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Provincia Livorno, Protezione civile: regia unica tra Prefettura e Provincia per la gestione delle emergenze

La Prefettura di Livorno e la Provincia hanno sottoscritto due protocolli d’intesa per  una gestione integrata delle emergenze di Protezione civile a livello provinciale.
Tenuto conto delle rispettive competenze in materia, l’obiettivo è quello di ottimizzare gli interventi e predisporre un modello operativo integrato per la pianificazione e la gestione dei soccorsi in caso emergenza.
Uno degli aspetti principali della collaborazione è incentrato sulla revisione del Piano Provinciale di Protezione civile, che sarà strutturato come Piano Provinciale Integrato, alla cui redazione concorreranno, oltre alla Prefettura e alla Provincia, anche tutti i soggetti che fanno parte del sistema di Protezione civile: Vigili del fuoco, Asl, comuni, associazioni di volontariato, etc.
A questo è strettamente collegata la nascita di una nuova struttura, denominata Centro di Coordinamento Soccorsi (CCS) che avrà compiti di direzione unitaria  nella gestione delle emergenze e che si raccorderà con enti, amministrazioni e strutture operative presenti sul territorio provinciale.
Nella CCS, che avrà sede presso la Prefettura, confluisce anche l’Unità di Crisi dell’Amministrazione Provinciale, mentre per le fasi di intervento in caso di emergenza, il CCS si avvarrà della Sala Operativa Provinciale Integrata, già allestita a Livorno presso la sede della Protezione civile della Provincia in via Terreni.
In presenza di un evento calamitoso, alla Prefettura spetterà l’attivazione delle risorse statali (Vigili del fuoco, Forze dell’ordine, forze armate, gestori di servizi pubblici, delle infrastrutture viarie e della rete ferroviaria. La Provincia, invece, coordinerà le risorse afferenti agli enti locali (Comuni, Centri Intercomunali, Servizio di piena, consorzi di Bonifica, gestori di trasporto pubblico, autorità di Bacino e Arpat), nonché il volontariato. Una sezione del CCS sarà istituita anche a Portoferraio, presso la sede distaccata della Prefettura, per la gestione delle  emergenze che interesseranno il territorio elbano.
“In caso di emergenza – sottolinea il presidente della Provincia Alessandro Franchi – è di vitale importanza la capacità di attivare rapidamente tutte le risorse in campo per portare soccorso alle persone e limitare le situazioni di pericolo. Per questo è fondamentale che le istituzioni collaborino fattivamente tra loro, per sfruttare al meglio competenze, professionalità, risorse tecnologiche e strumentali, al fine di garantire interventi efficienti a tutela della popolazione e delle cose”.
“Con la firma dei due protocolli – evidenzia il Prefetto di Livorno Tiziana Costantino – si attua il piano integrato di protezione civile con l’istituzione del Centro di Coordinamento Soccorsi (CCS) presso la Prefettura e la Sala Operativa Provinciale integrata presso la Provincia, a supporto dell’attività del CCS. Attraverso questi strumenti e soprattutto con la piena collaborazione dei soggetti coinvolti nel sistema di protezione civile, si da ulteriori risposte alle esigenze dei cittadini di avere strutture sempre più efficienti e in grado di assicurare tutele sempre più adeguate”.

La Conferenza Stato Città attesta: 40 Province in squilibrio per tagli Legge stabilità

Secondo i dati forniti dal Governo oggi in Conferenza Stato Città sono 40 su 74 – 2 sono già in dissesto – le Province in squilibrio a causa dei tagli imposti dalla Legge di stabilità 2015. In totale, solo per coprire la spesa inderogabile – stipendi del personale, mutui e contributi allo stato – secondo il Governo mancano all’appello 123 milioni. Ma lo squilibrio è ben maggiore visto che gli Enti di Area Vasta, oltre a pagare stipendi, svolgono funzioni essenziali, prime fra tutti garantire la sicurezza di 130 mila chilometri di strade e rendere accessibili, agibili e sicure le oltre 5000 scuole superiori italiane.

