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UPI: DAL PROF. ONIDA LA CONFERMA DEL VALORE DELLE PROVINCE

“Finalmente arrivano segnali importanti sulla necessità di avviare un confronto serio sulle riforme, fuori dalla retorica dell’antipolitica, e lontano dagli slogan e dalla facile demagogia che in questi giorni hanno colpito le Province”. E’ il commento del Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, sull’editoriale , che potete leggere in allegato, pubblicato sul Corriere della Sera di oggi, nel quale il Prof. Valerio Onida, già Presidente della Corte Costituzionale,  afferma che le polemiche sulle Province sono strumentali e retoriche.
“Il Prof. Onida – prosegue Castiglione – con le riflessioni sui costi delle Province, conferma quanto l’Upi ha cercato proprio in questi giorni di portare all’attenzione dell’opinione pubblica, diffondendo i dati reali dei bilanci delle Province, che contrastano nettamente con le  astruse cifre utilizzate da chi vuole fare demagogia e cattiva informazione. Inoltre il Prof. Onida spiega con eccezionale chiarezza perché le Province sono utili, cosa accadrebbe se non ci fossero, e perché, come l’Upi ripete da sempre, non è possibile spostare le competenze delle Province a Regioni e Comuni. Il Professore conclude il suo editoriale chiedendosi se sia troppo, nell’Italia di oggi, pretendere meno retorica e più capacità di affrontare i problemi con razionalità. E’ la stessa domanda che da settimane poniamo noi all’attenzione della politica e della società civile. La risposta del Prof. Onida è un segnale importante per chi vuole parlare di riforme vere nel Paese”.

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COSTI DELLA POLITICA: LA PROPOSTA DI LEGGE DELL’UPI

Le Province rappresentano appena l’1,5% della  spesa pubblica complessiva del Paese. Il costo degli eletti in Provincia è pari al 5,5% del totale, contro il 20,3% degli eletti in Parlamento, il 44,2% degli eletti nelle Regioni e il 30% degli eletti nei Comuni. Gli enti strumentali di Regioni, Province e Comuni costano 7 miliardi di euro. In Europa, 23 Paesi su 25 prevedono le Province come ente intermedio tra Regioni e Comuni.

Questi alcuni dei dati diffusi oggi dall’Unione delle Province d’Italia (UPI), nella Conferenza stampa convocata per illustrare la proposta di legge  “Norme sulla razionalizzazione delle Province, sull’istituzione delle Città metropolitane, sull’accorpamento di Comuni e sulla soppressione di enti territoriali intermedi e trasferimento delle relative funzioni” elaborata dalle Provincie per tagliare gli sprechi della politica: una proposta di legge ordinaria, che permetterebbe, se approvata, risparmi immediati in tempi brevissimi.

“Sono settimane – ha dichiarato il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione – che, partiti politici, singoli parlamentari, esponenti delle forze economiche e sociali si esercitano in dichiarazioni su come ridurre i costi della politica. Una questione, ormai, imprescindibile, su cui è necessario il massimo impegno di tutta la classe dirigente del Paese. Ma il tema va affrontato fuori dalla demagogia, con proposte concrete capaci di dare non segnali, che a poco servono, ma risposte vere al Paese. Per questo come Upi ci siamo impegnati a scrivere una proposta di legge che presenteremo a tutti i partiti politici, a Regioni e Comuni e ai cittadini, attraverso la quale, in meno di un mese, si può arrivare a tagliare la spesa improduttiva”.  

Ecco in sintesi il testo della legge, che in 10 articoli prevede: il dimensionamento delle Province, fusione dei Comuni e associazionismo degli enti locali; soppressione di enti intermedi e strumentali; l’istituzione delle Città metropolitane; l’ esercizio diretto delle funzioni fondamentali; l’abolizione dei Consorzi di Bonifica, dei Bacini Imbriferi Montani, degli Enti Parco Regionali, degli Ato Acque e Rifiuti; l’istituzione della Stazione Unica Appaltante; la previsione dell’applicazione della legge anche alle Regioni a Statuto Speciale.

