Esplora tutte le news

30 gennaio: giornata nazionale della partecipazione

L’Italia delle Province riparte dal confronto: il 30 gennaio prossimo, infatti, in tutto il Paese si terranno Consigli provinciali – aperti anche alla partecipazione dei sindaci, delle forze sociali e politiche, dei rappresentanti di Parlamento e Regioni, agli imprenditori e ai cittadini – per discutere delle riforme che dovranno portare alla riorganizzazione dello Stato, alla definizione delle funzioni di ciascuna istituzione, all’eliminazione degli enti strumentali e alla semplificazione del sistema, a partire dal Federalismo Fiscale e dal Codice delle Autonomie.
Un evento che vedrà idealmente riunite le Province in contemporanea in tutta Italia.

Vi proponiamo in allegato una selezione della Rassegna stampa dell’evento.

Documenti allegati:

30 gennaio 2009: Nei Consigli Provinciali di tutta Italia si parla di riforme

Con una adesione pressoché totale all’iniziativa lanciata dall’Upi, domani in tutta Italia i Consigli Provinciali si apriranno all’insegna del confronto sulle riforme e sul futuro assetto istituzionale del Paese.
Ad aderire all’iniziativa “Costruiamo insieme il nuovo sistema Paese” sono stati numerosissimi sindaci e rappresentanti dei Comuni e delle Regioni, Docenti Universitari, rappresentanti dei sindacati e delle forze economiche, che interverranno domani nelle Aule consiliari.
“Il Paese – dichiara il Presidente dell’Upi Fabio Melilli – ha ormai imboccato la strada delle riforme, e la prima approvazione ricevuta in Parlamento la scorsa settimana dal federalismo fiscale né è la dimostrazione.
Ma proprio il federalismo fiscale, per essere attuato e raggiungere gli obiettivi di semplificazione del sistema tributario e riduzione della pressione fiscale che ci siamo prefissi, ha bisogno di un rafforzamento di Regioni, Province e Comuni. Per questo il prossimo passo deve essere la definizione delle funzioni fondamentali con la Carta delle Autonomie locali.
Il fatto che la proposta lanciata dall’Upi, di discutere per un giorno nei Consigli di questi temi, abbia avuto tanto successo, dimostra non solo che le Province, a livello locale, sono considerate una istituzione di riferimento per i Comuni, le Regioni e per gli attori economici e sociali, ma anche che il bisogno di riforme è tanto più sentito quanto più ci si avvicina ad ascoltare e a dare voce alle comunità”.
I Consigli Provinciali aperti si svolgeranno secondo modalità differenti nelle varie Province, in un arco temporale che andrà dalle 9,30 alle 21,00, a coprire l’intera giornata.

 

Firenze: Consiglio Provinciale 30 gennaio

L’Italia delle Province riparte dal confronto: domani, venerdì 30 gennaio, in tutto il Paese si terranno Consigli provinciali aperti anche alla partecipazione dei sindaci, delle forze sociali e politiche, dei rappresentanti di Parlamento e Regioni, agli imprenditori e ai cittadini per discutere delle riforme che dovranno portare alla riorganizzazione dello Stato, alla definizione delle funzioni di ciascuna istituzione, all’eliminazione degli enti strumentali e alla semplificazione del sistema, a partire dal Federalismo Fiscale e dal Codice delle Autonomie.

Il Consiglio provinciale di Firenze, alla presenza dell’Onorevole Maurizio Bianconi e dell’assessore regionale Agostino Fragai è convocato, dal Presidente del Consiglio provinciale Massimo Mattei per domani, venerdì 30 gennaio alle ore 10.00, presso la Sala Quattro Stagioni di Palazzo Medici Riccardi.

 

 

Venezia: Consiglio Provinciale 30 gennaio

Un evento che vedrà idealmente riunite le Province in contemporanea in tutta Italia
L’Italia delle Province riparte dal confronto: il 30 gennaio, infatti, in tutto il Paese si terranno Consigli provinciali – aperti anche alla partecipazione dei sindaci, delle forze sociali e politiche, dei rappresentanti di Parlamento e Regioni, agli imprenditori e ai cittadini – per discutere delle riforme che dovranno portare alla riorganizzazione dello Stato, alla definizione delle funzioni di ciascuna istituzione, all’eliminazione degli enti strumentali e alla semplificazione del sistema, a partire dal Federalismo Fiscale e dal Codice delle Autonomie. Un evento che vedrà idealmente riunite le Province in contemporanea in tutta Italia.

