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Appalti, l’UPI al Ministro Salvini “Rafforzare le misure per attuare il nuovo codice”

“Consideriamo positiva la scelta del Ministro Salvini di prevedere un coinvolgimento attivo di tutti le istituzioni e gli attori economici e sociali impegnati nell’attuazione del nuovo Codice degli Appalti. Il nuovo quadro normativo nel suo complesso ha retto, per questo occorre rafforzare alcune misure, in particolare rispetto al nuovo processo di qualificazione delle stazioni appaltanti e della digitalizzazione dei contratti pubblici. Si tratta di modifiche puntuali del codice che ne salvaguarderebbero il disegno complessivo”.

E’ quanto ha detto il Vicepresidente vicario UPI, Stefano Marcon, Presidente della Provincia di Treviso, nel corso dell’incontro avuto oggi con il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in occasione della consultazione avviata dal MIT per la revisione del codice dei contratti pubblici.

Il Vicepresidente UPI ha ricordato poi le performance positive delle Stazioni Appaltanti Provinciali: “tutte le Stazioni Appaltanti delle Province italiane, cui hanno aderito in convenzione 2.300 Comuni, si sono qualificate. Negli ultimi tre anni hanno raddoppiato la quantità di appalti espletati, rispetto al 2020: si è passati dai 3,9 miliardi del 2020 ai 9,9 miliardi nel 2023. Circa un terzo delle gare è stato gestito per conto dei Comuni. Nei primi 6 mesi del 2024 – ha spiegato Marco – sono già state espletate gare per  5 miliardi e la spesa per gli investimenti delle Province è aumentata di oltre il 56%”.

“Una delle questioni aperte – ha concluso Marcon – riguarda la necessità di migliorare la qualità e la tempestività dei dati della Banca Nazionale dei Contratti Pubblici. Per questo proponiamo al Ministro Salvini l’istituzione di un Tavolo unitario in cui sia possibile trovare soluzioni rapide e condivise”.

Appalti, l’UPI al Ministro Salvini “Rafforzare le misure per attuare il nuovo codice”

“Consideriamo positiva la scelta del Ministro Salvini di prevedere un coinvolgimento attivo di tutti le istituzioni e gli attori economici e sociali impegnati nell’attuazione del nuovo Codice degli Appalti. Il nuovo quadro normativo nel suo complesso ha retto, per questo occorre rafforzare alcune misure, in particolare rispetto al nuovo processo di qualificazione delle stazioni appaltanti e della digitalizzazione dei contratti pubblici. Si tratta di modifiche puntuali del codice che ne salvaguarderebbero il disegno complessivo”.

E’ quanto ha detto il Vicepresidente vicario UPI, Stefano Marcon, Presidente della Provincia di Treviso, nel corso dell’incontro avuto oggi con il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in occasione della consultazione avviata dal MIT per la revisione del codice dei contratti pubblici.

Il Vicepresidente UPI ha ricordato poi le performance positive delle Stazioni Appaltanti Provinciali: “tutte le Stazioni Appaltanti delle Province italiane, cui hanno aderito in convenzione 2.300 Comuni, si sono qualificate. Negli ultimi tre anni hanno raddoppiato la quantità di appalti espletati, rispetto al 2020: si è passati dai 3,9 miliardi del 2020 ai 9,9 miliardi nel 2023. Circa un terzo delle gare è stato gestito per conto dei Comuni. Nei primi 6 mesi del 2024 – ha spiegato Marco – sono già state espletate gare per  5 miliardi e la spesa per gli investimenti delle Province è aumentata di oltre il 56%”.

“Una delle questioni aperte – ha concluso Marcon – riguarda la necessità di migliorare la qualità e la tempestività dei dati della Banca Nazionale dei Contratti Pubblici. Per questo proponiamo al Ministro Salvini l’istituzione di un Tavolo unitario in cui sia possibile trovare soluzioni rapide e condivise”.

