticità che ci evidenziano le strutture delle Province impegnate nel PNRR. Il successo del Piano dipende  da un lavoro di forte collaborazione tra tutte le istituzioni: noi siamo pronti a fare la nostra parte”

Lo dichiara il Presidente di UPI Pasquale Gandolfi al termine della riunione della Cabina di Regia sul PNRR a palazzo Chigi che è stata presieduta dal Ministro Tommaso Foti.

La Provincia di Treviso partecipa alla campagna nazionale “Mobilità Sicura” con il progetto “SOS Guida Sicura”

Sono 66 le vittime di incidente stradale nel 2024 nel territorio della Marca Trevigiana; 9 le persone che hanno perso la vita nei primi tre mesi del 2025, da gennaio a marzo. Questi sono i dati provvisori rilevati dal Centro di Monitoraggio Incidenti della Provincia di Treviso che, come ogni anno, stila un report per analizzare l’andamento dei sinistri mortali, le principali dinamiche di incidente e le fasce d’età che purtroppo restano maggiormente coinvolte. Con l’obiettivo di invertire questo drammatico trend, le Istituzioni, unite nelle attività di prevenzione e sensibilizzazione sul tema, anche attraverso le iniziative del Tavolo per la Sicurezza Stradale, lanciano oggi il nuovo progetto “SOS Guida Sicura”: un’iniziativa con la quale la Provincia di Treviso è risultata tra le Province vincitrici del bando nazionale “Mobilità Sicura”, promosso dall’Unione Province Italiane e finanziato dal Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Insieme alla Provincia, Ente capofila, partner del progetto sono UPI Veneto, Ulss2 Marca trevigiana, Federazione Motociclistica Italiana, Ufficio Scolastico Provinciale e Prefettura di Treviso.
Nel corso del 2025, grazie a questa nuova campagna di formazione e sensibilizzazione saranno realizzate 40 lezioni strategiche di educazione stradale, con focus sugli effetti dell’assunzione di alcol o droga, per gli studenti delle scuole superiori, sarà organizzato un “Drive camp” con simulazioni e crash test, in continuità con la prima edizione realizzata a ottobre 2024 proprio al Sant’Artemio, sarà potenziato il portale del Centro di Monitoraggio Provinciale sull’Incidentalità Stradale e lanciata una campagna di comunicazione a fumetti sui rischi alla guida correlati all’assunzione di sostanze stupefacenti e alcol. Sempre in tema di sicurezza stradale, oggi insieme alla Provincia e alle altre istituzioni presenti in conferenza stampa viene lanciata anche la 4^ edizione dell’evento “Insieme per la sicurezza”, a cura della Commissione mobilità dell’Automobile Club Treviso, che si svolgerà giovedì 27 marzo in piazzale Burchiellati: una giornata di educazione stradale rivolta agli studenti con la partecipazione di Provincia e Comune di Treviso, Prefettura, Ufficio Scolastico, Carabinieri, Polizia Stradale, Polizia locale, Vigili del fuoco, Suem118, Croce Rossa e molti altri rappresentanti istituzionali e delle Forze dell’Ordine. Ad aprire la conferenza, il ricordo del Comandante della Polizia locale di Treviso, Andrea Gallo.

Secondo l’analisi redatta dall’Ufficio di Statistica della Provincia di Treviso sulla base dei dati provvisori 2024/2025 rilevati dal Centro di Monitoraggio Provinciale degli incidenti stradali, dalla Prefettura di Treviso e dai dati ISTAT certificati 2023, l’anno scorso è stato registrato un lieve aumento dell’incidentalità, che ritorna ai livelli delle annualità 2021-2022, anni in cui si rilevavano rispettivamente 60 e 66 vittime (erano state 54, invece, nel 2023). A inasprire i dati 2024, purtroppo, gli ultimi due mesi dell’anno: sono state 9 le persone a perdere la vita in un incidente nel mese di novembre, 5 nel mese di dicembre. Si mantiene inalterata invece la forbice delle fasce d’età più coinvolte nei sinistri mortali, che vede ai due apici principalmente gli under30 (26%) e gli over60 (49%). La fuoriuscita, dovuta distrazione e all’utilizzo dello smartphone, resta sempre la prima causa d’incidente (18 vittime). Per quanti riguarda gli orari, le fasce più critiche risultano essere al mattino, dalle 8 alle 11, e nel pomeriggio, dalle 16 alle 19. Anche analizzando l’andamento degli incidenti mortali che hanno coinvolto i mezzi a due ruote, principalmente moto e biciclette, emerge come nel 59,3% dei casi le vittime sono cittadini adulti, over 50. Nel 2024 purtroppo si sono registrati anche un maggior numero di vittime tra i pedoni, per investimento stradale: si è passati dalle 3 del 2023 alle 7 del 2024.

Guardando invece al primo trimestre del 2025, emerge uno scenario piuttosto significativo: da gennaio a marzo gli incidenti mortali sono stati 9, in netto calo rispetto al 2024, quando nello stesso periodo se ne erano rilevati 20: si registra dunque un -55%.

Secondo l’analisi condotta dall’Ulss2, gli accessi al pronto soccorso nei 6 presidi ospedalieri del territorio (Castelfranco Veneto, Conegliano, Montebelluna, Oderzo, Treviso e Vittorio Veneto) sono stati 7.458 nel 2024, in diminuzione rispetto ai due anni precedenti (7.549 nel 2023 e 7.615 nel 2022). Sempre l’Ulss2 osserva come i dati del sistema di sorveglianza PASSI evidenzino un aumento del consumo a rischio di alcol e del fenomeno del binge drinking nella popolazione dal 2008 al 2018; ulteriore problema di salute viene evidenziato dalla guida sotto l’influenza di alcol e sostanze psicoattive (dati 2010-2023 laboratorio di tossicologia Ulss2 Mestre).

Il monitoraggio sull’andamento degli incidenti nel territorio consente alle Istituzioni di implementare, ogni anno, i progetti e le attività di sensibilizzazione sul tema, per diffondere una maggiore cultura della sicurezza tra cittadine e cittadini, di tutte le età, e per attuare una pianificazione degli interventi nelle rispettive aree di competenza.
Il nuovo progetto “SOS Guida Sicura” implementa, in quest’ottica, le numerose iniziative svolte in questi anni nella Marca Trevigiana, tra le quali anche la prossima giornata “Insieme per la sicurezza” a cura della Commissione Mobilità di ACI.

