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Provincia di Palermo: insediata la conferenza permanente dei Sindaci

Erano 74, su un totale di 82, i primi cittadini presenti a palazzo Comitini per l’insediamento della Conferenza dei sindaci dei comuni del territorio provinciale.

Sala Martorana era gremita di fasce tricolori per l’avvio di un organismo voluto dal Presidente Giovanni Avanti come strumento permanente di confronto e di proposta sui temi più importanti che riguardano l’attività della Provincia e il territorio provinciale. A fianco del Presidente Avanti il sindaco di Palermo Diego Cammarata, alla sua prima uscita ufficiale come Presidente dell’Anci Sicilia.

La conferenza, così come previsto dal regolamento che è stato approvato nel corso della seduta, è presieduta dal Presidente della Provincia e si riunirà ogni semestre nei mesi di giugno e dicembre, ma può anche essere convocata per motivi straordinari su iniziativa del Presidente o di un terzo dei componenti.

La conferenza può approvare risoluzioni di intenti e di proposte su tematiche che riguardano fra l’altro la programmazione comunitaria, la programmazione economica e ambientale della Regione, la predisposizione dei programmi provinciali di protezione civile, la realizzazione di strutture e servizi di interesse sovracomunale, la realizzazione di infrastrutture al servizio dei comuni. “Vogliamo fare di questa conferenza – ha sottolineato il Presidente Avanti – un organismo operativo che sappia affrontare i problemi del territorio con un ruolo di coordinamento e di pianificazione, condividendo insieme strategie e soluzioni, razionalizzando risorse umane e finanziarie. Sono tanti i temi fondamentali a cominciare dalla viabilità che necessita di interventi urgenti.

Sul tappeto – ha aggiunto Avanti – anche questioni fondamentali come l’Ato rifiuti e l’Ato idrico. Per la prima questione abbiamo proposto al Governatore Lombardo, insieme a tutti i Presidenti di Provincia, una legge di riforma del sistema rifiuti in Sicilia che superi l’attuale impostazione. Sulla vicenda Ato idrico ho lavorato in queste settimane per giungere ad una tariffa che sia ancora più bassa rispetto a quella individuata. La proposta è stata avanzata alla società di gestione che dovrà approvarla, per poi sottoporla all’esame dell’assemblea dei sindaci. C’è poi il tema dei servizi sociali e della legge 328, per il quale bisognerà iniziare a ragionare in termini di distretti, evitando le duplicazioni di interventi fra i vari ambiti”. Il Presidente Avanti ha inoltre annunciato il prossimo insediamento del tavolo di partenariato fra i soggetti socio-economici che operano nel territorio provinciale.
Il sindaco Cammarata da parte sua ha sottolineato che “soprattutto in questo momento di grande difficoltà per i comuni c’è la necessità di un raccordo sempre più forte, anche perché si va diffondendo la consapevolezza che i comuni siano i colpevoli del deficit nazionale e anche il contenitore al quale sottrarre risorse per riparare ad altre soluzioni. I bilanci dei comuni invece non riescono a coprire contemporaneamente le spese correnti e quelle per lo sviluppo e della solidarietà sociale. E questo non certo per un cattivo uso delle risorse, ma semplicemente perché le risorse non bastano”.
Apprezzamento per l’istituzione della Conferenza è stato espresso dal sindaco di Termini Imerese Enzo Giunta (“Il Presidente Avanti è partito con il piede giusto.

La prima priorità è la ripresa dell’attività di concertazione per la programmazione dei fondi europei 2007-2013″), dal sindaco di Villabate Gaetano Di Chiara (“Sarà importante una fase di confronto costruttivo preventivo sul piano triennale delle opere pubbliche”), dal sindaco di Castelbuono Mario Cicero (“mi auguro che i territori vengano ascoltati e vengano valorizzate le specificità delle diverse aree”), dal sindaco di Bagheria Biagio Sciortino (“siamo di fronte ad un cambiamento culturale nel rapporto con i sindaci. La conferenza può diventare cassa di risonanza dei nostri problemi, senza steccati politici”), dal sindaco di Ustica Aldo Messina (“in una fase in cui i sindaci si sentono abbandonati da Stato e Regione, la Provincia diventa elemento di raccordo e coordinamento”), dal sindaco di Partinico Salvo Lo Biundo (“Importante sarà dare un seguito a questa giornata e fare di questa Conferenza un organo non solo consultivo, ma operativo, che sappia interpretare le diverse esigenze del territorio”).

