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Stati Generali della Via Verde Costa dei Trabocchi, grande partecipazione per la prima edizione in Provincia di Chieti

Si è tenuta oggi, giovedì 17 ottobre, nella sala consiliare della Provincia di Chieti, la prima edizione degli Stati Generali della Via Verde Costa dei Trabocchi, un evento promosso dalla Provincia con l’obiettivo di creare un’occasione di dialogo tra istituzioni, associazioni e operatori economici per discutere del presente e del futuro di una delle opere più significative per lo sviluppo sostenibile della costa abruzzese. L’incontro è stato aperto dai saluti istituzionali del presidente della Provincia di Chieti, Francesco Menna, che ha sottolineato l’importanza di una collaborazione sinergica tra enti pubblici per completare e valorizzare al meglio la Via Verde. Menna ha ribadito come questa infrastruttura rappresenti un’opportunità unica per promuovere un modello di sviluppo sostenibile, capace di conciliare la tutela del territorio con la crescita economica, ricordando gli impegni assunti dall’ente provinciale che ha ideato e realizzato l’infrastruttura ciclopedonale. Sono inoltre intervenuti per i saluti istituzionali il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio e il sottosegretario alla presidenza della Regione, Daniele D’Amario e il vicepresidente di Unione Province Italiane Angelo Caruso, collegato in videoconferenza. Numerosi gli interventi tecnici che hanno offerto un quadro aggiornato sulle principali questioni legate alla gestione e allo sviluppo della Costa dei Trabocchi: Paola Campitelli e Maria Rosaria Greco, rispettivamente dirigente e responsabile del servizio Patrimonio della Provincia di Chieti, Pierpaolo Pescara, direttore del Governo del Territorio della Regione Abruzzo, Chiara Delpino e Tiziana Mignogna rispettivamente soprintendente e responsabile di zona Chieti-Pescara, Lido Legnini, vicepresidente della Camera di Commercio Chieti-Pescara, Giuseppe Di Marco, amministratore di Legambiente Abruzzo, e Roberto Di Vincenzo, presidente del Gal Costa dei Trabocchi. Il dibattito finale, aperto a operatori economici, cittadini e sindaci del territorio, oltre che ad amministratori pubblici tra cui gli ex presidenti della Provincia di Chieti Tommaso Coletti, Enrico Di Giuseppantonio e Mario Pupillo, operatori economici, associazioni culturali e sportive, ha offerto un momento di confronto costruttivo, in cui sono emerse diverse proposte concrete di gestione e valorizzazione della Via Verde. I lavori sono stati moderati da Angelo Radica, consigliere provinciale delegato alla Via Verde. “Molto bene questa prima iniziativa degli Stati generali della Via Verde, grazie alla grande partecipazione degli attori istituzionali e dei vari portatori di interesse coinvolti nella gestione e nella valorizzazione di questa meravigliosa infrastruttura. Dobbiamo unire le forze, al di là delle legittime posizioni di ognuno, affinché la Via Verde possa estendersi non solo verso le nostre aree interne ma anche verso le regioni vicine, per unire la nostra ciclovia alle altre infrastrutture di Molise, Marche e Puglia. Un processo che ha bisogno di tempi certi e della collaborazione di tutte le istituzioni. In questo senso, dispiace dover rilevare che il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio non abbia colto lo spirito dell’iniziativa e sia venuto a fare propaganda, elencando una serie di freddi numeri senza entrare nel merito di uno solo dei tanti problemi che la Regione dovrebbe invece affrontare tempestivamente sulla Via Verde. E’ necessario che la Regione ci dica chiaramente quando arriveranno i finanziamenti per il completamento della Via Verde, ad oggi interrotta in tre punti a Torino di Sangro, Casalbordino e Vasto; è necessario che la Regione modifichi il Pst consentendo ad esempio alla Provincia di Chieti di utilizzare a parcheggio le aree di sua proprietà adiacenti la Via Verde e dando la possibilità di valorizzare le ex stazioni lungo la ciclovia mettendo a bando queste strutture, anche per iniziative imprenditoriali compatibili con la Via Verde come ristoranti, b&b. Quanto alla destagionalizzazione della Costa dei Trabocchi, c’è una legge nazionale che stabilisce la durata delle strutture temporanee in 180 giorni: Marsilio potrebbe interessare direttamente il capo del Governo Giorgia Meloni di cui si professa grande amico, così da poter dare una risposta alle istanze degli imprenditori che chiedono di estendere la durata delle strutture temporanee a servizio della Costa dei Trabocchi”, ha dichiarato il presidente della Provincia di Chieti Francesco Menna a margine dell’evento.

35° Assemblea Congressuale UPI: Roma 10 – 11 dicembre 2024

Sarà la splendida Sala della Protomoteca del Campidoglio di Roma ad ospitare, i prossimi 10 e 11 dicembre, i lavori della 35° Assemblea Congressuale delle Province italiane, durante i quali sarà eletto il nuovo Presidente dell’Unione delle Province d’Italia che succederà a Michele de Pascale.

L’evento, articolato su due giornate,  vedrà il pomeriggio di martedì 10 dicembre riservato ai delegati per l’elezione del nuovo Presidente, mentre la seconda giornata, che si terrà nella mattina dell’11 dicembre sarà dedicata al confronto con i rappresentanti del Governo e delle Regioni, con i Sindaci e gli esponenti delle forze politiche, economiche e sociali, sulle sfide che attendono le Province e il Paese.

Diversi anche gli eventi collaterali, a partire dall’Assemblea dei Segretari Provinciali che si terrà nella mattinata del 10 dicembre presso la Sala del Consiglio della Città metropolitana di Roma.

