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Da oggi è on line il nuovo sito dell’Unione delle Province d’Italia.

Benvenuti nel Portale delle Province Italiane, il nuovo sito dell’Upi diretto ai cittadini, alle imprese, alla Pubblica Amministrazione, ai mass media.

Nel portale troverete informazioni , dati statistici, dossier e studi, bandi e concorsi, news e appuntamenti legati al mondo delle province.

Buona navigazione.

Direttiva per l’Open source nella P.A

“La direttiva, che porta l’Italia tra i primi Paesi al mondo a disporre di criteri in questo settore”, ha spiegato Stanca, “prende in considerazione i significativi sviluppi delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione ed in particolare il processo di produzione, distribuzione ed evoluzione dei programmi informatici che si basa sulla disponibilità del codice sorgente aperto (open source) ed ha come scopo quello di fornire un indirizzo univoco relativo alla scelta delle soluzioni per le predisposizione e per l’acquisizione dei programmi informatici da parte delle Pubbliche amministrazioni”.

Cfr. il comunicato stampa del Ministro

CCNL del personale del Comparto Regioni ed autonomie locali

E’ stata firmata nella sede dell’Aran l’ipotesi di contratto di lavoro del personale delle Regioni e delle Autonomie locali, che interessa 590 mila lavoratori.

I benefici economici previsti complessivamente ammontano a 94,5 Euro pari al 5,66% di crescita delle retribuzioni, cui si aggiungono ulteriori 11,5 Euro, pari allo 0,5% più lo 0,2% per gli enti in possesso dei requisiti di “salute finanziaria”, per un totale complessivo a regime di 106 Euro mensili pro-capite.

Ricordiamo che le disposizioni contrattuali saranno efficaci e potranno quindi essere applicate solo dalla data della definitiva sottoscrizione del CCNL.

Cfr il Comunicato dell’ARAN e l’Ipotesi di contratto

In Conferenza Unificata l’UPI conferma il parere negativo alla manovra 2004.

“I 170 milioni di euro che il Governo ci ha sottratto impediranno alle Province di investire in politiche di sviluppo per i cittadini.”
Lo ha detto il Presidente dell’UPI Lorenzo Ria, intervenendo alla riunione della Conferenza Unificata di oggi.

La cifra, che si aggiunge ai 370 milioni euro di prelievo dovuti ai vincoli del patto di stabilità, è composta dai 60 milioni di euro, che spettano alle Province per il rimborso degli ecoincentivi, dai 23 milioni di euro per il taglio dei trasferimenti e dai 51 milioni di euro per il mancato finanziamento a favore dei centri per l’impiego.

“Sono risorse – ha sottolineato Ria – che le Province dovevano utilizzare per rilanciare il mercato dell’occupazione, per proseguire nell’azione di tutela del territorio, per la manutenzione di strade e di scuole, e che, è il caso degli ecoincentivi, sconfessando le stesse norme di rimborso previste dallo stato: dal 2002 stiamo ancora aspettando  il reintegro mensile previsto”. 

Il Presidente Ria ha poi voluto sottolineare le gravissime scelte politiche della manovra:  “Questa finanziaria -ha detto – minaccia fortemente l’autonomia degli Enti locali, perché non responsabilizza gli amministratori e esclude qualunque avvio di federalismo fiscale. Continuiamo invece a subire i lacci del Patto di stabilità, che già lo scorso anno ha messo a dura prova la tenuta dei bilanci provinciali: per il 2004, con le norme attuali, ci sarà il tracollo definitivo.”

 

Il parere dell’UPI sulla riforma costituzionale

ORDINE DEL GIORNO

Il Consiglio Direttivo dell’UPI e l’Assemblea dei Presidenti delle Province, riuniti a Roma in data 23 ottobre 2003

VISTO

Lo schema di disegno di legge costituzionale concernente “Modificazione degli articoli 55, 56, 57, 58, 59, 60, 64, 65, 67, 69, 70, 71, 72,  80, 81, 83, 85, 86, 87, 88, 89, 91, 92, 93, 94, 95, 96, 104, 114, 116, 117, 126, 127, 135, 138 della Costituzione”, approvato dal Consiglio dei Ministri senza il parere della Conferenza unificata e presentato e sottoposto ora all’esame della Commissioni Affari costituzionali del Senato della Repubblica.

CONSIDERATA

La necessità che le proposte di riforma costituzionale che incidano sostanzialmente sulla forma di stato e sui rapporti tra lo Stato, le Regioni, le Province, le Città metropolitane e i Comuni siano approvate attraverso una sostanziale concertazione e condivisione fra tutti i livelli territoriali, che oggi sono a pari titolo elementi costitutivi della Repubblica.

ESPRIMONO

Viva preoccupazione rispetto alle modalità di discussione sulle attuali proposte di modifica costituzionale, pur condividendo l’esigenza di completare e, se necessario, correggere  il disegno di riforma costituzionale introdotto con la legge costituzionale n. 3/2001, innanzitutto attraverso la riforma del modello bicamerale e del processo costituzionale.