Provincia di Ascoli Piceno: riqualificazione dell’Aso

Complessivamente ammontano a quasi 800 mila euro le attività di riqualificazione e messa in sicurezza riguardanti il tratto finale dell’asta fluviale dell’Aso promossi dalla Provincia in collaborazione con le Amministrazioni comunali di Pedaso e Altidona, la CIIP spa, l’Autorità di Bacino regionale e la Regione Marche.

Il cospicuo pacchetto di opere, in parte già realizzate o in fase d’avvio o di progettazione, è stato illustrato nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta stamani presso “il Fosse delle Piene”, nel territorio del comune di Altidona, in occasione della consegna dei lavori alla ditta incaricata dalla Provincia.

Erano presenti l’assessore provinciale al Genio e Protezione civile Luigino Baiocco, il sindaco e il vice sindaco di Altidona Graziano Pagliarini e Palmarino Ferretti, l’assessore all’Ambiente del comune di Pedaso Gianfilippo Macchiati, il dirigente del Servizio Genio e Protezione civile della Provincia Stefano Babini, il consigliere d’amministrazione della CIIP spa Fabrizio Farina e Stefano Leonori, progettista e direttore dei lavori dell’importo di 230 mila euro che verranno attuati sul “Fosso delle Piene”. In questo caso si procederà all’allargamento della sezione del fosso al fine di consentire un più agevole deflusso delle acque in caso di forti piogge e prevenire il rischio di esondazione in un’area così densamente antropizzata del comprensorio costiero.

Questo intervento, che verrà realizzato nel giro di 3 mesi, si aggiunge a quello completato pochi giorni fa, sempre nel comune di Altidona, dalla CIIP spa su sollecitazione della Provincia. L’ente gestore del servizio idrico, con l’ autorizzazione dell’AATO 5 e sotto il coordinamento del Servizio Genio Civile della Provincia, aveva infatti provveduto alla demolizione del ponte-tubo sito in prossimità della foce dell’Aso ed alla realizzazione di una nuova condotta collocata sul ponte della Statale Adriatica.

“Oltre a questi importanti interventi – ha spiegato l’assessore Baiocco – dalla Regione sono stati assegnati alla Provincia, mediante l’Autorità di Bacino, circa 430 mila euro, risorse che verranno utilizzate per la sistemazione delle sponde del fiume Aso, attività di assetto idraulico che, insieme agli interventi di pulizia e di decespugliamento attuati in sinergia con i comuni di Altidona e Pedaso, contribuiranno ad aumentare la sicurezza pubblica ed a riqualificare un tratto essenziale della splendida valle dell’Aso, straordinaria realtà paesaggistica delle due nuove province di Ascoli e Fermo”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente della Provincia Massimo Rossi che ha definito quest’intervento “parte integrante di un più complessivo processo di valorizzazione dell’Aso, corridoio di qualità tra il Parco nazionale dei Sibillini e il Parco Marino del Piceno. Tutte le opere previste – ha aggiunto il presidente Rossi – sono dirette, ovviamente, oltre che a chiari obiettivi di carattere ambientale, anche e soprattutto ad una valorizzazione che avrà risvolti positivi sul piano dello sviluppo e dell’occupazione”.

Grande soddisfazione è stata espressa anche dagli amministratori dei comuni di Altidona e Pedaso che all’unisono hanno sottolineato il rilievo di questi interventi in un’area dove insistono tre campeggi, numerose strutture ricettive e che ogni anno registra oltre 500 mila presenze.

