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Dipendenti Province: Pastacci scrive al Ministro Madia

“Siamo tutti impegnati in una intensa attività di collaborazione per consentire alle pubbliche amministrazioni di assorbire i circa 20.000 dipendenti  delle Province che, secondo quanto stabilito dalle di Stabilità, dovranno essere dichiarati in soprannumero nei nostri enti.  E’ un obiettivo impegnativo, che, perché sia pienamente raggiunto, ha bisogno di indicazioni certe da parte del Governo a tutte le amministrazioni statali e territoriali, altrimenti non sarà possibile garantire il futuro lavorativo e professionale di persone che sono e devono essere considerate una risorsa preziosa per il Paese”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Alessandro Pastacci, rivelando di avere per questo inviato una lettera al Ministro della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, per evidenziare le prime difficoltà e chiedere un intervento immediato. “La Legge di stabilità – ricorda  Pastacci Ministro – prevede che le Regioni, i Comuni e le Amministrazioni centrali debbano prioritariamente assorbire il personale delle Province e delle Città metropolitane dichiarato in soprannumero, senza che gli stessi enti siano obbligati a versare alle amministrazioni che ricevono il personale il 50% della spesa annua per questi dipendenti.  Eppure molte amministrazioni in questi giorni stanno emanando avvisi di mobilità che non tengono conto di queste norme:  uno degli esempi più lampanti è il bando di mobilità per la copertura di 1.031 posti presso gli uffici giudiziari che è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 20 gennaio 2015, che non considera né il criterio di priorità né quello della non onerosità, non dando alcun seguito alle scelte operate nella Legge di stabilità proprio per favorire un passaggio il più possibile semplificato di questi dipendenti. Eppure proprio gli uffici giudiziari sono in questi giorni da più parti richiamati, quasi fossero il naturale luogo di ricollocazione del personale delle Province.  Per questo – afferma il presidente Pastacci – chiediamo al Ministro Madia di ribadire espressamente, anche attraverso una circolare a tutte le amministrazioni pubbliche, la previsione della non onerosità del processo di mobilità per le Province e le Città metropolitane e l’obbligo a dare priorità nei bandi di mobilità al personale in uscita delle Province e delle Città metropolitane. Solo in questo modo – conclude il Presidente dell’Upi – riusciremo a raggiungere l’obiettivo che è comune a Governo e Province: ricollocare tutto il personale, valorizzando le professionalità, senza che un solo esubero sia determinato da questo processo così complesso”.

 

Provincia Terni: convocata riunione con Regione, Rsu e sindacati

Lo stato di attuazione della legge Delrio sul riordino delle Province e i provvedimenti assunti assunti a livello regionale sarà il tema al centro dell’incontro che il presidente Leopoldo di Girolamo ha convocato per martedì 27 gennaio alle 16,30 in Provincia. Alla riunione parteciperà l’assessore regionale alle riforme Fabio Paparelli che illustrerà quanto dalla Regione fatto finora e in particolare i contenuti del nuovo ddl modificato ieri dalla giunta regionale e gli step dell’osservatorio regionale. Alla riunione prenderanno parte la rsu della Provincia, i sindacati e i consiglieri provinciali. Della situaizone delle Province si parlerà anche al Consiglio provinciale in programma sempre martedì 27 ma alle 15,30. Il presidente di Girolamo ha riconfermato stamattina l’intenzione da parte di Anci, Upi e Cal di valutare in tempi strettissimi il disegno di legge regionale che modifica il ddl sulla riorganizzazione delle funzioni delle due Province umbre. “L’impegno di tutti gli enti, Regione, Anci, Cal e Upi – ha detto di Girolamo – è quello di lavorare congiuntamente per assicurare servizi efficienti ai cittadini e salvaguardare i posti di lavoro. Un impegno che condividiamo nelle forma e nella sostanza con sindacati ed rsu delle due Province umbre”.

A che punto è l’attuazione della riforma delle Province? Quali i nodi che la bloccano?

Il dossier pubblicato in occasione della Assemblea dei Presidenti di Provincia, che si è tenuta a Roma il 15 gennaio 2015

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Province: l’Assemblea dei Presidenti “Emergenza sociale sui territori”

Il prelievo di 1 miliardo dalle casse delle Province e il taglio del 50% del personale imposti dal Governo hanno prodotto una vera e propria emergenza sociale sui territori. Impossibile garantire servizi essenziali mentre l’allarme sociale tra il personale continua a salire. Questo il quadro descritto oggi dai Presidenti delle Province, riuniti in Assemblea a Roma per definire iniziative unitarie, anche in vista della nuova riunione dei Presidenti che si terrà il 28 gennaio prossimo.