La Provincia di Treviso, solo l’anno scorso, grazie alla rete di Istituzioni del Tavolo per la Sicurezza Stradale, ha realizzato lezioni didattiche negli istituti superiori coinvolgendo 5000 studenti e curando 100 ore formative nell’anno scolastico 2024/2025, ha potenziato gli incontri per over 65, con oltre 1000 cittadini coinvolti, grazie alla competenza di Ulss2 e Autoscuole Unasca; l’Ente ha poi portato avanti attività di supporto ai Comuni per campagne di sensibilizzazione parallele con le Polizie locali, mettendo a disposizione 500 opuscoli per gli alunni della Scuola dell’Infanzia e oltre 600 opuscoli per gli alunni della scuola Primaria. Infine, per raggiungere tutta la comunità, ha condotto campagne di sensibilizzazione con il supporto degli organi di stampa e il trasporto locale, grazie a MOM-Mobilità di Marca.

“I dati sugli incidenti ci dicono che è fondamentale continuare a fare prevenzioni e a sensibilizzare cittadine e cittadini di tutte le età, per questo con oggi lanciamo ufficialmente il progetto “SOS Guida Sicura”, con il quale abbiamo vinto il bando nazionale “Mobilità Sicura” promosso dall’UPI – spiega Stefano Marcon, presidente della Provincia di Treviso e presidente UPI Veneto – sul territorio provinciale abbiamo instaurato una rete straordinaria di collaborazione tra Enti locali, Prefettura, Ulss2, Forze dell’Ordine, Autoscuole, Associazioni e professionisti che ci permettono di avviare numerose iniziative dedicate ai più giovani, che si accingono a prendere la patente, ma anche agli adulti e ai più anziani, perché siamo convinti che tenersi aggiornati sulle nuove norme della strada e l’acquisizione di maggiore consapevolezza sui rischi alla guida debba accompagnarci per tutta la vita e ogni qual volta ci spostiamo, in auto, in moto o anche a piedi. Dopo la bella e impattante esperienza del Drive Camp dell’ottobre 2024 proprio qui al Sant’Artemio, siamo pronti a ripartire quest’anno con 40 nuove lezioni strategiche, una nuova edizione del Drive Camp e una campagna a fumetti sui rischi alla guida correlati all’abuso di sostanze. Ringrazio tutti i membri del Tavolo per la Sicurezza Stradale: noi come Provincia ci siamo e continueremo su questa strada per fare la nostra parte per ridurre il più possibile il numero di incidenti e di vittime”.

Ringrazio la Provincia che periodicamente svolge l’analisi sui dati degli incidenti in collaborazione con la Prefettura e con le Forze dell’Ordine, nonché numerose iniziative di sensibilizzazione di cui siamo orgogliosi di far parte – le parole di Alessandro Sallusto, viceprefetto vicario di Treviso – per quanto riguarda l’attività di controllo svolta dagli agenti sul campo, nel corso del 2024 e dall’introduzione del nuovo Codice della Strada, segnaliamo la sospensione di 460 patenti, di minimo 15 giorni, per varie motivazioni, in particolare per l’utilizzo di smartphone alla guida, che resta tra le prime cause, ma anche per l’abuso di alcol oltre i limiti consentiti. È fondamentale acquisire la consapevolezza, al di là delle possibili sanzioni, che la distrazione e il mancato rispetto delle regole, quando si è al volante, possono davvero essere fatali: basta un attimo. L’impegno sinergico, di tutti gli attori competenti,è quello in primis di prevenire possibili rischi, sempre a tutela dei cittadini, di tutte le età”

La sicurezza stradale è una priorità di salute pubblica e la nostra Azienda Sanitaria – dichiara il direttore generale dell’Ulss 2 Marca trevigiana, Francesco Benazzi – è impegnata nella prevenzione degli incidenti e nella sensibilizzazione della popolazione sui rischi legati alla guida. Per questo ringrazio in primis la dr.ssa Tiziana Menegon, responsabile del Servizio Promozione della Salute dell’Ulss 2, che ha promosso progettualità formative e di responsabilizzazione dedicate soprattutto ai più giovani, come Piloti di Marca e Drive Safe, ma anche rivolte anche agli anziani come Circolando fuori casa. I dati sugli incidenti presentati oggi in Provincia mostrano segnali incoraggianti, con una riduzione di quelli mortali nei primi mesi del 2025, ma non per questo possiamo abbassare la guardia: il consumo di alcol e sostanze psicoattive alla guida, oltre all’uso del cellulare e alle condizioni legate all’avanzamento dell’età anagrafica, rimangono un problema rilevante.


Le diverse iniziative che ci vedono coinvolti insieme alla Provincia di Treviso e agli partner presenti oggi – continua Benazzi -, rappresenta un’importante occasione per rafforzare la cultura della prevenzione, tra i giovani ma anche tra gli over 65, prevedendo attività formative e strumenti innovativi di sensibilizzazione. Allo stesso tempo, il nostro impegno prosegue negli ospedali e nei servizi territoriali, per garantire assistenza tempestiva alle vittime di incidenti e promuovere stili di vita sicuri. Solo con un’azione coordinata tra istituzioni, scuole e comunità possiamo continuare a ridurre il numero di vittime e feriti sulle nostre strade”.

Oggi insieme alla Provincia abbiamo presentato un nuovo progetto, SOS Guida Sicura, per sensibilizzare studentesse e studenti su un tema importantissimo, quello della prevenzione dagli incidenti, per imparare come evitare possibili rischi, prendere consapevolezza e proteggersi – le parole di Barbara Sardella, dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale – ringrazio la Provincia che ci coinvolge sempre e tutte le Autorità che ogni giorno sono impegnate a vario titolo, sulla strada, per contrastare l’incidentalità e soccorrere gli utenti. Le lezioni formative e le simulazioni saranno sicuramente per i giovani occasioni di maturazione e di consapevolezza sui rischi di una guida distratta o alterata”.

