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FONDI PER LA PROGETTAZIONE: 200 MILIONI A CITTA’ METROPOLITANE, COMUNI, PROVINCE E AUTORITA’ DI SISTEMA PORTUALE

Una progettazione di qualità come primo passo indispensabile per realizzare opere pubbliche di qualità, dai costi certi, nel rispetto dei tempi di realizzazione previsti. Per dare concretezza a uno dei principi fondanti del Nuovo Codice dei Contratti, il Governo ha previsto contributi agli enti locali per realizzare progetti di buon livello. Due decreti del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, assegnano per i prossimi tre anni più di 200 milioni a città metropolitane, province, comuni, autorità di sistema portuale.
Con il “Fondo progettazione Enti locali”,  previsto dalla legge di bilancio, lo Stato cofinanzia con 90 milioni nel prossimo triennio gli enti locali nella progettazione di fattibilità tecnica ed economica relativa a opere pubbliche, tra cui adeguamenti antisismici ed edilizia scolastica.
Con il “Fondo progettazione Insediamenti Prioritari”, previsto dal Nuovo Codice dei Contratti, sono previsti 110 milioni, sempre nel triennio, destinati a diversi tipi di interventi proritari, dai Piani urbani della mobilità sostenibile alle opere nei porti.
“Queste risorse – afferma il Ministro Delrio – consentiranno agli enti locali di realizzare buone progettazioni. Dalla  messa in sicurezza di infrastrutture ed edifici pubblici, tra cui le scuole, alla revisione di progetti invecchiati, alla pianificazione strategica nelle città metropolitane, ai piani urbani della mobilità sostenibile, a progetti per la portualità. In questo modo si costituirà un buon parco progetti: progetti fattibili, pronti per essere finanziati, sopperendo alla carenza di progettazione efficace che impedisce o rallenta la realizzazione degli investimenti pubblici. Un’attività che potrà essere utile anche per consentire agli enti locali di  partecipare a bandi e finanziamenti”.
 
FONDO PROGETTAZIONE ENTI LOCALI: 90 MILIONI
Il decreto ministeriale per il “Fondo progettazione enti locali” riguarda  criteri e modalità di accesso, selezione e cofinanziamento per il triennio 2018-2020, previsti dalla legge di Bilancio 2018 e ha avuto ieri il parere favorevole della Conferenza Stato-Città.
Il “Fondo progettazione enti locali” ha l’obiettivo di cofinanziare con risorse statali la redazione dei progetti di fattibilità tecnica ed economica e la redazione dei progetti definitivi relativi alla messa in sicurezza degli edifici e delle strutture pubbliche, con priorità agli edifici e alle strutture scolastiche.
Sono ammessi anche progetti di demolizione e ricostruzione, pur mantenendo la stessa destinazione d’uso, così come i progetti finalizzati all’adeguamento degli edifici alla normativa sismica, o anche la messa in sicurezza edile ed impiantistica.
 
Le risorse stanziate sono 30 milioni di euro all’anno anno per il triennio 2018 – 2020 (90 milioni di euro) e sono suddivise, con una ripartizione massima di cofinanziamento statale pari all’80% per città metropolitane e province, in questo modo:
–      4.975.000 euro alle 14 città metropolitane. 
Con una quota fissa di 100.000 euro, a cui si aggiunge una quota variabile, proporzionale alla popolazione;
–      12.437.500 euro. alle 86 province
Con una quota fissa di 70.000 euro, a cui si aggiunge una quota variabile proporzionale alla popolazione;
–      12.437.500 di euro ai comuni, con bando.
I criteri di assegnazione prevedono una ripartizione su bando pubblico in base ad una graduatoria triennale 2018/2020, con priorità ai progetti di adeguamento alla normativa sismica degli edifici e delle strutture scolastiche, e un ammontare massimo di cofinanziamento statale a 60.000 euro. 
IN ALLEGATO, LE SLIDE DEL MINISTERO, CON LA RIPARTIZIONE DELLE RISORSE PER ENTE
 

FONDO PROGETTAZIONE INSEDIAMENTI PRIORITARI: 110 MILIONI
Il “Fondo per la progettazione di fattibilità delle infrastrutture e degli insediamenti prioritari per lo sviluppo del Paese, nonché per la project review delle infrastrutture già finanziate”  è stato istituito dal Nuovo Codice dei Contratti e finanziato dal Fondo Investimenti 2016 con 500 milioni.
Il decreto del Ministro Delrio, firmato in queste ore, assegna 110 milioni di euro per il triennio dal 2018 al 2020, ripartiti in 25 milioni per il 2018; 35 milioni  per il 2019 e 50 milioni per il 2020.
 
