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RIFIUTI: ANCI, UPI E REGIONI CHIEDONO A GOVERNO TESTO DL CAMPANIA

Poter prendere visione, anche in forma di bozza, del testo del decreto varato giovedi scorso in Consiglio dei Ministri, contenente misure urgenti in materia di smaltimento dei rifiuti in Campania. E’ questa la richiesta che ANCI, Upi e Conferenza delle Regioni avanzano unitariamente al Governo, in vista di una serie di incontri convocati dal Ministro per i rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto: incontri che hanno, fra i temi all’ordine del giorno, anche la questione dei rifiuti in Campania.

Sostenibilità energetica: incontro Nazionale del Patto dei Sindaci sull’energia

Avviare un confronto concreto sulle iniziative in atto e quelle da programmare per dare effettività agli impegni sottoscritti in materia di raggiungimento degli obiettivi del 2020 in materia di sostenibilità energetica e ambientale fissati dalla UE. Questo l’obiettivo del primo incontro nazionale di coordinamento tra le 38 Province firmatarie del Patto dei Sindaci, che si terrà giovedì 25 novembre a Roma (Centro Congressi Rospigliosi, Via XXIV Maggio, 43 a Roma).

“Le Province – ricorda il responsabile Ambiente dell’Upi, Piero Lacorazza, Presidente della Provincia di Potenza – hanno il compito di assistere e supportare i Comuni del proprio territorio, nella predisposizione del bilancio delle emissioni e dei Piani di Azione di sviluppo energetico. Per questo abbiamo deciso di avviare un primo confronto nazionale, dove fare il punto sulle iniziative in atto e promuovere le buone pratiche realizzate dalle Province”.  

All’incontro, che sarà presieduto dal Presidente Lacorazza,  interverranno, tra gli  altri, Pedro Ballesteros, DG Energia Commissione Europea; Antonello Pezzini, Consigliere del Comitato economico e sociale, rappresentante di Confindustria Italia; Ferran Vallespinos Riera,  Coordinatore Dipartimento Ambiente Diputacion di Barcellona; Angela Mancinelli Loan Officer – BEI ELENA – European Local Energy Assistance; Flavio Morinio, responsabile Nazionale Ambiente dell’ANCI e Sindaco di Scansano.

Nel corso della giornata di lavoro, convocato dall’UPI nel contesto delle azioni portate avanti come  di struttura di supporto del patto, con il sostegno del suo ufficio di Bruxelles Spazio Europa UPI TECLA, sono previsti anche interventi delle Province, con l’obiettivo di evidenziare modelli e casi di successo, affrontare criticità e promuovere un metodo di coordinamento di rete delle Province coinvolte.

In allegato, il programma dell’evento

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AVVISO PUBBLICO – PROGETTO IDEE Integrazione, Diritti ed Educazione contro l’Esclusione –

Il Progetto è finalizzato a favorire l’inserimento e l’inclusione di minori provenienti da Paesi Terzi, frequentanti gli istituti secondari superiori delle Province di Roma, Milano e L’Aquila, attraverso la promozione di processi di socializzazione interculturale, contrasto ai pregiudizi, informazione, supporto legale e accompagnamento alla genitorialità, mediante un approccio metodologico innovativo e l’utilizzo di strumenti informativi e multimediali.

In particolare, all’interno degli istituti scolastici sarà sperimentato un percorso pilota ed innovativo di accoglienza degli allievi degli istituti secondari superiori dei 3 territori provinciali coinvolti e, attraverso attività di promozione dell’intercultura e di sviluppo del rapporto dell’alunno e della famiglia con la realtà scolastica, saranno realizzati interventi di educazione ai diritti di cittadinanza e di valorizzazione della genitorialità quale risorsa fondamentale per il raggiungimento del successo scolastico dei minori.