Un appuntamento molto importante per l’Associazione, dunque, durante il quale si traccerà il percorso compiuto negli ultimi cinque anni, si indicheranno le prospettive e linee programmatiche che si intendono seguire e si cercherà di individuare, grazie al contributo che nascerà dal confronto tra diversi livelli istituzionali, le strade possibili per costruire un disegno certo delle Province nel quadro istituzionale del Paese.

35° Assemblea Congressuale UPI: Roma 10 – 11 dicembre 2024

Sarà la splendida Sala della Protomoteca del Campidoglio di Roma ad ospitare, i prossimi 10 e 11 dicembre, i lavori della 35° Assemblea Congressuale delle Province italiane, durante i quali sarà eletto il nuovo Presidente dell’Unione delle Province d’Italia che succederà a Michele de Pascale.

L’evento, articolato su due giornate,  vedrà il pomeriggio di martedì 10 dicembre riservato ai delegati per l’elezione del nuovo Presidente, mentre la seconda giornata, che si terrà nella mattina dell’11 dicembre sarà dedicata al confronto con i rappresentanti del Governo e delle Regioni, con i Sindaci e gli esponenti delle forze politiche, economiche e sociali, sulle sfide che attendono le Province e il Paese.

Diversi anche gli eventi collaterali, a partire dall’Assemblea dei Segretari Provinciali che si terrà nella mattinata del 10 dicembre presso la Sala del Consiglio della Città metropolitana di Roma.

Un appuntamento molto importante per l’Associazione, dunque, durante il quale si traccerà il percorso compiuto negli ultimi cinque anni, si indicheranno le prospettive e linee programmatiche che si intendono seguire e si cercherà di individuare, grazie al contributo che nascerà dal confronto tra diversi livelli istituzionali, le strade possibili per costruire un disegno certo delle Province nel quadro istituzionale del Paese.

“GAME IN CAPITANATA”: LA FASE FINALE DAL 18 AL 20 OTTOBRE ALLA FIERA DI FOGGIA

Durante la Fiera di Ottobre a Foggia, che si terrà dal 18 al 20 ottobre, si svolgerà la fase finale del progetto “Game in Capitanata”, finanziato dal programma nazionale Game UPI.

Promosso dall’Unione Province Italiane (UPI) e sostenuto dal fondo nazionale per le politiche giovanili, il programma G.A.M.E. UPI ha come obiettivo quello di promuovere il benessere sociale e l’inclusione attraverso attività ludico-sportive in 23 province italiane, tra cui la nostra.

In questi mesi, il progetto ha coinvolto giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni, offrendo loro esperienze emozionanti e significative. Durante la manifestazione fieristica Social Expo, verranno organizzati nuovi eventi volti a promuovere il gioco e lo sport.

Venerdì 18, in occasione dell’apertura della Fiera di ottobre, il progetto “Game in Capitanata” prevede i seguenti appuntamenti:

Alle ore 10:00 si terrà un workshop dal titolo “Lavoro Sportivo”, organizzato da Ancl Foggia (Associazione Nazionale dei Consulenti del Lavoro), partner del progetto.

Alle ore 11:30 avrà luogo “Game Chef”, un contest di cucina che vedrà protagonisti gli studenti dell’Istituto Mattei di Vieste e dell’Istituto Einaudi di Foggia, supportati dai ragazzi delle comunità Marta e Aurora dell’Istituto Pie Operaie di San Giuseppe di Foggia.

Durante le giornate del 18 e del 19 ottobre, l’Istituto Einstein di Cerignola, con i suoi studenti, sarà impegnato in attività di promozione sportiva e di integrazione sociale con esibizioni di Judo, Karate, Kickboxing, Scherma, Orienteering, Danza, Pattinaggio artistico, Ginnastica artistica, Scacchi, Tennis tavolo, Badminton.

Grande soddisfazione per gli esiti del progetto da parte del Presidente Giuseppe Nobiletti: “Siamo entusiasti di vedere come il progetto ‘Game in Capitanata’ stia contribuendo a rafforzare il tessuto sociale della nostra comunità attraverso lo sport e il gioco. Questa manifestazione rappresenta una grande opportunità per dimostrare il potenziale dei nostri giovani e per promuovere l’inclusione e la partecipazione attiva. Invito tutti a unirsi a noi in Fiera per vivere insieme questa esperienza unica di sport e integrazione.”

“GAME IN CAPITANATA”: LA FASE FINALE DAL 18 AL 20 OTTOBRE ALLA FIERA DI FOGGIA

Durante la Fiera di Ottobre a Foggia, che si terrà dal 18 al 20 ottobre, si svolgerà la fase finale del progetto “Game in Capitanata”, finanziato dal programma nazionale Game UPI.

Promosso dall’Unione Province Italiane (UPI) e sostenuto dal fondo nazionale per le politiche giovanili, il programma G.A.M.E. UPI ha come obiettivo quello di promuovere il benessere sociale e l’inclusione attraverso attività ludico-sportive in 23 province italiane, tra cui la nostra.

In questi mesi, il progetto ha coinvolto giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni, offrendo loro esperienze emozionanti e significative. Durante la manifestazione fieristica Social Expo, verranno organizzati nuovi eventi volti a promuovere il gioco e lo sport.

Venerdì 18, in occasione dell’apertura della Fiera di ottobre, il progetto “Game in Capitanata” prevede i seguenti appuntamenti:

Alle ore 10:00 si terrà un workshop dal titolo “Lavoro Sportivo”, organizzato da Ancl Foggia (Associazione Nazionale dei Consulenti del Lavoro), partner del progetto.

