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Economia Verde: la proposta delle Province al Campus Enea

“Gli investimenti nella green economy sono moltiplicatori di opportunità: aprono alle imprese nuovi spazi di sviluppo, impongono agli Stati di promuovere la ricerca ed hanno ricadute decisive sul miglioramento della qualità della vita dei cittadini e delle comunità. L’Italia deve trovare strumenti che consentano di avere sempre più risorse a disposizione per fare crescere l’economia verde: una soluzione percorribile è liberare una quota di almeno il 10% del patto di stabilità interno da destinare a questo scopo”.

Lo ha detto il Responsabile Ambiente dell’Upi, Piero Lacorazza, Presidente della Provincia di Potenza, intervenendo oggi al Campus Energia promosso dall’Enea sull’Efficienza Energetica negli Edifici.

“Dobbiamo utilizzare tutte le opportunità che abbiamo: il Poin Energia che l’Unione Europea destina alle aree del Mezzogiorno e il Fondo Europeo per l’efficienza energetica sono indirizzati proprio a investimenti in edilizia, trasporti e innovazione d’impresa. Il Fondo, in particolare, mette a diposizione 265 milioni di euro per progetti cofinanziati tra imprese e istituzioni locali. Ma se non si escludono dal patto di stabilità le quote di cofinanziamento, ci troveremo nell’assurdo di non potere partecipare ai bandi, con un inaccettabile spreco di risorse. Dentro la crisi – ha aggiunto Lacorazza – è  necessario far ripartire investimenti guardando a tutti gli snodi della filiera: per le Province è necessaria la pianificazione e la promozione degli investimenti liberando quote di patto; per le imprese è indispensabile  sostenere innovazioni di processo e di prodotto nel campo della economia verde. Ma bisogna incentivare i consumatori a rinnovare: per questo chiediamo che, nel prossimo Decreto per lo Sviluppo, siano previsti sgravi fiscali del 55% per le ristrutturazioni per efficienza energetica.

Le Province  – ha concluso –  hanno un ruolo centrale in questa strategia, perché possono intervenire sui 5000 edifici scolatici e sui 130 mila kilometri si strade che gestiscono, e aprire ad un vero Piano strutturale di modernizzazione che attivi investimenti e riduca le emissioni di C02 . Ma possono giocare una parte decisiva anche nel contrasto alla riduzione delle emissioni di CO2, con i Piani provinciali di Coordinamento territoriale e con lo strumento del Patto dei Sindaci per il quale circa la meta’ delle province sono state riconosciute strutture di supporto e coordinamento”.

 

Il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione all’Assemblea dell’Anci

“Governo e Parlamento, dovendo affrontare il vento dell’antipolitica, hanno scelto di usare come capro espiatorio  le Province e i Comuni, su cui si sono accaniti con norme che diminuiscono drasticamente il livello di democrazia del Paese”. Lo ha detto il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, rispondendo alla tavola rotonda in corso al congresso dell’Anci. “Il vero problema – ha detto – è che piuttosto che confrontarsi con Regioni, Province e Comuni sulla manovra economica, su come fare ripartire lo sviluppo, sulle modifiche al patto di stabilità indispensabili per liberare le risorse bloccate nei bilanci degli Enti locali, si sta perdendo tempo ed energie preziose giocando a fare i costituenti e a cambiare la Costituzione. La Costituzione è una cosa seria – ha detto – così come la crisi. Concentriamoci sulle riforme possibili, e utilizziamo al meglio l’opportunità di riaprire un confronto vero che ci viene dalla Commissione paritetica per le riforme istituzionali. E’ quello il luogo dove possiamo individuare insieme le riforme necessarie, senza cancellare quelle istituzioni territoriali che sono una vera ricchezza e non un peso per il Paese”. A margine della tavola rotonda Castiglione ha inoltre annunciato che a rappresentare le Province nella Commissione paritetica, saranno lo stesso Presidente dell’Upi e il Presidente del Consiglio Direttivo Fabio Melilli, Presidente della Provincia di Rieti.  

MANOVRA ECONOMICA. TUTTI I DOCUMENTI UPI

In allegato:

La nota di lettura dell’Upi sulla manovra economica

Lo studio sui bilanci delle Province

Le proposte per rilanciare gli investimenti

Documenti allegati:

ANCI: GLI AUGURI DELLE PROVINCE AL PRESIDENTE DELRIO

“Congratulazioni ed auguri al nuovo Presidente dell’Anci Graziano Delrio. Sono certo che insieme potremo lavorare a tenere unito il fronte delle Autonomie territoriali e lavorare con decisione alla costruzione di una proposta di riforma delle istituzioni locali, che consegni al Paese un nuovo sistema di governance in grado di sostenere la ripresa e rendere efficiente e moderna la pubblica amministrazione”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, sottolineando che “con la sua autorevolezza, da tutti noi apprezzata,  il Presidente Delrio saprà a guidare  l’Associazione dei Comuni attraverso le difficili sfide che abbiamo di fronte. Un percorso  che può essere affrontato e superato solo se le rappresentanze di Regioni, Province e Comuni continueranno a mantenersi unite”.

