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FEDERALISMO: REGIONI ANCI E UPI

Convocare il Comitato dei dodici rappresentanti delle autonomie territoriali presso la Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale, in occasione dell’ audizione dei Ministri dell’Economia e della Semplificazione normativa. Lo hanno chiesto, con una lettera indirizzata al Presidente della Commissione Enrico La Loggia, i Presidenti della Conferenza delle Regioni, dell’Upi e dell’Anci, Vasco Errani, Giuseppe Castiglione e Osvaldo Napoli.
“Abbiamo appreso dalla stampa – scrivono a La Loggia i Presidenti – della sua decisione di convocare il Ministro dell’Economia Giulio Tremonti, e il Ministro della Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, in un’ audizione presso la Commissione da lei presieduta, per fare il punto sulla riforma federalista in atto e sugli eventuali impatti che su di essa potrebbero avere le misure economiche che il Governo sta adottando per fronteggiare la crisi”.
Si tratta di una “iniziativa apprezzabile –scrivono Errani, Castiglione e Napoli – considerato che proprio su questo tema la Conferenza delle Regioni, l’Upi e l’Anci si sono espresse unitariamente, sottolineando proprio come il susseguirsi di manovre economiche fortemente recessive – che impongono tagli e continue limitazioni alla capacità di programmazione e alla stessa autonomia delle istituzioni locali – abbia di fatto compromesso il percorso fino ad oggi condiviso verso l’attuazione del federalismo fiscale”.
Errani, Castiglione e Napoli ricordano poi “le numerose scelte unilaterali” del Governo e, conseguentemente, “il gravissimo stato delle relazioni interistituzionali. Le manovre economiche decise dal Governo – sottolineano i Presidenti – sono state definite senza che vi sia stata alcuna possibilità di condivisione” e “invece di cogliere le pressanti richieste di Regioni, Province e Comuni di ridurre i tagli e attuare modifiche correttive al patto di stabilità interno, è stato deciso un ulteriore inasprimento, bloccando di fatto la capacità delle autonomie di intervenire sulle economie locali con investimenti sul territorio”. A tutto ciò – prosegue la lettera – “si aggiungano le misure di carattere istituzionale inserite, in maniera del tutto impropria, nella manovra economica di agosto e il DDL costituzionale sulla soppressione delle Province”.
Per questi motivi Errani, Castiglione e Napoli, nel sottolineare l’importanza dell’audizione dei Ministri Tremonti e Calderoli, dinanzi alla Commissione, chiedono che in tale occasione sia convocato anche il ‘Comitato dei 12’.

PROVINCE. PROPOSTA DI RISOLUZIONE DELL’AICCRE AL CONSIGLIO D’EUROPA

La questione italiana dell’abrogazione delle Province si è spostata in Europa: infatti,  Emilio Verrengia, Presidente della Delazione italiana del CPLRE (l’organismo degli Enti locali nel Consiglio d’Europa) e Segretario generale aggiunto dell’AICCRE, ha presentato oggi alla commissione Governance del Consiglio d’Europa una proposta di risoluzione sul ruolo e l’importanza del livello del governo locale intermedio, redatto dalla CEPLI (Confederazione Europea dei Poteri Locali Intermedi), il cui Presidente è Giuseppe Castiglione.  La proposta è stata presentata unitamente ad altri componenti del CPLRE di altri Paesi.  Verrengia ha relazionato del caso Italia e del ddl costituzionale per la cancellazione delle Province ma ha ricordato anche che il dibattito è aperto anche in altri Paesi come la Francia. Verrengia ha ribadito l’urgenza di porre nell’agenda politica dei lavori del CPLRE la problematica degli enti intermedi e nel contempo di promuovere entro dicembre un dibattito approfondito ed articolato, con una audizione pubblica promossa congiuntamente dal CPLRE insieme al CEPLI ed alle istituzioni europee, come il Comitato delle regioni e dei poteri locali (CDR), coinvolgendo i rappresentanti degli enti intermedi di tutta Europa, esponenti istituzionali e del mondo della ricerca, dell’accademia e della società civile.
Verrengia ha toccato i punti più importanti della mozione:
– definire in maniera chiara il ruolo degli enti intermedi in Europa;
– dimostrare che tali istituzioni d’area vasta sono fondamentali per sostenere l’azioni di programmazione sia a livello regionale, locale che europeo, creare un sistema di governance multivello funzionale ed efficiente e implementare le politiche europee in ottica di prossimità;
-valorizzare il loro contributo al processo di democrazia europea ed aprire ad un dialogo a livello nazionale ed europeo volto alla costruzione istituzionale delle amministrazioni territoriali.
La proposta di Verrengia ha suscitato un ampio dibattito ed una unanime condivisione e lo stesso presidente della delegazione italiana è stato incaricato di seguire tutta la vicenda degli enti locali intermedi ed a relazionare nella prossima riunione della commissione governance,  che si terrà durante la sessione plenaria di ottobre. Al dibattito ha partecipato anche il prof. Merloni,  docente presso l’università di Perugia – esperto del Consiglio d’Europa – che ha suggerito di cogliere l’opportunità della visita della Commissione monitoraggio in Italia che avverrà dal 2 al 4 novembre per evidenziare l’importanza dell’ente intermedio per la democrazia locale e per i cittadini. Si ricorda infine che Verrengia era stato incaricato dall’UPI, e dal suo Presidente Giuseppe Castiglione, di seguire il dibattito sul ruolo degli intermedi avvalendosi del gruppo tecnico della CEPLI.

