In allegato, il testo dell’Acccordo tra Stato, Regioni, Province e Comuni e del DPCM che datennao i principi per il riordino delle funzioni non fondamentali delle Province
In allegato, il testo dell’Acccordo tra Stato, Regioni, Province e Comuni e del DPCM che datennao i principi per il riordino delle funzioni non fondamentali delle Province
Si e’ concluso il monitoraggio avviato dall’Upi, insieme ai Ministeri dell’economia e dell’Interno, per verificare l’impatto delle manovre economiche sui bilanci delle Province. “Le conclusioni che emergono dai dati sono quelle che ci aspettavamo – sottolinea il Presidente dell’Upi Alessandro Pastacci – con una generale situazione di grave sofferenza, con 63 Province che dichiarano di non essere in grado di rispettare il patto si stabilita’ per il 2014 e 33 Province che dovranno aprire la procedura di pre-dissesto, a causa dei tagli imposti dalle manovre economiche e dalla spending review. Oggi in Conferenza Stato Citta’ i Sottosegretari Baretta, Bocci e Bressa hanno sottolineato l’attendibilita’ del quadro presentato – commenta Pastacci – e il rischio di ripercussioni gravi sui nuovi enti, Province e Citta’ metropolitane, che tra pochi giorni andranno al voto. Per questo il Governo in Conferenza Stato Citta’ si e’ preso l’impegno a trovare una soluzione per rendere sostenibile il taglio ai bilanci delle Province da qui ai prossimi 10 giorni. Le decisioni saranno prese in una seduta straordinaria della Conferenza dedicata esclusivamente a questo tema”.
“Con l’accordo di oggi si fa un passo in avanti nel percorso di attuazione della legge di riforma delle Province. Noi avremmo voluto che i contenuti dell’accordo e del decreto fossero ancora più strutturati, per fare subito chiarezza e iniziare l’opera di semplificazione ammnistrativa del governo dei territori, ma evidentemente la necessità di giungere ad una conclusione unitaria ha fatto sì che su questo punto non ci si potesse spingere oltre”. E’ il commento del Presidente dell’Upi Alessandro Pastacci, al termine della Conferenza Unificata che ha dato il via libera all’accordo e al decreto del presidente del Consiglio dei Ministri che fissa i criteri e i principi per la ripartizione di quelle funzioni che la Legge Delrio non attribuisce alle Province. “Da oggi – aggiunge Pastacci – inizierà una fase di consultazione e di decisione nelle Regioni, che speriamo davvero possa chiudersi entro l’anno con la definizione di un quadro chiaro di chi fa che cosa, funzioni ripartite tra Comuni e Province, senza la creazioni di enti e agenzie regionali che non avrebbero alcun senso. E’ necessario però – aggiunge Pastacci- l’impegno di tutti alla massima salvaguardia dei servizi essenziali ai cittadini, che non devono entrare nel balletto delle competenze. Ma soprattutto, considerata l’importanza delle funzioni fondamentali che restano in capo alle Province, bisogna assicurare le risorse adeguate per potere garantire ai cittadini il mantenimento dell’erogazione dei servizi. Si tratta di servizi essenziali, della gestione dell’80% delle strade del Paese, di tutte le scuole superiori italiane e del trasporto pubblico locale, alla tutela del territorio: tutti compiti che ora saranno svolti dalle nuove Province guidate dai Sindaci, che devono essere messi nelle condizioni di potere assolvere a queste responsabilità”.
In occasione della prima tornata elettorale di secondo livello per l’elezione di 8 Consigli metropolitani e di 64 Province, che si svolgeranno tra il 28 settembre e il 12 ottobre 2014, Anci e Upi hanno ritenuto necessario e utile approntare un apposito ufficio di comunicazione e informazione elettorale.
L’ufficio si occuperà prioritariamente di assicurare un servizio di raccolta e comunicazione dei dati inerenti le attività elettorali, avviando al contempo azioni di promozione e sensibilizzazione dei sindaci e consiglieri rispetto all’importante appuntamento elettorale.
In particolare, quanto alla raccolta dati, questa si distinguerà in due fasi: una pre- elettorale e una a elezioni avvenute.
Nella fase pre-elettorale, saranno raccolte tutte le informazioni relative alle procedure elettorali, all’anagrafe degli elettori e ai candidati. Saranno dunque reperiti e messi a disposizione i seguenti dati:
Nella fase di scrutinio elettorale saranno raccolti e messi a disposizione i seguenti dati:
– affluenza al voto;
– elenco degli eletti a Presidente di Provincia;
– elenco degli eletti ai Consigli metropolitani e provinciali.
