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I Presidenti delle Province della Lombardia incontrano il Presidente Fontana

“Le Province sono vive nonostante il tentativo di omicidio e dobbiamo rigenerarle” . Così il Presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha accolto la delegazione dei Presidenti delle Province lombarde capitanati da Pier Luigi Mottinelli, che ha chiesto al Governatore regionale di “incontrare con la nuova Giunta tutti i territori in ciascuna sede provinciale, come casa dei Comuni e rappresentanza delle forze economiche e sociali, rilanciando il rapporto istituzionale tra gli enti che già nella precedente legislatura era indirizzato nel massimo rispetto reciproco. Ora però dobbiamo fare altri passi valorizzando l’autonomia che dovrà essere rivista in relazione alla Legge Delrio superata dall’esito del referendum”. L’Unione delle Province Lombarde (UPL) ha quindi presentato una relazione al Presidente Fontana toccando i temi più rilevanti ed urgenti; confermare le funzioni delegate (che attualmente non prevedono agricoltura, caccia e pesca), ampliare le attività svolte con adeguate
risorse, defnire il ruolo e le funzioni delle Province in relazione al mercato del lavoro attraverso i centri per l’impiego; sostenere le funzioni ambientali e di edilizia scolastica, che necessita di sempre maggiori interventi e attenzione sia nell’ambito del programma triennale che nei certifcati antincendio; rafforzare il nuovo ruolo della Provincia in relazione al sistema istituzionale di Regione, a cominciare dal governo del territorio e dell’urbanistica.
Dopo una serie di osservazioni tecniche e mirate presentate dai diversi Presidenti di Provincia, l’assessore regionale agli Enti locali, Massimo Sertori, ha confermato come Regione Lombardia si attiverà per sostenere “le Province, enti in cui crediamo assolutamente, anche nell’ottica della semplifcazione”.
Durante l’incontro sono intervenuti i Presidenti: Matteo Rossi (Provincia di Bergamo), Maria Rita Livio (Provincia di Como), Ivana Cavazzini (Consigliera provinciale Cremona), Flavio Polano (Provincia di Lecco), Francesco Passerini (Provincia di Lodi), Beniamino Morselli (Provincia di Mantova), Roberto Invernizzi (Provincia di Monza e della Brianza), Vittorio Poma (Provincia di Pavia), Luca Della Bitta (Provincia di Sondrio), Nicola Gunnar Vincenzi (Provincia di Varese) e Dario Rigamonti (Direttore UPL).

Scuola: pubblicato il decreto sulla normativa antincendio

Vi informiamo che è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 29 marzo scorso il decreto a firma congiunta dei Ministri dell’Interno e dell’Istruzione con il quale si forniscono indicazioni programmatiche per la messa a norma antincendio delle scuole e degli asili nido.
Il decreto prende atto che alla data del 31 dicembre 2017 è scaduto sia il termine di adeguamento alla normativa antincendio, più volte prorogato, degli edifici e dei locali adibiti a scuole di qualsiasi tipo, ordine e grado (prescrizioni indicate dal decreto del Ministro dell’interno del 26 agosto 1992) sia il termine di adeguamento degli edifici e locali adibiti ad asili nido (prescrizioni indicate all’art. 6, comma 1, lettera a, del decreto del Ministro dell’interno 16 luglio 2014).
Alla luce di questa presa d’atto, e ipotizzando un numero considerevole di scuole e asili nido sprovvisti di CPI/Scia Antincendio, i due ministri considerano “la necessità di definire, in materia, indicazioni programmatiche prioritarie ai fini dell’adeguamento delle predette strutture alla normativa di sicurezza antincendio”. 
Viene così adottato il decreto che suddivide in tre livelli di priorità, le disposizioni (rispettivamente indicate nel citato DM del 1992 per le scuole e nel citato DM del 2014, art. 6, c. 1, lett. a, per gli asili nido) di cui si deve tenere conto nel programmare le attività di adeguamento degli edifici e dei locali adibiti a scuole. 
Il testo definitivo del decreto contiene, in ogni caso, la definizione di “indicazioni programmatiche prioritarie” che potranno essere utilizzate dai Comandi provinciali dei Vigili del Fuoco per impartire prescrizioni graduali e graduate, in presenza della rilevazione di carenze o lacune negli adempimenti inseriti nei diversi livelli di priorità dal decreto.
Il testo del decreto è scaricabile tramite il seguente linK:
http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2018-03-29&atto.codiceRedazionale=18A02229&elenco30giorni=false.