Lettera BCE, Castiglione, Upi “Dal Governo risposte sbagliate”

“Evidentemente i consigli che la BCE  ha voluto dare al Governo non sono stati ritenuti utili, altrimenti non si comprende perché si sia scelto di dare risposte sbagliate e certo non in linea con quanto richiesto”.
Lo ha detto il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione, commentando il testo della lettera inviata dalla BCE i primi di agosto al Governo.
“Una lettera – ha detto – su cui si è tanto favoleggiato. E’ stato detto che contenesse una indicazione chiara sull’abolizione delle Province come condizione indispensabile perché i mercati si sentissero rassicurati e quindi per salvare l’Italia dalla crisi.
Oggi invece apprendiamo dalla lettura che si chiedeva espressamente al Governo di dare il via a misure ritenute essenziali per accrescere il potenziale di crescita, dal miglioramento della qualità dei servizi pubblici, alla riforma del fisco, alle liberalizzazioni.
Solo in chiusura, incoraggiando il Governo ad avviare una riforma completa della pubblica amministrazione, la BCE indica la possibilità di abolire o accorpare alcuni strati amministrativi intermedi, come le Province.
Dunque il Governo ha deciso di non considerare utili tutte le richieste della BCE votate alla ripresa, e invece di dare seguito all’unica raccomandazione finale, ovviamente nell’accezione più negativa proposta,  quindi scegliendo l’abolizione non l’accorpamento, che pure veniva indicato.
Una misura, che, e a ben ragione,  non è inserita nella lettera tra quelle indispensabili per favorire la crescita, perché  non produce alcun risparmio.
L’unica, tra l’altro, che avrebbe dovuto essere rispedita al mittente, perché una Banca Economica può dare suggerimenti sulle misure economiche, ma non dovrebbe certo intromettersi su come un Paese democratico intende organizzarsi a livello politico e istituzionale. E qualcuno avrebbe quantomeno dovuto farlo notare”.  

Decreto sviluppo: inammissibile mancanza di confronto preventivo con Regioni, Province e Comuni

“Sarebbe davvero inaccettabile se anche questa volta, come già avvenuto per le 4 manovre finanziarie degli ultimi mesi, il Governo non aprisse sul Decreto Sviluppo un serio confronto con Regioni, Province e Comuni. Un errore che arrecherebbe un grave danno al Paese, considerato che in Italia lo sviluppo passa per oltre il 70% dagli investimenti degli Enti locali”.

Lo dichiara il Presidente Giuseppe Castiglione, all’annuncio del Ministro Matteoli di un imminente decreto sullo sviluppo, che dovrebbe a breve approdare in Consiglio dei Ministri. “Regioni, Province e Comuni – sottolinea Castiglione – non sono una controparte: sono le istituzioni che, insieme allo Stato, costituiscono la Repubblica. Non possiamo essere esclusi nel momento in cui si definiscono strumenti che avranno una ricaduta immediata sui territori e nelle nostre amministrazioni.

