Esplora tutte le news

MANOVRA ECONOMICA E RIFORME: LA MOBILITAZIONE DELLE PROVINCE

Contro una manovra economica che taglia i servizi ai cittadini.

Per una nuova stagione che riporti lo sviluppo al centro delle scelte politiche nazionali e locali, per la ripresa e il rilancio degli investimenti.

Per costruire una Italia unita e federale, che davvero promuova le autonomie territoriali e in cui si riaffermi il valore sovrano della democrazia nel governo del Paese.

Contro una riforma che abolendo le Province, abbandona i territori, fa aumentare la spesa pubblica e riporta l’Italia indietro di oltre 150 anni.

Mobilitazione delle Province giovedì 15 settembre a Roma, dalle ore 11,00 alle ore 14,00 nella Sala delle Conferenze di Piazza Montecitorio 123/A.  

All’incontro sono invitati a partecipare ed intervenire rappresentanti delle Regioni e dei Comuni, del Parlamento, delle forze economiche e sociali.

REGIONI, PROVINCE E COMUNI SCRIVONO AL GOVERNO

Riprendere il dialogo sulla manovra economica, definita insostenibile, perché avrà conseguenze dirette sui servizi ai cittadini.
Questo chiedono il Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, il Presidente dell’UPI, Giuseppe Castiglione, e il Presidente facente funzioni dell’ANCI, Osvaldo Napoli, in una lettera inviata oggi al Governo.
 
“Regioni, Province e Comuni all’indomani dell’approvazione al Senato della manovra-bis – si legge nel testo –  ribadiscono al Governo l’insostenibilità delle misure introdotte nelle loro competenze, perché avranno come conseguenza diretta ed inevitabile una contrazione dei servizi pubblici ai cittadini, alle famiglie e alle imprese, nonché effetti ulteriormente depressivi sull’occupazione e sull’economia.
Ribadiscono ancora una volta  al Governo l’appello da ultimo  rivolto al Presidente del Senato e ai Presidenti dei Gruppi parlamentari, riguardo  alla necessità di introdurre correttivi alla manovra, attraverso un confronto che conduca alla rimodulazione dei tagli, pur a saldi invariati ,e alla revisione del Patto di stabilità”.
Nella lettera si ribadisce la necessità di Regioni, Province e Comuni, di proseguire  con la mobilitazione già avviata nelle scorse settimane con nuove iniziative “per illustrare ai cittadini – scrivono – le conseguenze che la manovra avrà in settore vitali quali TPL, Sanità, Sociale, Istruzione e Formazione,  Lavoro, Ambiente e Viabilità, non escludendo la possibilità di tutelare le prerogative costituzionalmente garantite nelle sedi  giurisdizionali opportune”.
 
La lettera si chiude con l’auspicio di una “ripresa di un dialogo nell’interesse generale dei cittadini”, in considerazione della rilevanza delle questioni poste per il futuro del Paese.

PROVINCE, L’UFFICIO DI PRESIDENZA UPI: PROPOSTA INUTILE E DEMAGOGICA

“In occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia il governo cancella le Province”: ha esordito così il presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, nella conferenza stampa di questa mattina non risparmiando le polemiche al Governo per il disegno di legge costituzionale di soppressione delle Province approvato oggi dal Consiglio dei ministri. “Questo è un atto molto grave – ha detto Castiglione – anche perchè si è scelto di non intaccare gli enti strumentali che, con i 25 mila posti nei vari consigli di amministrazione, costano circa 7 miliardi di euro”.

“Noi – ha annunciato Castiglione – trasferiremo questa battaglia in Parlamento, certi di trovare ascolto. Del resto, la nostra non è una difesa d’ufficio delle Province: abbiamo presentato una proposta di accorpamento ma il governo ha deciso di scegliere la strada dell’abolizione, che oggi ‘fa tendenza’. Io credo però che i cittadini siano più maturi, che vogliano servizi di qualità e sanno che la Provincia assicura tutto questo”.