Alla Provincia di Chieti un premio “Le città per il verde”

La Giuria della nona edizione del Premio nazionale “La Città per il Verde”, organizzato da Il Verde Editoriale, che si è riunita il 17 giugno scorso, ha conferito alla Provincia di Chieti la Menzione per la categoria Enti Provinciali.
Durante la premiazione ufficiale del 12 settembre prossimo, al Salone internazionale della Fiera di Padova, verranno consegnati una targa di riconoscimento, il logo del Premio, che potrà essere utilizzato nei documenti dell’Ente, ed un abbonamento annuale alla rivista di settore Acer.
Premiata la costante attività sulle tematiche ambientali e sullo sviluppo sostenibile portate avanti dal Settore Ambiente ed Energia della Provincia di Chieti.
Premiati il progetto internazionale “Agenda Scolastica Europea per l’Ambiente e lo Sviluppo Sostenibile 2007-08” – realizzato dalla Provincia di Chieti, la Provincia di Barcellona, la Città di Tallin, la Municipalità di Minorca e la Provincia Huesca – ed il progetto partecipato “Casa e Contesto: recupero della dimensione naturale.
La biodiversità nel sistema insediativo” – capofila dell’iniziativa il C.E.A. Centro Risorse della Provincia di Chieti, coadiuvato dal C.E.A. CeD Terra, Centro di documentazione Permanente sulle Case di Terra, promosso dal Comune di Casalincontrada e dal C.E.A. “Il Riccio e la Castagna” della Coop. Linea Verde di Guardiagrele -.
L’Agenda, già alla quinta edizione e realizzata in quattro lingue, rappresenta un innovativo strumento educativo per stimolare la riflessione e il cambiamento di abitudini e comportamenti quotidiani a vantaggio di azioni, di tipo ambientale e sociale, più rispettosi.
Il progetto Casa e Contesto ha come tema centrale la conservazione della biodiversità, nella convinzione che questa non sia a carico solo di scienziati ed esperti, ma di tutti.
“Questo ennesimo riconoscimento – spiega l’Assessore all’Ambiente della Provincia di Chieti, Nicola PETTA – testimonia il valido e costante impegno portato avanti dalla Provincia di Chieti e dalle sue strutture operative. Continuiamo, tra le altre attività, ad essere attivi sulle tematiche inerenti gli Acquisti Pubblici Verdi e, proprio in questi giorni, siamo stati anche coinvolti dall’ UPI – Unione Province Italiane – nella costituzione del gruppo di lavoro nazionale ristretto per realizzare delle linee guida per l’applicazione della contabilità ambientale alle province”.
Soddisfazione viene espressa anche dal presidente sen. Tommaso COLETTI “Gli sforzi compiuti dalla nostra amministrazione per aumentare la coscienza ecosostenibile, in particolare delle nuove generazioni, trova riscontro anche in questi riconoscimenti di carattere nazionale. Ogni anno oltre 4.000 studenti partecipano alle attività formative ed informative di carattere ambientale predisposte dalla provincia e l’essere considerati una “buona prassi nazionale” è di ulteriore stimolo a proseguire in azioni che riteniamo indispensabili per la crescita della nostra comunità”.

 