“Ci siamo messi in gioco – commenta il Vice Presidente Vicario dell’Upi Antonio Saitta, Presidente della Provincia di Torino – siamo pronti alla razionalizzazione delle Province. Ma il processo che deriva dalle decisioni che prenderà a questo riguardo il Parlamento è molto lungo e non può rispondere alle esigenze immediate. Il taglio degli oltre 7000 enti strumentali, invece, può essere realizzato da subito, con legge ordinaria. Se non avremo risposte dalla politica, da settembre lavoreremo per raccogliere le firme necessarie per presentare la proposta come Legge di iniziativa popolare”.

iN ALLEGATO, IL DOSSIER UPI E LA PROPOSTA DI LEGGE

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L’Unione delle Province d’Italia a Renzi

“Serve una riorganizzazione dello Stato: si possono anche abolire, ma i risparmi sarebbero irrisori. Dire che si risolve il problema dei costi della politica cancellandole, come ha fatto Berlusconi, è un facile spot demagogico».
Questo dichiarava in una intervista pubblicata su il Corriere Fiorentino di domenica 20 aprile 2008 l’allora Presidente della Provincia di Firenze Matteo Renzi. Prendiamo atto che Renzi ha cambiato idea: adesso non ritiene più demagogico quello che prima definiva propaganda.
Da Presidente della Provincia di Firenze, quindi, stando alle sue dichiarazioni di oggi, era parte della casta: ora che è diventato Sindaco di Firenze non ne fa più parte. Cambiando poltrona capita di cambiare idea, e a forza di rottamare, si finisce per rottamare anche la propria storia.

CONSIGLIO DIRETTIVO UPI

“Non abbiamo osteggiato, per senso di responsabilità,  una manovra che, lo ribadiamo, ancora una volta taglia risorse ai servizi per i cittadini. Ma questa deve essere l’ultima volta che Regioni, Province e Comuni sono escluse dal processo di definizione degli obiettivi finanziari del Paese. Appena approvata la manovra, chiediamo si istituisca la Conferenza Permanente per la finanza pubblica”. Lo ha detto il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione, chiudendo i lavori del Consiglio Direttivo dell’Upi a Genova, al termine dei quali gli amministratori provinciali hanno votato all’unanimità un ordine del giorno sulla manovra economica.
Nell’Ordine del Giorno, nonostante le modifiche migliorative apportate dal Governo dopo l’incontro con gli Enti locali, con l’eliminazione dei tagli al fondo di riequilibrio che rischiava di fermare il processo di attuazione del federalismo fiscale, si ribadisce il giudizio negativo delle Province sulla manovra economica.
Il Consiglio direttivo dell’Upi avanza poi proposte decise, chiedendo:

1.    Di avviare un tavolo di confronto che consenta di rivedere gli obiettivi del patto di stabilità interna per le Province per gli anni 2013/2014

2.    Di consentire lo sblocco di parte dei residui passivi in conto capitale su specifici e delicati settori di intervento quali strade, scuole e interventi manutentivi a tutela del dissesto idrogeologico;

3.    Di liberare gli avanzi di amministrazione per abbattere il debito, con penali a carico dello Stato;

4.    Di aprire immediatamente il tavolo per l’applicazione concreta degli indicatori di virtuosità, secondo quanto previsto dalla manovra economica.

In allegato, l’odine del gionro sulla manovra e l’ordine del giorno sulle riforme istituzionali, approvati all’unanimità dal Consiglio Direttivo

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Proiettili al Presidente della Provincia di Treviso, Muraro

“A nome personale, di tutte le Province italiane e dell’Ufficio di Presidenza dell’Upi esprimo piena solidarietà al collega Leonardo Muraro, Presidente della Provincia di Treviso, e al Direttore Generale della Provincia Carlo Rapicavoli, vittime oggi di minacce di morte”.

Lo dichiara il presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, aprendo i lavori dell’Ufficio di Presidenza dell’Associazione, in corso a Genova. “ Il Presidente Muraro – ha detto – è un ottimo amministratore, fortemente radicato sul territorio, e lo dimostra il successo riscontrato nelle passate elezioni amministrative quando è stato eletto al primo turno, per il secondo mandato consecutivo.

