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ELEZIONI PROVINCE E CONSIGLI METROPOLITANI: LE TORNATE ELETTORALI

In occasione della prima tornata elettorale di secondo livello per l’elezione di 8 Consigli metropolitani e di 64 Province, che si svolgeranno tra il 28 settembre e il 12 ottobre 2014,  Anci e Upi hanno ritenuto necessario e utile approntare un apposito ufficio di comunicazione e informazione elettorale.

L’ufficio si occuperà prioritariamente di assicurare un servizio di raccolta e comunicazione dei dati inerenti le attività elettorali, avviando al contempo azioni di promozione e sensibilizzazione dei sindaci e consiglieri rispetto all’importante appuntamento elettorale.

In particolare, quanto alla raccolta dati, questa si distinguerà in due fasi: una pre- elettorale e una a elezioni avvenute.

Nella fase pre-elettorale, saranno raccolte tutte le informazioni relative alle procedure elettorali, all’anagrafe degli elettori e ai candidati. Saranno dunque reperiti e messi a disposizione i seguenti dati:

  • numero consiglieri da eleggere per Provincia e aggregati a livello nazionale;
    • aventi diritto al voto, per Provincia e aggregati   a livello nazionale;
    • numero dei seggi per provincia e aggregati a livello nazionale;
    • elenco dei candidati a Presidente della Provincia;
    • numero liste dei candidati ai Consigli metropolitani e provinciali.

 

Nella fase di scrutinio elettorale saranno raccolti e messi a disposizione i seguenti dati:

–         affluenza al voto;

–         elenco degli eletti a Presidente di Provincia;

–         elenco degli eletti ai Consigli metropolitani e provinciali.

 

DI SEGUITO LO SCHEMA DETTAGLIATO CON LE DATE DELLE ELEZIONI PER PROVINCIA E CONSIGLIO METROPOLITANO


Città Metropolitane al voto 28 Settembre 2014                                Tot. 5

Bari

Bologna

Firenze

Genova

Milano

Città Metropolitane al voto 5 Ottobre 2014                                       Tot. 1

Roma

Città Metropolitane al voto 12 Ottobre 2014                                    Tot. 2

Torino

Napoli

 

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Province al voto 28 Settembre 2014                                                    Tot.6

LOMBARDIA

Bergamo

Lodi

Sondrio

 

PUGLIA

Foggia

Taranto          

 

CALABRIA

Vibo Valentia

 

Province al voto 29 Settembre 2014                                                    Tot. 1

EMILIA ROMAGNA

Ferrara

 

Province al voto 4 Ottobre 2014                                                          Tot. 1

EMILIA ROMAGNA

Modena

 

Province al voto 9 Ottobre 2014                                                          Tot. 2

EMILIA ROMAGNA

Parma

 

CAMPANIA

Avellino

 

Province al voto 12 Ottobre 2014                                        Tot. 54

PIEMONTE

Alessandria

Asti

Biella

Cuneo

Novara

Verbano C.O.

 

LOMBARDIA

Brescia

Como

Cremona

Lecco

Monza-Brianza

Varese

 

VENETO

Belluno

Padova

Rovigo

Verona

Vicenza

 

LIGURIA

La Spezia

Savona

 

EMILIA ROMAGNA

Forlì-Cesena

Piacenza

Reggio-Emilia

Rimini

 

TOSCANA

Arezzo

Grosseto

Livorno

Massa Carrara

Pisa

Pistoia

Prato

Siena

 


UMBRIA

Perugia

Terni

 

MARCHE

Ancona

Ascoli Piceno

Fermo

Pesaro

 

LAZIO

Frosinone

Latina

Rieti

 

ABRUZZO

Chieti

Pescara

Teramo

 

MOLISE

Isernia

 

CAMPANIA

Benevento

Salerno

 

PUGLIA

Barletta Andria Trani

Brindisi

Lecce

 

BASILICATA

Matera

Potenza

 

