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PROVINCE E NORMALIZZAZIONE ALBO AUTOTRASPORTATORI

L’UPI, con riferimento alla nota vicenda della normalizzazione degli Albi provinciali per l’autotrasporto rispetto alla permanenza di imprese prive dei requisiti di legge, ed in particolare privi dei veicoli, ha inviato una nota al Comitato Centrale Albo Autotrasportatori, per sottolineare ancora una volta che  l’attività di tenuta e di verifica da parte delle Province è costante e puntuale.

Le Province, nonostante vengano più volte additate come l’anello debole della catena, non in grado di sostenere l’attività amministrativa connessa alla tenuta degli albi, intendono sottolineare che la verifica della disponibilità dei mezzi è strettamente connessa alla fornitura di elenchi da parte del Comitato Centrale, elenchi spesso forniti in ritardo e non aggiornati, o con errori che implicano un’attività amministrativa di controllo ulteriore alla ordinaria; ciononostante l’attività di cancellazione da parte delle Province sta proseguendo in maniera ordinaria.

La nota dell’UPI viene fornita in risposta ad una circolare inviata a tutte le Province del Comitato Centrale Albo Autotrasportatori con la quale si dichiarava “un pressoché assoluto stato di inottemperanza da parte delle Province” prefigurando “ipotesi di reato riferite ai doveri d’ufficio”.

In allegato, il testo della lettera

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Elezioni amministrative e Pari opportunità: dall’Upi un appello al Presidente del Consiglio

“Con vivo rammarico l’Unione delle Province d’Italia  è costretta a sottoporre alla Sua personale attenzione una questione che interessa una tematica a nostro avviso determinante per la vita politica, democratica e civile del Paese”.

Il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, si rivolge così, in una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, lanciando un appello affinché sia previsto anche per le Province quanto stabilito dallo Schema di Disegno di Legge recante “Disposizioni in materia di pari opportunità nell’accesso agli organi ed al lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche” approvato nella riunione del 7 aprile scorso, il Consiglio dei Ministri.

Il testo infatti prevede per le elezioni amministrative dei soli Comuni il cosiddetto “obbligo di doppia preferenza di genere”,  trascurando Giunte e Consigli Provinciali.

 “Un testo – sottolinea Castiglione nella lettera – che noi riteniamo decisivo, poiché intende definire strumenti tesi a riequilibrare il deficit di rappresentanza delle donne in seno agli organi rappresentativi degli enti locali, dando così piena attuazione all’art. 51 della Costituzione, che riconosce a tutti i cittadini il diritto di accedere alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza e prevede che la Repubblica promuova con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini”. Ma, secondo il Presidente dell’Upi, la mancata previsione dell’obbligo anche per le Province rappresenta “una gravissima quanto inammissibile mancanza”.

“Comprenderà bene in nostro sconcerto – prosegue la lettera – a questa che ci appare come una incomprensibile esclusione, soprattutto in vista della prossima tornata elettorale amministrativa, che vedrà il rinnovo delle Giunte e dei Consigli di 11 Province.

Per questo – scrive Castiglione al Presidente Berlusconi –  abbiamo esplicitamente sollevato la questione nelle sedi di concertazione  istituzionale, in ultimo nella passata riunione della Conferenza Unificata, presentando una richiesta di modifica al testo approvato in Consiglio dei Ministri, nella quale si prevede che, per ogni gruppo di candidati collegati ad un candidato Presidente della Provincia, nessuno dei due sessi possa essere rappresentato in misura superiore ai 2/3 dei candidati, pena la non ammissione della lista.  

Purtroppo  la nostra richiesta, pur valutata positivamente, non è stata accolta. Pertanto – ribadisce il Presidente dell’Upi rivolgendosi al Presidente del Consiglio – siamo ad appellarci alla Sua personale sensibilità, affinché possa impegnare il Governo a modificare il testo,  accogliendo la nostra richiesta di estensione delle norme di salvaguardia anche alle Province, come una corretta dialettica democratica dovrebbe assicurare”.

 

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Le Province ricevute dal Presidente della Repubblica

Le celebrazioni dell’Unità d’Italia, ma anche lo stato delle riforme istituzionali, con la semplificazione amministrativa, sono stati i temi posti dalla delegazione dell’Unione delle Province d’Italia al Presidente della Repubblica, che li ha ricevuti oggi in Quirinale.