Provincia Reggio Emilia, lavoro: gap di genere più marcato tra i giovani

Il lavoro sarà ultimato solo a fine anno, ma i primi dati dell’Osservatorio provinciale contro le discriminazioni di genere in ambito lavorativo nato lo scorso marzo su iniziativa della  Provincia di Reggio Emilia – tra i pochissimi in Italia – stanno già fornendo importanti spunti di riflessione. Facendo emergere luci e ombre sul contesto lavorativo femminile nel Reggiano, come emerso oggi pomeriggio nella Sala del Consiglio provinciale dove la consigliera delegata alle Pari opportunità e diritti civili Claudia Dana Aguzzoli e i professori Massimo Neri e Giovanna Galli del Dipartimento di Comunicazione ed economia di UniMoRe hanno incontrato – in presenza e da remoto – i partner dell’innovativo progetto. Obiettivo dell’incontro, fare il punto sullo stato di avanzamento dei lavori, che dovrebbero portare alla fine dell’anno alla conclusione “di questo prezioso strumento di cui la Provincia ha voluto dotarsi per assicurarsi una banca-dati in grado di fornire una situazione oggettiva delle condizioni di lavoro femminile e promuovere iniziative anche per le scuole e con le imprese per favorire un cambiamento positivo e superare le discriminazioni”, ha sottolineato la consigliera Claudia Aguzzoli.

Tra le prime risultanze particolarmente significative emerse in questi primi mesi di lavoro, come illustrato dal direttore scientifico Massimo Neri e dalla collega Giovanna Galli di UniMoRe, un gap di genere per quanto riguarda il tasso di disoccupazione giovanile risultato sorprendentemente elevato – circa il 10% – superiore al resto della regione. “Questo non significa che le condizioni lavorative delle donne, in provincia di Reggio, siano peggiori che altrove, anzi – hanno aggiunto i professori Neri e Galli –  I gap relativi ai tassi di occupazione e di attività sono infatti migliori rispetto alla media, a dimostrazione di come nell’arco dell’intera vita lavorativa le donne reggiane abbiano comunque buone opportunità, ma nella fascia 15-24 anni la differenza di generare è decisamente molto marcata e solo in parte giustificabile con la prevalenza femminile tra chi prosegue con gli studi universitari”.

“Il report statistico con dati ed indicatori utili all’analisi del lavoro femminile nella nostra provincia sarà pronto per la fine dell’anno – ha confermato Claudia Aguzzoli – L’auspicio è che si possa dare continuità a questo progetto, reso possibile grazie al fondamentale sostegno della Regione, realizzando altre fotografie della situazione che consentano una puntuale verifica delle pari opportunità per far emergere, e monitorare nel tempo, eventuali fenomeni di discriminazione”.

Intanto, a sottolineare ulteriormente la validità del progetto, da marzo sono saliti a una cinquantina i soggetti che hanno aderito all’Osservatorio. Oltre al Comune di Bagnolo, che si è unito ai 27 inizialmente aderenti, si sono aggiunti anche l’Ordine degli ingegneri, il Comitato Pari opportunità dell’Ordine degli avvocati e l’Associazione donne giuriste Italia di Reggio Emilia.

 

Provincia Reggio Emilia, lavoro: gap di genere più marcato tra i giovani

Il lavoro sarà ultimato solo a fine anno, ma i primi dati dell’Osservatorio provinciale contro le discriminazioni di genere in ambito lavorativo nato lo scorso marzo su iniziativa della  Provincia di Reggio Emilia – tra i pochissimi in Italia – stanno già fornendo importanti spunti di riflessione. Facendo emergere luci e ombre sul contesto lavorativo femminile nel Reggiano, come emerso oggi pomeriggio nella Sala del Consiglio provinciale dove la consigliera delegata alle Pari opportunità e diritti civili Claudia Dana Aguzzoli e i professori Massimo Neri e Giovanna Galli del Dipartimento di Comunicazione ed economia di UniMoRe hanno incontrato – in presenza e da remoto – i partner dell’innovativo progetto. Obiettivo dell’incontro, fare il punto sullo stato di avanzamento dei lavori, che dovrebbero portare alla fine dell’anno alla conclusione “di questo prezioso strumento di cui la Provincia ha voluto dotarsi per assicurarsi una banca-dati in grado di fornire una situazione oggettiva delle condizioni di lavoro femminile e promuovere iniziative anche per le scuole e con le imprese per favorire un cambiamento positivo e superare le discriminazioni”, ha sottolineato la consigliera Claudia Aguzzoli.