“Il testo approvato oggi – ha aggiunto il Presidente del Consiglio direttivo dell’Upi, Fabio Melilli – sancisce la sovranità delle Regioni sullo Stato, perchè – ha fatto notare Melilli – all’art. 7  si dice che lo Stato, con propria legge, provvede a razionalizzare la presenza dei propri organi periferici, adeguandola alla determinazione delle leggi regionali adottate ai sensi del comma 1 della presente legge costituzionale.  Un fatto questo – commenta Melilli – mai accaduto finora. Il Governo oggi – ha aggiunto – ha scelto non di abolire le province ma di cambiare loro il nome. Le Province passeranno dalle attuali 108 a un numero molto più alto: si creeranno tra le 150 e le 250 associazioni di comuni che gestiranno le funzione che un tempo erano delle Province. Ci avviamo, insomma, a costruire in Italia un ‘modello Sardegna”.  Melilli ha poi lanciato una provocazione “Succederanno cose divertenti nei prossimi mesi – ha detto –  per esempio un presidente di Provincia potrebbe decidere di dimettersi presto, per farsi rieleggere e durare quindi fino al 2017.

Secondo  il Vice Presidente Vicario dell’Upi,  Antonio Saitta, Presidente della Provincia di Torino, ” questo ddl costituzionale parte da un inganno: dall’idea, cioé, che sopprimendo le province si risparmiano 12 miliardi. I 12 miliardi – spiega Saitta – sono quanto viene speso dalle Province per gestire i servizi che devono essere comunque erogati. Il provvedimento approvato oggi non porterà a una riduzione ma a un aumento della spesa: le Province hanno 60.000 dipendenti che, se passeranno alle Regioni, costeranno circa 600 milioni in più. Temiamo, inoltre, che le risorse che un tempo le Province spendevano per strade e servizi possano essere assorbite dal buco della sanità

“Io sono il Presidente di una Provincia istituita nel 2004 e diventata operativa nel 2009” ha detto Fabrizio Cesetti , Presidente della Provincia di Fermo, sottolineando la contraddizione di aver creato delle nuove Province in tempi recenti per poi abolirle.  “E’ un provvedimento gravissimo sotto il profilo istituzionale – ha aggiunto – Quanto a me – ha concluso conclude – sono in grado di dimostrare, con numeri inoppugnabili, che due Province amministrate bene costano meno di una sola”.

Molto duro il commento del Presidente dell’Upi Veneto, Leonardo Muraro “C’é poco da girarci intorno – ha detto –  l’abolizione delle Province è una sconfitta anche della Lega. Politicamente la considero una sconfitta del federalismo, cioé del principio sempre sostenuto in primis dalla Lega secondo il quale il governo del territorio va svolto il più vicino possibile al territorio stesso. Così invece alle province venete vengono rubate risorse proprie che vengono mandate a Roma o a Venezia”. Muraro è irritato in particolare per il cambiamento di impostazione della manovra rispetto alle rassicurazioni che sostiene di aver ricevuto pochi giorni fa dai ministri Roberto Calderoli e Roberto Maroni, secondo le quali i nuovi enti che avrebbero sostituito le province sarebbero rimasti a carattere elettivo. “Invece – rileva – con il testo licenziato oggi diventiamo vassalli della Regione”. Muraro si è soffermato quindi sul carattere “demagogico” della misura. “Si neutralizza l’unica traccia di federalismo – spiega – per dare una pillola alla gente che ha il mal di pancia contro i costi della politica, quando sono stati tolti dalla manovra la riduzione dei parlamentari, la loro incompatibilità con la carica di sindaco ed i tagli alle indennità”. “Le Province tutte insieme – ricorda Muraro – costano come dieci anni di pensione di un funzionario della Regione Sicilia di cui si è scritto pochi giorni fa sui quotidiani”.

 

ANNUNCIATO DDL COSTITUZIONALE DI ABOLIZIONE DELLE PROVINCE

“Non comprendiamo i motivi di questa accelerazione, proprio quando Regioni, Province e Comuni avevano annunciato la volonta’ di presentare una proposta di autoriforma delle istituzioni locali. Chiediamo di essere convocati subito per conoscere le intenzioni del Governo sul futuro assetto delle Province”. E’ la replica del Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione, alla notizia che nel prossimo Consiglio dei Ministri sara’ presentato il disegno di legge costituzionale sulle Province.  “Non accetteremo scelte calate dall’alto: su un tema cosi importante, su cui ogni errore di valutazione puo’ gettare il Paese nel caos, chiediamo di essere ascoltati e consultati”.

