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Sinergie tra Province e Ministero dello Sviluppo Economico

Una partnership istituzionale per realizzare, nell’ambito del Piano energetico nazionale, azioni di promozione delle nuove energie e degli impianti fotovoltaici nelle scuole; riduzione del digital divide con interventi coordinati per la diffusione della banda larga; istituzione di un Osservatorio delle Province sullo sviluppo locale in collaborazione con il Ministero dello Sviluppo Economico, per monitorare l’andamento delle economie dei territori e prevenire le situazioni di crisi industriali.
Queste lo possibili collaborazioni di cui il Ministro dello sviluppo Economico, Claudio Scajola, e una delegazione dell’Upi (Unione Province Italiane) , composta dal Presidente Fabio Melilli, dal Vice Presidente Alberto Cavalli, Presidente della Provincia di Brescia, e dal Presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, hanno discusso in un incontro che si è svolto al Ministero.
“In attesa del federalismo e della ridefinizione dell’assetto dei governi locali nel segno dell’efficienza e della riduzione della spesa pubblica – ha detto il Ministro Scajola – la rete delle cento Province italiane può offrire un supporto significativo sia per cogliere gli andamenti socioeconomici dei diversi territori, sia per diffondere i progetti di innovazione e sviluppo, come l’efficienza energetica e le nuove tecnologie dell’informazione, sulle quali il Ministero è particolarmente impegnato”
“Le Province – ha detto il Presidente dell’Upi Fabio Melilli – sono sui territori i naturali referenti degli attori dello sviluppo. Questo ci rende capaci di cogliere per primi i segnali di una crisi o anche, grazie alla gestione del mercato del lavoro, di comprendere l’andamento dell’economia locale. Crediamo che queste informazioni, se messe in rete, possano rappresentare un patrimonio utile al Paese per definire gli interventi a sostegno dello sviluppo. D’altronde le Province sono oggi, e vogliono esserlo sempre di più, le istituzioni locali vocate agli investimenti, alla promozione dell’economia, al sostegno delle imprese, al coordinamento degli attori che muovono lo sviluppo dei territori”.

Energia: la questione degli incentivi per l’efficienza

Con il cosiddetto pacchetto anticrisi appena approvato, il Governo rende più difficile l’accesso agli incentivi per l’efficienza energetica e il risparmio, cancellando una misura introdotta con la finanziaria 2008 che prevedeva la detrazione del 55 per cento dall’Irpef per i cittadini che installano pannelli solari per la produzione di acqua calda, che
sostituiscono gli impianti di climatizzazione invernale con caldaie a condensazione e gli impianti di riscaldamento con pompe di calore e con impianti geotermici a bassa entalpia. L’assessore all’ ambiente Davide
Bazzini interviene sul tema con la dichiarazione che segue.

