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Province toscane allo stremo: senza fondi a rischio strade, scuole e servizi essenziali

Anche l’ultima legge di bilancio, come quella dello scorso anno, rende evidente come ormai da dieci anni il principio fondamentale dell’autonomia e del decentramento sancito in Costituzione venga disatteso e calpestato, facendosi beffa dello sbandierato richiamo ai territori e ai servizi per i cittadini.

Così si sono espressi i Presidenti delle Province della Toscana, riuniti oggi nel Consiglio Direttivo di UPI Toscana, alle prese con l’ultimo riparto dei contributi alla finanza pubblica disposti dalla Legge di Bilancio 2025, presentato dalla Ragioneria dello Stato (Mef).

La situazione dei bilanci provinciali continua a essere estremamente critica. Manutenzione delle strade e dei ponti, scuole, assistenza sociale, trasporto pubblico: sono solo alcuni dei settori dove le Province non potranno garantire servizi essenziali e richiesti dalle comunità locali.

“Essendo anche sindaci, finiamo per essere colpiti su due lati: quello del Comune e quello della Provincia, ma non possiamo tacere il fatto che solo le nove province toscane verseranno a Roma, solo nel 2025, quasi 100 milioni di euro, una media di 11,1 milioni a ente” – ha affermato il Direttivo di UPI Toscana.

L’ultimo taglio del Governo Meloni, che segue la spending review prevista nella legge di bilancio dello scorso anno, si somma a dieci anni di manovre finanziarie che hanno sempre penalizzato le province, creando uno squilibrio finanziario ormai ingestibile.

Il Direttivo di UPI Toscana evidenzia che il taglio del 2025 di mezzo milione per le province toscane, che crescerà a 1,4 milioni nel 2026-2027-2028 e a 2,3 milioni nel 2029, si inserisce in un comparto già allo stremo da anni. Le risorse stanziate sono del tutto insufficienti: i bilanci toscani prevedono oggi solo 5,4 milioni di euro per la manutenzione ordinaria delle scuole superiori e 5,1 milioni per la manutenzione delle strade. Si tratta di risorse esigue se si considera che queste cifre devono coprire centinaia di edifici scolastici e oltre 7.000 km di strade provinciali con migliaia di ponti. Alcuni presidenti di provincia si trovano nella condizione di dover amministrare centinaia di chilometri di strade con budget di appena tre-quattrocentomila euro, una cifra del tutto insufficiente per garantire la sicurezza della rete viaria.

Nel corso del Direttivo, i Presidenti delle Province hanno approvato all’unanimità un documento da trasmettere a tutte le parti istituzionali e politiche coinvolte, per attirare l’attenzione su una situazione ormai insostenibile e pericolosa per la sicurezza pubblica. Inoltre, hanno denunciato la sparizione di alcuni fondi destinati agli investimenti provinciali dal bilancio statale.

La difficoltà di garantire servizi adeguati è ormai strutturale e, senza un intervento risolutivo da parte del Governo, le Province non potranno far fronte alle esigenze delle comunità locali. La manutenzione stradale è solo uno degli aspetti più evidenti del problema: le difficoltà si ripercuotono anche sulla gestione dell’edilizia scolastica, con istituti che necessitano di interventi urgenti ma per i quali non vi sono risorse sufficienti.

Il Direttivo di UPI Toscana ha ribadito come, con l’inflazione e gli attuali costi dei materiali, un chilometro di minima manutenzione stradale costi circa 150.000 euro. Questo significa che nel 2025 si potrà intervenire su meno di trentacinque chilometri di strade. Senza contare che nel 2029 saranno sottratti anche i fondi per i piani straordinari già programmati, pari a 19,5 milioni di euro.

La legge di bilancio 2025 ha proseguito nel percorso dei tagli agli enti locali. Lo scorso anno le province subirono 50 milioni di euro di spending review per il 2024 e il 2025, quest’anno i tagli sono di “soli” 10 milioni (in realtà un congelamento di fondi in avanzo, riutilizzabile per investimenti l’anno successivo) ed è stato previsto un contributo di 50 milioni di euro per le funzioni fondamentali delle province.