Abbiamo proposte, idee, e richieste di buon senso: non cerchiamo contrapposizioni inutili, ma vogliamo potere intervenire direttamente nelle scelte che in questo momento drammatico il Governo intende metter in campo per dare un contributo serio e positivo alle politiche di sviluppo del Paese”.   

Manovra: manifestazione Unitaria di Province Regioni e Comuni

“Servono soluzioni condivise: Regioni Province e Comuni sono qui insieme con l’unico obiettivo di dare servizi ai cittadini” Lo ha detto il Presidente dell’Upi Umbria Marco Vinicio Guasticchi, Presidente della Provincia di Perugia  aprendo i lavori della mobilitazione organizzata oggi da Conferenza delle Regioni, da Upi e da Anci per contrastare gli effetti della manovra economica. “Siamo tutti uniti contro una manovra che ancora una volta penalizza i cittadini, tagliando servizi essenziali. Regioni, Province e Comuni faranno fronte comune per portare avanti le nostre proposte, per fare ripartire la crescita”.

“Dal 2007 al 2010 le Province hanno diminuito le spese del 10 percento, hanno raggiunto e superato gli obiettivi del patto di stabilita per oltre 1,8 miliardi, nonostante manovre che hanno ridotto i nostri bilanci di oltre 3.5 miliardi di euro. E qual’e’ stata la risposta alla nostra virtuosita’? Ancora manovre con tagli che dal 2011 al 2013 ci ridurranno la capacita’ di spesa di altri 5.4 miliardi”. Lo ha detto il Presidente del Consiglio Direttivo dell’Upi, Fabio Melilli, intervenendo alla giornata di mobilitazione contro la manovra economica organizzata dalla Conferenza delle Regioni, dall’Anci e dall’Upi a Perugia. “Mentre la spesa pubblica centrale continua crescere, da 353 miliardi del 2001 agli oltre 460 miliardi del 2010, i bilanci di Regioni, Province e Comuni sono tutti in continua diminuzione. I nostri sforzi per rispettare e migliorare il patto di stabilita’ sono stati usati per finanziare  lo sfondamento della spesa pubblica. E oggi subiamo una manovra come non ne avevamo mai avute. La situazione  e’ drammatica, ma la  sensazione e’ che ad essere chiamati a rispondere e contrastare la crisi economica siamo solo noi”.

“La manovra produce danni incredibili, soprattutto perché non produce sviluppo. Siamo un Paese che non cresce, e senza crescita corriamo il rischio di non venirne fuori” Lo ha detto il Presidente della Provincia di Terni, Feliciano Polli, nel suo intervento alla mobilitazione di Regioni, Province e Comuni a Perugia. “Una leva su cui possiamo agire sono gli investimenti locali – ha detto, ricordando che : “nel triennio 2008 2013 le Province hanno subito una contrazione del 23 per cento in meno di spese in investimenti.  Tutti noi abbiamo presente la situazione delle imprese locali: quelle che gia’ non hanno chiuso, rischiano di chiudere a breve. Se si sbloccano gli investimenti degli Enti locali avremo una ripresa sia dell’economia che dell’occupazione. Dobbiamo avere l’opportunita’ di lavorare per lo sviluppo del territorio. Certo che non bastera, ma con i tagli e le tasse non andiamo da nessuna parte”.

“Da luglio ad oggi noi ci siamo trovati davanti a ben quattro manovre, tutte fortemente centrate sui tagli a Regioni, Province e Comuni, senza mai avere avuto modo di discuterne i contenuti e di dare il nostro contributo. Mi chiedo davvero  perche’ il Governo non abbia voluto darci ascolto, nonostante il grande senso di responsabilita’ che Regioni, Province e Comuni hanno mostrato, e che oggi, in questa giornata di mobilitazione unitaria, stanno confermando”. Lo ha detto il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, intervenendo alla giornata di mobilitazione contro gli effetti della manovra, promossa a Perugia dalla Conferenza delle Regioni, dall’Upi e dall’Anci. “Il Governo – ha detto – ha deciso di non ascoltarci. Eppure proprio Regioni, Province e Comuni possono mettere in campo strumenti capaci di fare ripartire il paese. Sindaci,  Presidenti di Province, Presidenti di Regioni non sanno fare solo protesta: vogliono fare proposte. Noi vogliamo parlare di quello che i cittadini rischiano di perdere. Vogliamo parlare di welfare, di sviluppo, di messa in sicurezza di strade e scuole, di investimenti. Noi vogliamo liberare quelle risorse che ci servono per affrontare tutte queste questioni, che sono la chiave di volta per il futuro del Paese. Se c’e’ da tagliare gli sprechi della spesa pubblica, non e’ nei nostri bilanci che si deve andare a guardare”.

