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Bilanci Province: stabilito quanto verseranno allo Stato i singoli enti

“Non possiamo che ribadire che la somma di oltre 1 miliardo richiesta a Province e Città metropolitane per il 2015 è abnorme e non è assolutamente sostenibile, anche perché si somma ai tagli previsti dalle passate manovre economiche, arrivando ad un totale di più di 2 miliardi. Andrà verificata ente per ente la concreta sostenibilità di questa nuova modalità di riparto, adottata dal Governo, che supera i tagli lineari e introduce i fabbisogni standard”.

Lo ha detto il Presidente dell’Upi, Alessandro Pastacci, intervenendo in Conferenza Stato Città, sul decreto del Governo che stabilisce ente per ente la riduzione di spesa obbligata per il 2015,  insieme ai Presidenti  Daniele Bosone di Pavia, Claudio Casadio di Ravenna, Leonardo Muraro di Treviso e Carlo Riva Vercellotti, Vercelli.

“Per dare attuazione alla riforma delle Province e delle Città metropolitane – ha ribadito Pastacci – è necessario garantire l’equilibrio e la tenuta complessiva del comparto: con il miliardo che lo Stato si prende, la tenuta non è affatto assicurata.  Per questo – ha aggiunto il Presidente dell’Upi –  è davvero urgente un intervento straordinario del Governo attraverso un provvedimento eccezionale che possa garantire l’erogazione dei servizi ai cittadini e il mantenimento degli equilibri di bilancio.  

Come Upi chiediamo misure straordinarie che consentano alle Province di utilizzare gli avanzi di amministrazione per evitare il dissesto degli enti, e di usare i risparmi che potrebbero derivare dallo spostamento al 2016 del pagamento delle rate dei mutui, per garantire la copertura di servizi essenziali, a partire dalla sicurezza e dalla gestione delle strade provinciali e delle scuole superiori. 

Deve essere chiaro – ha concluso Pastacci – che dopo il prelievo delle imposte provinciali operato con questa manovra, le Province non hanno più alcun margine di spesa. I tagli previsti dalla Legge di stabilità per il 2016 e il 2017 sono del tutto inattuabili”.

Documenti allegati:

UPI Veneto: Chiesto il Rinvio del Prelievo Statale alle Province per Garantire i Servizi

Il presidente dell’UPI Veneto (Unione delle Province del Veneto) e della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro, si è recato oggi a Roma alla Conferenza Stato Città accompagnando il presidente UPI Nazionale, Alessandro Pastacci, per discutere in merito ai tagli alle Province con i sottosegretari Bocci, Baretta e Bressa.

 

“Il prelievo statale che dovrebbe avvenire entro il 30 aprile è una mannaia per le Province, i servizi offerti e i cittadini – spiega Leonardo Muraro, presidente dell’UPI Veneto – In Veneto la situazione è la seguente: 18.890.000 euro per Treviso, 9,5 milioni per Venezia, 23.560.000 per Verona, 15.950.000 per Vicenza, 5.940.000 per Rovigo, 17.020.000 per Padova, 5.515.000 per Belluno. Il taglio medio rispetto alla spesa media 2010-2012 e al netto del fondo perequativo è di circa il 30%, tranne per Venezia e Belluno che sono interessate da Città Metropolitana e Specificità Montana.

 

È chiaro che garantire i servizi con questo taglio è davvero improponibile. E ricordiamoci che al momento i dipendenti che offrono i servizi provinciali ai cittadini sono ancora incerti sul loro futuro e rimangono in carico ai bilanci delle Province prosciugate. Allora come UPI assieme a Pastacci abbiamo chiesto che sia concesso, perlomeno, di posticipare a fine maggio il prelievo da parte dello Stato, per concedere un po’ di tempo in più. Nell’interesse dei cittadini, dei servizi e dei dipendenti” chiude Muraro. 