Nel 2025 l’accantonamento imposto sarà di 477.783 euro, mentre nel 2026-2028 crescerà a 1.433.348 euro, fino a raggiungere i 2.388.913 euro nel 2029. Sommando questi tagli a quelli subiti dal 2014 in poi, il comparto continua a soffrire più di altri enti locali.

I presidenti delle province toscane lanciano un appello: è necessario un intervento immediato per garantire ai cittadini servizi adeguati e preservare la sicurezza delle infrastrutture provinciali. Senza un’adeguata dotazione finanziaria, le Province non potranno più assicurare ai territori quelle funzioni fondamentali che la Costituzione stessa assegna loro.

Il Presidente della Provincia di Lucca incontra gli Studenti

«Un incontro proficuo, che si è svolto in un clima amichevole e collaborativo che ci ha dimostrato, ancora una volta, quanto le ragazze e i ragazzi delle scuole superiori sono molto più consapevoli e maturi di quanto, troppo spesso, vengono dipinti. Nel corso del colloquio di questa mattina ho trovato ragazzi molto preparati sulla situazione generale dell’edilizia scolastica della Provincia, che si erano studiati i documenti di programmazione dell’ente, che hanno avuto la capacità  la capacità di formulare con fermezza le loro richieste, ma rimanendo sempre all’interno di una cornice di correttezza istituzionale e rispetto dei ruoli e, soprattutto, con la disponibilità a comprendere ciò che stiamo facendo per rendere gli edifici scolastici che li ospitano all’altezza delle loro esigenze».

 

Con queste parole, il presidente della Provincia, Marcello Pierucci, ha commentato a caldo l’incontro con una delegazione degli studenti che questa mattina (25 febbraio) sono scesi in piazza per far sentire la propria voce proprio in merito alla situazione degli edifici scolastici.

 

Il presidente Pierucci, infatti, ha ricevuto a Palazzo Ducale gli studenti assieme al consigliere delegato, Federico Gilardetti e al Capo di Gabinetto, Francesco Raspini, per proseguire nella strada già intrapresa in altre occasioni di confronto con gli studenti.

 

Gli studenti hanno ribadito al presidente le rivendicazioni alla base della manifestazione di questa mattina ed in particolare la richiesta di una maggiore manutenzione sia ordinaria che straordinaria nelle scuole superiori del territorio: un’esigenza alla quale il presidente Pierucci ha risposto illustrando loro i molti progetti di riqualificazione che l’amministrazione provinciale ha in corso d’opera per un totale di quasi 100 milioni di euro lavori già appaltati o da appaltare a breve suddivisi su circa 30 interventi complessivi.

 

«Diverso è il problema della manutenzione ordinaria – ha spiegato Pierucci – perché la Provincia, da oltre dieci anni vive una situazione sempre più critica sul versante della spesa corrente. Di fatto, lo Stato ci considera come un bancomat: ben 29 milioni delle imposte pagate dai cittadini che risiedono nella provincia di Lucca, e che potrebbero essere destinate alla manutenzione delle scuole e delle strade, vengono prelevati dallo Stato prima ancora di entrare nelle casse della Provincia. Purtroppo, queste risorse sono compensate solo in minima parte da altri trasferimenti. Quest’anno, ad esempio, dobbiamo fare i conti con  un saldo negativo pari a 17 milioni di euro e, chiaramente, questo ci mette in grossa difficoltà proprio sul piano della spesa corrente. Per migliorare le condizioni delle nostre scuole e la nostra capacità di reazione su problemi quotidiani, basterebbe che questo prelievo statale venisse ricalibrato sulla base delle effettive esigenze manutentive dell’ente ovviamente vincolando tali risorse ad un utilizzo per la scuole».

 

Al termine della riunione Pierucci ha preso l’impegno di farsi portavoce in tutte le sedi istituzionali, da quelle centrali a quelle regionali, delle richieste dei ragazzi, soprattutto quelle finalizzate garantire una maggiore disponibilità economica alle Province per far fronte ai lavori urgenti, soprattutto quelli di ordinaria manutenzione che esulano dai grandi progetti di ristrutturazione.