Terremoto centro Italia : borse di studio Upi per studenti di Accumoli, Amatrice e Arquata del Tronto.

Le Province di Rieti e Ascoli Piceno, grazie alla raccolta fondi organizzata dall’UPI – Unione Province d’Italia, mettono a disposizione borse di studio destinate a studenti residenti al 24 agosto 2016, nei Comuni di Accumoli, Amatrice ed Arquata del Tronto, iscritti alla terza media o alle scuole superiori, a copertura totale delle spese di partecipazione ad un programma all’estero, durante l’estate 2018. Il programma, il cui bando che trovate in allegato, si svolge in collaborazione con la Fondazione Intercultura e l’Associazione Intercultura, Onlus che da oltre 60 anni promuove il dialogo interculturale attraverso programmi di scambi internazionali che coinvolgono migliaia di giovani e famiglie in tutto il mondo.

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BILANCI. VIA LIBERA DA CASSA DEPOSITI E PRESTITI A RINEGOZIAZIONE MUTUI 2018 PER PROVINCE E CITTA’ METROPOLITANE

Il Consiglio di Amministrazione di Cassa Depositi e Prestiti, nella seduta del 28 marzo 2018, ha accolto l’istanza avanzata da UPI e ha deliberato un’operazione di rinegoziazione dei prestiti concessi alle Province e alle Città metropolitane. Questa la notizia riportata nella lettera inviata dalla Presidenza di CDP al Presidente di Upi Achille Variati.  “Una notizia – commenta Variati – che accogliamo con soddisfazione perché potrebbe rivelarsi determinante per riuscire a chiudere i bilanci preventivi di diverse Province. Come Upi avevamo avanzato questa richiesta perché ci era stata presentata dall’Assemblea dei Presidenti di Provincia, e spero potrà contribuire a risolvere almeno in parte alcune delle situazioni di criticità finanziaria, tenendo sempre ben chiaro l’obiettivo di riaprire quanto prima con il nuovo Governo e Parlamento la partita delle indispensabili risorse aggiuntive”.
Nella lettera della CDP, che potete scaricare in allegato, si forniscono le prime informazioni utili sull’operazione, mentre è demandato ad una prossima circolare della Cassa, la specifica sulle condizioni, i termini e le modalità di rinegoziazione nonché il periodo entro cui gli enti potranno presentare le richieste di adesione per il semestre in corso.

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Bilanci: Le Province alla Conferenza Stato Città Valluzzi “Forti criticità e impossibilità di approvazione”.