CALABRIA

Catanzaro

Cosenza

Crotone

 

 

Riforme: il Presidente Pastacci incontra la Ministra Boschi

“La riforma della Costituzione, dopo le modifiche al testo del Governo apportate in Senato, presenta molte criticità e rischia di mettere in crisi l’amministrazione dei territori. Non si può pensare di lasciare ad ogni regione la facoltà di decidere come erogare i servizi ai cittadini, senza garantire gli stessi diritti in tutto il Paese. Governo e Parlamento, che hanno scelto di riformare le Province con la legge Delrio,  devono adesso garantire un ordinamento uniforme su tutto il territorio dell’ente di area vasta di secondo livello”. Lo ha detto il Presidente dell’Upi, Alessandro Pastacci, in un incontro avuto con la Ministra delle Riforme Maria Elena Boschi sul Disegno di legge costituzionale approvato dal Senato, che sta per iniziare l’iter di esame alla Camera dei Deputati. “Il testo originario del Governo – ha detto Pastacci – assicurava la copertura costituzionale alla riforma delle Province avviata con la Legge 56/14, riservando allo Stato la materia dell’ordinamento degli enti di area vasta. Il Parlamento una lettura troppo regionalista ha invece previsto due diverse tipologie di area vasta: le citta metropolitane, tutelate, e il resto del territorio, abbandonato alla discrezionalità delle Regioni, che potranno decidere attraverso quali enti erogare i servizi essenziali, se attraverso le Province o attraverso enti e società.  Questo modello non solo apre la strada ad una nuova frammentazione delle competenze, complicando ulteriormente il quadro della pubblica amministrazione, ma rischia di produrre 20 diversi sistemi di governo dove, da regione a regione, cambiano continuamente i riferimenti istituzionali. Per questo – ha detto il Presidente Pastacci alla Ministra Boschi – chiederemo alla Camera dei Deputati, di modificare questa impostazione, assicurando agli enti di area vasta una piena copertura costituzionale, così come previsto in tutta Europa, compresa la Spagna che è l’unico Paese, insieme all’Italia, ad avere adottato il sistema di elezione di secondo livello per queste istituzioni. Altrimenti la preoccupazione è che la  Legge Delrio, sulla cui attuazione noi stiamo lavorando con spirito di cooperazione istituzionale, rischi di perdere i propri contenuti”. 

 

Roma 4 settembre 2014

 

Elezioni province e consigli metropolitani: tutte le informazioni sulla prima tornata elettorale di secondo livello in 64 Province e 8 consigli metropolitani

Tra il 28 settembre e il 12 di ottobre, in date differenti da provincia a provincia, si svolgeranno le prime elezioni con sistema di secondo livello per i Presidenti di Provincia e i Consigli provinciali di 64 province e per il Consigli metropolitani di 8 Città metropolitane. Saranno dunque i Sindaci ad assumere la guida delle nuove Province, portando a compimento una prima parte della riforma prevista dalla legge 56/14, quella che introduce in Italia il voto di secondo livello, un modello innovativo di governo.

Saranno 986 invece di 2.500 i nuovi amministratori che dovranno essere eletti:  64 Presidenti di Provincia, 760 consiglieri provinciali e 162 consiglieri metropolitani.

Per quanto riguarda le Città metropolitane, Milano, Bologna, Genova, Firenze e Bari voteranno il 28 settembre; Roma il 5 ottobre; Torino e Napoli il 12 ottobre. Ad assumere la carica di sindaco metropolitano saranno di diritto i Sindaci del Comune capoluogo, mentre ad essere eletti saranno i Consiglieri metropolitani, votati tra i Sindaci e i Consiglieri in carica dei Comuni della Provincia ed  eletti dai Sindaci e i Consiglieri dei comuni della provincia.