Provincia di Cuneo: Il Presdiente incontra il sottosegretario Giachino

“La Provincia di Cuneo ha una buona economia, una sanità e una scuola valide e persino un elevato livello di sicurezza. Ma ha problemi di mobilità e trasporto che creano, da un lato situazioni di disagio economico per il mondo aziendale, dall’altro conseguenze sul fronte della sicurezza stradale. Una recente indagine rivela che i morti sulle strade della Granda da inizio 2007 ad oggi sono stati oltre 100: la situazione migliora rispetto a una decina di anni fa, ma è ancora grave”. Così il presidente della Provincia, Raffaele Costa, in apertura dell’incontro con il sottosegretario di Stato ai Trasporti, Bartolomeo Giachino. Una riunione, quella di venerdì 25 luglio in Provincia, preparatoria in vista di un successivo momento di confronto a Roma. “A fine settembre – ha annunciato il sottosegretario Giachino – convocherò i principali operatori del settore infrastrutturale e torneremo a parlare della Granda. L’incontro odierno è servito a fare chiarezza su priorità ed esigenze del territorio: servono proposte condivise per il bene dell’intera Provincia. Una Provincia come quella cuneese, che registra una crescita economica maggiore rispetto al dato nazionale e in controtendenza rispetto al Nord-Ovest, merita attenzione: l’inserimento di questo territorio sul mercato, il miglioramento dei collegamenti e l’aumento della velocità del trasporto delle merci è una priorità per il Governo che si
ripropone di rimettere in moto il Paese”. Quanto all’Asti-Cuneo: “Il completamento dell’autostrada risolve un problema della Granda, ma è anche di interesse per lo sviluppo dell’intera nazione”. Tanti i temi trattati nel corso dei numerosi interventi. In primo piano trasporti e logistica, con particolare riferimento all’esigenza di raddoppio per il tratto della
ferrovia Fossano-Cuneo e alla fattibilità di una piattaforma logistica. L’assessore provinciale ai Trasporti Ambrogio Invernizzi ha riportato l’attenzione sulle prospettive dell’aeroporto di Levaldigi, mentre l’assessore alla Viabilità
Giovanni Negro ha ricordato l’estensione della rete stradale cuneese, composta da oltre 3.800 chilometri di carreggiata. La richiesta di una bretella autostradale a servizio dell’area saluzzese è invece stata ricordata dall’on. Teresio Delfino.
Prioritari per il consigliere regionale Giorgio Ferraris anche i collegamenti con la Liguria e gli interventi sulle statali di Demonte e sulla statale 28. A seguire gli interventi del consigliere regionale Claudio Dutto, del presidente della
Camera di commercio Ferruccio Dardanello, del consigliere provinciale e presidente Sitraci Roberto Mellano, e dell’ing. Leonida che ha esposto in sintesi lo studio effettuato da Sitraci sulla possibile localizzazione della piattaforma
logistica cuneese. Oltre a Walter Lannutti in rappresentanza del mondo industriale e dell’autotrasporto, hanno parlato il consigliere regionale Elio Rostagno, il presidente di Fingranda Antonio Viglione, il responsabile provinciale di Forza Italia Matteo Viglietta, il direttore di Confindustria Cuneo Francesco Villani, l’assessore provinciale alla Cultura Vito Valsania. La seconda parte della giornata è stata dedicata alla sicurezza stradale. Il sottosegretario Giachino e il presidente Costa hanno incontrato la direzione provinciale della Motorizzazione civile, le associazioni delle autoscuole e le agenzie di pratiche auto.

Provincia di Lecce: via libera al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale

“La giunta regionale ha dato il via libera all’approvazione definitiva del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale esprimendo il previsto parere di compatibilità con la pianificazione regionale”, dichiara Maria Rosaria Manieri, assessore alla Gestione territoriale della Provincia.

“Con questo provvedimento il territorio della Provincia di Lecce si dota di un fondamentale strumento di governo finalizzato a definire e proporre gli obiettivi da perseguire mediante indirizzi e criteri in ordine alla programmazione della pianificazione urbana ed alla realizzazione di interventi nei quali rappresentare la conservazione, la modificazione e la trasformazione del territorio.

“Obiettivo generale del Ptcp della Provincia di Lecce è la costruzione di un quadro di coerenze entro il quale, la Provincia e le singole Amministrazioni ed Istituzioni, possono definire le politiche di miglioramento della qualità e delle prestazioni fisiche, sociali e culturali dell’intero territorio provinciale”, continua la Manieri.

“Sarà attraverso l’istituto delle intese, che saranno attivate su temi specifici, che la Provincia darà attuazione al nuovo strumento di pianificazione garantendo, da un lato, condizioni di partecipazione a tutti i soggetti e, dall’altro, l’iniziativa e l’autonomia dei singoli Comuni”.

“Particolare importanza assumerà in questa fase il Ptcp per i Comuni impegnati nella predisposizione delle nuove pianificazioni comunali: dovrà, infatti, essere assicurata la compatibilità dei nuovi Pug allo strumento di pianificazione provinciale”.

“L’approvazione del Piano Territoriale, per la quale va dato merito all’impegno profuso dall’assessore regionale Angela Barbanente, sarà accompagnata da una estesa attività di informazione e comunicazione finalizzata ad un attivo coinvolgimento delle istituzioni per la realizzazione del nuovo progetto territoriale messo in campo dalla Provincia” conclude l’assessore Maria Rosaria Manieri.

 

 

Provincia di Biella: Contratto di lago

Razionalizzare l’uso dei fertilizzati, ottimizzare le tecniche di irrigazione, tutelare i vigneti, consolidare il turismo di qualità e il marketing territoriale, valorizzare le risorse naturali, formare gli operatori turistici. Sono i temi affrontati ieri a Viverone nel corso dei tavoli di lavoro del Contratto di Lago, l’innovativo strumento di sviluppo locale previsto dall’accordo di programma siglato da Regione Piemonte, Province di Torino e Biella e Comune di Viverone.