DI SEGUITO LO SCHEMA DETTAGLIATO CON LE DATE DELLE ELEZIONI PER PROVINCIA E CONSIGLIO METROPOLITANO
Città Metropolitane al voto 28 Settembre 2014 Tot. 5
Bari
Bologna
Firenze
Genova
Milano
Città Metropolitane al voto 5 Ottobre 2014 Tot. 1
Roma
Città Metropolitane al voto 12 Ottobre 2014 Tot. 2
Torino
Napoli
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Province al voto 28 Settembre 2014 Tot.6
LOMBARDIA
Bergamo
Lodi
Sondrio
PUGLIA
Foggia
Taranto
CALABRIA
Vibo Valentia
Province al voto 29 Settembre 2014 Tot. 1
EMILIA ROMAGNA
Ferrara
Province al voto 4 Ottobre 2014 Tot. 1
EMILIA ROMAGNA
Modena
Province al voto 9 Ottobre 2014 Tot. 2
EMILIA ROMAGNA
Parma
CAMPANIA
Avellino
Province al voto 12 Ottobre 2014 Tot. 54
PIEMONTE
Alessandria
Asti
Biella
Cuneo
Novara
Verbano C.O.
LOMBARDIA
Brescia
Como
Cremona
Lecco
Monza-Brianza
Varese
VENETO
Belluno
Padova
Rovigo
Verona
Vicenza
LIGURIA
La Spezia
Savona
EMILIA ROMAGNA
Forlì-Cesena
Piacenza
Reggio-Emilia
Rimini
TOSCANA
Arezzo
Grosseto
Livorno
Massa Carrara
Pisa
Pistoia
Prato
Siena
UMBRIA
Perugia
Terni
MARCHE
Ancona
Ascoli Piceno
Fermo
Pesaro
LAZIO
Frosinone
Latina
Rieti
ABRUZZO
Chieti
Pescara
Teramo
MOLISE
Isernia
CAMPANIA
Benevento
Salerno
PUGLIA
Barletta Andria Trani
Brindisi
Lecce
BASILICATA
Matera
Potenza
CALABRIA
Catanzaro
Cosenza
Crotone
“La riforma della Costituzione, dopo le modifiche al testo del Governo apportate in Senato, presenta molte criticità e rischia di mettere in crisi l’amministrazione dei territori. Non si può pensare di lasciare ad ogni regione la facoltà di decidere come erogare i servizi ai cittadini, senza garantire gli stessi diritti in tutto il Paese. Governo e Parlamento, che hanno scelto di riformare le Province con la legge Delrio, devono adesso garantire un ordinamento uniforme su tutto il territorio dell’ente di area vasta di secondo livello”. Lo ha detto il Presidente dell’Upi, Alessandro Pastacci, in un incontro avuto con la Ministra delle Riforme Maria Elena Boschi sul Disegno di legge costituzionale approvato dal Senato, che sta per iniziare l’iter di esame alla Camera dei Deputati. “Il testo originario del Governo – ha detto Pastacci – assicurava la copertura costituzionale alla riforma delle Province avviata con la Legge 56/14, riservando allo Stato la materia dell’ordinamento degli enti di area vasta. Il Parlamento una lettura troppo regionalista ha invece previsto due diverse tipologie di area vasta: le citta metropolitane, tutelate, e il resto del territorio, abbandonato alla discrezionalità delle Regioni, che potranno decidere attraverso quali enti erogare i servizi essenziali, se attraverso le Province o attraverso enti e società. Questo modello non solo apre la strada ad una nuova frammentazione delle competenze, complicando ulteriormente il quadro della pubblica amministrazione, ma rischia di produrre 20 diversi sistemi di governo dove, da regione a regione, cambiano continuamente i riferimenti istituzionali. Per questo – ha detto il Presidente Pastacci alla Ministra Boschi – chiederemo alla Camera dei Deputati, di modificare questa impostazione, assicurando agli enti di area vasta una piena copertura costituzionale, così come previsto in tutta Europa, compresa la Spagna che è l’unico Paese, insieme all’Italia, ad avere adottato il sistema di elezione di secondo livello per queste istituzioni. Altrimenti la preoccupazione è che la Legge Delrio, sulla cui attuazione noi stiamo lavorando con spirito di cooperazione istituzionale, rischi di perdere i propri contenuti”.