“Energie rinnovabili ed efficienza energetica sono diventate una priorità insieme ambientale, economica e sociale. Le scelte di politica energetica attivate per il Biellese hanno perciò dato centralità all’efficienza energetica e alla produzione da energie rinnovabili. Che complessivamente rappresentano ormai circa il 18 per cento della produzione locale di energia, con una crescita di oltre quattro punti percentuali nell’ultimo biennio. Il fotovoltaico, ad esempio è cresciuto dallo 0,01 del 2004 al 7,5 per cento previsto per il 2009. Inoltre, secondo gli ultimi rilevamenti dell’Osservatorio ambientale dell’Istat, il Biellese è al terzo posto in Italia e primo in Piemonte nel risparmio energetico per usi domestici, con una diminuzione media di 207,6 kwh (kilowatt/ora) per abitante, laddove la diminuzione nazionale è di 76 kwh: sopra di noi solo Bolzano (288,3 kwh) e Bergamo (209,9 kwh). A crescere
sono stati non solo gli investimenti sia pubblici che privati, ma anche e soprattutto quella filiera locale composta di progettisti, produttori, installatori che bene è rappresentata nel successo della fiera di settore ‘Ecolife’ appena conclusasi.
Un settore dell’economia locale in crescita che rischia di subire una notevole battuta di arresto. I provvedimenti presi dal governo mettono infatti a rischio tanto le richieste di detrazione fiscale del 55 per cento già attivate quanto quelle future, rendendo più difficile (e in certi casi impossibile) ottenere sgravi fiscali per chi intende risparmiare energia (come previsto dalla legge 296/2006). Il decreto rende molto più complesso il percorso per ottenere le detrazioni
fiscali del 55 per cento delle spese sostenute per il pannello fotovoltaico, la caldaia o l’isolamento della casa. Per le spese sostenute dopo il 31 dicembre 2007, i contribuenti dovranno infatti inviare all’Agenzia delle entrate un’ apposita istanza per consentire il monitoraggio della spesa e la verifica del rispetto dei limiti di spesa complessivi. Decorsi i 30 giorni senza esplicita comunicazione di accoglimento l’assenso si intende non fornito e il cittadino non potrà usufruire della detrazione. Un modo ‘elegante e burocratico’ da parte del governo per dare un colpo mortale con effetti retroattivi alle ristrutturazioni edilizie a fini ambientali. Chi ha realizzato l’intervento sulla sua casa nel 2008 (230mila famiglie) potrà rimetterci fino a 15mila euro. Chi aveva intenzione di farlo si fermerà. Invece che rilanciare lo sviluppo di un settore strategico, il governo va contro le famiglie e le aziende. Incentivi semplici, trasparenti e sicuri diventano ora complicati, discrezionali e limitati.  In occasione del recente convegno svoltosi a Ecolife sulle energie rinnovabili, furono gli artigiani, i periti industriali, gli operatori di settore a segnalare al Sottosegretario On. Alessandri la necessità di mantenere le detrazioni fiscali al 55 per cento. Dallo stesso Alessandri e dall’On. Simonetti nei giorni successivi furono pronunciate parole rassicuranti.  Ora sappiamo che, forse già allora, quelle parole non corrispondevano a
verità. Ora sappiamo che la realtà è diversa. Che la salvaguardia dell’ambiente, la promozione dell’energia pulita, il rispetto degli investimenti fatti da tante famiglie, il sostegno a un settore economico in crescita sono stati cancellati, una domenica mattina di novembre. Chiediamo al governo di ripensarci, chiediamo ai parlamentari locali di rappresentare seriamente un territorio che sulle politiche energetiche ha mosso passi importanti”

Schema di decreto del Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali

In allegato lo schema di decreto

Documenti allegati:

CODICE DELLE AUTONOMIE LOCALI – I DOCUMENTI APPROVATI DAL DIRETTIVO

Pubblichiamo in allegato:

SCHEMA DISEGNO DI LEGGE Delega al Governo per la individuazione e l’allocazione delle funzioni fondamentali

OSSERVAZIONI ED EMENDAMENTI UPI DELEGA PER L’INDIVIDUAZIONE DELLE FUNZIONI FONDAMENTALI DI COMUNI, PROVINCE E CITTA’ METROPOLITANE

SCHEMA DISEGNO DI LEGGE Delega al Governo per la disciplina e l’istituzione delle Città metropolitane

OSSERVAZIONI ED EMENDAMENTI UPI DELEGA PER LA DISCIPLINA E L’ISTITUZIONE DELLE CITTA’ METROPOLITANE

SCHEMA DISEGNO DI LEGGE Misure a favore dei piccoli comuni

OSSERVAZIONI ED EMENDAMENTI UPI MISURE A FAVORE DEI PICCOLI COMUNI

SCHEMA DISEGNO DI LEGGE Delega al Governo per l’adeguamento delle disposizioni in materia di enti locali alla
riforma del Titolo V della Costituzione e per l’adozione della “Carta delle autonomie” 

OSSERVAZIONI ED EMENDAMENTI UPI DELEGA PER LA “CARTA DELLE AUTONOMIE”

CONTRIBUTO UPI DELEGA PER L’INDIVIDUAZIONE DELLE FUNZIONI FONDAMENTALI DI COMUNI E PROVINCE

 

Documenti allegati:

Il Presidente Renzi a Rai2 per l’UPI

“Le famiglie italiane non ne possono più di queste continue polemiche e degli scaricabarile: dobbiamo far partire, da subito, un piano straordinario per mettere in sicurezza tutte le scuole ancora a rischio, ma anche per progettarne di nuove e migliori”.
Lo ha detto Matteo Renzi, Presidente della Provincia di Firenze, intervenendo per l’Upi oggi alla trasmissione televisiva di Raidue “Insieme sul Due”.
“Le Province – ha ricordato Renzi – hanno investito negli ultimi cinque anni quasi 9 miliardi di euro per la manutenzione dei 5000 edifici scolastici che gestiscono, e lo hanno fatto anche quando lo Stato, dal 2004 ad oggi, non ha stanziato nemmeno 1 euro. Sono anni che, finanziaria dopo finanziaria, chiediamo risorse e procedure semplificate per potere fare fronte a questa emergenza. I
l rischio è che anche oggi, passata l’ondata di sconforto legata alla tragedia del crollo del liceo di Rivoli, il disastro in cui vertono le nostre scuole torni ad essere considerato un problema secondario. Noi chiediamo che per gli oltre 2 milione e mezzo di ragazzi che studiano negli edifici di cui si occupano le Province, ci siano scuole sicure, prima di tutto, ma anche all’avanguardia con le nuove tecnologie, dotate di laboratori funzionanti e di attrezzature moderne, scuole ‘belle’ e accoglienti per i nostri studenti. Per fare questo oggi servono tre cose: risorse, un piano programmatico serio e procedure semplificate che permettano ai Comuni e alle Province di fare bene e presto”.

Crollo scuola Torino: una lettera agli studenti biellesi dalla Provincia

“Rivoli non è zona sismica. Il liceo Darwin di Rivoli non è fatiscente. L’Italia è un paese moderno. Eppure una famiglia viene colpita dalla tragedia più grande; eppure un ragazzo muore nel posto che i suoi genitori considerano il più sicuro. Non ci sono parole per esprimere il cordoglio e la rabbia che ognuno di noi prova in questo momento e siamo certi di parlare a nome di tutto il consiglio provinciale nell’esprimere una profonda solidarietà e vicinanza alla famiglia di Vito.

In Italia le tragedie innescano una girandola di interrogativi ed esternazioni, poi si comincia a ragionare su ciò che andrebbe fatto per prevenire nuove disgrazie. Invece, la sicurezza dei luoghi dove i nostri ragazzi trascorrono molta parte del loro tempo dovrebbe essere, sempre, la prima preoccupazione di qualunque amministratore. L’edificio che ospita una scuola necessita di un controllo costante, di monitoraggio dell’invecchiamento delle strutture, rimozione di ogni pericolo, inserimento dei materiali più moderni, di igiene e sicurezza degli ambienti, degli strumenti adeguati a prevenire e gestire eventuali emergenze. Tutti aspetti che non riguardano l’istruzione e la didattica ma che sono altrettanto importanti della preparazione degli insegnanti e di una programmazione coerente.

Questa amministrazione investe ogni anno 400 mila euro per la manutenzione ordinaria e altri 400 mila per la manutenzione straordinaria delle scuole di sua competenza. Abbiamo investito nel corso del mandato circa 4 milioni di euro: il 70 per cento di queste risorse sono state stanziate direttamente dalla Provincia, e ciò significa che su questo tema la nostra attenzione non è mai venuta meno. Gli interventi che abbiamo programmato in ambito di edilizia scolastica hanno privilegiato la sicurezza degli edifici. Il problema che più di ogni altro necessitava di un rimedio era la presenza delle coperture in amianto nelle scuole superiori, un materiale nocivo dal quale dobbiamo tenere lontani i ragazzi. Oggi quel materiale è sparito da tutte le scuole. Gli altri lavori a cui abbiamo dato priorità riguardano l’adeguamento alle norme di sicurezza e l’abbattimento delle barriere architettoniche.

Crediamo che la strategia degli interventi e i risultati ottenuti siano un segno di eccellenza del lavoro svolto. Lo si può verificare visitando le scuole locali, che, per citare un risultato ufficiale, si sono classificate al terzo posto in Italia per la qualità dei livelli di istruzione, la gestione del personale, le dotazioni didattiche e informatiche, per le politiche finanziarie virtuose degli enti locali e la buona funzionalità dei servizi e degli edifici. Lo dice il Rapporto sulla qualità nella scuola realizzato da Tuttoscuola, la rivista per insegnanti, genitori e studenti; la graduatoria è stata stilata in base a 152 indicatori tratti dalle rilevazioni ufficiali del Ministero della Pubblica Istruzione, dell’Istat, del Ministero dell’Interno, della Ragioneria Generale dello Stato.