Riordino Province Puglia, Gabellone “Irresponsabile Regione, si fa commissariare su riforma Province”

“Preoccupa enormemente per il futuro stesso delle province l’ultimo rinvio della Commissione Regionale chiamata a pronunciarsi sull’approvazione del Disegno di Legge sul Riordino delle Funzioni degli enti su scala Regionale, saltato anche oggi a Bari per una richiesta di rinvio avanzata da SEL e accolta dal voto del PD. La sola opposizione dei consiglieri di centrodestra non ha consentito che questo Disegno di Legge venga approvato e possa andare in aula domani, data dell’ultimo Consiglio Regionale della Puglia. All’orizzonte non vi saranno altri appuntamenti deliberativi in aula in coincidenza con la fine della Legislatura.

Il Governo Vendola, dunque, ha scelto in maniera irresponsabile di non interessarsi delle funzioni e dei poteri delle province o del loro incerto futuro. Non è riuscito a provare il minimo interesse per quasi 6 mesi, abbandonando le istituzioni al loro destino. Starà al Governo Renzi e al Dipartimento del Ministero delle Regioni, come già minacciato nei giorni scorsi, applicare ora il commissariamento dei poteri della Regione in questa materia, mentre nel frattempo ogni condizione di fragilità e di precario equilibrio finanziario degli enti pugliesi si potrà definitivamente complicare, uccidendo le province”  .

 

Mutui Province e Città metropolitane: il Cda della Cassa Depositi e Prestiti delibera rinegoziazione

Roma, 26 marzo 2015 – Ammontano a oltre 15 miliardi di euro i mutui che Regioni, Province e Città metropolitane potranno rinegoziare con la Cassa depositi e prestiti. Grazie all’operazione potranno essere liberate in tre anni risorse fino a 1,6 miliardi da destinare alla realizzazione di nuovi investimenti o alla riduzione del debito.

Il Consiglio di amministrazione di CDP, riunitosi oggi sotto la presidenza di Franco Bassanini, ha infatti deliberato l’avvio del programma di rinegoziazione dei mutui 2015. Il programma si aggiunge a una serie di iniziative che Cassa depositi e prestiti ha messo in campo a supporto degli Enti pubblici, ai quali ha continuato ad assicurare – anche negli anni di crisi finanziaria – il proprio sostegno finanziario attraverso tassi di interesse in linea con i rendimenti dei titoli di Stato.

E’ allo studio un programma dedicato anche ai Comuni, con il quale gli Enti potranno rinegoziare i mutui ottenendo, grazie alle attuali condizioni di mercato, una riduzione del tasso di interesse.

In particolare, il programma deliberato oggi è così strutturato:

Regioni

L’operazione di rinegoziazione riguarda i prestiti ordinari – interamente erogati e con scadenza di ammortamento pari o successiva al 31 dicembre 2018 – con  importo residuo di almeno 20 milioni di euro: si tratta di un portafoglio di prestiti d’importo pari a circa 11 miliardi di euro.

Il programma consente, alle attuali condizioni di mercato, una riduzione del tasso di interesse medio con un beneficio fino a 1 miliardo di euro nel triennio 2015-18.

Grazie al programma, le Regioni possono richiedere:

  • la variazione della durata di ammortamento;
  • il pagamento delle sole quote interessi per le annualità 2015 e 2016;
  • la trasformazione in tasso fisso dei mutui a tasso variabile.

Province e Città metropolitane

L’operazione di rinegoziazione – che riguarda i prestiti ordinari e flessibili, a tasso fisso o variabile, concessi da CDP – permette di ridurre, alle attuali condizioni di mercato, il tasso di interesse medio applicato ai prestiti oggetto dell’operazione, pari a circa 4,6 miliardi di euro. Il programma di rinegoziazione consente a Province e Città metropolitane un beneficio fino a 600 milioni di euro nel triennio 2015-18.