L’incontro mirava a definire linee strategiche e azioni concrete per impostare un piano d’azione capace di migliorare nel lungo periodo le condizioni del lago di Viverone, dare durevolezza agli interventi previsti dall’accordo di programma e impostare un’idea di sviluppo locale condivisa in grado di creare occasioni di sviluppo socioeconomico e, al tempo stesso, tutelare il grande patrimonio ambientale, naturalistico paesaggistico dell’area.

Alcune linee di fondo sono già emerse, soprattutto dal tavolo Agricoltura, e sembrano rispondere in pieno alle esigenze di razionalizzazione dell’uso dei fertilizzanti. Per esempio, un’idea condivisa dalle associazioni di categoria e dagli altri partecipanti è quella di verificare la fattibilità di un piano di campionamenti per valutare, area per area, le esigenze di nutrienti del terreno. Spesso infatti si usa una quantità eccessiva di fertilizzanti che aumenta l’apporto negativo di nutrienti al lago. La razionalizzazione dovrebbe essere accompagnata da azioni di formazione degli operatori e da una campagna di comunicazione e sensibilizzazione.

Commenta l’assessore provinciale all’ambiente Davide Bazzini: «La nostra sfida è quella di costruire un’idea di sviluppo condivisa dagli attori locali. Come dimostrano esperienze realizzate in realtà simili alla nostra, lo sviluppo sostenibile è possibile solo se si ha una visione comune verso cui orientare gli interventi: dalla gestione territoriale allo sviluppo economico, dall’agricoltura alla tutela della natura».

Ai tavoli (il primo si occupa di agricoltura ed economia, il secondo di turismo) hanno partecipato le amministrazioni di Viverone, Roppolo, Azeglio, Piverone, il comitato Insieme per il Lago, la Coldiretti, l’Unione agricoltori, la Pro Loco, il Wwf, la Lipu, gli operatori turistici, il Circolo nautico Torino e l’Associazione Velica Nord Ovest, l’Arpa e le Province di Biella e Torino.

 

Provincia di Biella: progetto “strade virtuali”

Presentati oggi con una conferenza stampa nella sala Becchia della Provincia alcuni risultati del progetto “Territorio virtuale”. In particolare gli assessori alle nuove tecnologie della Provincia, Davide Bazzini, e del Comune di Biella, Rinaldo Chiola, hanno parlato dei servizi innovativi a disposizione on line, in particolare del progetto Strade virtuali.

Ispirato al prodotto StreetView di Google Maps offre la possibilità di effettuare passeggiate virtuali navigando all’interno di foto panoramiche a 360 gradi, utilizzando una tecnologia di ripresa sviluppata da Magellano-Progetti su incarico di Cordar.it.

Nel corso del 2008 sono stati rilevati alcuni tratti stradali significativi del panorama biellese: una rilevazione fotografica (ancora in corso) che ha portato alla nascita di di questo servizio, che comprende alcuni percorsi caratteristici per tipologia di paesaggio: dalle risaie della bassa campagna biellese ai percorsi alpini della panoramica Zegna, dai borghi storici alle foreste della Serra.

Oltre all’aspetto tipicamente turistico-promozionale, “Strade virtuali” mette anche a disposizione degli uffici della pubblica amministrazione uno strumento per effettuare misurazioni dello spazio stradale stando seduti di fronte al proprio computer, sfruttando le panoramiche come estensione della mappa cartografica comunemente intesa: un aspetto, questo, fondamentale per lo snellimento delle procedure burocratiche. Ma si può anche immaginare nel futuro l’uso di questa infrastruttura all’interno di navigatori satellitari in cui al posto dell’immagine simbolica a volo d’uccello della strada da percorrere, si possa “vedere” il filmato simulato del percorso come una sorta di video girato in anteprima.

Un progetto dal contenuto fortemente innovativo, ancor più se paragonato a servizi simili promossi e sviluppati dai grandi operatori dell’Information Technology.

Si tratta di 300 chilometri di percorso rilevato, con 90 mila scatti fotografici, oltre 3 milioni di files generati per la gestione degli zoom dinamici e 50 GigaByte di spazio utilizzato per memorizzare le immagini visibili via internet.