Alle ore 11:30 avrà luogo “Game Chef”, un contest di cucina che vedrà protagonisti gli studenti dell’Istituto Mattei di Vieste e dell’Istituto Einaudi di Foggia, supportati dai ragazzi delle comunità Marta e Aurora dell’Istituto Pie Operaie di San Giuseppe di Foggia.

Durante le giornate del 18 e del 19 ottobre, l’Istituto Einstein di Cerignola, con i suoi studenti, sarà impegnato in attività di promozione sportiva e di integrazione sociale con esibizioni di Judo, Karate, Kickboxing, Scherma, Orienteering, Danza, Pattinaggio artistico, Ginnastica artistica, Scacchi, Tennis tavolo, Badminton.

Grande soddisfazione per gli esiti del progetto da parte del Presidente Giuseppe Nobiletti: “Siamo entusiasti di vedere come il progetto ‘Game in Capitanata’ stia contribuendo a rafforzare il tessuto sociale della nostra comunità attraverso lo sport e il gioco. Questa manifestazione rappresenta una grande opportunità per dimostrare il potenziale dei nostri giovani e per promuovere l’inclusione e la partecipazione attiva. Invito tutti a unirsi a noi in Fiera per vivere insieme questa esperienza unica di sport e integrazione.”

Bando Aree Verdi, la Provincia di Treviso Cofinanzia 33 Interventi dei Comuni per 1 Milione di euro: al Sant’Artemio Convegno e Mostra sui Progetti

Oggi in Provincia di Treviso la presentazione dei progetti cofinanziati dall’Ente nell’ambito del bando per la riqualificazione delle aree verdi nei Comuni: 1 milioni di euro messo a disposizione l’anno scorso, per le Amministrazioni comunali, che contribuirà alla realizzazione di 33 interventi in 20 Comuni della Provincia. Al Sant’Artemio si è svolto questa mattina, mercoledì 16 ottobre, un convegno sul tema “cambiamenti climatici e aree urbane”, organizzato dalla Provincia e patrocinato dalla Regione del Veneto, rivolto a sindaci, tecnici e Ordini professionali, che è stato occasione per condividere i 33 progetti vincitori del bando aree verdi, le buone prassi per contribuire a mitigare gli eventi atmosferici estremi e le azioni strategiche che gli Enti locali possono mettere in atto a beneficio della comunità e del territorio. Grazie al bando aree verdi della Provincia di Treviso, le opere in fase di realizzazione e quelle già ultimate dai Comuni consentiranno un risparmio di 55 tonnellate di CO2 all’anno.

 

A partecipare oggi al convegno al Sant’Artemio, Gianpaolo Bottacin, assessore regionale delegato all’Ambiente – Clima – Protezione civile – Dissesto idrogeologico, su delega di Stefano Marcon, presidente della Provincia di Treviso, il consigliere provinciale delegato all’Ambiente Diego Zanchetta, Katia Federico, referente Direzione Ambiente e Transizione Ecologica della Regione del Veneto, Simone Busoni, dirigente del Settore Ambiente della Provincia di Treviso, Federico Correale Santacroce, Veneto Agricoltura, Patrizia De Rossi, Dipartimento Unità Efficienza Energetica ENEA, Alessandra Aires, Comune di Torino – AIDTPG Associazione Italiana Direttori e Tecnici, Lucia Bortolini, Dipartimento TESAF Università di Padova, Giovanni Koprantzelas, Assessore all’Ambiente, Comune di Santorso (VI), Renzo Priante, Professionista già Assessore all’Ambiente del Comune di Santorso e Rossella Cendron, Sindaco Comune di Silea in qualità di referente del progetto europeo “DECA: realizzazione di azioni efficaci per il clima”.

 

L’appuntamento, così come il bando aree verdi, è nato dalla volontà della Provincia di sensibilizzare le Amministrazioni comunali sulle buone pratiche da adottare per tutelare l’ambiente, migliorare la qualità dell’aria e favorire l’ampliamento delle aree verdi presenti nei centri urbani: fil rouge dell’evento è stato, appunto, il bando con il quale l’Ente ha messo a disposizione circa 1 milione di euro, l’anno scorso, per cofinanziare progetti validi che prevedessero la creazione di nuovi spazi verdi, o la valorizzazione di quelli esistenti, nei Comuni della Marca Trevigiana. I 33 progetti cofinanziati sono stati esposti, in un’apposita mostra, nel Foyer del Sant’Artemio.

 

Oltre al bando aree verdi, ad accompagnare la riflessione sul tema dei cambiamenti climatici e delle aree verdi nei centri urbani anche la presentazione del progetto DECA, coordinato dall’Agenzia per l’energia ENERGAP con il supporto del Comune di Maribor (Slovenia) nell’ambito del Programma Interreg Europe, che, sempre dall’anno scorso, coinvolge la Provincia di Treviso, insieme al Comune di Silea, ad altri stakeholder locali e a numerosi partner europei, nell’individuazione di politiche e finanziamenti innovativi per l’adattamento climatico, al fine di ridurre i costi e migliorare l’efficacia dell’approccio ai cambiamenti climatici all’interno delle pubbliche amministrazioni. Al fianco della Provincia, sono partner di progetto l’Agenzia regionale per l’energia di Tartu (Estonia), la Contea di Kronoberg (Svezia), il Comune di Roermond (Paesi Bassi), il Comune di Ostend (Belgio) e il Comune di Lisbona (Portogallo).