Gli Enti possono avvalersi della possibilità di non corrispondere le rate dei prestiti per capitale e interessi relative all’anno 2015 e di modificare il periodo di rimborso del capitale.

Ciclo idrico integrato: la Provincia di Brescia sottoscrive lettera di intenti con le aziende

La Provincia di Brescia, A2A Ciclo Idrico S.p.A., Acque Ovest Bresciano due S.r.l., Garda Uno S.p.A., Azienda Servizi Valtrompia S.p.A., Servizi Idrici Valle Camonica S.r.l. e Gandovere Depurazione S.r.l. hanno sottoscritto una lettera di intentiche prevede la possibilità di avviare un progetto di razionalizzazione ed efficientamento del servizio idrico integrato all’interno dell’ATO (Ambito Territoriale Ottimale) di Brescia, mediante aggregazione delle gestioni oggi affidate alle Parti in un’unica  società.

 

«Abbiamo lavorato molto in questi mesi – ha dichiarato il Presidente della Provincia di Brescia, Pier Luigi Mottinelli – per coinvolgere le società interessate a questo grande progetto e, con la lettera d’intenti, abbiamo raggiunto un importante traguardo, grazie anche al grande impegno del Consigliere Provinciale Michele Gussago.

Il Gestore Unico è ormai un’esigenza per il nostro territorio che ha bisogno del sostegno e della collaborazione di tutti gli attori interessati, come sottolineato anche dal Sindaco di Brescia, Emilio Del Bono. Le carenze del sistema di rete idrica attuale devono essere risolte per rispondere ai diversi bisogni della provincia. Oggi abbiamo compiuto un passo importante per il futuro del sistema idrico».

 

«Vogliamo che i Comuni bresciani – ha dichiarato il Consigliere Gussago – siano protagonisti di questo passaggio sia tramite le loro società operative, sia attraverso la Provincia, in una partita che riguarda il servizio idrico dei prossimi trent’anni, che auspichiamo resti il più possibile in mano pubblica»

 

L’obiettivo di quest’operazione, in linea con i recenti indirizzi governativi e con l’evoluzione del settore dei servizi pubblici locali, è quello di creare un operatore che, grazie a una scala adeguata e a una gestione unitaria sui territori di riferimento, possa rendere maggiormente efficiente il servizio, migliorandone la qualità per l’utenza, possa attrarre nuove significative risorse finanziarie, sia come finanziamenti sia come capitale proprio, consenta di accelerare gli investimenti necessari all’adeguamento e al potenziamento delle infrastrutture, con ricadute rilevanti sul territorio, in termini di sviluppo dell’indotto, legato ai nuovi investimenti. L’aspetto più importante è legato alla volontà di migliorare le condizioni ambientali attuali,  con l’ottimizzazione del servizio idrico e di conseguenza maggiore depurazione.

 

Nelle prossime settimane le società e la Provincia di Brescia approfondiranno i termini del progetto di aggregazione definendo, in particolar modo, un piano industriale congiunto ed un percorso societario idoneo.

 

In seguito alla definizione di tali elementi potrà essere verificata la possibilità di un ulteriore allargamento della compagine sociale ad altri enti e ad investitori finanziari che possano contribuire all’accelerazione degli investimenti sul territorio.

Società partecipate e personale – Anci e Upi incontrano i Sindacati

Si è svolto oggi un incontro fra una rappresentanza di ANCI, UPI e sindacati CGIL, CISL e UIL, avente ad oggetto la riorganizzazione delle società partecipate delle pubbliche amministrazioni locali.

All’incontro, che da seguito ad una espressa richiesta delle associazioni sindacali, hanno preso parte per il Sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, Delegato ANCI per la pubblica amministrazione, il personale e le relazioni sindacali, ed il Sindaco di Pesaro Matteo Ricci, Delegato ANCI per le politiche istituzionali e le riforme.