“Saranno molte le Province che non riusciranno ad approvare il bilancio entro il termine del 31 marzo, ma il vero problema è che con le forti criticità che stiamo registrando, senza nuovi interventi urgenti lo stato di emergenza dei bilanci non riuscirà ad essere sanato”. Lo ha detto il rappresentante Upi in Conferenza Stato Città, Nicola Valluzzi, presidente della Provincia di Potenza, nella riunione che era stata richiesta dall’associazione proprio per rappresentare al Governo l’impossibilità di rispettare i termini di approvazione del bilancio e per chiedere una nuova proroga. “Proroga – spiega Valluzzi – che non è stata accordata, e che avevamo richiesto non solo per l’impossibilità ad ottemperare l’obbligo normativo, quanto per potere avere il tempo necessario a portare all’attenzione del nuovo Governo e Parlamento questa emergenza. Ricordiamo che la grave crisi finanziaria delle Province è stata causata dai prelievi forzosi della Legge di Bilancio 2015, che la Corte dei Conti ha definito manifestamente insostenibili, tanto che per il 2018 al comparto mancano 450 milioni, che la legge di bilancio 2018 ha assegnato solo in parte. che sono state assegnate solo in parte. L’incertezza in cui ora si trovano diverse Province, che si riflette sulla impossibilità di assicurare servizi efficienti ai cittadini e alle comunità – sottolinea il Presidente –  non è però solo di natura finanziaria: continuiamo a riscontrare pesanti incongruenze causate dalla mancata rispondenza tra la legge 56/14, che ha riformato le Province, e il Testo Unico degli Enti Locali non è mai stato adeguato a quella riforma. È anche su questi temi e sulla necessità di risolvere le criticità istituzionali che chiederemo al nuovo Governo e al nuovo Parlamento di avviare quanto prima un confronto”.
Quanto al quesito presentato dall’Upi rispetto alle procedure in caso di mancata approvazione dei bilanci, la Conferenza Stato Città si è espressa nel senso della non applicabilità dell’articolo 141 del Dlgs 267/2000 alle Province e alle Città metropolitane.

Bilanci: dalla Conferenza Stato Città no a proroga per Province ma approvata delibera su inapplicabilità 141 TUEL

Pubblichiamo in allegato il testo del report della seduta straordinaria della Conferenza Stato – Città ed Autonomie locali di oggi, 27 marzo 2018. Quanto alla richiesta di Upi di proroga del termine di approvazione dei bilanci, la Conferenza ha confermato il 31 marzo 2018. Approvata una delibera in merito alla inapplicabilità alle Province e alle Città metropolitane dell’articolo 141 del Dlgs 267/2000 (TUEL)  relativamente alla mancata approvazione dei bilanci.

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“La XVIII Legislatura riparta dai territori. Serve un Patto delle Istituzioni e delle Comunità”

“La confusione intorno al ruolo delle Province e la mancanza di risorse per i servizi essenziali che queste istituzioni erogano ha avuto negli ultimi anni riflessi negativi immediati sulle comunità. La prossima legislatura deve ripartire dai territori: serve un Patto delle Istituzioni e delle Comunità per costruire insieme lo sviluppo”. Da queste riflessioni ha preso il via l’intervento del Presidente dell’Upi, Achille Variati, al seminario di Treviso del 19 e 20 marzo.

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FONDI PER LA PROGETTAZIONE: 200 MILIONI A CITTA’ METROPOLITANE, COMUNI, PROVINCE E AUTORITA’ DI SISTEMA PORTUALE

Una progettazione di qualità come primo passo indispensabile per realizzare opere pubbliche di qualità, dai costi certi, nel rispetto dei tempi di realizzazione previsti. Per dare concretezza a uno dei principi fondanti del Nuovo Codice dei Contratti, il Governo ha previsto contributi agli enti locali per realizzare progetti di buon livello. Due decreti del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, assegnano per i prossimi tre anni più di 200 milioni a città metropolitane, province, comuni, autorità di sistema portuale.
Con il “Fondo progettazione Enti locali”,  previsto dalla legge di bilancio, lo Stato cofinanzia con 90 milioni nel prossimo triennio gli enti locali nella progettazione di fattibilità tecnica ed economica relativa a opere pubbliche, tra cui adeguamenti antisismici ed edilizia scolastica.
Con il “Fondo progettazione Insediamenti Prioritari”, previsto dal Nuovo Codice dei Contratti, sono previsti 110 milioni, sempre nel triennio, destinati a diversi tipi di interventi proritari, dai Piani urbani della mobilità sostenibile alle opere nei porti.
“Queste risorse – afferma il Ministro Delrio – consentiranno agli enti locali di realizzare buone progettazioni. Dalla  messa in sicurezza di infrastrutture ed edifici pubblici, tra cui le scuole, alla revisione di progetti invecchiati, alla pianificazione strategica nelle città metropolitane, ai piani urbani della mobilità sostenibile, a progetti per la portualità. In questo modo si costituirà un buon parco progetti: progetti fattibili, pronti per essere finanziati, sopperendo alla carenza di progettazione efficace che impedisce o rallenta la realizzazione degli investimenti pubblici. Un’attività che potrà essere utile anche per consentire agli enti locali di  partecipare a bandi e finanziamenti”.
 
