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E’ on line il secondo numero del Notiziario Upi , in versione pdf a colori, nella sezione “UPI EDITORIA”

“Ascoltate le parole di Casini”

“Il Parlamento ascolti le sagge parole pronunciate dal Presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini, e rifletta sulla necessità di consolidare, nella nuova riforma costituzionale, la ricchezza rappresentata da Province e Comuni”.

Questo il commento del Presidente dell’Upi Lorenzo Ria, alle dichiarazioni del Presidente Casini, che ieri aveva richiamato il Parlamento, al lavoro anche oggi sulla difficile partita delle riforme istituzionali, a non determinare forme di neocentralismo regionale , ma  a trovare la capacità di valorizzare gli Enti locali.

“E’ un appello che ci sentiamo di dovere riprendere e rivolgere a tutte le forze politiche, perché nel dibattito alle Camere si ponga a fine a questa sorta di “strabismo regionalista” e si consideri la realtà dei governi dei territori in tutto il loro complesso”.

I risultati della ricerca dell’UPI

Le Province italiane programmano e investono nella promozione dello sport; lavorano in collaborazione con le altre istituzioni, con le scuole e le associazioni; realizzano iniziative e manifestazioni dirette alla diffusione della pratica sportiva tra i giovani e per la promozione sociale dello sport; attivano, attraverso eventi e manifestazioni, momenti di socializzazione sul territorio.

Il quadro emerge dalla ricercaLe Province e lo sport: una indagine sul territorio” realizzata dall’Unione delle Province d’Italia in occasione della 1° Conferenza Nazionale delle Province sullo sport, che ha aperto i lavori ieri, a Torino, e che si concluderà oggi con l’intervento del Sottosegretario Pescante, promossa dall’UPI  per aprire un confronto con il mondo sportivo, dal Coni agli Enti di promozione sportiva, e con le altre istituzioni interessate, Governo, Regioni e Comuni.


Secondo i dati della ricerca, raccolti attraverso questionari cui ha risposto il 73% delle Province italiane, il 77% delle Province nel 2003 ha destinato dai 200.000 ai 400.000 euro del proprio bilancio per attività rivolte alla promozione dello sport. La crescente attenzione alla promozione delle sport come strumento di educazione culturale, è confermata dal dato che fissa al 100% il numero delle palestre scolastiche provinciali utilizzate in orario extrascolastico, e dalle risposte delle amministrazioni riguardo alle attività di promozione della pratica motoria sul territorio.  Il 55% delle Province, infatti, ha promosso iniziative di stimolo all’intervento da parte dei privati nella promozione sociale dello sport. Il 99%  delle Province, ha attivato interventi a sostegno di eventi, il 93% ha assegnato contributi alle associazioni, l’86% ha organizzato manifestazioni sportive, il 64% ha concesso sponsorizzazioni, il 62% ha avviato campagne promozionali, il 37% si è occupata di sostenere le federazioni e un altro 37% ha dedicato risorse a sostegno di atleti e testimonial.
 

“E’ un quadro – commenta il Vicepresidente dell’Upi, Forte Clo – che mostra come, nonostante la ristrettezza delle risorse a disposizione, le Province siano riuscite a dare vita a sistemi sportivi locali in grado di promuovere l’aggregazione sociale sul territorio e lo sviluppo, l’educazione e l’approccio corretto dei bambini e dei giovani alla pratica sportiva. L’obiettivo è di riuscire ad assicurare a tutti una sana educazione allo sport, attivando una seria politica di programmazione che permetta di utilizzare al meglio le poche risorse economiche riservate al settore, senza disperderle inutilmente in contributi a pioggia, e costruendo reti di coordinamento di tutti i soggetti interessati, dalle scuole, ai Comuni, alle Associazioni sportive, agli enti di promozione sportiva. Siamo convinti che, utilizzando questo metodo, sia possibile favorire una corretta cultura della pratica sportiva tra i più giovani, che non punti all’aspetto puramente agonistico dell’attività, ma ne evidenzi l’aspetto socio-educativo di aggregazione e socializzazione che lo sport può assumere, soprattutto per i più giovani”.

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A partire da questo primo numero, il Notiziario Upi è on line sul portale delle Province in versione pdf a colori, nella sezione “UPI EDITORIA”.

Nuove pagine, più servizi a notizie ai lettori, che potrete, in tempo reale, scaricare e stampare.

La pubblicazione sarà sempre accompagnata da una news e comunicata a tutti i nostri utenti nella newsletter  UPI. 