Ma questo è un percorso, non un arrivo; è un lavoro quotidiano, non un dato sul quale gongolare: testimonia un impegno ma non è sufficiente. Perché il nostro compito è di continuare a vigilare e scoprire cosa è possibile migliorare, quali nuovi problemi si presentano, quali criticità impediscono di realizzare pienamente quel diritto allo studio che è nostro dovere garantire.

Non possiamo incolpare nessuno per il crollo che ha investito Vito. Non possiamo guardare in faccia l’assassino, additarlo pubblicamente. Perché la realtà è anche peggio: siamo tutti responsabili. E in questo strano Paese dove tutti non facciamo che ripetere quanto sono belli bravi e intelligenti i nostri figli ci dimentichiamo di loro continuamente. Mettiamo a loro disposizione i più moderni ritrovati elettronici perché si esprimano poi non li ascoltiamo, gli diamo i mezzi necessari a divertirsi e non ci accorgiamo che sono tristi, controlliamo cosa hanno addosso ma non cosa hanno dentro, li proteggiamo con le parole e nei fatti li lasciamo al loro destino.

Siamo tutti responsabili. E la nostra categoria, quella degli amministratori locali, si deve sentire anche più responsabile. Perché spetta a noi il compito di prevenire episodi come quello di Rivoli. Spetta a noi creare le condizioni perché un episodio come quello non rientri nemmeno nelle nostre preoccupazioni di cittadini, di studenti, di genitori. Secondo alcune statistiche 6 scuole italiane su 10 sarebbero a rischio. Lo scorso anno nelle scuole italiane ci sono stati 13mila incidenti con oltre 90 mila feriti. Com’è possibile tutto questo? Sono numeri impressionanti, assurdi, indegni di un Paese civile.

L’attenzione di questa Provincia alla sicurezza dei nostri ragazzi all’interno della scuola è stata costante, puntuale. Sappiamo che molti giovani biellesi sono rimasti scossi da quanto è avvenuto a Rivoli. Vorremmo aggiungere che noi non smetteremo di essere attenti alle condizioni degli edifici e degli ambienti scolastici e che, proprio come abbiamo fatto fino a oggi, vigileremo quotidianamente sulla loro sicurezza, con la collaborazione degli insegnanti e degli studenti stessi.

Una frase impressa su uno striscione dai compagni di scuola di Vito ritrae con sconsolante precisione la realtà che offriamo ai nostri ragazzi. È al suo significato che tutti dovremmo pensare prima di dimenticare tutto quanto e lasciare che le cose continuino come prima, come sempre: “Come facciamo a crepare in fabbrica se ci ammazzate prima?”.

È un paradosso, ma ai ragazzi chiediamo di perdonare il cinismo che a volte percepiscono nelle istituzioni e di continuare a credere nel futuro”.

 

 

 

Scuola: i dati delle Province

Le Province gestiscono: 3.226 Istituti scolastici di scuola secondaria (licei, istituiti tecnici, etc..) ripartiti in 5.179 edifici scolastici, composti di 117.348 classi che accolgono 2.596.031 alunni.
In cinque anni (dal 2003 ad oggi) si à assistito ad un netto incremento sia in termini di numero degli edifici scolastici sottoposti alla manutenzione della gestione (erano poco più di 4000, oggi superano i 5000), che di classi (erano 87.000, oggi superano le 100.000) e di allievi (che oggi sono 600.000 in più).

Gli investimenti delle Province: dati 2001 – 2006

FONDI IMPEGNATI DALLE PROVINCE PER EDILIZIA ISTITUTI SUPERIORI (impegni spese correnti impegni spese c/capitale)TOTALE : 8.989.726.112

Gli interventi del Governo per la manutenzione degli edifici scolastici dal ’96 ad oggi. Legge n.23/96                     Primo triennio (1996-98) 750 milioni euro
Secondo triennio (1999-01) 650 milioni euro
Terzo triennio (2002-2003-04) ll 2002 non è stato finanziato                                                                                   Per il 2003 – 2004 :420 milioni euro                   
NEL 2005 E 2006 LA LEGGE NON E’ STATA FINANZIATA  
Il patto per l’edilizia scolastica. Il 20 dicembre 2007 il Ministero dell’Istruzione, le Regioni, le Province e i Comuni siglano “Il Patto per l’edilizia scolastica”. Pertanto Il Governo stanzia nel 2007 50 milioni di euro (a cui si aggiungono 50 mln delle Regioni, 50 delle Province e 50 dei Comuni); nel 2008 100 milioni di euro (a cui si aggiungono 100 mln delle Regioni, 100 delle Province e 100 dei Comuni);per il 2009 , invece gli iniziali 100 milioni di euro previsti dal Patto, hanno subito un taglio di 23 milioni di euro, e sono diventati 77 milioni di euro