Per quanto riguarda le 64 Province le date di svolgimento delle elezioni per il Presidente della Provincia e i consiglieri provinciali sono riportate nella tabella allegata. Anche in questo caso, gli eletti saranno votati tra i Sindaci e i Consiglieri comunali in carica, nonché, limitatamente alle prime elezioni, tra i Consiglieri provinciali uscenti. Ad eleggerli saranno i Sindaci e i Consiglieri dei comuni della provincia. Il Presidente della Provincia resterà in carica 4 anni, mentre il Consiglio provinciale si rinnoverà ogni 2 anni.

Il numero dei Consiglieri metropolitani e dei Consiglieri provinciali varia a seconda della fascia della popolazione della Provincia, da un minimo di 14 ad un massimo di  24 per i Consigli metropolitani, e da un minimo di 10 ad un massimo di 16 per i Consigli provinciali. E’ eletto Presidente della Provincia il Sindaco – o per le prime elezioni, il consigliere provinciale uscente – che consegue  il maggior  numero  dei  voti “ponderati”. Il voto di ciascun elettore è infatti ponderato in modo che sia proporzionale al numero di cittadini che il consigliere comunale e il sindaco rappresentano all’interno dell’intero corpo elettorale della Provincia, in base alla popolazione residente nel Comune di appartenenza. In caso  di  parità  è eletto il più giovane. Per l’elezione del Consiglio metropolitano  e del Consiglio provinciale oltre al meccanismo del voto ponderato è previsto un voto di lista, con la possibilità all’elettore di esprimere un voto di preferenza per uno dei  candidati compreso nella lista. Le operazioni di scrutinio inizieranno alla chiusura dei seggi, o al più tardi, il giorno dopo. Il giorno successivo ad ogni elezione saranno proclamati i nuovi Presidenti di Provincia eletti,  i nuovi Consiglieri provinciali e i Consiglieri metropolitani eletti.

I servizi di informazione elettorale sia relativi alle liste e alle candidature che relativi ai risultati saranno direttamente forniti da ANCI ed UPI. Tutte le informazioni sui risultati delle  elezioni provinciali e dei consigli metropolitani (liste, candidature, eletti) saranno rese note da Anci e Upi , che hanno predisposto un apposito ufficio per la comunicazione elettorale. I risultati delle elezioni saranno pubblicati in tempo reale sui siti web.

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Pastacci “I dipendenti delle Province sono assunti per concorso pubblico: vergognoso definirle assunzioni clientelari

“In un momento così complesso, nel pieno della fase di attuazione della riforma delle Province e con il Paese alle prese con una crisi drammatica, parlare di esuberi di 20.000 persone senza alcun fondamento è fuori luogo, e certo non aiuta a mantenere il clima sereno e propositivo che invece sarebbe indispensabile. Che poi si definiscano ‘assunzioni clientelari” quelle dei 56 mila dipendenti delle Province, che hanno sostenuto e superato un regolare concorso pubblico,  personalmente lo trovo vergognoso. Non si può insultare con tanta protervia persone che hanno scelto di lavorare, con dignità e orgoglio, al servizio della comunità”.  Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Alessandro Pastacci, commentando le notizie apparse oggi sulla stampa secondo cui l’attuazione della riforma Delrio comporterebbe oltre 20 mila esuberi tra il personale delle Province. “Abbiamo appreso oggi dagli articoli dei giornali che il Ministero dell’Economia ha commissionato ad enti di ricerca privati uno studio sugli esuberi nel personale delle Province, che sarebbero causati dalla riforma Delrio. Non è dato di sapere quali siano stati i criteri scelti per arrivare a stabilire con una tale precisione la  cifra indicata, quali le funzioni che gli enti di ricerca abbiano reputato non più di competenza delle Province, visto che non è stato ancora concluso alcun accordo tra il Ministero delle Autonomie e le Regioni rispetto all’eventuale ridistribuzione di funzioni amministrative tra Regioni, Province e Comuni. Ricordiamo che la Legge Delrio assegna alle nuove Province una serie di funzioni fondamentali, dalla gestione degli oltre 130 mila chilometri di strade alla programmazione territoriale, dalla tutela dell’ambiente alla gestione di  tutte le scuole superiori italiane, che sono anche oggi il cuore delle funzioni tipiche dell’ente di area vasta. Quelle, per intenderci, dove si concentra l’attività della maggioranza dei dipendenti provinciali. Invece di continuare a lanciare improbabili numeri, utilizzando tra l’altro una base dati vecchia di 4 anni e quindi del tutto inattendibile visto che dal 2010 ad oggi le Province hanno subito il blocco del turn over e delle assunzioni,  il Governo lavori a dare la piena attuazione alla riforma, superando gli ostacoli che oggi impediscono di definire chi fa che cosa. Solo allora potremo sapere se e dove c’è personale che deve essere spostato  laddove si sposteranno i servizi”.

