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Appalti, la ‘nuova’ Provincia di Reggio Emilia al servizio dei Comuni

Il presidente della Provincia di Reggio Emilia ha incontrato questa mattina a Palazzo Allende i rappresentanti delle 7 Unioni comunali. Due i temi all’ordine del giorno:  il progetto di una stazione unica appaltante per tutto il territorio e un ulteriore confronto  sui fabbisogni occupazionali dei Comuni in vista del possibile ricollocamento dei dipendenti della Provincia, che come noto entro il 31 marzo dovrà ridefinire la propria pianta organica riducendo del 50% per cento le risorse per il personale, anche alla luce delle funzioni delegate che saranno confermate o meno da parte della Regione.

Stazione unica appaltante. “Come Provincia, su richiesta dei Comuni e sulla base anche degli obblighi normativi riferiti agli stessi, abbiamo presentato il progetto di una stazione unica appaltante, in carico a Palazzo Allende, che in forma associata potrebbe gestire gli appalti per tutti i Comuni. Da parte delle Unioni, è stato manifestato grande interesse per una proposta in grado di agevolare sensibilmente l’attività dei Comuni e che, entro un paio di settimane, assumerà una sua ufficialità”, spiega il presidente Manghi.

La normativa in materia, a partire dalla Legge 56/2014 di riforma delle Province, prevede che dall’1 gennaio per beni e servizi (e dal prossimo 1 luglio anche per lavori), i Comuni  non capoluogo di provincia possano affidare le funzioni di stazione appaltante – oltre che all’Unioni (se dotate di apposite strutture) o a centrali di committenza come Consip o Intercent-er – anche alle Province, sulla base di un apposito disciplinare che preveda il rimborso dei costi sostenuti dalle stesse per le attività espletate e le risorse umane impiegate.

“La proposta di una stazione unica appaltante della Provincia non solo valorizza la professionalità e l’esperienza acquisita dall’ente in questo campo, ma sopperisce alle esigenze degli enti locali relativamente alle gare d’appalto, pur lasciando ai singoli Comuni le funzioni di gestione contabile, di programmazione e di gestione contrattuale degli appalti”, spiega il presidente Manghi. Operativamente, sarebbe dunque la Provincia ad aggiudicare appalti pubblici o a concludere accordi-quadro di lavori, forniture o servizi svolgendo le funzioni di stazione appaltante –  dalla pubblicazione dei bandi alla gestione della gara, fino all’aggiudicazione – lasciando invece ai Comuni le fasi ante e post appalto.

La Provincia di Reggio Emilia, inoltre, su richiesta dei Comuni potrebbe anche fornire, per singoli o più lavori pubblici e con riferimento ad interventi in cui risultano interessate le competenze e le professionalità della Provincia stessa, un supporto tecnico-amministrativo in relazione alle attività di progettazione, espropri e direzione lavori.

 

Personale della Provincia. Con i rappresentanti delle Unioni è poi proseguito il confronto sui fabbisogni occupazionali dei Comuni, che potrebbero assorbire parte del personale della Provincia. In attesa del dato ufficiale sulle necessità del Comune di Reggio Emilia, si attesta a 70 il numero di dipendenti (non dirigenti) che dalla Provincia potrebbero affluire in uno degli altri 44 Comuni reggiani. “Sono numeri che ci permettono di guardare con cauto ottimismo a una ridefinizione della nostra pianta organica che, così come condiviso con i sindacati, intendiamo predisporre nella maniera migliore a tutela delle professionalità della Provincia, nonostante i drastici tagli che ci vengono richiesti”, commenta il presidente Manghi, sottolineando come comunque si renda necessario anche incrociare le esigenze dei Comuni con quelle della Provincia, “che continuerà in ogni caso ad aver bisogno di certi servizi, penso ad esempio al settore Finanze e agli Affari generali”.

Molto importante sarà poi l’esito del cammino avviato insieme alla Regione, che al prossimo Tavolo di concertazione dovrebbe illustrare una bozza di Legge regionale di riordino delle funzioni: “In base a quelle che la Regione intenderà delegare alle Province, oltre alle 4 già individuate dalla legge di riforma, sarà possibile capire meglio le nostre necessità occupazionali”, conclude il presidente Manghi ricordando la possibilità, già comunicata ai sindacati, di prepensionare 33 dipendenti provinciali (22 quest’anno, 11 nel 2016).

