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IL MANAGER CESARE ROMITI SUL VENERDI DI REPUBBLICA

Le Province non vanno soppresse, perchè, dice il manager Cesare Romiti in un intervento sul Venerdi di Repubblica di questa settimana “Sono più vicine alla gente. Piuttosto, tagliamo le Regioni, di dubbia utilità e con tanti vizi di corruzione tipici dello Stato centrale”. In allegato l’articolo con la ricetta di Romiti contro la crisi, e l’appello “Salvate le Province, sono l’Italia vera”.

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Legge elettorale delle Province

“Non abbiamo ancora avuto modo di conoscere il testo approvato dal Consiglio dei Ministri sulla nuova legge elettorale delle Province: certo però che, a leggere lo scarno comunicato stampa della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ci pare si sia di fronte all’ennesimo pasticcio, inventato nel tentativo, non riuscito,  di porre rimedio alle norme assurde previste dal Decreto Salva Italia sulle Province”. Lo afferma il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, commentando le prime notizie riguardo allo Schema di Disegno di Legge approvato dal Governo sulle nuove disposizioni elettorali per le Province.   
“Quello che è evidente – aggiunge Castiglione – è che ormai lo stesso Governo ha compreso che  il percorso scelto con l’articolo 23 del Salva Italia sulle Province è inattuabile e va cambiato perché non porta risparmi, non risolve il problema della necessità di una vera riforma delle istituzioni territoriali e soprattutto interviene con norme anticostituzionali sugli assetti istituzionali del Paese.  
L’Upi – ribadisce il Presidente – continua a sostenere che sia grave il volere sostituire la democrazia di una istituzione eletta dal popolo con l’ennesimo organismo di nominati della politica. Anche perché il percorso dell’elezione di secondo livello mette a rischio la stessa governabilità dei territori, che era stata invece fino ad oggi garantita proprio dall’elezione diretta del Presidente della Giunta.
Con questo sistema, a maggioranza variabile,  sarà impossibile programmare gli investimenti,  definire i piani territoriali di gestione corretta del territorio, intervenire con politiche in grado di offrire risposte di lunga durata alle esigenze delle comunità. Confidiamo che il Consiglio dei Ministri – aggiunge Castiglione – accolga  effettivamente le nostre richieste e torni a discutere di riforme istituzionali con la serietà e l’attenzione che questi temi meritano, per garantire alle amministrazioni quella autonomia e legittimazione che la Costituzione considera caposaldo dell’assetto istituzionale del Paese”.

LA RIFORMA DELLE PROVINCE SUL CORRIERE DELLA SERA

In allegato, l’articolo pubblicato oggi sul quotidiano Il Corriere della Sera

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Riforma delle Province: l’Upi chiede inserimento proposta in decreto semplificazione

E’ stata consegnata oggi alle Commissioni Affari Costituzionali e Attività produttive della Camera, che stanno esaminando il Decreto semplificazioni, la proposta dell’Upi di “Delega al Governo per l’istituzione delle città metropolitane, la razionalizzazione delle province, il riordino dell’amministrazione periferica dello Stato e degli enti strumentali”.

“Abbiamo chiesto ai Deputati di inserire la nostra proposta nel decreto legge sulle semplificazioni – dicono il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione e il Vice Presidente Upi Antonio Saitta – perché riteniamo che possa essere la sede idonea per dare il via ad una vera riforma delle istituzioni che semplifica il sistema di governo locale e produce risparmi immediati che abbiamo quantificato in almeno 5 miliardi”.

Nella relazione che accompagna il testo, consegnata alle Commissioni, l’Upi sottolinea come la legge delega può essere inserito all’interno del Disegno di legge di conversione in legge del Decreto-legge 9 febbraio 2012, recante “Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo”, perché coerente con le finalità del decreto in quanto mira a semplificare l’ordinamento della Repubblica e ad individuare risorse che poterebbero da subito essere utilizzate per lo sviluppo del Paese. Se questa ipotesi fosse accolta, infatti, entro il mese di settembre 2012 l’iter di riforma potrebbe essere attuato e concluso.