LE PROVINCE ALLO SPECCHIO. LE FUNZIONI, I BILANCI, I COSTI.

In allegato, il dossier “Le Province allo specchio”.

Documenti allegati:

LA PRESIDENTE DEL COMITATO DELLE REGIONI DELLA UE MERCEDES BRESSO

“Il polverone di queste settimane sull’abolizione delle Province e sull’accorpamento dei Comuni rischia di costarci caro. Qualunque amministratore sa che in aree ad alta densità di piccoli comuni le Province hanno capacItà tecniche e realizzative utili e richieste. Nessuno si sogni di risparmiare sulla democrazia”. Sono alcuni dei passaggi dell’intervento, pubblicato sul quotidiano l’Unità di oggi, della Presidente del Comitato delle Regioni della Ue, Mercedes Bresso, che vi proproniamo in allegato.

Documenti allegati:

PROVINCE E RIFORME ISTITUZIONALI: I PRESIDENTI LACORAZZA E CIRIELLI A UNOMATTINA

Il Presidente della Provincia di Potenza, Piero Lacorazza, Responsabile Ambiente dell’Ufficio di Presidenza Upi, e il Presidente della Provincia di Salerno, Edmondo Cirielli, saranno ospiti domani della trasmissione UNO MATTINA, in onda su RAI 1.

Al centro dell’intervista, le riforme istituzionali,  il Disegno di Legge Costituzionale di abolizione delle Province e la manovra eocnomica con i tagli agli Enti locali.

Fonti rinnovabili : parte la fase operativa del Progetto EIE – Interpares

Parte oggi a Roma la fase operativa finale del Progetto Interpares, cofinanziato dal programma della Commissione Europea Energia Intelligente in Europa, che mira ad assicurare la massima diffusione dell’energia da fonti rinnovabili, attraverso l’eliminazione degli ostacoli amministrativi relativi alle autorizzazioni agli impianti. “Le Province – afferma il responsabile ambiente dell’Upi, Piero Lacorazza, Presidente della Provincia di Potenza – sono riuscite ad affermarsi come istituzioni di riferimento dell’Unione Europea per la promozione dell’energia da fonti rinnovabili. Un impegno che va portato avanti, ma che non può prescindere da una programmazione seria che ponga come priorità il corretto uso del suolo, il rispetto del territorio, la tutela del Paesaggio. Semplificare – sottolinea il responsabile ambiente Upi –  non vuol dire aprire la strada alla incontrollata proliferazione di impianti, che deturpano il paesaggio, senza tra l’altro, produrre risultati diretti per i cittadini. Vuol dire piuttosto introdurre migliori criteri di trasparenza, ridurre le pratiche burocratiche, assicurando allo stesso tempo una corretta tutela del territorio e del paesaggio, per aiutare le imprese ad investire nel settore nel pieno rispetto dei Piani di Coordinamento Territoriale che le Province adottano. E’ questa la strada che le Province stanno perseguendo, anche attraverso il Patto dei sindaci, che è lo strumento che l’Europa ha ideato per favorire la collaborazione tra gli enti locali per promuovere politiche di sviluppo delle nuove energie pulite, e che vede oltre 40 Province in tutta Italia impegnate, attraverso la promozione della cooperazione e l’assistenza ai Comuni, per dare qualità ed efficacia alle politiche energetiche. Con questo progetto – conclude Lacorazza – facciamo un passo in avanti, decisivo in un momento di crisi economica come quello che il Paese sta attraversando. Politiche energetiche corrette e fortemente legate ai territori possono infatti dare una spinta alla ripresa, creare nuova occupazione, offrire alla imprese occasioni di sviluppo attraverso piani di investimento fortemente innovativi e garantire vantaggi alle comunità”.  
Il Progetto di cui l’UPI è capofila, coinvolge anche gli omologhi partner della Romania, le Contee, e della Grecia, le Prefetture/regioni.  Dopo un lungo lavoro di ricognizione e di approfondimento dei principali elementi di natura amministrativa che risultano essere di impedimento ad un più agevole sviluppo delle fonti rinnovabili, 12 Province italiane ( Ancona, Benevento, Bologna, Crotone, Fermo, Genova, Isernia, La Spezia, Matera, Potenza, Livorno, Terni) individueranno gli strumenti più idonei a superare questi ostacoli sul proprio territorio. La discussione sarà prioritariamente incentrata su strumenti facilitatori per gli operatori, come ad esempio kit informativi e di supporto, e su altre linee di attività orientate all’uniformità dei criteri di idoneità delle aree. La sperimentazione, che terminerà nell’estate del 2012, sarà successivamente monitorata e misurata al fine di quantificare l’efficienza e l’efficacia delle misure adottate, per poi trovare diffusione come  best practice da trasmettere sul territorio. Il Progetto prevede la medesima attività anche nei territori degli altri due partner, le Contee Rumene e le Prefetture Greche.

