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Tavolo tecnico per la fiscalità locale

In allegato, il verbale della riunione 1° febbraio 2008.

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La Provincia di Siracusa aderisce a “M’illumino di meno”

L’ assessore provinciale  alla Pubblica Istruzione ha comunicato ai dirigenti di tutti gli istituti scolastici  che la Provncia  ha aderito alla  quarta giornata internazionale  del risparmio energetico  organizzata dalla trasmissione  di RAI –Radio Due “Caterpillar” che l’avviò nel 2005 .
L’iniziativa , intitolata  “ M’illumino di meno” ,si celebra domani venerdi 15 febbrraio .
Obiettivo è la sensibilizzazione dei cittadini per il risparmio energetico. L’assessore  Sgarlata chiede ai dirigenti scolastici  un coinvilgimento degli studenti attraverso varie iniziative  da svolgere a scuola, o come temi o qualt’atro le stesse scuole riteranno opportuno.
A livello nazionale l’iniziativa prevede che tutti i cittadini riducano  i consumi  elettrici con 5 minuti si “silenzio energetico” nell l’orario di mesa in onda della trasmissione di Caterpillar ( dalle ore 18 alle ore 19 ).
In tutta Italia  sono molti gli enti e le istituzioni pubbliche e private , azinde e comuni cittadini che spegneranno le luci, come saranno spente le luci di molti monumenti.
L’anno scorso il risparmio  risultante  dalla iniziativa  fu equivalente dello spegnimento di 5 milioni di lampadine .

Provincia di Viterbo: interventi per la viabilità

Rifacimento del piano viabile interno al centro abitato di Piansano: sono partiti i lavori. La Provincia ha finanziato l’iniziativa con 65.000 euro e nei prossimi giorni si appresta a intervenire anche sulla variante del Comune di Ronciglione.

Nel caso specifico, si tratta di circa due chilometri di strada, ovvero l’intero tratto della provinciale che passa all’interno di Piansano. “Questo intervento – dice l’assessore ai Lavori pubblici, Antonio Rizzello – si inserisce in un quadro più ampio di rifacimento di alcuni tratti urbani di strade provinciali. In tal senso, nei prossimi giorni partiremo con i lavori di rifacimento sulla variante del Comune di Ronciglione”.

Non solo le principali direttrici, quindi, al centro dell’attenzione della Provincia di Viterbo. “E’ innegabile che il tentativo di innalzare gli standard qualitativi della rete viaria provinciale – continua – passi attraverso interventi corposi sulle principali vie extraurbane, ma questo non può prescindere, contestualmente, da opere mirate all’interno dei centri urbani”.

Infatti, “dai dati che stiamo raccogliendo, appare evidente come la viabilità urbana rappresenti un elemento di specifica delicatezza in relazione al tema della sicurezza stradale. Seppur fortunatamente meno eclatanti – conclude Rizzello – i pericoli e gli incidenti nei centri urbani coinvolgono gli utenti della strada più deboli, come pedoni e bambini”.

La Provincia: dall’Assemblea Costituente alla riforma del Titolo V.

I lavori dell’Assemblea Costituente; la legislazione repubblicana sulle autonomie territoriali prima della revisione del Titolo V; la riforma del Titolo V: la disciplina costituzionale delle fonti delle autonomie locali; il disegno delle funzioni amministrative; i profili dinamici del riparto delle funzioni amministrative.


La storia delle Province nei 100 anni della Costituzione, spiegata nel saggio del Prof. Stelio Mangiameli, Oridinario di diritto Costituzionale all’Università di Teramo.