La proposta Upi, infatti, prevede l’istituzione delle 10 Città metropolitane, come previsto  dalla Legge 42 sul federalismo fiscale; la razionalizzazione e riduzione delle Province; il conseguente accorpamento degli  uffici territoriali del governo; l’eliminazione di  tutti gli  enti o le agenzie statali, regionali e degli enti locali.

“E’ una proposta – sottolineano i Presidenti Castiglione e Saitta – che permetterebbe in tempi rapidi di trovare risorse pari ad almeno 5 miliardi di euro che potrebbero essere destinate al rilancio degli investimenti degli enti locali. 5 miliardi, contro i 65 milioni previsti dalle norme del Governo Monti di riforma delle Province”.

Nel dettaglio, il testo consegnato alle Commissioni Affari Costituzionali e Attività produttive della Camera specifica come dal processo di riordino delle Province è possibile ricavare 1 miliardo di euro (50% dai processi di miglioramento dell’efficienza delle Province e per il restante 50% dalla riduzione del numero delle province). Dal riordino degli uffici periferici dello Stato derivante dalla riduzione del numero delle circoscrizioni provinciali e dalla riunificazione degli stessi negli Uffici territoriali del Governo è possibile stimare un risparmio di almeno 2,5 miliardi di euro, pari a circa il 4% dei 65 miliardi di euro della voce “amministrazione generale” della spesa statale regionalizzata, in base ai dati di fonte RGS del 2010. Dall’abolizione degli enti e agenzie strumentali che esercitano impropriamente funzioni che dovrebbero essere ricondotte ai Comuni e alle Province è infine possibile stimare un risparmio di almeno 1,5 miliardi di euro .

 

 

On line sul portale del Progetto Fabbisogni Standard i due nuovi questionari per la rilevazione dei fabbisogni standard per due funzioni provinciali: istruzione e gestione del territorio.

Pubblichiamo il Comunicato stampa del SOSE su Costi e Fabbisogni Standard: inizia la terza fase del monitoraggio che porterà al superamento della spesa storica

Istruzione pubblica e gestione del territorio saranno al centro della nuova rilevazione

Il 23 febbraio saranno online sul portale https://opendata.sose.it/fabbisognistandard/ tre nuovi questionari, uno per i Comuni e due per le Province,  progettati da SOSE, con la collaborazione di IFEL e UPI, per continuare la rilevazione che determinerà i Fabbisogni Standard di Comuni, Città metropolitane e Province, come previsto dal D.Lgs. n.216/2010. Sarà possibile visionare i questionari e procedere alla loro compilazione utilizzando le credenziali di accesso già in possesso di Comuni, Unioni di Comuni e Province.

Istruzione pubblica per Comuni e Province e gestione del territorio per le Province saranno al centro di questa nuova rilevazione che vedrà nuovamente coinvolti tutti gli Enti Locali ad esclusione di quelli appartenenti alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome di Trento e Bolzano.

Gli Enti Locali avranno 60 giorni di tempo, a far data dalla prossima pubblicazione in G.U. del nuovo Decreto Direttoriale del Dipartimento delle Finanze, per restituirli a SOSE debitamente compilati.

I questionari quindi sono 3: uno per i Comuni e Unioni di Comuni e due per le Province e   riguardano i servizi previsti dalle “Funzioni di Istruzione Pubblica”, per i Comuni e le Province, e quelli previsti dalle “Funzioni riguardanti la gestione del territorio” per le sole Province.

I dati da rilevare, di natura contabile e strutturale, fanno riferimento all’anno 2010.

Per i Comuni, e quindi per le “Funzioni di Istruzione Pubblica”, è prevista la somministrazione di un unico questionario (FC03U) che rileverà i dati riguardanti i servizi di:

 

  • Scuola dell’infanzia;
  • Altri ordini di scuola (primaria e secondaria di 1° grado, secondaria di 2° grado);
  • Assistenza scolastica, trasporto, refezione e altri servizi.

Per le Province le funzioni sono due ed è prevista la somministrazione di due questionari.