 A rappresentare le Province sono stati il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, Presidente della Provincia di Catania, il Vice Presidente Vicario Antonio Saitta, Presidente della Provincia di Torino, il Vice Presidente Franco Antoci, Presidente della Provincia di Ragusa, il Presidente del Consiglio Direttivo Fabio Melilli, Presidente della Provincia di Rieti, il Presidente della Provincia di Milano Guido Podestà, il Presidente della Provincia di Asti Maria Teresa Armosino e il Direttore Generale dell’Upi Piero Antonelli.
    
“Abbiamo raccontato al Presidente della Repubblica – dichiara il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione – l’impegno delle Province per le celebrazioni dell’Unità d’Italia, con i tanti eventi realizzati sui territori mirati principalmente a coinvolgere i giovani, gli studenti delle scuole provinciali: a loro e alla loro crescita come soggetti protagonisti della vita politica e istituzionale del Paese, sono dedicati eventi di riflessione e studio sulla storia del risorgimento. E proprio sui giovani, sulla grave emergenza dell’edilizia scolastica e sulla necessità di assicurare scuole migliori, più sicure, all’avanguardia, abbiamo proseguito il confronto con il Presidente Napolitano.
Ma ci siamo soffermati soprattutto sulle questioni legate alle riforme istituzionali del Paese, confermando la nostra piena disponibilità a collaborare per avviare un processo di riflessione condivisa che semplifichi il sistema, eliminando gli apparati non democratici che impropriamente amministrano al posto dei Comuni e delle Province, e a essere protagonisti nell’opera di razionalizzazione delle Province, nel pieno rispetto delle norme costituzionali e con riforme condivise a garanzia delle comunità e dei cittadini. Sulla questa nostra volontà di semplificare il sistema – conclude il Presidente Castiglione – abbiamo colto l’apprezzamento del Presidente Napolitano”.

Al Presidente Napolitano la delegazione delle Province ha voluto porgere in regalo un piccolo album litografico “Da Torino a Roma. Ventitrè anni di viaggio”, eseguito da Casimiro Teja e pubblicato nel 1872 dal periodico “Pasquino – giornale umoristico, artistico, politico sociale”. 29 litografie originali che illustrano in forma satirico-caricaturale il cammino del Risorgimento degli italiani da Torino fino a Roma Capitale.

AL FESTIVAL DELLA FELICITA DI PESARO E URBINO LE PROVINCE LANCIANO UN NUOVO MODELLO DI SVILUPPO

“Se non possiamo immaginare di essere il Paese più ricco d’Europa, dobbiamo avere l’ambizione di diventare il Paese in cui si vive meglio, concentrandoci sulla qualita’ della crescita”. Lo ha detto il Presidente della Provincia di Pesaro e Urbino, aprendo i lavori del convegno “Province 2020. Progettare e misurare il Benessere in tempo di crisi”, organizzato dall’Upi e dalla Provincia di Pesaro-Urbino.
Un convegno che rilancia il dibattito sull’adozione di nuovi indicatori per misurare lo stato di benessere dei cittadini, e che apre il Festival della felicita’ di Pesaro Urbino, che proseguira’ fino al 5 giugno prossimo. “La pubblica amministrazione – ha detto – puo’ condizionare positivamente o negativamento la qualita’ della vita delle comunita’. Le Province possono, attraverso le decisioni che prendono nei piani strategici e con la programmazione territoriale, essere decisive, mettendo in campo progetti e programmi fortemente orientati al futuro”.

“Dobbiamo lavorare insieme per rendere reale un sogno – ha detto il Presidente dell’Istat Enrico Giovannini, intervenendo ai lavori. “Discutere di indicatori – ha detto – vuol dire discutere della societa’ che vogliamo costruire, e gli indicatori di risultato diventano valutatori della democrazia. La buona notizia – ha poi aggiunto illustrando tutte le iniziative avviate sul tema del benessere a livello mondiale – e’ che non siamo soli e che ci sono decine di iniziative nel mondo su questi temi”.

“La strategia Europa 2020 – ha dichiarato il Presidente dell’Upi Basilicata Piero Lacorazza, intervenendo al Convegno – chiama istituzioni e territorio a cooperare per tre obiettivi principali: la crescita intelligente,  la crescita inclusiva e la crescita sostenibile, rendendo efficiente l’uso delle risorse e rilanciando la competitività dei sistemi territoriali. È proprio su tali elementi che la Provincia di Potenza, sta lavorando, anche attraverso la definizione del Piano strutturale provinciale, lo strumento principale di pianificazione dell’Ente che rappresenta l’obiettivo di fine consiliatura. Idealità della visione e concretezza del quotidiano sono, e dovranno essere sempre più, i principi cardine del nostro impegno. L’idealità della visione rappresenta l’idea di futuro che vogliamo contribuire a realizzare, mentre la concretezza del quotidiano misura i passi da compiere per  attuare questa visione”.