Ringraziamo la Provincia che oggi ha riunito la rete di realtà impegnate sul tema della sicurezza stradale – prosegue Michele Beni, presidente ACI Treviso – la 4^ edizione di Insieme per la Sicurezza, giovedì 27 marzo in piazzale Burchiellati, coinvolgerà oltre 350 studenti, grazie alla collaborazione con il Comune di Treviso, che potranno assistere e fare un’esperienza diretta educativa di prevenzione dall’incidentalità. Dalle 9 alle 17 si articoleranno una serie di simulazioni e scenari pratici, a cura di Polizia di Stato, Polizia Locale, Carabinieri, Vigili del Fuoco, SUEM 118, Croce Rossa e Federazione Motociclistica, che dimostreranno cosa accade in caso di incidente dando consigli e linee guida per evitare un sinistro”.

ACI si impegna da anni per sensibilizzare giovani e adulti sul tema della sicurezza stradale, con proposte formative mirate in collaborazione con gli Enti locali, Autorità, Forze dell’Ordine ed esperti del settore – conclude Angelo Centola, direttore ACI Treviso – per noi è un piacere aver collaborato con la Provincia per presentare oggi questa iniziativa, nata dalla sinergia con il Comune di Treviso e con la molteplicità di attori competenti in campo, che permetterà a studentesse, studenti e alla cittadinanza che vorrà unirsi alla giornata del 27 marzo di vivere un’esperienza innovativa sul fronte della prevenzione dagli incidenti”.

Ringrazio l’ACI, la Provincia e tutte le realtà della Commissione Mobilità coinvolte nelle molteplici iniziative di sicurezza stradale organizzate nel territorio a beneficio della comunità – le parole di Gloria Sernagiotto, assessore alle Politiche educative, giovanili e alla pubblica istruzione – solo facendo rete possiamo condividere l’impegno e centrare l’obiettivo di ridurre il più possibile gli incidenti stradali”.

A seguire, gli interventi di Roberto Fava, vicepresidente delegato alla sicurezza stradale, che ha ricordato l’attività del Tavolo per la sicurezza avviato al Sant’Artemio due anni fa, Patrich Antonello, comandante Polizia locale di Treviso, Stefano Mazzanti, comandante provinciale dei Carabinieri, Simone Morello, comandante Polizia Stradale di Treviso, Simona Cardarelli, presidente Croce Rossa, Francesco Cicirello, Vigili del Fuoco di Treviso, Paola Pol, comandante Polizia Locale di Spresiano, Alberto Titotto, referente CentroMarca Banca, e Marino Biscaro, referente Federazione Motociclistica Italiana. Presenti anche 50 studenti del Riccati-Luzzatti di Treviso.

Antenne 5G, trovato accordo tra Provincia di Treviso e Infratel.

Si è svolto oggi al Sant’Artemio un incontro tra la Provincia di Treviso, Infratel, Comune di Pederobba, Centro Studi Amministrativi Marca Trevigiana e Contarina per trovare un accordo che consenta di facilitare le comunicazioni e l’operatività tra Enti locali e Infratel stessa per il posizionamento delle antenne 5G. Dopo aver condiviso le criticità, già emerse nelle scorse settimane, tutte le parti hanno concordato di organizzare un Tavolo di lavoro, coordinato dalla Provincia, che permetterà di velocizzare il confronto tra i Comuni e le imprese detentrici degli appalti per il territorio provinciale. Presto sarà dunque stabilito un calendario di incontri durante i quali sindaci e tecnici potranno interloquire agilmente con le imprese incaricate per individuare i possibili punti in cui installare i nuovi sistemi 5G tenendo conto anche delle esigenze della comunità e pertanto dei piani comunali, senza sovrapposizioni.

“Un incontro molto positivo che abbiamo fortemente voluto come Provincia per dipanare i dubbi e le criticità sulle modalità operative di predisposizione delle antenne – spiega Stefano Marcon, presidente della Provincia di Treviso – come Ente di riferimento per i Comuni sul territorio abbiamo raccolto le istanze dei sindaci e cercato di fare sintesi. Ringrazio l’Amministratore delegato di Infratel, Pietro Piccinetti, che ci ha dato celere disponibilità per affrontare la questione. Il Tavolo operativo sarà un punto di equilibrio tra le esigenze che, come Paese, dobbiamo perseguire nell’ottica della transizione e innovazione digitale tenendo però saldi la tutela dei cittadini e la compatibilità di queste tecnologie con l’assetto geografico dei nostri Comuni. Sarà mia premura, inoltre, come presidente UPI Veneto e come vicepresidente UPI nazionale, condividere questa buona pratica partita in Provincia di Treviso anche a Roma, condividendola con l’Unione nazionale delle Province quale modello operativo di esempio per la Pubblica Amministrazione”.

“Un primo importante risultato – continua Fabio Maggio, vicepresidente della Provincia di Treviso con delega all’innovazione digitale – nelle scorse settimane abbiamo preso contatti con Infratel per trovare un accordo e definire delle linee guida che permettessero di calzare al meglio le esigenze del nostro territorio nella definizione dei piani antenne. La strada del confronto e del dialogo è sempre la chiave: a breve condividere le giornate operative aperte ai Comuni per fare in modo che vengano ascoltate e definite insieme le urgenze e la messa a terra degli impianti, con i giusti criteri a beneficio dei cittadini”.

“L’incontro ha avviato un dialogo costruttivo tra le parti interessate – sottolinea l’ing. Pietro Piccinetti, Amministratore delegato di Infratel – per trovare soluzioni condivise che garantiscano sia la modernizzazione delle infrastrutture digitali, fondamentale per la crescita economica e l’innovazione, sia il rispetto del decoro urbano e della sicurezza pubblica. Infratel Italia è consapevole dell’importanza di un equilibrio tra sviluppo tecnologico e tutela del territorio e per questo ritiene necessario e fondamentale un confronto con le amministrazioni locali. Infratel conferma il proprio impegno a collaborare con gli enti locali per garantire un’implementazione trasparente e regolamentata della rete 5G, nel rispetto delle normative vigenti e delle esigenze della comunità”.