In allegato l’Avviso pubblico a presentare proposte

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Pari Opportunità : al via a Roma il primo corso di formazione per Amministratici ed elette nelle Provinc

Si è aperto oggi a Roma, presso la Scuola Superiore dell’Amministrazione dell’Interno, il primo corso di formazione promosso dalla Consulta Pari Opportunità dell’Upi e SSPAL, diretto alle amministratrici e alle elette delle Province.
Il corso intende offrire alle donne impegnate nella politica locale, nuovi strumenti per promuovere la partecipazione politica e femminile, che in Italia vive una sempre più grave condizione di marginalità e distacco.
“Crediamo – dichiara Lidia Nobili, presidente della Consulta per le pari opportunità dell’Upi – che la formazione e l’aggiornamento delle amministratrici possa costituire un elemento determinante per avvicinare sempre di più le donne alla politica e contrastare la differenza numerica di genere nei partiti e nelle istituzioni. Per  questo con l’Upi abbiamo deciso di promuovere iniziative sul territorio che riportino al centro dell’attenzione il tema della scarsa presenza delle donne nelle istituzioni nazionali e locali”.
Diversi i temi che saranno toccati nel corso, che si concluderà domani, dalla normativa sul ruolo e l’organizzazione delle istituzioni locali alla evoluzione storica e normativa della rappresentanza femminile in Italia; dall’analisi dei servizi educativi e per le famiglie alla promozione delle pari opportunità sul territorio, fino al ruolo della comunicazione e dell’informazione nella promozione delle iniziative al femminile sui territori e ai cittadini. Lo stesso modulo sarà ‘replicato’ poi sui territori.

Le congratulazioni dell’Upi al nuovo Presidente della Consob, Giuseppe Vegas

“A nome dell’Ufficio di Presidenza dell’Upi e di tutte le Province rivolgo le più sentite congratulazioni a Giuseppe Vegas, per il suo incarico alla presidenza della Consob”.
E’ il messaggio di Giuseppe Castiglione, Presidente dell’Upi, che prosegue: “con Giuseppe Vegas in questi anni, nei diversi incarichi ricoperti e in particolare nel suo ruolo di Viceministro dell’Economia,  abbiamo costruito un rapporto di profonda stima e amicizia. Le sue capacità, prima di tutto umane, la sua preparazione, la grande competenza e  autorevolezza confermano la validità della scelta del Governo per questo incarico. Siamo certi che la guida del  nuovo Presidente Vegas porterà un valore aggiunto decisivo alla Consob”.

PROVINCIA DI TARANTO: DAL CIPE FONDI PER IL PORTO

Sbloccati i fondi per la piastra logistica del porto di Taranto. A dare il definitivo via libera al progetto è stato questa mattina il Cipe. L’investimento complessivo ammonta a 218 milioni di euro.
Ecco il commento del presidente della Provincia di Taranto, Gianni Florido: “E’ una notizia che la Terra Ionica attendeva ormai da tanto, troppo tempo. Finalmente possiamo dire che qualcosa di concreto si sta mettendo in moto per rilanciare le ambizioni dello scalo tarantino. Da presidente della Provincia prendo atto con soddisfazione dell’impegno profuso dai parlamentari locali e dalla Regione Puglia, in particolare dal governatore Nichi Vendola e dall’assessore regionale Guglielmo Minervini.
Come si ricorderà, anche la Consulta dello Sviluppo, che riunisce gli enti locali e le associazioni di rappresentanza del mondo sociale ed economico, aveva a più riprese ribadito l’importanza di questo progetto per il futuro del nostro territorio. Dopo l’atteso via libera del Cipe è ora il momento di rafforzare quello spirito unitario che ha caratterizzato il nostro operare nel supremo interesse della Terra Ionica. Quella odierna è insomma una vittoria della nostra comunità. Sono convinto che anche grazie alla piastra logistica, il nostro porto potrà ora giocare un ruolo di primissimo piano nella sfida della competizione globale”.

Riforma della riscossione e scadenza del periodo transitorio al 31 dicembre 2010.