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PARI OPPORTUNITA’ – LE CONSULTE DI ANCI E UPI INSIEME

Oggi in Italia il numero di donne elette in Parlamento e’ pari al 15,5%.
Su 20 Presidenti di Regione solo 2 sono donne, mentre sono solo 8 su 106 le Presidenti di Provincia.
Nei Comuni con piu’ di 15.000 abitanti, su 648 Sindaci solo 47, pari al 7,3% sono donne.
‘’Questi numeri denunciano la mancanza di equilibrio di genere e richiedono l’impegno di tutti, uomini e donne, per riparare a  una situazione di democrazia incompiuta e deficitaria divenuta ormai intollerabile, che tende ad escludere le donne dalla politica’’, ha dichiarato Amalia Neirotti, Sindaco di Rivalta di Torino e delegata nazionale dell’ANCI alle politiche di pari opportunita’. ‘’Le tante battaglie, riforme e leggi adottate evidentemente non bastano. L’articolo 51 della Costituzione rimane ancora lettera morta’’.
Arianna Censi, coordinatrice della Consulta pari opportunita’ dell’UPI, afferma ‘’la necessita’ di un profondo cambiamento di stile, politico e culturale, che sappia esprimere una classe politica capace di interpretare i bisogni e offrire risposte a tutti i cittadini, uomini e donne’’.
Le donne impegnate nelle amministrazioni locali sono consapevoli che una presenza piu’ forte di donne nei luoghi di rappresentanza e di governo puo’ contribuire concretamente a migliorare le leggi e la vita quotidiana delle persone.
Per questo la Commissione Pari Opportunita’ dell’ANCI e la Consulta per le Pari Opportunita’ dell’UPI, in vista delle prossime elezioni di aprile, chiedono un impegno preciso alle segreterie di tutte le forze politiche, che con questa legge elettorale sono le uniche a stabilire chi entrera’ in Parlamento, di assumere da subito l’impegno affinche’ nel nuovo Parlamento la rappresentanza delle donne raggiunga la parita’.

 

Scuola: promozione delle eccellenze

Pubblichiamo la circolare del Ministero della Pubblica Istruzione sulla “Promozione delle eccellenze – Legge 11 gennaio 2007 n. 12” e i relativi allegati A  e B.

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PROGETTO AMICO LIBRO

Il Ministero della Pubblica Istruzione ha sottoscritto con UPI (Unione Province Italiane), ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani), AIE (Associazione Italiana Editori) il Protocollo di Intesa “AMICO LIBRO” per favorire la cultura del libro nelle scuole ed accrescere l’amore per la lettura, fondamentale tra i giovani che, catturati dai moderni mezzi di comunicazione di massa, leggono sempre meno e sono a forte rischio di impoverimento della parola e, conseguentemente, del pensiero.

In allegato, pubblichiamo il protocollo siglato.

Per ogni informazioni, il link al sito   con la presentazione del progetto

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TRIESTE: SOSTEGNO ALLE IMPRESE SOCIALI

La Provincia attiva nuove forme di sostegno alle cooperative sociali di tipo B, quelle volte all’inserimento dei soggetti deboli. Un atto di indirizzo, approvato alla fine di dicembre, stabilisce infatti che si riservino a queste imprese gli appalti dell’ente inferiori alla soglia comunitaria (211 mila euro). A questo scopo si richiede ai dirigenti e ai responsabili dei servizi provinciale di verificare, caso per caso, l’applicabilità della decisione dandone poi atto nei relativi provvedimenti.

La misura, che innova profondamente i rapporti tra l’amministrazione provinciale e la cooperazione sociale – realtà oggi composta a Trieste da 39 realtà per un totale di 657 soci di cui il 40 per cento proviene dall’area del disagio – rientra in un più ampio progetto avviato nell’ultimo anno dalla Provincia per il rilancio delle cooperative sociali.
“La direttiva – sottolinea infatti l’assessore provinciale alle politiche sociali Marina Guglielimi – vuole dare evidenza a una nuova modalità di rapporto tra l’amministrazione provinciale e la cooperazione sociale, mondo, che non è solo contraddistinto dal suo impegno sociale a favore dei soggetti svantaggiati, ma rappresenta una realtà significativa dal punto di vista occupazionale”.

“L’atto d’indirizzo della Provincia – affermano Roberto Colapietro e Max Capitanio, rappresentanti rispettivamente di Legacoop e Confcooperative Federsolidarietà – è un’iniziativa di grande significato per il mondo della cooperazione di tipo B che vede così riconosciuta appieno la sua funzione sociale. L’auspicio è che tale misura possa portare quanto prima a un miglioramento dell’occupabilità delle persone in svantaggio”.

A valorizzazione del settore nel 2007 la Provincia – cui istituzionalmente è affidato un compito di tutela e integrazione delle fasce più fragili della popolazione – ha promosso, in collaborazione con l’Istituto regionale per gli studi di servizio sociale (Irsses) un ciclo d’iniziative di formazione, informazione, sensibilizzazione e confronto.
Rientrano in questo progetto lo studio dell’Osservatorio provinciale sulle cooperative sociali che nel febbraio dello scorso anno ha delineato la realtà e le problematiche delle cooperative sociali e un worskhop con soggetti dell’imprenditoria sociale e amministrazioni pubbliche.