Per le “Funzioni di Istruzione pubblica” il questionario (FP02U) è volto all’acquisizione delle informazioni utili alla determinazione dei Fabbisogni Standard per i servizi di:

  • Istituti di istruzione secondaria;
  • Istituti gestiti direttamente dalla Provincia;
  • Formazione professionale ed altri servizi inerenti l’istruzione.

Per le “Funzioni riguardanti la gestione del territorio” sarà somministrato un unico questionario (FP04U) che acquisirà informazioni per i servizi di:

  • Viabilità;
  • Urbanistica e programmazione territoriale.

Per i Comuni il secondo questionario  che riguarderà  le “Funzioni nel settore sociale” (FC06U) sarà online entro fine marzo.

I Comuni e le Unioni di Comuni possono ricevere assistenza nella compilazione dei questionari rivolgendosi al servizio di call-center predisposto da IFEL al numero telefonico 06 88816323. Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 16.30, per tutta la durata del periodo previsto per la compilazione dei questionari, oppure è possibile inviare una email all’indirizzo  [email protected]

Le Province possono ricevere assistenza nella compilazione dei questionari contattando il servizio di call-center predisposto da SOSE al numero telefonico 06 508311. Il servizio è attivo dal lunedì al venerdì, dalle 9.30 alle 16.30, per tutta la durata del periodo previsto per la compilazione dei questionari.

Per eventuali problemi di accesso si può inviare una email all’indirizzo [email protected]

Legge elettorale delle Province: Castiglione, Upi – dalla democrazia degli eletti ai nominati anche nelle istituzioni locali.

“Oggi eletti dal popolo, domani nominati a comporre una piccola casta di consiglieri provinciali. Finalmente  arriva la tanto annunciata riforma rivoluzionaria del Governo Monti sulle Province. Talmente rivoluzionaria che immagina un consiglio provinciale non eletto democraticamente, che non dovrà più rispondere ai cittadini e  che, ovviamente,  cambierà continuamente, ad ogni scadenza elettorale del più piccolo comune del territorio. A guidarlo, poi viene posto un presidente nominato, che sarà impossibilitato ad esercitare alcun ruolo di guida. Deve essere costato molto lavoro agli sherpa del Ministero dell’Interno: la montagna che produce il classico topolino”.

E’ il commento del Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, alle notizie pubblicate oggi dal quotidiano Il Sole 24 ore sull’ipotetico disegno di legge di riforma delle elezioni provinciali, in attuazione delle norme previste dal decreto Salva Italia.

“Il meccanismo che viene rappresentato oggi dalla stampa – commenta Castiglione – non fa che generare l’ingovernabilità dei territori . Prevede un ruolo molto forte del Comune capoluogo, che quindi in questa nuova Provincia assumerà un ruolo dominante di tutela degli interessi delle grandi città, a tutto danno dei territori. Il meccanismo di elezione dei consiglieri provinciali, poi,  non tiene conto – o forse sì, ma non se ne preoccupa – del fatto che le scadenze elettorali dei singoli comuni delle Province non coincidono. Quindi avremo consigli provinciali che cambieranno continuamente fisionomia allo scadere dei singoli consigli comunali. Ancora una volta saranno i territori ad essere penalizzati, dall’impossibilità per questa istituzione di programmare alcunchè, alle prese con maggioranze che muteranno continuamente.

L’Upi  – prosegue Castiglione – ha elaborato una vera proposta di riforma, che immagina un nuovo assetto istituzionale dei territori, con la nascita delle Città metropolitane, la riduzione delle Province, la conseguente riduzione degli uffici periferici dello Stato e l’eliminazione degli enti strumentali. Una riforma che produrrebbe risparmi per oltre 5 miliardi di euro.

Non riusciamo davvero a capire perché, nonostante la piena collaborazione e i segnali forti che sono venuti dalle Province di affrontare il riordino complessivo delle istituzioni del nostro Paese, il Governo voglia ancora penalizzare le istituzioni elette democraticamente, lasciare intatti i privilegi, gli enti e le strutture, le burocrazie elefantiache che come costantemente apprendiamo, sono la vera zona grigia di questo Paese”.