FEDERALISMO: REGIONI ANCI E UPI

Convocare il Comitato dei dodici rappresentanti delle autonomie territoriali presso la Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale, in occasione dell’ audizione dei Ministri dell’Economia e della Semplificazione normativa. Lo hanno chiesto, con una lettera indirizzata al Presidente della Commissione Enrico La Loggia, i Presidenti della Conferenza delle Regioni, dell’Upi e dell’Anci, Vasco Errani, Giuseppe Castiglione e Osvaldo Napoli.
“Abbiamo appreso dalla stampa – scrivono a La Loggia i Presidenti – della sua decisione di convocare il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti, e il Ministro della Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, in un’ audizione presso la Commissione da lei presieduta, per fare il punto sulla riforma federalista in atto e sugli eventuali impatti che su di essa potrebbero avere le misure economiche che il Governo sta adottando per fronteggiare la crisi”.
Si tratta di una “iniziativa apprezzabile –scrivono Errani, Castiglione e Napoli – considerato che proprio su questo tema la Conferenza delle Regioni, l’Upi e l’Anci si sono espresse unitariamente, sottolineando proprio come il susseguirsi di manovre economiche fortemente recessive – che impongono tagli e continue limitazioni alla capacità di programmazione e alla stessa autonomia delle istituzioni locali – abbia di fatto compromesso il percorso fino ad oggi condiviso verso l’attuazione del federalismo fiscale”.
Errani, Castiglione e Napoli ricordano poi “le numerose scelte unilaterali” del Governo e, conseguentemente, “il gravissimo stato delle relazioni interistituzionali. Le manovre economiche decise dal Governo – sottolineano i Presidenti – sono state definite senza che vi sia stata alcuna possibilità di condivisione” e “invece di cogliere le pressanti richieste di Regioni, Province e Comuni di ridurre i tagli e attuare modifiche correttive al patto di stabilità interno, è stato deciso un ulteriore inasprimento, bloccando di fatto la capacità delle autonomie di intervenire sulle economie locali con investimenti sul territorio”. A tutto ciò – prosegue la lettera – “si aggiungano le misure di carattere istituzionale inserite, in maniera del tutto impropria, nella manovra economica di agosto e il DDL costituzionale sulla soppressione delle Province”.
Per questi motivi Errani, Castiglione e Napoli, nel sottolineare l’importanza dell’audizione dei Ministri Tremonti e Calderoli, dinanzi alla Commissione, chiedono che in tale occasione sia convocato anche il ‘Comitato dei 12’.

