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PAGAMENTI PA: LE PROVINCE AL SOLE 24 ORE “SERVONO 1,2 MILIARDI”

E’ di 1,2 miliardi l’ammontare degli spazi finanziari richiesti dalle Province nell’ambito del decreto sui pagamenti della PA alle imprese.
La stima Upi, riportata oggi nell’articolo del Sole 24 ore allegato, considera il totale delle richieste per debiti scaduti al 31.12.2012 non pagati all’8 aprile, che è pari a  719 milioni di euro, e quello per debiti scaduti al 31.12.2012 già pagati a quella data ammontano a 478 milioni.
Risorse che, come sottolinea il Presidente dell’Upi Antonio Saitta al Sole 24 Ore, le Province si aspettano di vedersi riconosciute in toto.
In allegato, l’articolo del quotidiano di oggi.

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Province, Ciriani e Fontanini stoppano Serracchiani

“Debora Serracchiani ha vinto solo nella Venezia Giulia e non a Udine e Pordenone. Prima di prendere decisioni determinati sui nostri territori, compreso il futuro delle Province, ne deve discutere con noi, anche perchè sprechi e inefficienze stanno altrove”.

Questo, in estrema sintesi, il messaggio lanciato in una conferenza stampa congiunta dai presidenti delle Province di Pordenone e Udine, Alessandro Ciriani e Pietro Fontanini, alla neo governatrice della Regione che aveva ventilato nei giorni scorsi la chiusura degli enti intermedi.

CIRIANI – Un contrattacco supportato dai numeri snocciolati da Ciriani: “Le Province rappresentano l’1,3% della spesa pubblica nazionale, mentre le Regioni assorbono il 20% e le amministrazioni centrali il 17,6%. Inoltre la nostra Regione annovera ancora tremila dipendenti e un sacco di enti e di agenzie inutili, come Ater, comunità montane e consorzi di bonifica. Chiediamo dunque  a Serracchiani – ha proseguito –  un tavolo congiunto per discutere di un riassetto istituzionale complessivo, ma la riforma non deve essere di pancia e deve invece pensare al risparmio vero dei soldi dei cittadini. E’ paradossale  – ha continuato – che Stato e Regione, le quali hanno creato il debito pubblico, ci chiedano di chiudere”. Invitiamo Serracchiani – ha poi aggiunto – a invertire la rotta e a non procedere al commissariamento della Provincia di Pordenone. Siamo gli enti più virtuosi e abbiamo tagliato i costi della politica in tempi non sospetti. Non ci stiamo a fare la parte di agnello sacrificale – ha concluso – solo perchè non abbiamo competenze a contatto diretto con i cittadini”.

FONTANINI – Per Fontanini, appena rieletto presidente, “la regione uscita dalle ultime elezioni è duale: il Friuli e la Venezia Giulia, che oltre ad essere due realtà storiche, hanno due orientamenti politicamente molto diversi, con la Venezia Giulia che ha dato un’indicazione molto forte a favore della Sinistra e con il Friuli che ha indicato, in maniera inequivocabile, la preferenza per il Centro Destra. Pordenone e Udine, inoltre, sono nettamente più forti demograficamente e economicamente. La mia recente elezione – ha aggiunto – è anche un segnale forte per il futuro delle Province perché non è vero che i friulani sono contro le Province: c’é però bisogno di far sapere all’opinione pubblica l’importanza del ruolo che rivestono”.

 

 

Emergenza Lavoro, Saitta: “Tenere insieme sviluppo e occupazione.

“Per rimettere il lavoro al centro delle priorità dell’azione di governo bisogna puntare su politiche pubbliche capaci di fare crescere le opportunità di incontro tra domanda e offerta di lavoro”. 

Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Antonio Saitta ricordando come “ieri i sindacati unitariamente nelle piazze e il Presidente Letta nel suo discorso programmatico, hanno sottolineato la necessità di tenere insieme lo sviluppo territoriale e la crescita occupazionale.  Ma tra gli strumenti più utili ad aiutare chi cerca lavoro c’è l’orientamento, la formazione, il raccordo diretto con le imprese. Tutte attività che sono tipiche degli oltre 550 centri per l’impiego gestiti dalle Province, che svolgono in tutta Italia le funzioni di erogazione dei servizi per l’informazione, l’orientamento e l’inserimento al lavoro, l’assistenza e la consulenza gratuita per chi intende mettersi in proprio. Ogni anno circa 2.400.000, tra cittadini ed imprese, si rivolgono a questi uffici pubblici per richiedere servizi che riguardano  il lavoro e l’accesso agli incentivi.

