Esplora tutte le news

LA SPENDING REVIEW: IL TESTO TRASMESSO IN SENATO

Il testo del decreto Atto Senato 3396

Documenti allegati:

SPENDING REVIEW: IL TESTO DEL DECRETO

In allegato, il testo del Decreto sulla Spending Review licenziato dal Consiglio dei Ministri, e le tabelle allegate

Documenti allegati:

SPENDING REVIEW I commenti del Presidente Castiglione

COMUNICATO STAMPA

Spending review e riordino delle Province

Castiglione, Upi “Il Governo ha accolto nostra richiesta di accelerare”

Criticità su funzioni e assetto di città metropolitane

 

 

 

“Il Governo ha accolto la nostra richiesta di  accelerare sulla riorganizzazione delle istituzioni locali inserendo da subito la riforma delle Province nella spending review.

Ora aspettiamo di vedere il testo definitivo per dare un giudizio compiuto,. Certo, da oggi inizia un percorso che dovrà vedere coinvolte in prima fila le istituzioni locali, a partire dalle Regioni, per arrivare a definire il riordino delle Province, l’istituzione delle città metropolitane e il taglio degli enti inutili, nel pieno rispetto delle comunità e dei territori”.

E’ il commento del Presidente dell’Upi all’indomani del Consiglio dei Ministri sulla spending review, nel quale sono state approvate le norme di riorganizzazione delle Province, seguendo le proposte avanzate dall’Upi.

“Almeno sulle riforme, il Governo ha voluto ascoltarci, e il lavoro intenso con il Ministro Patroni Griffi ha iniziato a produrre risultati.

Certo, ci sono alcuni aspetti critici che non possiamo che sottolineare, a partire dalla indicazione del Governo delle funzioni assegnate alle Province, che non sono sufficienti per una istituzione di area vasta che deve governare i processi del territorio.

Mancano infatti le funzioni sul mercato del lavoro, sull’istruzione e sulla formazione, sull’edilizia scolastica, e su queste ci confronteremo con forza con il Parlamento.

Inoltre abbiamo grossi dubbi sulle future Città metropolitane, di cui ancora non è affatto chiaro il sistema di governance, il modello elettorale, né se saranno rispettate, come noi chiediamo, le scadenze dei mandati elettivi.

Anche su questo apriremo un confronto chiaro in Parlamento, perché le Città metropolitane sono un elemento fondamentale del futuro assetto del territorio.

Siamo consapevoli che una riforma di questa portata non sarà facile da attuare – conclude Castiglione – perché bisognerà ridisegnare le Province, sia dal punto di vista territoriale che delle funzioni e costruire intorno a questi nuovi enti la presenza dello Stato. Ma siamo pronti a collaborare perché avvenga nel rispetto della storia, della cultura, delle peculiarità economiche dei territori e delle comunità”.

 

 

COMUNICATO STAMPA

Spending review: tagli insostenibili

Castiglione “Il Parlamento intervenga o gli enti andranno in dissesto”

 

 

         “Sul taglio agli enti locali il Governo continua a tenere una posizione inaccettabile: con questa manovra, perché tale è, si mandano in dissesto gli enti. E le riforme, se gli enti sono al dissesto, non servono a nulla”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, ribadendo come “la spending review si abbatte sulle Province con misure devastanti, che ci impediranno di portare a termine gli impegni presi nei bilanci. Salteranno commesse, non pagheremo lavori già svolti, non potremo davvero più amministrare. L’incidenza del taglio alle Province sui consumi intermedi poi  è più del doppio di quello previsto per gli altri comparti: sulle Province si interviene con un taglio che sfiora il 14% nel 2012 e che arriva al 27% nel 2013.

         Non c’è nessuno meccanismo che premi l’efficienza degli enti, e non si considera nemmeno che, per quanto riguarda le Province, l’ammontare dei consumi intermedi varia, perché dipende direttamente dai trasferimenti di funzioni che le Regioni decidono di assegnare caso per caso. Non tutte le Province fanno le stesse cose, anzi, da questo punto di vista scontiamo una eccessiva frammentarietà.

Il Parlamento – aggiunge Castiglione – dovrà intervenire su questo fronte delicatissimo, perché qui non sono le spese aggredibili ad essere prese in considerazione: stiamo parlando dei servizi ai cittadini, che con una manovra di questo genere non possono che essere drammaticamente compromessi”.

          

 

Spending review: tagli insostenibili, colpiti gli enti virtuosi

Una Assemblea straordinaria dei Presidenti di Provincia e una lettera aperta a tutti i partiti politici per denunciare l’insostenibilità dei tagli agli Enti locali previsti dalla spending review, che colpiscono principalmente gli enti virtuosi.