Il progetto Territorio Virtuale (www.territoriovirtuale.org) è iniziato nel 2006 con l’approvazione del Centro Servizi Territoriale della Provincia e grazie ai finanziamenti riconosciuti dalla Regione Piemonte (affiancata da CSI-Piemonte) e dall’amministrazione provinciale.

È stato condiviso e approvato da oltre 60 comuni biellesi e ha visto il Comune di Biella quale principale ispiratore e partner operativo. Tutte le commesse sono state gestite da Cordar.it.

Nella prima parte del 2007 è stata sviluppata la fase 1, che attraverso l’interfaccia di Google Earth ha reso disponibile sul web informazioni cartografiche aggiornate e particolareggiate (carta tecnica regionale, ortofotocarta, tessuto edificato, modelli tridimensionali di alcuni edifici di interesse storico/culturale, mappa dei sentieri, mappe delle società operaie della zona di Valle Mosso).

Nella seconda parte del 2007 ha preso avvio la fase 2, mirata in particolare a facilitare l’uso degli applicativi, a permettere l’interscambio di dati con i Comuni e con gli altri strumenti cartografici di gestione del territorio (Gis o Sit), a integrare la piattaforma con i portali web, a rendere utilizzabili i dati anche sulle più semplici interfacce di Google Maps e a realizzare alcune applicazioni innovative (le prime in Italia).

 

 

La Provincia di Treviso per le energie rinnovabili

“Non possiamo continuare ad essere schiavi della dittatura del petrolio ormai è chiaro che tutti gli enti locali devono investire seriamente sulle energie rinnovabili e sostenibili dal punto di vista ambientale”.

Lo sottolinea il Presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro, che aggiunge “La Provincia sta facendo da apripista in questo tema: cito soltanto ad esempio il protocollo per la Bioedilizia oppure la Settimana Provinciale dell’Ambiente che proporremo anche quest’anno e che vede ampia sensibilizzazione sul tema del risparmio energetico. Il tutto pienamente condiviso con gli altri attori del territorio all’interno del Piano Strategico. Persino nella formazione investiamo in questo senso: a settembre partirà infatti un corso IFTS mirato proprio sulla progettazione di prodotti e processi con efficienza energetica. Anche per questo, stiamo creando un’agenzia che coordini la gestione delle energie. Infatti, l’obiettivo per il 2020 è ottenere che il 20% dell’energia trevigiana provenga da fonti ecocompatibili e rinnovabili.

Fotovoltaico, geotermico, idroelettrico e anche biomasse – conclude il Presidente Muraro -Sono queste le energie pulite che la Provincia vuole promuovere e sostenere. E non a caso, venerdì firmeremo con Veneto Agricoltura e Ascopiave un importante protocollo d’Intesa per lo sviluppo, tra le altre cose, della produzione energetica da biomasse. Il prossimo passo da compiere, infine, lo deve fare la Regione, approvando il piano energetico che riguarda il fabbisogno regionale di energia elettrica, sia di grandi che piccoli impianti”.

 

 

La Provincia di Bologna dimezza le sue sedi

Le sedi della Provincia passano da otto a quattro. Dal prossimo autunno, l’Ente accorperà parte dei suoi uffici in uno stabile di via San Felice 25, attualmente occupato dai settori urbanistica ed edilizia del Comune di Bologna. Questa riorganizzazione permetterà un risparmio economico e una maggiore razionalizzazione delle attività.
Saranno abbandonate le sedi in via dei Castagnoli, Strada Maggiore, via Rizzoli, via Zamboni 8.

La nuova sede di via San Felice
Capienza: 230 dipendenti
Superficie: circa 7.000 mq (compresi archivi)
Costo: 588.000 €/annui (richiesta iniziale)
Costo annuo per dipendente: 2.556 € anno
Questa soluzione consente una riduzione dei costi annui per le affittanze passive quantificabile in circa 200.000 €, consentendo una riduzione del numero delle sedi provinciali, e l’unificazione del Provveditorato agli Studi e degli Uffici Scolastici Regionali in via Castagnoli.

Assemblea Generale delle Province italiane 2008

Si terrà a Torino i prossimi 13, 14 e 15 ottobre 2008 l’Assemblea Generale dell’Unione delle Province italiane.

