IL RUOLO E L’IMMAGINE DELLE PROVINCE PER I CITTADINI
IL RUOLO E L’IMMAGINE DELLE PROVINCE PER I CITTADINI
Lo studio ha cercato di ricostruire un quadro attendibile delle entrate e delle spese delle province e di valutare il ruolo che esse svolgono, ma anche l’efficienza con cui operano e la capacità di reperire autonomamente dai territori amministrati una parte consistente delle entrate necessarie a produrre i servizi.
I TRE DOSSIER SULL’ECONOMIA, EUROPA, LAVORO.
Il presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà, ha incontrato oggi il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per oltre venti minuti all’Hotel et de Milan. Lo riferisce l’agenzia di stampa ANSA, secondo cui il Presidente della provincia, legato da amicizia al capo dello Stato per la comune esperienza al Parlamento europeo negli anni scorsi, ha consegnato al Presidente Napolitano lo studio dell’Università Bocconi che dimostra l’utilità delle province. Al capo dello Stato Podestà ha rappresentato le preoccupazioni sue e di altri colleghi dopo la decisione del governo di intervenire sull’organizzazione delle province ma anche per l’idea della loro totale soppressione. Nel colloquio, secondo quanto riportato dall’ANSA, i due hanno inoltre affrontato il tema delle città metropolitane, istituzioni previste dalla Costituzione.
In allegato, il testo dell’ordine del giorno approvato all’unanimità
“Le entrate correnti delle Province sono rappresentate in gran parte dai trasferimenti regionali. Questo è accaduto perché le Regioni hanno riconosciuto nelle Province le istituzioni più efficaci presso cui allocare al meglio i fondi perché siano spese al meglio, grazie alla maggiore conoscenza del territorio delle Province. Il decreto che introduce la riforma delle Province annulla questo percorso virtuoso” . Lo ha detto il Prof Roberto Zucchetti, presentando oggi all’Assemblea Upi la ricerca curata dalla Università Bocconi “Una proposta per il riassetto delle Province, che analizza i bilanci delle Province e ne verifica l’efficienza. “ Se guardiamo alla spesa delle Province – ha detto – dai dati del Siope, dell’Istat e dai rendiconti di bilancio del Ministero dell’Interno appare evidente che , dal 2007 al 2010 queste istituzioni hanno contribuito notevolmente alla riduzione della spesa complessiva” . Analizzando poi le spese di tutte le istituzioni locali la Bocconi certifica, nel totale della spesa corrente, quella delle Province rappresenta il 4,5%, contro il 72,7% delle Regioni e il 22,8% dei Comuni. “Suona un filo strano- ha commentato il Prof. Zucchetti –che ci si concentri sulla parte più piccola e che non ci si occupi della fetta maggiore”. Parlando dei costi della politica, che Zucchetti ha chiamato “costi della democrazia, perché dal punto di vista puramente scientifico è un termine che troviamo più consono”, la Bocconi ha attestato che, sommando anche voci collaterali (come spese per consultazioni elettorali), in tutto queste rappresentano l’1,4% dei bilanci delle Provnce. “Quindi – ha detto – con questa riforma si incide su una parte piccolissima, di una parte piccolissima complessiva”. Analizzando i bilanci e le spese per le funzioni, Zucchetti ha sostenuto che le “province svolgono funzioni essenziali. Se si cancellano le Province si aboliscono i servizi, non i costi della politica”. Quanto al passaggio delle funzioni ai Comuni, la ricerca Bocconi ha evidenziato come “rispetto ai dati di bilancio, l’efficienza dei Comuni è inferiore rispetto a quella delle Province. Quindi spostando i servizi dalle Province ai Comuni diminuisce l’efficienza dei servizi e aumentano i costi.
“La versione definitiva della norma della manovra finanziaria che riguarda le Province non sposta di una virgola la posizione e il giudizio nettamente negativo espresso dall’Upi in questi giorni. L’articolato deve essere stralciato dal decreto, perché le riforme istituzionali, per avere un effetto reale di riduzione della spesa pubblica, non possono essere improvvisate e devono essere condivise e complessive”.
Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, al termine dei lavori dell’Assemblea Generale delle Province che si è chiusa oggi a Roma.
“E’ già ridicolo e umiliante – afferma Castiglione – che le norme che aboliscono le Province, istituzioni previste dalla Costituzione come parte fondante della Repubblica, vengano inserite nello stesso articolo in cui si parla di Autorità di Governo e Autorità indipendenti.