Tra le prime risultanze particolarmente significative emerse in questi primi mesi di lavoro, come illustrato dal direttore scientifico Massimo Neri e dalla collega Giovanna Galli di UniMoRe, un gap di genere per quanto riguarda il tasso di disoccupazione giovanile risultato sorprendentemente elevato – circa il 10% – superiore al resto della regione. “Questo non significa che le condizioni lavorative delle donne, in provincia di Reggio, siano peggiori che altrove, anzi – hanno aggiunto i professori Neri e Galli –  I gap relativi ai tassi di occupazione e di attività sono infatti migliori rispetto alla media, a dimostrazione di come nell’arco dell’intera vita lavorativa le donne reggiane abbiano comunque buone opportunità, ma nella fascia 15-24 anni la differenza di generare è decisamente molto marcata e solo in parte giustificabile con la prevalenza femminile tra chi prosegue con gli studi universitari”.

“Il report statistico con dati ed indicatori utili all’analisi del lavoro femminile nella nostra provincia sarà pronto per la fine dell’anno – ha confermato Claudia Aguzzoli – L’auspicio è che si possa dare continuità a questo progetto, reso possibile grazie al fondamentale sostegno della Regione, realizzando altre fotografie della situazione che consentano una puntuale verifica delle pari opportunità per far emergere, e monitorare nel tempo, eventuali fenomeni di discriminazione”.

Intanto, a sottolineare ulteriormente la validità del progetto, da marzo sono saliti a una cinquantina i soggetti che hanno aderito all’Osservatorio. Oltre al Comune di Bagnolo, che si è unito ai 27 inizialmente aderenti, si sono aggiunti anche l’Ordine degli ingegneri, il Comitato Pari opportunità dell’Ordine degli avvocati e l’Associazione donne giuriste Italia di Reggio Emilia.

 

Antonelli all’evento di UPI Emilia Romagna: “Per le Province urgente un unico grande disegno di riassetto istituzionale”

Il nuovo volto dell’ente locale, tra riforma del Testo Unico e riforma dei controlli, assetto delle funzioni, distribuzione delle competenze “paura della firma” e nuove responsabilità.
E’ il titolo del convegno organizzato da Upi Emilia-Romagna che si è svolto lunedì 23 settembre a Bologna, presso l’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, che si pone l’obiettivo di mettere a fuoco l’attuale situazione degli enti locali e la loro futura prospettiva, alla luce delle riforme che ne stanno ridefinendo funzioni e assetti organizzativi.
Piero Antonelli direttore generale Upi nazionale ha sottolineato che «i percorsi dei riforma delle Province e riforma della Legge 56 che ha messo le Province fuori dal Testo unico degli Enti locali, devono convergere con urgenza in un unico grande disegno di riassetto istituzionale, necessario al buon funzionamento dell’ente pubblico e del Paese. Abbiamo assistito ad una grande spinta propulsiva in questo senso, da parte del Governo, che tuttavia si è intiepidita nel corso dei mesi successivi all’insediamento dell’Esecutivo. Le province oggi – conclude Antonelli – vivono un ibrido in cui prevale l’incertezza e la conseguente necessità di superare questa fase, partendo da una discussione profonda delle sue funzioni».
Per il presidente di Upi regionale, Andrea Massari «in questi anni Upi ha svolto un ruolo cardine nella formazione del personale e nel raccordo tra istituzioni e cittadini e in questa logica, il rafforzamento delle Province diventa fondamentale proprio per riaffermare la centralità di un Ente che, ora più che mai, deve essere messo nelle piene condizioni di poter funzionare al meglio».
Al convegno, che ha il patrocinio dell’Assemblea legislativa della Regione e il supporto di Anci regionale, hanno partecipato oltre 160 iscritti, e ha visto tra i relatori: Paolo Calvano, Assessore regionale agli Enti Locali, Andrea Massari presidente di UPI Emilia Romagna, Filippo Giorgetti vicepresidente di Anci Emilia-Romagna, Piero Antonelli direttore generale Upi nazionale, Marcovalerio Pozzato Presidente della Corte dei conti, sezione controllo dell’Emilia-Romagna, Tiziano Tessaro consigliere della Corte dei conti, sezione controllo dell’Emilia-Romagna, oltre ad altri numerosi prestigiosi relatori.