Lo è, anche perché è capace di fare scelte coraggiose anche se scomode, per il bene della propria comunità, come succede a chi, come gli amministratori delle Province, lavora in trincea ogni giorno, per garantire una amministrazione efficiente ai territori, nonostante la difficile situazione economica.

Certo la campagna denigratoria continua contro le Province, gli slogan, la propaganda la demagogia, non fanno che alzare un clima di tensione e di odio contro chi in Provincia lavora, da politico o anche da dipendente pubblico. Chi ha scelto la strada della demagogia e della propaganda, quella parte di ‘casta’ che per difendersi e distrarre l’attenzione dai veri problemi del Paese ha deciso di lanciare una campagna di odio contro le Province, almeno sia cosciente di quale responsabilità si sta prendendo”:

Manovra: Le Province rispondono all’appello di Napolitano.

“Il giudizio delle Province sulla manovra economica non cambia, ma come istituzioni della Repubblica dobbiamo anche noi sostenere l’appello lanciato dal Capo dello Stato e dimostrare, in un momento così drammatico per il Paese, un grande senso di responsabilità”.
Lo dichiara il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione secondo cui  “il messaggio del Presidente Napolitano non deve cadere nel vuoto: le istituzioni tutte sono chiamate in questo momento a dare un segnale forte di coesione all’Europa. Confidiamo nel fatto che molte delle criticità che abbiamo sollevato rispetto alle misure previste dalla manovra a carico degli enti locali, a partire dai criteri di virtuosità degli enti per l’allentamento dei vincoli del patto di stabilità per rilanciare lo sviluppo economico, siano colti dal Parlamento e trovino risposta nei pochi emendamenti che maggioranza  e opposizione stanno predisponendo.
Ma siamo consapevoli che ora la priorità è che la manovra sia approvata nel più breve tempo possibile”.

La Camera boccia la proposta di soppressione delle Province

“Con la votazione di oggi si chiude l’inutile discussione sull’abolizione delle Province: ci auguriamo che da qui si possa partire con un vero confronto sulle riforme necessarie per il governo dei territori, dall’eliminazione degli enti strumentali alla razionalizzazione Province stesse. Ma le dichiarazioni di voto di oggi alla Camera ci hanno consegnato l’ennesima fiera delle ovvietà e della demagogia. A dimostrazione che il Paese ha bisogno soprattutto di una riforma della legge elettorale che permetta al Parlamento di essere davvero legato ai territori, con rappresentanti eletti al posto dei nominati“. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, commentando il dibattito in Aula alla Camera che ha portato alla bocciatura della proposta di legge di abolizione delle Province. “Ascoltando il dibattito rancoroso e pieno di slogan propagandistici che c’è stato oggi – sottolinea Castiglione – come istituzioni locali non possiamo che sperare in un rapido ritorno ad una legge elettorale che consenta di portare in Parlamento uomini e donne capaci di rappresentare davvero le comunità gli eletti”.

DOSSIER VERITA’ SULLE PROVINCE

“Chissà perché in questi giorni tutti parlano di Province, ma nessuno chiama le Province ad un confronto. Forse perché in questo modo crollerebbe quel castello di sabbia fatto di demagogia e ipocrisia che in molti stanno giocando a costruire” .
Lo dichiara il Presidente dell’Upi Giuseppe Castiglione sottolineando come “assistiamo ad un deprimente dibattito fondato sul nulla: si tirano in ballo, tra l’altro stravolgendoli, dati vecchi di anni; si fanno assurdi calcoli sui presunti risparmi; si discetta di abolizione di una istituzione facendo credere  che da questo possano discendere non solo risparmi strabilianti, ma addirittura nell’immediato.
Noi abbiamo elaborato un dossier dettagliato, con i dati dei bilanci delle Province, i confronti con la spesa delle altre amministrazioni, le cifre sul numero e i costi dei tanti consorzi, aziende, e commissari, consulenti di cui il Paese è pieno e che sono un costo vivo, tagliabile, questo si, subito, con risparmi netti di oltre 5 miliardi di euro.  
Ma soprattutto abbiamo elaborato proposte di riforma che, partendo dalle Province e dalla loro razionalizzazione, descrivono un disegno complessivo di riordino del sistema istituzionale.
Il dossier è pubblicato sul nostro sito ed è a disposizione di quanti hanno voglia di sapere davvero cosa fanno le Province.  
Ribadisco – conclude Castiglione – noi siamo disponibili ad un confronto serio da subito. Purtroppo so che il mio invito cadrà inascoltato: gli slogan si inventano in un attimo, ma per fare proposte serie c’è bisogno di impegno”.