 

“Oggi abbiamo voluto condividere con la Regione, i Comuni e gli Ordini Professionali i risultati che sta producendo il bando aree verdi che abbiamo pubblicato l’anno scorso per aiutare le Amministrazioni, attraverso 1 milione di euro di incentivi, a portare avanti progetti di riqualificazione di spazi verdi esistenti o di creazione di nuove aree a beneficio della comunità – sottolinea Stefano Marcon, presidente della Provincia di Treviso – il tema dei cambiamenti climatici e degli eventi atmosferici estremi ci tocca particolarmente da vicino: proprio quest’anno abbiamo subito tragiche ondate di maltempo e, oltre agli interventi di sicurezza per proteggerci dagli eventi estremi, dobbiamo lavorare anche sulle opere che, a monte, possono prevenire le conseguenze spesso catastrofiche di alluvioni e grandinate, come ampliare, appunto, i “polmoni verdi” che riducono le emissioni di CO2. Un plauso dunque a tutti i Comuni che l’anno scorso hanno colto l’occasione del bando: la Provincia, come Casa dei Comuni, continuerà a lavorare per promuovere la tutela ambientale e fornire nuovi strumenti e opportunità alle Amministrazione per lo sviluppo del territorio”.

 

“Condividere con i sindaci e con i professionisti le progettualità cofinanziate grazie al bando aree verdi vuole essere motivo di ispirazione per tutte le Amministrazioni e gli Enti – le parole di Diego Zanchetta, consigliere provinciale delegato all’Ambiente – a tutti i partecipanti abbiamo distribuito un omaggio, contenente dei semi, a cura di Alternativa Ambiente e Idee Verdi: un primo seme di consapevolezza per mitigare i cambiamenti climatici”.

 

“Le stime dicono che il riscaldamento globale si sta avvicinando alla soglia di 1,5 °C, con le conseguenze sugli eventi atmosferici avversi a cui stiamo assistendo – evidenza Gianpaolo Bottacin, assessore regionale delegato all’Ambiente – Clima – Protezione civile – Dissesto idrogeologico – gli interventi messi in campo dalla Regione del Veneto e i bacini di espansione hanno permesso di contenere gli effetti devastanti delle alluvioni ripetute che si sono abbattute in questi anni: il tema è andare avanti con opere di prevenzione che possono mettere in sicurezza il territorio e limitare i danni di eventi purtroppo sempre più estremi. Al contempo, si continua a lavorare per mitigare i cambiamenti climatici e opere come queste, finanziate con il bando aree verdi della Provincia, fanno parte dei tanti piccoli passi nel verso giusto per raggiungere questo risultato”.

 

Bando Aree Verdi, la Provincia di Treviso Cofinanzia 33 Interventi dei Comuni per 1 Milione di euro: al Sant’Artemio Convegno e Mostra sui Progetti

Oggi in Provincia di Treviso la presentazione dei progetti cofinanziati dall’Ente nell’ambito del bando per la riqualificazione delle aree verdi nei Comuni: 1 milioni di euro messo a disposizione l’anno scorso, per le Amministrazioni comunali, che contribuirà alla realizzazione di 33 interventi in 20 Comuni della Provincia. Al Sant’Artemio si è svolto questa mattina, mercoledì 16 ottobre, un convegno sul tema “cambiamenti climatici e aree urbane”, organizzato dalla Provincia e patrocinato dalla Regione del Veneto, rivolto a sindaci, tecnici e Ordini professionali, che è stato occasione per condividere i 33 progetti vincitori del bando aree verdi, le buone prassi per contribuire a mitigare gli eventi atmosferici estremi e le azioni strategiche che gli Enti locali possono mettere in atto a beneficio della comunità e del territorio. Grazie al bando aree verdi della Provincia di Treviso, le opere in fase di realizzazione e quelle già ultimate dai Comuni consentiranno un risparmio di 55 tonnellate di CO2 all’anno.

 

A partecipare oggi al convegno al Sant’Artemio, Gianpaolo Bottacin, assessore regionale delegato all’Ambiente – Clima – Protezione civile – Dissesto idrogeologico, su delega di Stefano Marcon, presidente della Provincia di Treviso, il consigliere provinciale delegato all’Ambiente Diego Zanchetta, Katia Federico, referente Direzione Ambiente e Transizione Ecologica della Regione del Veneto, Simone Busoni, dirigente del Settore Ambiente della Provincia di Treviso, Federico Correale Santacroce, Veneto Agricoltura, Patrizia De Rossi, Dipartimento Unità Efficienza Energetica ENEA, Alessandra Aires, Comune di Torino – AIDTPG Associazione Italiana Direttori e Tecnici, Lucia Bortolini, Dipartimento TESAF Università di Padova, Giovanni Koprantzelas, Assessore all’Ambiente, Comune di Santorso (VI), Renzo Priante, Professionista già Assessore all’Ambiente del Comune di Santorso e Rossella Cendron, Sindaco Comune di Silea in qualità di referente del progetto europeo “DECA: realizzazione di azioni efficaci per il clima”.

 

L’appuntamento, così come il bando aree verdi, è nato dalla volontà della Provincia di sensibilizzare le Amministrazioni comunali sulle buone pratiche da adottare per tutelare l’ambiente, migliorare la qualità dell’aria e favorire l’ampliamento delle aree verdi presenti nei centri urbani: fil rouge dell’evento è stato, appunto, il bando con il quale l’Ente ha messo a disposizione circa 1 milione di euro, l’anno scorso, per cofinanziare progetti validi che prevedessero la creazione di nuovi spazi verdi, o la valorizzazione di quelli esistenti, nei Comuni della Marca Trevigiana. I 33 progetti cofinanziati sono stati esposti, in un’apposita mostra, nel Foyer del Sant’Artemio.

