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Un protocollo per favorire, nella scuola, percorsi integrati di cittadinanza europea

Firmato un accordo dal ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni e l’Unione dele Province Italiane per organizzare progetti sulla cittadinanza europea rivolti agli
studenti. Favorire le politiche e la pratica della cittadinanza democratica ed attiva, nel rispetto delle diverse esperienze locali e dell’autonomia scolastica. Valorizzare  la creazione di reti di relazioni tra le istituzioni scolastiche e i soggetti del territorio in ambito locale, regionale e transnazionale non solo nei suoi aspetti partecipativi ma anche  in quelli legati alla cultura della legalità e del rispetto delle regole, oltre ai principi di solidarietà che sottendono al patto sociale e alla convivenza tra popoli diversi.Questi i contenuti del protocollo d’intesa che, a Milano, all’Assemblea annuale dell’Unione delle Province d’Italia, il ministro Fioroni ha sottoscritto con il presidente dell’Upi, Fabio Melilli. Tra gli obiettivi che il protocollo d’intesa intende favorire  lo sviluppo dei rapporti con i sistemi produttivi locali,  la valorizzazione dei patrimoni culturali e artistici e la tutela dell’ambiente, in un’ottica di sviluppo sostenibile,  oltre la  promozione di pratiche a favore delle pari opportunità. In realtà, sono diversi gli argomenti affrontati che vanno
dal dialogo interculturale all’integrazione dei diversamente abili, dalla tutela dell’ambiente alla promozione dei patrimoni culturali artistici fino allo sviluppo ‘dei rapporti con i
sistemi produttivi locali’.’Firmiamo questo protocollo con l’Unione delle Province – ha
spiegato il ministro dell’Istruzione Giuseppe Fioroni- perchè riteniamo
che le Province siano uno dei partner fondamentali per declinare
l’autonomia scolastica’. Infatti solo a livello locale si possono fare conoscere le
caratteristiche, ad esempio l’industria locale. A dare una definizione del protocollo e’ stato il ministro Fioroni che ha spiegato come si tratti di uno ‘strumento
operativo che consente di realizzare poli formativi coinvolgendo
le Province e la rete delle autonomie scolastiche’


 

 


            

Province snodo essenziale ma servono amministrazioni più snelle

 ‘Gli enti locali intermedi sono lo snodo istituzionale essenziale per coordinare le politiche
nazionali e regionali con quelle di prossimità dei Comuni per quanto riguarda l’istruzione, la formazione e il sostegno al sistema produttivo, l’ambiente, il turismo e lo sviluppo sostenibile’. E’ quanto  ha sottolineato il Presidente del Senato, Franco Marini, nel messaggio di saluto all’ assemblea nazionale delle Province italiane. Al Presidente dell’Upi, Fabio Melilli e agli amministratori provinciali, Marini ha augurato ‘buon lavoro’ dicendosi certo che l’ Upi ‘sapra’ affrontare i temi delle riforme, dello sviluppo economico e dell’offerta dei servizi ai cittadini e alle imprese da parte di amministrazioni più snelle’

Ruolo scritto nella Costituzione ma va messo un freno alle nuove Province

 Il ruolo delle province ” è scolpito nella Costituzione” e la loro esistenza non è in
discussione. Anzi, sono l’elemento che “tiene insieme le maglie del tessuto nazionale”, per sua natura frammentario e che senza quella cerniera si disgregherebbe. Lo ha detto il ministro delle Regione e delle Autonomie Locali, Linda Lanzillotta, intervenendo alla sessione inaugurale dell’assemblea Upi.’E’ anche giusto però che le Province abbiano un rapporto fiscalmente più trasparente con i cittadini – ha detto ancora il ministro – cittadini che in questi anni hanno visto con incertezza il proliferare di istituzioni che facevano cose
simili’. Attuare il federalismo fiscale, quindi, ha aggiunto, significa anche fare in modo che “i flussi finanziari vadano là dove devono essere gestiti senza troppi passaggi, perchè ogni
passaggio se ne tiene legato un po’…”