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L’UPI RISPONDE ALLE DICHIARAZIONI DEI PARLAMENTARI SULLA MANCATA ABOLIZIONE DELLE PROVINCE

“Altro che lotta alla casta! Altro che campagna contro gli sprechi! Oggi finalmente Donadi ci ha detto perché vuole abolire le Province: per fare cadere il Governo. Le istituzioni della Repubblica usate come merce nello scontro politico, anche a costo di gettare nel caos il Paese. A tutti gli onorevoli che in queste ore si stanno spendendo in dichiarazioni dello stesso tenore di quelle dell’On Donadi, ricordiamo che gli amministratori provinciali sono eletti da migliaia di cittadini, non nominati dai partiti.  Se si disprezzano le istituzioni democratiche per scopi di bassa politica, si disprezza il Paese”.
E’ il commento del Presidente dell’Upi alle dichiarazioni rilasciate oggi dai parlamentari sulla mancata abolizione delle Province ieri alla Camera.
Quanto ai costi della politica delle Province, Castiglione ricorda, che nel 2010 gli organi politici provinciali sono costati 93 milioni di euro, contro i 6,5 miliardi di costo dell’intera macchina politica nazionale.

 “Eliminando gli oltre 7000 Consorzi, Aziende, Società che oggi occupano 24 mila persone nei loro Consigli di Amministrazione e che si occupano di materie che la Costituzione assegna a Province e Comuni, si risparmierebbero subito 2,5 miliardi di euro, 22 volte il presunto risparmio dei costi della politica delle Province. Chi crede nella democrazia e vuole cancellare gli enti nominati dalla politica, batta un colpo”.

Faccia a faccia tra Castiglione ed Errani a Raidue

Manovra economica, federalismo fiscale, riforma delle istituzioni: questi i temi della lunga intervista a due tra il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, e il Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, che andra’ in onda nella puntata di sabato 2 luglio di “Quello che le Regioni” su Rai2.

“I cittadini devono sapere che con questa manovra i servizi sono a rischio – dice Errani rispondendo alla giornalista Simonetta Faverio – si dice che non ci sono stati tagli ai servizi sociali. E quelli che abbiamo subito dal 2008 ad oggi? Tagli – dice Errani- che hanno colpito i servizi per gli anziani, per i bambini, per le famiglie”. Una preoccupazione condivisa dal Presidente Castiglione, che dalle telecamere di Rai2 lancia l’allarme sulle conseguenze della manovra sul federalismo fiscale “Cosi mettiamo a rischio la riforma – dice – e non facciamo ripartire il Paese. Dobbiamo riqualificare la spesa e rilanciare gli investimenti – aggiunge – ma serve un confronto serio e serrato tra Governo, Regioni ed Enti locali per apportare quei correttivi che servono”. L’intervista a due prosegue con le riflessioni dei Presidenti sul federalismo fiscale su cui, dicono  Castiglione e Errani , “e’ il momento di fermarsi a riflettere: abbiamo davanti sei mesi di proroga, usiamoli per ragionare”. La trasmissione si chiude sulla riforma parlamentare “Non basta la Conferenza della Repubblica – dice Errani – serve una Camera delle Autonomie”. “Solo con la Camera delle Autonomie i territori saranno davvero rappresentati”, chiosa Castiglione. L’intervista andra’ in onda domani, sabato 2 luglio, alle 10,30 sul Rai2.

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