 

Oltre al bando aree verdi, ad accompagnare la riflessione sul tema dei cambiamenti climatici e delle aree verdi nei centri urbani anche la presentazione del progetto DECA, coordinato dall’Agenzia per l’energia ENERGAP con il supporto del Comune di Maribor (Slovenia) nell’ambito del Programma Interreg Europe, che, sempre dall’anno scorso, coinvolge la Provincia di Treviso, insieme al Comune di Silea, ad altri stakeholder locali e a numerosi partner europei, nell’individuazione di politiche e finanziamenti innovativi per l’adattamento climatico, al fine di ridurre i costi e migliorare l’efficacia dell’approccio ai cambiamenti climatici all’interno delle pubbliche amministrazioni. Al fianco della Provincia, sono partner di progetto l’Agenzia regionale per l’energia di Tartu (Estonia), la Contea di Kronoberg (Svezia), il Comune di Roermond (Paesi Bassi), il Comune di Ostend (Belgio) e il Comune di Lisbona (Portogallo).

 

“Oggi abbiamo voluto condividere con la Regione, i Comuni e gli Ordini Professionali i risultati che sta producendo il bando aree verdi che abbiamo pubblicato l’anno scorso per aiutare le Amministrazioni, attraverso 1 milione di euro di incentivi, a portare avanti progetti di riqualificazione di spazi verdi esistenti o di creazione di nuove aree a beneficio della comunità – sottolinea Stefano Marcon, presidente della Provincia di Treviso – il tema dei cambiamenti climatici e degli eventi atmosferici estremi ci tocca particolarmente da vicino: proprio quest’anno abbiamo subito tragiche ondate di maltempo e, oltre agli interventi di sicurezza per proteggerci dagli eventi estremi, dobbiamo lavorare anche sulle opere che, a monte, possono prevenire le conseguenze spesso catastrofiche di alluvioni e grandinate, come ampliare, appunto, i “polmoni verdi” che riducono le emissioni di CO2. Un plauso dunque a tutti i Comuni che l’anno scorso hanno colto l’occasione del bando: la Provincia, come Casa dei Comuni, continuerà a lavorare per promuovere la tutela ambientale e fornire nuovi strumenti e opportunità alle Amministrazione per lo sviluppo del territorio”.

 

“Condividere con i sindaci e con i professionisti le progettualità cofinanziate grazie al bando aree verdi vuole essere motivo di ispirazione per tutte le Amministrazioni e gli Enti – le parole di Diego Zanchetta, consigliere provinciale delegato all’Ambiente – a tutti i partecipanti abbiamo distribuito un omaggio, contenente dei semi, a cura di Alternativa Ambiente e Idee Verdi: un primo seme di consapevolezza per mitigare i cambiamenti climatici”.

 

“Le stime dicono che il riscaldamento globale si sta avvicinando alla soglia di 1,5 °C, con le conseguenze sugli eventi atmosferici avversi a cui stiamo assistendo – evidenza Gianpaolo Bottacin, assessore regionale delegato all’Ambiente – Clima – Protezione civile – Dissesto idrogeologico – gli interventi messi in campo dalla Regione del Veneto e i bacini di espansione hanno permesso di contenere gli effetti devastanti delle alluvioni ripetute che si sono abbattute in questi anni: il tema è andare avanti con opere di prevenzione che possono mettere in sicurezza il territorio e limitare i danni di eventi purtroppo sempre più estremi. Al contempo, si continua a lavorare per mitigare i cambiamenti climatici e opere come queste, finanziate con il bando aree verdi della Provincia, fanno parte dei tanti piccoli passi nel verso giusto per raggiungere questo risultato”.

 

Parte il progetto FOCE: la Provincia di Forlì-Cesena punta a rafforzare le competenze sui Fondi Europei

Con una giornata introduttiva di orientamento alle politiche e opportunità europee per gli enti territoriali, tenutasi questa mattina (mercoledì 16 ottobre) nella Sala Ex-Consiglio, la Provincia di Forlì-Cesena ha avviato il progetto “FOCE: Formare e sviluppare le competenze del territorio di FOrlì-CEsena sui Fondi Europei”.

L’iniziativa, che prevede altri due workshop in presenza e due laboratori a distanza per un numero totale di dieci ore di lezione, si concluderà nel prossimo mese di dicembre e coinvolge gran parte delle amministrazioni locali del territorio provinciale (50 partecipanti tra dipendenti delle pubbliche amministrazioni e amministratori locali) in un percorso di sviluppo delle competenze e conoscenze sulle opportunità di finanziamento dell’Unione europea e sulle modalità di accesso alle risorse.

L’obiettivo del percorso formativo è quello di creare una rete territoriale attiva nell’elaborazione, candidatura e gestione di progetti, favorendo una partecipazione ai fondi europei strategica in grado di garantire una ricaduta sui territori e rispondere alle priorità individuate dalle amministrazioni locali.

Il percorso di rafforzamento istituzionale del progetto FOCE si struttura in diverse attività consequenziali e che seguiranno quella odierna, svolte con la collaborazione dei formatori di InEuropa srl.

I partecipanti sono suddivisi in tre gruppi territoriali e verrà realizzato un workshop per raccogliere e analizzare le priorità di azione di ciascuna area coinvolta. Questo consentirà l’elaborazione di una mappa delle potenziali progettualità del territorio rispetto alle opportunità di finanziamento europee, così da sviluppare una programmazione sui finanziamenti UE a medio-lungo termine.

Verrà realizzato un laboratorio progettuale pratico durante il quale ciascun gruppo sceglierà una priorità in base a quanto emerso nello step precedente e imposterà il percorso di progettazione che proseguirà a distanza.

A seguire sono previsti due workshop virtuali per elaborare una bozza progettuale per gruppo. Tali “draft” di progetto costituiranno un documento preliminare di partenza per la partecipazione a futuri bandi europei.