Conferenza nazionale a Roma

Il 23 febbraio 2004, a Roma, presso la Protomoteca del Campidoglio, si terrà la Conferenza nazionale organizzata da Anci, Upi, Legautonomie, Federsanità Anci, sul tema “Presente e futuro delle professioni sociali per il nuovo welfare territoriale. Le proposte delle autonomie locali”.

Scarica qui il programma dell’iniziativa

Ria:”Siamo al Suo fianco”

La necessità di riaprire un confronto serio tra Governo, Parlamento, e istituzioni locali su un terreno di pari dignità, le forti preoccupazioni sulla proposta di riforma della Costituzione in discussione al Parlamento, la volontà di ripartire sulla strada della coesione: su questo ha voluto soffermarsi il Presidente dell’Upi, Lorenzo Ria ricevuto oggi al Quirinale, insieme ad una nutrita delegazione di Presidenti delle Provincia, dal Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi.

“L’Italia federale che si va delineando –  ha detto il Presidente Ria al Presidente Ciampi – esclude le Province,  ma anche i Comuni e le Città metropolitane, da quello che, per definizione, dovrà essere invece il luogo deputato alla rappresentanza degli interessi territoriali: il Senato federale. Purtroppo, su un tema di tale rilevanza per il futuri assetti delle Autonomie, la dialettica interistituzionale è stata  bruscamente interrotta dal Governo, che ha preferito la strada dello scontro politico a  quella del corretto dialogo con le istituzioni.”
Al Presidente Ciampi le Province hanno voluto ricordare la proposta dell’Upi di delineare un Senato federale misto, composto da rappresentanze di tutti i livelli istituzionali: “Gliela affidiamo – ha sottolineato il Presidente Ria – perché sappiamo, presidente, quanto abbia energicamente sostenuto, soprattutto in questi giorni, la necessità di completare la riforma costituzionale con logiche e metodo condivisi, ma anche con l’obiettivo di dar vita a istituzioni rappresentative della variegata complessità del Paese.”

Ria ha poi sottolineato il profondo cambiamento, che, specie negli ultimi dieci anni, ha caratterizzato l’istituzione provinciale: “I governi di area vasta – ha detto – crescono ed aiutano il Paese a crescere; le Province hanno costruito i sistemi locali,  raccogliendo le capacità e potenzialità di cui l’Italia dispone e  trasformando le energie delle 100 Province italiane in motore di sviluppo nazionale.”

A conclusione del suo intervento, Ria ha voluto sottolineare quanto le Province sentano il dovere di mantenere la Repubblica unita “Signor Presidente, le Province sentono con forza l’assunzione di una alta responsabilità nel costruire l’unità della Repubblica, nel rispetto delle grandi differenziazioni. La preghiamo di sentirci sempre al Suo fianco – ha concluso Ria –  di contare su di noi quando occorra costruire unità, porre al centro delle scelte istituzionali i cittadini, quando siano richiesti impegno e responsabilità veri per modernizzare l’Italia e costruire sviluppo per tutti.”


Nel link, il testo dell’intervento del Presidente Ria

Le Province incontrano Ciampi

In allegato, il testo dell’intervento del Presidente dell’Upi, Lorenzo Ria

Documenti allegati:

Incontro con il Presidente della Repubblica

Domani, 6 febbraio 2004, alle ore 10,00 una delegazione di 35 Presidenti di Provincia guidati da Lorenzo Ria, Presidente dell’Unione delle Province d’Italia e Presidente della Provincia di Lecce, sarà ricevuta al Quirinale dal Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi.

 


 

“Senza bicameralina non c’è federalismo ”