Roma 4 settembre 2014
Tra il 28 settembre e il 12 di ottobre, in date differenti da provincia a provincia, si svolgeranno le prime elezioni con sistema di secondo livello per i Presidenti di Provincia e i Consigli provinciali di 64 province e per il Consigli metropolitani di 8 Città metropolitane. Saranno dunque i Sindaci ad assumere la guida delle nuove Province, portando a compimento una prima parte della riforma prevista dalla legge 56/14, quella che introduce in Italia il voto di secondo livello, un modello innovativo di governo.
Saranno 986 invece di 2.500 i nuovi amministratori che dovranno essere eletti: 64 Presidenti di Provincia, 760 consiglieri provinciali e 162 consiglieri metropolitani.
Per quanto riguarda le Città metropolitane, Milano, Bologna, Genova, Firenze e Bari voteranno il 28 settembre; Roma il 5 ottobre; Torino e Napoli il 12 ottobre. Ad assumere la carica di sindaco metropolitano saranno di diritto i Sindaci del Comune capoluogo, mentre ad essere eletti saranno i Consiglieri metropolitani, votati tra i Sindaci e i Consiglieri in carica dei Comuni della Provincia ed eletti dai Sindaci e i Consiglieri dei comuni della provincia.
Per quanto riguarda le 64 Province le date di svolgimento delle elezioni per il Presidente della Provincia e i consiglieri provinciali sono riportate nella tabella allegata. Anche in questo caso, gli eletti saranno votati tra i Sindaci e i Consiglieri comunali in carica, nonché, limitatamente alle prime elezioni, tra i Consiglieri provinciali uscenti. Ad eleggerli saranno i Sindaci e i Consiglieri dei comuni della provincia. Il Presidente della Provincia resterà in carica 4 anni, mentre il Consiglio provinciale si rinnoverà ogni 2 anni.
Il numero dei Consiglieri metropolitani e dei Consiglieri provinciali varia a seconda della fascia della popolazione della Provincia, da un minimo di 14 ad un massimo di 24 per i Consigli metropolitani, e da un minimo di 10 ad un massimo di 16 per i Consigli provinciali. E’ eletto Presidente della Provincia il Sindaco – o per le prime elezioni, il consigliere provinciale uscente – che consegue il maggior numero dei voti “ponderati”. Il voto di ciascun elettore è infatti ponderato in modo che sia proporzionale al numero di cittadini che il consigliere comunale e il sindaco rappresentano all’interno dell’intero corpo elettorale della Provincia, in base alla popolazione residente nel Comune di appartenenza. In caso di parità è eletto il più giovane. Per l’elezione del Consiglio metropolitano e del Consiglio provinciale oltre al meccanismo del voto ponderato è previsto un voto di lista, con la possibilità all’elettore di esprimere un voto di preferenza per uno dei candidati compreso nella lista. Le operazioni di scrutinio inizieranno alla chiusura dei seggi, o al più tardi, il giorno dopo. Il giorno successivo ad ogni elezione saranno proclamati i nuovi Presidenti di Provincia eletti, i nuovi Consiglieri provinciali e i Consiglieri metropolitani eletti.
I servizi di informazione elettorale sia relativi alle liste e alle candidature che relativi ai risultati saranno direttamente forniti da ANCI ed UPI. Tutte le informazioni sui risultati delle elezioni provinciali e dei consigli metropolitani (liste, candidature, eletti) saranno rese note da Anci e Upi , che hanno predisposto un apposito ufficio per la comunicazione elettorale. I risultati delle elezioni saranno pubblicati in tempo reale sui siti web.
“In un momento così complesso, nel pieno della fase di attuazione della riforma delle Province e con il Paese alle prese con una crisi drammatica, parlare di esuberi di 20.000 persone senza alcun fondamento è fuori luogo, e certo non aiuta a mantenere il clima sereno e propositivo che invece sarebbe indispensabile. Che poi si definiscano ‘assunzioni clientelari” quelle dei 56 mila dipendenti delle Province, che hanno sostenuto e superato un regolare concorso pubblico, personalmente lo trovo vergognoso. Non si può insultare con tanta protervia persone che hanno scelto di lavorare, con dignità e orgoglio, al servizio della comunità”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Alessandro Pastacci, commentando le notizie apparse oggi sulla stampa secondo cui l’attuazione della riforma Delrio comporterebbe oltre 20 mila esuberi tra il personale delle Province. “Abbiamo appreso oggi dagli articoli dei giornali che il Ministero dell’Economia ha commissionato ad enti di ricerca privati uno studio sugli esuberi nel personale delle Province, che sarebbero causati dalla riforma Delrio. Non è dato di sapere quali siano stati i criteri scelti per arrivare a stabilire con una tale precisione la cifra indicata, quali le funzioni che gli enti di ricerca abbiano reputato non più di competenza delle Province, visto che non è stato ancora concluso alcun accordo tra il Ministero delle Autonomie e le Regioni rispetto all’eventuale ridistribuzione di funzioni amministrative tra Regioni, Province e Comuni. Ricordiamo che la Legge Delrio assegna alle nuove Province una serie di funzioni fondamentali, dalla gestione degli oltre 130 mila chilometri di strade alla programmazione territoriale, dalla tutela dell’ambiente alla gestione di tutte le scuole superiori italiane, che sono anche oggi il cuore delle funzioni tipiche dell’ente di area vasta. Quelle, per intenderci, dove si concentra l’attività della maggioranza dei dipendenti provinciali. Invece di continuare a lanciare improbabili numeri, utilizzando tra l’altro una base dati vecchia di 4 anni e quindi del tutto inattendibile visto che dal 2010 ad oggi le Province hanno subito il blocco del turn over e delle assunzioni, il Governo lavori a dare la piena attuazione alla riforma, superando gli ostacoli che oggi impediscono di definire chi fa che cosa. Solo allora potremo sapere se e dove c’è personale che deve essere spostato laddove si sposteranno i servizi”.
