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SPECIALE ASSEMBLEA DEI PRESIDENTI DI CONSIGLIO

E’ un numero speciale, tutto dedicato all’Assemblea Nazionale dei Presidenti di Consiglio Provinciale, quello on line da oggi.

Tra gli articoli, il saluto del Presidente della Camera, Fausto Bertinotti, una intervista al Presidente dell’Assemblea dei Presidenti di Consiglio UPI, Angelo Marotta e una intervista al Sottosegretario al Ministero delle Regioni e delle Autonomie locali, Pietro Colonnella.

 

 

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Melilli: “Tempi certi per la definizione di un percorso comune”

“Crediamo che sia necessario che la riduzione dei costi derivi da un patto che tutte le istituzioni fanno: ognuno deve fare la propria parte altrimenti si rischia di incidere solo su un livello, mentre il problema è di tutti”. Lo ha detto ai giornalisti il Presidente dell’Upi, Fabio Mellilli, uscendo ieri dal tavolo interistituzionale sui costi della politica al ministero degli Affari Regionali. “Abbiamo condiviso – ha spiegato Melilli all’Agenzia di stampa Ansa – un percorso, che ha dei tempi certi: entro 15 giorni si firma un patto istituzionale che dovrà contenere tempi certi e identificare le responsabilità di ciascuno. Da questo patto nascono strumenti giuridici diversi: il primo può essere quello del disegno di legge del governo e credo che debba esservi una definizione del momento di verifica del patto; non vorremmo infatti che questo momento vada di moda per un periodo e poi cada nel dimenticatoio. Credo sia nostro dovere fare in modo che vi sia una verifica dell’attuazione del patto. Saremo vigili perché quello che abbiamo scritto sia soggetto a verifica”.

Il calendario della edizione 2007

Presentata oggi a Roma, presso la sede dell’UPI di Piazza Cardelli,
la VI Edizione del Festival delle Province , quell’autentica rete italiana di cultura popolare, vetrina dei saperi di una penisola che ha saputo fare della diversità culturale un elemento strategico per il futuro.

“Le eccellenze della tradizione – ha detto Giuseppe Rinaldi, Coordinatore degli Assessori alla Cultura dell’Upi – si incontrano al Festival, un evento nel quale le Province si riconfermano come primi attori della promozione della cultura popolare. Una manifestazione – ha sottolineato poi – che unisce le comunità, che favorisce gli scambi, che consente di rimettere insieme i territori per aree culturali, a prescindere dai meri confini geografici” .
Anche per questo, nel corso degli anni sono aumentate le Province e le Istituzioni aderenti alla manifestazione fino a farne una prestigiosa rassegna di tutte quelle tradizioni che non vogliono perdersi, ma desiderano invece fortemente rinnovarsi e innovarsi con un dialogo continuo con il tempo e con le nuove generazioni.
 “Nel 2000 una ricerca metteva in evidenza” –  dichiara Valter Giuliano Presidente del Comitato Festival delle Province – “la difficoltà di valorizzare i “beni immateriali”. Partendo dalle Province, attente al territorio si è quindi costituito un SISTEMA DELLE TRADIZIONI DELLA CULTURA POPOLARE, poi patrocinio dell’Unesco.
Nel nostro Paese la cultura dei territori ha grande importanza. Il cartellone estivo, presentato oggi, precede quello autunnale, perché tutte le stagioni hanno le loro tradizioni, con i loro tempi e i loro ritmi. L’obiettivo è avere un Festival che si snodi lungo tutto il corso dell’anno, seguendo i ritmi della tradizione (Natale, Pasqua, Semina, Transumanza…)
Feste, momenti di musica troveranno ospitalità su tutta la Penisola, per dare vita ad una sola grande festa che VALORIZZI LA CULTURA VIVA E VERA sul territorio. Musicisti popolari, artisti che porteranno in giro il loro sapere, veri elementi di cultura essi stessi da salvaguardare. Valore umano e valore artistico dialogano con il territorio e, anche quest’anno, con le Università alla riscoperta della cultura popolare nell’ambito accademico. Tradizioni e giovani, storia e invenzione si incontrano in questo modo in maniera vivace, attiva e attuale”.

