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Costituzione dell’ufficio elettorale e gestione del corpo elettorale Le procedure di candidatura e di voto

Alleghiamo il dossier elaborato dalla D.ssa Giulia Colangelo, Segretario Generale della Provincia di Savona e della Provincia di Imperia, in merito alla “Costituzione dell’ufficio elettorale e gestione del corpo elettorale Le procedure di candidatura e di voto”

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Scadenze elettorali ed eventuali emendamenti al DL enti locali Stefano Bellotta (Segretario Generale della Provincia di Isernia)

Alleghiamo il dosseir su “Scadenze elettorali ed eventuali emendamenti al DL enti locali” elaborato dal Dr.  Stefano Bellotta, Segretario Generale della Provincia di Isernia. 

 

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Elezioni di secondo grado dei presidenti delle province e dei consigli provinciali nelle regioni a statuto ordinario. Le procedure di candidatura e di voto

Alleghiamo il dossier su “Elezioni di secondo grado dei presidenti delle province e dei consigli provinciali nelle regioni a statuto ordinario. Le procedure di candidatura e di voto (Legge 7 aprile 2014, n. 56) (Circolari Ministero Interno n. 32 dell’1/07/2014 e n. 35 del 19/08/2014)” a cura del dott. Pasquale Bitonto,  Segretario Generale
della Provincia di Ancona.

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SCADENZE ELEZIONI PROVINCE 2016:IL VERBALE DELLA CONFERENZA STATO CITTA’ CON LE DICHIARAZIONI DEL GOVERNO

Pubblichiamo in  allegato il testo del Verbale della Conferenza Stato Città della seduta del 7 luglio 2016 nel quale, a domanda del Preisdnete Variati, il Governo risponde in merito ai termini di scadenza della convocazione delle elezioni per i Presidenti e i Consigli delle 7 Proivnce in prima applicazione della Legge 56/14.

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Emergenza bilanci: svincolo avanzi vincolati, Variati scrive al Presinnete della conferenza delle Regioni

Svincolare quanto prima gli avanzi di amministrazione sottoposti a vincolo regionale, così da potere permettere alle Province, come previsto dalle misure urgenti stabilite con il decreto legge 78/15, di utilizzare anche queste risorse per tentare di chiudere bilanci in equilibrio.

Questa la richiesta inviata in una lettera dal Presidente dell’Upi Achille Variati al Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini.

“Come ti è certamente noto – scrive il Sindaoc Variati a Bonaccini – la situazione finanziaria delle Province per l’anno 2016, presenta delle condizioni di criticità molto marcate, risultato di tagli pesanti e non proporzionati e di una riforma istituzionale che sta progredendo in modo disomogeneo sui territori.

Proprio per tentare di lenire queste difficoltà – ricorda il Presidente dell’Upi –  sia il decreto legge n.78/15 che la legge di stabilità n. 208/2015 hanno previsto una serie di interventi puntuali (bilancio solo annuale, contributi per equilibri, applicazione avanzi, ecc…) tra i quali ricordo il comma 758, art. 1 della legge di stabilità, con il quale il legislatore ha previsto che, ai fini dell’equilibrio della situazione corrente, le Province possano utilizzare le risorse derivanti da trasferimenti correnti e in conto capitale loro attribuite dalle Regioni e confluiti nell’avanzo vincolato.

Per dare gambe a tale disposizione, è stata siglata apposta intesa in data 14 aprile u.s., con la quale gli enti hanno proceduto alla richiesta di svincolo di tali somme alle rispettive Regioni, somme che in alcuni casi rappresentano un tassello fondamentale e imprescindibile per il conseguimento degli equilibri.

Purtroppo ad oggi stiamo verificando che tale processo è in molte realtà sostanzialmente fermo o fortemente rallentato, e ciò pone in serio dubbio la concreta realizzazione della disposizione normativa, con le conseguenze negative che Tu ben immaginerai.