“Costruiamo insieme il nuovo sistema Paese” è il tema della giornata di confronto, voluta dall’Upi anche per ribadire la centralità delle Province, istituzioni chiamate a dare risposte alle crisi in atto attraverso i servizi che offrono ai cittadini e alle imprese e ad affrontare le vere questioni che interessano le comunità.

“A Venezia la discussione assumerà caratteristiche ancora più pregnanti – sottolineano il Presidente della Provincia, Davide Zoggia ed il Presidente del Consiglio, Mauro Boscolo Bisto – perché la nostra realtà è tra quelle che l’ipotesi dell’attuale riforma federalista in discussione in Parlamento prevede possa essere sostituita dalla Città Metrolitana. Il dibattito in Consiglio quindi potrà essere la prima occasione per valutare quale possa essere la forma migliore per garantire ai cittadini i servizi che oggi sono erogati dalla Provincia. Questa giornata infatti non vogliamo possa essere interpretata come una difesa corporativa delle Province, ma crediamo possa rappresentare un reale contributo perché si vada al di là dei nomi e si guardi agli obiettivi di efficacia e di efficienza dell’azione amministrativa. Vogliamo discuterne con i sindaci, con le rappresentanze sociali, con le voci vere della società civile e democratica e vogliamo farlo dirttamente, non con campagne di stampa e proclami o slogan che certamente non aiutano l’ammodernamento del sistema Paese”.

Il Consiglio Provinciale di Venezia si riunisce nella sede usuale di Ca’ Corner venerdì 30 gennaio alle ore 16.00 e si concluderà con una votazione su di un ordine del giorno nel quale, tra l’altro, si chiede a Governo e Parlamento di proseguire verso un “riordino istituzionale che semplifichi la pubblica amministrazione individuando le funzioni fondamentali di Province e Comuni e colpisca le reali inefficienze, eliminando enti e strutture ridondanti a livello nazionale e regionale.

 

 

Palermo: Consiglio Provinciale 30 gennaio

Consiglio provinciale straordinario domani, venerdì 30 gennaio, nella sala Belvedere di palazzo Comitini alle ore 10,30. Il Presidente Marcello Tricoli ha convocato l’assemblea dei 45 consiglieri nell’ambito della Giornata nazionale di mobilitazione delle Province, iniziativa promossa domani in tutta Italia dall’Unione delle Province per ribadire la necessità di aprire un reale confronto sulla riorganizzazione del sistema istituzionale statale. “Costruiamo insieme il nuovo sistema Paese” è il tema della giornata di dibattito, organizzata anche per ribadire la centralità del ruolo delle Province, contro le tesi che puntano invece alla loro abolizione. Alla seduta di domani parteciperà il Presidente della Provincia Giovanni Avanti. Nel corso della seduta saranno discussi i due ordini del giorno presentati dall’Unione delle Province italiane e dall’Unione regionale delle Province siciliane.

 

Foggia: Consiglio Provinciale 30 gennaio

“La convocazione dei Consigli Provinciali di tutta Italia sollecitata dall’Upi intende riportare nei giusti binari una discussione, quella sulla possibile abolizione delle Province, che si sta sviluppando con molto disordine e molta demagogia.
Il nostro parere è che l’abolizione delle Province sia una risposta sbagliata ad un’esigenza giusta, che è quella della razionalizzazione dei diversi livelli di governo e di una più precisa definizione dei loro compiti.
Va spiegato innanzitutto che l’abolizione delle Province non permetterebbe di risparmiare i dieci miliardi di cui si favoleggia; il personale delle 104 Province italiane sarebbe trasferito ad altri Enti e i compiti attualmente assegnati alle Province verrebbero svolti da altre istituzioni. Spenderemmo cioè la stessa cifra per un servizio meno legato al territorio e più burocratizzato. Quanto ai Consigli e alle Giunte Provinciali, costano tutte insieme in Italia centodiciannove milioni di euro all’anno.
È falso che le Province siano una specificità italiana. In Francia, in Germania, in Spagna e in generale in Europa ci sono enti intermedi fra Comuni e Regioni, e tutti prevedono un Consiglio eletto dai cittadini. È altrettanto falso che in Italia ci sia la corsa alla proliferazione delle Province: è vero invece che è in programma l’abolizione delle nove Province attualmente esistenti nelle nove aree in cui è prevista l’istituzione delle città metropolitane.
La nostra posizione è quella di sollecitare un riordino delle competenze, che a volte non sono chiaramente definite, causando conflitti di attribuzione, spreco e inefficienza. Per questo chiediamo che il Governo e il Parlamento diano rapidamente corso alla scrittura della nuova Carta delle autonomie locali”.