 

Questa la situazione drammatica ed emergenziale che oggi il Governo ha portato in Conferenza Stato Città, depositando le tabelle di riparto per singolo ente dei 650 milioni di tagli imposti alle Province dalla Legge di Stabilità 2015.

 

“Una situazione – ha sottolineato la delegazione dell’Ufficio di Presidenza Upi al Ministero dell’Interno, composta dai Vice Presidenti Upi Marco Filippeschi di Pisa, e Carlo Riva Vercellotti di Vercelli, e dal Presidente dell’Upi Lombardia Daniele Bosone, Presidente di Pavia, e dell’Upi Basilicata Nicola Valluzzi  Presidente di Potenza –  su cui non possiamo che opporre tutta la nostra contrarietà. Perché queste tabelle, che confermano quello che abbiamo sempre detto, e cioè che la manovra fatta nel 2015 sulle Province era sbagliata, aprono una crisi profonda nel Paese. Nei fatti, il Governo attesta l’impossibilità di garantire servizi essenziali ai cittadini che vivono in Provincia, il 76% della popolazione italiana.

 

“Noi – dichiara il Presidente dell’Upi Achille Variati, Sindaco di Vicenza – facciamo appello a Governo e Parlamento, perché si trovino soluzioni finanziarie per riportare equità e assicurare eguali servizi a tutti i cittadini”.

 

Lavoro: ANCI e UPI, è emergenza su Centri per Impiego, Garantire coperture

“Apertura di un immediato confronto sulla grave situazione dei Centri per l’Impiego, che veda tutti gli attori istituzionali coinvolti: Governo, Regioni, Città metropolitane e nuovi Enti di area vasta, affinché venga assicurata a questi ultimi la copertura integrale delle spese di personale e di funzionamento, sia da parte delle Regioni che del Governo”. Lo chiedono i presidenti di ANCI e Upi, Piero Fassino e Achille Variati in una lettera inviata, tra gli altri, ai ministri Giuliano Poletti (Lavoro) ed Enrico Costa (Affari regionali), nonché ai sottosegretari Claudio De Vincenti (Presidenza del Consiglio), Gianclaudio Bressa (Affari regionali), Pier Paolo Baretta (Economia), Angelo Rughetti (Semplificazione e PA).
Variati e Fassino parlano di “una situazione di grave emergenza”, ripercorrendo poi la vicenda: “La legge n.56/2014 non ha ricompreso tra le funzioni fondamentali delle Città metropolitane e province quelle relative alla gestione dei Centri per l’Impiego – ricordano – mentre Governo e Regioni hanno assunto congiuntamente la gestione della fase transitoria per il biennio 2015 e 2016, sottoscrivendo un Accordo quadro volto a garantire la continuità del funzionamento dei Centri per l’impiego e del personale in essi impiegato facendosi carico delle risorse necessarie”.
“Mentre le Città Metropolitane e i nuovi Enti di area vasta hanno continuato ad assicurare fino ad oggi questa funzione essenziale per i cittadini, continuando a farsi carico, per tutto il 2015 e sei mesi del 2016 del pagamento degli stipendi, non risultano ancora trasferite le risorse per la copertura di questo personale”, avvertono però i rappresentanti di ANCI e Upi.    
“A tutto questo deve aggiungersi anche il peso delle spese di funzionamento dei Centri per l’impiego, che resta un problema ancora irrisolto su cui non ci sono ancora state prospettate soluzioni”, aggiungono.
Ne deriva che “la situazione sui territori sta ormai diventando drammatica: i contratti del personale a tempo determinato impegnato nei servizi non sono stati rinnovati; diversi Enti, cui se non ci saranno risposte se ne aggiungeranno altri nell’immediato, sono stati costretti a ridurre al minimo gli orari di apertura degli sportelli, per tagliare le spese. Sono state sottoscritte da Governo e  pressoché da tutte le Regioni le convenzioni con il Ministero, ma non risulta erogato alcuno stanziamento agli Enti a copertura dei costi a distanza da più di un anno dalla previsione. Questa situazione si complica ulteriormente se consideriamo l’approssimarsi del 2017. Ci preme infatti sottolineare – concludono Fassino e Variati – che qualora la gestione transitoria non dovesse chiudersi entro il 2016, occorre peraltro un intervento normativo che assicuri anche dopo tale data l’attribuzione della funzione alle Province e alle Città Metropolitane con la relativa e integrale copertura finanziaria”.