Legge elettorale delle Province: Saitta, Upi – Il 18 aprile a Milano tutti gli eletti delle Province contro i nominati della politica.

“Il 18 aprile a Milano tutti i 3000 eletti delle Province si riuniranno in una manifestazione contro i nominati della politica. Non possiamo accettare una legge che deprime la democrazia e toglie ai cittadini il diritto di scegliere con le elezioni chi è chiamato a rappresentarli e ha la responsabilità di tutelarne gli interessi, e porta anche nelle istituzioni locali il solito esercito di nominati della politica”. Lo annuncia il Vice Presidente dell’Upi, Antonio Saitta, riferendo quanto deciso oggi al termine della riunione dell’Ufficio si Presidenza dell’Upi per contrastare la proposta di Disegno di Legge del Governo Monti che trasforma le Province in enti di secondo livello.
“Mentre i cittadini chiedono a gran voce di potere scegliere i propri rappresentanti e non accettano più che siano i partiti a nominarli – sottolinea Saitta – il Governo Monti propone di cancellare gli organi eletti delle istituzioni locali. Per questo abbiamo deciso di fare a Milano una grande manifestazione per la democrazia, per  ribadire che chi governa e amministra la cosa pubblica deve essere responsabile di fronte alla propria comunità delle scelte che porta avanti. E la responsabilità discende direttamente solo dall’elezione popolare”.

Fondo Kyoto: al via i finanziamenti a servizio dell’ambiente

Il Fondo Kyoto è stato istituito dalla Legge finanziaria 2007 per finanziare la realizzazione di interventi in attuazione dei dettami del Protocollo di Kyoto (1997), il trattato internazionale che fissa le linee guida per la riduzione delle emissioni inquinanti responsabili del riscaldamento globale. Le modalità per l’erogazione dei finanziamenti sono state definite dal Ministero dell’Ambiente, di concerto con il Ministero dello Sviluppo
Economico.

Nel link, le modalità di accesso ai finanziamenti

Consulta pari opportunità: senza le Province ancora meno spazi per le donne in politica

“Già le donne in politica sono merce rara: se togliamo anche gli spazi di democrazia locale, allora spariranno completamente dal panorama italiano”. Lo dichiara la Presidente della Consulta Pari Opportunità dell’Upi, Lidia Nobili a proposito della riforma delle Province prevista dalla manovra  Salva Italia, che cancella i Consigli Provinciali eletti e li sostituisce con una assemblea di Sindaci.

“Liquidare i Consigli Provinciali eletti sostituendoli con sindaci – sostiene Lidia Nobili – vuol dire chiudere ancora una volta alle donne la possibilità di entrare nelle scelte politiche del Paese. Le donne in Provincia sono certo poche, non arriviamo a 500 eletti su 3500 totali circa. Ma nei Comuni sono ancora di meno: se la riforma delle Province proposta da Monti va avanti a farne le spese sarà la rappresentanza democratica di genere, che non potrà più essere assicurata. Altro che sprechi della politica, così si cancellano spazi di democrazia. Che per le donne restano ancora gli unici accessibili”.

PORE: Ultimi giorni per iscriversi alla IV edizione del corso di formazione per amministratori locali – Governance locale e Unione europea

E’ ancora possibile partecipare al corso gratuito “Governance locale e Unione europea”, destinato ad amministratori locali under 45 di Comuni e Province italiane, inviando la domanda entro il 25 febbraio.

Il corso è organizzato dalla Struttura Progetto Opportunità delle Regioni in Europa –P.O.R.E. della Presidenza del Consiglio dei Ministri, in collaborazione con il Dipartimento di Istituzioni pubbliche Economia e Società dell’Università degli Studi di “Roma Tre”, con il supporto organizzativo di Anci ed Upi.

Il corso rappresenta la prima attività di formazione nel panorama nazionale, destinata specificamente al livello politico-istituzionale delle autonomie locali riguardante l’Unione Europea.