L’evento finale del progetto FOCE è previsto per il 12 dicembre, durante il quale sarà restituito il percorso svolto, l’analisi dei bisogni e le tre bozze progettuali sviluppate a livello congiunto dai gruppi di lavoro tematico-territoriali. L’evento sarà l’occasione per definire i futuri passi da intraprendere in sinergia tra la Provincia, i Comuni e le Unioni del territorio.

UPI Marche, eletto il nuovo consiglio direttivo

Eletto per acclamazione il nuovo Consiglio direttivo dell’Upi Marche. Riccardo Strano (consigliere della Provincia di Ancona), Antonio Riccio (consigliere della Provincia di Ascoli Piceno), Vincenzo Felicioli (consigliere della Provincia di Macerata), Endrio Ubaldi (consigliere della Provincia di Fermo) e Omar Lavanna (consigliere della Provincia di Pesaro-Urbino) sono i nuovi componenti dell’organo statutario che si completa con i presidenti delle cinque Province: Giuseppe Paolini (Pesaro-Urbino), Daniele Carnevali (Ancona), Sandro Parcaroli (Macerata), Michele Ortenzi (Fermo) e Sergio Loggi (Ascoli Piceno).

Eletto anche il nuovo collegio dei revisori dei conti, a presiederlo sarà Daniele Malandrino (consigliere della Provincia di Pesaro-Urbino), membri effettivi: Graziano Stacchiotti (consigliere della Provincia di Ancona) e Andrea Gentili (consigliere della Provincia di Macerata), componenti supplenti: Gino Micozzi (consigliere della Provincia di Ascoli Piceno) e Manolo Bagalini (consigliere della Provincia di Fermo).

Per acclamazione sono stati anche scelti i delegati che rappresenteranno l’Upi Marche all’Assemblea nazionale dell’Unione delle Province italiane, convocata a Roma il 10 e 11 dicembre prossimo per eleggere il presidente che raccoglierà il testimone di Michele De Pascale. Sono: Filippo Bartolucci per Ancona, Daniele Tonelli per Ascoli Piceno, Giulia Vagnozzi per Fermo, Tiziana Gazzellini per Macerata e Oriano Giovanelli per Pesaro-Urbino.

Nella seduta plenaria dei Consigli delle Province marchigiane sono state anche votate all’unanimità le modifiche allo Statuto dell’Upi Marche che, come sottolineato dalla direttrice dell’Upi regionale, Valeria Ciattaglia, «necessitava di una revisione e di un’attualizzazione rispetto all’attività dell’Upi Marche ed alle sue finanze».

Non solo giornata di adempimenti statutari – a seguito delle elezioni per il rinnovo dei Consigli provinciali dello scorso 29 settembre – la mattinata di lavori di oggi (14 ottobre) al SeePort Hotel di Ancona è stata soprattutto un momento di confronto sulle difficoltà di una riforma mancata e l’occasione per parlare del futuro di questi enti territoriali. «La legge Delrio, la 56/14, puntava a cancellare le Province all’interno di una riforma costituzionale che è stata bocciata dai cittadini. Di fatto dunque le Province non sono state eliminate ma declassate e questo impedisce loro di svolgere adeguatamente le funzioni, anche di primaria importanza per i cittadini, che tutt’oggi hanno». Così il presidente della Provincia di Ancona, Daniele Carnevali, nel fare gli onori di casa e nell’aprire i lavori. «In questi anniha preso la parola il presidente dell’Upi Marche e della Provincia di Pesaro-Urbino, Giuseppe Paoliniabbiamo cercato di mantenere vive e attive le Province. Dopo la riforma Delrio sembrava non ci fosse più bisogno di questi Enti ed invece la realtà dei fatti dimostra che sono indispensabili al territorio. Come Upi Marche ed insieme all’Upi nazionale continueremo con la nostra battaglia per far tornare le Province un ente primario. Nascono prima dell’Unità d’Italia e torneranno agli splendori, perché c’è bisogno di esse». Ne è convinto anche il direttore nazionale dell’Upi Piero Antonelli, presente alla giornata di lavori. «La legge 56 è ormai superata, presupponeva una riforma costituzionale che non c’è stata. Le Province vanno potenziate da un punto di vista delle funzioni, delle risorse finanziarie e del personale. È ormai un fatto che sono utili al territorio, ai Comuni ed al cittadino. Un Ente intermedio serve, non a caso in tutta Europa esistono. Da giugno 2023ha proseguito nella sua relazione il direttoreè in Senato il testo unico sulla riorganizzazione delle Province che ha riunito dieci disegni di legge, la politica deve mettere mano a questa situazione. Una situazione di transitorietà che ha creato danni, poiché le Province hanno dovuto abbassare il livello dei servizi erogati, dall’edilizia scolastica alla manutenzione delle strade, a causa della criticità finanziaria e di struttura. Le Provinceha concluso Antonellipossono essere un tassello fondamentale per lo sviluppo del territorio, possono essere l’Ente di semplificazione massima delle procedure amministrative ed il loro ruolo va legittimato tornando all’elezione popolare e dotandole di Giunta».

D’accordo con Antonelli sugli scenari futuri, ma anche sulle criticità che gli Enti provinciali si trovano ad affrontare quotidianamente, i presidenti di Provincia. In particolare, Sergio Loggi, presidente della Provincia di Ascoli Piceno ha ricordato le difficoltà di gestire competenze e responsabilità delicate, come quelle legate alla viabilità in una cronica assenza di risorse e di personale. «Mi trovo nella condizione da un lato di dover chiudere ponti e viadotti perché non abbiamo sufficienti risorse, con ricadute pesanti sull’economia e sul traffico, dall’altro di non poter mettere a terra progetti, pur in presenza di finanziamenti, perché in Provincia ho solo due ingegneri che possono fare progettazione e non sono sufficienti». Un quadro ribadito anche dal presidente della Provincia di Fermo, Michele Ortenzi. «L’auspicioha detto Ortenziè che si possa finalmente fare un salto in avanti almeno sotto il profilo delle finanze e del personale per rispondere alle esigenze del territorio». Un auspicio condiviso anche dal presidente della Provincia di Macerata, Sandro Parcaroli, a cui sono state affidate le conclusioni della mattinata. «Il fatto di essere unitiha sottolineato Parcarolie di aver lavorato sempre in sinergia ci dà la forza di fare massa critica nelle sedi nazionali per promuovere le nostre istanze, anche grazie all’aiuto dell’Upi».