L’UPI al G7 Agricoltura. Caruso “Ruolo chiave delle Province per lo sviluppo”

“Le Province italiane possono e devono avere un ruolo chiave nell’attuazione delle politiche di sviluppo territoriale. Il futuro dell’Agricoltura deve passare necessariamente per una strategia nazionale che coinvolga le Istituzioni ad ogni livello e deve essere portata avanti una riflessione sia nelle sedi territoriali sia in quelle nazionali e internazionali. Sono convinto che solo costruendo un solido ponte tra le Province, le Regioni, l’Italia e l’Europa, riusciremo a fare in modo che nessuno resti indietro”.
Lo ha detto il presidente della Provincia dell’Aquila, Angelo Caruso, intervenendo a Siracusa al G7 Agricoltura come Vicepresidente nazionale dell’Unione delle Province d’Italia, nel corso dell’incontro dal titolo “Una Strategia nazionale agricola per le aree interne”.
Un prestigio per la Provincia dell’Aquila, “che ha acquistato credibilità grazie al gran lavoro svolto sui territori e nei grandi consessi nazionali. D’altronde, la tutela della biodiversità passa attraverso un dimensionamento territoriale della politica agricola che coincide inevitabilmente con il perimetro delle province”.
“Il G7 – ha sottolineato il Presidente Caruso – ha aperto un confronto a 360 gradi su tutto il mondo della ruralità, che comprende anche montagna e foreste, e su temi centrali quali l’uso delle risorse idriche in un momento difficile nello scenario nazionale all’intelligenza artificiale, passando per l’imprenditorialità giovanile. Per questo siamo grati al Governo per avere coinvolto tutte le istituzioni, a partire da quelle locali, in questo momento di confronto strategico sia a livello nazionale che internazionale: tutti, a partire dalle istituzioni che amministrano i territori come le Province, siamo protagonisti nelle politiche di sviluppo economico del Paese”.

Antonelli all’evento di UPI Emilia Romagna: “Per le Province urgente un unico grande disegno di riassetto istituzionale”

Il nuovo volto dell’ente locale, tra riforma del Testo Unico e riforma dei controlli, assetto delle funzioni, distribuzione delle competenze “paura della firma” e nuove responsabilità.
E’ il titolo del convegno organizzato da Upi Emilia-Romagna che si è svolto lunedì 23 settembre a Bologna, presso l’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, che si pone l’obiettivo di mettere a fuoco l’attuale situazione degli enti locali e la loro futura prospettiva, alla luce delle riforme che ne stanno ridefinendo funzioni e assetti organizzativi.
Piero Antonelli direttore generale Upi nazionale ha sottolineato che «i percorsi dei riforma delle Province e riforma della Legge 56 che ha messo le Province fuori dal Testo unico degli Enti locali, devono convergere con urgenza in un unico grande disegno di riassetto istituzionale, necessario al buon funzionamento dell’ente pubblico e del Paese. Abbiamo assistito ad una grande spinta propulsiva in questo senso, da parte del Governo, che tuttavia si è intiepidita nel corso dei mesi successivi all’insediamento dell’Esecutivo. Le province oggi – conclude Antonelli – vivono un ibrido in cui prevale l’incertezza e la conseguente necessità di superare questa fase, partendo da una discussione profonda delle sue funzioni».
Per il presidente di Upi regionale, Andrea Massari «in questi anni Upi ha svolto un ruolo cardine nella formazione del personale e nel raccordo tra istituzioni e cittadini e in questa logica, il rafforzamento delle Province diventa fondamentale proprio per riaffermare la centralità di un Ente che, ora più che mai, deve essere messo nelle piene condizioni di poter funzionare al meglio».
Al convegno, che ha il patrocinio dell’Assemblea legislativa della Regione e il supporto di Anci regionale, hanno partecipato oltre 160 iscritti, e ha visto tra i relatori: Paolo Calvano, Assessore regionale agli Enti Locali, Andrea Massari presidente di UPI Emilia Romagna, Filippo Giorgetti vicepresidente di Anci Emilia-Romagna, Piero Antonelli direttore generale Upi nazionale, Marcovalerio Pozzato Presidente della Corte dei conti, sezione controllo dell’Emilia-Romagna, Tiziano Tessaro consigliere della Corte dei conti, sezione controllo dell’Emilia-Romagna, oltre ad altri numerosi prestigiosi relatori.