Provincia di Vicenza: ecco lo studio della viabilità per valutare i futuri sviluppi infrastrutturali e viabilistici

E’ stata presentata a palazzo Nievo un’analisi viabilistica dell’Alto Vicentino. Sette i Comuni direttamente interessati: Isola vicentina, Malo, Marano vicentino, Schio, Thiene, Villaverla e Zanè, con 19 ulteriori comuni della prima cintura che sono stati invitati per le ripercussioni che ogni eventuale intervento potrebbe avere nel loro territorio.

Autrice dell’analisi è MFA Ingegneria Srl, sotto la supervisione dell’Ufficio Provinciale per la Pianificazione Territoriale. Il costo dell’operazione, a carico della Provincia, è di circa 70.000 euro e risponde ad esigenze condivise con i Comuni e le associazioni di categoria al fine di delineare il quadro generale degli interventi viabilistici necessari e le priorità di azione per la risoluzione delle criticità a livello provinciale.

Obiettivo dello studio, come hanno precisato il presidente della Provincia Andrea Nardin, i consiglieri delegati alla viabilità Davide Berton e Francesco Enrico Gonzo e il consigliere con delega alla SP46 Alberto Bertoldo, è di valutare l’attualità delle previsioni del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale che, approvato nel 2012, recepiva previsioni e protocolli di intesa datati 2008. Partito come analisi di approfondimento rispetto agli studi sulla variante alla SP46, lo studio è stato poi esteso alla SP 349 del Costo fino all’area del Thienese, in particolare per valutare i futuri sviluppi infrastrutturali e viabilistici dell’Alto Vicentino, anche in relazione all’apertura completa della Superstrada Pedemontana Veneta (SPV).

I rilievi del traffico sono stati accompagnati da un inquadramento territoriale e urbanistico, da uno studio socio-economico e demografico e dall’analisi dell’assetto infrastrutturale esistente, comprensivo di rete stradale, ferroviaria e ciclabile.

Risultato dello studio è una conferma, con numeri, di ciò che già si sapeva: l’Alto Vicentino vive fenomeni di congestione veicolare diffusi, particolarmente accentuati lungo assi strategici ricadenti nei comuni di Schio e Thiene. Inoltre ha la necessità di migliorare l’accessibilità ai principali corridoi infrastrutturali, come la A4 e la SPV.

Tradotto in numeri, solo per fare qualche esempio, viale dell’Industria a Schio è percorsa da oltre 27.000 veicoli al giorno, con punte di 2.328 veicoli all’ora dalle 17 alle 18; la SP 46 a nord di Malo è interessata da 17.635 veicoli al giorno con 1.585 veicoli all’ora; via dell’Autostrada a Thiene conta 23.610 veicoli al giorno e 2.101 nell’ora di punta; via Santo a Thiene (SP 349) è percorsa da 19.370 veicoli al giorno, con picchi di 1.589 veicoli all’ora.

I principali interventi che lo studio individua quali azioni prioritarie sono quindi: la variante nord alla SP 46 in destra Leogra a Schio con riqualificazione del tratto tra Schio e Malo; la variante sud alla SP 46 a Costabissara; il collegamento tra il casello di Thiene e la SP Nuova Gasparona (quest’opera già finanziata da A4 e prossimamente in via di realizzazione); il potenziamento di via dell’Autostrada a Thiene.

In questo contesto, la Provincia di Vicenza ha già dato il via alla progettazione di due tratti di strada, mettendo a disposizione 700.000 euro per i progetti di fattibilità tecnica ed economica di:

•variante SP 46 sud “Costabissara-Calstelnovo” tra Vicenza e Castelnovo;

•variante SP 46 a nord di Malo “Destra Leogra” tra Malo Incrocio SP 122 e Schio.

“Interveniamo sulla SP 46 di concerto con i Comuni dell’area -precisa il presidente della Provincia di Vicenza Andrea Nardin- proprio perché la SP 46 riveste un ruolo fondamentale per l’asse Vicenza/Schio/Trentino, nel contesto della mobilità complessiva d’ambito della Superstrada Pedemontana Veneta. Il completamento di questa infrastruttura è quindi di primaria importanza per il sistema della viabilità anche sovraprovinciale e dell’intero Alto Vicentino. Avere a disposizione una progettazione è indispensabile per partecipare a bandi pubblici, ed è per questo che abbiamo intrapreso questa strada.”

Attualmente sono in corso rilievi e analisi geologiche per arrivare ad una progettazione che sia più completa possibile e che dia già un costo quanto più reale della realizzazione dei due interventi. Si parla di decine di milioni di euro, cifre inarrivabili per la Provincia di Vicenza, per questo si sta contestualmente interloquendo con gli enti superiori per ottenere finanziamenti.

“L’analisi viabilistica dell’Alto Vicentino -afferma il consigliere delegato Davide Berton- non solo conferma quanto già sapevamo, ma fornisce numeri che fotografano un traffico ogni anno sempre più sostenuto. Fra qualche anno potremo vedere con più chiarezza gli effetti della Pedemontana e ci auguriamo che portino sollievo all’area, ma di contro si stanno già evidenziando criticità nelle connessioni. Al di là e oltre la rete viaria, è necessario modernizzare anche i collegamenti ferroviari, per favorire il passaggio da gomma a rotaia del trasporto merci e diminuire il passaggio di mezzi pesanti, che è il tipo di traffico che maggiormente impatta sulle strade, sulla sicurezza e sull’ambiente.”

Quanto alla rete ferroviaria, l’analisi presentata individua come elementi prioritari al fine di rendere il servizio più appetibile e funzionale interventi di natura tecnologica, come l’elettrificazione della linea, la risoluzione delle interferenze con la rete viaria, l’aumento del numero di corse, il miglioramento dell’accessibilità alle stazioni ferroviarie, in particolare quelle di Schio e Thiene.

Bollettino UPI: “Guida rapida sui Fondi Europei Diretti per le Province Italiane”

Pubblichiamo il secondo numero della collana di Bollettini UPI, a cura dell’esperto nel settore delle Politiche europee, nell’ambito del progetto strategico “Province&Comuni”, dal titolo : “Guida rapida sui Fondi Europei Diretti  per le Province Italiane”.

