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SU FEDERALISMO FISCALE EVITARE PASSI INDIETRO

(Adnkronos) – A due giorni dall’incontro che si e’ tenuto nella sede del ministero dell’Economia, durante il quale e’ stata presentata una versione del testo del disegno di legge delega in materia di federalismo fiscale, Leonardo Domenici e Fabio Melilli,
presidenti rispettivamente della Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (Anci) e dell’Unione delle Province Italiane (Upi), dichiarano “quel testo, gia’ in quella sede e’ stato giudicato come un buon punto di partenza’.

‘Nell’attesa riscrittura del testo -avvertono Domenici e Melilli- non si facciano passi indietro, eventualmente alterando la attuazione dell’articolo 119 della Costituzione o l’intero assetto istituzionale ridisegnato dal Titolo V della carta costituzionale”.

“Su questi temi – concludono Domenici e Melilli – siamo quindi certi che i ministeri coinvolti nella riscrittura del testo sappiano trovare una forte intesa fra loro, contando anche sul ruolo di coordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri” . (Asc/Pn/Adnkronos)


 

Melilli “Le Province non ostacolerranno l’avvio”

ADNKRONOS: “Dopo aver auspicato a lungo il federalismo fiscale nessuno di noi puo’ permettersi di non avviare questo procedimento per l’attuazione del Titolo V. Le Province non ostacolano il percorso di avvio del federalismo fiscale”. E’ quanto ha affermato il presidente dell’Unione Province Italiane (Upi), Fabio Melilli al termine del vertice al Ministero dell’Economia durante il quale e’ stato presentato un nuovo disegno di legge delega sul federalismo fiscale. Melilli ha tuttavia sottolineato: “Nel testo ci sono numerosissime contraddizioni. Ci soddisfa meno di quello presentato una settimana fa”.

Regioni, Province e Comuni non sono pienamente soddisfatte del nuovo testo di delega sul federalismo fiscale presentato oggi nel corso di un incontro al Ministero dell’Economia. Questo e’ l’esito del vertice che si e’ svolto tra una delegazione della conferenza delle Regioni e delle Province autonome, i rappresentati dell’Anci, dell’Upi e il ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa per discutere il nuovo testo di disegno di legge delega sul federalismo fiscale che andra’ oggi in Consiglio dei ministri in prima lettura. Regioni ed autonomie avevano infatti in un incontro svoltosi la scorsa settimana chiesto delle modifiche e le parti si sono incontrate nuovamente oggi per trovare un accordo. Regioni ed enti locali tuttavia considerano il testo una base di partenza, che andra’ in Cdm oggi pomeriggio ma sul quale il confronto proseguira’ in conferenza unificata e, successivamente, durante la discussione parlamentare.  Infatti, Regioni ed enti locali nonostante non siano ancora soddisfatti dal testo presentato dal governo non vogliono interrompere il confronto e non intendono ostacolare l’avvio del federalismo fiscale.
(Sci/Ct/Adnkronos)

Tavolo tecnico sulla fiscalità locale

In allegato, il verbale dei lavori della riunione del Tavolo tecnico sulla fiscalità locale, che si è tenuta il 7 giugno 2007.

Documenti allegati:

Zingoni “Così il Governo ci impedisce di investire”

“Il blocco dell’utilizzo degli avanzi di amministrazione, previsto dalle regole della finanziaria 2007, impedisce alle Province di investire 1 miliardo di euro”. E’ l’allarme lanciato da Maurizio Zingoni, componente dell’Ufficio di Presidenza dell’Upi. “Avremmo potuto spendere questi soldi per opere pubbliche, per la manutenzione o la costruzione di scuole per i nostri cittadini – sottolinea Zingoni – e invece dobbiamo vederci sottrarre risorse che sono nostre e che andranno a fare parte di questo ormai fantomatico ‘tesoretto’. Che, a quanto pare, non servirà ad altro che per tentare una ormai improbabile, ripresa di popolarità del Governo”.

 

 

 


 

SPECIALE ASSEMBLEA DEI PRESIDENTI DI CONSIGLIO

E’ un numero speciale, tutto dedicato all’Assemblea Nazionale dei Presidenti di Consiglio Provinciale, quello on line da oggi.