Il profondo dibattito aperto sulle riforme istituzionali, sul nuovo assetto del Paese, sul riordino e il rilancio della Pubblica Amministrazione, con uno sguardo orientato verso le altre esperienze dell’Unione Europea, saranno i temi centrali dei momenti di confronto che si snoderanno attraverso i tre giorni di lavoro e di riflessione, e ai quali intendiamo invitare a partecipare rappresentanti delle istituzioni nazionali e locali, ospiti in rappresentanza delle istituzioni straniere, studiosi e docenti universitari interessati al dibattito politico istituzionale.
Vorremmo infatti che l’Assemblea dell’Upi rappresentasse un momento di grande riflessione collegiale, proprio alla ripresa dei lavori della stagione politica, che si preannuncia decisiva, in particolare per l’attuazione delle grandi riforme attese dal Paese: dal federalismo fiscale al Codice delle Autonomie locali, alla istituzione delle Città metropolitane.

A breve, le indicazioni di carattere logistico -organizzativo e il programma dell’evento.

Province: interrogazione dell’Udc al Ministro Maroni

“Orientamenti del ministro dell’interno in merito all’ipotesi di abolizione delle province” Questo il titolo dell’interrogazione a risposta diretta presentata al Ministro dell’Interno Maroni dai deputati VIETTI, CIOCCHETTI, GALLETTI, VOLONTÉ, NARO, CICCANTI e COMPAGNON, nella seduta del 16 luglio scorso. “Nel corso della campagna elettorale – ha detto l’On. Ciocchetti –  il presidente Berlusconi ha annunciato più volte l’impegno ad eliminare le province, ritenute enti inutili e fonte di sprechi. Il Ministro dell’interno, il 14 luglio scorso, ha invece affermato che le province  ‘sono importanti e non saranno abolite, ma dovranno avere più potere e per questo metteremo mano agli enti intermedi’. Credo che si ponga una questione circa la diversa posizione all’interno del Governo: ecco perché abbiamo chiesto di avere contezza della questione.

Nessuna contraddzione – ha risposto il Ministro Maroni –  Il programma di Governo è chiaro e parla di abolizione delle province inutili, quelle delle nove aree metropolitane.  Per le altre province, il programma di Governo non afferma che esse debbano essere abolite. Ciò per un motivo molto semplice; esse svolgono infatti funzioni assolutamente importanti e anzi insostituibili nei confronti dei piccoli comuni, che non avrebbero altra possibilità per ottenere servizi, infrastrutture, manutenzione delle scuole, eccetera. Tutte cose che senza le province non si potrebbero avere. Semmai, il ruolo della provincia in quanto ente democratico e democraticamente eletto deve essere rafforzato, eliminando invece – questa è la mia intenzione e l’indirizzo che porrò nel codice delle autonomie (che presenterò all’approvazione del Consiglio dei ministri nel mese di settembre) – tutti quegli enti intermedi tra comune e provincia che sono spesso una duplicazione di livelli di governo e una complicazione della gestione del territorio. Dunque: competenze chiare assegnate comuni; competenze chiare assegnate alle province; eliminazione di tutto ciò che vi è fra comune e provincia e che serve purtroppo solo a complicare la vita dei cittadini”.

In allegato, il testo dell’interrogazione, la risposta del Ministro Maroni e la controreplica dell’On.Ciocchetti

 

Documenti allegati:

Manovra finanziaria: parere negativo dalle Province

Le Province esprimono parere negativo sulla manovra finanziaria del Governo.
“E’ una manovra che nel triennio è insostenibile – dichiara il Presidente dell’Upi Fabio Melilli – ed è anche confusa, perché, accanto a provvedimenti prettamente finanziari, contiene norme ordinamentali che incidono direttamente sul sistema istituzionale dei Comuni e delle Province.
Come Province – aggiunge Melilli – ci impegneremo, non senza sacrifici, a contribuire allo sforzo di risanamento dei conti pubblici che ci è richiesto nel 2009.
Ma per il 2010 e 2011 la manovra dovrà essere rivista, perché così com’è non solo è insostenibile, ma deprime gli interventi e gli investimenti sul territorio, a danno delle economie locale e dello sviluppo del Paese.
Questa manovra mostra chiaramente quanto sia ormai ineludibile portare a compimento le riforme istituzionali, dal federalismo fiscale al Codice delle Autonomie locali – conclude il Presidente Melilli – e su questi temi ci siamo già impegnati con il Governo a garantire la nostra piena collaborazione al confronto”.

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