Lo ha deciso l’Ufficio di Presidenza dell’Upi, che si è riunito oggi a Roma per discutere delle norme contenute nel decreto che il Governo varerà questo pomeriggio.

“Si tratta di tagli lineari a Regioni, Province e Comuni, che non premiano l’efficienza degli enti e incidono direttamente sui servizi ai cittadini – si legge nella lettera che l’Ufficio di Presidenza invierà ai segretari dei partiti politici.

“Non c’è nessuna riqualificazione della spesa – prosegue il testo – ma l’ennesima manovra che fa pagare i conti della crisi agli Enti locali, e quindi direttamente ai cittadini.

Per quanto riguarda le Province, il taglio di 500 milioni di euro per quest’anno e di 1 miliardo l’anno prossimo porterà al sicuro dissesto degli enti. A settembre poi, rischiamo di non potere riaprire le scuole, perché non avremo i soldi perché non potremo garantire la messa in sicurezza e non potremo pagare le utenze.

Ma il taglio è strutturale, e comporta, di fatto, l’impossibilità per le Province di assolvere alle loro funzioni: non avremo più risorse per la manutenzione delle strade, per le scuole, per effettuare i servizi di salvaguardia e tutela del territorio, dovremo chiudere i Centri per l’impiego.

Come si può proprio in  un momento come quello che stiamo attraversando, privare i cittadini sempre più colpiti dalla crisi, anche dei servizi pubblici essenziali?”.

Nel corso della riunione sono stati inoltre nominati quali nuovi componenti dell’Ufficio di Presidenza dell’Upi,  il Presidente della Provincia di Brindisi, Massimo Ferrarese, che riveste la carica di Vicepresidente Upi, il Presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà, il Presidente della Provincia di Savona, Angelo Vaccarezza e l’Assessore al Bilancio della Provincia di Torino, Marco D’Acri.

 

 

Spending review, tagli alle Province

“Come si fa a dire che 7,2 miliardi di tagli a Regioni, Province e Comuni, non sono una manovra? Altro che spending review, ancora una volta si sceglie la via di fare pagare ai cittadini e agli Enti locali il conto della crisi”.

Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, annunciando per domani una riunione straordinaria dell’Ufficio di Presidenza dell’Upi in cui decidere le iniziative da mettere in campo contro i tagli della manovra.

“Tra l’altro – sottolinea Castiglione – troviamo davvero scorretto dovere apprendere i contenuti del provvedimento dalla stampa, dopo essere stati convocati ad un tavolo ufficiale con il Governo in  cui invece nulla ci è stato detto né sulle modalità che si intende adottare né sui numeri cui fare riferimento.

Se ci atteniamo alle bozze circolate sui media, è chiaro che le cifre dei tali che vengono addebitate alle Province sono del tutto inaccettabili: 500 milioni di taglio nel 2012 e 1 miliardo nel 2013, che si aggiungono a quelli già stabiliti dalle manovre precedenti, tutte durissime, che ci hanno ridotto di 3,3 miliardi i bilanci da qui al 2014.

Si continua poi a suddividere il peso dei tagli in maniera del tutto sproporzionata, con un carico sempre maggiore sulle Province.

Questo è evidente, calcolando l’incidenza del taglio sulla spesa corrente: per il 2012 per le Province si tratta del 5,9%, contro il 2,6% delle Regioni e lo 0,97% dei Comuni.

E nel 2013 arriviamo ad un taglio del 11,8% per le Province contro il 4,33% delle Regioni e il 3,8% dei Comuni.

A questo punto diventa perfino ridicolo continuare a parlare di razionalizzazione delle Province: con queste cifre almeno la metà delle Province andrà in dissesto nel 2012 e nel 2013 tutte le altre”.

Tagli: le Province al Governo Monti

“La spending review è un’operazione di riqualificazione della spesa necessaria su cui c’è piena disponibilità di ciascuno a fare la propria parte. Cosa diversa è se si trasforma nell’ennesima manovra di tagli alle Province e agli Enti locali”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, chiarendo:  “non abbiamo ancora avuto  nessuna informazione ufficiale dal Governo, ma le notizie che oggi circolano sulla stampa ci preoccupano.  Intervenire ancora sulle Province con nuovi tagli lineari e così pesanti – se le cifre su cui si sta ragionando sono quelle pubblicate dai media –  vuol dire mandare in dissesto le Province e gli enti locali, e con essi tutti i servizi che queste istituzioni assicurano ai cittadini, dalla manutenzione delle strade alla messa in sicurezza delle scuole, dal trasporto pubblico  alle politiche per l’ambiente e il territorio. Ci auguriamo davvero che non sia questo che il Governo ci presenterà domani. Noi – conclude il Presidente Castiglione – siamo stati chiamati a discutere di riforme, di riduzione in default gli enti nessuna riorganizzazione sarà possibile, e non è certo di Province e Comuni con bilanci al dissesto che il Paese ha bisogno”.