Elenco delle basi dati all’Agenzia per l’Italia digitale

L’art. 24-quater, comma 2, D.L. n. 90/2014, convertito in Legge n. 114/2014 lo scorso 11 agosto 2014 obbliga tutte le pubbliche amministrazioni e società partecipate dalle pubbliche amministrazioni (in modo totalitario o prevalente) a comunicare all’Agenzia per l’Italia digitale l’elenco delle basi di dati in loro gestione e degli applicativi che le utilizzano.

Tale comunicazione deve avvenire entro il 18 settembre 2014 (trentesimo giorno dall’entrata in vigore della norma).

L’Agenzia per l’Italia Digitale ha messo a punto una procedura on line che – http://basidati.agid.gov.it/ – consentirà a tutti i soggetti interessati di trasmettere, in modo semplice,  l’elenco delle basi dati in loro possesso.

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Sblocca Italia, Pastacci (Upi) “L’economia riparte dalle piccole opere. Serve lo sblocco del patto di stabilità”

“Se l’obiettivo dello Sblocca Italia è aiutare la ripresa dell’economia, allora il Governo deve dare la massima precedenza alle piccole opere segnalate dai Comuni e dalle Province. E’ attraverso l’apertura di questi cantieri che si può sostenere la creazione di posti di lavoro in tutto il Paese e dare ossigeno alle piccole e medie imprese italiane. Non può esserci nessun riflesso positivo sulla crisi  italiana da investimenti che partiranno non prima del 2017”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Alessandro Pastacci, ricordando come “Province e Comuni hanno risposto immediatamente alla richiesta del Governo, e hanno inviato segnalazioni sui cantieri bloccati per pastoie burocratiche.  Le Province gestiscono oltre 130 mila chilometri di strade nazionali, una rete viaria che collega capillarmente tutto il territorio e che ha bisogno di costante manutenzione e di nuovi interventi di ammodernamento, per consentire ai cittadini e alle imprese di avere collegamenti moderni e sicuri. Nel 2013 le Province hanno investito 2 miliardi in opere per la rete viaria, ma già nel 2014 c’è stata una diminuzione delle risorse destinate agli investimenti di quasi il 7% a causa dei tagli ai bilanci ma soprattutto a causa del patto di stabilità, che è il vero ‘blocco’ perché ci impedisce di usare le risorse, anche quando ce ne sono. Il problema non sono solo i vincoli, pesantissimi, ma il fatto che sempre più spesso i governi che si sono succeduti li hanno aumentati più volte nel corso dell’anno, facendo saltare qualunque programmazione e bloccando cantieri completamente finanziati e già appaltati. Per questo – conclude Pastacci – come contributo delle Province alla consultazione del Governo sulle linee guida dello Sblocca Italia, non possiamo che ribadire l’urgenza di liberare dai vincoli che li bloccano, a partire dal patto di stabilità, gli investimenti in opere di Province e Comuni già finanziate ed appaltate, e  in particolare quelli per strade, scuole e contrasto al dissesto idrogeologico”.