Nel corso dell’incontro si è discusso delle disposizioni normative, relative alla disciplina dei servizi pubblici locali, contenute nella legge di stabilità 2015 e dei possibili effetti delle razionalizzazioni sull’assetto e l’erogazione dei servizi ai cittadini e delle ricadute sui lavoratori interessati dai processi riorganizzativi.

La necessità emersa è quella della salvaguardia dei servizi all’utenza, con specifica attenzione all’esigenza di salvaguardare i livelli occupazionali, nella prospettiva di convergere per quanto possibile su questi temi nel confronto con il Governo. 

Ad esito della riunione è stato concordato di approfondire, mediante un prossimo incontro tecnico le questioni maggiormente problematiche, onde vagliare alcune possibili soluzione che, in coerenza con gli obiettivi della riduzione e della razionalizzazione della spesa, possono comunque essere percorribili e condivise.

Fatturazione elettronica, la Provincia di Udine pronta per l’entrata in vigore

A decorrere dal 31 marzo prossimo, le pubbliche amministrazioni non potranno più accettare fatture che non siano trasmesse in forma elettronica. Un passaggio che riguarderà anche la Provincia di Udine e permetterà di digitalizzare una consistente mole di documenti: sono circa 4 mila le fatture recapitate annualmente a palazzo Belgrado e un migliaio le bollette per le utenze dei vari edifici gestiti dall’Ente. 5 mila documenti, dunque, per quel che riguarda la Provincia di Udine, non saranno gestiti su supporto cartaceo ma il loro iter sarà unicamente quello digitale. In vista dell’entrata in vigore della nuova normativa, l’Ente ha effettuato per tempo tutti gli adempimenti necessari: dall’inserimento nell’indice della pubblica amministrazione della struttura organizzativa con relativi codici degli uffici destinatari della fatturazione alla comunicazione ai fornitori dei codici corretti per ogni contratto in essere. Le fatture, infatti, non giungono direttamente alla Provincia ma, come per tutte le pubbliche amministrazioni, a un centro di interscambio che le smista in base proprio al codice di fatturazione dell’ufficio destinatario (una sorta di indirizzo digitale). Al riguardo è stato creato un canale di Posta elettronica certificata (pec) dedicato alle fatture che si interfaccia con il sistema Iride, il programma che gestisce i flussi documentali e di protocollo dell’Ente. I funzionari della Provincia, attraverso Iride così come per gli altri atti ufficiali dell’Ente, possono intercettare le fatture elettroniche e seguire il loro iter. “L’ufficio informatica che ha curato la fase preparatoria, – fa sapere l’assessore provinciale all’informatica Elisa Battaglia – sta già valutando le misure da predisporre per automatizzare ulteriormente il processo una volta entrato a regime e per migliorarne le performance anche in aggiunta a quanto previsto dalla norma”. “La Provincia di Udine – conclude Battaglia – è dunque pronta per questo nuovo passaggio incluso nell’agenda digitale ed è a disposizione delle imprese e dei fornitori per eventuali richieste di chiarimento e informazioni sulle nuove procedure”.

Informazioni dettagliate al riguardo sono state pubblicate sull’homepage del portale web dell’Ente (www.provincia.udine.it) nell’approfondimento “FatturaPA”.

Sul sito del Dipartimento della Funzione Pubblica apre il portale per la ricognizione dei posti da destinare alla ricollocazione del personale delle Province coinvolto nei processi di mobilità

E’ in linea l’applicativo a supporto delle procedure di mobilità del personale. L’applicativo consente di acquisire dalle amministrazioni pubbliche la disponibilità di posti, tenendo conto delle risorse finanziarie destinate, per gli anni 2015 e 2016, alle assunzioni di personale a tempo indeterminato, al netto di quelle finalizzate all’assunzione dei vincitori di concorsi pubblici, ed è realizzata secondo le indicazioni derivanti dalla:

  • Circolare 1/2015 del Ministro per la semplificazione e pubblica amministrazione e del Ministro per gli affari regionali e le autonomie adottata, per attuare i processi di mobilità del personale degli enti di area vasta, ai sensi dell’articolo 1, commi 424 e 425, della legge di stabilità 2015;
  • Estensione prevista per il personale della Croce rossa italiana, ai sensi dell’articolo 7, comma 2-bis, del d.l. 192/2014, convertito dalla legge 11/2015.