CROLLO SCUOLA TORINO: INTERVISTA DEL PRESIDENTE MELILLI A ‘LA STAMPA’

“Servono le tragedie per vedere che le cose non vanno: non si discute che l’edilizia scolastica spetti ai Comuni per la scuola primaria e alle Province per la scuola secondaria. Ma da anni, finanziaria dopo finanziaria, si taglia e basta. E lo Stato centrale anche, da solo, dove investire e dove no. Così si investe sempre e soltanto sulle ghrandi infrastrutture nazionali e mai su quelle periferiche”.

Così risponde il Presidente dell’Upi, Fabio Melilli in una intervista pubblicata oggi a pag 2 del quotidiano “La Stampa”, dopo la tragedia del crollo del controsoffitto nella scuola “Darwin” di Rivoli, in Provincia di Torino, che vi proponiamo in allegato.

Il Presidente inoltre interverrà su questo tema OGGI alle ore 14,00 in una trasmissione della tv staellitare SKYTG24.

 

Documenti allegati:

Scuola: gli interventi delle Province

Poteri straordinari a Sindaci e Presidenti di Province, un Piano di interventi straordinario per gli edifici scolastici e risorse per gli investimenti nella scuola fuori dal Patto di stabilità interna. Sono queste le richieste dell’Unione delle Province d’Italia al Governo, per rispondere all’emergenza sicurezza nelle scuole italiane.
“Sono anni che come Province lanciamo l’allarme sicurezza negli edifici scolastici – sottolinea il Presidente dell’Upi Fabio Melilli – oggi ancora una volta ribadiamo la necessità di avviare un “Piano straordinario per l’ammodernamento e la messa in sicurezza delle infrastrutture scolastiche” con un finanziamento di almeno 3 miliardi di euro. Questi fondi sono indispensabili non solo per mettere in sicurezza le scuole che ne hanno bisogno, ma anche per potere ammodernare, ristrutturare e garantire l’abbattimento delle barriere architettoniche per tutte le scuole italiane. Domani il Governo si riunisce per decidere dove allocare le risorse del fondo FAS: è l’occasione per assegnare da subito, senza altri rinvii, questi 3 miliardi per la scuola.
Le risorse utilizzate per questi investimenti – prosegue Melilli – devono essere escluse dai vincoli del patto di stabilità, altrimenti torneremo all’assurdo di non potere spendere le risorse, anche se disponibili.
C’è poi necessità di accelerare i tempi di esecuzione delle opere di edilizia scolastica: per questo – conclude Melilli – chiediamo che siano affidati poteri straordinari ai Sindaci e ai Presidenti di Provincia: in questo modo, tra l’altro, potremo utilizzare il sistema delle “Conferenze dei servizi” , per accelerare le procedure”.

 

Roma Capitale: Zingaretti scrive ad Alemanno e Marrazzo

“Sono convinto che in un momento di crisi come questo sia fondamentale assumere scelte forti, inviare segnali di fiducia, cambiare passo: partire da una consapevolezza comune della situazione per stringere un nuovo patto per Roma fra istituzioni, forze produttive, associazioni e sindacati, che tracci un perimetro di azioni condivise”.

Lo scrive il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, in una lettera inviata al sindaco della Capitale, Gianni Alemanno, e al governatore del Lazio Piero Marrazzo.

“Continuo a credere con ostinazione e fiducia – si legge nella lettera – che un’intesa sulla costruzione della città metropolitana di Roma Capitale sia, oggi ancor di più, non solo possibile ma razionale e necessaria”.

“Le questioni cruciali oggi in campo mi sembrano due: il rapporto fra Roma e la sua regione sulla base di poteri, risorse, competenze chiare ed equilibrate; lo sviluppo dell’area metropolitana di Roma, che significa la prospettiva di una nuova fase di crescita e di protagonismo nella competizione mondiale per la capitale del nostro paese”.