“Egregio Ministro, come è noto, l’articolo 3, comma 25, del decreto legge n.203 del 2005, convertito con legge n.248 del 2005, prevede che il periodo transitorio della riforma della riscossione disposta dalla medesima norma, termini al 31 dicembre 2010. Nel corso di tale periodo veniva concessa ai Comuni ed alle Province la facoltà di prorogare i contratti di affidamento dei servizi di riscossione ed eventualmente di accertamento delle entrate locali intrattenuti con soggetti esterni abilitati a norma dell’articolo 52, comma 5, del d.lgs. n. 446 del 1997, in essere al settembre 2005.
La scadenza del 31 dicembre impone scelte difficili ed onerose a tutti gli enti locali che non abbiano proceduto, nel corso del passato quinquennio, ad assegnazioni del servizio di riscossione secondo le procedure previste ordinariamente dalla legge (d.lgs. n. 446 del 1997, art. 52 con procedure di affidamento analoghe a quelle dei servizi pubblici locali)”. Questo il contenuto della lettera inviata dal Presidente dell’Upi, Castiglione, e dal Presidente dell’Anci, Chiamparino.
“Le difficoltà – chiariscono nella missiva – risiedono, in particolare, con riferimento alla riscossione coattiva che viene tuttora effettuata dalla gran parte dei Comuni e delle Province attraverso l’emissione dei ruoli coattivi affidati agli agenti della riscossione (Gruppo Equitalia).
Stanno pervenendo in queste settimane numerose sollecitazioni da diversi enti, che segnalano tra l’altro l’esistenza di aree di incertezza nella disciplina di un comparto delicato come è quello della riscossione delle entrate locali e delle aziende abilitate ad operarvi.
Va altresì ricordato che il processo di attribuzione di nuovi e più ampi ambiti di autonomia fiscale alle regioni e agli enti locali – prosegue il testo – è ormai in corso e che anche le modalità gestionali andranno a breve armonizzate con i criteri direttivi della legge delega sul federalismo fiscale n.42 del 5 maggio 2009 e in particolare con gli articoli 25 ”Principi e criteri direttivi relativi alla gestione dei tributi e delle compartecipazioni” e 26 “Contrasto dell’evasione fiscale”, investendo necessariamente anche il campo dell’accertamento e della riscossione.
Appare pertanto urgente una riflessione circa la sostenibilità della scadenza del 31 dicembre p.v. ed una valutazione dell’opportunità di procedere ad una proroga, eventualmente limitata ai soli servizi di riscossione coattiva, che renda tecnicamente possibili gli adeguamenti normativi e regolamentari che sembrano assolutamente necessari, anche alla luce dei diversi aspetti ordinamentali, tra i quali la salvaguardia di principi di trasparenza e libera concorrenza, che l’Anci e l’UPI  ritengono inderogabili.
L’Anci e l’UPI  – sottolineano i due Presidenti al Ministro – ritengono altresì che tali principi debbano essere perseguiti nell’ambito di un sistema di regole chiare ed applicabili nelle diverse realtà locali.
Le problematiche della riscossione delle entrate pubbliche erariali e locali non possono, infatti, essere affrontate in modo avulso dalle effettive capacità dei sistemi normativi, procedurali ed organizzativi nel cui ambito esse devono trovare efficiente soluzione.
Nell’assicurare la massima collaborazione delle Associazioni per la ricerca di una positiva soluzione alle problematiche sollevate – concludono Castiglione e Chiamparino – ci auguriamo di poter acquisire l’orientamento del Governo sulla cui base attivare un utile confronto per un tempestivo intervento normativo”.

FINANZIARIA E MAXIEMENDAMENTO

“Le riposte che ci vengono dal Governo con il maxiemendamento non ci soddisfano perché sono parziali, e soprattutto non intervengono a risolvere la vera questione che avevamo sollevato e su cui c’era stato a luglio un impegno preciso del Ministro dell’economia: l’innalzamento almeno al 4% dei residui passivi da utilizzare per pagare i fornitori e rilanciare gli investimenti sul territorio”.
Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, intervenendo a Padova, all’Assemblea dell’Anci, commentando le misure previste dal maxiemendamento del Governo alla Legge di stabilità, che prevede per gli enti locali 480 milioni di euro per alleggerire il patto di stabilità di Province e Comuni. “Non solo le risorse a disposizione di Province e Comuni sono davvero poche – aggiunge Castiglione –  ma si introducono una serie di deroghe, dall’expo di Milano alle ordinanze di Protezione civile, che di fatto svuotano completamente il provvedimento. 
Torniamo a ribadire l’urgenza di sbloccare i residui passivi – conclude il Presidente dell’Upi – perché si tratta di risorse indispensabili per sostenere le economie locali e per assicurare alle imprese quella liquidità, senza cui molte rischiano il fallimento. Avevamo chiesto misure che ci permettessero di riprendere ad investire nella sicurezza delle scuole, nella manutenzione delle strade, nel contrasto al rischio idrogeologico: il maxiemendamento non offre nessuna risposta a queste che sono vere priorità del Paese”.