“Vogliamo costruire, a partire da questa iniziativa, un nuovo modello di Provincia – ha detto il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione – che declini lo sviluppo nella sostenibilita’: sostenibilita’ dell’ambiente, del territorio, della programmazione urbanistica, dello sviluppo economico. Dobbiamo per questo accettare e fare la nostra la sfida della misurazione della democrazia e dalla valutazione del nostro impegno di amministratori”.

Nel pomeriggio, il convegno è prosegutio con la presentazione del sondaggio “Gli italiani e la felicita’” del Presidente dell’Ipsos Nando Pagnoncelli. Secondo le rilevazioni dell’istituto di rigcerca, gli italiani sono fortemente preoccupati dalla crisi economico e credono, per la maggioranza, che durera’ ancora altri 5 anni. Ma si dichiarano felici, nonostante tutto, grazie alla grande capacita’ di adattarsi alla situazione, che permette loro comunque di andare avanti.

Quanto alla politica, l’atteggiamento degli italiani e’ profondamente diverso, che si guardi al contesto nazionale o a quello locale. Secondo lo studio, infatti,  il 64% degli italiani considera peggiorata la situazione politica degli italiani, ma se si passa alla dimensione territoriale della comunita’ di residenza, il dato scende al 25%. Un 40% la definisce anzi migliorata o ugualmente positiva. Preoccupa molto, invece, la crisi economica (78% degli intervistati).” In questo contesto- ha commentato Pagnoncelli – la famiglia diventa quasi un rifugio. Infatti, gli italiani la pongono al primo posto tra gli aspetti immateriali determinante per migliorare la qualita’ della vita, seguito dall’amore e dalle amicizie. Tra gli aspetti materiali, invece, per gli italiani sono determinanti prima di tutto la salute, poi il reddito e a seguire la casa.

“Se possiamo considerare rassicurante la tendenza a trovare soddisfazioni nella sfera affettiva – ha commentato Pagnoncelli illustrando il sondaggio – preoccupa la distanza crescente tra la situazione personale e il Paese. Come se l’Italia avesse smarrito il senso di appartenenza. Si attesta, rispetto anche ai temi promossi in questo convegno, la considerazione che la politica, troppo concentrata nella ricerca di consensi nell’immediato, stia perdendo il senso della programmazione del futuro del Paese”.

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Decreto sulle Energie Rinnovabili

“Sono ancora molte le distanze tra il Governo e gli enti locali sul decreto sulle energie rinnovabili e per questo le Province insieme alle Regioni hanno espresso parere negativo in conferenza unificata.
E’ opportuno comunque sottolineare che alcuni passi avanti sono stati fatti, soprattutto a difesa delle aziende italiane tra le quali per la provincia di Rieti assume particolare rilievo la vicenda di Solsonica.
Abbiamo comunque ribadito al Governo la volontà di continuare a confrontarci per migliorare il testo.
Non posso che apprezzare la dichiarazione della presidente della Regione Lazio Renata Polverini che ha dichiarato oggi di volere deliberare le linee guida regionali e di volerlo fare insieme alle province; la Provincia di Rieti lo aveva chiesto da tempo e siamo pronti a dare il nostro contributo per  trovare il giusto equilibrio tra la necessità di incrementare la produzione di energie rinnovabili e la salvaguardia dell’agricoltura e del paesaggio soprattutto nei luoghi sensibili come la Pana reatina”.

E’ quanto dichiara il presidente del Consiglio Direttivo dell’Upi e presidente della Provincia di Rieti, Fabio Melilli, a margine della Conferenza unificata per le Energie rinnovabili.

Il Presidente dell’Upi incontra il Presidente del Coordinamento nazionale dei difensori civici

Promuovere l’istituto del Difensore civico territoriale in tutte le Province italiane e costruire una rete di sistema che potenzi lo strumento della difesa civica.
Questo l’obiettivo dell’incontro avuto oggi a Roma tra il Presiedente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, e il Presidente del Coordinamento Nazionale dei Difensori Civici italiani, Antonio Caputo, Difensore civico della Regione Piemonte.
Dalla collaborazione avviata oggi si è deciso di intraprendere un percorso di lavoro comune per definire  un vero e proprio protocollo tra l’Upi e il Coordinamento dei Difensori civici, per promuovere questa rete, coordinando le strutture esistenti e favorendo l’istituzione del difensore civico territoriale in tutte i territori provinciali, attraverso convenzioni.
A questo scopo è stata istituita una commissione bilaterale di lavoro, che predisporrà il protocollo, i modelli di convenzione e i documenti necessari per la costruzione della rete sui territori.