 

Riforma Province: l’Upi incontra il Sottosegretario Delrio

La riforma delle Province e lo stato di attuazione della Legge 56/14: questi i temi dell’incontro svoltosi oggi tra il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Graziano Delrio, e una delegazione dell’Upi composta dal Presidente Alessandro Pastacci, dal Presidente dell’Upi Lombardia Daniele Bosone e dl Direttore Generale Piero Antonelli.

Al Sottosegretario i rappresentanti dell’Upi hanno sottoposto le questioni più urgenti inerenti il processo di riordino degli Enti di area vasta, dalle difficoltà finanziarie al percorso di ricollocamento protetto del personale al monitoraggio su quanto stabilito dalle proposte di legge regionali approvate.

Dipendenti Province: il Presidente Variati, Vicenza, apre confronto con Prefetto ed enti dello Stato

Tredici amministrazioni dello Stato, 14 con il Prefetto Eugenio Soldà organizzatore dell’incontro su richiesta del Presidente dell’Area Vasta Vicenza Achille Variati. L’appello non è caduto nel vuoto e non poteva essere altrimenti, del resto. Sul tavolo, la riduzione di almeno la metà della spesa per il personale delle ex province, che ad oggi conservano solo alcune funzioni proprie come viabilità, edilizia scolastica, ambiente, trasporti extraurbani, alcune forme di supporto ai Comuni. Una norma che significa riduzione anche del numero dei lavoratori, ad aprile del 2014 calcolati in 367 unità.

“Entro il 31 marzo di quest’anno – ha spiegato Variati – dobbiamo approntare l’elenco di coloro non rientreranno nella pianta organica. Detto che a tutti i dipendenti, fino al 31 dicembre 2016, sarà garantito il 100% dello stipendio, è necessario che i criteri siano uniformi per tutti. Non è pensabile che Vicenza faccia in un modo, Treviso in un altro, Verona in un altro ancora, però non vogliamo trovarci impreparati di fronte a questa esigenza. Siamo anche qui per dirvi che se qualcuno di voi individuerà figure necessarie per il proprio fabbisogno lavorativo, noi faremo di tutto per agevolare il passaggio. E vi assicuro che qui lavorano persone esperte, abili nel proprio lavoro, disponibili nonché tutte residenti nel Vicentino”.

Criteri certi, dunque, ed una convinzione: “I lavoratori non sono pacchi. Questa è una convinzione irrinunciabile e il buon rapporto con i Sindacati su una questione così delicata ne fa fede”. Una prima selezione riguarda già 53 dipendenti che usciranno dal mondo del lavoro perché alle soglie della pensione – naturalmente o sfruttando la finestra pre-Fornero- e 39 agenti di Polizia Provinciale e 59 impiegati dei Centri per l’Impiego che da recente circolare ministeriale non sono più compresi nell’organico delle nuove Aree Vaste. Ci sono poi coloro che operano in settori, come il turismo, la cultura e l’assistenza sociale, delegati dalla Regione Veneto e situazioni proprie dell’ente vicentino, come l’azienda agricola “La Decima”. L’Istituto di Genetica e Sperimentazione Agraria “Strampelli”, Villa Cordellina Lombardi a Montecchio Maggiore. Insomma, magari non sarà un esodo ma quello che si sta verificando – sono 20mila i dipendenti provinciali italiani – è sicuramente la prima, grande mobilità nella Pubblica Amministrazione. In attesa di capire se e quanti saranno i dipendenti in procinto di trasferirsi nelle amministrazioni comunali o ad altri enti (ad esempio il Tribunale di Vicenza. Per tutti è comunque operativo un link nella intranet della Provincia dove vengono inseriti bandi e richieste) il presidente Variati ed il Prefetto Soldà hanno concluso invitando i vari rappresentanti a svolgere una prima ricognizione territoriale per capire e segnalare eventuali necessità di personale.

Riorganizzazione delle Poste, Mottinelli, Presidente Provincia Brescia, incontra l’On. Borghi

Dopo la lettera inviata ai Direttori delle due Filiali bresciane di Poste Italiane per chiedere un incontro con loroil Presidente della Provincia di Brescia, Pier Luigi Mottinelli, nonché componente della Giunta Nazionale UNCEM (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani) ha incontrato a Roma l’On. Enrico Borghiper affrontare anche con lui la questione della chiusura degli uffici postali e valutare quanto sia opportuno fare nel rispettivo ambito di competenza.