“Sono entusiasta di questa iniziativa – commenta Danielle Mazzonis sottosegretario per I Beni e le Attività Culturali – che si inserisce tra le iniziative per la valorizzazione dei “beni immateriali”. ALTA CULTURA, ALTA PARTECIPAZIONE e ALTO DIVERTIMENTO: dall’unione di questi tre elementi deriva il successo del Festival e la sua peculiare unicità. Al Ministero intendiamo manifestare il nostro appassionato interessa, pensando di organizzare una grande festa per il 29 settembre qui a Roma. Sarà la convergenza di culture dei beni immateriali e quasi un’ideale passeggiata tra i beni immateriali d’Italia. Questa è un’operazione che anticipo oggi in anteprima assoluta!”

“Sono sei anni infatti che lavoriamo a questo progetto, Provincia per Provincia, Comune per Comune – racconta Antonio Damasco, Direttore artistico del Comitato Festival delle Province -. Abbiamo iniziato a costruire un circuito nazionale. E’ il momento giusto per promuovere e fare emergere questo tipo di cultura con capacità scientifica e capacità di coinvolgimento del pubblico. Portiamo in giro i Testimoni della Cultura Popolare: si parte il 12 giugno a Chieri (Torino) per terminare a settembre in Sardegna. Una programmazione particolare che vuole mettere in relazione diverse culture e tradizioni di differenti territori. L’Hip hop dialoga con i nostri Testimoni per fare conoscere ai ragazzi le nostre tradizioni. Quest’anno si alterneranno sui palchi di ben diciotto località sparse sul territorio nazionale, grandi artisti di caratura internazionale, che daranno dimostrazione della loro capacità di re-interpretare, ad alti livelli, la cultura popolare.
Vi saranno alcuni tra i più importanti drammaturghi viventi, come Enzo Moscato e Ruggero Cappuccio; attori come Enrico Bonavera, Arlecchino d’Oro 2007 ed Roberto Herlitzka; e poi grandi compositori e musicisti come il premio Oscar Luis Bacalov ed il Maestro Sparagna; e naturalmente le squadre dei Testimoni della cultura popolare, premiate in questi anni. Il Festival è uno dei progetti: la forza di questa rete è LA COMUNICAZIONE TRA LE CULTURE CHE STIAMO COSTRUENDO”.

L’Assessore alle Politiche Culturali della Provincia di Roma, Vincenzo Vita esprime con queste parole il proprio consenso al Festival: “E’ un iniziativa che si sta rivelando di grandissimo interesse. I temi sono di grande portata, in primo luogo per le Province e quindi per i Comuni e tutti territori coinvolti. Le Province hanno l’opportunità di diventare ESEMPIO DI CONTEMPORANEITA’, DI MODERNITA’, trasformandosi in una rete. Ed è il concetto DI RETE CHE E’ IMPORTANTE PER QUESTO PROGETTO. Le culture popolari non sono culture di serie B. Bisogna smettere di immaginare una divisione tra cultura popolare e cultura “alta”, oggi più che mai desueta. Le culture popolari sono punti di riferimento e la linfa fondamentale per la contemporaneità. Per questo il Festival deve essere considerato una grande iniziativa: occuparci delle tradizioni, valorizzandole “nell’era di internet”  significa fare un servizio pubblico. Rimettere in circolo valori e patrimoni culturali che altrimenti resterebbero ingiustamente emarginati”.

IN ALLEGATO CALENDARIO DEL FESTIVAL

 

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SEMPLIFICARE PER RIDURRE I COSTI