Ma da anni ormai su questi servizi strategici i Governi che si sono susseguiti hanno scelto di non investire. Un errore – sottolinea Saitta – che ha indebolito un sistema che va invece potenziato. Siamo pronti a parlarne da subito con il Ministro del Lavoro Enrico Giovannini – prosegue il Presidente dell’Upi – per offrire il nostro contributo di proposte per una strategia comune che miri a migliorare il servizio e a  garantire livelli essenziali su tutto il territorio nazionale. Bisogna definire una gamma fondamentale dei servizi che tutti i centri per l’impiego devono erogare, omogenea e garantita a livello nazionale. Ma bisogna anche utilizzare questi centri, cui le imprese si rivolgono per chiedere le professionalità di cui necessitano, per definire i reali fabbisogni di professionalità necessari sui territori così da metter e in campo programmi di formazione strettamente legati alla domanda di lavoro locale. Altrimenti la formazione non sarà davvero propedeutica all’inserimento professionale.  Si tratta di scegliere – conclude Saitta – se investire su politiche di sostegno alla crescita anche personale di chi cerca occupazione, o preferire lasciare solo chi perde il proprio posto di lavoro o non riesce a trovarne uno”.

IL NUMERO DI MARZO – APRILE DELLA RIVISTA UPI LE PROVINCE

In questo numero:
Intervista Sartori (Sondrio): «Province, no abolizione, più competenze» (a pag 12)
Intervista Pastacci (Mantova): «Servizi a rischio per colpa del patto di stabilità» (a pag 16)

FOCUS
Benevento Sinergia tra turismo e sviluppo sostenibile per rilanciare il territorio (a pag 22)
Prato Riqualificazione urbana sostenibile in un progetto della Provincia ( a pag 26)
Reggio Emilia Valorizzazione e sviluppo dei mestieri tradizionali come volano di crescita (a pag 30)
Padova Lo Stato deve restituire alla Provincia 36 milioni di euro (a pag 32)

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SAITTA SU PROVINCE “SIA RIFORMA NON SMEMBRAMENTO DI SERVIZI E SMOBILITAZIONE DEL PERSONALE”

“Se il lavoro della Convenzione delle riforme costituzionali si riducesse alla smobilitazione delle Province e allo smembramento dei servizi che queste erogano e del personale che vi lavora sarebbe l’ennesima burla per il Paese. Non si produrrebbero risparmi ma aumento della spesa pubblica, si metterebbe il personale in mobilità e crollerebbe il livello dei servizi ai cittadini”.  Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Antonio Saitta, a proposito della Convenzione per le riforme costituzionali annunciata ieri dal Presidente del Consiglio dei Ministri, Enrico Letta. “Chi conosce il Paese reale – ha detto Saitta – sa bene che i comuni italiani non sono in grado di esercitare le funzioni che oggi sono delle Province. Se si è detto che 107 province sono troppe perché troppo piccole per esercitare funzioni di area vasta, come si può ora dire che comuni piccoli e piccolissimi sarebbero in grado di farlo senza problemi? E siamo sicuri che le Regioni, cui da sempre si imputa di non svolgere la loro funzione essenziale, cioè legiferare, siano le istituzioni più idonee a gestire l’amministrazione di servizi diretti ai cittadini? Non è un caso se in tutta Europa le Province esistono ed esercitano le stesse funzioni di quelle italiane. La Convenzione – aggiunge Saitta – deve essere l’occasione per sciogliere questi dubbi, per ridefinire l’intero sistema istituzionale del Paese, per intervenire su Regioni, Province, Comuni, per ridurre la spesa pubblica tagliando gli enti strumentali, che sono inutili fonti di spreco,  e riducendo gli uffici dello stato sul territorio, un costo ormai insostenibile per la pubblica amministrazione, per rivedere il sistema bicamerale e dimezzare il numero dei parlamentari. Se si continua a raccontare ai cittadini che, tolte le Province, vedranno risolti tutti i loro problemi – conclude Saitta –  il riscatto della buona politica ancora una volta non ci sarà e quello dell’astensione alle elezioni di qualunque livello istituzionale diventerà il primo partito italiano”.

In allegato, un estratto dal discorso per la fiducia alle Camere del Presidente del Consiglio Enrico Letta, con i passaggi inerenti le Province e gli enti locali

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Governo Letta, Saitta “Le Province vogliono prendere parte alla Convenzione costituzionale. Intanto però non toglieteci le risorse per strade e scuole”