L’applicativo è raggiungibile all’indirizzo http://www.mobilita.gov.it.

La prima fase avviata prevede una scheda di rilevazione per inserire, entro il 13 aprile 2015, le informazioni relative a:

  • A) dotazione organica
  • B) unità di personale a tempo indeterminato e a tempo determinato
  • C) unità di personale cessato nel 2014
  • D) previsioni di cessazione per l’anno 2015 e l’anno 2016
  • E) numero di posti destinato ai vincitori collocati nelle graduatorie vigenti di concorsi pubblici per assunzioni a tempo indeterminato di ciascuna amministrazione

Nei prossimi giorni saranno rese accessibili altre funzionalità necessarie per l’inserimento dei dati relativi alla programmazione completa dei fabbisogni delle amministrazioni interessate con riferimento ai rispettivi ordinamenti.

Le amministrazioni, per poter accedere al sistema, dovranno registrarsi sull’applicativo al fine di ottenere le apposite credenziali di accesso che saranno inviate via mail all’indirizzo del referente individuato dell’amministrazione.

Per informazioni ed assistenza si potrà contattare il desk tecnico attraverso il numero telefonico 06/82888.782 dalle ore 9:30 alle ore 13:30, oppure scrivere ai seguenti indirizzi di posta elettronica [email protected] e [email protected]

Eventuali quesiti di carattere normativo potranno essere indirizzati al seguente indirizzo di posta elettronica [email protected]

Provincia di Reggio Emilia, mobilità interna. Domande fino al 2 aprile

Nuova seduta, ieri a Palazzo Allende, del Tavolo di coordinamento e confronto sulle dinamiche occupazionali e il riordino delle Province promosso dal presidente Giammaria Manghi d’intesa con i sindacati. Nel corso dell’incontro, oltre al presentare il nuovo segretario  generale Alfredo Luigi Tirabassi, il presidente Manghi ha fornito gli ultimi aggiornamenti sullo stato di avanzamento dell’applicazione della Legge Delrio, con particolare riferimento al decreto del primo marzo con il quale, come richiesto dalla Legge di stabilità 2015, è stata ridotta del 50% la spesa di personale (portata a 7 milioni 573.455,98 euro) e al decreto che dovrebbe essere adottato entro il 31 marzo relativamente alla definizione della pianta organica definitiva dell’ente.

I vari Servizi – erano presenti all’incontro anche le dirigenti Loredana Dolci (Risorse umane) e Claudia Del Rio (Bilancio) e la responsabile della trasparenza Angela Ficarelli – hanno fornito diversi dati ai sindacati, in particolare per quanto riguarda le richieste di mobilità interna avanzate dai dipendenti (12), i nulla-osta richiesti dal personale per procedure di mobilità esterna nel corso del 2014 (19) e del 2015 (18), il numero effettivo dei comandi presso altri enti concessi nel 2015 (7 a tempo indeterminato e 1 a tempo determinato).

Il presidente ha quindi aggiornato i sindacati sui fabbisogni di personale espressi dai Comuni del territorio provinciale: con i 20 richiesti dal Comune di Reggio, il totale è salito a 90, anche se Manghi ha chiarito di aver comunicato ai presidenti delle Unioni che si è deciso di non dar luogo a mobilità verso altri enti, al momento, fino al 31 marzo e comunque non prima di aver appreso di quali funzioni l’ente si dovrà occupare nella nuova veste. Ciò non riguarda, invece, l’istituto del comando.