 

Provincia e Associazione Comuni Bresciani – ha dichiarato il Presidente Mottinelli –  hanno convocato un incontro ristretto per il 25 febbraio con i Comuni interessati dalla  chiusura e dalla razionalizzazione degli uffici postali e con i Presidenti delle Comunità Montane. Sono molto preoccupato per i Comuni delle Valli, dove, in caso di soppressione degli uffici, a pagarne le conseguenze sarebbero senz’altro utenti già disagiati per le criticità che presentano i territori montani nei quali vivono. Sarà inoltre mia premura chiedere anche a Roberto Maroni, Presidente della Regione Lombardia, di attivarsi perché siano garantiti i servizi postali alla nostra comunità».

 

Con una lettera inviata all’amministratore delegato di Poste Italiane spa, Francesco Caio, e al presidente dell’Authority per le comunicazioni, Angelo Cardani, il sottosegretario allo Sviluppo Economico Antonello Giacomelli ha chiesto un incontro “entro la prossima settimana” dopo avere raccolto “molte preoccupazioni e sollecitazioni di intervento” arrivate da amministrazioni comunali, Anci regionali e Regioni a proposito del piano di rimodulazione degli uffici postali avviato da Poste Italiane.

 

«E’ giusto – ha concluso il Presidente Mottinelli – che ogni Istituzione intervenga nei modi che gli competono. La Provincia, quale Casa dei Comuni, ha il dovere di raccogliere le preoccupazioni che arrivano dal territorio e farsi portavoce dei problemi riscontrati, con l’obiettivo di trovare la soluzione migliore».

 

L’attuazione della Legge Delrio: corso gratuito della Regione Lazio

Saranno presenti, tra gli altri, Francesco Pizzetti, Professore ordinario in Diritto Costituzionale presso l’Università degli Studi di Torino e Consigliere Giuridico del Ministro Graziano Delrio che aprirà con una lectio magistralis  e a seguire Giulio Mario Salerno, Professore ordinario in Istituzioni di Diritto Pubblico presso l’Università di Macerata che terrà una lezione dal titolo “La genesi della legge e i precedenti tentativi di riforma. L’attuazione della legge (tempi e atti) e lo stato dell’arte nelle Regioni”.

In allegato, il programma dell’Evento

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Legge Delrio: Anci e Upi, proposte di legge regionali non ne colgono spirito

‘’Le leggi regionali di riordino delle funzioni delle Province verso i Comuni e le Citta’ metropolitane non colgono, allo stato attuale, lo spirito della legge Delrio: le prospettive di riordino e di semplificazione amministrativa che la riforma propone sono state in gran parte disattese dalle Regioni’’.  Lo affermano il segretario generale dell’ANCI ed il direttore generale dell’UPI, Veronica Nicotra e Piero Antonelli, nel loro intervento al seminario sul tema  che si e’ svolto questa mattina nella sede dell’ANCI a Roma, nell’ambito delle iniziative formative dell’Accademia per l’Autonomia.

‘’Dal confronto fra le 13 proposte di legge presentate dalle Regioni – sottolineano Nicotra e Antonelli – emergono diverse criticita’, prima fra tutte una spinta a riaccentrare funzioni amministrative senza dare seguito al riordino. Una scelta – aggiungono – che e’ del tutto contraria alla direzione tratteggiata dalla legge Delrio, che riforma la pubblica amministrazione locale ponendo in primo piano il ruolo dei Comuni. Anche rispetto alle Citta’ metropolitane, le Regioni non hanno colto l’importanza della nascita del nuovo ente, non assegnando funzioni aggiuntive tipiche di un’Istituzione vocata allo sviluppo economico integrato del territorio. Auspichiamo – concludono Nicotra e Antonelli – che nella discussione nei Consigli regionali, che entro il 31 marzo portera’ all’approvazione dei Disegni di legge, si possano introdurre modifiche anche attraverso il confronto e il dialogo con ANCI e UPI regionali. Se vogliamo raggiungere gli obiettivi della legge 56/14, dalla semplificazione dei processi al miglioramento dell’efficienza dei servizi ai cittadini, bisogna dar seguito al riordino delle funzioni, rafforzando le Citta’ metropolitane, spostando sui Comuni tutte le funzioni di prossimita’ e valorizzando il livello di area vasta con funzioni tipiche del governo del territorio’’.