Ti chiedo dunque- conclude Variati – di farti carico, in qualità di Presidente della Conferenza dei Presidenti delle Regioni, di rappresentare questa mia ai Tuoi colleghi, pregandoTi di sottolineare l’urgenza e l’esigenza che tali fondi vengano svincolati entro il più breve tempo possibile, stante l’approssimarsi della data di scadenza del termine per l’approvazione dei bilanci che per le Province è il 31 luglio”.

 

In allegato il testo della lettera

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Provincia Livorno, Protezione civile: regia unica tra Prefettura e Provincia per la gestione delle emergenze

La Prefettura di Livorno e la Provincia hanno sottoscritto due protocolli d’intesa per  una gestione integrata delle emergenze di Protezione civile a livello provinciale.
Tenuto conto delle rispettive competenze in materia, l’obiettivo è quello di ottimizzare gli interventi e predisporre un modello operativo integrato per la pianificazione e la gestione dei soccorsi in caso emergenza.
Uno degli aspetti principali della collaborazione è incentrato sulla revisione del Piano Provinciale di Protezione civile, che sarà strutturato come Piano Provinciale Integrato, alla cui redazione concorreranno, oltre alla Prefettura e alla Provincia, anche tutti i soggetti che fanno parte del sistema di Protezione civile: Vigili del fuoco, Asl, comuni, associazioni di volontariato, etc.
A questo è strettamente collegata la nascita di una nuova struttura, denominata Centro di Coordinamento Soccorsi (CCS) che avrà compiti di direzione unitaria  nella gestione delle emergenze e che si raccorderà con enti, amministrazioni e strutture operative presenti sul territorio provinciale.
Nella CCS, che avrà sede presso la Prefettura, confluisce anche l’Unità di Crisi dell’Amministrazione Provinciale, mentre per le fasi di intervento in caso di emergenza, il CCS si avvarrà della Sala Operativa Provinciale Integrata, già allestita a Livorno presso la sede della Protezione civile della Provincia in via Terreni.
In presenza di un evento calamitoso, alla Prefettura spetterà l’attivazione delle risorse statali (Vigili del fuoco, Forze dell’ordine, forze armate, gestori di servizi pubblici, delle infrastrutture viarie e della rete ferroviaria. La Provincia, invece, coordinerà le risorse afferenti agli enti locali (Comuni, Centri Intercomunali, Servizio di piena, consorzi di Bonifica, gestori di trasporto pubblico, autorità di Bacino e Arpat), nonché il volontariato. Una sezione del CCS sarà istituita anche a Portoferraio, presso la sede distaccata della Prefettura, per la gestione delle  emergenze che interesseranno il territorio elbano.
“In caso di emergenza – sottolinea il presidente della Provincia Alessandro Franchi – è di vitale importanza la capacità di attivare rapidamente tutte le risorse in campo per portare soccorso alle persone e limitare le situazioni di pericolo. Per questo è fondamentale che le istituzioni collaborino fattivamente tra loro, per sfruttare al meglio competenze, professionalità, risorse tecnologiche e strumentali, al fine di garantire interventi efficienti a tutela della popolazione e delle cose”.
“Con la firma dei due protocolli – evidenzia il Prefetto di Livorno Tiziana Costantino – si attua il piano integrato di protezione civile con l’istituzione del Centro di Coordinamento Soccorsi (CCS) presso la Prefettura e la Sala Operativa Provinciale integrata presso la Provincia, a supporto dell’attività del CCS. Attraverso questi strumenti e soprattutto con la piena collaborazione dei soggetti coinvolti nel sistema di protezione civile, si da ulteriori risposte alle esigenze dei cittadini di avere strutture sempre più efficienti e in grado di assicurare tutele sempre più adeguate”.

La Conferenza Stato Città attesta: 40 Province in squilibrio per tagli Legge stabilità

Secondo i dati forniti dal Governo oggi in Conferenza Stato Città sono 40 su 74 – 2 sono già in dissesto – le Province in squilibrio a causa dei tagli imposti dalla Legge di stabilità 2015. In totale, solo per coprire la spesa inderogabile – stipendi del personale, mutui e contributi allo stato – secondo il Governo mancano all’appello 123 milioni. Ma lo squilibrio è ben maggiore visto che gli Enti di Area Vasta, oltre a pagare stipendi, svolgono funzioni essenziali, prime fra tutti garantire la sicurezza di 130 mila chilometri di strade e rendere accessibili, agibili e sicure le oltre 5000 scuole superiori italiane.