La proposta di Senato federale in discussione in  Parlamento continua ad essere assolutamente inaccettabile, perché esclude la rappresentanza di Province e Comuni, e assegna alla nuova Camera un ruolo e funzioni tutt’altro che federali.
La riforma, poi, si muove su un piano squisitamente politico, che non lascia prevedere una conclusione del suo iter a breve termine, né tanto meno la possibilità, per gli Enti locali, di partecipare attivamente ad un dibattito che invece li riguarda da vicino.
Per questo l’Unione delle Province d’Italia ha deciso di lanciare un appello a tutte le forze politiche in Parlamento, perché, quanto meno, si dia seguito a quella che, ad oggi, resta l’unica riforma costituzionale in grado di interpretare gli interessi di tutti i  livelli territoriali: l’integrazione della Commissione Bicamerale per le questioni regionali con i rappresentanti di Regioni, Province e Comuni.
“Lo chiediamo – sottolinea il Presidente dell’UPI, Lorenzo Ria – perché è assurdo che non sia riusciti ancora a dare corso ad una riforma prevista da una norma approvata ormai da più di due anni.
Noi riteniamo che il Parlamento abbia volutamente  ‘scordato’ ed accantonato questa norma, che avrebbe potuto davvero dare l’avvio al processo federale, preferendo invece un percorso tortuoso, poco sereno, costellato da continui veti politici, dal quale le Autonomie sono state, e continuano ad essere, tenute a debita distanza.
Per questo ribadiamo a tutte le forze politiche che, stante la qualità e i toni assunti dal dibattito sulla nuova Costituzione, l’ingresso di Regioni, Province e Comuni nella  Bicameralina ci sembra l’unica strada percorribile per consentire ai territori di essere adeguatamente rappresentati in una Repubblica che a parole ha scelto la strada federale, ma nei fatti continua a mortificare e a ledere l’autonomia dei protagonisti di questo presupposto federalismo.”


 

Firmato accordo di programma Upi Cobat

Quest’oggi a Roma, il Vicepresidente Vicario dell’UPI (Unione Province d’Italia) Forte Clò e il Presidente del COBAT (Consorzio Obbligatorio Batterie Esauste) Giancarlo Morandi hanno siglato l’Accordo di Programma per la raccolta e il riciclo delle batterie al piombo esauste in tutte le Provincia italiane, alla presenza del Sottosegretario all’Ambiente e alla Tutela del Territorio on. Antonio Martusciello.

L’Accordo stabilisce che le due istituzioni, tramite la cooperazione degli osservatori provinciali rifiuti (OPR), collaboreranno per favorire la raccolta ed il successivo riciclo delle batterie esauste, (come quelle delle automobili, per es.) contenute nei rifiuti solidi urbani, recuperate in stato di abbandono sui territori comunali o direttamente conferite dai cittadini presso i centri urbani di raccolta differenziata.

Le Province, secondo il Dlgs 22/97, costituiscono gli ambiti territoriali ottimali per la gestione dei rifiuti urbani e ad esse competono le funzioni amministrative concernenti la programmazione e l’organizzazione dello smaltimento dei rifiuti a livello provinciale ed il controllo periodico su tutte le attività di gestione, di intermediazione e di commercio dei rifiuti, compresi gli accertamenti delle violazioni del decreto.

Con l’Accordo di Programma, l’UPI s’impegna, quindi, a promuovere una corretta informazione e sensibilizzazione delle Province e a indirizzare i Comuni ad una corretta gestione del rifiuto pericoloso costituito dalle batterie al piombo esauste. Infatti, è grazie alla stretta collaborazione delle amministrazioni pubbliche locali, tramite apposite convenzioni gratuite stipulate con i Comuni o chi esercita la raccolta degli rsu , che il COBAT può assicurare, con la sua rete di raccolta (90 raccoglitori incaricati operativi in tutta Italia), un puntuale servizio di ritiro, oltre che l’idonea fornitura dei contenitori per le batterie destinati alle isole ecologiche

Il COBAT, per legge (L. 475/88), deve assicurare la raccolta e il corretto riciclo delle batterie al piombo esauste e monitorare qualsiasi attività di raccolta, commercializzazione e riciclo di batterie esauste e rifiuti piombosi che emergono sul territorio italiano.

Attualmente, il Consorzio vanta in ambito internazionale una leadership, che fa dell’Italia un caso di eccellenza ambientale nella raccolta e nel riciclo di questo rifiuto pericoloso.

L’alto tasso di raccolta delle batterie sull’immesso al consumo, le quantità assolute di batterie recuperate, l’elevata raccolta pro-capite, il più basso sovrapprezzo sulla vendita di nuove batterie (solo 83 centesimi) sono gli elementi che hanno permesso al Consorzio italiano di raggiungere un primato che gli viene unanimemente riconosciuto.

Dal 1991, (anno di inizio della sua attività), ad oggi il COBAT ha raccolto e riciclato oltre 2 milioni di tonnellate di batterie esauste, recuperando più di un milione di tonnellate di piombo. Solo l’anno scorso sono state recuperate oltre 192 mila tonnellate di batterie, con le quali si è riusciti a soddisfare il 40% del fabbisogno nazionale di piombo, risparmiando quasi 50 milioni di euro sulle importazioni di questo metallo.

Gli studi condotti dal COBAT hanno appurato che l’attività del “fai-da-te”, ossia la sostituzione in proprio della batteria d’avviamento (quindi batterie di auto, camion, moto, barche e trattori, ecc.) è la fondamentale causa della dispersione di questo rifiuto pericoloso.