COMUNICATO STAMPA – Attuazione della Legge 56/2014: l’Upi incontra Confindustria

 

 

COMUNICATO STAMPA

 

Attuazione della Legge 56/2014: l’Upi incontra Confindustria

Pastacci : “individuare chiaramente le funzioni fondamentali di Province e Città Metropolitane per rispondere alle esigenze di semplificazione delle imprese”.

 

“Nei prossimi giorni la Conferenza Unificata dovrà sancire l’accordo di attuazione della legge 56/14 sulle funzioni. Auspichiamo che con questo accordo si possa fare chiarezza su tutto il territorio nazionale su quali sono le funzioni degli enti di area vasta, Province e Città metropolitane, per dare certezze alle imprese e agli operatori economici”.

 

“Lo ha detto il Presidente dell’Upi, Alessandro Pastacci, incontrando oggi il Vicepresidente di Confindustria delegato per la semplificazione, Gaetano Maccaferri”.

 

“In questa fase molto confusa dal punto di vista istituzionale, non si può rinviare una azione coraggiosa che vada nella direzione della semplificazione, dell’efficienza e della chiarezza auspicata più volte dal sistema delle imprese”.

 

“L’accordo dovrà fornire indicazioni precise anche per la soppressione degli enti che esercitano funzioni da trasferire alle Province-Città metropolitane nel settoredei servizidi rilevanza economica generale e per questo sarebbe opportuno predisporre anche il Decreto ministeriale di incentivo finanziario per le regioni che sopprimono enti o agenzie regionali.

 

Insieme alle funzioni si dovrà verificare la sostenibilità finanziaria delle manovre che hanno inciso profondamente sui bilanci delle Province – conclude il Pres. Pastacci. Investimenti essenziali per il sistema produttivo territoriale come quelli sulle strade, sulle scuole e sulla messa in sicurezza del territorio non possono essere sacrificati ulteriormente ed occorre pertanto rivedere in questo senso il patto di stabilità”.

 

 

COMUNICATO STAMPA

COMUNICATO STAMPA

 

Province: Gli auguri di Pastacci a Sergio Chiamparino,

nuovo Presidente della Conferenza delle Regioni

 

 

 “Auguri al nuovo Presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino, con il quale mi impegno fin da subito ad avviare un percorso di stretta collaborazione in rappresentanza delle Province italiane. Siamo infatti in un momento particolare in cui dobbiamo attuare la riforma delle istituzioni locali  per rendere più efficiente e funzionale tutta la pubblica amministrazione.” Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Alessandro Pastacci, sottolineando che “il Presidente Chiamparino, con la sua esperienza e autorevolezza, saprà costruire un punto di riferimento per definire posizioni condivise e unitarie delle Autonomie territoriali nei rapporti con il Governo e con il Parlamento.”

 

Roma, 31-07-2014

Riforma Province: emergenza tagli ai bilanci al centro della Stato Città Pastacci “Il Governo finalmente comprende. Ascoltarci avrebbe fatto risparmiare tempo”