La Legge di riforma delle Province è ferma – hanno detto i Presidenti –  bloccata dai ritardi delle Regioni e dalle risorse delle Province prelevate dal Governo. Eppure l’impegno delle Province ad attuarla è sempre stato pieno, ma senza soldi – è stato ribadito nell’   Assemblea – i servizi non si erogano, e se le Regioni non decidono «chi fa che cosa» la riforma di fatto non esiste. La preoccupazione è che, con il prelievo di un miliardo dai bilanci delle Province, e senza leggi di riordino di riorganizzazione delle funzioni approvate dalle  Regioni, gli enti nel 2015 andranno al collasso finanziario. Ad oggi 10 Regioni hanno solo approvato in giunta Disegni di legge di riordino, che ora devono iniziare l’esame in Consiglio, e in 5 Regioni non è stato ancora approvato alcun atto. La posizione dei Presidenti di Provincia e il quadro di emergenza sui sevizi essenziali e sul personale sarà riportato nell’ambito dell’Osservatorio Nazionale per l’attuazione della riforma, che si terrà giovedì, per chiedere al Governo interventi da subito sul Milleproroghe in grado di mitigare l’impatto dei tagli sui servizi essenziali,  e riportare le difficoltà che le Province incontrano negli Osservatori regionali per attuare la riforma. 

 In allegato, le slides sullo stato di attuazione della Riforma

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EDILIZIA SCOLASTICA. IMMINENTE PUBBLICAZIONE “DECRETO MUTUI”, TEMPI STRETTI PER I PROGETTI

Il “Decreto mutui” è quasi realtà: dopo aver ottenuto la firma del Ministro dell’Istruzione Università e Ricerca è ora in attesa della firma del Ministro delle Infrastrutture e Trasporti  e del Ministro dell’Economia. Si tratta di mutui trentennali stipulati dalle Regioni i cui oneri di ammortamento (sia per la parte capitale, sia per la parte interessi) saranno a totale carico dello Stato. Le somme di cui potranno beneficiare gli Enti locali per la ristrutturazione e le nuovi costruzioni di edifici scolastici ammontano a circa 850 milioni di euro e saranno escluse dal computo del patto di stabilità interno.  Il decreto prevede che le Regioni, nella predisposizione dei piani di edilizia scolastica redatti sulla base delle richieste degli enti locali, tengano conto  di alcune priorità quali l’avanzato livello di progettazione,  la capacità di cofinanziamento dell’opera da parte dell’amministrazione proponente (qui saranno le Regioni a dettare la regola).

Gli interventi saranno finalizzati alla messa in sicurezza, all’adeguamento sismico, all’efficientamento energetico degli immobili adibiti ad edilizia scolastica, ma anche alle nuove edificazioni.

I tempi per gli adempimenti saranno molto ristretti dal momento che le Regioni dovranno trasmettere al Ministero dell’Istruzione, Università  e Ricerca  i piani regionali triennali entro il 31 marzo 2015. Il MIUR entro il 30 aprile 2015  inserirà gli interventi in  un’unica programmazione nazionale.  IL 30 settembre 2015, in caso di mancata aggiudicazione provvisoria dei lavori, l’assegnazione sarà revocata con decreto del Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca.

 

Fonte: Struttura di Missione per il Coordinamento e l’impulso nell’attuazione di interventi di riqualificazione di edilizia scolastica (collegamento ipertestuale a  http://italiasicura.governo.it/site/home/scuole.html)

 

UPI Veneto: Nuovo Incontro in Regione su riordino Province

Nuovo incontro a Palazzo Balbi per l’Osservatorio Regionale per il Riordino delle Province. Presenti l’assessore regionale agli Enti Locali, Roberto Ciambetti, il presidente dell’UPI Veneto Leonardo Muraro, la presidentessa dell’Anci Veneto Mariarosa Pavanello i rappresentanti delle sigle sindacali Regionali. Questo incontro fa seguito a quello avvenuto in Provincia di Treviso la scorsa settimana e ha come oggetto la discussione della legge 56/2014 “Delrio” sul riordino delle Province.