L’intervento di apertura dell’Assemblea UPI

Scarica qui il testo della relazione del Presidente Melilli

Documenti allegati:

Il presidente della Camera: Province fortemente radicate nella storia del nostro Paese

Un cordiale saluto, caro Presidente, a voi  tutti riuniti a Milano in occasione dell’annuale Assemblea generale delle Province d’Italia. Le Province, insieme ai Comuni e alle Regioni, formano un sistema di saperi e di esperienze civiche profondamente radicato nella storia e nella cultura del nostro Paese e una delle sue più efficaci risorse per la costruzione di un percorso sempre più avanzato di sviluppo e di crescita civile. Nel nostro difficile presente- in cui avvertiamo con intensità i pericoli  insiti nel progressivo distacco dei cittadini dalle istituzioni e in cui troppo spesso la politica fatica ad intercettarne i bisogni più profondi- gli Enti locali posssono giocare un ruolo strategico. Un ruolo che il Parlamento ha il compito di valorizzare aprendosi alle realtà del territorio e facendo sulla forza che esse esprimono  per rispondere alle domande che salgono dalla società civile e per favorire la diffusione di forme di partecipazione democratica e di esperienze di buon governo che proprio nelle Province trovano un momento di espressione vitale e fecondo. Nella certezza che la vostra tradizionale Assise saprà arrecare un cointributo importante al dibattito in corso sul ruolo e sulle prospettive future delle Amministrrazioni provinciali, anche sotto il profilo delle risorse su cui fare leva per impostare un percorso di sviluppo e di progresso nell’interesse generale del Paese, desidero formulare a Lei, caro Presidente, e a tutti i presenti un sincero augurio di buon lavoro.Fausto Bertinotti Presidente della Camera dei Deputati 

Melilli “Si riscrivano le funzioni di tutto il sistema istituzionale”

Le Province sono un ente necessario della Repubblica. Con queste parole il Ministro dell’Interno, Giuliano Amato, ha voluto aprire il suo intervento all’Assemblea Generale delle Province italiane, in corso a Milano, ribadendo la volontà di proseguire insieme alle Province e alle altre istituzioni, il lavoro per la redazione del Codice delle Autonomie locali.
 “Il Ministro – ha commentato il Presidente dell’Upi, Fabio Melilli – con il suo intervento alla nostra Assemblea ha voluto fare ancora una volta giustizia del superficiale dibattito intorno al ruolo delle Province, invitando tutti a fare un passo in avanti verso la definizione delle funzioni di ogni livello di governo.
Il federalismo ha creato qualche confusione di troppo, che non possiamo permetterci. Il Codice delle Autnomie locali su cui stiamo lavorando con il Ministro Amato e il Ministro Lanzillotta è una occasione storica per riordinare tutto il sistema.
Quanto alle funzioni delle Province, il ministro dell’Interno oggi ha fatto alcuni esempi che non posso che condividere perché potenziano il ruolo delle Province nel governo del territorio”.
Amato, nell’intervento, ha parlato della gestione delle acque, dei rifiuti, della difesa del suolo, della gestione della rete viaria,del coordinamento delle iniziative turistiche.
 “La definizione delle funzioni deve però procedere parallelamente alla assegnazione delle risorse adeguate. Questo sarebbe il vero passo in avanti nel cammino del Paese verso il federalismo.
Perché solo in questo modo, attuando il federalismo fiscale ed uscendo dalla logica dei trasferimenti, che sono soggetti a cambiamenti  continui, sarà possibile per le amministrazioni locali definire dei bilanci di programmazione pluriennale.
Apprezziamo la volontà di cambiare – ha concluso il Presidente Melilli – chiediamo però che il Governo riscriva le funzioni fondamentali, disegnando il ruolo di ogni livello di governo, a tutto vantaggio dei cittadini e del sistema economico. Ne parleremo venerdì, nel prossimo incontro previsto al Ministero dell’interno sul Codice delle Autonomie locali”.