 

Consigli provinciali aperti 30 gennaio

Legautonomie aderisce alla giornata di mobilitazione promossa dall’UPI per venerdì, 30 gennaio, contro la minacciata abolizione delle province e a favore del suo ruolo e della sua funzione.

“Dopo l’attacco alle comunità montane parte ora l’attacco a un’altra istituzione locale. Anche in questo caso se ne sostiene l’inutilità e si individua in essa solo un’altra fonte di sprechi e di inefficienza. Diventa dunque sempre più massiccio e pesante l’attacco di stampo centralistico alle amministrazioni locali che sono invece l’articolazione territoriale giusta e necessaria della democrazia”, ha dichiarato il presidente di Legautonomie Oriano Giovanelli, che ha aggiunto: “Evidentemente il federalismo fiscale disturba le manovre dei fautori del neocentralismo, soprattutto del neocentralismo finanziario”.

Legautonomie ribadisce invece il ruolo fondamentale che, insieme al comune, alla comunità montana, alla città metropolitana, l’istituzione della provincia svolge in qualità di ente coordinatore di area vasta e di erogatore di numerosi servizi per i cittadini e le imprese, attento in particolare allo sviluppo locale, alla tutela ambientale, alla cura del territorio, alla mobilità, alla formazione professionale e ai servizi al mercato del lavoro.

La giornata sarà l’occasione per sostenere la piena attuazione del nuovo Titolo V della Costituzione, con l’approvazione dei disegni di legge sul federalismo fiscale e la Carta delle autonomie. Occorre, infatti, individuare senza indugi e allocare una volta per tutte le funzioni fondamentali degli enti locali, procedendo a una razionalizzazione del sistema istituzionale, secondo i principi di adeguatezza e differenziazione, ed eliminando ridondanze, duplicazioni e inefficienze.

Legautonomie invita i propri enti aderenti a condividere pienamente la giornata di mobilitazione, partecipando ai consigli provinciali aperti, sostenendo in tutte le sedi idonee la qualità dell’azione di governo delle province e opponendosi alla loro soppressione. A loro va il nostro pieno sostegno e l’augurio della piena riuscita della giornata di mobilitazione.

 

 

Agrigento: Consiglio Provinciale 30 gennaio

Come in tutte le città d’Italia, il 30 gennaio sarà riunito anche ad Agrigento il Consiglio provinciale, in una seduta aperta alla cittadinanza, alla deputazione agrigentina, alle forze economiche e sociali, ai segretari provinciali dei sindacati e ai sindaci. L’iniziativa è proposta dall’Unione province d’Italia, e il suo obiettivo è sollecitare il Governo ed il Parlamento nazionale alla rapida approvazione delle norme finalizzate alla semplificazione ed alla razionalizzazione delle funzioni di ogni livello di governo così come previsto dalla Costituzione italiana. Il mantenimento delle Province come organo di governo intermedio con maggiori competenze è un altro obiettivo del Consiglio
“Ritengo che a conclusione del dibattito di giorno 30, – ha commentato il presidente del Consiglio provinciale, Raimondo Buscemi – il Consiglio farà proprio l’ordine del giorno stilato dall’Unione province italiane che sintetizza egregiamente il punto di vista degli amministratori locali in merito alle riforme che il Governo nazionale dovrà varare per il riordino istituzionale dell’articolazione della pubblica amministrazione. Personalmente – conclude Buscemi -, per quanto attiene lo specifico problema della ventilata abolizione delle Province, ritengo che risulti incompatibile la loro abolizione nel momento in cui si vuol portare a compimento l’azione di decentramento amministrativo e fiscale per la trasformazione in senso federale dello Stato Italiano, e pertanto le forme intermedie di governo si rendono indispensabili per garantire il funzionamento dell’architettura di uno Stato federale”.
A conclusione del dibattito sul riordino delle Province, il Consiglio, in considerazione della esplosiva situazione di Lampedusa, affronterà anche il tema riguardante la gestione dell’immigrazione clandestina e l’ipotesi della costruzione di un centro per lo smistamento e l’espulsione dei immigrati.