L’UPI al G7 Agricoltura. Caruso “Ruolo chiave delle Province per lo sviluppo”

“Le Province italiane possono e devono avere un ruolo chiave nell’attuazione delle politiche di sviluppo territoriale. Il futuro dell’Agricoltura deve passare necessariamente per una strategia nazionale che coinvolga le Istituzioni ad ogni livello e deve essere portata avanti una riflessione sia nelle sedi territoriali sia in quelle nazionali e internazionali. Sono convinto che solo costruendo un solido ponte tra le Province, le Regioni, l’Italia e l’Europa, riusciremo a fare in modo che nessuno resti indietro”.
Lo ha detto il presidente della Provincia dell’Aquila, Angelo Caruso, intervenendo a Siracusa al G7 Agricoltura come Vicepresidente nazionale dell’Unione delle Province d’Italia, nel corso dell’incontro dal titolo “Una Strategia nazionale agricola per le aree interne”.
Un prestigio per la Provincia dell’Aquila, “che ha acquistato credibilità grazie al gran lavoro svolto sui territori e nei grandi consessi nazionali. D’altronde, la tutela della biodiversità passa attraverso un dimensionamento territoriale della politica agricola che coincide inevitabilmente con il perimetro delle province”.
“Il G7 – ha sottolineato il Presidente Caruso – ha aperto un confronto a 360 gradi su tutto il mondo della ruralità, che comprende anche montagna e foreste, e su temi centrali quali l’uso delle risorse idriche in un momento difficile nello scenario nazionale all’intelligenza artificiale, passando per l’imprenditorialità giovanile. Per questo siamo grati al Governo per avere coinvolto tutte le istituzioni, a partire da quelle locali, in questo momento di confronto strategico sia a livello nazionale che internazionale: tutti, a partire dalle istituzioni che amministrano i territori come le Province, siamo protagonisti nelle politiche di sviluppo economico del Paese”.

La Provincia di Modena inaugura la nuova tangenziale

Sabato 14 settembre alle ore 11,00 sarà inaugurata la nuova tangenziale di San Cesario, opera che si sviluppa per oltre tre chilometri in territorio pianeggiante nel margine est dell’abitato di San Cesario sul Panaro e che ha previsto la realizzazione di un asse principale e di tre intersezioni a rotatoria situate in corrispondenza dei punti iniziale e finale del tracciato e del punto di intersezione con la viabilità preesistente, oltre ad un cavalcavia di 52 metri sull’autostrada A1.
L’opera presenta un quadro economico di oltre 25,6 milioni di euro, compresi i costi per gli espropri, di cui 15 milioni per lavori dopo meno di tre anni dall’avvio del cantiere, a novembre 2021.
Per il presidente della Provincia di Modena Fabio Braglia «questa infrastruttura migliorerà la qualità della vita del centro abitato di San Cesario, garantendo una maggiore sicurezza e collegamenti più snelli in tutta la zona, implementando la rete viaria provinciale in un territorio strategico per lo sviluppo e la crescita dell’intera comunità modenese. Una volta completata la tangenziale e successivamente anche l’ultimo tratto di Pedemontana attualmente in fase di realizzazione, potremo assicurare maggior fluidità negli spostamenti a beneficio di tutti».
Le risorse sono messe a disposizione della Provincia dalla società Autostrade per l’Italia, che si era incaricata anche del progetto, nell’ambito delle opere complementari connesse con la realizzazione della quarta corsia dell’Autosole, affidando poi alla Provincia la direzione dei lavori dell’infrastruttura.