Il tema sarà ripreso domani, nella giornata conclusiva dei lavori dell’Assemblea Generale delle Province d’Italia (9,30 – 13,30, Centro Congressi Via Corridoni 16) , cui sono attesi, tra gli altri, il Presidente della Commissione Costituzionale della Camera dei Deputati, Luciano Violante, il Presidente della Commissione Costituzionale del Senato, Enzo Bianco, e il Ministro delle Riforme Vannino Chiti.

 

La Provincia di Rovigo a tutela delle lagune polesane

La Provincia di Rovigo, l’Arpav, il Consorzio di bonifica Delta Po e l’ASL 19 di Adria, avvalendosi di strutture universitarie, hanno siglato un accordo di programma della durata di tre anni al fine di fornire all’Amministrazione Provinciale, agli altri Enti interessati e agli Operatori del Settore della pesca strumenti efficaci per la valutazione dello stato di salute degli ambienti lagunari veneti del Delta del Po, e per poter rilevare in tempo reale situazioni di modifica ambientale, anossia, variazioni di salinità ecc., che potrebbero compromettere quelle risorse produttive che sono di notevole rilevanza per il territorio provinciale.

Il progetto nasce dall’esigenza di acquisire e condividere un patrimonio di conoscenze e dati disponibili nell’area deltizia al fine di massimizzare il beneficio generale e di interessare la Regione Veneto nella condivisione degli obiettivi per il territorio e a favore degli operatori. La pesca è una risorsa fondamentale per questo territorio e le lagune rappresentano un habitat molto delicato. E’ necessario preservare e salvaguardare i suoi equilibri per garantire una adeguata produttività dal punto di vista quantitativo e qualitativo; l’aspetto ambientale e quello produttivo sotto strettamente collegati, non possono prescindere l’uno dall’altro, inoltre, la qualità ambientale è un valore aggiunto per un territorio di grande valenza.

Il progetto prevede, in sintesi, il posizionamento di stazioni di analisi in automatico per il rilievo di parametri chimici, fisici e biologici, raccolta ed elaborazione dei dati ed invio ad un P.C., condivisione con i partners delle indicazioni raccolte ed elaborazione di indicazioni operative. Il monitoraggio viene effettuato a regime presso le lagune di Scardovari, Canarin,  Vallona, Caleri e Marinetta.
Viene eseguita la misurazione dei principali parametri fisici e chimici che condizionano l’attività biotica in un ecosistema acquatico: pressione e quindi profondità, temperatura, conducibilità e quindi salinità, concentrazione e percentuale di saturazione di ossigeno disciolto, pH.  Mediante l’utilizzo di particolari descrittori/indicatori,  gli organi istituzionali e gli operatori della pesca sono in grado di cogliere immediatamente le variazioni in atto relative alla qualità ambientale e allo stato di salute della laguna. Inoltre, l’analisi degli andamenti di tali indici consente di predire se le condizioni ambientali sono soggette ad un miglioramento o viceversa.
Si potranno altresì valutare gli interventi di vivificazione attuati e in progetto.

L’Amministrazione Provinciale di Rovigo si impegna a sostenere economicamente una parte delle attività previste dall’accordo di programma ed è proprietaria di due delle cinque sonde multiparametriche, quelle collocate nelle lagune di Caleri e Marinetta. Si impegna inoltre a coinvolgere tutti i partner, compresa la Regione, sulla base di quanto contenuto nell’Accordo di programma e delle sue finalità. Si avvale poi del Centro Internazionale di Ricerca su Ambiente e Sviluppo (CIRAS), di cui è socio, per la definizione tecnica operativa delle attività previste dal progetto e per le attività di studio per il monitoraggio della qualità ambientale delle lagune, per consentire ogni preventivo intervento di salvaguardia.

Inoltre, il sito web della Provincia destinato al comparto Pesca ed Attività Produttive – www.pescapolesine.it –  ospita i bollettini e i rapporti appositamente predisposti da ARPAV, a disposizione di tutti gli operatori del settore.