Già nei prossimi giorni Pierucci porterà questa richiesta sul tavolo di UPI Toscana, nel corso della prossima riunione del Direttivo in programma per mercoled 26 febbraio; allo stesso tempo si è impegnato a farsi portavoce di questo tema presso il presidente della Regione al fine di condividere le possibili iniziative da portare avanti insieme alle altre province toscane per promuovere, anche in sede nazionale, le istanze sollevate dagli studenti lucchesi.

Province, Gandolfi: “Governo e Parlamento facciano sintesi sulla riforma. Non solo elezioni, ma anche risorse’

“Quello che chiediamo è di non arrivare a chiudere una riforma delle Province che intervenga solo sulle elezioni , senza assicurare le risorse per i servizi ai cittadini, perché così l’intervento sarebbe molto limitato. Anche perché con la gestione del PNRR abbiamo dimostrato che quando le risorse arrivano a livello provinciale , siamo in grado di esercitare con efficienza le nostre funzioni” lo ha detto il Presidente di UPI Pasquale Gandolfi, intervenendo al Convegno promosso da UPI insieme alla Province di Monza Brianza sula riforma delle Province “Crediamo sia fondamentale che il Governo e il Parlamento facciano sintesi delle diverse posizioni politiche e prendano posizione: la riforma delle Province sì può’ fare attraverso il TUEL, anche se i tempi sono ormai molto al limite, o attraverso il Disegno di legge fermo da due anni in Senato. I numeri in Parlamento ci sono. L’importante è che qualunque intervento metta al primo posto l’interesse dei cittadini. Possiamo ancora fare la migliore riforma possibile – ha aggiunto – noi come UPI siamo pronti a dare un contributo fattivo. Chiediamo anche alle Regioni di fare la loro parte: – ha poi concluso Gandolfi . Come UPI abbiamo definito una proposta di legge regionale che potrebbe essere adottata da subito dalle Regioni, anche in assenza della riforma nazionale. Non è una strada per bypassare la rifprma, ma di certo è un modo per iniziare. Le Regopni possono restituire alle Province funzioni e risorse”.

L’evento è stato organizzato da Provincia di Monza e della Brianza, Unione Province Italiane e Unione Province Lombarde in collaborazione con Regione Lombardia.

Il Presidente della Provincia MB, Luca Santambrogio, ha commentato:

“Se c’è una cosa che le Province lombarde hanno dimostrato in questi 11 anni di Delrio è la loro profonda resilienza, una capacità che sicuramente è stata favorita dall’approccio lungimirante di Regione Lombardia nel mantenere in capo alle Province alcune deleghe importanti, come quelle su lavoro e istruzione, ma che le Province stesse hanno saputo tirare fuori nel momento in cui è stato il territorio a chiedere un aiuto, con i Comuni e gli altri enti in equilibrio precario fra tagli al bilancio e mancanza di personale qualificato. Qui è entrata in gioco la Provincia, che è stata capace di farsi casa dei Comuni. Porto l’esempio della Stazione Unica Appaltante di Provincia MB e Città Metropolitana di Milano, che solo nel 2025 gestirà circa 700 milioni di euro di appalti pubblici, per non parlare della Centrale Unica dei Concorsi, l’Ufficio Provvedimenti Disciplinari, le offerte di formazione per il personale degli enti e per chi si appresta a partecipare ai concorsi pubblici, e molti altri servizi che solo la Provincia, in quanto ente intermedio, ha saputo fornire con certezza e professionalità, ottimizzando le proprie scarse risorse e personale. Proprio per questo motivo, possiamo sostenere con certezza che, se la tanto agognata riforma avvenisse già domani, le Province lombarde sarebbero già pronte a rispondere alla chiamata. Il mio augurio è che questo modello possa essere di esempio per il resto del Paese non da quando la riforma vedrà la luce, ma da oggi”.

 

Guarad qui la diretta dell’evento https://www.provincia.mb.it/novita/archivio/La-riforma-delle-Province-e-il-modello-lombardo-00001/

“Tra disagio e realtà: Il dramma delle dipendenze”, al via il progetto nelle scuole della Provincia dell’Aquila

Tutto pronto per l’avvio delle proposte culturali indirizzate agli Istituti scolastici della provincia dell’Aquila. Il tema centrale del progetto è il disagio giovanile, esplorato sotto diverse sfaccettature, con particolare attenzione al tema delle dipendenze.