LE PROVINCE LANCIANO UN APPELLO AL PREMIER MONTI

Caro Presidente Monti,

in questi momenti cruciali per il futuro dell’Italia e dell’Europa intera, Le riconfermiamo tutto il nostro sostegno. Come rappresentanti delle Province italiane, siamo al suo fianco nella durissima battaglia che ha intrapreso non solo per rimettere a posto i conti del Paese, ma per restituire credibilità all’Italia e alle sue Istituzioni. 

Noi siamo con Lei perché siamo parte della classe dirigente italiana. E sappiamo di dovere innanzitutto noi dimostrare ai cittadini che la buona politica esiste, che la buona amministrazione è capace di riformarsi.

L’Unione delle Province d’Italia sta facendo la sua parte.

Abbiamo proposto un’autoriforma che garantirà allo Stato 5 miliardi di risparmi, attraverso la riduzione del numero delle Province, l’istituzione delle Città Metropolitane e la riorganizzazione degli uffici territoriali dello Stato.

Una riforma complessiva e facilmente attuabile che assegna alle Province funzioni certe, garantendo ai cittadini il potere democratico di controllare l’operato degli amministratori pubblici.

Abbiamo inoltre proposto che questi risparmi finanzino un fondo per gli investimenti locali.

E’ il nostro contributo alla Spending Review: non solo un taglio, ma una migliore gestione di risorse per favorire lo  sviluppo.

Sappiamo anche che la nostra riforma da sola non basta.

Occorre un’operazione più radicale per tagliare spese inutili e ridurre sprechi.

Ci permettiamo allora di farle un’altra proposta. Il Ministero del Tesoro ha compilato la lista delle società, consorzi ed enti strumentali di Regioni, Province e Comuni.

Sono, Presidente, 3.127: pagine e pagine di sigle improbabili, strutture create dal nulla spesso per spartire poltrone e gestire potere. Rappresentano le stanze segrete della politica, di cui i cittadini ignorano perfino l’esistenza. Anche se sono loro, con le loro tasse, a finanziarle e a tenerle in vita.

Questi organismi costano al Paese oltre 7 miliardi di euro l’anno, di cui 2 miliardi e mezzo impiegati per i soli consigli di amministrazione. E sono organismi che si occupano di servizi che dovrebbero essere svolti dalle Regioni, dalle Province e dai Comuni.

Noi vogliamo come Lei un Paese nuovo, in cui le istituzioni abbiano funzioni certe e responsabilità facilmente individuabili, sulle quali i cittadini possano esercitare un controllo democratico.

Autoriformandosi con coraggio, le Province stanno dimostrando di essere consapevoli delle necessità del momento.

Completi l’opera tagliando con nettezza questi veri rami secchi e improduttivi dell’amministrazione pubblica.

Verrà così certamente rafforzata e compresa meglio la sua battaglia di cambiamento.

 

In rappresentanza di tutte le Province Italiane

 

Giuseppe Castiglione, Presidente dell’Unione delle Province d’Italia

Antonio Saitta, Presidente della Provincia di Torino

Nicola Zingaretti, Presidente della Provincia di Roma

Guido Podestà, Presidente della Provincia di Milano

Massimo Ferrarese, Presidente della Provincia di Brindisi

Andrea Barducci, Presidente della Provincia di Firenze


Documenti allegati:

L’ASSEMBLEA NAZIONALE RILANCIA LA PROPOSTA UPI

“Ridurre il numero delle Province, istituire le Città metropolitane, tagliare gli enti strumentali delle Regioni e riorganizzare gli uffici periferici dello Stato intorno alle nuove realtà provinciali. Attenzione, non è con uno solo di questi interventi che si può procedere: la proposta regge e consegna al Paese i risultati voluti se viene attuata nel suo insieme e in tutto il territorio nazionale. Nelle Regioni a statuto ordinario come in quelle a Statuto speciale”.
Lo ha ribadito il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, aprendo ieri i lavori dell’Assemblea nazionale delle Province d’Italia a Roma: la proposta dell’Upi, dunque, tiene se vienne accolta nel suo insieme.
“La questione vera – ha detto poi – è che le Province vanno riformate e accorpate, seguendo però un percorso che non può che essere coerente con le norme costituzionali. Come Province, siamo passati dalle parole ai fatti e abbiamo avanzato una proposta concreta, che riteniamo sensata, e che è in grado di portare in poco tempo, senza attardarsi in inutili quanto improbabili riforme della Costituzione, ad una vera modernizzazione dell’amministrazione locale, con risparmi immediati di almeno 5 miliardi di euro”.
Il Presdiente ha poi puntato l’attenzione sulla necessità che le riforme dei governi locali interessino tutte le istituzioni “C’è da dire però che ad oggi l’unica proposta di autoriforma depositata in conferenza unificata è quella dell’Upi – ha detto – perché se è vero, e noi ne siamo consapevoli, che c’è un problema di dimensioni di province, non si capisce perché non ci si debba interrogare con lo stesso ardore sul fatto che mentre in Italia ci sono ben 10 Province con oltre 1 milione di abitanti, ci sono anche 6 Regioni che non raggiungono la stessa popolazione. Dobbiamo tenere presente che, dopo avere razionalizzato le Province, avremo sempre Regioni di 300 mila e Regioni di 10 milioni abitanti, comuni di 40 abitanti e Comuni di 4 milioni di abitanti. A nostro avviso, quindi, prima o poi il tema del dimensionamento ottimale, dovrà riguardare anche Regioni e Comuni“.
In allegato, la relazione del Presidente Castiglione, l’Ordine del Giorno approvato dall’Assemblea Generale delle Province e il Documento dei Segretari comunali e provinciali.

Documenti allegati:

Province: Castiglione “Appello al Governo e ai partiti. Non ci possono essere veti dalle regioni sulle Province”

“Sulla riforma delle Province sono ore decisive: facciamo appello al Governo Monti, perché prosegua nella strada avviata del confronto con l’Upi, e presenti una proposta organica, completa, che consenta non solo di ridurre le Province, ma di semplificare l’amministrazione territoriale, istituendo le Città metropolitane, assegnando funzioni certe di area vasta alle Province, tagliando gli enti e le agenzie strumentali delle Regioni, e razionalizzando la presenza dello stato nei territori. Non possiamo accettare che su questo tema ci siano veti da parte delle Regioni”. Lo ha detto il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, concludendo i lavori dell’Assemblea Nazionale delle Province a Roma. “Noi abbiamo fatto una scelta di serietà, prendendoci carico per quello che ci riguardava, di contribuire a riformare le autonomie locali. Abbiamo presentato una proposta seria, che, con estremo coraggio, è stata accolta da tutti, anche dalle Province che verranno accorpate. Non le Regioni non hanno accettato la sfida dell’autoriforma, ma anzi, proprio dalle Regioni arrivano in queste ore pressioni per fermare la proposta dell’Upi, che invece con il Governo ha iniziato un percorso decisivo. Facciamo appello al Governo Monti, e anche ai partiti politici che hanno sostenuto la nostra proposta, a non interrompere questo percorso ora, a portare a termine una riforma così importante, a bloccare le tentazioni di chi vuole l’affermarsi di un neocentralismo regionale. Altrimenti, se si sceglierà di procedere per strappi, presentando la solita riforma inattuabile, non potremo fare altro che promuovere nuovamente ricorso alla Corte Costituzionale contro i provvedimenti che saranno presentati”.

 “In queste ore sta emergendo con chiarezza quali sono i soggetti che vogliono impedire il progetto di riforma dell’amministrazione locale del Paese. Sono le Regioni che, senza avere mai aperto un confronto franco con l’Upi, stanno in queste ore intervenendo sul Governo per bloccare la nostra proposta di autoriforma”. Lo dichiara il Vice Presidente dell’Upi, Antonio Saitta, rilevando come “oggi abbiamo appreso dal Ministro Cancellieri che le Regioni hanno chiesto incontri al Governo per parlare della riforma delle Province. Sarebbe stato corretto che avessero invece aperto un confronto per un progetto di autoriforma delle Regioni stesse, anziché tentare di bloccare il nostro percorso di semplificazione istituzionale, che, ci rendiamo perfettamente conto,  mette profondamente in discussione anche i 3.279 enti strumentali che le Regioni hanno in questi anni costituito e che evidentemente non hanno alcuna intenzione di chiudere. I poteri regionali sui territori. Quello che ci appare chiaro è che le Regioni sono interessate a svuotare le Province, per costituire ancora nuovi enti e agenzie”.