La Provincia di Modena inaugura la nuova tangenziale

Sabato 14 settembre alle ore 11,00 sarà inaugurata la nuova tangenziale di San Cesario, opera che si sviluppa per oltre tre chilometri in territorio pianeggiante nel margine est dell’abitato di San Cesario sul Panaro e che ha previsto la realizzazione di un asse principale e di tre intersezioni a rotatoria situate in corrispondenza dei punti iniziale e finale del tracciato e del punto di intersezione con la viabilità preesistente, oltre ad un cavalcavia di 52 metri sull’autostrada A1.
L’opera presenta un quadro economico di oltre 25,6 milioni di euro, compresi i costi per gli espropri, di cui 15 milioni per lavori dopo meno di tre anni dall’avvio del cantiere, a novembre 2021.
Per il presidente della Provincia di Modena Fabio Braglia «questa infrastruttura migliorerà la qualità della vita del centro abitato di San Cesario, garantendo una maggiore sicurezza e collegamenti più snelli in tutta la zona, implementando la rete viaria provinciale in un territorio strategico per lo sviluppo e la crescita dell’intera comunità modenese. Una volta completata la tangenziale e successivamente anche l’ultimo tratto di Pedemontana attualmente in fase di realizzazione, potremo assicurare maggior fluidità negli spostamenti a beneficio di tutti».
Le risorse sono messe a disposizione della Provincia dalla società Autostrade per l’Italia, che si era incaricata anche del progetto, nell’ambito delle opere complementari connesse con la realizzazione della quarta corsia dell’Autosole, affidando poi alla Provincia la direzione dei lavori dell’infrastruttura.

Viadotti: comunicazioni importanti dal Presidente della Provincia di Isernia

Novità per la viabilità nella Provincia di Isernia. E’ il Presidente della Provincia, Daniele Saia, a raccontare i progressi nei cantieri.

“Buone notizie sul viadotto Sente-Longo: abbiamo avuto conferma da ANAS della consegna dei lavori di prima fase per il 16 settembre. L’avvio del cantiere rappresenta un momento fondamentale per le comunità dell’Alto Molise e dell’Alto Vastese, un passo importante verso la riapertura di un’arteria stradale determinante per lo sviluppo socioeconomico dei territori.

Dal giorno del mio insediamento come Presidente della Provincia di Isernia la messa in sicurezza del ponte che collega il Molise con l’Abruzzo è stata una delle mie priorità. Un lavoro costante insieme alla struttura tecnica di via Berta affinché i tempi burocratici per l’inizio dell’intervento potessero ridursi al minimo. A marzo la firma della convenzione tra Provincia e ANAS a seguito dello sblocco di un primo finanziamento pari a 9 milioni di euro e ora l’inizio dell’intervento. Un risultato raggiunto attraverso un proficuo gioco di squadra tra istituzioni. Ringrazio per l’interessamento e l’impegno il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, l’assessore regionale Michele Marone e tutti gli attori politici che mi hanno preceduto e che hanno avuto a cuore la causa.

Nei prossimi giorni incontrerò i vertici ANAS per ulteriori passaggi burocratici relativi alla partenza dei lavori, vigileremo sull’intervento affinché venga completato nei tempi stabiliti. Inoltre, sarà importante in questa fase lavorare per reperire gli ulteriori fondi utili per le nuove fasi di lavoro sul viadotto. L’obiettivo è quello di restituire ai cittadini un’opera che funga non solo da mero collegamento strutturale, ma anche da strumento di unione tra popoli, un incontro tra le comunità dell’Alto Molise e dell’Alto Vastese affinché dialoghino tra di loro per costruire nuove opportunità di sviluppo e crescita.

Con la partenza del cantiere sul Sente raggiungiamo uno degli obiettivi principali del mandato, insieme alla sistemazione della frana di Castelpizzuto. Intanto continua il dialogo con ANAS e il Governo per la ristatalizzazione della SS 86 “Istonia”, in modo che venga gestita con risorse appropriate nel tratto da Pescolanciano a Vasto”.