Le risorse sono state assegnate in questo modo:
–      30 milioni di euro alle 15 Autorità di sistema portuale.
Il Decreto di riparto è stato predisposto attraverso la ricognizione dei fabbisogni delle singole Autorità di Sistema Portuale, valutato dalla Direzione generale per la vigilanza sulle autorità portuali del Ministero e da Ram, condiviso alla Conferenza nazionale dei presidenti.
–      25 milioni di euro alle 14 Città Metropolitane;
con una quota fissa di 800.000 euro, a cui si aggiunge una quota variabile, proporzionale sia alla popolazione (65%) che alla superficie territoriale (35%);
–      30 milioni ai 14 Comuni capoluogo di Città Metropolitane
con una quota fissa di 1.200.000 euro, a cui si aggiunge una quota variabile, proporzionale sia alla popolazione (65%) che alla superficie territoriale (35%);
–      25 milioni ai 36 Comuni capoluogo di Regione o di Provincia autonoma,
(non ricadenti in Città Metropolitana) o con popolazione superiore ai 100.000 abitanti.
Con una quota fissa di 200.000 euro, a cui si aggiunge una quota variabile, proporzionale sia alla popolazione (65%) che alla superficie territoriale (35%).
 
Le risorse destinate alle Città Metropolitane, ai Comuni capoluogo di Città Metropolitana e agli altri Comuni  andranno utilizzate prioritariamente per la predisposizione dei Piani Strategici Metropolitani (Psm) e dei Piani urbani della mobilità sostenibile (Pums).
Per chi ha già redatto i Psm o i Pums o già affidato l’incarico per la loro realizzazione, le risorse andranno utilizzate per la predisposizione di Progetti di Fattibilità o di Project Review riferiti ad opere contenute in tali strumenti di pianificazione o comunque di prioritario interesse nazionale, cioè coerenti con le strategie della nuova politica di pianificazione infrastrutturale e con i fabbisogni infrastrutturali individuati nell’Allegato al Def 2017.
Sono ammissibili solo le spese sostenute a valere su contratti e obbligazioni giuridicamente vincolanti stipulati dopo l’emanazione del decreto.

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Contratto enti locali: Variati “Dopo 9 anni si apre una nuova stagione per i lavoratori delle Province”

“Dopo nove anni, grazie all’impegno di tutte le istituzioni e dei sindacati, si approva il nuovo contratto nazionale per i lavoratori degli enti locali, le istituzioni più vicine ai cittadini i cui dipendenti sono ogni giorno in prima linea per garantire servizi essenziali alle comunità.”
È il commento del Presidente dell’Upi, Achille Variati all’indomani della firma del nuovo contratto degli enti locali che riconosce a circa 470.000 dipendenti di Comuni, Province, Città metropolitane, Regioni e Camere di commercio gli incrementi di stipendio per il triennio 2016-2018.
“Il nuovo contratto – spiega Variati – pone le basi per una maggiore autonomia organizzativa e gestionale delle Province, premia chi è disposto ad assumersi responsabilità e semplifica e incentiva la possibilità di stipulare i contratti decentrati a livello territoriale. In materia di relazioni sindacali, poi,  il contratto valorizza gli istituti della partecipazione, nel rispetto dei distinti ruoli dei datori di lavoro e delle organizzazioni sindacali.  Inoltre, per le Province, anche in forma associata, è previsto un nuovo Organismo paritetico che ha il compito di instaurare un dialogo costruttivo sui processi di innovazione amministrativa.
“Le Province – conclude Variati – sono pronte a costruire nei territori un sistema più funzionale nelle relazioni sindacali territoriali per valorizzare il loro ruolo di ‘Case dei Comuni’ nell’avvio della nuova stagione della contrattazione decentrata e valorizzare in modo appropriato la professionalità dei lavoratori e delle lavoratrici degli enti locali”

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DIFFERITO TERMINE APPROVAZIONE BILANCI

Nella seduta del 7 febbraio 2018, la Conferenza Stato-Città ed Autonomie Locali ha approvato il differimento del termine di approvazione del bilancio di previsione dell’anno 2018 da parte dei Comuni, delle Province e delle Città metropolitane al 31 marzo 2018.