“Se il Governo ci avesse ascoltato quando lanciavamo l’allarme sul rischio di mandare  a monte tutta la riforma delle Province e delle Città metropolitane a causa dei tagli insostenibili ai bilanci, avremmo risparmiato mesi e oggi saremmo davvero pronti a partire. Prendo atto che finalmente è stata compresa la necessità di tenere insieme le riforme istituzionali con le manovre economiche, e non posso che augurarmi che nei prossimi atti del Governo questa scelta sia attuata nel concreto”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Alessandro Pastacci, al termine della riunione della Conferenza Stato Città , tenutasi oggi al Ministero dell’Interno, nel corso della quale è stato ufficialmente comunicato dal Governo la volontà di operare, prima di applicare i tagli della spending review alle Province, un monitoraggio dettagliato dello stato dei bilanci, per verificare l’impatto delle manovre sui servizi erogati. “Nessuno – ha detto Pastacci al Ministro Alfano e ai Sottosegretari Bressa, Bocci e  Baretta presenti alla riunione – vuole consegnare ai sindaci che andranno alla guida delle Province in autunno, enti in disequilibrio, o peggio, in dissesto. Ne’ è sensato pensare di spostare funzioni e servizi ad altri enti, con il rispettivo personale, se non ci sono risorse adeguate per coprirli. Tra l’altro, ormai non si tratta più di tagli ai bilanci ma della sottrazione di risorse proprie delle Province per coprire la spesa pubblica centrale.  In tutto nel 2014 si tratta di 1,6 miliardi, risorse che utilizziamo per la manutenzione e gestione del 70% della rete viaria nazionale o per interventi necessari a rendere le scuole superiori non solo più belle, ma anche più accoglienti e sicure. Rivedere questi tagli è essenziale  per raggiungere l’obiettivo, che ormai ci siamo posti tutti, di consentire che la riforma delle Province e delle Città metropolitane non produca caos o disservizi ai cittadini.  Resta il tema della chiara riorganizzazione delle funzioni delle Province: vogliamo sapere come le Regioni intendono continuare ad assicurare i servizi sui territori, nel rispetto dei tempi che impone la legge. Entro il 31 dicembre 2014 – ha detto- il processo deve essere completato, per permettere alle Città metropolitane e alle nuove Province di entrare a regime dal 1 gennaio 2015 avendo ben chiaro chi fa che cosa, senza pregiudicare l’erogazione dei servizi ai cittadini e senza inutili duplicazioni. Non vorremmo – ha concluso Pastacci – che invece che riordinare le funzioni tra Province e Comuni, si assistesse alla nascita di ennesime agenzie e società regionali”.

D-l 90/2014 – misure urgenti Pubblica Amministrazione

Le principali modifiche apportate alla Camera dei Deputati all’articolo 23 (Interventi urgenti in materia di riforma delle province e delle città metropolitane) del DL 90/14,  riferite alla legge 56/2014, in  particolare stabiliscono che:

 

–          la data ultima per lo svolgimento delle elezioni di secondo livello degli organi provinciali per le province commissariate o scadute nel 2014 e per le Città Metropolitane è fissata al 12 ottobre, quindi l’ultimo giorno utile per la convocazione dei comizi elettorali è il 2 settembre (il quarantesimo giorno prima delle elezioni);

–          l’attribuzione dei seggi per il consiglio provinciale è riferita in primis alla lista e non al singolo candidato: questo vuol dire che la ripartizione dei seggi secondo il metodo D’Hondt deve essere operata sui voti raccolti dalle diverse liste;

–          gli oneri contributivi, i permessi retribuiti, i rimborsi spese per la partecipazione alle riunioni degli organi provinciali, nonché delle associazioni di rappresentanza, per gli incarichi di presidente dei Provincia, di Consigliere provinciale e di componente dell’assemblea dei sindaci sono a carico della Provincia.

 

      Inoltre siamo riusciti ad ottenere la cancellazione della norma contenuta al comma 14 della Legge 56/14, che imponeva per tutte le Province che andranno al rinnovo con organi di secondo livello in autunno, la gestione ordinaria, ovvero quella riferita all’articolo 163, comma 2 del TUEL. Abbiamo spiegato che con questa limitazione, che tra l’altro non avrebbe avuto nessuna base giuridica, si rischiava di compromettere per i prossimi sei mesi la gestione degli enti, bloccando di fatto qualunque investimento, pur a bilanci approvati.

 

        Un’altra importante novità è stata l’approvazione dello spostamento dell’applicazione del taglio imposto a Province e Città metropolitane dal decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, da luglio al 10 ottobre 2014, scadenza che appare più coerente  con i termini di variazione dei bilanci di cui all’art. 175 TUEL (inizialmente era previsto lo slittamento a novembre).