“Ringraziamo la Commissione Affari Costituzionali del Senato per avere avviato tempestivamente la discussione sulla Carta delle Autonomie, e invitiamo il Parlamento a fare in fretta, perché il Paese non può più permettersi di tardare sull’attuazione della riforma della Costituzione”. Lo hanno detto Bruno Marziano, Vice Presidente dell’Upi e Presidente della Provincia di Siracusa, e Maurizio Zingoni, Componente dell’Ufficio di Presidenza dell’Upi, intervenendo all’audizione alla Commissione Affari Costituzionali del Senato sulla Carta delle Autonomie locali.
“Il testo – ha ricordato il Vicepresidente Marziano – arriva in Parlamento dopo una lunga riflessione che ha visto protagonisti Regioni, Province, Comuni e Governo. Quello che poniamo oggi con forza è la necessità di arrivare alla individuazione uniforme delle funzioni fondamentali delle Province. Questo permetterà ai cittadini e alle imprese di avere un quadro certo su quali siano i compiti di chi li amministra su tutto il territorio nazionale. Per questo chiediamo che questa definizione sia uniforme e riguardi anche i Comuni e le Province delle Regioni a statuto speciale. Ci auguriamo che su questo tema la Commissione possa avviare una seria riflessione”. 
“Il taglio dei costi della politica – ha aggiunto Zingoni – passa dalla semplificazione e dalla riorganizzazione di tutti i livelli amministrativi. E’ solo riportando in capo alle  Province le funzioni di area vasta che oggi sono frammentate impropriamente tra una moltitudine di soggetti che agiscono sul territorio, che si riusciranno ad operare quelle economie di scala necessarie per razionalizzare la spesa e ridurre gli sprechi”. Il riferimento dell’Upi è alle varie sovrastrutture come le Comunità montane, gli Ato, i Consorzi di Bonifica, i Bim, gli Enti Parco, etc..
Zingoni e Marziano hanno poi sottolineato ai Senatori la questione del limite di mandato e delle normative sulla ineleggibilità e incompatibilità. “Questa è l’occasione giusta – hanno detto – per risolvere le incongruenze e le iniquità esistenti nella normativa”.

Infine l’Upi ha chiesto alla Commissione di aprire la discussione sul tema del riequilibrio dei poteri tra Giunte e Consigli in modo da potere individuare gli strumenti necessari a consentire la piena valorizzazione delle Assemblee elettive. 

La sdoddisfazione del Persidente D’Alì

La Provincia di Trapani ha un bilancio affidabile e buone possibilità di sviluppo e di crescita economica nel medio e lungo termine. Queste le ragioni per cui l’Agenzia Finanziaria FitchRatings gli ha assegnato il rating “A”, un risultato che posiziona la Provincia, unica in Sicilia, allo stesso livello di Valencia o del Monte dei Paschi di Siena.
“E’ un risultato ottimo, che, come amministratori di una istituzione pubblica,  non può che incoraggiarci a proseguire sulla strada del rafforzamento e del consolidamento e di attivazione di nuove forme di partecipazione pubblico-private– ha commentato il Presidente della Provincia Antonio D’Alì nella Conferenza stampa di presentazione del rating. “Per  questo la certificazione è una sfida che abbiamo sentito il dovere di cogliere, per attestare e documentare ai nostri possibili futuri partener la nostra solidità e il nostro impegno ad investire per lo sviluppo del territorio. Credo che quello del merito dovrebbe essere un parametro cui tutte le istituzioni dovrebbero fare riferimento – ha aggiunto D’Alì – per questo ritengo che il patto di stabilità interno, che blocca indiscriminatamente la possibilità dell’utilizzo degli avanzi di bilancio per gli investimenti a prescindere dalla virtuosità o meno dell’ente sia da correggere. Non dobbiamo certo disegnare la lista dei buoni e dei cattivi: però laddove ci sia una certificazione che attesti il consolidamento della struttura finanziaria e di bilancio dell’istituzione, credo si debba consentire di proseguire negli investimenti. Anche perché è proprio grazie agli investimenti degli Enti locali che il Paese può crescere”.
Molto soddisfatto del successo ottenuto anche l’assessore al Bilancio della Provincia di Trapani, Salvatore Ombra “E’ una sfida che l’amministrazione tutta, sia nella parte politica che in quella dirigenziale, ha vinto. E’ stata anche premiata la serietà e la capacità progettuale che questa amministrazione ha messo in campo. Un dato importante – ha aggiunto l’Assessore – è la considerazione di affidabilità che l’Agenzia di rating ci ha accordato, perché certifica la solidità della scelta politica. Ci auguriamo che anche gli altir Enti locali del territorio possano beneficiare di questo nostro successo. L’appuntamento è da qui ad un anno  certi come siamo che, proseguendo su questa strada, potremo ottenere un ratings ancora migliore”.
Alla conferenza stampa è intervenuta la Deutche Bank e il Direttore della Finanza Internazionale di FitchRatings, Raffaele Carnevale, che ha illustrato le ragioni che hanno portato all’attribuzione del ratings “A” alla Provincia di Trapani. “Il rating – ha spiegato – considera i solidi risultati operativi, il moderato e stabile livello di debito per mutui e prestiti e l’elevata capacità di generare flussi di cassa. Il rating tiene altresì conto della limitata flessibilità finanziaria di parte corrente nonché dei potenziali benefici in termini di crescita dell’occupazione e del PIL pro-capite derivanti dalle prospettive di sviluppo dell’economia locale. Le prospettive stabili riflettono l’aspettativa di Fitch circa la capacità della Provincia di mantenere il pareggio di bilancio nei prossimi tre anni stabilizzando, quindi, il debito a mediolungo termine. Inoltre, il mantenimento dell’elevato livello di copertura delle rate per il servizio del debito, unitamente al miglioramento dell’efficienza gestionale per mezzo della messa a regime dei sistemi di controllo interni, potrebbero avere un effetto positivo sul rating”.