Insediato a Bruxelles il Comitato delle Regioni

Insediato oggi a Bruxelles il Comitato Europeo delle Regioni 2015 – 2020, l’assemblea dei rappresentanti locali e regionali dell’Unione Europea prevista dal Trattato di Maastricht con il compito di rilasciare pareri al Parlamento e al Consiglio d’Europa sui temi di competenza delle autonomie locali.

A rappresentare le province italiane, la delegazione Upi guidata dal Presidente dell’associazione, Alessandro Pastacci, insieme al Presidente della Provincia di Novara, Matteo Besozzi, e al Presidente della Provincia di Avellino Domenico Gambacorta.

“Porteremo la riforma delle Province in Europa – dichiara Pastacci – per accendere un faro sulle emergenze in atto nel nostro Paese, a partire dalle pesanti difficoltà degli enti di area vasta per garantire i servizi essenziali ai cittadini, dopo che il Governo ha sottratto 1 miliardo di euro alle risorse a diposizione. Il Comitato Europeo delle Regioni, infatti, in quanto organismo di partecipazione attiva delle autonomie locali per la definizione e attuazione delle politiche comunitarie, è uno dei luoghi istituzionali di maggiore importanza per ribadire la necessità di tutelare e valorizzare gli enti di area vasta quali istituzioni chiave per favorire uno sviluppo sostenibile in tutto il Paese. La presenza della delegazione Upi, che dimostra il riconoscimento dell’Europa  nei confronti delle Province italiane – conclude Pastacci – sarà quindi costruttiva e propositiva, per sollecitare l’Unione Europea a porre sempre più al centro dei programmi comunitari, il ruolo delle Province e delle autonomie locali”.

 

Provincia Udine: Giovani, nuove opportunità di tirocinio all’estero

Un nuovo canale per facilitare lo svolgimento di stage internazionali di giovani diplomati e laureati friulani under 30. L’opportunità nasce dall’incontro odierno tra il presidente della Provincia di Udine Pietro Fontanini e Niels Jorgen Thøgersen, danese, Direttore Generale Onorario della Commissione Europea e attuale Presidente dell’Associazione Europei nel mondo a cui l’Ente Friuli nel Mondo ha formalizzato la collaborazione (a palazzo Belgrado era presente anche il presidente Piero Pittaro). Lo svolgimento di tirocini nelle imprese collocate nei paesi Ue ed Extra Ue ma anche nelle sedi dell’Unione Europea e di altri organismi internazionali, è un’attività prevista nell’ambito degli interventi del progetto “Piano Integrato di Politiche per l’Occupazione e per il Lavoro” (Pipol) sviluppato dalla Regione Fvg (quale declinazione dell’iniziativa europea “Garanzia Giovani”) rivolto in particolare ai disoccupati under 30 e gestito, per la parte di accoglienza dei candidati, profilatura e lo sviluppo delle proposte, dai Centri per l’Impiego. “Grazie a questa nuova partnership e alle attività  previste da Pipol – ha evidenziato il presidente Fontanini – si aprono nuove possibilità per i nostri giovani laureati e diplomati di svolgere un’esperienza formativa e professionale molto importante all’estero”. Massima la disponibilità da parte del presidente Thøgersen e del vice Giuseppe Rosin che lo affiancava, di promuovere questa progettualità tra le varie realtà associative che fanno capo al sodalizio. Molto interessanti, è stato rilevato, le condizioni proposte da Pipol per sostenere lo stage che può avere una durata variabile da 3 fino a 6 mesi. E’ prevista, infatti, un’indennità giornaliera forfetaria per vivere nel Paese in cui si effettua il tirocinio cui può essere aggiunta anche una quota integrativa quale remunerazione dell’attività lavorativa stessa che sarà frutto di accordi tra le parti. E’ allo studio anche la possibilità di sfruttare una linea di finanziamento per sostenere le spese di viaggio e soggiorno nel caso vengano effettuati colloqui all’estero. “Gli uffici della Provincia – ha ricordato l’assessore al lavoro Leonardo Barberio – sono pronti a raccogliere le richieste delle aziende straniere interessate al progetto, individuare nei data base i candidati più idonei e avviare il confronto”. L’obiettivo è di estendere questa opportunità di stage anche nelle sedi dell’Ue. Benché vi siano protocolli rigorosi da parte dell’Unità che vaglia gli stager in servizio presso la Commissione Europea, il Friuli Venezia Giulia potrebbe chiedere una riserva di posti per giovani friulani da sostenere tramite l’indennità prevista da Pipol. “L’associazione, impegnata nella difesa dei diritti di oltre 80 milioni di cittadini europei che vivono all’estero affinché siano trattati alla stregua dei residenti – ha concluso Thøgersen – attraverso la collaborazione a questo progetto può contribuire a valorizzare il lavoro e le best pratice espressione del Fvg e così rendere la vostra regione ancora più visibile per un ritorno non solo d’immagine ma anche economico e culturale”. 