 

Questa la situazione drammatica ed emergenziale che oggi il Governo ha portato in Conferenza Stato Città, depositando le tabelle di riparto per singolo ente dei 650 milioni di tagli imposti alle Province dalla Legge di Stabilità 2015.

 

“Una situazione – ha sottolineato la delegazione dell’Ufficio di Presidenza Upi al Ministero dell’Interno, composta dai Vice Presidenti Upi Marco Filippeschi di Pisa, e Carlo Riva Vercellotti di Vercelli, e dal Presidente dell’Upi Lombardia Daniele Bosone, Presidente di Pavia, e dell’Upi Basilicata Nicola Valluzzi  Presidente di Potenza –  su cui non possiamo che opporre tutta la nostra contrarietà. Perché queste tabelle, che confermano quello che abbiamo sempre detto, e cioè che la manovra fatta nel 2015 sulle Province era sbagliata, aprono una crisi profonda nel Paese. Nei fatti, il Governo attesta l’impossibilità di garantire servizi essenziali ai cittadini che vivono in Provincia, il 76% della popolazione italiana.

 

“Noi – dichiara il Presidente dell’Upi Achille Variati, Sindaco di Vicenza – facciamo appello a Governo e Parlamento, perché si trovino soluzioni finanziarie per riportare equità e assicurare eguali servizi a tutti i cittadini”.

 

Lavoro: ANCI e UPI, è emergenza su Centri per Impiego, Garantire coperture

“Apertura di un immediato confronto sulla grave situazione dei Centri per l’Impiego, che veda tutti gli attori istituzionali coinvolti: Governo, Regioni, Città metropolitane e nuovi Enti di area vasta, affinché venga assicurata a questi ultimi la copertura integrale delle spese di personale e di funzionamento, sia da parte delle Regioni che del Governo”. Lo chiedono i presidenti di ANCI e Upi, Piero Fassino e Achille Variati in una lettera inviata, tra gli altri, ai ministri Giuliano Poletti (Lavoro) ed Enrico Costa (Affari regionali), nonché ai sottosegretari Claudio De Vincenti (Presidenza del Consiglio), Gianclaudio Bressa (Affari regionali), Pier Paolo Baretta (Economia), Angelo Rughetti (Semplificazione e PA).
Variati e Fassino parlano di “una situazione di grave emergenza”, ripercorrendo poi la vicenda: “La legge n.56/2014 non ha ricompreso tra le funzioni fondamentali delle Città metropolitane e province quelle relative alla gestione dei Centri per l’Impiego – ricordano – mentre Governo e Regioni hanno assunto congiuntamente la gestione della fase transitoria per il biennio 2015 e 2016, sottoscrivendo un Accordo quadro volto a garantire la continuità del funzionamento dei Centri per l’impiego e del personale in essi impiegato facendosi carico delle risorse necessarie”.
“Mentre le Città Metropolitane e i nuovi Enti di area vasta hanno continuato ad assicurare fino ad oggi questa funzione essenziale per i cittadini, continuando a farsi carico, per tutto il 2015 e sei mesi del 2016 del pagamento degli stipendi, non risultano ancora trasferite le risorse per la copertura di questo personale”, avvertono però i rappresentanti di ANCI e Upi.    
“A tutto questo deve aggiungersi anche il peso delle spese di funzionamento dei Centri per l’impiego, che resta un problema ancora irrisolto su cui non ci sono ancora state prospettate soluzioni”, aggiungono.
Ne deriva che “la situazione sui territori sta ormai diventando drammatica: i contratti del personale a tempo determinato impegnato nei servizi non sono stati rinnovati; diversi Enti, cui se non ci saranno risposte se ne aggiungeranno altri nell’immediato, sono stati costretti a ridurre al minimo gli orari di apertura degli sportelli, per tagliare le spese. Sono state sottoscritte da Governo e  pressoché da tutte le Regioni le convenzioni con il Ministero, ma non risulta erogato alcuno stanziamento agli Enti a copertura dei costi a distanza da più di un anno dalla previsione. Questa situazione si complica ulteriormente se consideriamo l’approssimarsi del 2017. Ci preme infatti sottolineare – concludono Fassino e Variati – che qualora la gestione transitoria non dovesse chiudersi entro il 2016, occorre peraltro un intervento normativo che assicuri anche dopo tale data l’attribuzione della funzione alle Province e alle Città Metropolitane con la relativa e integrale copertura finanziaria”.