 

Parma: Consiglio provinciale aperto

.
La Provincia di Parma ha aderito all’iniziativa indetta dall’UPI nazionale con la convocazione di una seduta del Consiglio provinciale per venerdì 30 gennaio alle 15 nella sala del Consiglio in Piazza della Pace.

“Vogliamo ribadire il ruolo delle Province – afferma il presidente del Consiglio provinciale Mario De Blasi – che sono istituzioni fondamentali in alcuni settori importanti per il governo del territorio. Si tratta di un’occasione importante per discutere, in contemporanea in tutti i consigli provinciali, sede del dibattito democratico, delle necessarie riforme istituzionali. La semplificazione amministrativa non deve diventare l’occasione per ridurre gli spazi di democrazia “

L’ordine del giorno proposto dall’Upi nazionale è stato discusso nei giorni scorsi nella 3° Commissione Consiliare (Rapporti istituzionali) e sarà presentato unitariamente alla votazione del Consiglio provinciale di Parma (v. allegato sulla destra della pagina).

L’adesione all’iniziativa lanciata dall’Upi è pressoché totale: il 30 gennaio in tutta Italia i Consigli Provinciali si apriranno all’insegna del confronto sulle riforme e sul futuro assetto istituzionale del Paese.

Ad aderire all’iniziativa “Costruiamo insieme il nuovo sistema Paese” sono stati numerosissimi sindaci e rappresentanti dei Comuni e delle Regioni, docenti universitari, rappresentanti dei sindacati e delle forze economiche, che interverranno domani nelle Aule consiliari.

“Il Paese – dichiara il Presidente dell’Upi Fabio Melilli – ha ormai imboccato la strada delle riforme, e la prima approvazione ricevuta in Parlamento la scorsa settimana dal federalismo fiscale né è la dimostrazione. Ma proprio il federalismo fiscale, per essere attuato e raggiungere gli obiettivi di semplificazione del sistema tributario e riduzione della pressione fiscale che ci siamo prefissi, ha bisogno di un rafforzamento di Regioni, Province e Comuni. Per questo il prossimo passo deve essere la definizione delle funzioni fondamentali con la Carta delle Autonomie locali. Il fatto che la proposta lanciata dall’Upi, di discutere per un giorno nei Consigli di questi temi, abbia avuto tanto successo, dimostra non solo che le Province, a livello locale, sono considerate una istituzione di riferimento per i Comuni, le Regioni e per gli attori economici e sociali, ma anche che il bisogno di riforme è tanto più sentito quanto più ci si avvicina ad ascoltare e a dare voce alle comunità”.

I Consigli Provinciali aperti si svolgeranno secondo modalità differenti nelle varie Province, in un arco temporale che andrà dalle 9,30 alle 21,00, a coprire l’intera giornata.

 

 

Livorno: Consiglio Provinciale 30 gennaio 2008

Il Consiglio Provinciale aderisce alla “Giornata nazionale della partecipazione” promossa dall’ UPI (Unione Province Italiane), con una seduta consiliare aperta e straordinaria, il 30 gennaio.
“Il ruolo delle Province nel sistema istituzionale del nostro Paese” è il tema della seduta, convocata alle 10 a Palazzo Granducale.
Interverrà il prof. Emanuele Rossi, docente di Diritto Costituzionale alla Scuola Superiore di Studi Universitari Sant’Anna di Pisa. E’ prevista la partecipazione dei parlamentari, dei consiglieri regionali e dei sindaci del territorio.
Il 30 gennaio, in tutto il Paese, si svolgeranno Consigli Provinciali per discutere delle riforme che dovranno portare alla riorganizzazione dello Stato, alla definizione delle funzioni di ciascuna istituzione e alla semplificazione del sistema, a partire dal Federalismo Fiscale e dal Codice delle Autonomie. Un evento che, in contemporanea in tutta Italia, vedrà idealmente riunite le Province.