“Solo Comuni e Province hanno fatto proposte”

“La riduzione dei costi della politica passa dalla semplificazione del sistema e dal taglio di tutti gli organismi inutili che oggi gestiscono, impropriamente e in maniera frammentarie, competenze sul territorio. Mi riferisco alle Comunità Montane, agli Ato, ai Bim, agli Enti Parco, ai tanti Consorzi di gestione, creati appositamente, con tanto di consigli di amministrazioni spesso strapagati, per svolgere ciò che invece dovrebbero fare le Province”.
Lo dichiara il Presidente dell’Upi Fabio Melilli, ricordando come “per giungere davvero ad un risultato basterebbe dare piena attuazione alla Costituzione, confermando quello che il Governo ha indicato con la Carta delle Autonomie, e riportando in capo ai Comuni e alle Province le funzioni per amministrare il Paese.
Se questa sarà l’indicazione che deriverà dal Governo e dal Parlamento, allora noi siamo pronti a fare la nostra parte. Ci siamo già resi disponibili ad una riduzione razionale del personale politico delle Province, proponendo il taglio del 25% di consiglieri ed Assessori.
Ma è chiaro che un segnale di questo genere non può venire, come invece fino ad oggi è stato, solo dai Comuni e dalle Province. Anche le altre istituzioni devono dimostrare nei fatti, con proposte concrete, la loro volontà di operare davvero per una razionalizzazione del sistema, e non di volere solo seguire l’onda della protesta del momento. E’ questo che ci aspettiamo dagli incontri previsti per la prossima settimana, e non le proposte di accorpamenti forzosi, e che si trovino al più presto soluzioni, perchè ormai tardare ancora nel rispondere ai cittadini non è più possibile”.

 

 

 

Convegno UPI-CUSPI per la valorizzazione del patrimonio informativo pubblico a fini statistici

Il censimento degli archivi amministrativi provinciali per la valorizzazione del patrimonio informativo pubblico a fini statistici
 
Il CUSPI (Coordinamento degli uffici di statistica delle Province), come organismo dell’UPI per il coordinamento della funzione della statistica a supporto della governance locale, in occasione di ForumPA 2007, vuole organizzare una giornata di lavoro per la valorizzazione del patrimonio informativo pubblico a fini statistici.
Il patrimonio informativo accumulato nelle banche dati della PA è non solo di grandi dimensioni, ma anche ricco e articolato per le molteplici tipologie di dati e rappresenta un vero e proprio “bene pubblico” che oggi è possibile valorizzare per finalità statistiche con evidenti vantaggi per l’intera collettività.
Il CUSPI, nell’ambito del Programma statistico nazionale, in collaborazione e con il supporto metodologico dell’ISTAT, ha elaborato un progetto per il censimento degli archivi amministrativi delle Province, proponendosi di accelerare e consolidare l’uso degli archivi amministrativi quale risorsa indispensabile per la produzione statistica, ma anche per la semplificazione amministrativa e la riduzione degli oneri per i cittadini, le imprese, le organizzazioni sociali.
Conoscere quindi le potenzialità informative e statistiche di ogni singolo archivio permetterà di integrare la tradizione amministrativa con la cultura della rete per migliorare la gestione informatica degli archivi e la qualità delle informazioni contenute per completezza, tempestività di aggiornamento, uniformità territoriale.