In allegato, la lettera inviata

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Il Presidente Valluzzi rappresentante UNISDR delle Autorità locali Forum internazionale per attuazione protocollo di Sendai su riduzione rischio catastrofi

Il Governo italiano e la Città di Firenze, in collaborazione con l’Ufficio delle Nazioni Unite per la Riduzione del Rischio Disastri (UNISDR), organizzano a Firenze, il prossimo 16 e 17 giugno 2016, il primo Forum internazionale per l’implementazione e l’attuazione del protocollo di Sendai per la riduzione del rischio di catastrofi a livello locale.

L’evento coinvolgerà ministri, sindaci, policy makers, enti locali, autorità, aziende private, esperti e partner da tutto il mondo interessati a impegnarsi nella resilienza locale e urbana e nella riduzione del rischio.

Invitato dall’UNISDR (ONU), in rappresentanza delle autorità locali, il presidente della Provincia di Potenza Nicola Valluzzi – assieme a Richard Haigh co-director del Global Disaster Resilience Centre, University of Huddersfield (UK), Helena Lindberg, Head, Civil Protection (Sweden), Ebru Gencer, Center for Urban Disaster Risk Reduction Resilience (USA), Riyanti Djalante, Kendari City (Indonesia) e Bertrand Gallet, Director of Citès Unies (France) – interverrà nella sessione dedicata al governo e alla prevenzione del rischio da disastri naturali a livello locale.

Car sharing: dalla Provincia di Livorno servizio innovativo per i lavoratori delle aree industriali

Il Car sharing arriva nel nostro territorio grazie alle risorse del progetto I-NO FAR ACCESS, con le quali la Provincia ha acquistato tre veicoli che saranno assegnati, tramite bando, agli utenti che ne faranno richiesta e che si autorganizzeranno in gruppi per condividere il tragitto da casa al luogo di lavoro.
L’iniziativa, finanziata dal Programma Operativo Italia – Francia Marittimo 2007-2013,
 è frutto della sperimentazione di servizi di mobilità innovativi, pensati inizialmente per rispondere alle esigenze dei lavoratori impiegati nell’area industriale di Guasticce. Un’area non servita dal trasporto pubblico tradizionale il cui costo, per il limitato numero di utenti, non sarebbe economicamente sostenibile.
“Un progetto di mobilità innovativa – sottolinea il presidente della Provincia, Alessandro Franchi –  per un’organizzazione  del sistema di trasporto più funzionale ed efficiente, in grado di fornire soluzioni ai bisogni di un’utenza debole, che non trova risposta nelle consuete forme di servizio pubblico”.
Il costo dell’operazione, oltre all’acquisto dei mezzi, si aggira sugli 8.000 euro all’anno, una spesa sensibilmente più bassa rispetto ad un servizio di linea.
Il progetto prevede la messa a disposizione degli utenti di tre veicoli, ognuno con una capienza massima di 5 passeggeri compreso l’autista,  che usufruiranno dell’auto su tragitti controllati e definiti in precedenza, per i percorsi casa-lavoro non coperti da servizi di linea di tipo tradizionale. Il servizio sarà erogato dietro  pagamento di un abbonamento periodico.
Per individuare le persone interessate la Provincia ha pubblicato un apposito avviso (reperibile sul sito www.provincia.livorno.it, area Trasporti) aperto alle sole persone fisiche maggiorenni, residenti all’interno della provincia di Livorno, in possesso della patente B in corso di validità,  il cui percorso per recarsi al lavoro sia interamente compreso nel territorio provinciale.
L’Osservatorio provinciale dei Trasporti provvederà, poi, a confrontare le domande per definire la  costituzione degli “equipaggi”; quindi sarà stilata una graduatoria che terrà conto di una serie di requisiti premianti (numero di persone trasportate, giorni settimanali di utilizzo) e di alcuni “bonus” che assegneranno un punteggio maggiore all’equipaggio (pool) in cui sia inserita una donna, oppure un soggetto disabile, o la cui destinazione del percorso sia all’interno dell’area industriale di Guasticce per garantire la continuità con i servizi precedenti.
Gli interessati hanno tempo fino all’8 luglio per presentare le domande direttamente all’Amministrazione Provinciale.
“Alla base del progetto di Car sharing – aggiunge Irene Nicotra, responsabile U.O. Trasporti della Provincia – vi è uno studio, effettuato dall’Osservatorio provinciale, che ha quantificato l’entità dei flussi di passeggeri che giornalmente si recano nell’area industriale di Guasticce.  La ricerca ha  messo in luce una serie di elementi, in particolare gli orari dei turni di lavoro estremamente  diversificati, che hanno indirizzato l’attività del  progetto I-NO FAR ACCESS verso la sperimentazione di nuove forme di mobilità, basate su piccoli numeri, quindi più economiche e flessibili, ma anche più efficienti per l’utenza”.