In allegato, la lettera inviata

Documenti allegati:

Il Presidente Valluzzi rappresentante UNISDR delle Autorità locali Forum internazionale per attuazione protocollo di Sendai su riduzione rischio catastrofi

Il Governo italiano e la Città di Firenze, in collaborazione con l’Ufficio delle Nazioni Unite per la Riduzione del Rischio Disastri (UNISDR), organizzano a Firenze, il prossimo 16 e 17 giugno 2016, il primo Forum internazionale per l’implementazione e l’attuazione del protocollo di Sendai per la riduzione del rischio di catastrofi a livello locale.

L’evento coinvolgerà ministri, sindaci, policy makers, enti locali, autorità, aziende private, esperti e partner da tutto il mondo interessati a impegnarsi nella resilienza locale e urbana e nella riduzione del rischio.

Invitato dall’UNISDR (ONU), in rappresentanza delle autorità locali, il presidente della Provincia di Potenza Nicola Valluzzi – assieme a Richard Haigh co-director del Global Disaster Resilience Centre, University of Huddersfield (UK), Helena Lindberg, Head, Civil Protection (Sweden), Ebru Gencer, Center for Urban Disaster Risk Reduction Resilience (USA), Riyanti Djalante, Kendari City (Indonesia) e Bertrand Gallet, Director of Citès Unies (France) – interverrà nella sessione dedicata al governo e alla prevenzione del rischio da disastri naturali a livello locale.

Car sharing: dalla Provincia di Livorno servizio innovativo per i lavoratori delle aree industriali

Il Car sharing arriva nel nostro territorio grazie alle risorse del progetto I-NO FAR ACCESS, con le quali la Provincia ha acquistato tre veicoli che saranno assegnati, tramite bando, agli utenti che ne faranno richiesta e che si autorganizzeranno in gruppi per condividere il tragitto da casa al luogo di lavoro.
L’iniziativa, finanziata dal Programma Operativo Italia – Francia Marittimo 2007-2013,
 è frutto della sperimentazione di servizi di mobilità innovativi, pensati inizialmente per rispondere alle esigenze dei lavoratori impiegati nell’area industriale di Guasticce. Un’area non servita dal trasporto pubblico tradizionale il cui costo, per il limitato numero di utenti, non sarebbe economicamente sostenibile.
“Un progetto di mobilità innovativa – sottolinea il presidente della Provincia, Alessandro Franchi –  per un’organizzazione  del sistema di trasporto più funzionale ed efficiente, in grado di fornire soluzioni ai bisogni di un’utenza debole, che non trova risposta nelle consuete forme di servizio pubblico”.
Il costo dell’operazione, oltre all’acquisto dei mezzi, si aggira sugli 8.000 euro all’anno, una spesa sensibilmente più bassa rispetto ad un servizio di linea.
Il progetto prevede la messa a disposizione degli utenti di tre veicoli, ognuno con una capienza massima di 5 passeggeri compreso l’autista,  che usufruiranno dell’auto su tragitti controllati e definiti in precedenza, per i percorsi casa-lavoro non coperti da servizi di linea di tipo tradizionale. Il servizio sarà erogato dietro  pagamento di un abbonamento periodico.
Per individuare le persone interessate la Provincia ha pubblicato un apposito avviso (reperibile sul sito www.provincia.livorno.it, area Trasporti) aperto alle sole persone fisiche maggiorenni, residenti all’interno della provincia di Livorno, in possesso della patente B in corso di validità,  il cui percorso per recarsi al lavoro sia interamente compreso nel territorio provinciale.
L’Osservatorio provinciale dei Trasporti provvederà, poi, a confrontare le domande per definire la  costituzione degli “equipaggi”; quindi sarà stilata una graduatoria che terrà conto di una serie di requisiti premianti (numero di persone trasportate, giorni settimanali di utilizzo) e di alcuni “bonus” che assegneranno un punteggio maggiore all’equipaggio (pool) in cui sia inserita una donna, oppure un soggetto disabile, o la cui destinazione del percorso sia all’interno dell’area industriale di Guasticce per garantire la continuità con i servizi precedenti.
Gli interessati hanno tempo fino all’8 luglio per presentare le domande direttamente all’Amministrazione Provinciale.
“Alla base del progetto di Car sharing – aggiunge Irene Nicotra, responsabile U.O. Trasporti della Provincia – vi è uno studio, effettuato dall’Osservatorio provinciale, che ha quantificato l’entità dei flussi di passeggeri che giornalmente si recano nell’area industriale di Guasticce.  La ricerca ha  messo in luce una serie di elementi, in particolare gli orari dei turni di lavoro estremamente  diversificati, che hanno indirizzato l’attività del  progetto I-NO FAR ACCESS verso la sperimentazione di nuove forme di mobilità, basate su piccoli numeri, quindi più economiche e flessibili, ma anche più efficienti per l’utenza”.