FONDO PROGETTAZIONE ENTI LOCALI: 90 MILIONI
Il decreto ministeriale per il “Fondo progettazione enti locali” riguarda  criteri e modalità di accesso, selezione e cofinanziamento per il triennio 2018-2020, previsti dalla legge di Bilancio 2018 e ha avuto ieri il parere favorevole della Conferenza Stato-Città.
Il “Fondo progettazione enti locali” ha l’obiettivo di cofinanziare con risorse statali la redazione dei progetti di fattibilità tecnica ed economica e la redazione dei progetti definitivi relativi alla messa in sicurezza degli edifici e delle strutture pubbliche, con priorità agli edifici e alle strutture scolastiche.
Sono ammessi anche progetti di demolizione e ricostruzione, pur mantenendo la stessa destinazione d’uso, così come i progetti finalizzati all’adeguamento degli edifici alla normativa sismica, o anche la messa in sicurezza edile ed impiantistica.
 
Le risorse stanziate sono 30 milioni di euro all’anno anno per il triennio 2018 – 2020 (90 milioni di euro) e sono suddivise, con una ripartizione massima di cofinanziamento statale pari all’80% per città metropolitane e province, in questo modo:
–      4.975.000 euro alle 14 città metropolitane. 
Con una quota fissa di 100.000 euro, a cui si aggiunge una quota variabile, proporzionale alla popolazione;
–      12.437.500 euro. alle 86 province
Con una quota fissa di 70.000 euro, a cui si aggiunge una quota variabile proporzionale alla popolazione;
–      12.437.500 di euro ai comuni, con bando.
I criteri di assegnazione prevedono una ripartizione su bando pubblico in base ad una graduatoria triennale 2018/2020, con priorità ai progetti di adeguamento alla normativa sismica degli edifici e delle strutture scolastiche, e un ammontare massimo di cofinanziamento statale a 60.000 euro. 
IN ALLEGATO, LE SLIDE DEL MINISTERO, CON LA RIPARTIZIONE DELLE RISORSE PER ENTE
 

FONDO PROGETTAZIONE INSEDIAMENTI PRIORITARI: 110 MILIONI
Il “Fondo per la progettazione di fattibilità delle infrastrutture e degli insediamenti prioritari per lo sviluppo del Paese, nonché per la project review delle infrastrutture già finanziate”  è stato istituito dal Nuovo Codice dei Contratti e finanziato dal Fondo Investimenti 2016 con 500 milioni.
Il decreto del Ministro Delrio, firmato in queste ore, assegna 110 milioni di euro per il triennio dal 2018 al 2020, ripartiti in 25 milioni per il 2018; 35 milioni  per il 2019 e 50 milioni per il 2020.
 