“Ci aspettiamo – afferma Saitta – che la Convenzione affronti il tema del riordino istituzionale partendo dai dati reali della spesa pubblica italiana. Se si decide di abolire le Province, che sono l’1% della spesa pubblica e non si interviene sulle Regioni e sugli enti strumentali, che sono i veri centri di costo del Paese, che almeno lo si dica con onesta’

ai cittadini. Ribadiamo pero’ – aggiunge Saitta – che il percorso di abolizione delle Province che si e’ deciso di seguire non deve essere considerato una scusa per non permettere, ora e finche’ queste istituzioni continueranno ad operare, di garantire i servizi essenziali ai cittadini. Le priorita’ di questo Paese  come ha detto lo stesso Presidente Letta, sono  il lavoro, che passa dallo sviluppo economico locale, la tenuta dello stato sociale, che si fonda sul sistema di welfare assicurato da Province e Comuni, il rilancio e la modernizzazione della scuola pubblica. I nodi dei drammatici tagli ai bilanci e della modifica del Patto di stabilita’ non devono essere elusi o lasciati indietro, con la scusa della riforma che si fara’, certo, ma con i suoi tempi. I cittadini devono ancora potere contare  su servizi essenziali efficienti e di qualita, le scuole e le strade hanno bisogno di investimenti e manutenzione che non mettano a rischio la sicurezza di chi ci studia o le percorre ogni giorno. Questi interventi vanno fatti subito'”

 

 

29 Aprile 2013

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AVVISO IMPORTANTE: RINVIO INIZIATIVA TAGLI PROVINCE DEL 29 APRILE

SI COMUNICA CHE L’INIZITIVA  NAZIONALE CONTRO I TAGLI AI BILANCI DELLE PROVINCE EMERGENZA SCUOLA prevista a Roma per LUNEDI 29 APRILE ore 15,00 – 18,00 è RINVIATA A NUOVA DATA

Incarico a Letta, Saitta “Dalle Province l’augurio di varare presto il Governo”

“Ci auguriamo che il Presidente incaricato Enrico Letta riesca a concludere positivamente e presto le consultazioni per il nuovo Governo, perché il Paese ha bisogno urgente di una guida e del ritorno alla normalità”.

Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Antonio Saitta, ribadendo la necessità che “si torni a parlare presto delle vere emergenze del Paese, restituendo ai territori e agli enti locali la capacità e la forza necessarie per fare fronte alla drammatica crisi economica e sociale che stiamo attraversando. Per questo mi auguro che tra le priorità del Governo che si andrà formando – sottolinea Saitta – il Presidente incaricato Letta consideri anche quegli interventi attesi da Province e Comuni, a partire dalla revisione di tagli ai bilanci degli enti e dalle modifiche al patto di stabilità, indispensabili per consentire agli amministratori di promuovere lo sviluppo locale e di assicurare servizi essenziali efficienti e moderni di cui i cittadini hanno estremo bisogno.

Quanto alle riforme necessarie – aggiunge il Presidente dell’Upi – ci aspettiamo che il Presidente incaricato Letta preveda di istituire una Commissione speciale di confronto tra Stato, Regioni, Province e Comuni, in cui ci sia consentito di arrivare a definire in tempi rapidi un quadro di riforme condivise in grado di riorganizzare tutto il sistema istituzionale del Paese. Una sede in sui si possa fare chiarezza sullo stato dei conti della pubblica amministrazione e che permetta di verificare su una base certa di dati le inefficienze della spesa centrale e locale. E’ solo da queste premesse che si può e si deve partire per eliminare sprechi e inefficienze”.

 

 

DAL 6 AL 12 MAGGIO LA SETTIMANA MONDIALE SULLA SICUREZZA STRADALE

Si terrà dal 6 al 12 maggio prossimi la settimana mondiale sulla sicurezza stradale.

Si tratta della Seconda Settimana Mondiale della Sicurezza Stradale, promossa dalle Nazioni Unite e dedicata quest’anno alla sicurezza dei pedoni. L’evento intende portare l’attenzione su questo tema, attraverso azioni concrete che consentano di raggiungere l’obiettivo definito per il decennio 2011-2020, salvare 5 milioni di vite.

Sul sito www.sicurezzastradale.anci.it  è possibile trovare tutte le iniziative di Anci e Upi, attraverso l’Osservatorio Sicurezza Stradale,  a sostegno dell’evento.

Direttiva del ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, relativa ai Finanziamenti per interventi di edilizia scolastica-Fondi immobiliari

Sulla Gazzetta ufficiale n. 81 del 6 aprile 2013 è stata pubblicata la Direttiva del ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (che Le allego) per interventi di edilizia scolastica attraverso l’utilizzo dello strumento del fondo immobiliare.

Al riguardo, il Miur mette a disposizione 38 milioni di euro (attualmente disponibili sugli appositi capitoli di bilancio facenti capo  al Miur) per cofinanziare interventi di edilizia scolastica da realizzarsi tramite lo strumento del fondo immobiliare quale requisito vincolante per la concessione del contributo  da parte del Miur.