Investimenti strade: la Conferenza Stato Città vara il riparto del fondo del Ministero delle Infrastrutture

Il 31 marzo 2018 è il nuovo termine per l’approvaizone dei bialanci. La decisione è stata presa nella riunione della Conferenza Stato Città del 7 febbraio scorso  presieduta dal Sottosegretario gli Affari Regionali Gianclaudio Bressa. 
La Conferenza ha inoltre è stato approvato il Decreto Ministeriale che ripartisce il fondo pluriennale di 1 miliardo 620 milioni previsto dalla Legge di Bilancio 2018, voluto dal Ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio per gli interventi straordinari di manutenzione delle strade provinciali e metropolitane.
Il decreto, che trovate in allegato, riporta nell’ultima pagina la tabella con la ripartizione dei fondi per enti per ciascuno degli anni dal 2018 al 2023, effettuata dal Ministero in base a criteri relativi a chilometri di strada in gestione, livelli di incidentalità e rischio idrogeologico.
“Si tratta – commenta il Presidente dell’Upi Achille Variati – di un fondo di 1 miliardo 620 milioni per interventi straordinari di manutenzione delle strade provinciali, risorse aggiuntive che come Upi ci siamo conquistati grazie alla collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e che ci permettono di impostare una prima programmazione pluriennale, pur sempre insufficiente, che prevede 120 milioni nel 2018 e 300 milioni per ogni anno dal 2019 al 2023. Abbiamo alle spalle anni di mancanza totale di manutenzione, che ci hanno costretto ad intervenire con misure che certo non favoriscono il diritto alla mobilità, dalle chiusure di migliaia di tratti di strada all’apposizione di limiti di velocità minimi – conclude Variati – Questi fondi sono un primo passo importante”.

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Sicurezza stradale: alle Province 35 milioni per i ponti del Po

Per mettere in sicurezza nove ponti sul fiume Po, dall’Emilia Romagna alla Lombardia al Piemonte, le Province di Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Cremona, Mantova, Pavia, Cuneo, Alessandria e Vercelli avranno a disposizione in totale 35 milioni. La decisione nasce dall’intesa raggiunta oggi in Conferenza Unificata, con l’assegnazione delle risorse per interventi di emergenza per le infrastrutture stradali sul fiume Po che erano state previste dal decreto fiscale approvato nel dicembre scorso.
 
“Si tratta – sottolinea Achille Variati, Presidente dell’Upi – di risorse essenziali che serviranno a porre fine a gravi situazioni di emergenza. Parliamo di ponti che si è stati costretti a chiudere o su cui sono in vigore ordinanze restrittive del transito: un danno sia per i cittadini sia per le imprese. Con questi fondi – aggiunge il Presidente dell’Upi – inizia l’opera di messa in sicurezza di tutta la rete viaria provinciale, che vedrà le Province impegnate da qui ai prossimi sei anni in un piano complessivo di rifacimento della viabilità, grazie al fondo di 1,6 miliardi stanziato nella legge di bilancio 2018. Un piano che avrà riflessi positivi immediati non solo sulla vita dei cittadini, che si vedranno restituiti servizi essenziali, ma sull’economia locale, grazie alle migliaia di cantieri che nei prossimi anni si apriranno sui territori. Proprio su questi temi come Upi intendiamo aprire da subito un confronto con le forze economiche e sociali”.
 

I 35 milioni sono così ripartiti:

 













PONTE

Importo

Provincia

Ponte Colorno

6.000.000

Parma e Cremona

Ponte Verdi

6.000.000

Parma e Cremona

Ponte Dosolo Guastalla

3.785.635

Mantova e Reggio Emilia

Ponte Castelvetro

7.571.270

Piacenza e Cremona

Ponte Pieve Porto Morone

5.586.080

Pavia

Ponte della Becca

1.514.255

Pavia

Ponte della Gerola

2.801.370

Pavia

Ponte Cardè

454.280

Cuneo

Ponte Trino Vercellese

1.287.110

Vercelli e Alessandria

 
 
 
 
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#27gennaio giorno della memoria: le iniziative della Provincia di Massa Carrara

“A scuola di memoria” con le sorelle Bucci, sopravvissute ad Auschwitz. Incontro al Palazzo Ducale di Massa con gli studenti nel “Giorno della memoria” 2018

Furono 776 i bambini italiani di età inferiore ai 14 anni deportati ad Auschwitz, ne tornarono 25: si è parlato di questi numeri proprio in questi giorni, dopo la nomina di Liliana Segre, una delle sopravvissute, a senatrice a vita.