Sarà la cultura lo strumento principale per sensibilizzare i più giovani: giornalisti della stampa nazionale, esperti psichiatri e psicologi, proiezioni cinematografiche, rappresentazioni teatrali e interventi di attori e personaggi televisivi si alterneranno per trattare temi di grande rilevanza sociale.

Il progetto è promosso e sostenuto dall’amministrazione provinciale dell’Aquila, in collaborazione con l’Associazione culturale Novecento, che ha curato la programmazione degli eventi.

“Un programma ricco e articolato offrirà preziosi momenti di sensibilizzazione per molti giovani studenti – ha dichiarato il presidente della Provincia dell’Aquila, Angelo Caruso – In questo particolare momento storico, è fondamentale che le istituzioni siano vicine ai giovani, affrontando le loro problematiche e promuovendo una cultura di prevenzione e consapevolezza. Le dipendenze, in particolare, rappresentano una delle sfide più urgenti per le nuove generazioni. Le istituzioni hanno il dovere di non limitarsi a reagire alle emergenze, ma di intervenire con azioni concrete e preventive che possano supportare i giovani nel loro percorso di crescita e consapevolezza. Siamo convinti che solo attraverso la cultura potremo contrastare il dilagare delle dipendenze”.

Diversi gli argomenti trattati: dalla violenza sulle donne al cyberbullismo, dalla piaga della droga tornata prepotentemente alla ribalta delle cronache fino all’alcolismo. Si parlerà poi dell’uso distorto del web e della sicurezza stradale, per un calendario che andrà da febbraio a maggio e che vedrà il coinvolgimento di centinaia di studenti delle scuole superiori del comprensorio aquilano.

“Tra disagio e realtà: Il dramma delle dipendenze”: il primo appuntamento è in programma lunedì 24 febbraio, presso l’Istituto d’Istruzione superiore “Amedeo d’Aosta” del capoluogo abruzzese: a partire dalle 10, presso la sala Beolchini, si terrà la proiezione del film “Mia” di Ivano De Matteo (Italia, 2023).

Sarà presente la giornalista del TG2 Storie, Adriana Pannitteri, che approfondirà temi quali la violenza sulle donne, lo stalking, il revenge porn e il cyberbullismo, condividendo i risultati delle sue inchieste e i dati allarmanti sul femminicidio e sull’uso distorto delle relazioni sentimentali.

Firmato il protocollo d’intesa Provincia di Terni-Guardia di Finanza per la tutela delle risorse del Pnrr

Il Presidente Francesco Maria Ferranti e il Comandante provinciale della Guardia di Finanza di Terni, col. Mauro Marzo, hanno firmato e illustrato stamattina alla stampa, in sala del Consiglio provinciale, il protocollo d’intesa per la tutela delle risorse del Pnrr, del piano nazionale per gli investimenti complementari e dei programmi cofinanziati dai fondi strutturali dell’Unione europea. Il protocollo impegna Provincia e Gdf a disciplinare, ciascuno per le proprie competenze e ruoli istituzionali, le modalità di coordinamento e cooperazione idonee a sostenere la legalità economica e finanziaria nel territorio.

“Quello firmato oggi con la Guardia di Finanzia, che ringrazio, è un accordo molto importante”, ha detto il Presidente Ferranti. “Ha infatti lo scopo di verificare, monitorare e controllare – ha spiegato – che le risorse del Pnrr, tutte di natura pubblica, vengano utilizzate in modo corretto e trasparente e che i progetti, anch’essi pubblici e a beneficio della collettività, vengano realizzati rispettando finalità e tempistiche”.

“L’attività messa in campo è soprattutto preventiva per verificare che le risorse del Pnrr vengano effettivamente utilizzate per gli obiettivi pubblici per le quali sono state pensate”, ha dichiarato il comandante Marzo. “A tale scopo – ha sottolineato – è importante la collaborazione con gli enti, in questo caso la Provincia, per lo scambio di informazioni e per garantire il massimo della trasparenza”.