Per accedere ai contributi gli Enti locali/Regioni dovranno presentare richiesta all’indirizzo di PEC: [email protected] – entro il termine perentorio di 15 giorni dalla pubblicazione della direttiva sulla Gazzetta Ufficiale, specificando l’importo del contributo richiesto ed inviando il modello di protocollo di intesa (disponibile in G.U.), nel quale dovranno essere espressamente indicati gli interventi da realizzare ed il relativo costo totale.

 Il contributo sarà concesso secondo l’ordine cronologico di ricevimento delle domande fino ad esaurimento delle risorse disponibili e, per ciascun Ente locale/Regione, non potrà eccedere il 25% del costo totale previsto per la realizzazione degli interventi né essere superiore a quanto richiesto e, comunque, superare l’importo complessivo di 5 milioni di euro.

  

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Pagamenti Pa, Saitta “Oggi paghiamo quello che il Governo ci consente”

“Oggi la Provincia di Torino paga quello che il Governo le consente di pagare e poi si ferma; alle migliaia di altre ditte che aspettano da anni i loro soldi, cosa dirò? Che il decreto del Governo è da correggere?”

Se lo chiede il presidente della provincia di Torino e dell’Unione delle Province d’Italia Antonio Saitta che ha fatto i conti nel suo bilancio e solleva il problema per tutti gli Enti locali con liquidità di cassa: “oggi stesso abbiamo mandato in banca il pagamento delle fatture del 2012, iniziando  in ordine cronologico, quindi dalle più vecchie, relative a lavori su strade e scuole: tra i primi in pagamento,  gli interventi stradali per realizzare il primo lotto della circonvallazione di Borgaretto, i lavori di  messa in sicurezza all’Istituto d’arte Passoni di Torino e per la rimozione della copertura in amianto dall’istituto Galilei di Avigliana. Abbiamo però verificato che come Provincia di Torino abbiamo 1.746 fatture i cui crediti sono maturati  entro il 31 dicembre 2012 per un importo di circa 40 milioni di euro: a fronte di questa enormità di fatture ferme, abbiamo disponibili risorse capaci di coprire da subito l’intero importo, ma il Governo, con i vincoli che ci ha imposto ce ne lascia pagare solo  6.669.996,85. Chi ha liquidità di cassa non è agevolato, figuriamoci gli altri che dovranno chiedere  alla Cassa Depositi e prestiti. Per questo avevamo richiesto con forza al Governo di permettere a chi ne avesse la disponibilità di pagare subito almeno il 50% delle fatture. Le Province, con tutti i limiti imposti – conclude Saitta –  faranno comunque da subito la loro parte e già da oggi come Upi abbiamo attivato un monitoraggio per rendere noti i pagamenti che saranno effettuati in queste prime settimane dalle amministrazioni”.

Tagli alle Province: per più di 40 Province superiori a 10 milioni di Euro

“Se il Parlamento non interverrà a rivedere i tagli alle Province nel decreto sui pagamenti alla Pa, le Province non avranno soldi per finanziare i servizi ai cittadini”

Lo dichiara il Presidente dell’Upi Antonio Saitta, sottolineando come “nella tabella sul riparto dei tagli alle Province contenuta nel decreto pagamenti ci sono oltre 40 Province che saranno chiamate a subire un taglio superiore ai 10 milioni di euro.

Un intervento che nel totale è del 120% in più rispetto a quello affrontato per il 2012: da 500 milioni a 1,2 miliardi.  

Ci si chiede – sottolinea Saitta – di tagliare del 33% i nostri consumi intermedi, che sono i servizi ai cittadini: la manutenzione e la messa in sicurezza delle strade e delle scuole, la difesa del territorio, i servizi per il lavoro e la formazione professionale, la gestione dei rifiuti.

E’ una situazione gravissima, che è stata sollevata dallo stesso Parlamento, che ha votato un ordine del giorno che impegnava il Governo a rivedere questa misura perché chiaramente iniqua, e dalla stessa Corte dei Conti che ha evidenziato nei suoi rapporti lo squilibrio della manovra tutta a carico degli enti locali.

Nei prossimi giorni incontreremo le Commissioni speciali di Camera e Senato e porteremo con noi la tabella dei tagli varata dal Governo, perché i parlamentari possano, dati alla mano, comprendere l’incompatibilità della manovra.

Bisogna rendere equa la ripartizione dei tagli – conclude Saitta – e lo stato centrale deve farsi carico quanto le Province del risanamento dei conti pubblici. Altrimenti i cittadini, che nel pieno della crisi stanno sopportando una situazione gravissima, si vedranno tagliati anche i servizi essenziali ”.

 

In allegato, la tabella dei tagli alle Province contenuta nel decreto sui pagamenti della Pa varato dal Consiglio dei Ministri.

 


 

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