Tra gli articoli, il saluto del Presidente della Camera, Fausto Bertinotti, una intervista al Presidente dell’Assemblea dei Presidenti di Consiglio UPI, Angelo Marotta e una intervista al Sottosegretario al Ministero delle Regioni e delle Autonomie locali, Pietro Colonnella.

 

 

Documenti allegati:

Melilli: “Tempi certi per la definizione di un percorso comune”

“Crediamo che sia necessario che la riduzione dei costi derivi da un patto che tutte le istituzioni fanno: ognuno deve fare la propria parte altrimenti si rischia di incidere solo su un livello, mentre il problema è di tutti”. Lo ha detto ai giornalisti il Presidente dell’Upi, Fabio Mellilli, uscendo ieri dal tavolo interistituzionale sui costi della politica al ministero degli Affari Regionali. “Abbiamo condiviso – ha spiegato Melilli all’Agenzia di stampa Ansa – un percorso, che ha dei tempi certi: entro 15 giorni si firma un patto istituzionale che dovrà contenere tempi certi e identificare le responsabilità di ciascuno. Da questo patto nascono strumenti giuridici diversi: il primo può essere quello del disegno di legge del governo e credo che debba esservi una definizione del momento di verifica del patto; non vorremmo infatti che questo momento vada di moda per un periodo e poi cada nel dimenticatoio. Credo sia nostro dovere fare in modo che vi sia una verifica dell’attuazione del patto. Saremo vigili perché quello che abbiamo scritto sia soggetto a verifica”.

Il calendario della edizione 2007

Presentata oggi a Roma, presso la sede dell’UPI di Piazza Cardelli,
la VI Edizione del Festival delle Province , quell’autentica rete italiana di cultura popolare, vetrina dei saperi di una penisola che ha saputo fare della diversità culturale un elemento strategico per il futuro.

“Le eccellenze della tradizione – ha detto Giuseppe Rinaldi, Coordinatore degli Assessori alla Cultura dell’Upi – si incontrano al Festival, un evento nel quale le Province si riconfermano come primi attori della promozione della cultura popolare. Una manifestazione – ha sottolineato poi – che unisce le comunità, che favorisce gli scambi, che consente di rimettere insieme i territori per aree culturali, a prescindere dai meri confini geografici” .
Anche per questo, nel corso degli anni sono aumentate le Province e le Istituzioni aderenti alla manifestazione fino a farne una prestigiosa rassegna di tutte quelle tradizioni che non vogliono perdersi, ma desiderano invece fortemente rinnovarsi e innovarsi con un dialogo continuo con il tempo e con le nuove generazioni.
 “Nel 2000 una ricerca metteva in evidenza” –  dichiara Valter Giuliano Presidente del Comitato Festival delle Province – “la difficoltà di valorizzare i “beni immateriali”. Partendo dalle Province, attente al territorio si è quindi costituito un SISTEMA DELLE TRADIZIONI DELLA CULTURA POPOLARE, poi patrocinio dell’Unesco.
Nel nostro Paese la cultura dei territori ha grande importanza. Il cartellone estivo, presentato oggi, precede quello autunnale, perché tutte le stagioni hanno le loro tradizioni, con i loro tempi e i loro ritmi. L’obiettivo è avere un Festival che si snodi lungo tutto il corso dell’anno, seguendo i ritmi della tradizione (Natale, Pasqua, Semina, Transumanza…)
Feste, momenti di musica troveranno ospitalità su tutta la Penisola, per dare vita ad una sola grande festa che VALORIZZI LA CULTURA VIVA E VERA sul territorio. Musicisti popolari, artisti che porteranno in giro il loro sapere, veri elementi di cultura essi stessi da salvaguardare. Valore umano e valore artistico dialogano con il territorio e, anche quest’anno, con le Università alla riscoperta della cultura popolare nell’ambito accademico. Tradizioni e giovani, storia e invenzione si incontrano in questo modo in maniera vivace, attiva e attuale”.