Il comandante ha reso infine noto che sul territorio provinciale nel corso del 2024 sono stati individuati dalla Finanza fondi Pnrr per 200mila euro utilizzati in modo irregolare. Al termine della conferenza stampa il col. Marzo ha donato al Presidente Ferranti una targa e, a sua volta, il Presidente ha consegnato al comandante e agli agenti presenti la spilla ritraente l’Ape, simbolo della Provincia di Terni.

Riforma Province, Marcon all’incontro promosso da UPI e Provincia di Monza-Brianza

Questa mattina il presidente dell’Unione Province del Veneto, Stefano Marcon, ha partecipato all’incontro nazionale organizzato dalla Provincia di Monza-Brianza e dall’Unione Province Italiane sul tema della riforma degli Enti e della resilienza del modello lombardo alla legge 56/2014.

“L’urgenza di ripartire al più presto con l’iter per la riforma delle Province è ormai evidente e condivisa da tutti – sottolinea Stefano Marcon, presidente UPI Veneto e vicepresidente UPI nazionale – mi unisco alle parole del presidente dell’UPI nazionale, Pasquale Gandolfi, che proprio oggi, in occasione dell’incontro nazionale a Monza-Brianza, ha sottolineato come la riforma istituzionale degli Enti debba prevedere risorse adeguate per lo svolgimento puntuale delle funzioni assegnate alle Province. Proprio in questo senso, i nostri Enti hanno dato prova di saper utilizzare con visione strategica, praticità e capacità amministrativa le risorse del PNRR, presentando negli ultimi anni progetti validi per il miglioramento e la riqualificazione degli edifici scolastici superiori dei territori di competenza per oltre 242 milioni solo in Veneto. Ma non solo: il ruolo delle Province è stato esaltato e maggiormente riconosciuto anche attraverso l’azione delle Stazioni Uniche Appaltanti provinciali, che oltre a gestire le proprie procedure di gara forniscono un supporto fondamentale ai Comuni. Cito l’esempio della Stazione Unica della Provincia di Treviso, modello virtuoso riconosciuto in tutto il Paese, che secondo la più recente ricognizione ANAC è risultata la più operativa in Italia per importi appaltati: 5 miliardi. Ecco perché gli Enti intermedi, di area vasta, pur non avendo a oggi un collocamento ordinamentale di I livello continuano inevitabilmente a rappresentare punti di riferimento essenziali sui quali i Comuni contano di avere coordinamento e sostegno, naturalmente sempre con l’indispensabile indirizzo della Regione. Attuare oggi una riforma delle Province per ricostituirle come Enti a elezione diretta fornendo risorse adeguate, sia economiche sia umane, significherebbe valorizzare questo grande sforzo, consentire una pianificazione dettagliata per il futuro dei territori e contribuire concretamente a dare risposte più tempestive e puntuali alle esigenze delle nostre comunità”.

Scuole superiori e settimana corta: la Provincia di Vicenza scrive ai dirigenti scolastici.

Formalmente un auspicio, nella sostanza molto di più. Il presidente della Provincia di Vicenza Andrea Nardin ha scritto questa mattina ai dirigenti degli istituti superiori vicentini perché “il percorso intrapreso porti nell’anno scolastico 2026/2027 ad avere per tutti una strutturazione della settimana scolastica su cinque giornate anziché su sei”.

Il “percorso intrapreso” sono gli incontri e le interlocuzioni avuti da Provincia e da Svt con i dirigenti per illustrare le difficoltà che l’azienda di trasporto riscontra nel reperire autisti e, di conseguenza, le difficoltà di garantire un servizio su sei giorni alla settimana, tenendo conto che già 46 istituti su 56 sono organizzati su 5 giorni.