Da quest’ultima iniziativa è nata una pubblicazione intitolata “Trent’anni di cooperazione sociale: un’impresa per la società o un gioco da bravi ragazzi?”, in distribuzione proprio in questi giorni, che raccoglie opinioni e contributi di operatori della cooperazione e dirigenti di enti pubblici sul presente e il futuro delle cooperative che nella nostra città hanno visto la luce trent’anni fa.

Ultima tappa, la direttiva di dicembre che punta a riservare prioritariamente alla cooperazione sociale gli incarichi d’importo inferiore alla soglia comunitaria. Tra le possibili attività figurano, a titolo esemplificativo, la piccola manutenzione ordinaria di fabbricati, impianti, aree verdi; i servizi di pulizia, facchinaggio e traslochi; il catering in occasione di convegni o manifestazioni; servizi di front e back office, call center; tipografia, rilegatura, grafica; la progettazione, realizzazione, manutenzione e assistenza di software.

 

Sport e giovani nel Notiziario Upi

Pubblichiamo il numero 1 del 2008 dell’Agenzia dell’Upi, Le Province.

In questo numero, la lettera ivniata dall’Upi ai partiti politici sull’abolizione delle province; la cronaca e il racconto dei protagonisti dell’Assemblea Nazionale degli Assessori allo Sport, le notizie dalle Province.

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La Provincia di Viterbo nel Distretto tecnologico aerospaziale

La Provincia di Viterbo entra nel Distretto tecnologico aerospaziale (Dta) laziale. Lunedì scorso (4 febbraio 2008) l’assessore allo Sviluppo e all’Innovazione, Angelo Cappelli, ha partecipato alla riunione del distretto che si è tenuta alla Regione Lazio.

“Il Dta – spiega Cappelli – è stato attivato allo scopo di promuovere i processi di innovazione in un settore, quello aerospaziale, fortemente legato allo sviluppo di nuove conoscenze scientifiche e tecnologiche. La nostra partecipazione è importante in quanto la crescita di questo comparto è strettamente connessa con lo sviluppo di altri settori del tessuto produttivo”.

All’incontro alla Regione hanno partecipato i rappresentanti delle 5 Province del Lazio, gli atenei presenti sul territorio, il Cnr (Consiglio nazionale delle ricerche), l’Enea, l’Istituto nazionale di fisica nucleare, l’Asi (Agenzia spaziale italiana), il Parco scientifico e tecnologico dell’Alto Lazio, il Polo tecnologico industriale romana, la Filas e l’Agusta Westland.

“L’incontro con la Regione sul Dta è stato fortemente voluto dall’assessore regionale allo sviluppo Economico, Ricerca e Innovazione, Claudio Mancini, in quanto il distretto – dice ancora Cappelli – soffre della mancanza di una struttura di governo e di una sede che possa costituire un punto d’incontro tra le esigenze industriali e le potenzialità di ricerca a livello universitario”.

E proprio su queste due esigenze si è concentrata la riunione di lunedì. “Esigenze dettate inoltre dal fatto – continua – che l’Asi è pronta a lanciare un bando di concorso per la creazione di strutture di coordinamento regionale per favorire l’innovazione e il trasferimento tecnologico alle piccole e medie imprese. La Regione ha quindi manifestato agli enti locali che hanno partecipato la forte volontà di creare una governance. E le caratteriste per farlo ci sono tutte, in quanto l’assessore punta a investire nel Dta fondi derivanti dal settimo programma quadro dell’Unione europea, allo scopo di farlo diventare un punto di eccellenza e sintesi su scala nazionale”.

PROTOCOLLO D’INTESA UPI – RINA

Prot.n. 212                                            Roma, 31 gennaio 2008
all. 1 protocollo UPI – RINA

                                                             AI PRESIDENTI DI PROVINCIA
                                                             AGLI ASSESSORI ALL’AMBIENTE
                                                             AI DIRIGENTI SETTORE AMBIENTE
                                                             Loro Sedi

     Caro Collega,

lo scorso 23 gennaio l’Unione delle Province d’Italia e RINA SpA hanno siglato un protocollo d’intesa (cfr allegato), finalizzato alla individuazione di forme di collaborazione per supportare le Province nella predisposizione di piani provinciali delle emissioni di gas serra sul proprio territorio.