Responsabilità omicidio stradale: Anci e Upi chiedono approfondimenti a Governo

Inserire in Conferenza Stato Città una riflessione sulla Circolare del Dipartimento di Pubblica Sicurezza Stato-Città che fornisce chiarimenti sulla Legge sull’omicidio stradale nella quale viene indicata, come fattispecie generica, la responsabilità di reato anche di chi ha posto in essere comportamenti omissivi rispetto alla sicurezza stradale in termini di manutenzione e costruzione delle strade e dei veicoli.

Di fatto -scivono il Presidnete dell’ANCI Piero Fasssino e il Preisdente dell’Upi Achilkle Variati nella lettera inviata al Ministro dell’intenro Alfano –  gli enti locali proprietari della rete stradale, sono direttamente coinvolti nei reati.

Per questo – cheidono i due – ” stante la assoluta delicatezza del tema, riteniamo necessario che in sede di Conferenza Stato Città venga approfondito tale tema, che coinvolge direttamente  funzionari ed amministratori degli enti locali”.

In allegato, il testo della lettera

 

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L’Ordine del Giorno approvato dall’Assemblea dei Presidenti di Provincia

Approvato dall’Assemblea dei Presidenti, che si è riunita a Roma il 31 maggio, l’Ordine del Giorno allegato che dà mandato al Presidente dell’Upi insieme ai Presidenti delle Upi Regionali, di operare con il tavolo di lavoro del Governo affinché la ripartizione dei tagli 2016 sia definita anche seguendo un criterio razionale solidaristico.

L’ordine del giorno, inoltre, impegna l’Upi a valutare le diverse situazioni di difficoltà relative alle Province in dissesto e pre-dissesto attraverso un tavolo di lavoro specifico che affronti e proponga soluzioni sulla base delle situazioni reali; chiede alle Regioni di garantire la copertura integrale delle funzioni non fondamentali delegate agli Enti di Area Vasta; chiede al Governo di dare immediata attuazione alle misure straordinarie previste dalla Legge di stabilità 2016 (70 milioni per servizi disabili; 100 milioni per manutenzione strade; 20,4 milioni per personale destinato a mobilità) i cui termini per gli adempimenti sono ampiamente scaduti e su cui si sta registrando l’inerzia del Governo.

Inoltre, sollecita il Govenro ad emanare un provvedimento d’urgenza nel quale siano garantite le disposizioni su cui è stata data continua assicurazione, ed in particolare:
–    eliminazione  delle sanzioni per lo sforamento del patto di stabilità 2015;
–    effettiva possibilità di utilizzare l’avanzo ai fini del saldo di finanza pubblica;
–    riparto del contributo di finanza pubblica delle province per l’anno 2016 e, contestualmente, di concerto con Upi, il riparto dei 245 milioni di contributi per strade scuole e dei 40 milioni per il mantenimento degli equilibri di bilancio.