“Sono entusiasta di questa iniziativa – commenta Danielle Mazzonis sottosegretario per I Beni e le Attività Culturali – che si inserisce tra le iniziative per la valorizzazione dei “beni immateriali”. ALTA CULTURA, ALTA PARTECIPAZIONE e ALTO DIVERTIMENTO: dall’unione di questi tre elementi deriva il successo del Festival e la sua peculiare unicità. Al Ministero intendiamo manifestare il nostro appassionato interessa, pensando di organizzare una grande festa per il 29 settembre qui a Roma. Sarà la convergenza di culture dei beni immateriali e quasi un’ideale passeggiata tra i beni immateriali d’Italia. Questa è un’operazione che anticipo oggi in anteprima assoluta!”

“Sono sei anni infatti che lavoriamo a questo progetto, Provincia per Provincia, Comune per Comune – racconta Antonio Damasco, Direttore artistico del Comitato Festival delle Province -. Abbiamo iniziato a costruire un circuito nazionale. E’ il momento giusto per promuovere e fare emergere questo tipo di cultura con capacità scientifica e capacità di coinvolgimento del pubblico. Portiamo in giro i Testimoni della Cultura Popolare: si parte il 12 giugno a Chieri (Torino) per terminare a settembre in Sardegna. Una programmazione particolare che vuole mettere in relazione diverse culture e tradizioni di differenti territori. L’Hip hop dialoga con i nostri Testimoni per fare conoscere ai ragazzi le nostre tradizioni. Quest’anno si alterneranno sui palchi di ben diciotto località sparse sul territorio nazionale, grandi artisti di caratura internazionale, che daranno dimostrazione della loro capacità di re-interpretare, ad alti livelli, la cultura popolare.
Vi saranno alcuni tra i più importanti drammaturghi viventi, come Enzo Moscato e Ruggero Cappuccio; attori come Enrico Bonavera, Arlecchino d’Oro 2007 ed Roberto Herlitzka; e poi grandi compositori e musicisti come il premio Oscar Luis Bacalov ed il Maestro Sparagna; e naturalmente le squadre dei Testimoni della cultura popolare, premiate in questi anni. Il Festival è uno dei progetti: la forza di questa rete è LA COMUNICAZIONE TRA LE CULTURE CHE STIAMO COSTRUENDO”.

L’Assessore alle Politiche Culturali della Provincia di Roma, Vincenzo Vita esprime con queste parole il proprio consenso al Festival: “E’ un iniziativa che si sta rivelando di grandissimo interesse. I temi sono di grande portata, in primo luogo per le Province e quindi per i Comuni e tutti territori coinvolti. Le Province hanno l’opportunità di diventare ESEMPIO DI CONTEMPORANEITA’, DI MODERNITA’, trasformandosi in una rete. Ed è il concetto DI RETE CHE E’ IMPORTANTE PER QUESTO PROGETTO. Le culture popolari non sono culture di serie B. Bisogna smettere di immaginare una divisione tra cultura popolare e cultura “alta”, oggi più che mai desueta. Le culture popolari sono punti di riferimento e la linfa fondamentale per la contemporaneità. Per questo il Festival deve essere considerato una grande iniziativa: occuparci delle tradizioni, valorizzandole “nell’era di internet”  significa fare un servizio pubblico. Rimettere in circolo valori e patrimoni culturali che altrimenti resterebbero ingiustamente emarginati”.

IN ALLEGATO CALENDARIO DEL FESTIVAL

 

Documenti allegati:

SEMPLIFICARE PER RIDURRE I COSTI

“Ringraziamo la Commissione Affari Costituzionali del Senato per avere avviato tempestivamente la discussione sulla Carta delle Autonomie, e invitiamo il Parlamento a fare in fretta, perché il Paese non può più permettersi di tardare sull’attuazione della riforma della Costituzione”. Lo hanno detto Bruno Marziano, Vice Presidente dell’Upi e Presidente della Provincia di Siracusa, e Maurizio Zingoni, Componente dell’Ufficio di Presidenza dell’Upi, intervenendo all’audizione alla Commissione Affari Costituzionali del Senato sulla Carta delle Autonomie locali.
“Il testo – ha ricordato il Vicepresidente Marziano – arriva in Parlamento dopo una lunga riflessione che ha visto protagonisti Regioni, Province, Comuni e Governo. Quello che poniamo oggi con forza è la necessità di arrivare alla individuazione uniforme delle funzioni fondamentali delle Province. Questo permetterà ai cittadini e alle imprese di avere un quadro certo su quali siano i compiti di chi li amministra su tutto il territorio nazionale. Per questo chiediamo che questa definizione sia uniforme e riguardi anche i Comuni e le Province delle Regioni a statuto speciale. Ci auguriamo che su questo tema la Commissione possa avviare una seria riflessione”. 
“Il taglio dei costi della politica – ha aggiunto Zingoni – passa dalla semplificazione e dalla riorganizzazione di tutti i livelli amministrativi. E’ solo riportando in capo alle  Province le funzioni di area vasta che oggi sono frammentate impropriamente tra una moltitudine di soggetti che agiscono sul territorio, che si riusciranno ad operare quelle economie di scala necessarie per razionalizzare la spesa e ridurre gli sprechi”. Il riferimento dell’Upi è alle varie sovrastrutture come le Comunità montane, gli Ato, i Consorzi di Bonifica, i Bim, gli Enti Parco, etc..
Zingoni e Marziano hanno poi sottolineato ai Senatori la questione del limite di mandato e delle normative sulla ineleggibilità e incompatibilità. “Questa è l’occasione giusta – hanno detto – per risolvere le incongruenze e le iniquità esistenti nella normativa”.

Infine l’Upi ha chiesto alla Commissione di aprire la discussione sul tema del riequilibrio dei poteri tra Giunte e Consigli in modo da potere individuare gli strumenti necessari a consentire la piena valorizzazione delle Assemblee elettive. 

La sdoddisfazione del Persidente D’Alì

La Provincia di Trapani ha un bilancio affidabile e buone possibilità di sviluppo e di crescita economica nel medio e lungo termine. Queste le ragioni per cui l’Agenzia Finanziaria FitchRatings gli ha assegnato il rating “A”, un risultato che posiziona la Provincia, unica in Sicilia, allo stesso livello di Valencia o del Monte dei Paschi di Siena.
“E’ un risultato ottimo, che, come amministratori di una istituzione pubblica,  non può che incoraggiarci a proseguire sulla strada del rafforzamento e del consolidamento e di attivazione di nuove forme di partecipazione pubblico-private– ha commentato il Presidente della Provincia Antonio D’Alì nella Conferenza stampa di presentazione del rating. “Per  questo la certificazione è una sfida che abbiamo sentito il dovere di cogliere, per attestare e documentare ai nostri possibili futuri partener la nostra solidità e il nostro impegno ad investire per lo sviluppo del territorio. Credo che quello del merito dovrebbe essere un parametro cui tutte le istituzioni dovrebbero fare riferimento – ha aggiunto D’Alì – per questo ritengo che il patto di stabilità interno, che blocca indiscriminatamente la possibilità dell’utilizzo degli avanzi di bilancio per gli investimenti a prescindere dalla virtuosità o meno dell’ente sia da correggere. Non dobbiamo certo disegnare la lista dei buoni e dei cattivi: però laddove ci sia una certificazione che attesti il consolidamento della struttura finanziaria e di bilancio dell’istituzione, credo si debba consentire di proseguire negli investimenti. Anche perché è proprio grazie agli investimenti degli Enti locali che il Paese può crescere”.
Molto soddisfatto del successo ottenuto anche l’assessore al Bilancio della Provincia di Trapani, Salvatore Ombra “E’ una sfida che l’amministrazione tutta, sia nella parte politica che in quella dirigenziale, ha vinto. E’ stata anche premiata la serietà e la capacità progettuale che questa amministrazione ha messo in campo. Un dato importante – ha aggiunto l’Assessore – è la considerazione di affidabilità che l’Agenzia di rating ci ha accordato, perché certifica la solidità della scelta politica. Ci auguriamo che anche gli altir Enti locali del territorio possano beneficiare di questo nostro successo. L’appuntamento è da qui ad un anno  certi come siamo che, proseguendo su questa strada, potremo ottenere un ratings ancora migliore”.
Alla conferenza stampa è intervenuta la Deutche Bank e il Direttore della Finanza Internazionale di FitchRatings, Raffaele Carnevale, che ha illustrato le ragioni che hanno portato all’attribuzione del ratings “A” alla Provincia di Trapani. “Il rating – ha spiegato – considera i solidi risultati operativi, il moderato e stabile livello di debito per mutui e prestiti e l’elevata capacità di generare flussi di cassa. Il rating tiene altresì conto della limitata flessibilità finanziaria di parte corrente nonché dei potenziali benefici in termini di crescita dell’occupazione e del PIL pro-capite derivanti dalle prospettive di sviluppo dell’economia locale. Le prospettive stabili riflettono l’aspettativa di Fitch circa la capacità della Provincia di mantenere il pareggio di bilancio nei prossimi tre anni stabilizzando, quindi, il debito a mediolungo termine. Inoltre, il mantenimento dell’elevato livello di copertura delle rate per il servizio del debito, unitamente al miglioramento dell’efficienza gestionale per mezzo della messa a regime dei sistemi di controllo interni, potrebbero avere un effetto positivo sul rating”.