Documenti allegati:

MOBILITAZIONE UNITARIA DI REGIONI, PROVINCE E COMUNI CONTRO GLI EFFETTI DELLA MANOVRA ECONOMICA.

Proseguono le iniziative di mobilitazione unitaria della Conferenza delle Regioni, dell’Anci e dell’Upi, per contrastare gli effetti della manovra economica sui bilanci delle Autonomie territoriali e riportare al centro della dialettica politica i temi del rilancio dello sviluppo economico, del nuovo patto di stabilità, della tutela delle politiche sociali, della ripresa degli investimenti e della garanzia dei servizi essenziali ai cittadini.
    
Regioni, Province e Comuni hanno quindi indetto una nuova giornata di mobilitazione per venerdì 23 settembre a partire dalle ore 11,00 a Perugia, nella Sala dei Notari di Palazzo dei Priori (Piazza 4 Novembre) per ribadire e dare forza alla piattaforma di richieste unitarie presentata al Governo.
    
Al centro del dibattito saranno i temi legati agli interventi per lo sviluppo economico, le richieste di  modifica del Patto di stabilità interno, il percorso per il riordino istituzionale nazionale e territoriale.
    
L’incontro sarà aperto dagli indirizzi di saluto dei rappresentanti delle istituzioni locali: la Presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini, il Presidente della Provincia di Perugia Marco Vinicio Guasticchi e il Sindaco di Perugia Wladimiro Boccali.

Seguiranno interventi di rappresentanti della Conferenza delle Regioni, dell’Upi e dell’Anci. Interverranno, tra gli altri, il Presidente della Regione Lazio, Renata Polverini; il Sindaco di Roma, Gianni Alemanno; il Presidente della Provincia di Rieti Fabio Melilli, il Sindaco di Bari, Michele Emiliano; il Sindaco di Potenza, Vito Santarsiero; il Sindaco di Livorno Alessandro Cosimi.

Le conclusioni saranno affidate al Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, al Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, e al Vice Presidente Vicario dell’Anci, Graziano Delrio.

PREMI E SANZIONI: PUBBLICATO IL DECRETO IN GAZZETTA UFFICIALE

E’ pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n 219 del 20 settembre 2011 il Decreto Legislativo 6 settembre 2011, n. 149 ” Meccanismi sanzionatori e premiali relativi a regioni, province e comuni, a norma degli articoli 2, 17 e 26 della legge 5 maggio 2009, n. 42″