L’art. 24-quater, comma 2, D.L. n. 90/2014, convertito in Legge n. 114/2014 lo scorso 11 agosto 2014 obbliga tutte le pubbliche amministrazioni e società partecipate dalle pubbliche amministrazioni (in modo totalitario o prevalente) a comunicare all’Agenzia per l’Italia digitale l’elenco delle basi di dati in loro gestione e degli applicativi che le utilizzano.
Tale comunicazione deve avvenire entro il 18 settembre 2014 (trentesimo giorno dall’entrata in vigore della norma).
L’Agenzia per l’Italia Digitale ha messo a punto una procedura on line che – http://basidati.agid.gov.it/ – consentirà a tutti i soggetti interessati di trasmettere, in modo semplice, l’elenco delle basi dati in loro possesso.
“Se l’obiettivo dello Sblocca Italia è aiutare la ripresa dell’economia, allora il Governo deve dare la massima precedenza alle piccole opere segnalate dai Comuni e dalle Province. E’ attraverso l’apertura di questi cantieri che si può sostenere la creazione di posti di lavoro in tutto il Paese e dare ossigeno alle piccole e medie imprese italiane. Non può esserci nessun riflesso positivo sulla crisi italiana da investimenti che partiranno non prima del 2017”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Alessandro Pastacci, ricordando come “Province e Comuni hanno risposto immediatamente alla richiesta del Governo, e hanno inviato segnalazioni sui cantieri bloccati per pastoie burocratiche. Le Province gestiscono oltre 130 mila chilometri di strade nazionali, una rete viaria che collega capillarmente tutto il territorio e che ha bisogno di costante manutenzione e di nuovi interventi di ammodernamento, per consentire ai cittadini e alle imprese di avere collegamenti moderni e sicuri. Nel 2013 le Province hanno investito 2 miliardi in opere per la rete viaria, ma già nel 2014 c’è stata una diminuzione delle risorse destinate agli investimenti di quasi il 7% a causa dei tagli ai bilanci ma soprattutto a causa del patto di stabilità, che è il vero ‘blocco’ perché ci impedisce di usare le risorse, anche quando ce ne sono. Il problema non sono solo i vincoli, pesantissimi, ma il fatto che sempre più spesso i governi che si sono succeduti li hanno aumentati più volte nel corso dell’anno, facendo saltare qualunque programmazione e bloccando cantieri completamente finanziati e già appaltati. Per questo – conclude Pastacci – come contributo delle Province alla consultazione del Governo sulle linee guida dello Sblocca Italia, non possiamo che ribadire l’urgenza di liberare dai vincoli che li bloccano, a partire dal patto di stabilità, gli investimenti in opere di Province e Comuni già finanziate ed appaltate, e in particolare quelli per strade, scuole e contrasto al dissesto idrogeologico”.
COMUNICATO STAMPA
Attuazione della Legge 56/2014: l’Upi incontra Confindustria
Pastacci : “individuare chiaramente le funzioni fondamentali di Province e Città Metropolitane per rispondere alle esigenze di semplificazione delle imprese”.
“Nei prossimi giorni la Conferenza Unificata dovrà sancire l’accordo di attuazione della legge 56/14 sulle funzioni. Auspichiamo che con questo accordo si possa fare chiarezza su tutto il territorio nazionale su quali sono le funzioni degli enti di area vasta, Province e Città metropolitane, per dare certezze alle imprese e agli operatori economici”.