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Variati “I Sindaci responsabili per garantire servizi. Governo faccia la sua parte”

Portare quanti più Enti di Area Vasta possibili ad approvare, il 31 luglio prossimo, bilanci in equilibrio per poter continuare ad assicurare i servizi essenziali nonostante i tagli pesantissimi e insostenibili imposti dalla legge di stabilità 2015, anche mettendo in campo la solidarietà tra istituzioni. Questa la risoluzione approvata oggi dai Sindaci Presidenti degli Enti di Area Vasta, riuniti a Roma per decidere le azioni da intraprendere per evitare il dissesto del comparto causato dai tagli decisi dalle manovre finanziarie.

“Una solidarietà razionale – ha sottolineato il Presidente dell’Upi Achille Variati, Sindaco del Comune e dell’Area Vasta di Vicenza – perché non servirà a sanare gestioni non virtuose, ma a provare ad eleminare quelle anomalie che hanno determinato nel 2015 forti sperequazioni tali che mentre alcuni Enti hanno subito un taglio del 3%, per altri si è trattato di una riduzione di almeno il 30%. Una diseguaglianza che tocca direttamente i cittadini e imprese, perché incide sulla capacità di potere offrire servizi efficienti, che non può essere riproposta quest’anno.

Questa – ha aggiunto Variati – è la nostra ultima prova di responsabilità da Sindaci: adesso tocca al Governo mostrare di avere allo stesso modo a cuore il governo dei territori, varando subito i decreti, i cui termini di attuazione sono scaduti da mesi, per stanziare le risorse straordinarie previsti dalla Legge di stabilità 2016.

Si tratta di 70 milioni destinati ad assicurare il diritto allo studio dei cittadini disabili; di 100 milioni per la manutenzione non più rinviabile delle strade provinciali; di oltre 20 milioni per pagare gli stipendi dei dipendenti delle Province in mobilità.

 Il tempo ormai stringe: il 31 luglio dobbiamo approvare i bilanci e senza queste misure, insieme alla cancellazione delle ingiuste sanzioni per lo sforamento obbligato del patto di stabilità 2015, non riusciremo a farlo. E se non facciamo i bilanci i servizi essenziali si fermano.

Noi Sindaci – ha concluso Variati – ci prendiamo la responsabilità di essere solidali per cercare di fare in modo che i tagli non mandino in dissesto tutti gli enti; il Governo faccia la sua parte e dia corso a quanto ha stabilito, per garantire la continuità dei servizi”.

In allegato, le slides con la relaizone dle Presidente Achille Variati

Documenti allegati:

Commissione bilancio Camera e Senato: Indagine conoscitiva equilibrio di bilancio

“Si tratta di provvedimenti necessari e molto attesi dal sistema delle autonomie e relativi ai processi di definizione dei bilanci degli enti locali. Per questo ci auguriamo si riesca a completare l’iter di approvazione in tempi rapidi”. Lo ha detto il Vice Presidente dell’Upi, Carlo Riva Vercellotti, intervenendo alla Commissione Bilancio della Camera nell’ambito dell’indagine conoscitiva sui disegni di legge sull’equilibrio di bilancio.

“Vogliamo però che la Commissione sia al corrente di una grave criticità che si verificherà a luglio – ha aggiunto Riva Vercellotti – quando gli Enti di Area Vasta saranno chiamati ad approvare i bilanci. In quell’occasione, se non si troveranno nel breve tempo soluzioni normative, ci troveremo di fronte all’impossibilità di garantire i saldi di bilancio. Una delle misure straordinarie messe in campo nella finanziaria 2016 per cercare di trovare soluzioni alla manovra insostenibile imposta agli enti di area vasta nel 2015 – ha ricordato Vercellotti – prevede infatti l’utilizzo di tutti gli avanzi di amministrazione per riuscire a chiudere i bilanci in equilibrio. Questo però porta, come immediata conseguenza, l’impossibilità di rispettare il saldo secondo le nuove regole del bilancio pubblico. Una incongruenza tra le due norme che deve essere sanata, altrimenti tutti gli sforzi che stiamo facendo per non fare fallire gli Enti, saranno vani”.