A partecipare all’assemblea ed a prendere la parola anche l’europarlamentare Carlo Ciccioli, la deputata Irene Manzi, il presidente del Consiglio comunale di Ancona, Simone Pizzi.

 

 

L’UPI alla presentazione della relazione annuale del CNEL sui livelli e la qualità dei servizi erogati dalle pubbliche amministrazioni

Necessità di una riforma degli Enti locali, potenziamento delle Province e ascolto dei territori. Sono i temi di cui ha parlato Alessandro Romoli, Presidente dell’Unione Province d’Italia (UPI) – Lazio, nel corso della presentazione della relazione annuale del CNEL sui livelli e la qualità dei servizi erogati dalle pubbliche amministrazioni che si è tenuta presso Villa Lubin a Roma.

All’importante evento hanno partecipato, tra gli altri, anche il Ministro per la pubblica amministrazione Paolo Zangrillo e il presidente del CNEL Renato Brunetta. Nel corso del suo intervento, il Presidente Romoli ha ribadito l’urgenza di una revisione del ruolo delle Province nel sistema amministrativo italiano. L’attuale contesto, segnato da disservizi e inefficienze causate dalla riforma Delrio del 2014, richiede infatti una risposta legislativa immediata e concreta.

Le Province sono Enti fondamentali nel gestire competenze essenziali quali l’istruzione, la sostenibilità ambientale e la manutenzione delle infrastrutture stradali. Non solo, è importante sottolineare che oltre 3 miliardi di euro di appalti pubblici del PNRR sono stati gestiti tramite le centrali di committenza istituite proprio dalle Province, il che dimostra l’efficacia e la centralità di questi enti nel rilancio del Paese.

“Tuttavia – ha spiegato il Presidente di UPI Lazio, Alessandro Romoli -, il blocco del personale ha reso difficile garantire anche i servizi essenziali, quelli che i cittadini richiedono quotidianamente. È dunque cruciale che si avvii un processo di riorganizzazione delle funzioni provinciali, con l’obiettivo di adeguarle alle reali necessità delle comunità locali”.

“Chiediamo pertanto un ordinamento più attento alle peculiarità locali e una riforma oggettiva che ci permetta di affrontare le sfide attuali con maggiore efficienza e incisività – ha concluso il Presidente Romoli -. Solo così potremo garantire un futuro migliore per tutti i cittadini italiani”.

UPI Marche, eletto il nuovo consiglio direttivo

Eletto per acclamazione il nuovo Consiglio direttivo dell’Upi Marche. Riccardo Strano (consigliere della Provincia di Ancona), Antonio Riccio (consigliere della Provincia di Ascoli Piceno), Vincenzo Felicioli (consigliere della Provincia di Macerata), Endrio Ubaldi (consigliere della Provincia di Fermo) e Omar Lavanna (consigliere della Provincia di Pesaro-Urbino) sono i nuovi componenti dell’organo statutario che si completa con i presidenti delle cinque Province: Giuseppe Paolini (Pesaro-Urbino), Daniele Carnevali (Ancona), Sandro Parcaroli (Macerata), Michele Ortenzi (Fermo) e Sergio Loggi (Ascoli Piceno).

Eletto anche il nuovo collegio dei revisori dei conti, a presiederlo sarà Daniele Malandrino (consigliere della Provincia di Pesaro-Urbino), membri effettivi: Graziano Stacchiotti (consigliere della Provincia di Ancona) e Andrea Gentili (consigliere della Provincia di Macerata), componenti supplenti: Gino Micozzi (consigliere della Provincia di Ascoli Piceno) e Manolo Bagalini (consigliere della Provincia di Fermo).

Per acclamazione sono stati anche scelti i delegati che rappresenteranno l’Upi Marche all’Assemblea nazionale dell’Unione delle Province italiane, convocata a Roma il 10 e 11 dicembre prossimo per eleggere il presidente che raccoglierà il testimone di Michele De Pascale. Sono: Filippo Bartolucci per Ancona, Daniele Tonelli per Ascoli Piceno, Giulia Vagnozzi per Fermo, Tiziana Gazzellini per Macerata e Oriano Giovanelli per Pesaro-Urbino.

Nella seduta plenaria dei Consigli delle Province marchigiane sono state anche votate all’unanimità le modifiche allo Statuto dell’Upi Marche che, come sottolineato dalla direttrice dell’Upi regionale, Valeria Ciattaglia, «necessitava di una revisione e di un’attualizzazione rispetto all’attività dell’Upi Marche ed alle sue finanze».