Le risorse sono state assegnate in questo modo:
–      30 milioni di euro alle 15 Autorità di sistema portuale.
Il Decreto di riparto è stato predisposto attraverso la ricognizione dei fabbisogni delle singole Autorità di Sistema Portuale, valutato dalla Direzione generale per la vigilanza sulle autorità portuali del Ministero e da Ram, condiviso alla Conferenza nazionale dei presidenti.
–      25 milioni di euro alle 14 Città Metropolitane;
con una quota fissa di 800.000 euro, a cui si aggiunge una quota variabile, proporzionale sia alla popolazione (65%) che alla superficie territoriale (35%);
–      30 milioni ai 14 Comuni capoluogo di Città Metropolitane
con una quota fissa di 1.200.000 euro, a cui si aggiunge una quota variabile, proporzionale sia alla popolazione (65%) che alla superficie territoriale (35%);
–      25 milioni ai 36 Comuni capoluogo di Regione o di Provincia autonoma,
(non ricadenti in Città Metropolitana) o con popolazione superiore ai 100.000 abitanti.
Con una quota fissa di 200.000 euro, a cui si aggiunge una quota variabile, proporzionale sia alla popolazione (65%) che alla superficie territoriale (35%).
 
Le risorse destinate alle Città Metropolitane, ai Comuni capoluogo di Città Metropolitana e agli altri Comuni  andranno utilizzate prioritariamente per la predisposizione dei Piani Strategici Metropolitani (Psm) e dei Piani urbani della mobilità sostenibile (Pums).
Per chi ha già redatto i Psm o i Pums o già affidato l’incarico per la loro realizzazione, le risorse andranno utilizzate per la predisposizione di Progetti di Fattibilità o di Project Review riferiti ad opere contenute in tali strumenti di pianificazione o comunque di prioritario interesse nazionale, cioè coerenti con le strategie della nuova politica di pianificazione infrastrutturale e con i fabbisogni infrastrutturali individuati nell’Allegato al Def 2017.
Sono ammissibili solo le spese sostenute a valere su contratti e obbligazioni giuridicamente vincolanti stipulati dopo l’emanazione del decreto.

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Contratto enti locali: Variati “Dopo 9 anni si apre una nuova stagione per i lavoratori delle Province”

“Dopo nove anni, grazie all’impegno di tutte le istituzioni e dei sindacati, si approva il nuovo contratto nazionale per i lavoratori degli enti locali, le istituzioni più vicine ai cittadini i cui dipendenti sono ogni giorno in prima linea per garantire servizi essenziali alle comunità.”
È il commento del Presidente dell’Upi, Achille Variati all’indomani della firma del nuovo contratto degli enti locali che riconosce a circa 470.000 dipendenti di Comuni, Province, Città metropolitane, Regioni e Camere di commercio gli incrementi di stipendio per il triennio 2016-2018.
“Il nuovo contratto – spiega Variati – pone le basi per una maggiore autonomia organizzativa e gestionale delle Province, premia chi è disposto ad assumersi responsabilità e semplifica e incentiva la possibilità di stipulare i contratti decentrati a livello territoriale. In materia di relazioni sindacali, poi,  il contratto valorizza gli istituti della partecipazione, nel rispetto dei distinti ruoli dei datori di lavoro e delle organizzazioni sindacali.  Inoltre, per le Province, anche in forma associata, è previsto un nuovo Organismo paritetico che ha il compito di instaurare un dialogo costruttivo sui processi di innovazione amministrativa.
“Le Province – conclude Variati – sono pronte a costruire nei territori un sistema più funzionale nelle relazioni sindacali territoriali per valorizzare il loro ruolo di ‘Case dei Comuni’ nell’avvio della nuova stagione della contrattazione decentrata e valorizzare in modo appropriato la professionalità dei lavoratori e delle lavoratrici degli enti locali”

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DIFFERITO TERMINE APPROVAZIONE BILANCI

Nella seduta del 7 febbraio 2018, la Conferenza Stato-Città ed Autonomie Locali ha approvato il differimento del termine di approvazione del bilancio di previsione dell’anno 2018 da parte dei Comuni, delle Province e delle Città metropolitane al 31 marzo 2018.