RIBADISCONO

L’urgenza di dare attuazione alle disposizioni della legge costituzionale n. 3 del 2001 che a tutt’oggi sono rimaste lettera morta, ossia la modifica dei regolamenti parlamentari per l’integrazione della Commissione bicamerale per le questioni regionali con i rappresentanti di Regioni e Autonomie locali e l’introduzione nel sistema di finanza pubblica dei principi e delle regole del federalismo fiscale sanciti nell’art. 119 della Costituzione.

PROPONGONO

1. Il superamento dell’attuale bicameralismo paritario e l’istituzione di un vero Senato federale in cui i diversi livelli territoriali costitutivi della Repubblica (Comuni, Province, Città metropolitane, Regioni) siano direttamente in esso rappresentati, attraverso una composizione mista del Senato, in parte espressione diretta del corpo elettorale, in parte espressione indiretta delle autonomie territoriali.

2. L’accesso diretto alla Corte costituzionale per i Comuni, le Province e le Città metropolitane a tutela delle loro attribuzioni costituzionali, con opportuni meccanismi che salvaguardino l’operatività della Corte costituzionale.


Roma, 23 ottobre 2003

Da Ferrara l’UPI lancia proposte per la difesa delle risorse idriche

“L’acqua una risorse da tutelare” è il titolo del Convegno Nazionale promosso dall’Unione delle Province d’Italia e dalla Provincia di Ferrara, che si è aperto questo pomeriggio al Castello Estense di Ferrara.

Una ‘due giorni’ di dibattito per discutere delle strategie e delle politiche da attuare a difesa delle risorse idriche, in occasione dell’Anno Internazionale dell’Acqua.
 
“Vogliamo – ha detto nel suo intervento il Vicepresidente dell’Upi Forte Clo – lanciare tre proposte al Governo, al Parlamento e alle altre istituzioni locali. In primo luogo, la definizione di una ‘Legge quadro’ nazionale, un Testo unico dell’acqua, che tenga insieme tutta la normativa  che oggi, in maniera frammentaria, tratta dell’inero ciclo delle acque: dalla tutela al risparmio alla corretta gestione delle risorse.
 
Agli Ambiti Territoriali Ottimali proponiamo di istituire, presso l’UPI,  un Coordinamento nazionale, che possa, senza diventare l’ennesima associazione, lavorare all’interno del sistema esistente delle Province, che hanno un ruolo centrale.

A conclusione dell’anno Internazionale dell’Acqua – ha poi aggiunto Clo – proponiamo ai Comuni e a tutti quei soggetti istituzionali, del mondo economico e della società civile, che a diversi livelli si occupano della difesa della risorsa idrica, di indire una Giornata Nazionale dell’Acqua, in cui riunire le tante esperienze che in Italia si sono sviluppate e coinvolgere i cittadini e il territorio su questa tematica, determinante per il futuro del Paese”.

 

Dall’Upi no alle nuove province

L’Assemblea dei Presidenti e il Direttivo Upi hanno voluto ribadire il proprio parere negativo, già espresso in più occasioni a Governo, durante le riunioni interistituzionali,  e al Parlamento, nelle audizioni con le Commissioni di Senato e Camera, alla istituzione di nuove Province.

Per questo, nella riunione di Roma, gli amministratori hanno votato l’ Ordine del giorno che vi alleghiamo.

Documenti allegati:

L’odg sull’occupazione e mercato del lavoro

In occasione dei Consigli Provinciali aperti sul lavoro, evento che si è tenuto in quasi tutte le Province italiane nella gironata del 28 ottobre, l’Upi ha porposto l’approvazione dell’ Ordine del giorno che trovate in allegato.

Documenti allegati:

539 milioni di euro in meno alle Province

“Questa finanziaria taglia 539 milioni di euro alle Province”.

Lo ha detto il responsabile della finanza dell’Upi, Gino Nunes, Presidente della Provincia di Pisa, intervenendo all’incontro organizzato dalle Regioni per discutere della manovra finanziaria.
Il Presidente ha poi voluto scandire i dati dei tagli alle Province.

“Si tratta di 539 milioni di euro in meno, di cui 370 milioni di euro, che derivano dal patto di stabilità, 23 per il taglio dei trasferimenti, 60 per il mancato rimborso degli ecoincentivi e 51 milioni di euro per il mancato finanziamento a favore dei centri per l’impiego.

I primi a farne le spese – ha aggiunto Nunes –  saranno i cittadini,  che  vedranno di molto ridotte la qualità, la quantità e l’efficienza dei servizi. Penso alla copertura delle nuove funzioni assegnate  alle Province, come i compiti di polizia provinciale o di controllo dei corsi d’acqua. Per la manutenzione dell’edilizia scolastica, poi sono state stanziate cifre irrisorie, che non permetteranno di coprire i lavori necessari ad assicurare la messa in sicurezza di tutte le scuole.
E mentre il Governo ci taglia le risorse, il Parlamento non trova di meglio da fare che istituire tre nuove Province.
Una finanziaria, dunque che, penalizza fortemente Province e cittadini, ma soprattutto che chiude la strada a una qualunque prospettiva futura di federalismo fiscale”

 

Il Consiglio Provinciale aperto sul lavoro a Lecce.