Uno strumento fondamentale quindi per tutte le attività di valorizzazione del settore, che in Polesine devono essere promosse e incentivate.
Saranno promosse sinergie d’interventi per la conoscenza e valorizzazione ambientale e per una corretta gestione delle risorse oltre che per la tutela ed incentivazione delle attività economiche connesse. Ritengo che sia fondamentale la collaborazione tra i vari Enti ed Istituzioni che a vario titolo operano nelle aree lagunari venete del Delta del Po. Solo in questo modo potremo risolvere i problemi che attualmente affliggono le lagune polesane e rilanciare il settore pesca, così importante per la nostra provincia.

Melilli, Upi “Accolte le nostre proposte”

COMUNICATO STAMPA

Finanziaria: Province, cancellato il tetto sugli investimenti

Melilli, Upi “Accolte le nostre proposte”

 

Un incontro importante nel quale il Governo ha mostrato di avere compreso le ragioni di Province e Comuni, tanto da avere accolto gran parte delle richieste presentate dagli Enti locali.

E’ il giudizio espresso dal Presidente dell’Upi, Fabio Melilli, al termine della riunione che si è svolta oggi a Palazzo Chigi e alla quale per l’Upi sono intervenuti, insieme a Melilli, il Vice Presidente dell’Upi e Presidente della Provincia di Brescia, Alberto Cavalli, il Presidente della Provincia di Torino, Antonino Saitta, il Presidente della Provincia di Venezia, Davide Zoggia, il Presidente della Provincia di Napoli, Riccardo Di Palma, il Presidente della Provincia di Siena e Responsabile per la finanza dell’Upi, Fabio Ceccherini.

“Il Governo – sottolinea il Presidente Melilli – ha accettato di rivedere l’impatto della manovra, riducendola di 500 milioni di euro per il Comuni e di 100 milioni di euro per le Province. Rilevante è anche l’istituzione di un fondo aggiuntivo di 260 milioni di euro per i piccoli comuni.

Positiva è inoltre l’esclusione della spese cofinanziate dall’Ue e quelle sulle grandi opere”.

“Particolarmente positivo per le Province – dice Melilli – è stato l’accoglimento della richiesta dell’eliminazione del vincolo sull’indebitamento. Abbiamo inoltre ricevuto rassicurazioni sulla compartecipazione dinamica al gettito Irpef dal 2009 per le Province, così come previsto per i Comuni”.

“L’incontro – conclude il Presidente – è stato certamente significativo. Resta il nodo delle norme ordinamentali, che riguardano migliaia di amministratori, su cui esprimeremo un giudizio definitivo dopo che, come ci ha assicurato oggi il Governo, saranno valutate in maniera approfondita in un confronto con il Parlamento”.

 

Roma. 10 ottobre 2006

Dichiarazione del Vice Presidente dell’Upi e Presidente della Provincia di Brescia, Alberto Cavalli

“Il Governo cambia strada e ricerca il consenso degli enti locali, di cui non si era curato fino ad oggi. Almeno a questo sono servite le proteste di Sindaci e Presidenti di Provincia di ogni colore politico. La proposta è quella di cancellare il tetto agli investimenti, nella consapevolezza, forse, che senza le opere pubbliche (strade, scuole, difesa dell’ambiente) lo sviluppo locale si ferma.

La disponibilità ad alleggerire di 600 milioni di euro il carico che pesa su Comuni e Province risponde solo in parte alle ragioni di chi osserva che gli enti locali sono chiamati ad uno sforzo di risanamento della pubblica amministrazione ben superiore a quello che viene richiesto a Stato e Regioni, dopo anni di costante e significativa riduzione delle proprie spese.

Infine il Governo non abbandona l’idea di approfittare della finanziaria per modifiche di carattere istituzionale che si traducono in una umiliazione degli amministratori locali, individuati (soltanto loro!) come uno spreco insopportabile per il settore pubblico.
Eppure sono proprio i Comuni e le Province ad essere costantemente sotto il controllo diretto dei cittadini.
La predica di un Governo che ha battuto ogni record per numero di Ministri e Sottosegretari nasconde il progetto di sradicare la politica da ogni rapporto con il territorio per concentrarla nei salotti buoni e nelle stanze riservate del potere.
Chiederemo dunque attenzione e sostegno al Parlamento”.