“Solo Comuni e Province hanno fatto proposte”

“La riduzione dei costi della politica passa dalla semplificazione del sistema e dal taglio di tutti gli organismi inutili che oggi gestiscono, impropriamente e in maniera frammentarie, competenze sul territorio. Mi riferisco alle Comunità Montane, agli Ato, ai Bim, agli Enti Parco, ai tanti Consorzi di gestione, creati appositamente, con tanto di consigli di amministrazioni spesso strapagati, per svolgere ciò che invece dovrebbero fare le Province”.
Lo dichiara il Presidente dell’Upi Fabio Melilli, ricordando come “per giungere davvero ad un risultato basterebbe dare piena attuazione alla Costituzione, confermando quello che il Governo ha indicato con la Carta delle Autonomie, e riportando in capo ai Comuni e alle Province le funzioni per amministrare il Paese.
Se questa sarà l’indicazione che deriverà dal Governo e dal Parlamento, allora noi siamo pronti a fare la nostra parte. Ci siamo già resi disponibili ad una riduzione razionale del personale politico delle Province, proponendo il taglio del 25% di consiglieri ed Assessori.
Ma è chiaro che un segnale di questo genere non può venire, come invece fino ad oggi è stato, solo dai Comuni e dalle Province. Anche le altre istituzioni devono dimostrare nei fatti, con proposte concrete, la loro volontà di operare davvero per una razionalizzazione del sistema, e non di volere solo seguire l’onda della protesta del momento. E’ questo che ci aspettiamo dagli incontri previsti per la prossima settimana, e non le proposte di accorpamenti forzosi, e che si trovino al più presto soluzioni, perchè ormai tardare ancora nel rispondere ai cittadini non è più possibile”.

 

 

 

Convegno UPI-CUSPI per la valorizzazione del patrimonio informativo pubblico a fini statistici

Il censimento degli archivi amministrativi provinciali per la valorizzazione del patrimonio informativo pubblico a fini statistici
 
Il CUSPI (Coordinamento degli uffici di statistica delle Province), come organismo dell’UPI per il coordinamento della funzione della statistica a supporto della governance locale, in occasione di ForumPA 2007, vuole organizzare una giornata di lavoro per la valorizzazione del patrimonio informativo pubblico a fini statistici.
Il patrimonio informativo accumulato nelle banche dati della PA è non solo di grandi dimensioni, ma anche ricco e articolato per le molteplici tipologie di dati e rappresenta un vero e proprio “bene pubblico” che oggi è possibile valorizzare per finalità statistiche con evidenti vantaggi per l’intera collettività.
Il CUSPI, nell’ambito del Programma statistico nazionale, in collaborazione e con il supporto metodologico dell’ISTAT, ha elaborato un progetto per il censimento degli archivi amministrativi delle Province, proponendosi di accelerare e consolidare l’uso degli archivi amministrativi quale risorsa indispensabile per la produzione statistica, ma anche per la semplificazione amministrativa e la riduzione degli oneri per i cittadini, le imprese, le organizzazioni sociali.
Conoscere quindi le potenzialità informative e statistiche di ogni singolo archivio permetterà di integrare la tradizione amministrativa con la cultura della rete per migliorare la gestione informatica degli archivi e la qualità delle informazioni contenute per completezza, tempestività di aggiornamento, uniformità territoriale.