Il Presidente dell’Upi incontra il Presidente della Corte dei conti Luigi Giampaolino

Primo incontro tra  il Presidente della Corte dei conti dott. Luigi Giampaolino ed il Presidente dell’UPI on. Giuseppe Castiglione, nella stessa giornata che vede concludersi la fase di definizione delle Linee Guida 2011, rivolte agli organi di revisione degli enti locali che curano l’elaborazione delle relazioni sui documenti finanziari.
Si apre così una fase nuova nei rapporti con le Associazioni degli enti locali, dalla quale emergeranno le più rilevanti tematiche di attualità e sarà colta la poliedricità dei fenomeni per immaginare appropriate soluzioni di orientamento per gli enti interessati.
La Corte dei conti è attenta ai principali problemi delle Autonomie territoriali nel momento cruciale dell’avvio del nuovo percorso, certamente travagliato, che vuol dare concretezza alle espressioni di “equiordinazione” tra le componenti della Repubblica. E’ una riforma auspicata da tempo, prossima a definirsi come complesso normativo ancora in evoluzione, che inciderà sull’assetto ordinamentale, per orientare verso comportamenti virtuosi, imposti dalla necessità della sfida per la migliore qualità dei risultati e per il contenimento dei costi entro limiti tollerabili, definiti “standard”.
Il processo in atto dischiude scenari che inducono un governo responsabile che configuri correttivi congrui al perseguimento dell’interesse pubblico.
Non mancheranno le sensibilità utili per intervenire sulle anomalie e l’UPI, in costante colloquio con le Province, appare l’osservatorio privilegiato.
La prospettiva delinea l’esigenza di individuare aree da analizzare con strumenti normativamente codificati, che contemplino presupposti, contenuti, limiti di applicazione, per offrire agli operatori indirizzi interpretativi univoci, credenziale di autorevolezza perché sorretti da conoscenza del quadro generale, degli effetti che conseguono e da una equilibrata lettura degli interessi compresenti.
La Corte dei conti intraprende un nuovo itinerario con spirito di servizio nei confronti delle istituzioni interessate, consapevole della propria posizione di terzietà di magistratura contabile e dell’imprescindibile prerogativa di neutralità che la caratterizza.
In questa dimensione, il rinnovato rapporto con l’UPI sarà certamente utile alle istituzioni ed ai cittadini.

Costi della politica: Castiglione a Montezemolo

“Una volta tanto siamo d’accordo con il Dr. Montezemolo, che chiede una riduzione dei costi inutili della politica, a partire dai Consorzi, dagli Enti parchi, dai Bim, dalle tante aziende piene di Consigli di amministrazione lontani dal controllo democratico. Vorremmo però che su questo tema si avviasse una riflessione seria, e non la solita fiera delle ovvietà che continua a dominare il dibattito. Come Upi abbiamo detto già che siamo d’accordo con l’avvio della razionalizzazione delle Province, ci siamo impegnati in prima linea sui tagli ai costi, riducendo notevolmente giunte e consigli, abbiamo dimostrato nei fatti, con attestati da parte della Corte dei Conti, dell’Istat, della Ragioneria dello Stato, di sapere gestire in maniera virtuosa i nostri bilanci. Al Dr. Montezemolo, che si appresta ad iniziare una lunga carriera politica, chiediamo la disponibilità ad un confronto pubblico con noi, in modo da potere offrire anche ai cittadini la possibilità di ascoltare dal vivo le ragioni di ognuno su temi tanto importanti per il Paese”.

Corso di formazione su Istituzioni, politiche e strumenti dell’UE per la crescita e la competitività della Pubblica Amministrazione. Bruxelles, 21-22-23 giugno 2011.