 
PROGRAMMA

 

Progetto “Censimento degli archivi amministrativi delle Province”

Cinzia Viale
Presidente Cuspi – Provincia di Rovigo

Saverio Gazzelloni
Direttore Sistan

Manlio Calzaroni
Direttore dati, archivi e registri amministrativi Istat

Ennio Fortunato
Dirigente ISTAT

Carmelo Carlino
Direttore Generale Provincia di Genova

Pasquale Volontà
Responsabile Sistema Informativo e Statistica Provincia di Asti

Gaetano Palombelli
Rappresentante UPI nel COMSTAT
 

Il trattamento dei dati sensibili e giudiziari a fini statistici

Claudio Filippi
Direttore Dipartimento Libertà Pubblica e Sanità – Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali
 

CUSPI Friuli Venezia Giulia: Proposte metodologiceh e modello PCM

Fulvio Della Vedova
Dirigente Provincia di Trieste

Antonella Primi
Responsabile Ufficio di Statistica Provincia di Trieste
 

CUSPI Emilia Romagna: obiettivi ed attività comuni in campo statistico

Monica Mazzoni
Responsabile Ufficio di Statistica Provincia di Bologna

Rossella Salvi
Responsabile Ufficio di Statistica Provincia di Rimini

 

Provincia di Roma: Il rapporto anuale sull’area di Roma

Aldo Santori
Consulente Collaboratore dell’Area Studi della Direzione Generale Provincia di Roma

Teresa Ammendola
Responsabile Ufficio di Statistica Provincia di Roma

 

Per informazioni ed iscrizioni: http://www.forumpa.it/forumpa2007/convegni/convegno/E16.html

“Serve una conferenza unificata straordinaria”

Per raggiungere l’obiettivo di una riduzione reale dei costi della politica, è necessario che tutte le istituzioni facciano la propria parte, stringendo un Patto tra Governo, Parlamento, Regioni, Province e Comuni.

Lo scrivono il Presidente dell’ANCI, Leonardo Domenici, e il Presidente dell’Upi Fabio Melilli, in una lettera indirizzata al Ministro Linda Lanzillotta, nella quale chiedono la convocazione di una Conferenza Unificata straordinaria tutta dedicata alla questione dei costi della politica.

Nel testo, i Presidenti ricordano la proposta lanciata la scorsa settimana da ANCI e Upi, di ridurre di un quarto il numero degli assessori e dei consiglieri comunali e provinciali: proposta che comporterebbe un risparmio di almeno 120 milioni di euro dai Comuni e di circa 27 milioni e mezzo dalle Province.

 “Noi quindi – scrivono Domenici e Melilli – abbiamo già dichiarato apertamente la ferma volontà di partecipare a questa sfida: non vorremmo però che, presi dalla necessità di dare immediate risposte, spinti in questo anche dalla facile, quanto spesso futile, polemica del momento, si trascuri il bisogno di disegnare un progetto completo, efficace e realmente incisivo e innovativo, di cui il Paese ha bisogno”.

Secondo i Presidenti, “se si vuole davvero raggiungere i risultati che i cittadini si aspettano da noi, anche le Regioni devono fare la loro parte: insieme potremo infatti coniugare l’obiettivo del taglio dei costi della politica, a quello della semplificazione, dello snellimento della burocrazia e del miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia della Pubblica Amministrazione”.

I Presidenti di ANCI e Upi concludono con la richiesta della convocazione della Conferenza Unificata dove, scrivono “potremo definire insieme un Patto tra tutte le istituzioni, Governo, Parlamento, Regioni, Province e Comuni, e, in pieno spirito costruttivo, potremo contribuire fattivamente alla realizzazione di provvedimenti efficaci e funzionali”.