Secondo il Vicepresidente dell’Upi, Antonio Saitta: “Abolire tutte le Province e trasferirne le competenze alle Regioni provocherà un aumento di costi elevatissimo, che il Governo conosce perché lo ha già messo in guardia in tal senso anche l’ufficio studi del Senato. Ma Berlusconi ci ha individuato come un nemico da abbattere, senza nemmeno valutare le conseguenze: basti pensare che il contratto di lavoro dei circa 60mila dipendenti delle Province italiane passando alle Regioni avrà un costo maggiorato del 20%. Per non parlare delle funzioni delegate che svolgiamo da anni per conto proprio delle Regioni ad un costo di molto inferiore. Anche questa spesa tornerebbe a crescere”.
Il presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta, vicepresidente dell’Unione Province italiane,  richiama il Governo alla responsabilità: “Vogliamo discutere come contenere la spesa pubblica e come accorpare le Province: è assurdo far credere agli italiani che abolendo le Province senza un disegno condiviso si possa ridurre il deficit del Paese”.

DDL RIFORMA DELLE PROVINCE

“Apprendiamo da notizie di stampa che il tanto annunciato disegno del Governo, che dovrebbe assegnare alle Regioni le competenze sulle Province, prevedrebbe la cancellazione delle Province dalla Costituzione. Se è questa la strada che la maggioranza intende percorrere la reazione delle Province si farà sentire”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, sottolineando come “una tale scelta getterebbe nel caos il Paese, aprendo la strada alla gestione da parte Agenzie, Società ed Enti  di tutte le competenze pubbliche oggi amministrate delle Province. Mettendo in mano così a Consigli di amministrazione, Dirigenti e Manager la gestione delle scuole, della formazione professionale, del mercato del lavoro, delle strade, della tutela dell’ambiente. A guadagnarci sarebbero quindi i soliti noti, che da questa spartizione della democrazia avrebbero le mani libere per lucrare sui servizi essenziali ai cittadini.
Un conto – ribadisce il Presidente Castiglione – è presentare  al Paese una proposta di riforma complessiva, che modernizzi tutte le istituzioni a partire dal Parlamento, e che coinvolga le Regioni, le Province e i Comuni, mantenendo saldo il controllo democratico sulla pubblica amministrazione. Un conto è lasciare che delle nostre strade, le nostre scuole, i nostri centri per l’impiego, si occupino consigli di amministrazione. Abbiamo la sensazione che, in preda a questa assurda corsa a dare segnali, si stia trascurando di difendere le comunità locali e i cittadini.”.

DDL COSTITUZIONALE ABOLIZIONE PROVINCE: DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI VENEZIA, ZACCARIOTTO

“L’incontro Upi Veneto a Padova è stato un incontro di condivisione fra presidenti delle Province venete, e preparatorio al prossimo che si terrà a Monza lunedì 12 settembre alle ore 14,00 con i ministri delle Riforme Umberto Bossi e della semplificazione normativa Roberto Calderoli.  Ora si parla di riorganizzazione e non di soppressione delle Provincie, ma ancora non sono del tutto chiare le intenzioni del Governo. Lunedì porterò avanti le mie richieste come presidente dell’amministrazione provinciale veneziana: riconoscimento della Provincia come ente rappresentativo a pieno titolo delle istanze del territorio e dei comuni, ente che svolge funzioni fondamentali, poi il riconoscimento della virtuosità amministrativa dell’ente e di una fiscalità legata anche al basso livello di indebitamento, infine l’abolizione di tutte le agenzie, società, uffici ed enti inutili che costituiscono meri costi e non erogano alcun servizio utile per la comunità.

La manovra parla dell’opportunità di riorganizzare il territorio in ogni regione, lavorando di concerto e puntando sulle caratteristiche proprie del territorio stesso. E qui è necessario fare delle distinzioni. Perché se pensiamo ad esempio proprio a Venezia, dove è in progetto la Città metropolitana, non è pensabile che tutti i 44 Comuni della nostra Provincia rientrino in questo concetto. E quelli che restano fuori come li organizziamo? Creiamo una nuova provincia?

C’è poi la proposta del Governo che attribuisce alle Regioni il compito di ridefinire gli assetti territoriali, lasciando allo Stato la definizione delle funzioni da svolgersi; a mio avviso si può davvero procedere alla riorganizzazione delle Provincie (che pesano sui costi dello Stato per l’1,5% incluso il personale e i servizi) chiedendo alle Regioni di trasferire finalmente a 360 gradi, le deleghe che già le Provincie hanno, come l’urbanistica e l’ambiente, che tuttavia le Provincie non svolgono ancora in piena autonomia, in totale completezza”.