PROVINCE. PROPOSTA DI RISOLUZIONE DELL’AICCRE AL CONSIGLIO D’EUROPA

La questione italiana dell’abrogazione delle Province si è spostata in Europa: infatti,  Emilio Verrengia, Presidente della Delazione italiana del CPLRE (l’organismo degli Enti locali nel Consiglio d’Europa) e Segretario generale aggiunto dell’AICCRE, ha presentato oggi alla commissione Governance del Consiglio d’Europa una proposta di risoluzione sul ruolo e l’importanza del livello del governo locale intermedio, redatto dalla CEPLI (Confederazione Europea dei Poteri Locali Intermedi), il cui Presidente è Giuseppe Castiglione.  La proposta è stata presentata unitamente ad altri componenti del CPLRE di altri Paesi.  Verrengia ha relazionato del caso Italia e del ddl costituzionale per la cancellazione delle Province ma ha ricordato anche che il dibattito è aperto anche in altri Paesi come la Francia. Verrengia ha ribadito l’urgenza di porre nell’agenda politica dei lavori del CPLRE la problematica degli enti intermedi e nel contempo di promuovere entro dicembre un dibattito approfondito ed articolato, con una audizione pubblica promossa congiuntamente dal CPLRE insieme al CEPLI ed alle istituzioni europee, come il Comitato delle regioni e dei poteri locali (CDR), coinvolgendo i rappresentanti degli enti intermedi di tutta Europa, esponenti istituzionali e del mondo della ricerca, dell’accademia e della società civile.
Verrengia ha toccato i punti più importanti della mozione:
– definire in maniera chiara il ruolo degli enti intermedi in Europa;
– dimostrare che tali istituzioni d’area vasta sono fondamentali per sostenere l’azioni di programmazione sia a livello regionale, locale che europeo, creare un sistema di governance multivello funzionale ed efficiente e implementare le politiche europee in ottica di prossimità;
-valorizzare il loro contributo al processo di democrazia europea ed aprire ad un dialogo a livello nazionale ed europeo volto alla costruzione istituzionale delle amministrazioni territoriali.
La proposta di Verrengia ha suscitato un ampio dibattito ed una unanime condivisione e lo stesso presidente della delegazione italiana è stato incaricato di seguire tutta la vicenda degli enti locali intermedi ed a relazionare nella prossima riunione della commissione governance,  che si terrà durante la sessione plenaria di ottobre. Al dibattito ha partecipato anche il prof. Merloni,  docente presso l’università di Perugia – esperto del Consiglio d’Europa – che ha suggerito di cogliere l’opportunità della visita della Commissione monitoraggio in Italia che avverrà dal 2 al 4 novembre per evidenziare l’importanza dell’ente intermedio per la democrazia locale e per i cittadini. Si ricorda infine che Verrengia era stato incaricato dall’UPI, e dal suo Presidente Giuseppe Castiglione, di seguire il dibattito sul ruolo degli intermedi avvalendosi del gruppo tecnico della CEPLI.

Lettera BCE, Castiglione, Upi “Dal Governo risposte sbagliate”

“Evidentemente i consigli che la BCE  ha voluto dare al Governo non sono stati ritenuti utili, altrimenti non si comprende perché si sia scelto di dare risposte sbagliate e certo non in linea con quanto richiesto”.
Lo ha detto il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione, commentando il testo della lettera inviata dalla BCE i primi di agosto al Governo.
“Una lettera – ha detto – su cui si è tanto favoleggiato. E’ stato detto che contenesse una indicazione chiara sull’abolizione delle Province come condizione indispensabile perché i mercati si sentissero rassicurati e quindi per salvare l’Italia dalla crisi.
Oggi invece apprendiamo dalla lettura che si chiedeva espressamente al Governo di dare il via a misure ritenute essenziali per accrescere il potenziale di crescita, dal miglioramento della qualità dei servizi pubblici, alla riforma del fisco, alle liberalizzazioni.
Solo in chiusura, incoraggiando il Governo ad avviare una riforma completa della pubblica amministrazione, la BCE indica la possibilità di abolire o accorpare alcuni strati amministrativi intermedi, come le Province.
Dunque il Governo ha deciso di non considerare utili tutte le richieste della BCE votate alla ripresa, e invece di dare seguito all’unica raccomandazione finale, ovviamente nell’accezione più negativa proposta,  quindi scegliendo l’abolizione non l’accorpamento, che pure veniva indicato.
Una misura, che, e a ben ragione,  non è inserita nella lettera tra quelle indispensabili per favorire la crescita, perché  non produce alcun risparmio.
L’unica, tra l’altro, che avrebbe dovuto essere rispedita al mittente, perché una Banca Economica può dare suggerimenti sulle misure economiche, ma non dovrebbe certo intromettersi su come un Paese democratico intende organizzarsi a livello politico e istituzionale. E qualcuno avrebbe quantomeno dovuto farlo notare”.  

Decreto sviluppo: inammissibile mancanza di confronto preventivo con Regioni, Province e Comuni

“Sarebbe davvero inaccettabile se anche questa volta, come già avvenuto per le 4 manovre finanziarie degli ultimi mesi, il Governo non aprisse sul Decreto Sviluppo un serio confronto con Regioni, Province e Comuni. Un errore che arrecherebbe un grave danno al Paese, considerato che in Italia lo sviluppo passa per oltre il 70% dagli investimenti degli Enti locali”.

Lo dichiara il Presidente Giuseppe Castiglione, all’annuncio del Ministro Matteoli di un imminente decreto sullo sviluppo, che dovrebbe a breve approdare in Consiglio dei Ministri. “Regioni, Province e Comuni – sottolinea Castiglione – non sono una controparte: sono le istituzioni che, insieme allo Stato, costituiscono la Repubblica. Non possiamo essere esclusi nel momento in cui si definiscono strumenti che avranno una ricaduta immediata sui territori e nelle nostre amministrazioni.

Abbiamo proposte, idee, e richieste di buon senso: non cerchiamo contrapposizioni inutili, ma vogliamo potere intervenire direttamente nelle scelte che in questo momento drammatico il Governo intende metter in campo per dare un contributo serio e positivo alle politiche di sviluppo del Paese”.   

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