L’obiettivo sotteso alla stipula dell’accordo è sostanzialmente quello di favorire il ruolo determinante delle Province nelle politiche di raggiungimento degli obiettivi previsti dal Protocollo di Kyoto: attraverso il contributo fattivo degli enti locali in questo specifico settore sarà infatti possibile centrare più rapidamente gli obiettivi di riduzione dei gas serra, con positive ricadute anche sul versante occupazionale e di sviluppo complessivo dei territori.

 L’Unione delle Province d’Italia considera dunque fondamentale diffondere tale strumento, poiché ritiene possa rappresentare un interessante punto di partenza, anche nell’ottica di un futuro rapporto collaborativo con il Ministero dell’Ambiente. A tal proposito Ti preannuncio un incontro nazionale di approfondimento sul tema, di cui Ti darò tempestiva comunicazione non appena definiti i dettagli.
 Nel caso fossi interessato a conoscere ulteriori informazioni in ordine alle eventuali  modalità di attuazione del protocollo nella Tua Provincia, anche relativamente a possibili parametri di costo, Ti invito ad inoltrare una mail a [email protected].

Certo di incontrare il Tuo interesse, Ti ringrazio per l’attenzione e Ti invio cordiali saluti.

            MASSIMO ROSSI
      Responsabile UPI per l’Ambiente

In allegato la Circolare e il Protocollo d’Intesa

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UPI e Provincia di Brescia unite per far ripartire i bandi CST e RIUSO

COMUNICATO STAMPA

UPI e Provincia di Brescia unite per far ripartire i bandi CST e RIUSO

L’Unione Province Italiane (UPI) e la Provincia di Brescia, tramite le parole dell’Assessore all’Innovazione Corrado Ghirardelli, chiedono oggi con forza che siano sbloccati a livello ministeriale i lavori di due importanti bandi, quello dei CST/ALI e quello del Riuso.
Durante i lavori dell’incontro “Le azioni delle Province per la realizzazione delle Alleanze locali per l’innovazione”, che si è svolto quest’oggi a Brescia tra i rappresentanti delle Province e dei Centri Servizi Territoriali (CST), più volte il tavolo dei relatori ha ribadito la necessità di dare il via alle attività delle commissioni che dovranno valutare i progetti presentati nell’ottobre scorso.
Il timore è che tutti i processi realizzati dagli enti nei mesi scorsi per costituire i CST/ALI vengano vanificati. La speranza è che entro febbraio la commissione si metta al lavoro per valutare i 50 progetti presentati, tra cui anche quello della Provincia di Brescia.
Per quanto riguarda il bando di riuso si richiede al Ministero la nomina celere della commissione competente, affinché si possa iniziare l’analisi dei progetti e non si rischi di mandare a residuo i fondi già impegnati.
“Le Province italiane – ha sottolineato Corrado Ghirardelli – ravvisano l’estrema necessità di riaprire i tavoli di lavoro sul tema de Riuso e dei CST/ALI. È fondamentale andare avanti con i procedimenti, si deve proseguire indistintamente dagli accadimenti politici a livello di Governo centrale. Diversamente si rischia di vanificare il lavoro degli ultimi mesi di tantissimi enti locali, che stanno scommettendo con risorse proprie, ma che necessitano del dovuto riconoscimento finanziario per continuare a sviluppare i progetti”.
I progetti proposti dalle Alleanze Locali per l’Innovazione (ALI) mirano a promuovere un nuovo modello di cooperazione intercomunale per il miglioramento della qualità dei servizi rivolti ai cittadini e alle imprese, una maggiore competitività dei territori a rischio di marginalità e il conseguimento di standard che assicurino ai piccoli Comuni un impiego ottimale delle risorse professionali e finanziarie.
Il Bando per la “Diffusione territoriale dei servizi per cittadini e imprese (Riuso)” mira invece a favorire la diffusione di soluzioni innovative riguardanti i processi amministrativi e le modalità di erogazione di servizi di e-government a cittadini e imprese e a migliorare la qualità dell’interazione tra la pubblica amministrazione e i suoi utenti, promuovendo la condivisione di pratiche ed esperienze nell’utilizzo dell’ICT e ottenendo risparmi nel processo di adozione di soluzioni innovative per l’erogazione dei servizi.

Brescia, 1 febbraio 2008

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