Provincia di Varese: al via Bike&Walk scuola

Dal 16 settembre al 20 ottobre 2024 tutte le scuole di ogni ordine e grado della provincia di Varese potranno partecipare all’iniziativa “Bike&Walk Scuola”.
L’invito è rivolto in particolare a tutte quelle scuole che per loro progetti o nell’ambito del programma Green School sono già impegnate in azioni di mobilità leggera e che nei mesi di settembre e ottobre hanno programmato o intendono programmare delle iniziative per la diffusione della mobilità leggera anche in occasione della Settimana Europea per la Mobilità Sostenibile.

Come partecipare

Le scuole possono aderire attraverso diverse attività di mobilità leggera, tra cui: pedibus, bicibus, isole ciclo-pedonali temporanee davanti a scuola, camminate o pedalate alla scoperta del territorio, incontri con i genitori e con la cittadinanza, mostra e/o evento a tema, incontri con esperti, installazione di rastrelliere o altri elementi di supporto (es. armadietti per zaino leggero), laboratorio per la conoscenza e manutenzione della bicicletta, campagna di sensibilizzazione per tutta la scuola, i genitori, ecc.

I Comuni e le organizzazioni pubbliche e private, già impegnate in iniziative di mobilità scolastica, sono invitati a segnalare e promuovere l’evento alle scuole con cui collaborano e , qualora ci fosse l’interesse ad aderire,  a supportarle nell’organizzazione delle attività.

Le scuole interessate possono aderire compilando il modulo online disponibile al seguente link: Modulo di adesione (link diretto: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSeQpETE7z-wPDhdtvzGF1see4qbxAtPUmbnxe_sp7o1AzQzWA/viewform?usp=sharing).


Supporto alle scuole

Provincia di Varese grazie al supporto operativo di Associazione EStà – Economia e Sostenibilità fornirà alle scuole aderenti un kit di comunicazione coordinata e la promozione delle varie iniziative.

Per ulteriori informazioni e dettagli sulle attività di mobilità leggera scolastica, si invita a consultare i seguenti link:

 Obiettivi dell’iniziativa

Nell’ambito della strategia provinciale per la diffusione della mobilità leggera “BIKE&WALK: fare mobilità leggera in provincia di Varese e oltre” la Provincia di Varese, con il supporto di Università degli Studi dell’Insubria, Politecnico di Milano, Associazione EStà – Economia e Sostenibilità promuove l’attività specifica “Bike&Walk Scuola: andiamo a scuola con sostenibilità”.

Bike&Walk Scuola mira a:

  • Promuovere una cultura della mobilità leggera tra le nuove generazioni;
  • Incrementare gli spostamenti casa-scuola sostenibili;
  • Migliorare la qualità dei percorsi casa-scuola e degli spazi esterni agli istituti scolastici.

Le attività previste comprendono formazione specifica, indagini sulla mobilità casa-scuola, laboratori per lo sviluppo di buone pratiche replicabili, supporto nell’organizzazione delle iniziative scolastiche e strumenti di comunicazione.

Una rete in crescita

Dal 2022, Bike&Walk Scuola ha coinvolto diverse scuole e professionisti con incontri formativi e questionari volti a mappare lo stato della mobilità scolastica nella provincia di Varese. La prima edizione, tenutasi a maggio 2023, ha visto la partecipazione di 13 scuole, con progetti sperimentali in 4 istituti. L’obiettivo è continuare a espandere la rete delle scuole coinvolte, offrendo esempi concreti e replicabili di mobilità sostenibile.

Le attività Bike&Walk Scuola attualmente sono rese possibili grazie al lavoro di Provincia di Varese, in particolare dell’Area Tecnica – Ufficio Sostenibilità Ambientale ed al progetto MOVE ON, cofinanziato da Fondazione Cariplo e da Regione Lombardia.

Contatti per ulteriori informazioni
Associazione EStà – Economia e Sostenibilità
Email: [email protected]
Tel: 333 9708028

 

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