Non è solo questione di trasporto -aggiunge Nardin- ragionare su 5 giorni invece che 6 permette economie anche sulla gestione degli edifici scolastici, in capo alla Provincia. Solo per le utenze spendiamo 6,4 milioni di euro all’anno: un giorno di utilizzo in meno alla settimana è un risparmio significativo, che potremmo reinvestire in favore delle scuole. Significa, anche, un giorno in meno di riscaldamento e un giorno in meno di traffico sulle strade, con evidente beneficio per l’aria che respiriamo, per l’ambiente, per la collettività. Nel massimo rispetto dell’autonomia scolastica e delle esigenze formative dei nostri ragazzi -sottolinea il presidente- ritengo che i tempi siano maturi per una decisione che da troppo tempo viene rimandata. Già la maggior parte degli istituti scolastici sono organizzati su 5 giorni, ma fino a che non raggiungiamo la totalità, Svt si trova obbligata a garantire corse su tutto il territorio su 6 giorni, con un impegno di spesa e di personale che non è più sostenibile. La carenza di autisti è legata anche (non solo) al lavoro del sabato. I lavoratori, non tutti ma una buona parte, vogliono poter avere il sabato libero, per dedicarsi alla famiglia e alle proprie passioni: si chiama qualità della vita ed è diventato uno dei principali requisiti per accettare o meno un lavoro. Svt ne deve tenere conto: già in questi mesi, a causa di pensionamenti, malattie e bandi andati deserti, alcune corse di Svt hanno avuto delle criticità, ma in base agli elementi in nostro possesso riteniamo che questa situazione sia destinata ad aggravarsi.”

Di qui l’invito alle scuole di riorganizzare le lezioni su 5 giorni, con l’obiettivo di arrivare a regime nell’anno scolastico 2026/27, garantendo quindi il servizio su sei giorni per l’anno scolastico che partirà a settembre 2025 agli istituti che in questi mesi non riescano ad organizzarsi diversamente.

La società sta cambiando -conclude il presidente Nardin- dobbiamo scegliere se subire o essere noi stessi il cambiamento, trasformando le difficoltà in opportunità.”

Province, Gandolfi: “Governo e Parlamento facciano sintesi sulla riforma. Non solo elezioni, ma anche risorse’

“Quello che chiediamo è di non arrivare a chiudere una riforma delle Province che intervenga solo sulle elezioni , senza assicurare le risorse per i servizi ai cittadini, perché così l’intervento sarebbe molto limitato. Anche perché con la gestione del PNRR abbiamo dimostrato che quando le risorse arrivano a livello provinciale , siamo in grado di esercitare con efficienza le nostre funzioni” lo ha detto il Presidente di UPI Pasquale Gandolfi, intervenendo al Convegno promosso da UPI insieme alla Province di Monza Brianza sula riforma delle Province “Crediamo sia fondamentale che il Governo e il Parlamento facciano sintesi delle diverse posizioni politiche e prendano posizione: la riforma delle Province sì può’ fare attraverso il TUEL, anche se i tempi sono ormai molto al limite, o attraverso il Disegno di legge fermo da due anni in Senato. I numeri in Parlamento ci sono. L’importante è che qualunque intervento metta al primo posto l’interesse dei cittadini. Possiamo ancora fare la migliore riforma possibile – ha aggiunto – noi come UPI siamo pronti a dare un contributo fattivo. Chiediamo anche alle Regioni di fare la loro parte: – ha poi concluso Gandolfi . Come UPI abbiamo definito una proposta di legge regionale che potrebbe essere adottata da subito dalle Regioni, anche in assenza della riforma nazionale. Non è una strada per bypassare la rifprma, ma di certo è un modo per iniziare. Le Regopni possono restituire alle Province funzioni e risorse”.

L’evento è stato organizzato da Provincia di Monza e della Brianza, Unione Province Italiane e Unione Province Lombarde in collaborazione con Regione Lombardia.

Il Presidente della Provincia MB, Luca Santambrogio, ha commentato:

“Se c’è una cosa che le Province lombarde hanno dimostrato in questi 11 anni di Delrio è la loro profonda resilienza, una capacità che sicuramente è stata favorita dall’approccio lungimirante di Regione Lombardia nel mantenere in capo alle Province alcune deleghe importanti, come quelle su lavoro e istruzione, ma che le Province stesse hanno saputo tirare fuori nel momento in cui è stato il territorio a chiedere un aiuto, con i Comuni e gli altri enti in equilibrio precario fra tagli al bilancio e mancanza di personale qualificato. Qui è entrata in gioco la Provincia, che è stata capace di farsi casa dei Comuni. Porto l’esempio della Stazione Unica Appaltante di Provincia MB e Città Metropolitana di Milano, che solo nel 2025 gestirà circa 700 milioni di euro di appalti pubblici, per non parlare della Centrale Unica dei Concorsi, l’Ufficio Provvedimenti Disciplinari, le offerte di formazione per il personale degli enti e per chi si appresta a partecipare ai concorsi pubblici, e molti altri servizi che solo la Provincia, in quanto ente intermedio, ha saputo fornire con certezza e professionalità, ottimizzando le proprie scarse risorse e personale. Proprio per questo motivo, possiamo sostenere con certezza che, se la tanto agognata riforma avvenisse già domani, le Province lombarde sarebbero già pronte a rispondere alla chiamata. Il mio augurio è che questo modello possa essere di esempio per il resto del Paese non da quando la riforma vedrà la luce, ma da oggi”.