 

Le due province insieme nelle strategie per le fonti alternative

L’uso di fonti energetiche alternative e le strategie d’intervento in tema di politiche comunitarie sono stati al centro dell’incontro , nel capoluogo lucano, tra il presidente della Provincia di Potenza, Sabino Altobello, e una delegazione della Provincia di Caserta, guidata dall’assessore alle Attività produttive e Politiche comunitarie, Franco Capobianco. Obiettivo dell’incontro, cui ha preso parte anche il direttore dell’Associazione Tecla, Mario Battello, è la costruzione di un percorso condiviso, che parte da Potenza e Caserta, per la realizzazione di progetti innovativi con l’utilizzo delle nuove fonti energetiche. Il quadro di riferimento è quello della nuova programmazione dei fondi comunitari per il periodo 2007 – 2013, dei piani interregionali in materia di energia e degli impegni internazionali e nazionali per la riduzione delle emissioni inquinanti. A Potenza sono state gettate le basi per una sinergia, che mira a coinvolgere anche altre province meridionali su un tema, quello dell’energia, di importanza strategica per lo sviluppo locale. 
La Provincia di Caserta ha inoltre portato a Potenza le sue best practies in tema di politiche comunitarie e di attività di progettazione, comunicazione, informazione ed orientamento sulle opportunità di finanziamento e le attività delle Istituzioni Europee. Le esperienze maturate in due anni di attività dall’Ufficio Europa di Caserta, che è riuscito a portare i temi dell’agenda europea all’attenzione del pubblico locale, attraverso strategie di comunicazione e progetti rivolti a giovani, serviranno all’organizzazione del neonato Ufficio Europa della Provincia di Potenza.
“Esprimo piena soddisfazione per l’incontro di questa mattina e grande interesse per i temi affrontati –  ha detto il presidente della Provincia di Potenza -. L’incontro di oggi può avviare un proficuo lavoro tra due province del sud, sui temi dell’energia e delle politiche comunitarie, con grande attenzione alla cooperazione e alla condivisione di progetti di sviluppo per i territori. L’esperienza attivata con Caserta – ha aggiunto Altobello –  è il viatico per un allargamento ad altre province su una base multiregionale”. Per l’assessore Capobianco “l’incontro con la Provincia di Potenza, con  una regione che ha  lavorato bene per l’agenda 2000-2006 dei POR, tanto da trovarsi in posizione di phasing out statistico e quindi nella fase di sostegno transitorio per le nuove politiche di coesione, è l’inizio di un’azione concreta ed interregionale per lo sviluppo di progetti in materia di politiche energetiche e di scambio di buone prassi sulla progettazione e la comunicazione su tematiche europee. È un iniziativa che valorizza ulteriormente la rete di Tecla e delle province che puntano sui propri Uffici Europa come strumenti di progettazione e attuazione delle opportunità che l’Ue offre agli Stati membri. La Provincia di Caserta – conclude l’assessore – è orgogliosa di esportare la sua esperienza al fine di accompagnare l’avvio delle attività dell’Ufficio Europa della Provincia di Potenza”.

 

Il commento di Melilli al sondaggio ISPOS – SOLE 24 ORE

Il 63% degli italiani è contraria all’abolizione delle Province, e solo il 29% ritiene che gli sprechi della politica siano da ricercarsi negli Enti locali. I dati emergono da un sondaggio effettuato dall’istituto di studi IPSOS per il il Sole 24 Ore, e sono stati realizzazti nell’ambito di una rilevazione generale sul primo anno del Govenro Prodi.

Dal sondaggio emerge chiaramente quanto i cittadini italiani siano profondamente legati alle amminnistrazioni provinciali: infatti, alla domanda “lei è d’accordo con l’abolizione delle Province” il 39% risponde “ASSOLUTAMENTE NO”, il 24% risponde “POCO D’ACCORDO”  e solo il 15% si dichiara favorevole.