Provincia Reggio Emilia: 18 interventi contro le frane

Ben 18 interventi – cinque dei quali già ultimati, uno in corso o, gli altri 12 che partiranno tra giugno e il prossimo autunno – per contrastare il dissesto idrogeologico del territorio reggiano. I cantieri, gestiti dalla Provincia di Reggio Emilia  grazie a circa 3 milioni di  fondi ottenuti dall’Agenzia regionale di Protezione civile, riguardano in particolare le frane attivatesi dopo le ondate di maltempo dell’autunno 2014 e la nevicata di febbraio 2015. Il punto della situazione è stato fatto ieri pomeriggio a Palazzo Allende dal consigliere delegato e dal dirigente alle Infrastrutture della Provincia di Reggio Emilia,Andrea Tagliavini e Valerio Bussei, insieme ai sindaci e agli amministratori dei comuni interessati dai cantieri: San Polo, Carpineti, Baiso, Villa Minozzo, Castelnovo Monti, Viano,  Vezzano, Albinea, Bibbiano e Ventasso.

Pari a 2 milioni e 940mila euro l’ammontare dei 18 interventi, finanziati dall’Agenzia regionale di Protezione civile grazie a 905.000 euro di risorse proprie destinate agli interventi di somma urgenze e a poco più di 2 milioni di fondi stanziati dalla Commissione europea per le alluvioni che a ottobre e novembre 2014 colpirono la nostra regione.

Cinque i cantieri già ultimati sulla Sp 27 a Fontanella di Baiso (90.000), sulla Sp 72 a Ghiardo di Bibbiano (50.000 euro),  sulla Sp 9 a Felina di Castelnovo Monti nei pressi dell’incrocio con la Statale 63 e due in comune di San Polo, dove si è intervenuti sulla Sp 513 per rimediare all’erosione dell’alveo del torrente Enza che aveva provocato il crollo della soglia di regimazione delle acque (265.000 euro) e sulla Sp 73 a La Fratta dove è stato realizzato il primo di due stralci (200.000 che prevedono la realizzazione di una palificata tirantata, drenaggi profondi e il ripristino della sede stradale. “A La Fratta resta ora da completare il secondo stralcio, per altri 160.000 euro: i lavori partiranno nelle prime settimane di giugno per concludersi   tra fine luglio e i primi di agosto con la riapertura al transito della Sp 73”, ha spiegato il consigliere delegato Tagliavini aggiungendo che “entro i primi giorni di ottobre anche tutti gli altri cantieri saranno aperti: la Provincia sta svolgendo un lavoro di progettazione molto serio, partito con tutte le indagini geologiche necessarie affinché i lavori garantiscano la tenuta nel tempo delle opere che stiamo realizzando”. 

Sempre entro  giugno partiranno altri 2 cantieri – sulla Sp 63 ad Albinea in prossimità del Cavazzone (90.000 euro) e sulla Sp 74 a Vronco di Vezzano sul Crostolo (90.000) – mentre sulla Sp 107 a Baiso (170.000 euro) sono ormai in via di ultimazione i lavori di sistemare il cedimento della scarpata di valle che ha interessato la sede stradale.

Previsto entro settembre l’avvio dei lavori sulla Sp 7 tra Carpineti e Felina, mentre entro i primi giorni di ottobre partiranno i rimanenti 9 cantieri che interessano la  Sp 27 a Fontanella di Baiso per il rinforzo della paratia esistente, il completamento di quella di valle e l’installazione di drenaggi sub orizzontali (610.000 euro in due lotti); la  Sp 59 a Villa Minozzo tra gli abitati di Minozzo e Sologno dove è franata la scarpata di valle (200.000 euro); la Sp 103 a Taviano di Ramiseto di Ventasso per il consolidamento della scarpata di valle con inserimento di palificazioni, realizzazione di drenaggi e regimentazione delle acque superficiali (220.000); la Sp 15 in prossimità del bivio per Taviano sempre a Ramiseto di Ventasso per la sistemazione della scarpata di valle e la realizzazione di opere di sostegno della sede stradale e di drenaggi profondi (250.000); la Sp 7 nei pressi della zona industriale di Viano per il ripristino della scarpata di valle con opera di sostegno alla base e sistemazione dello scolo delle acqua superficiali lungo la strada (75.000); laSp 63 a Carbonaso di Viano per opera di sostegno della sede stradale mediante la realizzazione gabbionate e realizzazione di drenaggi lungo il versante di valle (85.000);  la Sp 76 tra Carpineti e il castello per la realizzazione di opera di sostegno a valle strada e ripristino della scarpata e rifacimento della sede stradale (105.000) e nei pressi del bivio per Villaprara per opere di drenaggio e il rifacimento della sede stradale (80.000). 