Tra i bambini sopravvissuti al complesso dei campi di sterminio di Auschwitz-Birkenau c’erano anche loro, le sorelle Andra e Tatiana Bucci, nate a Fiume, che avevano 4 e 6 anni quando furono internate il 4 aprile 1944, insieme al cuginetto Sergio, non sopravvissuto, dopo che erano state caricate sul convoglio per la Polonia il 29 marzo dello stesso anno, assieme ad altri componenti della loro famiglia

Le sorelle Bucci saranno presenti sabato 27 gennaio 2018, alle ore 10, nella Sala della Resistenza del Palazzo Ducale di Massa in occasione dell’iniziativa promossa dalla Provincia di Massa-Carrara in collaborazione con la Prefettura nel “Giorno della memoria” per incontrarsi con gli studenti del nostro territorio.

Il loro racconto sarà al centro di “A scuola di memoria”: questo il titolo scelto per ricordare la “Shoah” nella ricorrenza della liberazione di Auschwitz, in occasione del “Giorno” istituito per legge nel luglio del 2000. Le sorelle Bucci vivono oggi tra gli Stati Uniti (Andra), il Belgio (Tatiana) e Padova. Hanno accompagnato molti studenti della nostra regione in diverse edizioni del “treno della memoria” e ogni anno sono presenti puntualmente a diverse iniziative per continuare con la loro testimonianza a mantenere vivo l’esercizio della memoria dell’olocausto.

Dopo i saluti del Prefetto, Enrico Ricci, e del Presidente della Provincia, Gianni Lorenzetti, e l’orazione del professor Alessandro Volpi, l’intervento di Andra e Tatiana Bucci, quindi il dialogo con gli studenti.

In chiusura è prevista la consegna delle medaglie d’onore a cittadini italiani deportati e internati nei lager.

Scuola: Decaro e Variati alla Fedeli: su sicurezza fondi diretti e procedure veloci

Destinare agli interventi anti sismici e alla messa in sicurezza delle scuole almeno la metà del fondo previsto nella legge di bilancio al comma 1072 dell’articolo 1. Al contempo, avviare “procedure di intervento straordinarie”, per ovviare ai “tempi ancora lunghi nell’assegnazione delle risorse”. E’ con questa istanza che il presidente dell’Anci, Antonio Decaro, e il presidente dell’Upi, Achille Variati, hanno chiesto un incontro urgente alla ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli e al ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio. “La sicurezza nelle scuole rappresenta per Comuni e Province un tema prioritario e ineludibile, a tutela innanzitutto degli studenti e del personale”, aggiungono.
La richiesta arriva anche alla luce del dibattito scaturito dalla recente e restrittiva sentenza della Cassazione sulla possibilità di mantenere aperti gli edifici scolastici a rischio sismico, anche se lieve. Da qui l’urgenza della richiesta, pur in considerazione del fatto che “quello della sicurezza degli edifici scolastici è stato negli ultimi anni un tema al centro dell’agenda di Governo”, con uno sforzo “che ha consentito, grazie anche agli investimenti di Comuni, Città metropolitane e Province, di avviare un’importante programmazione per la messa in sicurezza e la riqualificazione dell’intero patrimonio scolastico”.
E’ però “indispensabile continuare a  sostenere gli interventi  di  edilizia  scolastica”, scrivono Decaro e Variati nella missiva a Fedeli, anche alla luce del fatto che all’impegno economico “non ha corrisposto un effettivo impegno di snellimento e semplificazione delle procedure, con tempi ancora lunghi nell’assegnazione delle risorse ed eccessivi passaggi tra le diverse amministrazioni centrali e regionali”. La sicurezza delle scuole è insieme prioritaria e fondamentale  per i sindaci e per gli amministratori locali in genere, naturalmente vicini alle famiglie, ai ragazzi e al personale. “La sicurezza – prosegue la lettera di Decaro e Variati –  è  al centro  delle politiche  quotidiane di sindaci e presidenti di Provincia, che devono poter  contare su una stretta collaborazione istituzionale sia centrale che regionale, a cui è assegnata la funzione di programmazione”.
Per questo motivo è necessario accompagnare allo stanziamento di risorse anche “procedure straordinarie e una rapida ricognizione del fabbisogno, di cui Anci e Upi possono farsi parte diligente, con l’assegnazione diretta delle risorse per consentire un rapido avvio degli interventi necessari”.
Decaro e Variati chiedono infine di conoscere “l’effettivo stato del patrimonio scolastico, attraverso i dati dell’anagrafe dell’edilizia scolastica, che sono nella disponibilità delle Regioni e  del Miur”.
 