Il programma didattico prevede 98 ore d’aula, con lezioni il giovedì e il venerdì, svolte a Roma presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università ed uno  stage finale di tre giorni presso le istituzioni comunitarie a Bruxelles.

 

L’obiettivo del corso è quello di approfondire le competenze degli amministratori locali sul quadro di insieme della partecipazione delle autonomie locali alle dinamiche istituzionali e decisionali dell’ordinamento europeo e, in particolare, conoscenze relative all’impianto istituzionale dell’Unione europea, alle principali ricadute sul sistema amministrativo locale del diritto europeo, ai rapporti tra UE ed enti locali, alle principali politiche europee e ai programmi e ai sistemi di finanziamento europei, specificatamente con riguardo ai fondi a gestione diretta. Quest’anno, in particolare, si rafforzerà il modulo sulla politica regionale europea in vista del nuovo Quadro finanziario dell’Ue per la programmazione 2014-2020.

Considerato il grande interesse dei partecipanti delle passate edizioni – circa 400 gli amministratori formati finora – prosegue la formula di dedicare un cospicuo numero di lezioni ai programmi settoriali ed ai laboratori di progettazione. Questo in linea anche con quanto fatto dal Pore negli ultimi mesi, in particolare attraverso la Piattaforma web 2.0 “Progetto Opera” (www.progetto-opera.eu) e la creazione di una Community di più di 1000 utenti interessati all’euro progettazione, molti dei quali hanno partecipato a corsi organizzati dal PORE, che sanno di poter contare su servizi realizzati per migliorare la capacità di scrivere e gestire un progetto europeo, cercare partner , con la possibilità di dialogare direttamente con esperti del P.O.R.E. attraverso la chat settimanale “Il PORE risponde”.

Sul sito del Pore www.pore.gov.it è possibile trovare tutte le informazioni per la presentazione della domanda di partecipazione.

Il corso sarà inaugurato il 22 marzo pv  con un seminario su “Il mercato unico europeo tra due crisi: stabilità finanziaria e legittimazione democratica”.

EMERGENZA NEVE: IL DECRETO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI SULLA DICHIARAZIONE DELL’ECCEZIONALE RISCHIO DI COMPROMISSIONE DEGLI INTERESSI PRIMARI

Pubblichiamo in allegato il DPCM 8 febbraio 2012 concernente la dichiarazionc dell’eccezionale rischio di compromissione degli interessi primari a causa delle eccezionale avversita atmosferiche che stanno colpendo il territorio nazionale nel corrente mese. Modalita attivazione risorse pubbliche e private.

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Maltempo: continua il lavoro delle Province

“E’ un lavoro incredibile quello che da una settimana le Province italiane stanno sostenendo in prima linea contro il maltempo. Ovunque , dalle Marche al Lazio, dalla Campania alla Basilicata, le Province sono operative 24 ore su 24, non solo per liberare le strade provinciali dalla neve, ma soprattutto per andare in aiuto  con uomini e mezzi dei tanti piccoli Comuni che da soli non ce la fanno. Ma la situazione in alcune zone è ancora drammatica e la determinazione e il coraggio degli amministratori e dei dipendenti delle Province non basta più”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, sottolineando che “c’è bisogno di sbloccare risorse per permettere di potere continuare ad avere mezzi e uomini a disposizione a chi, come nelle Marche, in Emilia Romagna, in Abruzzo o in Basilicata, si trova ad affrontare le condizioni  più critiche. La tregua che dovrebbe questa settimana darci il maltempo è decisiva per riuscire a riportare la normalità in tutte le comunità. Ma ricordo che dopo, quando l’emergenza sarà passata, ci sarà da fare la conta dei danni, che non saranno certo lievi. Le strade provinciali, le scuole, il territorio, avranno bisogno di investimenti urgenti per la  messa in sicurezza, e se non ci sarà permesso di utilizzare i fondi bloccati dal patto di stabilità ci sarà impossibile intervenire. E non è pensabile – conclude Castiglione – che siano i cittadini, con la tassa sulle disgrazie, a dover pagare il conto”. 

 

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