Giuseppe Castiglione eletto presidente delle Province d’Europa

Il Presidente Castiglione, nel ringraziare il suo predecessore, il francese Lebreton, ha sottolineato che: «non è pensabile un’Europa centralizzata con i suoi Stati, chiusi dietro le proprie barriere senza l’ausilio e il contributo fondamentale dei poteri locali che ogni giorno dialogano con i cittadini e sono in grado di rendere l’Europa più vicina ai loro bisogni. Basti pensare che sono 19 gli Stati membri in cui i sistemi intermedi, quali le Province, vengono eletti direttamente dei cittadini, mentre sono solo 8 gli Stati membri che hanno le elezioni dirette per le Regioni. A dimostrazione che le province sono garanzia di prossimità con il territorio e di maggiore democrazia. Le sfide che si prospettano nel cammino della CEPLI per il 2011 – ha annunciato – sono quelle di partecipare al processo di Riforma di bilancio europeo, della politica di coesione, e dell’attuazione dell’europa 2020. Gli enti locali sono attori fondamentali nella strategia 2020 dell’Ue per far fronte alle sfide della crisi economica e finanziaria, dei cambiamenti climatici e delle risorse energetiche. CEPLI ha ottenuto fin da subito l’interesse da parte del Comitato delle Regioni – ha affermato Castiglione – l’obiettivo che mi pongo e’ quello ora di rafforzare le relazioni nei confronti di tutte le Istituzioni europee e di intensificare la capacità della Confederazione di produrre contributi rispetto alle nuove sfide tematiche comunitarie». Il vice del presidente Castiglione e’ il belga Paul-Emilie Mottard. Il tesoriere e’ il tedesco Helmut Jahn, il segretario generale e’ il francese Claudy Lebreton.

MALTEMPO: BERTOLASO CONVOCA REGIONE E PROVINCE VENETE

Il presidente dell’URPV, Leonardo Muraro apprende con soddisfazione della convocazione pervenuta ieri sera dal Sottosegretario Bertolaso per un incontro organizzato domani mattina a Roma con il presidente della Regione e Commissario per l’Emergenza, Luca Zaia, e i presidenti delle sette Province del Veneto.

 “Apprendo con piacere che Bertolaso ha risposto subito positivamente alla mia richiesta – esordisce Leonardo Muraro, presidente della Provincia di Treviso – Nella mia lettera di ieri, inviata anche al governatore Zaia, avevo chiesto un incontro ufficiale per discutere del ripristino dei servizi essenziali di tutto il territorio veneto pensando anche ai futuri lavori da svolgere in prevenzione. La richiesta, oltre che in qualità di presidente della Provincia di Treviso, è stata avanzata come Unione delle Province del Veneto anche per conto di altri colleghi presidenti che, proprio perché direttamente impegnati quanto me nella gestione dell’emergenza sul territorio, non hanno ritenuto fosse il momento opportuno per incontrare direttamente il dott. Bertolaso nel corso della sua visita in Veneto, esclusivamente nelle località maggiormente colpite”.

 

Leonardo Muraro chiarisce: “Ero rimasto stupito del contenuto polemico di una nota del Dipartimento, diffusa nel pomeriggio di ieri, alla mia richiesta che non aveva altro scopo che richiedere un incontro congiunto, com’è facile constatare leggendone il testo.

Si è trattato, evidentemente, di un fraintendimento subito chiarito!

Anche perchè, se c’è qualcuno che “ha omesso di leggere i giornali degli ultimi giorni”, è stato chi ha stilato forse troppo frettolosamente a una semplice e legittima richiesta delle Istituzioni. Il Veneto è un popolo solidale, tutti siamo stati impegnati a gestire il proprio territorio e a essere d’aiuto, per quanto possibile, alle zone vicine maggiormente colpite. Nessuna polemica dunque, ma spirito di squadra in un momento così difficile”

“Sono certo – conclude Muraro – che l’incontro di domani , finalizzato condividere le iniziative che dovranno essere oggetto di previsione nell’ordinanza di protezione civile di prossima emanazione, sarà l’occasione per un confronto serio e sereno su tutte le problematiche da affrontare a tutti i livelli istituzionali, per un impegno comune, con il coordinamento del presidente Zaia individuato quale Commissario, a sostegno di tutte le popolazioni e i territori gravemente danneggiati da una calamità di enorme portata”.

Intanto sul sito della Provincia di Treviso continua il monitoraggio della situazione maltempo in Provincia di Treviso. Nella pagina “Emergenza Alluvione” del sito della Provincia di Treviso è possibile visualizzare gli aggiornamenti di viabilità e frane.