PROVINCE E LEGGE DI BILANCIO: RASSEGNA STAMPA LOCALE.

Ampio spazio nei quotidiani locali al resoconto di quanto ottenuto da Upi nella Legge di Bilancio 2018 per strade provinciali e scuole superiori. Nella foto, alcuni dei titoli più significativi, di seguito, l’intervista del Corriere di Vicenza al Presidente dell’Upi Achille Variati
 
È presidente della Provincia Nel 2018 lascerà anche Palazzo Nievo: «Fiero della Casa dei Comuni»
VICENZA Non solo Comune. Nei  bilanci  a  chiusura  dell’anno  di  Achille  Variati  finisce pure l’esperienza    da    presidente  della  Provincia. Il  primo  cittadino  ricopre, infatti,  l’incarico  di  presidente  di  Palazzo  Nievo  dal  2014, eletto  in  seguito  alla  riforma delle  Province  disegnata  dallo Stato  e  che  l’ha  portato  –  dall’anno successivo – pure a presiedere  l’Unione  delle  province  italiane  (Upi).  Due  incarichi  che  dopo  la  fine  del  mandato   da   primo   cittadino,   la prossima   primavera,   andranno  a  scadenza.  A  partire  dalruolo  di  presidente-  della  Provincia:  «Per  me  –  dichiara  Variati  –  è  stato  molto  faticoso sommare  la  carica  di  sindaco a quella in Provincia ma è stata   un’esperienza   molto   importante,  è  nata  una  casa  dei Comuni  e  oggi  il  rapporto  fra capoluogo  e  le  altre  amministrazioni  è  diverso  dal  passato.  Non  è  più  sospettoso,  un rapporto   di   lontananza.   Ora Vicenza  è  sentita  come  il  capoluogo  che può  unire  e  trascinare,   dare   valore   aggiunto».  In  qualità  di  presidente della  Provincia,  Variati  rivendica  un  triennio  di  opere  e  investimenti,   nonostante   le   ristrettezze  di  bilancio  dell’ente provinciale:   «Abbiamo   ottenuto   trenta   milioni   di   euro dalla  vendita  delle  quote  della società  autostradale  (A4  Holding,  Ndr)  –  osserva  Variati  – che  si  sono  tradotti  in  investimenti per 22 milioni sulla viabilità   provinciale,   11  milioni nell’edilizia  scolastica  e  un’organizzazione   del   turismo,   le cosiddette  Ogd  “Terre  vicentine”  che  raccoglie  ora  72  Comuni  e  16  associazioni  categoriali    attorno    a    un’unica strategia  del  turismo  della  nostra  terra».  E  ancora:  «Abbiamo  messo  insieme  oltre  cinquanta   milioni   di   euro   per opere  nei  Comuni  di  confine, affinché   sia   meno   iniqua   la differenza  con  i  territori  trentini».  Dunque  le  soddisfazioni: «Sono felice – chiosa Variati  –  di  questo  nuovo  ruolo  di coordinatore   dei   sindaci   del Vicentino  e  sono  contento,  in qualità  di  presidente  Upi,  di aver  vinto  la  battaglia  col  Governo  rispetto  ai  tagli  irragionevoli  proposti  sulle  Province”

Manovra, Province: Variati “Azzerata la finanziaria iniqua del 2015. Ripartono gli investimenti locali: scuole e strade priorità del Paese”