La Guida pratica, suddivisa in dieci capitoli, presenta i principali fondi europei diretti di interesse per le Province, costituendo una sorta di bussola per muoversi nel mare delle opportunità europee.  Essa, inoltre, fornisce indicazioni, consigli e strumenti operativi per navigare nel complesso sistema dei bandi europei e garantire un utilizzo efficace delle risorse disponibili.

L’accesso ai fondi europei, infatti, non è solo una possibilità, ma è sempre più una necessità per costruire territori più innovativi, sostenibili e inclusivi.

Bollettino 2 – Guida rapida sui Fondi Europei Diretti

Osservatorio atti intimidatori, Province “Azione coordinata per combattere il fenomeno”

“Quando un Sindaco o un Presidente di Provincia subiscono atti intimidatori, ad essere sotto attacco non sono solo loro ma le intere comunità che amministrano. Sono i cittadini e la democrazia a subire le conseguenze di questi atti contro gli amministratori di Province e Comuni. Per questo serve un’azione coordinata tra Stato ed istituzioni locali, per combattere questo fenomeno e garantire la legalità”.

Lo ha detto il Vicepresidente di UPI, Angelo Caruso, Presidente della Provincia dell’Aquila, intervenendo oggi insieme al Presidente della Provincia di Avellino Rizieri Buonopane alla riunione dell’Osservatorio sugli atti intimidatori nei confronti degli amministratori degli enti locali, convocato dal Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

“Occorre un intervento articolato su più fronti” ha detto il Presidente Caruso.

“Da una parte – ha sottolineato-  è necessario confermare e rafforzare il supporto degli organi di sicurezza. Dall’altra, è indispensabile assicurare le risorse per la prevenzione e il ristoro dei danni agli amministratori. Ma occorre anche contribuire a diffondere una nuova consapevolezza tra i cittadini, anche attraverso campagne di informazione e sensibilizzazione mirate agli studenti delle scuole secondarie superiori per costruire e promuovere la cultura della legalità”.

Tra le azioni suggerita da UPI al tavolo vi è quella di proteggere le decisioni delle amministrazioni da condizionamenti di ambienti malavitosi, mediante una disciplina che garantisca la libertà di azione degli enti locali.

 

Acquifero del Gran Sasso: le proposte del tavolo coordinato dalla Provincia di Teramo

Sottoscritto da dieci Associazioni e undici Comuni, questa mattina, come richiesto dall’avviso pubblico della Struttura Commissariale presieduta questa da Pierluigi Caputi, è stato trasmesso il documento che contiene considerazioni e proposte rispetto al progetto di messa in sicurezza dell’acquifero del Gran Sasso.
Il lavoro è stato coordinato dalla Provincia (funzionario geologo Maurizio Rosa e dirigente al patrimonio Emilia Di Matteo). Nonostante i tempi stringenti dettati dall’avviso pubblico del Commissario, il lavoro è il frutto di una qualificata partecipazione che ha investito anche la Conferenza ambientale provinciale presieduta da Luciana del Grande.“Crediamo nella forza del dialogo e per questo abbiamo raccolto l’invito del Commissario che ci auguriamo accolga le nostre osservazioni. Considerazioni che hanno la forza di una analisi rigorosa e un unico obiettivo: evitare ulteriore depauperamento delle falde acquifere” ha chiosato il presidente D’Angelo salutando il tavolo di lavoro.  “Oltre che con i problemi noti, causati dalla convivenza dell’Istituto di ricerca e dall’autostrada dentro il massiccio, oggi dobbiamo fare i conti anche con i cambiamenti climatici che sono fra le preoccupanti e principali cause della riduzione dell’acqua a nostra disposizione. Io avanzo anche un’altra proposta al Commissario: quella di nominare una terna composta da Amministratori e Tecnici del territorio teramano che venga sentita e consultata in tutte la fasi del progetto”.

Tante le questioni affrontate dal tavolo di coordinamento e non da ultimo anche quello riguardante il piano per la viabilità. Gli interventi sotto il traforo dovrebbero riprendere in autunno e dal Presidente della Provincia e dai Sindaci arriva la preoccupazione per i “rischi di disagi e isolamento” per il territorio teramano che ha nell’autostrada A/24 il principale collegamento con il Capoluogo e la Capitale.

Il tavolo di lavoro ha posto alcuni punti fermi sulla base delle attuali conoscenze (rispetto al progetto Commissariale non c’è ancora alcuna fonte documentale).

“I due principali aspetti da tenere in considerazione per la progettazione di un intervento efficace ed a basso impatto ambientale. Il primo mira all’esecuzione di lavori per la protezione della qualità della falda nella sua interezza, mediante interventi di impermeabilizzazione. Il secondo si riferisce alla tutela del quantitativo idrico disponibile all’interno dell’acquifero, evitando ulteriori captazioni idriche che vadano a depauperare la falda e le sorgenti”.

Considerazioni anche sul prelievo idrico dal lago di Campotosto “per il quale non sono stati valutati gli effetti sui corpi idrici superficiali” e sulla campagna geognostica nelle gallerie autostradali che  “ai fini della protezione del sistema di captazione esistente sarebbe inutile e comunque non idonea alla definizione dello schema idrico delle acque circolanti in falda”.

Sono state fornite, quindi, indicazioni sulle scelte progettuali da adottare prendendo anche a riferimento i criteri che fanno riferimento ad interventi di tipo conservativo; già individuati nel 2018, dalla Commissione Regionale tecnica per la Gestione del Rischio nel sistema idrico del Gran Sasso. Commissione che ha visto il coinvolgimento di numerosi esperti in materia di messa in sicurezza idraulica ed idrogeologica.

Non convince, incece, “stante la complessità e l’imprevedibilità del sistema acquifero del Gran Sasso” l’ipotesi di un nuovo sistema di captazioni che “impoverirebbe ulteriormente la falda acquifera” così come si esplicita preoccupazione per le indagini geognostiche che prevederebbero 21 perforazioni a carotaggio.