Responsabilità omicidio stradale: Anci e Upi chiedono approfondimenti a Governo

Inserire in Conferenza Stato Città una riflessione sulla Circolare del Dipartimento di Pubblica Sicurezza Stato-Città che fornisce chiarimenti sulla Legge sull’omicidio stradale nella quale viene indicata, come fattispecie generica, la responsabilità di reato anche di chi ha posto in essere comportamenti omissivi rispetto alla sicurezza stradale in termini di manutenzione e costruzione delle strade e dei veicoli.

Di fatto -scivono il Presidnete dell’ANCI Piero Fasssino e il Preisdente dell’Upi Achilkle Variati nella lettera inviata al Ministro dell’intenro Alfano –  gli enti locali proprietari della rete stradale, sono direttamente coinvolti nei reati.

Per questo – cheidono i due – ” stante la assoluta delicatezza del tema, riteniamo necessario che in sede di Conferenza Stato Città venga approfondito tale tema, che coinvolge direttamente  funzionari ed amministratori degli enti locali”.

In allegato, il testo della lettera

 

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L’Ordine del Giorno approvato dall’Assemblea dei Presidenti di Provincia

Approvato dall’Assemblea dei Presidenti, che si è riunita a Roma il 31 maggio, l’Ordine del Giorno allegato che dà mandato al Presidente dell’Upi insieme ai Presidenti delle Upi Regionali, di operare con il tavolo di lavoro del Governo affinché la ripartizione dei tagli 2016 sia definita anche seguendo un criterio razionale solidaristico.

L’ordine del giorno, inoltre, impegna l’Upi a valutare le diverse situazioni di difficoltà relative alle Province in dissesto e pre-dissesto attraverso un tavolo di lavoro specifico che affronti e proponga soluzioni sulla base delle situazioni reali; chiede alle Regioni di garantire la copertura integrale delle funzioni non fondamentali delegate agli Enti di Area Vasta; chiede al Governo di dare immediata attuazione alle misure straordinarie previste dalla Legge di stabilità 2016 (70 milioni per servizi disabili; 100 milioni per manutenzione strade; 20,4 milioni per personale destinato a mobilità) i cui termini per gli adempimenti sono ampiamente scaduti e su cui si sta registrando l’inerzia del Governo.

Inoltre, sollecita il Govenro ad emanare un provvedimento d’urgenza nel quale siano garantite le disposizioni su cui è stata data continua assicurazione, ed in particolare:
–    eliminazione  delle sanzioni per lo sforamento del patto di stabilità 2015;
–    effettiva possibilità di utilizzare l’avanzo ai fini del saldo di finanza pubblica;
–    riparto del contributo di finanza pubblica delle province per l’anno 2016 e, contestualmente, di concerto con Upi, il riparto dei 245 milioni di contributi per strade scuole e dei 40 milioni per il mantenimento degli equilibri di bilancio.

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