“Mi pare che i sindacati abbiano giudicato positivamente il confronto, che continua da parte nostra a essere improntato su trasparenza e disponibilità”, commenta il presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giammaria Manghi, aggiungendo che – d’intesa con gli stessi sindacati –  “si è convenuto sulla necessità di fissare un termine temporale massimo per i dipendenti che volessero presentare richiesta di mobilità interna ad altra Unità operativa  o ad altro servizio”.

Oggi, a tutti a tutti i dipendenti a tempo indeterminato, è stata dunque comunicata la possibilità di presentare domanda di mobilità interna (da inviare all’Ufficio personale) entro il prossimo 2 aprile. Ai fini dell’accoglimento della domanda sarà tenuta in considerazione, oltre alla competenza e professionalità del dipendente rispetto alle funzioni dell’Unità operativa in cui chiede il trasferimento, la possibilità che, nell’ufficio di provenienza del richiedente, il servizio svolto possa comunque essere riorganizzato per sostituire la persona che chiede la mobilità. Tali valutazioni saranno svolte dal dirigente delle Risorse umane, Loredana Dolci, e dai dirigenti dei servizi coinvolti dalla mobilità, con la sovraintendenza del segretario generale  Alfredo Luigi Tirabassi.

Nel corso dell’incontro il presidente Manghi ha inoltre comunicato che il prossimo Tavolo di concertazione istituzionale tra Regione e Province si  terrà venerdì 27 marzo alle ore 13.

 

LEGGE DELRIO: ANCI-UPI, BENE PORTALE PER CENSIMENTO POSTI DA COPRIRE PER PROVINCE E CITTA’ METROPOLITANE

Solo attraverso adeguati strumenti, che consentano il rispetto dei tempi di attuazione della legge Delrio, e’ possibile dare le giuste garanzie agli Enti locali e al personale. Per questo motivo, il segretario generale dell’ANCI ed il Direttore dell’UPI, Veronica Nicotra e Piero Antonelli, apprezzano il lavoro che ha portato alla pubblicazione, sul sito del Dipartimento della Funzione Pubblica, del portale per il censimento dei posti disponibili per la Mobilita’ del personale di Province e Citta’ metropolitane.

Garantire che ciascun  attore istituzionale protagonista del processo di attuazione della legge Delrio proceda nei tempi stabiliti, significa salvaguardare la funzionalita’ complessiva degli enti e la possibilita’ di assicurare i servizi, nonche’ salvaguardare i percorsi di tutela del personale previsti dalla legge.

Infatti, per la  pratica applicazione e poi riuscita della procedura di mobilita’ e’ necessario, come e’ evidente, operare  l’individuazione del personale in sovrannumero. Solo tale operazione consentira’ l’incrocio fra i fabbisogni assunzionali delle Pa, e quindi la concreta applicazione dei risultati del censimento e l’operativita’ del sistema del Dipartimento della Funzione pubblica.

Le Citta’ metropolitane e i nuovi enti di area vasta, anche e soprattutto per salvaguardare il personale, stanno gia’ lavorando per rispettare la scadenza di legge. E’ auspicabile che anche le Regioni procedano con rapidita’ all’approvazione delle leggi di riordino delle funzioni, ed e’ necessario che sia portato a compimento nelle prossime settimane il lavoro degli Osservatori regionali.

Upi Veneto Scrive alla Corte dei Conti per Chiedere Incontro Urgente sui Tagli

L’Upi Veneto ha scritto una lettera alla sezione regionale della Corte dei Conti per ottenere un incontro urgente che serva a discutere in merito alla riduzione della spesa corrente per le Province e le Città Metropolitane, con diretti effetti sugli equilibri di bilancio, in seguito alla Legge di Stabilità.