ABOLIZIONE PROVINCE: L’UPI FRIULI VENEZIA GIULIA CHIEDE INCONTRO A PRESIDENTE TONDO E CAPIGRUPPO REGIONE

Un incontro con il Presidente della Regione Renzo Tondo e con i Capigruppo in Consiglio regionale, non appena saranno noti i contenuti del disegno di legge costituzionale sull’abolizione delle Province, annunciato dalla manovra del Governo. E’ quanto stabilito dall’Ufficio di Presidenza dell’Unione delle Province del Friuli Venezia Giulia, presieduto da Maria Teresa Bassa Poropat, che si è svolto oggi a Udine. “Ribadisco ancora un volta – ha detto Bassa Poropat – che le Province sono consapevoli delle esigenze di risparmio imposte dalla crisi finanziaria e sono pronte a fare responsabilmente la loro parte, ma chiedono di condividere decisioni e procedure”. “Su temi così importanti – ha aggiunto – non è possibile accettare scelte calate dall’alto, soprattutto in considerazione del fatto che le Province ben prima della manovra avevano da tempo formulato, in un’ottica costruttiva e non di difesa corporativistica,  proposte concrete volte  alla riduzione dei costi e mirate alla razionalizzazione delle competenze tra enti locali, proponendo la riduzione di soggetti pubblici o partecipati dal pubblico che operano sul territorio e che si sovrappongono alle competenze provinciali come ad esempio Ato, Ater, Ezit,  Comunità montane e Consorzi”. La Presidente ha quindi ricordato che lo stesso Ufficio Studi del Senato ha già dimostrato come l’abolizione delle Province comporterà non una diminuzione bensì un aumento dei costi. Il contratto di lavoro dei circa 60 mila dipendenti delle Province italiane passando alle Regioni avrà un costo maggiorato del 20% e tornerebbe a crescere anche la spesa di molte funzioni che le amministrazioni provinciali svolgono da anni per conto delle Regioni.

L’Ufficio di Presidenza dell’Upi regionale convocherà i primi giorni di ottobre il proprio Consiglio direttivo. 

MANOVRA E PROVINCE: DOMANI RIUNIONE STRAORDINARIA DELL’UFFICIO DI PRESIDENZA UPI

Riunione straordinaria dell’Ufficio di Presidenza dell’Upi domani, 8 settembre 2011,  a partire dalle 11,30, presso la Sala della Presidenza dell’Unione delle Province d’Italia (Piazza Cardelli 4 – 1° Piano) . All’ordine del giorno, la discussione sul Disegno di Legge Costituzionale di riforma delle Province, annunciato per domani alle 8,30 in Consiglio dei Ministri.

Al termine dell’incontro, presumibilmente per le 12,30, il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione insieme ai componenti dell’Ufficio di Presidenza, terrà una Conferenza stampa presso la stessa sede, per illustrare le decisioni prese.

PROVINCE. I QUATTRO PRESIDENTI DELLE PROVINCE CONTRO IL PROVVEDIMENTO DEL GOVERNO

Nel link, il video della Conferenza stampa dell’Upi Abruzzo con el dichiarazioni del Presidente Enrico Di Giuseppantonio
“Mi chiedo come le Regioni, che si occupano di legislazione, possano erogare i servizi amministrativi delle Province”

MANIFESTAZIONE UNITARIA CONTRO LA MANOVRA: GLI INTERVENTI DI CASTIGLIONE, SAITTA, MELILLI E RICCI DAL PALCO

“Perche’ il Governo non vuole darci ascolto? Perche’, di fronte a proposte sensate, non ci da risposte chiare? Quella di oggi e’ una manifestazione di persone responsabili: abbiamo rimesso al centro dell’attenzione il dibattito sui temi veri del Paese. Chiediamo risposte prima dell’approvazione della manovra”. Lo ha detto il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, intervenendo alla Manifestazione Unitaria di Regioni, Province e Comuni contro la manovra economica. “Preso atto che con questa manovra il federalismo e’ morto – ha aggiunto Castiglione – perche’ con il taglio ai trasferimenti alle Province tutto il lavoro fatto fino ad oggi viene vanificati, abbiamo chiesto di liberare almeno il 10 per cento dei nostri residui di amministrazione. Si libererebbero, solo dalle casse delle Province, oltre 4 miliardi, 1,8 gia’ entro la fine di quest’anno, e sarebbero tutti destinati agli investimenti per i territori. Le ultime tre manovre sono state fatte tutte sugli Enti locali, e che sono andate a tagliare i servizi ai cittadini. Se si sceglie di proseguire su questa strada, il Paese non ripartira’”.Castiglione ha poi ribadito la necessita di stralciare tutte le norme ordinamentali, gli articoli 14, 15 e 16, “perche’ con queste norme il livello di democrazia rappresentativa del Paese si ridurra’