L’Unione delle Province d’Italia, anche tramite l’ufficio di Bruxelles UPI Tecla Europa, in collaborazione con la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione Locale, organizza il primo Corso di Formazione rivolto ad amministratori provinciali su “Istituzioni, politiche e strumenti dell’UE per la crescita e la competitività della Pubblica Amministrazione”.
“Una iniziativa – sottolinea il presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione – particolarmente interessante, in linea con l’obiettivo di promuovere il ruolo degli enti locali come attori del processo di governance europea, innalzare le competenze degli amministratori provinciali sulle istituzioni e le politiche europee e cogliere le opportunità offerte dall’UE per il periodo 2007-2013”.
Il corso si svolgerà a Bruxelles nei giorni 21-22 e 23 giugno p.v. presso la sede del Comitato delle Regioni e il nuovo ufficio congiunto Anci UPI Europa e si articolerà in cinque moduli formativi, come da bozza di programma allegata.
Tale primo percorso formativo, completamente finanziato dall’UPI, è riservato a 28 Presidenti di Provincia che dovranno confermare la propria adesione al seguente indirizzo email [email protected] entro e non oltre il 15 maggio p.v.

In allegato, la circolare inviata ai Presidenti di Provincia e il programma del corso

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Le Province scrivono ai Ministri Tremonti e Maroni

Lo Stato ha un debito nei confronti delle Province che ammonta quasi a 3 miliardi di euro. E’ una situazione che va risolta prima dell’entrata in vigore del decreto legislativo sull’autonomia finanziaria delle Province” . E’ quanto scrive in una lettera inviata al Ministro dell’Economia Giulio Tremonti e al Ministro dell’Interno Roberto Maroni, il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione.

Si tratta dei trasferimenti erariali perenti, spettanti alle Province per gli anni dal 1997 al 2007, termine oltre il quale è venuta meno la norme che imponeva l’erogazione delle risorse finanziarie al raggiungimento di determinati limiti di giacenza in tesoreria. Con la legge finanziaria del 2008 – si legge nella lettera – questo vincolo è venuto meno, ma questo ha causato la maturazione di crediti relativi a somme non erogate a causa dei vincoli di giacenza.

“Sono somme spettanti alle Province, non all’Erario” sottolinea Castiglione nella lettera.

Tra le Province che vantano maggiori crediti dallo Stato, vi sono : Napoli, con quasi 700 milioni di euro; Palermo, con oltre 140 milioni di euro; Torino e Reggio Calabria con quasi 100 milioni di euro; Salerno con oltre 74 milioni di euro, Taranto con oltre 68 milioni di euro; Milano con circa 62 milioni di euro; Roma con quasi 50 milioni di euro.

“Sono cifre importanti  – scrive il Presidente dell’Upi ai Ministri – che, soprattutto nella difficile situazione economica causata dai tagli ai trasferimenti, devono essere restituite alle Province, prima dell’avvio nel 2012 del federalismo fiscale.

Solo dopo questo intervento si potrà parlare finalmente di federalismo fiscale compiuto e realizzato”.

GREEN PUBBLIC PROCUREMENT. AL VIA IL BANDO 2011

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) e Consip spa hanno lanciato la terza edizione del Premio “Progetti sostenibili e green public procurement 2011” (Premio GPP).

Il concorso intende premiare amministrazioni e imprese che abbiano raggiunto risultati rilevanti nell’attuazione di politiche di sostenibilità ambientale, sviluppando progetti specifici miranti a ridurre l’impatto delle loro attività sulla società e sull’ambiente, privilegiando l’offerta/l’acquisto di beni e/o servizi “verdi”.

La partecipazione al Premio GPP è aperta, anche quest’anno, alle amministrazioni e alle imprese che operano sul territorio nazionale, che saranno valutate in base al loro approccio strategico al GPP e ai progetti attuati nell’ambito delle politiche di sostenibilità ambientale, con particolare riferimento al ciclo degli acquisti, all’efficienza energetica, al ciclo dei rifiuti, alla prevenzione dei danni alla salute, alla tutela sociale.

Quattro i riconoscimenti da assegnare, due per le pubbliche amministrazioni (P.A. centrali e P.A. locali) e due per le imprese (Grandi imprese e Piccole e medie imprese).

I vincitori selezionati per ciascuna categoria, oltre a ricevere un premio simbolico – un albero, da piantare in spazi verdi di propria proprietà o da donare ad altro ente pubblico – avranno la possibilità di utilizzare il marchio PREMIO GPP 2011 sul proprio materiale promozionale (sito, brochure, ecc.), godranno di speciale visibilità sul Portale Acquisti in Rete e sugli strumenti promozionali messi a disposizione da Consip (newsletter, brochure …) e potranno partecipare come testimonial a eventi di promozione del GPP.

Le domande di partecipazione devono pervenire a Consip entro le ore 12 del 20 maggio 2011.

Ulteriori informazioni sul Portale Acquisti in Rete (www.acquistinretepa.it)

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