Per accedere al testo cliccare nel link

SCUOLA: L’ALLARME DELLE PROVINCE

“I 5000 edifici scolastici delle Province hanno bisogno di interventi immediati. Non possiamo permetterci di mettere a rischio la salute di 2 milioni e mezzo di ragazzi che hanno il diritto di studiare in aule sicure, accoglienti, moderne e dotate di laboratori e strumenti che permettano loro di acquisire le competenze necessarie per competere con il resto d’Europa. Noi per primi abbiamo lanciato l’allarme sulla condizione delle scuole in Italia e se non avremo risposte saremo costretti a chiudere quelle non a norma. Se si continuerà ad ignorare le nostre richieste e le proposte che abbiamo presentato per rilanciare gli investimenti, raccoglieremo tutte le perizie che ci verranno consegnate dagli organi di controllo e le consegneremo al Governo”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, commentando le rilevazioni di Cittadinanzattiva sulla situazione delle scuole italiane. “Tra il 2005 e il 2009 – ricorda Castiglione –  le Province hanno investito risorse per l’edilizia scolastica per oltre 7 miliardi di euro. Il 60% è stato destinato agli adeguamenti di legge per la sicurezza scolastica;   il 25% circa per interventi edilizi, con nuovi edifici, ristrutturazioni, ampliamenti; il 15% circa è stato usato per l’efficientamento energetico e la diffusione del WI-FI nelle scuole. A confronto, nello stesso periodo il Governo ha destinato per questi obiettivi davvero poco, solo 522 milioni di euro. Ma la cosa più importante è che ci sono fermi circa 773 milioni di euro per l’adeguamento e la ristrutturazione del patrimonio scolastico statale messe a disposizione attraverso la riprogrammazione dei fondi FAS, che non sono stati ancora erogati a Comuni e Province.  Su questo tema abbiamo fatto al Governo precise richieste : un Piano finanziario triennale (2012-2014) per  Province e Comuni di almeno 3 mld di euro che garantisca la certezza delle risorse da investire nei territori per l’ammodernamento e la messa in sicurezza delle scuole; l’esclusione dal patto di stabilità delle spese per la messa a norma e in sicurezza delle scuole  e la defiscalizzazione degli interventi di edilizia scolastica in modo da permettere con le stesse risorse di finanziare un maggior numero di interventi. Sono temi troppo cruciali –  conclude Castiglione –  su cui davvero non si può più attendere”.

Castiglione “Sull’eliminazione delle Province Moody’s fa chiarezza. Nessun beneficio e rischio di ingovernabilità per i territori”

Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, che ribadisce la richiesta a Governo e Parlamento di “tornare ad affrontare il tema delle riforme istituzionali in maniera organica, con il pieno coinvolgimento e il confronto di Regioni, Province e Comuni, per costruire insieme istituzioni locali in grado di rispondere alle sfide che abbiamo davanti e capaci di contribuire in maniera significativa alla ripresa dell’economia nazionale , come ci chiedono i cittadini e come ci impone la crisi. Scegliere strade diverse, come ci stanno dicendo i maggiori attori economici nazionali e internazionali, può solo portare ad un grave declino dei sistemi locali, che sono la stessa ossatura dell’economia del Paese”.

Saitta all’incontro con Bersani: “L’Europa ci chiede di far ripartire gli investimenti locali. Il Governo li blocca”

“Bisogna sbloccare il Patto di stabilità, liberare le risorse ferme nei bilanci di Province e Comuni e fare ripartire gli investimenti, o il Paese non riuscirà a riprendersi. Invece di perdere tempo dietro a riforme costituzionali, che non servono a nulla se non a peggiorare la governabilità dei territori e svilire il ruolo degli Enti locali, si intervenga subito con provvedimenti capaci di dare respiro all’economia”. Lo ha detto il Vice Presidente dell’Upi, Antonio Saitta, Presidente della Provincia di Torino, intervenendo all’incontro di questa mattina con il Segretario del PD Pierluigi Bersani e i rappresentanti dell’Anci e delle Regioni sulla situazione economica del Paese. Saitta ha ricordato i dati delle risorse bloccate dal patto di stabilità nelle casse delle Province. “Abbiamo disponibilità finanziaria per effettuare pagamenti per circa 1,5 miliardi di euro a favore delle imprese fornitrici di beni e servizi, con beneficio immediato sull’economia reale già nel corso degli ultimi mesi del 2011. Nel 2012 le risorse “frenate” dal patto di stabilità interno sono pari addirittura a 2,1 miliardi di euro. Per essere chiari, Milano potrebbe spendere nel 2011 200 milioni di euro e altri 240 milioni nel 2012, Roma ha fermi 50 milioni di euro per il 2011 e 60 milioni per il 2012; Torino ha oltre 41 milioni per il 2011 e altri 150 milioni fermi per il 2012; Napoli ne ha più di 36 milioni per il 2011 e quasi 68 milioni di euro per il 2012. La nostra è una richiesta di buon senso: se si sbloccano almeno il 10% di queste risorse possiamo fare ripartire gli investimenti. Accanto agli evidenti benefici per l’economia – ha concluso Saitta – c’è un altro tema che non può essere trascurato: le strade, le scuole, il territorio hanno bisogno urgente di interventi di messa in sicurezza. Con questa crisi davvero non possiamo permetterci di impedire all’economia locale di riprendere”.

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