Nel merito degli interventi vengono privilegiati quelli conservativi:

  • impermeabilizzazione delle due gallerie autostradali e dei laboratori dell’INFN
  • sostituzione della rete di scolo delle acque di scarico in particolare delle piattaforme delle gallerie e dei laboratori con condotte di ghisa sferoidale e vasche di contenimento all’uscita delle gallerie
  • sostituzione delle condotte utilizzate per il trasporto dell’acqua destinata al consumo umano con tubazioni di acciaio, condotte drenanti trasversali presenti sotto il piano viabile (attualmente in PVC o in CLS materiali lesionabili)

Nel corso dei lavori sono stati ascoltati la ASL, la Ruzzo reti e i Consorzi di bonifica.
I Comuni firmatari sono: Basciano, Canzano; Teramo, Isola del Gran Sasso, Colledara, Cortino, Pineto, Roseto degli Abruzzi, Castel Castagna, Tossicia, Valle Castellana.

Le associazioni: Guide del Borsacchio; Rifiuti Zero Abruzzo; CAI Teramo; WWF; Legambiente; Pronatura Laga; WISP; FIAB, FAI, Comitato Torre San Rocco.

Osservatorio atti intimidatori, Province “Azione coordinata per combattere il fenomeno”

“Quando un Sindaco o un Presidente di Provincia subiscono atti intimidatori, ad essere sotto attacco non sono solo loro ma le intere comunità che amministrano. Sono i cittadini e la democrazia a subire le conseguenze di questi atti contro gli amministratori di Province e Comuni. Per questo serve un’azione coordinata tra Stato ed istituzioni locali, per combattere questo fenomeno e garantire la legalità”.

Lo ha detto il Vicepresidente di UPI, Angelo Caruso, Presidente della Provincia dell’Aquila, intervenendo oggi insieme al Presidente della Provincia di Avellino Rizieri Buonopane alla riunione dell’Osservatorio sugli atti intimidatori nei confronti degli amministratori degli enti locali, convocato dal Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

“Occorre un intervento articolato su più fronti” ha detto il Presidente Caruso.

“Da una parte – ha sottolineato-  è necessario confermare e rafforzare il supporto degli organi di sicurezza. Dall’altra, è indispensabile assicurare le risorse per la prevenzione e il ristoro dei danni agli amministratori. Ma occorre anche contribuire a diffondere una nuova consapevolezza tra i cittadini, anche attraverso campagne di informazione e sensibilizzazione mirate agli studenti delle scuole secondarie superiori per costruire e promuovere la cultura della legalità”.

Tra le azioni suggerita da UPI al tavolo vi è quella di proteggere le decisioni delle amministrazioni da condizionamenti di ambienti malavitosi, mediante una disciplina che garantisca la libertà di azione degli enti locali.

 

La Provincia di Como organizza un seminario sul Codice dei Contratti Pubblici

La Provincia di Como e l’Unione Nazionale Avvocati Enti Pubblici (UNAEP) promuovono, in collaborazione con Trust Data Solution,  un importante seminario dedicato alle novità introdotte dal correttivo al Codice dei Contratti Pubblici. L’evento si terrà giovedì 27 marzo 2025, dalle 9:30 alle 12:45, presso Villa Gallia, e vedrà la partecipazione di autorevoli esperti del settore.

Durante l’incontro verranno analizzate le principali modifiche normative e il loro impatto sulle procedure di affidamento ed esecuzione degli appalti pubblici. Tra i relatori interverranno:

  • Michele Corradino, Presidente di Sezione del Consiglio di Stato, su equo compenso e applicazione tra gli articoli 8 e 41 del Codice.
  • Matteo Accardi, sul ruolo del RUP nel Codice e nel correttivo.
  • Maria Cristina Colombo, sulle modifiche alle procedure e agli appalti sottosoglia.
  • Matteo Magnarelli, sull’accordo di collaborazione.
  • Mattia Casati, sulle novità in materia di partenariato pubblico-privato.
  • Andrea Giuseppe Farruggio, su subappalto e Collegio Consultivo Tecnico (CCT).
  • Ivan Stincone, sulla qualificazione del fornitore ai sensi del GDPR 2016/679.

A coordinare il seminario sarà Domenica Condello, avvocato pubblico e Segretario Nazionale di Comparto UNAEP.

A quasi due anni dalla sua entrata in vigore, il Codice dei Contratti Pubblici è stato oggetto di un primo intervento correttivo con il D.Lgs 31 dicembre 2024 n. 209. Si tratta di una revisione significativa, che ha modificato circa il 34% degli articoli, introducendo nuove disposizioni e aggiornamenti rilevanti anche agli allegati.

“Questa riforma – spiegano gli organizzatori – nasce dall’esigenza di superare alcune criticità emerse nell’applicazione del Codice e di rispondere alle istanze degli operatori del settore. Tra i temi più rilevanti figurano l’equo compenso, gli incentivi alla progettazione, la revisione prezzi e il sistema di qualificazione. Particolare attenzione sarà dedicata anche alla fase esecutiva e al ruolo del Collegio Consultivo Tecnico. Tra le novità assolute, spiccano l’introduzione dell’accordo di collaborazione e nuove tutele lavoristiche. Il seminario offrirà un’analisi approfondita di questi aspetti con un taglio pratico-applicativo”.

L’incontro si rivolge a professionisti, amministratori e operatori del settore pubblico e privato interessati ad approfondire le recenti evoluzioni normative e il loro impatto sulle procedure di gara e sull’esecuzione dei contratti.

Ecco il programma dell’evento Programma IL CODICE DEGLI APPALTI PUBBLICI DOPO IL CORRETTIVO -Cosa cambia nelle procedure di affidamento

Il progetto “Mobilità Sicura” della Provincia di Brescia

La partecipazione al bando dell’Unione Province d’Italia è valsa alla Provincia di Brescia un supporto economico di rilievo che si tradurrà in un importante programma di proposte a sfondo educativo e sociale per la prevenzione dgli incidenti stradali.

Entrano nel vivo le iniziative sul campo del Memorial Giorgio Botti, diventato parte integrante dell’ampio progetto di sensibilizzazione ai temi della sicurezza stradale e della guida consapevole, messo a punto dalla Provincia di Brescia, grazie ad un finanziamento di 100 mila euro, accordato da Upi – Unione Province d’Italia – nell’ambito dell’iniziativa nazionale “Mobilità Sicura”.