 

Il riordino delle funzioni delle Province e delle Città Metropolitane: riflessioni a partire dalle proposte di legge delle Regioni

Si terrà domani, 11 febbraio, a Roma, presso la Sala Conferenze ANCI – Via dei Prefetti 46 – il corso  “Il riordino delle funzioni delle Province e delle Città metropolitane: riflessioni a partire dalle Regioni”. L’iniziativa formativa, la cui partecipazione è completamente gratuita, si tiene nell’ambito delle attività dell’ Accademia per l’Autonomia.
 
Il corso, presieduto dal Segretario Generale dell’ANCI, Veronica Nicotra, e dal Direttore Generale dell’Upi, Piero Antonelli, sarà tenuto da docenti di Diritto pubblico e Diritto amministrativo, che hanno analizzato comparativamente le diverse proposte regionali di riordino delle Province.
Un’ occasione preziosa, dunque,  per riflettere sul percorso di individuazione e riordino delle funzioni provinciali nella prospettiva della valorizzazione e del rafforzamento di tutte le autonomie locali: Comuni, singoli e associati, Province e Città metropolitane.

Per i dettagli, consultate il programma allegato.

Tutto il programma delle iniziative del Piano di formazione territoriale per Amministratori locali, Segretari Comunali e Provinciali, Dirigentiu e responsabili degli Enti locali è disponibile sul sito www.accademiautonomia.it

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La Provincia di Brescia in prima fila per la gestione associata

Si è svolta in Prefettura una conferenza stampa sulla gestione dei servizi pubblici nel nostro territorio. Ha partecipato, in rappresentanza della Provincia di Brescia, il Vicepresidente Alessandro Mattinzoli.

Con la Legge 56/2014 di riordino delle Province   è stato disegnato un nuovo ruolo dell’ente assegnando tra le funzioni fondamentali  ‘l’assistenza tecnico amministrativa agli enti locali, la raccolta ed elaborazione dati’ che evidenzia, unitamente alle nuove modalità di elezione degli organi di governo, il disegno di far diventare la Provincia un Ente al servizio dei Comuni. La Provincia di Brescia ha attivato già un’importante serie di confronti e di tavoli progettuali per recuperare al meglio la sua esperienza nell’erogazione e nel coordinamento dei servizi agli enti locali del territorio nella riformulazione dell’attuale configurazione.  Per questo motivo, la Provincia di Brescia si propone come modello per la gestione associata dei servizi di area vasta.

«L’occasione è stata importante- ha dichiarato il Presidente della Provincia di Brescia, Pier Luigi Mottinelli – per riproporre nuove modalità di gestione dei servizi pubblici nel nostro territorio, aggregando la spesa, condividendo la progettazione e utilizzando le nuove tecnologie per ridurre i costi, migliorare la qualità dei servizi, offrire una uniformità di prestazioni sul territorio provinciale e garantire una modernità ed attualità dell’azione della pubblica amministrazione,in coerenza con le ‘evoluzioni’ che la nostra società civile ed economica sta vivendo. L’emendamento del Milleproroghe approvato dalla Commissione alla Camera, non deve comunque fermare il percorso avviato sullo  sviluppo e i servizi offerti ai Comuni.».

S’intende promuovere logiche di attuazione di spending review non basate soltanto sulla riduzione della spesa, ma sulla selezione della stessa in base a criteri di sostenibilità economica e ambientale, nonché sull’utilizzo di soluzioni tecnologiche che riducano i costi di gestione (ricorrendo ad esempio a strumenti di calcolo del ROI che quantificano il beneficio economico derivante dalla riorganizzazione di un servizio basato su nuove tecnologie).