Non solo giornata di adempimenti statutari – a seguito delle elezioni per il rinnovo dei Consigli provinciali dello scorso 29 settembre – la mattinata di lavori di oggi (14 ottobre) al SeePort Hotel di Ancona è stata soprattutto un momento di confronto sulle difficoltà di una riforma mancata e l’occasione per parlare del futuro di questi enti territoriali. «La legge Delrio, la 56/14, puntava a cancellare le Province all’interno di una riforma costituzionale che è stata bocciata dai cittadini. Di fatto dunque le Province non sono state eliminate ma declassate e questo impedisce loro di svolgere adeguatamente le funzioni, anche di primaria importanza per i cittadini, che tutt’oggi hanno». Così il presidente della Provincia di Ancona, Daniele Carnevali, nel fare gli onori di casa e nell’aprire i lavori. «In questi anniha preso la parola il presidente dell’Upi Marche e della Provincia di Pesaro-Urbino, Giuseppe Paoliniabbiamo cercato di mantenere vive e attive le Province. Dopo la riforma Delrio sembrava non ci fosse più bisogno di questi Enti ed invece la realtà dei fatti dimostra che sono indispensabili al territorio. Come Upi Marche ed insieme all’Upi nazionale continueremo con la nostra battaglia per far tornare le Province un ente primario. Nascono prima dell’Unità d’Italia e torneranno agli splendori, perché c’è bisogno di esse». Ne è convinto anche il direttore nazionale dell’Upi Piero Antonelli, presente alla giornata di lavori. «La legge 56 è ormai superata, presupponeva una riforma costituzionale che non c’è stata. Le Province vanno potenziate da un punto di vista delle funzioni, delle risorse finanziarie e del personale. È ormai un fatto che sono utili al territorio, ai Comuni ed al cittadino. Un Ente intermedio serve, non a caso in tutta Europa esistono. Da giugno 2023ha proseguito nella sua relazione il direttoreè in Senato il testo unico sulla riorganizzazione delle Province che ha riunito dieci disegni di legge, la politica deve mettere mano a questa situazione. Una situazione di transitorietà che ha creato danni, poiché le Province hanno dovuto abbassare il livello dei servizi erogati, dall’edilizia scolastica alla manutenzione delle strade, a causa della criticità finanziaria e di struttura. Le Provinceha concluso Antonellipossono essere un tassello fondamentale per lo sviluppo del territorio, possono essere l’Ente di semplificazione massima delle procedure amministrative ed il loro ruolo va legittimato tornando all’elezione popolare e dotandole di Giunta».

D’accordo con Antonelli sugli scenari futuri, ma anche sulle criticità che gli Enti provinciali si trovano ad affrontare quotidianamente, i presidenti di Provincia. In particolare, Sergio Loggi, presidente della Provincia di Ascoli Piceno ha ricordato le difficoltà di gestire competenze e responsabilità delicate, come quelle legate alla viabilità in una cronica assenza di risorse e di personale. «Mi trovo nella condizione da un lato di dover chiudere ponti e viadotti perché non abbiamo sufficienti risorse, con ricadute pesanti sull’economia e sul traffico, dall’altro di non poter mettere a terra progetti, pur in presenza di finanziamenti, perché in Provincia ho solo due ingegneri che possono fare progettazione e non sono sufficienti». Un quadro ribadito anche dal presidente della Provincia di Fermo, Michele Ortenzi. «L’auspicioha detto Ortenziè che si possa finalmente fare un salto in avanti almeno sotto il profilo delle finanze e del personale per rispondere alle esigenze del territorio». Un auspicio condiviso anche dal presidente della Provincia di Macerata, Sandro Parcaroli, a cui sono state affidate le conclusioni della mattinata. «Il fatto di essere unitiha sottolineato Parcarolie di aver lavorato sempre in sinergia ci dà la forza di fare massa critica nelle sedi nazionali per promuovere le nostre istanze, anche grazie all’aiuto dell’Upi».

A partecipare all’assemblea ed a prendere la parola anche l’europarlamentare Carlo Ciccioli, la deputata Irene Manzi, il presidente del Consiglio comunale di Ancona, Simone Pizzi.

 

 

L’UPI alla presentazione della relazione annuale del CNEL sui livelli e la qualità dei servizi erogati dalle pubbliche amministrazioni

Necessità di una riforma degli Enti locali, potenziamento delle Province e ascolto dei territori. Sono i temi di cui ha parlato Alessandro Romoli, Presidente dell’Unione Province d’Italia (UPI) – Lazio, nel corso della presentazione della relazione annuale del CNEL sui livelli e la qualità dei servizi erogati dalle pubbliche amministrazioni che si è tenuta presso Villa Lubin a Roma.

All’importante evento hanno partecipato, tra gli altri, anche il Ministro per la pubblica amministrazione Paolo Zangrillo e il presidente del CNEL Renato Brunetta. Nel corso del suo intervento, il Presidente Romoli ha ribadito l’urgenza di una revisione del ruolo delle Province nel sistema amministrativo italiano. L’attuale contesto, segnato da disservizi e inefficienze causate dalla riforma Delrio del 2014, richiede infatti una risposta legislativa immediata e concreta.

Le Province sono Enti fondamentali nel gestire competenze essenziali quali l’istruzione, la sostenibilità ambientale e la manutenzione delle infrastrutture stradali. Non solo, è importante sottolineare che oltre 3 miliardi di euro di appalti pubblici del PNRR sono stati gestiti tramite le centrali di committenza istituite proprio dalle Province, il che dimostra l’efficacia e la centralità di questi enti nel rilancio del Paese.

“Tuttavia – ha spiegato il Presidente di UPI Lazio, Alessandro Romoli -, il blocco del personale ha reso difficile garantire anche i servizi essenziali, quelli che i cittadini richiedono quotidianamente. È dunque cruciale che si avvii un processo di riorganizzazione delle funzioni provinciali, con l’obiettivo di adeguarle alle reali necessità delle comunità locali”.

“Chiediamo pertanto un ordinamento più attento alle peculiarità locali e una riforma oggettiva che ci permetta di affrontare le sfide attuali con maggiore efficienza e incisività – ha concluso il Presidente Romoli -. Solo così potremo garantire un futuro migliore per tutti i cittadini italiani”.

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