Sono, infatti, in programma il 10 e 11 maggio i corsi gratuiti di guida sicura finalizzati a creare nei cittadini, soprattutto i più giovani, una maggiore consapevolezza delle insidie sulle strade. Sei i Comuni coinvolti, uno per ogni area geografica della provincia:

  • Sarezzo per la Valtrompia
  • Bovezzo per l’Hinterland
  • Chiari per la Franciacorta e Sebino
  • Mairano per la Bassa Bresciana
  • Toscolano-Maderno per il Garda e la Valsabbia
  • Breno per la Valle Camonica

L’obiettivo è continuare con la missione intrapresa da anni per contribuire alla riduzione del fenomeno dell’incidentalità stradale, correlato ad assunzione di alcol e droga; potenziare l’informazione sui rischi causati dall’effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope o dall’alcol, anche nella guida; aumentare i controlli su strada e potenziare le attività di prevenzione e/o deterrenza del fenomeno.

La possibilità di poter contare sui fondi Upi di “Mobilità Sicura” per perseguire gli obiettivi del “Memorial Giorgio Botti” è frutto del meticoloso lavoro di pianificazione del progetto svolto nel corso delle ultime settimane, che vede in prima fila il Settore Strade e l’associazione Condividere la Strada della Vita con il coinvolgimento della Polizia Provinciale e l’apporto di Giacomo Zobbio, referente tecnico del progetto, già consigliere provinciale, ideatore dell’iniziativa. Va inoltre ricordato come proprio le iniziative del Memorial Botti 2024 dedicate alla figura del “passeggero consapevole” siano state prese come ispirazione proprio da UPI, rendendo la Provincia di Brescia un modello nazionale nel nome di Giorgio, giovane e incolpevole vittima della strada, che ha perso la vita da passeggero di un’auto guidata da un coetaneo.

“Ogni vittima della strada – ha sottolineato il presidente della Provincia, Emanuele Moraschini – è sempre e comunque una vittima di troppo. Abbiamo concluso il 2024 con 57 persone che hanno perso la vita in incidenti sulle strade bresciane. Un lieve calo, rispetto al 2023, anno in cui abbiamo contato 61 vite spezzate irrimediabilmente. Ad oggi siamo a 6 persone morte sulle nostre strade. Ma altri bresciani hanno perso la vita altrove. L’obiettivo di tendere a zero vittime deve rimanere più solido che mai. L’Amministrazione provinciale, attraverso il Settore Strade e la Polizia Provinciale, pone da anni la massima attenzione per contenere tragedie che stravolgono famiglie intere. E ringrazio Giacomo Zobbio che si è reso disponibile a supportare la Provincia a mettere in atto iniziative di sensibilizzazione che diventano uno strumento indispensabile per la comprensione dell’importanza del rispetto del Codice della Strada, ma anche della vita, la propria e quella di chi condivide la strada con noi”.

La Provincia di Brescia è impegnata da tempo per la sicurezza stradale, con interventi infrastrutturali, ma anche di sensibilizzazione alle buone pratiche al volante. Un patrimonio di competenze e sensibilità che certamente ha contribuito alla scelta di Upi di individuare la Provincia di Brescia, insieme ad altre 19 amministrazioni provinciali, assegnandole fondi per proseguire in quest’ampio progetto educativo di elevato valore sociale.

“Ci eravamo posti l’obiettivo di raggiungere questi fondi e siamo fieri di aver avuto successo, conquistarli non era affatto scontato ma sono davvero felice del risultato raggiunto. Dopo che la Provincia di Brescia è diventata modello nazionale nel nome di Giorgio, il modo migliore di onorarne la memoria era presentare un progetto all’altezza. Con orgoglio possiamo dire di esserci riusciti, e questi 100 mila euro sono risorse davvero preziose. Anche perché siamo riusciti a mettere a punto un programma particolarmente articolato il cui spirito è stato immediatamente colto e sposato da molte realtà ed enti del territorio, sia in qualità di attori che di fruitori di questo importante progetto”,

Il progetto Mobilità Sicura si articola in quattro diversi ambiti di iniziative, che verranno proposte nell’arco dei prossimi mesi:

  • corsi gratuiti di guida sicura in diversi Comuni del territorio bresciano per avvicinare questa opportunità ai cittadini il più possibile, con l’obiettivo di formare sui comportamenti da mettere in atto per ridurre al minimo i rischi di incidenti.
  • attività di educazione nelle scuole mediante incontri con personale medico specializzato o educatori competenti in materia di abuso e dipendenza da alcol e droga, con familiari di vittime della strada o con disabili a seguito di incidenti stradali.
  • campagna di sensibilizzazione sul rischio di incidente correlato al consumo di alcool e sostanze stupefacenti.
  • servizi di controllo in strada da parte della Polizia Provinciale.

“Il progetto è vasto perché tocca molteplici aspetti del tema della sicurezza stradale. Il primo ha messo in evidenza Roberto Merli, presidente dell’Associazione Condividere la Strada della Vita-  è la responsabilità dei trasportati, con il concorso proposto nelle scuole e rivolto ai ragazzi per far capire la responsabilità anche di chi è trasportato, il quale deve comprendere quando potersi fidare di altri ed essere consapevole quando mette la vita in mano ad altri. Il progetto è variegato perché vengono toccati anche i neopatentati, grazie al corso di guida sicura per giovani dai 18 ai 25 anni, per dare il messaggio che la strada non deve essere sottovalutata e per dare la possibilità di fare prove con professionisti della strada. Si tratta di materiale che viene dato agli utenti della strada, si tratta di vari argomenti diversi l’uno con l’altro: dal corso di guida sicura come infarinatura della patente presa qualche anno prima, alla responsabilità dell’utente che sale in macchina perché spesso si sottovaluta chi è alla guida, quando è invece fondamentale valutare se il conducente non sia in grado di guidare, perché magari sotto l’effetto di alcool o droghe, e sia necessario avvisarlo e non mettere a repentaglio la propria vita. Anche la polizia provinciale verrà coinvolta svolgendo l’operazione di prevenzione di controllo sulla strada, che non è repressione, ma è salvaguardia dell’incolumità di tutti: anche questo è un bel messaggio dato all’utente della strada.”