 

È’ intervenuto nel dibattito il presidente dell’Upi Veneto, Muraro che ha ribadito la necessita’ di avere da parte della Regione una regia con una tempistica realistica e compatibile con i provvedimenti presi dal Governo. Noi ci stiamo muovendo, ad esempio ieri abbiamo deliberato il prepensionamento di 25 dipendenti, cosa che comunque crea un precedente. La nostra attenzione è rivolta però a trovare quanto prima una soluzione sostenibile, che dia risposte ai dipendenti e ai servizi per i cittadini. Mi auguro che entro marzo si riesca a trovare un punto di contatto e una soluzione alla questione. Le Province, ormai è noto, coi recenti provvedimenti del Governo non riusciranno a chiudere i bilanci in positivo e questo danneggerà ulteriormente i servizi svolti quotidianamente. Chiediamo risposte anche perchè ci sono delle criticità, in primis i servizi per i disabili, che vanno risolte a breve”.

 

Sempre oggi, la delegazione UPI Veneto ha incontrato il presidente del Consiglio Regionale e i Capigruppo in Regione per discutere del medesimo argomento.

 

Upi Basilicata: Valluzzi nuovo Presidente “Insuperabili difficoltà nella gestione di servizi e funzioni fondamentali”

L’assemblea dei due consigli provinciali di Potenza e Matera riuniti ieri in seduta congiunta, ha eletto all’unanimità il Presidente della Provincia di Potenza, Nicola Valluzzi, Presidente regionale dell’Upi (Unione delle Province Italiane) nella carica di Vice Presidenti, sono stati invece eletti, con funzioni vicarie Franco di Giacomo, (presidente della Provincia di Matera) e il consigliere della Provincia di Matera, Gianluca Modarelli.

Le indicazioni emerse nel corso dell’assemblea regionale saranno rappresentate nel corso dell’assemblea nazionale in programma il prossimo 28 Gennaio a Roma, che di fatto sancirà il punto di non ritorno del sistema delle Province Italiane facendo emergere le insuperabili difficoltà nella gestione di servizi e funzioni fondamentali per la vita di cittadini ed imprese lasciando migliaia di dipendenti in una condizione di totale incertezza.

Provincia Reggio Emilia: ufficio legale interno per ridurre costi

Un Ufficio legale interno alla Provincia per ridurre ulteriormente i costi dell’ente – eliminando consulenze ad avvocati esterni – ma anche per valorizzare le tante professionalità dell’ente. E’ il senso del nuovo regolamento per il funzionamento dell’avvocatura interna approvato dal Consiglio provinciale nell’ultima seduta del 2014 – con il voto favorevole della maggioranza e l’astensione dell’opposizione – a conclusione di un percorso avviato nell’estate del 2012.

Il nuovo regolamento assegna all’Ufficio legale la rappresentanza in giudizio della Provincia e l’attività di consulenza legale agli uffici dell’ente e si prefigge altresì lo scopo di contenere i costi derivanti dalle liti attraverso la riduzione al minimo delle prestazioni di legali esterni. In questo senso i dati forniti dal relatore del provvedimento, il consigliere delegato Andrea Tagliavini, sono di tutto rilievo: dal 2012 la spesa per l’affidamento di nuovi incarichi legali è scesa da una media di 150.000 euro a 8.000 euro annui, il tutto senza alcuna nuova assunzione di personale, ma solo ricorrendo alla valorizzazione delle risorse umane già presenti all’interno della Provincia.

L’organizzazione attuale prevede un solo avvocato assegnato all’ufficio, Alessandro Merlo, che tratta una media di 30 nuovi procedimenti ogni anno, oltre all’attività consultiva: ricorsi al Tribunale amministrativo regionale, citazioni per danni, liti in materia di urbanistica e di tutela dell’ambiente, opposizioni alle sanzioni amministrative e alla Commissione tributaria sono le casistiche più ricorrenti.

“Il regolamento prevede anche un innovativo sistema di valutazione dei risultati conseguiti, e di incentivazione legata alle somme effettivamente recuperate, che è stato oggetto di accordo con le rappresentanze sindacali – spiega il consigliere Tagliavini –  In sostanza, il bonus per l’avvocato scatta solo se vince la causa e recupera le spese di lite, dopo avere dedotto le spese e gli oneri fiscali a carico dell’ente”.

Province, Pastacci “Dai territori primi segnali di emergenza: mancano fondi per piani neve e riscaldamento”.