 

La Legge di Stabilità infatti, prevede la riduzione della spesa corrente per le Province e Città Metropolitane pari ad un miliardo per il 2015, 2 miliardi per il 2016 e 3 miliardi per il 2017, ripartita nella misura del 90 per cento  fra gli enti appartenenti alle regioni a statuto ordinario e del restante 10 per cento fra gli enti della Regione  siciliana  e  della  regione Sardegna. Entro il 31 marzo un decreto ministeriale stabilirà l’ammontare della riduzione della spesa corrente che ciascun ente deve conseguire e del corrispondente versamento (da effettuare entro il 31 maggio 2015) tenendo conto anche della differenza tra spesa storica e fabbisogni standard. L’UPI Veneto ricorda che i tagli previsti si aggiungono a quelli consistenti già subiti dalle Province e, da ultimo, quelli imposti dal D. L. 66/2014, che soltanto per l’esercizio 2014 hanno comportato un taglio ai bilanci delle Province del Veneto pari a € 23.981.671,42. Una simulazione effettuata sulla base del riparto imposto dalla Legge 89/2014 porta inoltre a stimare un taglio complessivo per le Province del Veneto, per l’esercizio 2015, pari ad € 77.837.773.

 

Di fronte a questi tagli, al ritardo nell’applicazione della riforma e della ripartizione delle competenze, quindi alla difficoltà di gestione dei bilanci Provinciali, le Province dell’UPI Veneto hanno rilevato la grave difficoltà nell’offrire i servizi minimi ai cittadini e il personale assegnato. Ecco perchè, nella lettera, hanno chiesto un incontro con la Corte dei Conti per evidenziare l’oggettiva e generalizzata situazione di difficoltà finanziaria, in cui gli equilibri di bilancio possono essere compromessi, e chiedere una collaborazione nel definire linee guida che aiutino a gestire l’attività, fornendo punti di riferimento comuni, sia rispetto alle competenze degli organi di indirizzo che delle strutture amministrative , in questa fase di assoluta emergenza.

 

“Ormai siamo alla canna del gas, ci stanno lentamente togliendo la spina ma allo stesso tempo le Province non mollano e continuano a voler offrire ai cittadini i servizi quotidiani – spiega Leonardo Muraro, presidente della Provincia di Treviso – la situazione di difficoltà a gestire i bilanci è però ormai così urgente che chiediamo alla Corte dei Conti un incontro per capire, insieme, come poter gestire una fase assolutamente delicata. Ancora una volta lo affermiamo: quello che ci sta a cuore è la nostra missione, cioè i servizi per i cittadini”.

 

No bulls be friends Provincia Reggio Emilia: Studenti di 4 istituti domani sul palco a Novellara

Evento-clou, domani mattina al Teatro della Rocca di Novellara, del progetto “No bulls be friends” finanziato dall’Upi di concerto con Dipartimento della Gioventù della Presidenza del Consiglio dei ministri, Provincia di Reggio Emilia, Associazione Pro.di.Gio e Centro teatrale europeo Etoile. A partire dalle 10.45, sul palco del “Tagliavini”, gli studenti daranno infatti vita alla performance che chiude un progetto che ha cercato di analizzare e mettere in discussione il concetto di bullismo attraverso un percorso educativo e teatrale che ha consentito agli studenti di trovare, nella dimensione del gioco drammatico, stimoli e motivazioni per comprendere tale fenomeno, mettendo sé stessi in ciò che si fa.

Realizzato in quattro scuole superiori della provincia – “Zanelli” e “Galvani Iodi” di Reggio Emilia, “Carrara” di Guastalla-Novellara e “Convitto Corso” di Correggio – “No bulls be friends” ha visto una prima parte di attività educative e teatrali in ciascun istituto, quindi la realizzazione dell’evento-performance in programma domani, da cui verrà creato anche un video che parteciperà ad un concorso nazionale.

Oltre a Provincia di Reggio Emilia, Associazione Pro.di.Gio e Centro teatrale europeo Etoile, sono stati coinvolte nel progetto anche la Lega contro i tumori di Reggio Emilia e l’associazione Giovanile Impulso Creativo di Bagnolo in Piano.

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