 

Tutte le informazioni saranno pubblicate sul sito del Memorial Botti all’indirizzo: bit.ly/memorial-giorgio-botti

Polizia Provinciale di Lecco: i dati delle attività 2024

Tempo di bilanci per la Polizia provinciale di Lecco, che anche nel 2024 ha effettuato azioni e servizi nelle tre macroaree di riferimento: ambientale, ittico-venatorio e stradale.

“Nel 2024 gli agenti della Polizia provinciale hanno svolto numerose attività di prevenzione e controllo per la salvaguardia dell’ambiente, la tutela ittico-venatoria e la sicurezza stradale – commentano la Presidente della Provincia di Lecco Alessandra Hofmann e il Consigliere provinciale delegato alla Polizia provinciale Simone BrigattiIl lavoro degli agenti, supportati in alcune attività dai volontari, è molto importante e si svolge su un territorio non vastissimo in termini di popolazione e dimensioni, ma molto variegato con esigenze diverse, dalla montagna al lago, dalla città alla Brianza. Per il futuro vorremmo implementare l’attività di educazione alla legalità degli studenti, coinvolgendo altre scuole, per insegnare ai più giovani il rispetto delle regole e del bellissimo territorio in cui viviamo”.

 Personale in servizio:

  • 1 Comandante
  • 1 Vice Comandante (Polizia ittico-venatoria)
  • 1 Vice Commissario (Polizia stradale, ambientale)
  • 9 agenti, di cui 2 dedicati ai servizi di Polizia stradale

 Formazione e sensibilizzazione

Sono stati promossi 5 incontri di educazione alla legalità degli studenti delle scuole primarie e secondarie in materia ambientale, faunistica e sicurezza stradale, nei seguenti istituti comprensitivi scolastici: Cremeno, Introbio, Malgrate e Bosisio Parini.

Nucleo ambientale

Contrasto al fenomeno del deposito incontrollato/abbandono dei rifiuti, degli scarichi non autorizzati e del trasporto illecito dei rifiuti.

Assolvimento alle deleghe di Polizia giudiziaria ambientale conferite dall’Autorità giudiziaria.

Controlli/accertamenti/sopralluoghi: 33 indagini conoscitive, di cui 3 deleghe di indagini della Procura della Repubblica; dalle indagini sono scaturite 8 notizie di reato.

Nucleo ittico-venatorio

Vigilanza mediante il presidio del territorio montano, rurale e lacuale.

Controlli/accertamenti/sopralluoghi/antibracconaggio: 1.100 dalle cui successive attività di accertamento sono scaturiti:

  • 43 verbali di accertamento e contestazione di violazione amministrativa (competente Regione Lombardia)
  • 10 notizie di reato

Attuazione dei Piani di controllo selettivo del cinghiale e del cormorano da parte degli agenti del nucleo faunistico, dei volontari ittico-venatori della Provincia e degli operatori abilitati dalla Regione.

624 interventi effettuati in supporto alle funzioni di competenza della Regione nell’ambito dei recuperi di animali selvatici (ungulati e avifauna) in difficoltà, feriti o deceduti. Compito di polizia finalizzato alla tutela della fauna selvatica autoctona omeoterma e consisite nel verificare se le condizioni in cui viene rinvenuto l’animale sono da ricondurre o meno a comportamenti illeciti puniti dall’ordinamento con sanzioni amministrative o condanne penali.

In particolare sono stati richiesti interventi per:

  • 146 capi in difficoltà, non in grado di ritornare autonomamente nel proprio habitat
  • 322 capi feriti
  • 156 carcasse

di cui:

  • 113 capi liberati in natura in quanto in grado di stare autonomamente nel proprio habitat
  • 293 capi trasferiti al Cras per cure veterinarie
  • 139 carcasse a smaltimento presso impianti autorizzati
  • 24 carcasse conferite all’Asst per le successive analisi
  • 55 segnalazioni infondate

 

Gli interventi hanno riguardato, in varie percentuali, tutte le specie selvatiche presenti sul territorio: cervi, camosci, caprioli, mufloni, cinghiali, volpi, tassi, aironi, cigni, civette, falchi.

Collaborazione con il servizio Ambiente nell’attuazione del Piano di contenimento della nutria.

Attività di coordinamento operativo delle guardie ecologiche volontarie (8), dei guardia pesca e guardia caccia volontari della Provincia (14) e quelle di raccordo con i guardia caccia volontari delle diverse associazioni attive sul territorio (31 volontari per 6 associazioni).

In particolare per il solo volontariato della Provincia sono stati svolti:

  • 348 servizi in materia ambientale e ittico-venatoria
  • 24 riunioni, plenarie e ristrette, per il coordinamento operativo

30 istruttorie per il rilascio dei decreti di nomina di guardia venatori/ittica volontaria.

Nell’ambito dell’iniziativa Lario Sicuro, in collaborazione con la Guardia Costiera, il personale di Polizia provinciale è stato impiegato in servizi di vigilanza e prevenzione per il controllo della navigazione, svolti da una pattuglia di due operatori insieme a un ufficiale per il coordinamento e il supporto, con l’utilizzo di due autoveicoli e un natante per la navigazione.

Le operazioni si sono svolte nei tratti compresi tra il bacino del lago di Lecco-Garlate e lo specchio d’acqua antistante Lierna nei mesi di luglio, agosto e settembre:

  • 18 servizi con natante per circa 5 ore di navigazione
  • 54 giornate uomo
  • 2 veicoli impiegati

 

Nel corso delle operazioni è stato redatto 1 verbale di accertamento e contestazione di violazione amministrativa (competente Autorità di Bacino del Lario e dei Laghi minori).

Nucleo stradale

Controlli di Polizia stradale, tutela del patrimonio viario provinciale, azioni di sensibilizzazione sulle tematiche di sicurezza stradale, anche mediante collaborazione con le altre forze di Polizia locale.

Controlli/accertamenti/sopralluoghi:

  • 28 cantieri stradali verificati
  • 721 veicoli sottoposti al controllo di velocità
  • 832 veicoli sottoposti al controllo copertura Rca
  • 832 veicoli sottoposti alla verifica della regolare revisione periodica
  • 120 verbali di accertamento e contestazione di violazione al Codice della strada

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