“Dopo anni di tagli indiscriminati che hanno fortemente penalizzato i servizi essenziali, finalmente con questa manovra si mette la parola fine sulla sciagurata ed iniqua legge finanziaria del 2015: l’azzeramento del taglio delle risorse destinate ai servizi per il 2018 e per gli anni a seguire traccia l’inizio di un percorso di ripresa. È una strada tutta in salita, perché arriva dopo un periodo di crisi che ha lasciato non poche emergenze sul territorio, e che ha intaccato direttamente i diritti dei cittadini, ma oggi le Province non sono più un tabù per la politica italiana”.
Lo dichiara il Presidente dell’Upi Achille Variati, commentando le misure sulle Province definite nella Legge di Bilancio 2018: “Si potrà tornare a definire programmi pluriennali, anche se non sarà semplice, vista la situazione di crisi in cui son stati ridotti i bilanci dopo anni di tagli. Si riafferma poi l’autonomia finanziaria degli enti, che è scritta nella Costituzione e che per le Province era stata disattesa: non più tagli e contributi, dunque, ma utilizzo dei tributi propri per la copertura delle funzioni fondamentali. Quanto alle risorse – prosegue il Presidente dell’Upi –  i 317 milioni assegnati per la spesa corrente dei servizi essenziali sommati alle risorse stanziate dalle manovre precedenti azzerano il taglio imposto dalla finanziaria del 2015. Anche se, è bene sottolinearlo, non finanziano ancora pienamente il costo dei servizi a fabbisogni standard. Ancora, si destinano 30 milioni annui per tre anni per aiutare ad uscire dallo squilibrio quelle Province i cui bilanci non hanno retto a causa dei tagli insostenibili.
Ma il risultato più importante è il rilancio degli investimenti locali, bloccati da anni di mancate risorse: con questa manovra infatti si istituisce, novità assoluta, un fondo pluriennale di 1 miliardo 620 milioni che servirà a restituire dignità alla viabilità provinciale e ad avviare il primo piano di investimenti sui 130 mila chilometri di strade e sui 30.000 ponti, gallerie, e viadotti gestiti da Province e Città metropolitane. Una misura strategica per il Paese, che abbiamo ottenuto grazie alla sensibilità del Ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, che ha voluto condividere con noi questa sfida per il rilancio delle infrastrutture locali. Anche per questo è estremamente importante l’avere cancellato l’assurdo blocco che impediva alle Province autonomia organizzativa sul personale: ora sarà possibile assumere in via prioritaria, in una logica di sostenibilità finanziaria, personale tecnico e amministrativo indispensabile per tornare a progettare e lavorare per le opere pubbliche”.
“Una manovra dunque – conclude il Presidente dell’UPI –  che restituisce dignità alle Province e che consente agli 850 sindaci e amministratori comunali impegnati in queste istituzioni di lavorare al meglio per assicurare i servizi fondamentali ai cittadini. Le Province non sono più un tabù”.

Province, Manghi: ‘Rilancio finalmente possibile’

“La Legge di Bilancio 2018 torna finalmente a dare dignità e, soprattutto, risorse finanziarie alle Province, e questa è una buona notizia in primo luogo per i cittadini che dalla Finanziaria 2015 in poi erano stati costretti a subire una inevitabile penalizzazione di molti servizi essenziali a causa di tagli indiscriminati”. E’ quanto dichiara il presidente della Provincia di Reggio Emilia e presidente regionale dell’Upi Giammaria Manghi commentando le misure sulle Province definite nella Legge di Bilancio 2018.
“La possibilità di tornare a definire programmi pluriennali e l’azzeramento del taglio delle risorse destinate ai servizi per il 2018 e per gli anni a seguire lasciano finalmente intravedere una ripresa, seppur non semplice, a causa della la situazione di estrema difficoltà in cui son stati ridotti i bilanci delle Province dopo anni di tagli”, aggiunge il presidente Manghi. “Nel Paese sono ben 13 le Province in dissesto o in pre-dissesto e quella di Reggio Emilia, pur avendo sempre avuto i conti in ordine, solo nell’ultimo quinquennio ha dovuto restituire allo Stato quasi 100 milioni di euro, 100 milioni in meno innanzitutto per la sicurezza di strade e scuole”, continua Manghi, salutando dunque positivamente “i 30 milioni annui per tre anni destinati ad aiutare ad uscire dallo squilibrio quelle Province i cui bilanci non hanno retto a causa dei tagli insostenibili”, ma soprattutto  “il rilancio degli investimenti, sostanzialmente bloccati da anni di mancate risorse, che sarà ora possibile grazie a un fondo pluriennale di 1 miliardo 620 milioni che servirà a restituire dignità alla viabilità provinciale in tutta Italia e ad avviare un primo piano di investimenti anche sui 960 chilometri di strade e sui 650 ponti, gallerie e viadotti gestiti dalla Provincia di Reggio Emilia”.
“Si tratta di una misura strategica per il Paese, ottenuta grazie alla sensibilità del ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, che ha voluto condividere con le Province questa sfida per il rilancio delle infrastrutture locali”, conclude il presidente Manghi sottolineando anche l’importanza “della fine dell’assurdo blocco che impediva alle Province autonomia organizzativa sul personale: in una logica di sostenibilità finanziaria, sarà ora infatti possibile sostituire il personale tecnico e amministrativo indispensabile per garantire servizi fondamentali ai cittadini a partire dalla sicurezza di strade e scuole”.