“Lo ha detto il Presidente dell’Upi, Alessandro Pastacci, incontrando oggi il Vicepresidente di Confindustria delegato per la semplificazione, Gaetano Maccaferri”.
“In questa fase molto confusa dal punto di vista istituzionale, non si può rinviare una azione coraggiosa che vada nella direzione della semplificazione, dell’efficienza e della chiarezza auspicata più volte dal sistema delle imprese”.
“L’accordo dovrà fornire indicazioni precise anche per la soppressione degli enti che esercitano funzioni da trasferire alle Province-Città metropolitane nel settoredei servizidi rilevanza economica generale e per questo sarebbe opportuno predisporre anche il Decreto ministeriale di incentivo finanziario per le regioni che sopprimono enti o agenzie regionali.
Insieme alle funzioni si dovrà verificare la sostenibilità finanziaria delle manovre che hanno inciso profondamente sui bilanci delle Province – conclude il Pres. Pastacci. Investimenti essenziali per il sistema produttivo territoriale come quelli sulle strade, sulle scuole e sulla messa in sicurezza del territorio non possono essere sacrificati ulteriormente ed occorre pertanto rivedere in questo senso il patto di stabilità”.
COMUNICATO STAMPA
Province: Gli auguri di Pastacci a Sergio Chiamparino,
nuovo Presidente della Conferenza delle Regioni
“Auguri al nuovo Presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino, con il quale mi impegno fin da subito ad avviare un percorso di stretta collaborazione in rappresentanza delle Province italiane. Siamo infatti in un momento particolare in cui dobbiamo attuare la riforma delle istituzioni locali per rendere più efficiente e funzionale tutta la pubblica amministrazione.” Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Alessandro Pastacci, sottolineando che “il Presidente Chiamparino, con la sua esperienza e autorevolezza, saprà costruire un punto di riferimento per definire posizioni condivise e unitarie delle Autonomie territoriali nei rapporti con il Governo e con il Parlamento.”
Roma, 31-07-2014
“Se il Governo ci avesse ascoltato quando lanciavamo l’allarme sul rischio di mandare a monte tutta la riforma delle Province e delle Città metropolitane a causa dei tagli insostenibili ai bilanci, avremmo risparmiato mesi e oggi saremmo davvero pronti a partire. Prendo atto che finalmente è stata compresa la necessità di tenere insieme le riforme istituzionali con le manovre economiche, e non posso che augurarmi che nei prossimi atti del Governo questa scelta sia attuata nel concreto”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Alessandro Pastacci, al termine della riunione della Conferenza Stato Città , tenutasi oggi al Ministero dell’Interno, nel corso della quale è stato ufficialmente comunicato dal Governo la volontà di operare, prima di applicare i tagli della spending review alle Province, un monitoraggio dettagliato dello stato dei bilanci, per verificare l’impatto delle manovre sui servizi erogati. “Nessuno – ha detto Pastacci al Ministro Alfano e ai Sottosegretari Bressa, Bocci e Baretta presenti alla riunione – vuole consegnare ai sindaci che andranno alla guida delle Province in autunno, enti in disequilibrio, o peggio, in dissesto. Ne’ è sensato pensare di spostare funzioni e servizi ad altri enti, con il rispettivo personale, se non ci sono risorse adeguate per coprirli. Tra l’altro, ormai non si tratta più di tagli ai bilanci ma della sottrazione di risorse proprie delle Province per coprire la spesa pubblica centrale. In tutto nel 2014 si tratta di 1,6 miliardi, risorse che utilizziamo per la manutenzione e gestione del 70% della rete viaria nazionale o per interventi necessari a rendere le scuole superiori non solo più belle, ma anche più accoglienti e sicure. Rivedere questi tagli è essenziale per raggiungere l’obiettivo, che ormai ci siamo posti tutti, di consentire che la riforma delle Province e delle Città metropolitane non produca caos o disservizi ai cittadini. Resta il tema della chiara riorganizzazione delle funzioni delle Province: vogliamo sapere come le Regioni intendono continuare ad assicurare i servizi sui territori, nel rispetto dei tempi che impone la legge. Entro il 31 dicembre 2014 – ha detto- il processo deve essere completato, per permettere alle Città metropolitane e alle nuove Province di entrare a regime dal 1 gennaio 2015 avendo ben chiaro chi fa che cosa, senza pregiudicare l’erogazione dei servizi ai cittadini e senza inutili duplicazioni. Non vorremmo – ha concluso Pastacci – che invece che riordinare le funzioni tra Province e Comuni, si assistesse alla nascita di ennesime agenzie e società regionali”.