“Penso che continuare a parlare di Roma Capitale e della Città Metropolitana come di due istanze di riforma contrapposte generi solo confusione, – scrive Zingaretti – sono convito al contrario che si tratti di due istanze fortemente convergenti e sulle quali sia possibile stringere oggi un Patto su tre punti fondamentali”.

Primo fra tutti “il sostegno convinto al finanziamento di 500 milioni di euro l’anno che il governo ha promesso al Comune di Roma”.

Fondi che secondo Zingaretti “rappresentano un successo del sindaco e della maggioranza e tutti dobbiamo esserne contenti, perché rappresentano un’importante risorsa da investire”.

Il secondo punto indicato da Zingaretti nella lettera riguarda l’impiego delle risorse, da spendere “guardando alla capitale come area vasta” per arrivare a costruire “entro la fine di questa legislatura – si legge – la Città metropolitana di Roma Capitale come nuovo ente di governo dell’area vasta, in sostituzione della Provincia e del Comune di Roma, con sede in Campidoglio”.

Al terzo punto “completare la nuova architettura istituzionale trasformando la Regione Lazio in Regione a Statuto speciale perché la devoluzione di competenza a Roma Capitale non rappresenti uno svuotamento ma, anzi, un’opportunità”.

“Sono punti chiari – conclude Zingaretti nella lettera – che si possono condividere o no, ma certo fanno parte di un’idea di sviluppo che è invece impossibile non condividere insieme”.

Provincia di Taranto. interventi per la viabilità

“Al via il programma di interventi di manutenzione straordinaria per le strade del versante occidentale della provincia ionica”. Ad annunciarlo è l’assessore provinciale ai Lavori pubblici, Costanzo Carrieri.
“Gli interventi – spiega l’esponente della giunta Florido – riguarderanno la strada provinciale 19 Laterza-Santeramo, le provinciali 5 e 2 in territorio di Ginosa, le strade provinciali 32, 29 e 53 in agro del comune di Mottola. I lavori consisteranno nella risagomatura della sede stradale e dunque nella risistemazione della segnaletica orizzontale. In alcuni casi saranno installate barriere metalliche per la messa in sicurezza dei tratti stradali interessati. L’affidamento dell’appalto degli interventi previsti è stato approntato con la formula del cosiddetto ‘contratto aperto’ per un importo complessivo di 1 milione e 200mila euro, tra primo e secondo lotto di lavori. I fondi stanziati – specifica ancora Carrieri – derivano dalla ripartizione operata dalla Regione Puglia e destinate alla manutenzione delle strade gestite in passato dall’Anas. La giunta Florido non ha perso tempo ed ha impiegato queste somme per migliorare la viabilità e la sicurezza stradale.
Come spesso ci accade di ripetere, sappiamo che tutto ciò non è sufficiente, non è infatti facile recuperare i ritardi accumulati in decenni di malgoverno. Ma noi ce la stiamo mettendo tutta, investendo in questo settore svariati milioni di euro e promuovendo specifiche campagne di comunicazione”.

Provincia di Roma: l’Assessore Civita sul rigassificatore di Malagrotta

“E’ fondamentale avviare subito il gassificatore di Malagrotta perché questa è una delle condizioni per chiudere la discarica che si sta esaurendo, unitamente all’aumento della raccolta differenziata, sulla quale già stiamo investendo risorse per promuovere la modalità “porta a porta” nel nostro territorio. Il Comune di Roma, inoltre, deve trovare al più presto un nuovo sito e visto che qualcuno sostiene che ci sia bisogno di un ruolo più forte da parte delle istituzioni pubbliche, bene, questa è l’occasione per farlo”.

Lo ha dichiarato l’assessore provinciale alle Politiche del Territorio e alla Tutela dell’Ambiente Michele Civita a margine dell’Audizione dell’Osservatorio nazionale sui rifiuti a Palazzo Valentini.

“Auspichiamo – ha aggiunto Civita – che l’impianto venga messo a norma al più presto e per quanto riguarda le nostre competenze saremo attentissimi a far rispettare tutte le prescrizioni che la legge prevede, perché la priorità è sicuramente la salute dei lavoratori e dei cittadini”.

“Intendiamo anche – ha concluso l’assessore – costruire insieme al XVI Municipio, alle associazioni e al Comune di Roma un Osservatorio per monitorare lo stato di salute ambientale di un’area già molto compromessa. Aspettiamo una risposta del Comune anche se non ho motivo di pensare che non parteciperà”.

 

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