Federalismo fiscale e decreto sui fabbisogni standard

“Il parere espresso oggi in Commissione bicamerale per l’attuazione del federalismo fiscale, secondo cui alle Province e i Comuni delle Regioni a statuto speciale non si dovrebbe applicare quanto previsto dal decreto sui fabbisogni standard non ci convince, perché non è in linea con quanto stabilito dalla legge 42, ma soprattutto perché rischia, come affermato dalla stessa Copaff, di dare il via ad un federalismo fortemente mutilato, escludendo di fatto una parte importante del Paese dalla riforma”.

E’ il commento del Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, alla notizia del parere espresso sul decreto sui fabbisogni standard, che domani dovrebbe essere votato dalla Commissione per poi tornare al Consiglio dei Ministri.

“Ci sono ragioni di ordine puramente normativo che  ci fanno contestare questa posizione, e cioè che nella legge 42 mai è scritto che il federalismo fiscale non possa essere attuato nelle Province e nei Comuni delle Regioni a statuto speciale.  

Ma c’è soprattutto una considerazione di ordine prettamente politico, perché è evidente che tagliare fuori parte del Paese da questo processo significa non assicurare l’avvio del federalismo fiscale su tutto il territorio nazionale ed escludere intere comunità da un epocale processo di riorganizzazione del sistema economico e finanziario che è destinato a favorire una maggiore trasparenza, funzionalità ed efficientemente  della macchina pubblica.

E non si può pensare di lasciare un tema così determinate per il futuro del Paese in mano alle sole Regioni a Statuto Speciale, perché si rischia di incorrere in ritardi assurdi, se non nel totale blocco dell’avvio del processo. Cito il caso della Regione Siciliana, dove la fantomatica Commissione paritetica che avrebbe il compito di recepire le norme non ha nemmeno ancora iniziato a lavorare, nonostante ormai l’attuazione del federalismo fiscale abbia fatto notevoli passi in avanti con il decreto sul federalismo demaniale approvato, e quelli sui fabbisogni standard di Province e Comuni e sull’autonomia tributaria a un passo dall’approvazione.

Questo vuol dire che la Sicilia è già oggi in forte ritardo e rischia di restare al palo, mentre il resto del Paese inizia a correre. Per questo – conclude Castiglione – ci auguriamo che domani la Commissione possa esprimersi in maniera differente e ritornare su questa posizione, consentendo a tutti i gli enti locali di partire insieme nell’attuazione del federalismo”.

LEGGE DI STABILITA’: ALLARME DALLE PROVINCE

”Il patto di stabilità non ci consente di far eseguire i lavori che i vigili del fuoco chiedono di fare alle scuole e saremo costretti a chiederne una serie” . E’ l’allarme lanciato dal Vicepresidente vicario dell’Upi e presidente della Provincia di Torino, Antonio Saitta, al termine della Conferenza Unificata. “Tutte le Province – ha spiegato Saitta ai giornalisti –  hanno la responsabilità sulle scuole medie superiori che in Italia sono circa 5 mila, ma non possono fare investimenti, nemmeno per la manutenzione, perché sforerebbero il Patto di stabilità. Insomma, non possiamo usare i soldi, anche se li abbiamo e tutto questo è illogico. Il Governo a luglio si era impegnato a trovare con noi soluzioni, ma ancora non abbiamo risposte sull’utilizzo del 4% dei residui passivi, che corrispondono a 300 milioni di euro”.
La richiesta è stata rilanciata anche dal Presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, che in una nota alla stampa ha dichiarato “Il presidente della Provincia di Torino, Antonio Saitta lancia un allarme che non possiamo ignorare. Allentare almeno per gli enti virtuosi il Patto di stabilità consentirebbe infatti agli enti locali di avviare nuove opere e di promuovere occupazione. Lo slittamento del parere sulla legge di stabilità, che la conferenza unificata avrebbe dovuto formulare oggi, non è quindi  di buon auspicio per le Province e i Comuni che hanno un enorme bisogno di nuova linfa per mettere in moto gli investimenti. In un momento di crisi come quello che stiamo vivendo la revisione del patto di stabilità è un mezzo indispensabile per rimettere in circolo immediatamente ingenti somme di denaro da parte degli enti locali e per intervenire su alcuni settori strategici come infrastrutture, sicurezza stradale e sicurezza delle scuole. I Comuni e le Province italiani – conclude Zingaretti – hanno risorse in cassa ma non possono spenderli e questo è un fatto inaccettabile”.

In allegato, il documento con la richiesta di emendamenti consegnato dall’Upi nella Conferenza Unificata

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