 

      Relativamente al personale delle Province, alcune proposte emendative approvate affrontano in parte le problematiche sollevate dagli emendamenti proposti da Anci e Upi:

–       le risorse del fondo di sostegno ai processi di mobilità sono, in sede di prima applicazione destinate, oltre che agli uffici giudiziari, anche alla “piena applicazione della riforma delle province di cui alla legge 7 aprile 2014, n. 56”;

–       come le altre pubbliche amministrazioni, le province possono risolvere anticipatamente il contratto individuale di lavoro del personale dirigenziale con un preavviso di 6 mesi a decorrere dalla maturazione del requisito di anzianità contributiva per l’accesso al pensionamento, come rideterminato a decorrere dal 1° gennaio 2012, dall’art. 24, commi 10 e 12 del DL 201/11;

–       all’art. 11 si prevede per gli Enti locali un maggiore margine di autonomia nel ricorso alle forme di lavoro flessibile, coerentemente con l’esigenza di garantire servizi ai cittadini. La norma stabilisce che le limitazioni all’utilizzo di personale a tempo determinato, con convenzioni o con collaborazioni coordinate continuative, (previsti dall’articolo 9, comma 28, del D.L. 78/2010), non trovino applicazione nei confronti degli enti locali in regola con l’obbligo di riduzione delle spese di personale previsti dalla normativa vigente (di cui ai commi 557 e 562 della L. 296/2006 ).

 

Da ultimo la prima commissione ha approvato un emendamento del Relatore che non da certezze circa la proroga dei contratti dei lavoratori precari delle Province.

 

Documenti allegati:

Protocollo di impegni per pagamento dei debiti della PA

Il 21 luglio scorso l’UPI ha sottoscritto, unitamente al Ministero dell’Economia, Conferenza delle Regioni, Anci, Confidustria, ABI, Cassa DDPP, Unioncamere ed altri rappresentanti delle categorie produttive, un protocollo di impegni volto a favorire ed accelerare il pagamento dei debiti delle pubbliche amministrazioni. Il tema è da molti mesi al centro dell’agenda politica del Governo, ed a tal fine sono stati complessivamente stanziati ad oggi circa 57 miliardi di euro. Con il protocollo di impegni si è inteso determinare e sottolineare la necessità di uno sforzo ancora maggiore, sia sotto il profilo delle possibili azioni politiche volte a rimuovere le cause che determinano tali debiti, sia sotto il profilo procedurale ed organizzativo, al fine di garantire celerità e fluidità dei processi di certificazione dei crediti da parte delle imprese e dei pagamenti da parte della PA.

In allegato, il testo del protocollo d’intesa

Documenti allegati:

Scuola, Edilizia Pastacci a Reggi “Il Governo spieghi ai ragazzi delle superiori perché per le loro scuole non c’è nessun investimento”.

“Il Sottosegretario Reggi elenca oggi gli interventi che il Governo ha messo in piedi per la messa in sicurezza delle scuole elementari e medie. Ma trascura di spiegare perché lo stesso Governo Renzi ha deciso che per le scuole superiori italiane non sia previsto nessun intervento. I 2 milioni e 500 mila ragazzi che studiano nelle superiori non hanno diritto a scuole belle, nuove e sicure? Spieghi loro perché”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Alessandro Pastacci, commentando le dichiarazioni del Sottosegretario Roberto Reggi a proposito degli interventi del Governo sull’edilizia scolastica. “Da più di due mesi abbiamo consegnato al Governo un monitoraggio completo con l’elenco di progetti di investimento necessari per le oltre 5.000 scuole superiori italiane. Oltre a facili rassicurazioni, non abbiamo avuto nessun segnale concreto del Governo per correggere l’errore grave commesso, per cui ai soli Comuni è stato concesso di escludere le spese per gli investimenti in sicurezza delle scuole dal patto di stabilità. Non consentire alle Province di poter accedere a questa misura vuol dire escludere dalla possibilità di investimento tutte le scuole superiori italiane che gestiamo. Se il Governo Renzi ha preso questa decisione, la spieghi ai presidi, agli alunni, ai professori delle superiori, che aspettano risposte”. 

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