Documenti allegati:

AL VIA A ROMA L’ASSEMBLEA NAZIONALE DELLE PROVINCE ITALIANE

La riforma delle Province, la spending review, i provvedimenti per lo sviluppo e lo stato della finanza degli Enti locali.

Saranno questi i temi al centro dell’Assemblea Nazionale delle Province italiane, in programma martedì 26 giugno e mercoledì 27 giugno a Roma (Sala Capranica, Piazza Capranica 101).

L’Assemblea avrà inizio martedì 26 giugno a partire dalle ore 15,30, affrontando il tema delle riforme istituzionali.

Interverranno il Ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, e il Ministro per la Pubblica amministrazione e la semplificazione, Filippo Patroni Griffi.

In rappresentanza del Parlamento interverranno i Deputati e i Senatori delle Commissioni Affari Costituzionali di Camera e Senato, attualmente impegnati nella discussione sulla Carta delle Autonomie, le Riforme costituzionali e la nuova legge elettorale per le Province.

 

Mercoledì 27 giugno dalle 9,30 invece, si parlerà di finanza locale,  riforme del patto di stabilità, rilancio degli investimenti per la crescita del Paese.

Interverrà il Ministro per gli Affari regionali, il turismo, lo sport, Piero Gnudi.

Inoltre, sono stati previsti interventi dei rappresentanti delle maggiori associazioni delle imprese, del sistema bancario e delle Organizzazioni sindacali.

 

In allegato, il programma dettagliato dell’evento

 

Info Ufficio Stampa: Barbara Perluigi mob 3357246489

Documenti allegati:

STATO/CITTÀ – PROROGATO AL 31 AGOSTO

Nella seduta del 20 giugno 2012 la Conferenza Stato-Città ha deliberato il rinvio del termine del bilancio di previsione per il 2012 da parte degli Enti locali ora fissato al 31 agosto 2012.

Si ricorda che era stato già approvato un differimento del termine, precedentemente fissato al 30 giugno.

 

In allegato l’atto approvato dalla  Conferenza Stato-città (punto 3 in allegato)

Documenti allegati:

Riforma Province Sarde, Castiglione: Chiediamo al Governo di impugnare la legge della Regione perche’ incostituzionale.

“Il referendum sulle Province Sarde e’ stato un atto palesemente incostituzionale. Per questo chiederemo al Governo di impugnare la Legge e i decreti che la Regione Sardegna ha prodotto nel tentativo, fallito, di mettere fine al caos che si e’ creato”. Lo ha annunciato il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione, nel suo intervento ai lavori dell’Assemblea delle Province Sarde. “I decreti emanati dalla Regione – ha spiegato Castiglione – sono lesivi dell’articolo 43 dello Statuto della Regione Sardegna e la legge e’ lesiva dell’articolo 5 e 114 della Costituzione. Per questo chiederemo al Governo di impugnarli di fronte alla Corte Costituzionale. Il vuoto istituzionale che si e’ creato in Sardegna – ha concluso Castiglione – non e’ altro che la conferma che il l’articolo 23 del Salva Italia varato dal Governo Monti e’ inattuabile e dimostra il fallimento di qualunque tentativo di calare questo decreto nella realta’ dei sistemi di governo locale italiani”. 

“Lanciamo un appello al Presidente della Regione, Cappellacci – ha poi aggiunto Castiglione –  si apra subito un tavolo con le Province per definire una proposta di legge che consegni ai cittadini amministrazioni moderne e più’ efficaci. In questa sede siamo pronti a fare le nostre proposte di semplificazione degli assetti. La Regione Sardegna nel 2011 e’ costata 7 miliardi di euro: le otto Province, tutte insieme, hanno speso meno di 330 milioni di euro. Degli oltre 10 miliardi di euro spesi dalle amministrazioni territoriali, quelli della Regione Sardegna rappresentano il 70% del totale, mentre quelli delle Province sono il 3,2%. Il nodo vero non sono i costi della politica, ma la riqualificazione della spesa: nella sola Regione Sardegna si contano 118 enti strumentali, di cui 70 societa’ partecipate, 24 sono aziende, 15 gli enti e 9 i consorzi. Su questi enti, che sono strutture di sottogoverno dove si annidano sprechi e inefficienze,  bisogna agire subito. La riforma delle Province si puo’ e si deve fare – ha aggiunto Castiglione –  accorpandole, riducendone il numero,  tagliando di conseguenza gli uffici periferici dello stato,  e definendo funzioni chiare. La Sardegna puo’ essere un vero e proprio laboratorio, il primo passo per attuare l’autoriforma delle Province che come Upi abbiamo presentato”.

Cerca