Manovra: l’appello delle Province ai Deputati:“Al Paese servono strumenti per far fronte alle emergenze”

Una lettera appello firmata all’unanimità dal Comitato direttivo nazionale Upi, in rappresentanza di tutte le Province italiane, inviata ai Capigruppo della Camera dei Deputati per sottolineare la necessità di trovare lo spazio in manovra per interventi sui servizi essenziali, dalla messa in sicurezza delle strade provinciali alla gestione delle scuole superiori.
L’appello è stato inviato in vista dell’avvio della discussione della manovra alla Commissione Bilancio della Camera, per chiedere risposte su misure – scrivono o Presidenti  “che non sono a favore di una istituzione, di un territorio, di una rappresentanza di interessi di categoria: sono per l’insieme delle comunità. Risposte cui il Parlamento, caduto ormai ogni alibi, deve fare fronte nella Legge di bilancio 2018 e la cui soluzione è assegnata al senso di responsabilità che voi deputati saprete mostrare”.
Nel testo i Presidenti ricordano come 130 mila chilometri di strade provinciali, la rete viaria che tiene insieme il Paese, è senza adeguate risorse per la manutenzione ordinaria e straordinaria da tre anni, tanto che ormai in molti tratti non è consentito ai cittadini di muoversi senza ostacoli in sicurezza. Ancora, nelle 5.100 scuole superiori che accolgono due milioni e 500 mila ragazzi e ragazze, in molti casi senza sufficienti garanzie di sicurezza, si fa fatica a sostenere le spese per il riscaldamento.
“Emergenze nazionali e non particolariste – scrivono i Presidenti –  che ogni giorno incidono sulla qualità della vita e sulla stessa sicurezza dei nostri cittadini, che su questi temi ci interrogano e ci chiedono risposte. Diritti essenziali che sono messi a rischio perché alle Province, nonostante siano state le istituzioni più virtuose nell’operare una rigorosa spending review tagliando la spesa inutile, come certificato dal recente rapporto del Ministero dell’economia, è stato chiesto tre anni fa un contributo alla finanza pubblica iniquo e insostenibile”. La lettera chiude ricordando che queste richieste debbono essere considerate priorità nazionale perché rispondono ad una emergenza che interessa tutto il Paese, non un territorio o una categoria di interessi “Rispondono ad un mandato che coinvolge noi, come Sindaci e Presidenti di Provincia chiamati ad amministrare città e territori – chiude l’appello –  quanto Voi come Parlamentari, chiamati ad operare responsabilmente per il bene e l’interesse del Paese”. 
In allegato, la lettera appello.

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Conti Pubblici, dal Mef la conferma di spesa virtuosa di Province. Variati “La manovra assicuri i fondi per finanziare i servizi”

“Lo studio del MEF conferma che le Province in questi anni sono state in grado di effettuare una spending review virtuosa, contribuendo così al risanamento dei conti pubblici. Nelle Province non ci sono sprechi. Ora è tempo di rifinanziare adeguatamente i servizi essenziali che queste istituzioni erogano, e assicurare nella discussione alla Camera dei Deputati nella Legge di bilancio gli interventi in termini di risorse e norme in grado di ripristinare l’autonomia organizzativa e finanziaria”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Achille Variati, commentando i risultati del report sulla Spending Review presentato oggi da Ministero dell’Economia.

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