Perugia: Consiglio Provinciale 30 gennaio

Venerdì 30 gennaio è convocato il Consiglio Provinciale Aperto, in seduta straordinaria e congiunta con il Consiglio Provinciale di Terni sul tema “La riforma delle istituzioni e il ruolo delle Province”. L’incontro, in programma nella Sala Consiliare del Palazzo della Provincia di Perugia, alle ore 10.00, rientra nel programma della Giornata nazionale della partecipazione, voluta dall’UPI – Unione Province Italiane, che prevede Consigli Aperti in tutto il Paese il giorno 30 gennaio all’insegna dello slogan “l’Italia delle Province riparte dal confronto”. I Consigli sono aperti alla partecipazione dei sindaci, delle forze sociali e politiche, dei rappresentanti di Parlamento e Regioni, agli imprenditori e ai cittadini, per discutere delle riforme che, a partire dall’attuazione del Titolo V della Costituzione, dovranno portare alla riorganizzazione dello Stato, alla definizione delle funzioni di ciascuna istituzione, alla semplificazione del sistema a partire dal Federalismo Fiscale e dal Codice delle Autonomie.

“Una giornata che vuole riunire contemporaneamente tutte le Province italiane per “costruire insieme il nuovo sistema Paese” – è il commento della Presidente del Consiglio Provinciale di Perugia Annina Botta – Una giornata per discutere sulla funzione che le Province hanno nel governo delle aree vaste, alla luce di una ristrutturazione che, nella realtà umbra, ha già visto iniziare tale percorso con la riforma endoregionale. L’adesione a questa giornata rappresenta un momento di democrazia praticata in cui le Province si inseriscono di diritto nell’assunzione di responsabilità e nella capacità di collaborazione propositiva”.

I Consigli culmineranno con l’adozione di un ordine del giorno nel quale verrà richiesto a Governo e Parlamento di proseguire verso un “riordino istituzionale che semplifichi la pubblica amministrazione, individuando le funzioni fondamentali degli Enti Locali”.

Alessandria: Consiglio Provinciale 30 gennaio

La Provincia come Ente può essere importante e fondamentale anche in questo periodo di crisi economica, finanziaria e sociale.
Non lo dico per un problema personale, anche perché ho avuto ruoli ed incarichi diversi anche in altri Enti ed Istituzioni, né per la mia parte politica, ma sostengo la Provincia italiana in generale, perché è un Ente intermedio, di area vasta, di scelta e di programmazione, vicino alle popolazioni.
Sono contrario decisamente agli attacchi furibondi di giornalisti e politologi, che hanno preso spunto da alcuni scandali per attaccare Provincia ed altre Istituzioni.
Mi riferisco ai libri ed agli articoli di Rizzo e Stella e di altri giornalisti, tra cui Gramellini, ultimamente su “La Stampa” ed anche alla raccolta di firme, organizzata dal Direttore di Libero, Vittorio Feltri, che ha iniziato la sua attività come impiegato nella Provincia di Bergamo.
La raccolta firme mi pare proprio fuori luogo.
Dobbiamo dimostrare che la Provincia è una Istituzione attiva e positiva, soprattutto dai programmi, dalla soluzione dei problemi a favore della popolazione, ma anche dai nostri comportamenti di correttezza, di sobrietà, di semplicità, di passione e di realismo, come già ci aveva insegnato nella sua proposta di Legge un grande politico alessandrino, Urbano Rattazzi. La Legge dell’ottobre 1859.
Permettete, in chiusura una riflessione sincera e rigorosa sulla “Questione Morale”.
E’ un tema di grande attualità.
Ne parlano un po’ tutti in questo periodo, un paladino è soprattutto l’on. Antonio Di Pietro.
Personalmente l’ho vissuta e l’ho imparata in politica da Umberto Terracini e da Enrico Berlinguer: due grandi italiani e maestri di vita, oltre che giganti della politica.
Enrico Berlinguer nella famosa intervista a Repubblica il 28 luglio 1981 ci ammoniva con queste parole: “La Questione Morale non si esaurisce nel fatto che, essendoci dei ladri, dei corrotti in alte sfere della politica e dell’amministrazione, bisogna denunciarli, scovarli e metterli in galera.
La “Questione Morale” fa tutt’uno con l’occupazione dello Stato da parte dei partiti e delle loro correnti, fa tutt’uno con la concezione della politica e con i metodi di governo e potere, che vanno semplicemente abbandonati e superati. La “Questione Morale” riguarda l’Etica politica, la concezione della sfera pubblica e del bene pubblico.
E’ una questione più ampia della corruzione, che è questione criminale, e mentre a risolvere la questione criminale ci devono pensare i giudici, a risolvere la questione morale ci deve pensare la politica, nel senso più alto e più nobile del termine.
Dipende solo da noi seguire ed applicare questo grande ed indimenticabile insegnamento di Enrico Berlinguer, che non appartiene solo ad una parte politica, ma alla migliore storia d’Italia.

 

Cerca