 

Guarad qui la diretta dell’evento https://www.provincia.mb.it/novita/archivio/La-riforma-delle-Province-e-il-modello-lombardo-00001/

Progetto mobilità sicura – La documentazione del webinar

Consulta e scarica tutta la documentazione del WEBINAR di presentazione del progetto Mobilità sicura

Il progetto mobilita sicura– Piero Antonelli, Direttore Generale UPI

Come compilare il formulario di progetto – Elisabetta Gabrielli

Il Piano finanziario – Doriana Lepore

 

Per quesiti/chiarimenti tecnici, contattare:

Dr.ssa Elisabetta Gabrielli

Cell. 339 31 70 252

Email: [email protected]

 

Per quesiti/chiarimenti finanziari, contattare:

Dr.ssa Doriana Lepore

Cell. 338 48 81 781

Email: [email protected]

La Provincia di Forlì Cesena sigla un protocollo con la Guardia di Finanza per i finanziamenti post alluvione

È stato sottoscritto questa mattina – presso Palazzo dei Signori della Missione, a Forlì sede della Provincia di Forlì-Cesena – un protocollo d’intesa tra il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Forlì-Cesena e la Provincia di Forlì-Cesena, con l’obiettivo, condiviso, di definire un percorso di reciproca cooperazione tra i due Enti, al fine di rafforzare il sistema di monitoraggio e vigilanza relativo all’esecuzione delle opere pubbliche interessate dagli eventi alluvionali del maggio 2023, di cui alle ordinanze del Commissario Straordinario alla ricostruzione nel territorio delle regioni Emilia Romagna, Toscana e Marche.

L’intesa di collaborazione – siglata dal Presidente della Provincia di Forlì-Cesena, dott. Enzo Lattuca, con il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza, Col. Vito Pulieri – mira a prevenire e contrastare ogni condotta illecita lesiva degli interessi economici e finanziari pubblici e si pone nel segno della continuità con l’analogo protocollo d’intesa stipulato a livello centrale nel dicembre del 2023 tra il Commissario straordinario pro-tempore alla ricostruzione nel territorio delle Regioni Emilia-Romagna, Toscana e Marche, Gen. C.A. Francesco Paolo Figliuolo e il Comandante Generale della Guardia di Finanza, Gen. C.A. Andrea De Gennaro.

Con l’intesa pattizia raggiunta, Provincia e Fiamme Gialle s’impegnano ad implementare un dedicato flusso informativo, al fine di prevenire, individuare e contrastare ogni comportamento illecito di malversazione, indebita aggiudicazione e/o percezione di risorse finanziarie pubbliche posto in essere a danno delle risorse finanziarie erogate per le attività di ricostruzione post-alluvione.

L’accordo di collaborazione, valido fino al 31 dicembre 2026 e con possibilità di rinnovo, prevede, nello specifico, che la Provincia di Forlì-Cesena in veste di stazione appaltante comunichi periodicamente alComando Provinciale delle Fiamme Gialle dati, notizie e informazioni utili al perseguimento delle finalità collaborative, allo scopo di consentire alla Guardia di Finanza, quale forza di polizia economico-finanziaria a competenza generale, di poter utilizzare gli elementi così acquisiti per orientare più efficacemente la propria azione di servizio verso quei soggetti e quei contesti connotati da indici di rischio più elevati, avviando conseguenti analisi, approfondimenti e controlli.