La relazione tecnica e il Parlamento chiariranno che gli effetti finanziari della norma in termini di risparmio sono pari a zero, e anzi, che si produrranno nuovi costi.
Come abbiamo annunciato oggi – conclude Castiglione – faremo ricorso alla Corte Costituzionale contro una norma che, come hanno confermato illustri costituzionalisti, incide con un decreto su una materia che gode di copertura costituzionale e lede l’autonomia organizzativa degli enti garantita dalla Costituzione, perché incide sugli statuti. Un intervento che certo non può essere fatto per decreto”.
Roma, 6 dicembre 2011
“A nome dei 37 Presidenti di Provincia del Pdl, chiedo al Segretario del partito Angelino Alfano di chiarire quale sia la posizione del partito sulle norme previste dalla manovra economica che intervengono ad abolire le Province”. Questo il messaggio inviato al termine dell’Assemblea nazionale delle Province, dal Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, coordinatore del Pdl Sicilia, al segretario nazionale del Popolo della Libertà Angelino Alfano. “Chiediamo inoltre – aggiunge Castiglione – di convocare immediatamente gli organi del Partito per affrontare in maniera collegiale la questione del riassetto complessivo delle istituzioni e le azioni decise per intervenire a ridurre i costi reali della politica”.
Il Vice Presidente Upi Antonio Saitta, Presidente della Provincia di Torino, si è invece rivolto al segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani.
“La proposta di abolizione delle Province contenuta nella manovra finanziaria presentata dal Governo Monti – ha detto – è in netto contrasto con le posizioni assunte fino ad oggi in Parlamento e negli organismi di direzione politica dal Partito Democratico. Posizioni espresse in ogni sede istituzionale dal Partito: ricordiamo il voto contrario espresso dal Pd alla Camera sulla proposta di legge costituzionale di abolizione delle Province, la proposta di legge a forma Bersani Franceschini, depositata alla Camera che certo non prevede l’abolizione delle Province ma la loro razionalizzazione, e le stesse proposte contenute nella contromanovra che ad agosto ha presentato il partito.
Per questo, a nome dei 44 Presidenti di Provincia del PD chiedo un incontro urgente al Segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani, perché sarebbe davvero grave se il dibattito parlamentare su queste norme si avviasse senza la consultazione dei Presidenti di Provincia”.
“Non e’ certo con la manovra che ha presentato il Presidente Monti che si interviene sui costi della politica: i veri temi del dimagrimento dello Stato, dell’amministrazione periferica dello Stato, degli enti intermedi non sono stati affrontati. Tra l’altro, non abbiamo ancora potuto vedere il testo. Vorremmo capire quale tipo di risparmio economico il Governo Monti prevede di avere dal taglio dei Consigli provinciali”. Lo ha dichiarato il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, aprendo i lavori dell’Assemblea Nazionale delle Province a Roma. “Noi – ha detto -abbiamo dichiarato da subito al Presidente Monti la nostra piena disponibilita al dialogo. Finora abbiamo avuto solo incontri: al Governo chiediamo di aprire immediatamente un confronto vero. Abbiamo proposte concrete, costruite non sull’onda della demagogia, ma attraverso uno studio sui bilanci delle Province realizzato dall’Universita’ Bocconi. Lo studio, che presenteremo domani, ci dice che se spostassimo le funzioni delle Province ai Comuni e alle Regioni, l’efficienza dei servizi diminuirebbe ed aumenterebbero i costi, perche ci sono funzioni tipicamente di area vasta che non possono essere gestite in maniera efficiente da livelli di Governo. Cosi come ci sono funzioni che invece vanno cedute ai Comuni, e noi siamo i primi a chiederlo. Secondo lo studio Bocconi poi la dimensione territoriale ottimale per gestire al meglio queste funzioni e’ quella che comprende non meno di 350 mila abitanti. Su questi temi siamo pronti a confrontarci da subito, responsabilmente, consapevoli come siamo di essere istituzioni parti della Repubblica”.
“Altro che dialogo e confronto. Il Presidente Monti dimostra di non avere alcun rispetto per le istituzioni della Repubblica e smentisce quanto ci aveva dichiarato oggi nell’incontro farsa prima del Consiglio dei Ministri. E’ evidente che con questo atto si apre un duro conflitto istituzionale, di cui certo il Paese non ha bisogno”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, che prosegue “il provvedimento, nei termini in cui lo ha illustrato il Presidente Monti, e’ palesemente anticostituzionale. Facciamo appello al Presidente della Repubblica, perche’ vigili attentamente, prima di firmarlo, il rispetto della Costituzione vigente. Tra l’altro, ridurre il taglio dei costi della politica alla cancellazione delle giunte e alla riduzione dei consigli provinciali e’ ridicolo, e dimostra un pressapochismo e una impreparazione che da un Governo tecnico davvero non ci saremmo aspettati”.