“Vogliamo risorse per fare investimenti” ha detto il Vicepresidente vicario dell’Upi Antonio Saitta, Presidente della Provincia di Torino “Chiediamo al Governo di liberare le nostre risorse, bloccate dal patto di stabilita’,per fare ripartire gli investimenti. Se non si interviene, ci troveremo costretti a non garantire la riapertura delle scuole per il nuovo anno scolastico, perche’ non possiamo fare manutenzione. Non siamo qui per difendere noi stessi – ha aggiunto Saitta – ma per dare al Paese una prospettiva di rilancio, di crescita, di sviluppo. In questi anni le manovre hanno ridotto per le Province del 37 per cento la capacita’ di investire. Questo e’ un danno gravissimo per i cittadini ed il Paese”.

“Sulla manovra non si raccontano le cose come sono. I tagli agli Enti locali metteranno le mani nelle tasche dei più’ deboli” ha detto poi il Presidente del Consiglio Direttivo Upi, Fabio Melilli, Presidente della Provincia di Rieti : “La crisi economica e’ drammatica, e noi abbiamo il dovere di dire al Governo che siamo pronti fare la nostra parte per sostenere il Paese. Ma su questa manovra non si stanno raccontando le cose cosi come stanno. Il Governo dice che non vuole mettere le mani nelle tasche degli italiani, ma la verita’ e’ che con questi tagli a Regioni, Province e Comuni, si metteranno le mani nelle tasche dei cittadini più’ deboli. Abbiamo delle proposte alternative serie: chiediamo al Governo di dare loro la giusta attenzione”.

“Non e’ cosi che si salva il Paese. Serve credibilita’, sviluppo, coesione sociale” ha aggiunto il Presidente della Provincia di Pesaro – Urbino, Matteo Ricci, che ha sottolineato “Non e’ cosi che si salva il Paese, non e’ con questi tagli che si risolve il problema del deficit. Serve restituire credibilita’ agli amministratori locali, rilanciare la coesione sociale e ripartire con lo sviluppo. La situazione gia’ drammatica con questi tagli peggiorera’, per i cittadini più’ deboli, che vedranno ridotti i loro servizi, e per l’economia del Paese, perche’ senza gli investimenti di Province e comuni l’economia locali si fermera’ “.

Al termine dell’incontro è stato approvato un documento unitario con le richieste della Conferenza delle Regioni, dell’Upi e dell’Anci.

Documenti allegati:

UNA MANOVRA EQUA E GIUSTA PER I CITTADINI E PER FARE CRESCERE IL PAESE. LA DIRETTA VIDEO SUL WEB

Clicca per seguire la diretta in streaming.

Inizierà alle ore 15,00 di oggi, lunedì 5 settembre,  l’iniziativa di mobilitazione unitaria decisa da Regioni, Province e Comuni  contro i tagli insostenibili ai servizi ai cittadini e all’economia dei territori  e contro  le misure di carattere ordinamentale considerate sbagliate e offensive della dignità delle istituzioni territoriali e di chi le governa in programma presso la Sala delle Conferenze – Autorità  Garante (Roma, Piazza Montecitorio 123/A)
All’iniziativa sono stati invitati ad intervenire rappresentanti dei partiti politici e delle forze economiche e sociali.
Intanto, come annunciato ieri, i Presidenti della Conferenza delle Regioni, di Upi e di Anci (Vasco Errani, Giuseppe Castiglione e il facente funzione Osvaldo Napoli) hanno inviato lettere ai Capigruppo del Senato e al Presidente Renato Schifani, chiedendo incontri urgenti per la mattinata di lunedì.
 

MANOVRA: CONFERENZA DELLE REGIONI – ANCI – UPI

Parte nelle prossime ore una lettera congiunta della Conferenza delle Regioni, dell’Anci e dell’Upi per richiedere un incontro urgente con il Presidente del Senato e con la Conferenza dei Capigruppo sulla manovra economica attualmente all’esame del Parlamento.
E’ poi in programma per il primo pomeriggio di Lunedì 5 settembre una iniziativa dei Presidenti delle Regioni, dei Sindaci e dei Presidenti delle Province sulla necessità di riequilibrare la manovra proposta e sulle conseguenze che i tagli attualmente prospettati produrranno per i servizi ai cittadini e per il mondo del lavoro e delle imprese.

Cerca