 
PROGRAMMA

 

Progetto “Censimento degli archivi amministrativi delle Province”

Cinzia Viale
Presidente Cuspi – Provincia di Rovigo

Saverio Gazzelloni
Direttore Sistan

Manlio Calzaroni
Direttore dati, archivi e registri amministrativi Istat

Ennio Fortunato
Dirigente ISTAT

Carmelo Carlino
Direttore Generale Provincia di Genova

Pasquale Volontà
Responsabile Sistema Informativo e Statistica Provincia di Asti

Gaetano Palombelli
Rappresentante UPI nel COMSTAT
 

Il trattamento dei dati sensibili e giudiziari a fini statistici

Claudio Filippi
Direttore Dipartimento Libertà Pubblica e Sanità – Autorità Garante per la Protezione dei Dati Personali
 

CUSPI Friuli Venezia Giulia: Proposte metodologiceh e modello PCM

Fulvio Della Vedova
Dirigente Provincia di Trieste

Antonella Primi
Responsabile Ufficio di Statistica Provincia di Trieste
 

CUSPI Emilia Romagna: obiettivi ed attività comuni in campo statistico

Monica Mazzoni
Responsabile Ufficio di Statistica Provincia di Bologna

Rossella Salvi
Responsabile Ufficio di Statistica Provincia di Rimini

 

Provincia di Roma: Il rapporto anuale sull’area di Roma

Aldo Santori
Consulente Collaboratore dell’Area Studi della Direzione Generale Provincia di Roma

Teresa Ammendola
Responsabile Ufficio di Statistica Provincia di Roma

 

Per informazioni ed iscrizioni: http://www.forumpa.it/forumpa2007/convegni/convegno/E16.html

“Serve una conferenza unificata straordinaria”

Per raggiungere l’obiettivo di una riduzione reale dei costi della politica, è necessario che tutte le istituzioni facciano la propria parte, stringendo un Patto tra Governo, Parlamento, Regioni, Province e Comuni.

Lo scrivono il Presidente dell’ANCI, Leonardo Domenici, e il Presidente dell’Upi Fabio Melilli, in una lettera indirizzata al Ministro Linda Lanzillotta, nella quale chiedono la convocazione di una Conferenza Unificata straordinaria tutta dedicata alla questione dei costi della politica.

Nel testo, i Presidenti ricordano la proposta lanciata la scorsa settimana da ANCI e Upi, di ridurre di un quarto il numero degli assessori e dei consiglieri comunali e provinciali: proposta che comporterebbe un risparmio di almeno 120 milioni di euro dai Comuni e di circa 27 milioni e mezzo dalle Province.

 “Noi quindi – scrivono Domenici e Melilli – abbiamo già dichiarato apertamente la ferma volontà di partecipare a questa sfida: non vorremmo però che, presi dalla necessità di dare immediate risposte, spinti in questo anche dalla facile, quanto spesso futile, polemica del momento, si trascuri il bisogno di disegnare un progetto completo, efficace e realmente incisivo e innovativo, di cui il Paese ha bisogno”.

Secondo i Presidenti, “se si vuole davvero raggiungere i risultati che i cittadini si aspettano da noi, anche le Regioni devono fare la loro parte: insieme potremo infatti coniugare l’obiettivo del taglio dei costi della politica, a quello della semplificazione, dello snellimento della burocrazia e del miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia della Pubblica Amministrazione”.

I Presidenti di ANCI e Upi concludono con la richiesta della convocazione della Conferenza Unificata dove, scrivono “potremo definire insieme un Patto tra tutte le istituzioni, Governo, Parlamento, Regioni, Province e Comuni, e, in pieno spirito costruttivo, potremo contribuire fattivamente alla realizzazione di provvedimenti efficaci e funzionali”.


 

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