“Le Province hanno un ruolo fondamentale come facilitatori dei territori, soprattutto in regioni dove ci sono piccoli Comuni, per il passaggio dalla seconda alla “terza rivoluzione industriale”, che si basa sulla Green Economy, capace di generare occupazione per i giovani e crescita per le piccole e medie imprese”. Lo ha affermato Jeremy Rifkin, nel corso della sua lectio magistralis all’Università di Potenza, che ha chiuso la due giorni su “Abitare il futuro, sviluppo del Mezzogiorno e Green economy”, organizzata dal responsabile Ambiente dell’Upi, Piero Lacorazza, presidente della Provincia di Potenza.
“La promozione delle energie da fonti rinnovabili è ormai una competenza di punta delle Province, che hanno avviato sui territori politiche di sviluppo fortemente innovative e si candidano a diventare sempre più fattore di sviluppo e aggregazione per il nostro territorio”. Lo ha dichiarato il presidente della Provincia di Catania e dell’Unione Province Italiane, Giuseppe Castiglione, commentando le affermazioni del noto economista americano.
“Stiamo dimostrando di poter dare un contributo decisivo per il raggiungimento degli obiettivi della strategia 2020, in materia di sostenibilità energetica e ambientale fissati dalla UE – ha affermato Castiglione . Attraverso il “Patto dei Sindaci”, che vede impegnate oltre 47 amministrazioni in progetti a coordinamento e sostegno dei Municipi per la produzione di energia alternativa, stiamo lavorando come strutture di supporto dei Comuni, e questo conferma il ruolo strategico che il sistema delle Province italiane sta giocando nella sfida per la sostenibilità ambientale. L’Italia – prosegue il presidente Upi – deve trovare strumenti che consentano di avere sempre più risorse a disposizione per fare crescere l’economia verde: una soluzione percorribile è liberare una quota del Patto di stabilità interno da destinare a questo scopo. Occorre, infine, predisporre Piani concreti che consentano di usufruire delle risorse comunitarie a disposizione, soprattutto pensando che sino d’ora il Mezzogiorno ha utilizzato soltanto il 10% delle stesse. Basti pensare – ha concluso Castiglione – che la Regione Siciliana in tal senso sta sprecando 800 milioni di euro”.
Prevenzione, coordinamento, sicurezza. Sono queste la parole d’ordine al centro del confronto promosso dalla Provincia di Ancona con i sindaci dei comuni del territorio sulla tutela e la manutenzione del demanio idrico provinciale. Obiettivo fare chiarezza sui numerosi progetti già realizzati e sulle competenze di ciascun ente nella realizzazione dei futuri interventi.
L’incontro è seguito a quello svolto alcune settimane fa tra la Provincia, l’Anas e Rete Ferrovie dello Stato, che aveva individuato in questi ultimi soggetti la titolarità di mantenere puliti i tratti dei fiumi in corrispondenza di opere quali ponti e viadotti di loro competenza, dove più spesso si accumulano detriti e rifiuti che poi ostacolano il regolare deflusso delle acque in caso di piena.
“Stiamo svolgendo un’importante opera di coordinamento degli enti locali – afferma la presidente della Provincia di Ancona Patrizia Casagrande – per tutelare l’assetto idrogeologico del nostro territorio e garantire la massima sicurezza dei cittadini. Condividere la responsabilità degli interventi significa un controllo più capillare e dunque maggiore efficienza del servizio”.
In particolare, si è fatta chiarezza rispetto alle classificazioni dei vari corsi d’acqua e alle esclusive competenze di manutenzione da parte dei Comuni e dei cosiddetti frontisti rispetto al reticolo idrografico minore.
“La tutela del territorio non può restare in capo ad un solo ente – spiega l’assessore provinciale al Demanio Carla Virili – ed è dunque necessario costruire le condizioni per una manutenzione diffusa dell’assetto idrogeologico attraverso un’azione preventiva di coordinamento sia dei Comuni che dei privati e delle imprese agricole”.
L’assemblea ha infine fatto proprio la necessità di una maggiore vigilanza sul rispetto della normativa relativa alla distanza dai corsi d’acqua delle nuove costruzioni, degli attraversamenti e delle centraline idroelettriche.