Da Governo grande disponibilità

Venezia, 10 ott. (Adnkornos) – Il Presidente della Provincia di Venezia, Davide Zoggia, in qualita’ di componente dell’Ufficio di Presidenza dell’Unione delle Province Italiane (UPI), ha partecipato al tavolo Governo – Enti Locali convocato alla presenza del Premier Romano Prodi a Roma.

‘Il Governo – commenta soddisfatto al termine dell’incontro Davide Zoggia – ha manifestato chiaramente la propria volonta’ di sostenere con determinazione il ruolo ed il rilancio degli Enti Locali. E’ stato, infatti, eliminato il tetto degli indebitamenti, inizialmente previsto al 2,6%, per gli investimenti e la manovra che riguarda gli Enti Locali e’ stata complessivamente ridotta di 600 milioni di Euro dei quali 100 milioni a vantaggio delle Province’.

 ‘Inoltre – spiega Zoggia – e’ stato istituito un fondo di 260 milioni di Euro per i piccoli comuni, quelli che non raggiungono i 5000 abitanti e si e’ deciso che le Grandi Opere, quelle cioe’ contenute nella Legge Obiettivo, verranno escluse dal patto di
stabilita’. L’incontro – continua il Presidente della Provincia di Venezia – si e’ protratto per oltre due ore in un clima di piena condivisione degli obiettivi e le Province hanno anche ottenuto la compartecipazione dinamica dell’Addizionale Irpef a partire dal 2008:
un provvedimento di questa natura testimonia come il ruolo dell’Ente Provincia sia essenziale all’interno di una logica di federalismo fiscale. (Red-Dac/Col/Adnkronos)
10-OTT-06 17:07

 

CONVENZIONE UPI AGI

Di seguito, pubblichiamo il testo della convenzione stipulata dall’UPI con l’Agenzia AGI per favorire l’accesso a condizioni vantaggiose ai servizi di comunicazione dell’Agenzia di stampa.


                FORNITURA DEI NOTIZIARI GIORNALISTICI AGI
                                              CONVENZIONE
                                                           Tra
Unione Province d’Italia (in appresso denominata UPI) con sede in Roma (00186), Piazza Cardelli, 4,  codice fiscale n° 80228090587, nella persona del Direttore Generale Dottor Piero Antonelli
                                                                e
l’Agenzia Giornalistica Italia S. p. A., (in appresso denominata AGI), iscritta alla Camera di Commercio di Roma al nr. 153913 – P.IVA nr. 00893701003, rappresentata dall’Ing. Giuseppe Scillitani, in qualità di Responsabile Commerciale AGI – Area Istituzioni, domiciliato per la carica in Roma, Via Cristoforo Colombo 98 – 00147 Roma
                                                          premesso
– che, nel periodo di validità della presente Convenzione, UPI è interessata a dare ampia diffusione dei servizi oggetto dell’Accordo alle Amministrazioni Provinciali associate, sia tramite i propri prodotti di comunicazione, quali ad esempio il sito web (www.provinceditalia.it), sia durante lo svolgimento delle iniziative istituzionali;
– che AGI, Agenzia di Stampa con oltre 50 anni di attività, dispone di strutture redazionali e organizzazione sul territorio Nazionale atte a garantire la fornitura di tali servizi;
tutto quanto sopra premesso le Parti convengono quanto segue:
                                                           ART. 1
L’AGI s’impegna a fornire alle Amministrazioni Provinciali d’Italia associate UPI, il Notiziario AGI (“Interni”) e i notiziari Regionali (Abruzzo, Calabria, Lazio, Lombardia, Piemonte, Puglia, Sardegna e Sicilia). Notiziari in tempo reale realizzati tutti i giorni feriali con esclusione dei giorni di riposo previsti dal calendario di uscita dei quotidiani, e delle festività infrasettimanali. La fruizione dei Notiziari sarà attraverso collegamento via internet con assegnazione di n° 1 (una) password personalizzata ad uso “esclusivo”.