“I dati registrati dal sondaggio del Sole 24 Ore non fanno che confermare ciò di cui le Province non hanno mai avuto dubbi: che i cittadini italiani apprezzano il nostro lavoro, ci ritengono una istituzione indispensabile, e non si lasciano convincere dalla facile demagogia”.  E’ il commento del Presidente dell’Upi, Fabio Melilli  “Spero solo che –  aggiunge –  dopo questi risultati così chiari, ci si convinca che prima di emettere sentenze frettolose, è meglio imparare ad ascoltare i territori e le comunità, girando davvero l’Italia. Che non è fatta solo di grandi metropoli, ma di tante piccole realtà che trovano nella Provincia l’istituzione storica di riferimento, in grado di costruire la rete di sostegno del sistema locale intorno ai temi dell’economia, dello sviluppo, della cultura, della tutela dell’ambiente e dei diritti di cittadinanza.
Resta fermo – conclude il Presidente dell’Upi –  il nostro responsabile  impegno, a contribuire, attraverso un grande Patto con tutte le istituzioni del Paese, alla riduzione dei costi della politica, allo snellimento della burocrazia e al miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia della Pubblica Amministrazione, di cui, questo sì,  certamente i cittadini sentono il bisogno”.

L’articolo, pubblicato a pagina 2 del quotidiano, è presente nella rassegna stampa  del nostro sito.

Dichiarazione del Presidente dell’Upi Emilia Romagna, Pieer Giorigo Dall’Acquan

In merito alla recente sentenza n. 157 con cui la Corte Costituzionale ha dichiarato  illegittimo il taglio delle indennità degli organi politici regionali, prendo atto con soddisfazione del pronunciamento che riconosce l’autonomia normativa e finanziaria, non solo delle Regioni, ma anche degli Enti locali, in diverse materie, fra cui la fissazione delle indennità e dei gettoni di presenza, fatti salvi i principi generali fissati dal Decreto Ministeriale 119/2000 che è scaduto dal 2003 e non è mai stato rinnovato.

In aggiunta, ricordo, che gli amministratori delle Province dell’Emilia-Romagna si sono adeguati  alle disposizioni delle ultime due leggi finanziarie, decurtando il trattamento economico del 10% sia per i Presidenti e gli Assessori, che per i Consiglieri provinciali.
 
Pertanto, pur prendendo atto con soddisfazione della sentenza della Corte, ritengo che, ancora una volta, possiamo farci carico di affrontare il tema dei costi della politica in un ottica di ammodernamento e di semplificazione dei compiti e delle funzioni  delle Province, così come prevede il nuovo Codice delle Autonomie in discussione presso il Parlamento e credo che saremo  favorevoli ad una riduzione dei componenti degli organi esecutivi (le Giunte) e dei componenti degli Organi assembleari (i Consigli Provinciali).

Tale riduzione, sono certo, porterà  vantaggi sul piano dell’efficientamento complessivo  della Pubblica Amministrazione, accogliendo anche una domanda sociale e delle imprese che chiede più celerità nei processi decisionali.

Ritengo pertanto perseguibile, sin da ora, una forte innovazione nella vita politica del Paese che, a fronte di un  taglio delle spese generali degli enti e ad una consistente riduzione del numero degli amministratori locali, si proceda seriamente ad una verifica sulle indennità da corrispondere effettivamente agli amministratori stessi.

Ancora una volta, ribadisco, che le indennità degli amministratori, sempre più impegnati nell’esercizio di compiti e funzioni in crescente trasferimento dallo Stato e dalle Regioni, debbano essere serenamente ed equamente valutate anche con riferimento al trattamento economico dei componenti delle altre istituzioni elettive della Repubblica e rigettando ogni forma di populismo e di demagogia che, specie in questi ultimi tempi, domina il dibattito nazionale e locale  stravolgendo ogni  ragionevole considerazione.


Pier Giorgio Dall’Acqua, Presidente della Porivncia di Ferrara e Presidente dell’Upi Emilia Romagna

Coordinamento Tecnico Commissione Istruzione regioni, Upi, Anci

Il 2 maggio scorso presso la sede dell’Upi si è svolto il coordinamento degli assessori all’istruzione presieduto dall’Assessore della Provincia di Napoli Angela Cortese.

Nella scheda allegata trovate gli argomenti trattati.

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