Il Comandante Provinciale – nell’esprimere soddisfazione per l’intesa raggiunta e dopo aver ringraziato il Presidente Lattuca per l’attenzione ancora una volta dimostrata ai temi della legalità ha sottolineato come la stipula dell’odierno protocollo costituisca un solido presidio “preventivo” rispetto adeventuali condotte illecite lesive del bilancio nazionale, rimarcando, altresì, l’importanza della sinergia tra istituzioni dello Stato a tutela della spesa pubblica.

“La provincia di Forlì-Cesena sta lavorando alla messa a terra di oltre 65 milioni di euro di risorse PNRR ha commentato il Presidente della Provincia, dott. Enzo Lattuca – per la messa in sicurezza delle strade provinciali a seguito dell’alluvione di maggio 2023. L’accordo che abbiamo sottoscritto oggi, per il quale ringrazio il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Forlì-Cesena, ci permette di aprire un canale diretto con le Fiamme Gialle e di concretizzare un impegno che ci prendiamo per implementare ulteriormente gli strumenti di controllo e di prevenzione dei fenomeni corruttivi legati alle gare d’appalto e alla gestione dei cantieri sul nostro territorio”.

Milleproroghe, Gandolfi: “Accolte richieste UPI che consentiranno di proseguire opere strategiche”

“Il testo del decreto Milleproroghe licenziato dalla Commissione Affari costituzionali del Senato ha accolto le richieste di modifica presentate da UPI su questioni molto importanti per le Province e per i territori, perché ci permetteranno di proseguire nella realizzazione di investimenti ed opere strategiche per le comunità. Siamo molto soddisfatti del risultato, perché la forte azione istituzionale dell’UPI ci ha portato ad essere ascoltati dai senatori di maggioranza e opposizione”. Lo dichiara il Presidente di UPI Pasquale Gandolfi, all’indomani dal voto di fiducia sul testo del decreto cosiddetto “Milleproroghe” licenziato dalla Commissione Affari costituzionali del Senato, passato ora alla Camera per la definitiva conversione.

Per le Province, gli emendamenti accolti intervengono in particolare su questioni riguardanti l’edilizia scolastica, la viabilità, la messa in sicurezza dei ponti del Po, le norme per le assunzioni e le prerogative per la candidatura alla presidenza delle Province.

È stata accolta la richiesta UPI di prorogare al 31 dicembre 2027 il termine ultimo per l’adeguamento alla normativa antincendio per gli edifici scolastici, permettendo così alle Province di garantire il completamento degli interventi.  Grazie ad una modifica sulle norme relative al programma di interventi per la messa in sicurezza dei ponti del Po, si consente alle stazioni appaltanti delle Province di completare l’iter necessario per l’aggiudicazione degli interventi e di realizzare le opere. Importante poi la richiesta di far valere fino al 30 marzo 2026 la disciplina transitoria sulle autorizzazioni al transito per i trasporti eccezionali, che concede tempo per la programmazione degli investimenti necessari sulla rete viaria provinciale.

Quanto alle assunzioni nelle Province, il decreto approvato al Senato proroga di un anno la norma che consente alle amministrazioni di procedere ad assunzioni, senza previo svolgimento delle procedure di mobilità, in caso di procedure concorsuali bandite, permettendo di proseguire con maggiore rapidità nella riorganizzazione delle strutture.

Da ultimo, è stata accolta la richiesta UPI di proroga per il 2025 e 2026 della deroga ai 18 mesi di mandato  da Sindaco previsti dalla Legge 56/14 per la candidatura in Provincia,  che si rende necessaria considerato il sistema elettorale delle Province e visto che nei prossimi due anni ci saranno turni amministrativi comunali significativi.

 

MOBILITA’ SICURA: IL WEBINAR DI PRESENTAZIONE DEL PROGETTO

E’ diretto alle Province aggiudicatrici del bando MOBILITA’ SICURA  e alle Città metropolitane, il Webinar che si terrà martedì 18 febbraio dalle ore 11 alle ore 13.

Il progetto, realizzato da ANCI e UPI grazie ai fondi del Dipartimento per le politiche antidroga, coinvolge 20 Province tra quelle con il più alto tasso di incidentalità secondo gli elenchi ISTAT.

Nell’occasione saranno illustrate le modalità di redazione dei Progetti delle province e di definzione del Piano finanziario

Questo il link per accedere alla sessione  https://shorturl.at/BQocZ

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