Il Consiglio Provinciale di Lecce  ha cambiato volto, oggi, nel corso della seduta monotematica sui temi della nuova disciplina del mercato del lavoro.
I veri protagonisti, oggi, sono stati gli studenti, i giovani che frequentano i corsi di formazione e orientamento al lavoro, le organizzazioni sociali dei lavoratori, delle imprese industriali e degli artigiani, gli operatori dei Centri per l’Impiego e della formazione, sindaci delle Comunità locali.
Molte voci, quindi, per un’unica musica: la Province italiane hanno assicurato, in questi anni, una impensabile vitalizzazione della funzione e del ruolo economico- sociale dei Centri per l’Impiego. Il decreto legislativo n. 276/2003, che attua la legge delega n. 30/2003, rischia di compromettere e marginalizzare il nuovo ruolo delle Province, che in questi anni ha prodotto grandi risultati in favore dei giovani e delle imprese.
Il presidente della Provincia di Lecce Lorenzo Ria, presiedente dell’Unione delle Province d’Italia, introducendo i lavori, ha affermato che “la Provincia è l’istituzione ideale per rappresentare il tessuto osseo e muscolare delle moderne politiche attive del lavoro. Per continuare a svolgere tale funzione è necessario che la legge torni a valorizzare il ruolo delle Province sui delicati e decisivi terreni dell’istruzione professionale, della formazione, dell’e-government, dell’accesso ai dati sensibili dei soggetti con competenze in materia di lavoro e previdenza”.
Il Consiglio Provinciale ha concluso i propri lavori approvando l’o.d.g. proposto, su questo tema, dall’UPI con 19 voti favorevoli e 6 astenuti (A.N. – F.I. – U.D.C.).

La proposta di riforma dell’Upi

Accanto ai cento senatori eletti a suffragio universale, dovranno essercene altri cento rappresentanti dei governi locali: Regioni, Province e Comuni.

E’ questo il modello di Senato federale proposto oggi, nell’audizione alla Commissione Affari Costituzionali del Senato, dal Presidente dell’Upi Lorenzo Ria.

“Se il Senato federale  – ha detto Ria – deve essere la sede di rappresentanza degli interessi territoriali, i diversi livelli istituzionali devono esservi direttamente rappresentati, secondo un modello paritario rispetto alla componente eletta a suffragio universale. Solo così si darà seguito al dettato costituzionale che garantisce piena dignità politica di tutte le istituzioni dello Stato.

Per lo stesso motivo – ha proseguito Ria – nella componente rappresentativa degli enti territoriali devono essere  rappresentati in rapporto paritario Regioni ed Enti locali”.
Ria ha poi aggiunto che il Senato federale, così come proposto dall’UPI, potrebbe essere istituito già a partire dalla XV legislatura.

Il Presidente ha voluto anche ribadire la posizione delle Province in merito alla composizione della Corte Costituzionale: “L’accesso diretto alla Corte Costituzionale per i Comuni, le Province e le città metropolitane  – ha detto – è una condizione necessaria per tutelare le loro attribuzioni costituzionali e per non compromettere, anche in questo caso, la pari dignità costituzionale”.

 

 

Le Province intendono esercitare un ruolo determinante

Le Province chiedono un ruolo determinante nel procedimento di istituzione delle Città metropolitane, un processo che, con l’attuazione della  delega prevista dalla legge La Loggia, occorre finalmente avviare, definendo procedure chiare e  superando i tanti ritardi esistenti.
Lo hanno ribadito  l’Ufficio di Presidenza dell’Upi e i Presidenti delle Province delle aree metropolitane, che si sono riuniti oggi a Roma.

 
“Alle città metropolitane devono essere assegnate le funzioni provinciali e comunali per il governo di un’ area vasta, nella quale tra il comune capoluogo e gli altri comuni vicini si crea una situazione di stretta integrazione territoriale, nelle attività economiche, nei servizi essenziali alla vita sociale, nelle relazioni culturali, nelle caratteristiche territoriali.

E’ un’area vasta che spesso coincide con il territorio provinciale.


Per questo la città metropolitana è piuttosto una “provincia speciale”, una “provincia metropolitana”.
Non a caso la città metropolitana, nell’attuale ordinamento, si presenta come un’istituzione che amplia e, quindi, supera l’attuale modello di Provincia. Per questo occorre garantire che la Provincia sia protagonista del processo di istituzione, o ne verrebbe lesa l’autonomia, oggi tutelata dalla Costituzione.
E’ evidente che l’istituzione delle Città metropolitane dovrà essere il risultato di un processo di concertazione istituzionale e di un’intesa tra le Province e i Comuni interessati, in particolare con i Comuni capoluogo.
Proponiamo fin da ora all’Anci un tavolo di lavoro comune per definire una proposta unitaria da presentare alla Commissione che sta lavorando all’attuazione della delega sulle funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane”.

 

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