                                                              ART. 2
Le apparecchiature e gli oneri necessari alla ricezione, alla visualizzazione e alla consultazione dei Notiziari di cui all’ART. 1 sono a carico delle Amministrazioni Provinciali.
                                                             ART. 3
Le condizioni commerciali, oggetto della presente Convenzione (riportate in allegato) saranno valide, per i contratti sottoscritti con le singole Amministrazioni Provinciali nel periodo di validità della stessa, della durata di n° 1 (uno) anno dalla data della sottoscrizione.
Alla scadenza, la Convenzione potrà essere rinnovata per un ulteriore periodo previo accordo fra le Parti.
                                                              ART. 4
Per l’attuazione del presente Accordo tra l’UPI e l’AGI, le Amministrazioni Provinciali associate UPI sono suddivise in due fasce
A) Province capoluoghi di regione
B) Province non capoluoghi di regione
Le Amministrazioni Provinciali interessate ad aderire alla presente Convenzione con propri Accordi diretti con AGI, potranno contattare il Responsabile Commerciale AGI dell’Area Istituzioni, Ing. Giuseppe Scillitani, numero di tel. 0651996340 / fax 0651996448, indirizzo email [email protected]


I canoni relativi alla fornitura dei servizi oggetto della presente Convenzione, resteranno invariati per il periodo di validità della Convenzione stessa.
Durata singoli contratti: minimo semestrale (dalla data di attivazione del servizio).

                                                        ART. 5
Le informazioni oggetto dei Notiziari di cui all’ART. 1 saranno utilizzate solo ed esclusivamente dalle Amministrazioni Provinciali che aderiranno alla presente Convenzione, per proprio uso informativo interno. Non possono essere cedute o trasmesse a terzi in alcun modo senza il consenso scritto dell’AGI.

                                                          ART. 6
La presente Convenzione avente ad oggetto prestazioni soggette ad IVA, sarà registrata solo in caso d’uso con pagamento del tributo di registro in misura fissa a cura e spese della Parte che avrà interesse alla registrazione stessa.
Roma,
                                                 A.G.I.      UPI


 

FINANZIARIA: CONSIGLI UNITARI ANCI E UPI

I comuni e le Province ritengono il disegno di legge finanziaria per il 2007, per la parte che riguarda le loro competenze, inadeguato e insostenibile.
In particolare, va sottolineato come anche questo anno le disposizioni che determinano il contributo delle amministrazioni locali al raggiungimento degli obiettivi generali di finanza pubblica siano state assunte unilateralmente dal Governo.
A ciò si aggiunga che sono stati consolidati e posti a carico delle istituzioni locali gli effetti finanziari della manovra economica per l’anno 2007 contenuti nella finanziaria dello scorso anno. Già infatti la manovra finanziaria 2006 conteneva disposizioni per cui ad oggi, circa il 40% dei Comuni rischiano di non rispettare almeno uno dei quattro obiettivi imposti dal patto di stabilità interno, di cui il 26% per le spese sul  personale.
Ciò si concretizza in un ulteriore aggravio a carico dei bilanci di Comuni e Province che determina un obiettivo finale pari 2,872 miliardi per i comuni ed a 670 milioni di euro per le province.
Oltre ad una valutazione negativa relativa all’entità della manovra per Comuni e Province, va sottolineato come il metodo di calcolo del miglioramento del deficit indicato nel disegno di legge, rischia di creare, soprattutto per i Comuni, forti sperequazioni fra gli enti locali con picchi difficilmente sostenibili dalle amministrazioni.
Peraltro, anche il decreto legge contenente “disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria”, contiene norme che rischiano di aumentare la pressione fiscale sugli immobili (ICI) attraverso operazioni centrali di revisione dei classamenti catastali e contestuale detrazione dei trasferimenti erariali a favore dei Comuni per l’importo derivante dal maggior gettito;
Nella sostanza l’impostazione di questa legge finanziaria, cumulandosi agli effetti negativi delle leggi finanziarie da un decennio a questa parte, provocherà un sostanziale ridimensionamento dei servizi alla cittadinanza (assistenza sociale, trasporti, strade, scuole, ecc.) e non risolve le emergenze delle città (smog, casa, etc.).