«Il nuovo ordinamento porta la Provincia al ruolo di “Casa dei Comuni” – ha sottolineato Mattinzoli –  e quindi alla possibilità di essere Ente Gestore di determinati servizi, non può che confermare la volontà di collaborare in sinergia per il bene della comunità. Inoltre  può avere un ruolo attivo sulla attuazione delle politiche energetiche previste in Europa 2020, orientando la propria azione nelle materie che fanno riferimento alle proprie funzioni fondamentali: Trasporto pubblico, Edilizia scolastica, assistenza tecnica ai comuni su progetti di gestione della rete pubblica di illuminazione».

La Provincia è coinvolta in tavoli con la Prefettura per  favorire il monitoraggio dei Comuni sotto l’obbligo della gestione associata.

Le tematiche già in corso di prospettive operative e che sono importanti  da citare per il forte impatto strategico e innovativo sono: la stazione unica appaltante, la funzione statistica, il sistema bibliotecario bresciano, i servizi in ambito ICT, la rete di illuminazione pubblica, la piattaforma tecnologia e servizio di verbalizzazioni multe e il foundraising su fondi UE ad accesso diretto dei fondi europei.

Viabilità, Provincia di Terni vara pacchetto interventi da 1 mln e 370mila euro

Dodici strade di competenza provinciale, lavori su oltre 70 chilometri complessivi per un totale di 1 milione e 370mila euro di investimenti. Sono queste le cifre del pacchetto viabilità predisposto dall’amministrazione provinciale e finanziato dalla Regione Umbria. Gli interventi si inseriscono in un piano regionale da oltre 5 milioni di euro presentato stamattina dalla Regione, insieme alle due Province di Terni e Perugia, e finalizzato a sistemare le strade regionali, migliorando le condizioni di viabilità e quindi la sicurezza per chi viaggia. Per quanto riguarda la ripartizione per territorio, 725mila euro saranno dedicati all’orvietano, in particolare 525mila per la Umbro-Casentinese nel comune di Monteleone di Orvieto, 125mila per la 79 bis Orvietana e la 12 Bagnorese, nel comune di Orvieto, e 75mila per le SP 15 e 60 nei territori di Monteleone e Montegabbione. Con un progetto da 110mila euro la Provincia interverrà poi sulla 204 Ortana, nel comune di Narni, dove, in un tratto di 5 chilometri, verrà sistema la scarpata, sarà rifatta la pavimentazione e verranno migliorati i guard rail. 210mila euro saranno investiti sulla ex statale 205 Amerina tra Amelia, Montecchio e Lugnano in Teverina, 118mila per Acquasparta sulla 418 Spoletina, 110mila sulla 209 Valnerina fra Terni, Montefranco, Arrone e Ferentillo e 100mila sulle SP 37, 113 e 82 fra Avigliano Umbro, San Gemini e Montecastrilli. “L’impegno della Regione è importantissimo – afferma il consigliere Francesco de Rebotti, delegato dal presidente Leopoldo di Girolamo a partecipare alla conferenza stampa – i fondi stanziati verranno infatti utilizzati per affrontare e risolvere problematicità stringenti che a causa delle difficoltà nelle quali versa, la Provincia di Terni da sola non avrebbe potuto risolvere. In questo modo si possono dare concrete risposte ai cittadini e alle attività economiche”.

Quirnale: il Presidente dell’Upi all’insediamento

“Gli ho chiesto di farsi garante della tutela degli enti sul territorio” C’era anche il presidente della Provincia di Mantova Alessandro Pastacci, nel suo ruolo di Presidente dell’Unione Province italiane, tra gli invitati alla cerimonia di insediamento del neo presidente della Repubblica Sergio Mattarella tenutasi oggi al palazzo del Quirinale a Roma. “Quello del Capo dello Stato è stato un discorso di ampio respiro, ma anche con temi molto vicini alla gente e ai bisogni attuali dei cittadini – spiega Pastacci poco dopo la conclusione dell’intervento del presidente Mattarella -. Ha sottolineato la necessità di un dialogo più stretto tra cittadini e istituzioni. Nel congratularmi con lui e nell’augurargli buon lavoro ho ribadito la disponibilità delle Province al processo di riforma in corso ma ho anche chiesto al Presidente di farsi garante della tutela degli enti sul territorio”.

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