OPERAZIONE SBLOCCASCUOLE

Edilizia scolastica: Renzi firma il decreto dell’operazione #Sbloccascuole

Nuovo portale della Città Metropolitana di Milano

La Città Metropolitana di Milano ha un nuovo portale al servizio di oltre 3 milioni di abitanti: il nuovo ente territoriale, che dal 1° gennaio 2015 ha sostituito la Provincia di Milano come stabilito dalla legge 56/2014, si presenta ora sul web con la nuova versione del sito (www.cittametropolitana.mi.it), che fornirà servizi e informazioni a un’area di popolazione residente in 134 comuni.

Il progetto del sito è stato sviluppato dall’agenzia Glamm Multimedia by YouCo sulla base delle linee guida del bando di concorso pubblico indetto dall’ex Provincia di Milano.  

 “Già nella prima realizzazione del sito della Provincia di Milano – sottolinea Caterina Vitali, Direttore creativo di Glamm Multimedia – erano presenti strumenti di partecipazione, quali contenuti creati da cittadini, foto e commenti, che precorrevano il web 2.0. Glamm Multimedia si è sempre contraddistinta per l’approccio empatico con il cittadino nella realizzazione di portali web in cui usabilità e accessibilità sono perfettamente integrate. 

Il passaggio da Provincia a Città Metropolitana ha rappresentato un cambiamento talmente importante da richiedere la progettazione di un’identità visiva riconoscibile e univoca per tutti gli strumenti di comunicazione web: portale istituzionale, URP e siti tematici. Il progetto nasce da un’attenta analisi delle esigenze e dei contenuti, ma soprattutto è frutto di un lavoro partecipato che si è arricchito nel tempo. Il layout e la grafica di tutti gli strumenti web sono caratterizzati da elevati standard d’integrazione e coordinamento dell’immagine, da uno stile minimalista di grande chiarezza e pulizia formale con lo scopo di rafforzare l’immagine di Città Metropolitana.

Gli utenti, secondo le linee guida per i siti web delle PA, previste dal Codice dell’Amministrazione Digitale (art. 4 della Direttiva 26/11/2009 dal Dipartimento per la Digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e l’Innovazione tecnologica – DDI) e secondo la normativa sull’accessibilità dei siti web delle PA (legge n.4/2004 e relativo regolamento attuativo), hanno quindi a disposizione un sito web facilmente consultabile, veloce e dotato di strumenti di ricerca evoluti: navigazione tramite tag (parole chiave) e per categorie tematiche, motore di ricerca semantico in linguaggio naturale, ecc.

“Non solo l’utente al centro della progettazione… – sottolinea Cinzia Romano, Production Manager di Glamm Multimedia – Il CMS e i numerosi DataBase in uso per il portale e i diversi siti tematici sono stati re-ingegnerizzati per ottimizzare il lavoro dei redattori. L’infrastruttura hardware e software, ospitata all’interno dei Sistemi Informativi della Città Metropolitana, è stata studiata per garantire la massima efficienza e stabilità”.

Il portale, realizzato su piattaforma Open Source OpenCMS con moduli personalizzati e riutilizzabili, si basa sull’user experience della navigazione su mobile (smartphone e tablet), con ampi spazi per pulsanti, aree di interazione, scrolling verticale. La visualizzazione si adatta quindi automaticamente al device in uso, alle diverse risoluzioni dei monitor e alla dimensione della finestra del browser.

All’elasticità di adattamento si affianca quella relativa all’informazione e alla partecipazione grazie all’attivazione dei collegamenti con tutti i social network della Città metropolitana: YouTube, Facebook, Twitter, Issuu, Pinterest, Instagram. 

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