“La situazione drammatica dei bilanci delle Province, aggravata dal prelievo di 1 miliardo previsto dalla Legge di stabilità 2015, comincia a produrre i primi effetti sui servizi ai cittadini:  i nuovi Presidenti Sindaci ci segnalano  scarsità di fondi per assicurare il riscaldamento degli edifici scolastici e per i piani neve, necessari a garantire la percorribilità delle strade. Per fare il punto sulla situazione economica e verificare l’impatto finanziario sui singoli enti, abbiamo convocato per il prossimo giovedì 15 gennaio a Roma l’Assemblea dei Presidenti di Provincia. Nei prossimi mesi la situazione non potrà che peggiorare se non si interviene: per questo abbiamo chiesto un incontro urgente al Sottosegretario Delrio”.  Lo dichiara il Presidente dell’Upi Alessandro Pastacci, sottolineando come “la grave situazione economica che si prospetta per le Province compromette il mantenimento dell’erogazione di quei servizi essenziali ai cittadini che la  riforma Delrio ha assegnato ai  nuovi enti di area vasta, primi fra tutti la manutenzione e gestione delle scuole superiori e la percorribilità della rete viaria provinciale. Di questo ho informato oggi il Sottosegretario Delrio in una lettera di richiesta di incontro con una delegazione di Presidenti di Provincia.  C’è poi lo stato di forte preoccupazione dei dipendenti provinciali, sfociato in una serie di occupazioni delle sedi degli enti, che sta continuando a produrre un clima di grave allarme sociale nei territori.  E’ evidente la necessità di trovare soluzioni sensate e di ricostruire un confronto tra il Governo e gli amministratori locali, anche perché in questo contesto, se non si interviene con soluzioni immediate, non potremo che attestare con amarezza e delusione la impossibilità di attuare la riforma Delrio”.

Legge di stabilita, emergenza bilanci: la Conferenza metropolitana di Milano approva una Mozione

Alleghiamo la mozione votata all’unanimità dalla Conferenza metropolitana di Milano, nella quale si chiede “con forza a Parlamento e Governo di assumere gli opportuni provvedimenti normativi al fine di assicurare le necessarie conseguenti risorse umane e finanziarie, allo scopo di slavaguardare l’esercizio delle funzioni fondamentali e i servizi ai cittadini” e di “consentire alla Città metropolitana di avviare la propria attività ed esercitare i propri poteri”.

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Modifiche statuto Unione delle Province d’Italia: istituzione Commissione statutaria

In vista della prossima Assemblea Congressuale Upi, che, come da comunicazione precedente, è convocata per il 28 gennaio prossimo a Roma, considerata la necessità e urgenza di introdurre modifiche significative allo Statuto Upi, non più adeguato a regolamentare l’attività dell’Unione a seguito dell’entrata in vigore della Legge 56/14, l’Ufficio di presidenza dell’Unione ha stabilito di istituire una apposita Commissione Statutaria.

 Come potete verificare nella scheda di lavoro allegata, sono infatti molte le questioni da dirimere e le modifiche da apportare per adeguare lo statuto Upi alla nuova fisionomia delle Province come disegnate dalla Legge 56/14 e necessario ridefinire gli organi dell’Unione in modo che siano rappresentativi di Presidenti di Provincia; Consigli Provinciali; Assemblea dei Sindaci. Inoltre lo Statuto dovrà dare seguito a quanto stabilito nel Protocollo Anci Upi, che porterà l’Unione verso l’ integrazione con l’Anci, recependo quanto già inserito nello Statuto Anci nell’ultimo congresso.

 Al fine di costruire un percorso condiviso, tale da portare all’approvazione in Assemblea Congressuale di un testo in grado di cogliere le migliori proposte che provengono da tutti i territori, la Commissione statutaria, presieduta dal Presidente dell’Upi, sarà composta da un Presidente indicato da ogni Upi Regionale. Questo consentirà anche di scrivere uno statuto Nazionale coerente e immediatamente replicabile nelle Associazioni regionali.

 La Commissione statutaria si riunisce a Roma, giovedì 15 gennaio prossimo, presso la sede dell’Upi (Piazza Cardelli, 4) alle ore 11,00.

Si invitano pertanto le Upi regionali a designare il Presidente dell’Unione o un suo Presidente delegato.

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I parlamentari si confrontano con i sindaci dei Comuni montani

Manifestazione organizzata dall’Intergruppo per lo sviluppo della montagna, in collaborazione con UNCEM, ANCI ed UPI per il prossimo 12 gennaio a Roma. 

“I parlamentari si confrontano con i sindaci dei Comuni montani”.

Roma 12 gennaio 2015.
Nuova Aula dei Gruppi Parlamentari – Camera dei Deputati – Via di Campo Marzio 74 – Roma
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