Proprio con la finalità di contrastare il fenomeno dell’abbandono delle batterie provenienti dall’auto-sostituzione, il COBAT propone agli Enti Locali la stipula di una Convenzione, mediante la quale si impegna, attraverso un proprio raccoglitore incaricato , a consegnare gratuitamente, presso le isole ecologiche per la raccolta differenziata, adeguati contenitori dove depositare le batterie esauste abbandonate o consegnate direttamente dai cittadini, e successivamente ad avviare un servizio, anch’esso gratuito, di ritiro.

Attualmente il COBAT ha attivato questo servizio in oltre 2400 Comuni italiani, corrispondenti ad una popolazione ivi residente pari al 50% della popolazione nazionale.

Con l’accordo firmato oggi, Cobat e UPI hanno deciso di collaborare per arrivare a dotare quei Comuni, ancora sprovvisti, di appositi punti di conferimento, e recuperare in questo modo il maggior numero possibile di batterie esauste provenienti dai consumatori “fai da te”.


LE DICHIARAZIONI

Giancarlo Morandi, Presidente del COBAT

“Il nostro impegno è di ottenere gli stessi risultati, consolidati nel mondo professionale, anche nel settore fai-da-te. – ha dichiarato l’ing. Giancarlo Morandi, Presidente del COBAT – L’obiettivo che vogliamo perseguire attraverso l’Accordo con l’UPI è di moltiplicare sul territorio i punti di raccolta gestiti direttamente dai Comuni o dalle loro aziende di igiene urbana, per agevolare cosi il cittadino nel momento della cessione del rifiuto e renderlo attore dell’educazione ambientale del nostro Paese.”

Forte Clò, Vicepresidente Vicario dell’UPI

“La sigla di questo accordo – ha detto il Vicepresidente dell’Upi, Forte Clò – segna un altro passo nella politica di difesa dell’ambiente, di tutela dagli inquinamenti diffusi, di sensibilizzazione ed educazione dei cittadini, che l’Upi ha scelto di imboccare da tempo e che si è concretizzata nella sottoscrizione di diversi protocolli con le associazioni di raccolta e riciclo, seguendo la strada aperta da una legge estremamente innovativa, quale è la Legge Ronchi. A breve intendiamo portare a termine un nuovo progetto che avrà l’obiettivo di assicurare la ridistribuzione dei prodotti recuperati e riciclati, aspetto, questo, determinante, per chiudere il percorso del riciclo dei rifiuti.”

On. Antonio Martusciello, Sottosegretario all’Ambiente e alla Tutela del Territorio

“Nell’articolata organizzazione dello Stato, il ruolo delle Province, spesso messo non sufficientemente in risalto, può e deve essere posto al servizio di iniziative di eccellenza come è quella avviata dal Cobat. Più vicina ai cittadini è la realtà in cui si va a intervenire maggiori possono essere le possibilità di una buona riuscita dell’azione promossa. Se poi consideriamo il fatto che attività come la raccolta di rifiuti pericolosi è spesso sottoposta al volontario contributo di cittadini, efficacemente sensibilizzati da campagne informative, realizzare accordi con le amministrazioni provinciali, a mio avviso, risulta essere il metodo più idoneo.
Rivolgo un plauso al Cobat per aver avuto da sempre, e quest’occasione lo dimostra una volta di più, la giusta sensibilità nell’individuare gli alleati migliori e spostare sempre più in alto l’asticella dei propri traguardi.” Ha dichiarato l’Onorevole Antonio Martusciello a conclusione della conferenza stampa.

Convocata in vista della Conferenza delle Province sul Turismo

E’ convocata l’Assemblea di tutti gli Assessori Provinciali al Turismo, che si svolgerà in sede UPI, Piazza Cardelli 4, Roma, giovedì 5 febbraio p.v. dalle ore 10.00 alle ore 13.00.
L’appuntamento si pone l’obiettivo di rafforzare e rendere maggiormente operativo il coordinamento permanente dell’Unione, nonché di organizzare la Prima Conferenza Nazionale sul Turismo delle Province Italiane, che si terrà a Venezia il 2 aprile 2004.
 All’iniziativa saranno presenti il Sen Guglielmo Castagnetti, Presidente del Dipartimento Sviluppo Economico, e il Prof. Vittorio Prodi, Presidente della Provincia di Bologna e rappresentante dell’Ufficio di Presidenza.
 

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