In particolare, la norma di contenimento del debito produrrà una drastica riduzione degli investimenti con gravi conseguenze sullo sviluppo locale, sull’assetto del territorio e sulla crescita complessiva del paese.
Vanno sottolineate inoltre le perplessità sulle norme di revisione del testo unico degli enti locali: i temi trattati e la complessità delle regole richiedono un serio ed approfondito esame e chiedono di stralciare queste norme dalla legge finanziaria per inserire la trattazione di questi argomenti all’interno della nuova “Carta delle autonomie locali”. In particolare le nuove norme sullo status degli amministratori rischiano di essere limitative per i diritti di partecipazione democratica degli assessori alla vita e all’azione amministrativa dei Comuni e delle Province in cui operano quotidianamente per il bene della comunità. Si fa riferimento in particolare alle disposizioni che eliminano il diritto all’aspettativa non retribuita per tutti quegli amministratori locali che non siano Sindaci, Presidenti di Provincia, Presidenti di Consiglio comunale e Presidenti di Consiglio provinciale, ed alla riduzione dei consiglieri e degli amministratori. Per quel che riguarda invece le Unioni di Comuni deve essere salvaguardata, per tutti i Comuni, l’autonomia e la volontarietà nella scelta della forma di gestione associata della quale far parte. Forte preoccupazione desta inoltre la previsione che cancella la possibilità statutaria di prevedere un organo esecutivo. Tale organo ha infatti importanti funzioni di legittimazione dell’Unione e della sua attività, di coesione, di equilibrio e di consolidamento dell’appartenenza dei comuni al percorso associativo, rafforza il perseguimento delle politiche unitarie di settore.

Destano preoccupazione le norme relative alla riorganizzazione degli uffici periferici dello Stato nonché alla rideterminazione territoriale delle Province per cui si chiede un ulteriore approfondimento e concertazione.

Preoccupano infine le disposizioni riguardanti il personale che solo per i Piccoli Comuni  ed Unioni continuano ad essere fortemente limitative. 


Il Consiglio Nazionale dell’ANCI ed il Consiglio Direttivo dell’UPI

Ritengono urgente un nuovo confronto con il Governo e con il Parlamento affinché sia rivista la quantificazione degli oneri della manovra posta a carico delle amministrazioni locali e sia rimodulata la distribuzione del contenimento della spesa fra i vari comparti soggetti al patto di stabilità.
Chiedono che il Governo prenda in esame positivamente le proposte che le Associazioni rappresentative delle autonomie locali hanno presentato, con particolare riferimento alla metodologia di ripartizione interna degli oneri all’interno dei singoli comparti, al tema delle entrate in modo specifico per quel che riguarda compartecipazione e catasto
Ritengono dannoso l’inserimento di un tetto all’indebitamento per le conseguenze negative che esso produrrà sugli investimenti pubblici locali.
Sollecitano lo stralcio delle norme relative alla revisione del testo unico.
Auspicano che il Parlamento sappia raccogliere le esigenze e le sollecitazioni che provengono dal territorio ed invita, in tal senso, le Associazioni regionali ad avviare un confronto con i Parlamentari eletti all’interno delle singole Regioni, nonché ad attivare un tavolo per l’armonizzazione della manovra su base regionale;  chiedono inoltre di trasmettere ai Comuni ed alle province questo o.d.g. invitando le assemblee elettive a pronunciarsi.
Da subito dichiarano lo stato di mobilitazione, mantenendo aperta la presente convocazione  e si dichiarano pronti a convocare tutti gli amministratori locali in assemblea pubblica a Roma con gonfaloni e fasce, qualora le proposte di modifica presentante non siano accolte ed il confronto con il Governo ed il Parlamento non consenta di integrare sensibilmente il disegno di legge.


Roma, 5 ottobre 2006

 

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