Investimenti strade: la Conferenza Stato Città vara il riparto del fondo del Ministero delle Infrastrutture

Il 31 marzo 2018 è il nuovo termine per l’approvaizone dei bialanci. La decisione è stata presa nella riunione della Conferenza Stato Città del 7 febbraio scorso  presieduta dal Sottosegretario gli Affari Regionali Gianclaudio Bressa. 
La Conferenza ha inoltre è stato approvato il Decreto Ministeriale che ripartisce il fondo pluriennale di 1 miliardo 620 milioni previsto dalla Legge di Bilancio 2018, voluto dal Ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio per gli interventi straordinari di manutenzione delle strade provinciali e metropolitane.
Il decreto, che trovate in allegato, riporta nell’ultima pagina la tabella con la ripartizione dei fondi per enti per ciascuno degli anni dal 2018 al 2023, effettuata dal Ministero in base a criteri relativi a chilometri di strada in gestione, livelli di incidentalità e rischio idrogeologico.
“Si tratta – commenta il Presidente dell’Upi Achille Variati – di un fondo di 1 miliardo 620 milioni per interventi straordinari di manutenzione delle strade provinciali, risorse aggiuntive che come Upi ci siamo conquistati grazie alla collaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e che ci permettono di impostare una prima programmazione pluriennale, pur sempre insufficiente, che prevede 120 milioni nel 2018 e 300 milioni per ogni anno dal 2019 al 2023. Abbiamo alle spalle anni di mancanza totale di manutenzione, che ci hanno costretto ad intervenire con misure che certo non favoriscono il diritto alla mobilità, dalle chiusure di migliaia di tratti di strada all’apposizione di limiti di velocità minimi – conclude Variati – Questi fondi sono un primo passo importante”.

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Sicurezza stradale: alle Province 35 milioni per i ponti del Po

Per mettere in sicurezza nove ponti sul fiume Po, dall’Emilia Romagna alla Lombardia al Piemonte, le Province di Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Cremona, Mantova, Pavia, Cuneo, Alessandria e Vercelli avranno a disposizione in totale 35 milioni. La decisione nasce dall’intesa raggiunta oggi in Conferenza Unificata, con l’assegnazione delle risorse per interventi di emergenza per le infrastrutture stradali sul fiume Po che erano state previste dal decreto fiscale approvato nel dicembre scorso.
 
“Si tratta – sottolinea Achille Variati, Presidente dell’Upi – di risorse essenziali che serviranno a porre fine a gravi situazioni di emergenza. Parliamo di ponti che si è stati costretti a chiudere o su cui sono in vigore ordinanze restrittive del transito: un danno sia per i cittadini sia per le imprese. Con questi fondi – aggiunge il Presidente dell’Upi – inizia l’opera di messa in sicurezza di tutta la rete viaria provinciale, che vedrà le Province impegnate da qui ai prossimi sei anni in un piano complessivo di rifacimento della viabilità, grazie al fondo di 1,6 miliardi stanziato nella legge di bilancio 2018. Un piano che avrà riflessi positivi immediati non solo sulla vita dei cittadini, che si vedranno restituiti servizi essenziali, ma sull’economia locale, grazie alle migliaia di cantieri che nei prossimi anni si apriranno sui territori. Proprio su questi temi come Upi intendiamo aprire da subito un confronto con le forze economiche e sociali”.
 

I 35 milioni sono così ripartiti:

 













PONTE

Importo

Provincia

Ponte Colorno

6.000.000

Parma e Cremona

Ponte Verdi

6.000.000

Parma e Cremona

Ponte Dosolo Guastalla

3.785.635

Mantova e Reggio Emilia

Ponte Castelvetro

7.571.270

Piacenza e Cremona

Ponte Pieve Porto Morone

5.586.080

Pavia

Ponte della Becca

1.514.255

Pavia

Ponte della Gerola

2.801.370

Pavia

Ponte Cardè

454.280

Cuneo

Ponte Trino Vercellese

1.287.110

Vercelli e Alessandria

 
 
 
 
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