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Ria: “Un anno di incomunicabilità con il Governo”

“Il rapporto con il Governo e con il Parlamento in questo ultimo anno è stato segnato da un forte stato di incomunicabilità . Ormai solo eccezionalmente si riesce a trovare momenti di sintonia, e le intese sottoscritte vengono regolarmente disattese nei comportamenti e nelle azioni di governo successive”.

Lo ha detto il Presidente dell’Upi, Lorenzo Ria, aprendo l’Assemblea dei Presidenti di Provincia e il Direttivo dell’Upi, convocati oggi a Roma per dettare al Governo e al Parlamento le richieste delle Province sulle due partire della legge finanziaria e sulla  riforma costituzionale. 

“Nonostante questo – ha sottolineato Ria – non siamo mai andati allo scontro frontale, o peggio, all’Aventino, perché riteniamo necessario tenere aperto il confronto per concorrere come province al risanamento della finanza e fare fronte dignitosamente alle nostri funzioni.”

Ria ha poi voluto ricordare alcuni dei punti della legge finanziaria considerati più dannosi per l’autonomia delle Province. “La finanziaria presentata  – ha detto – detta pesanti passi indietro sulla strada del federalismo fiscale, con la proroga dell’Alta commissione per tutto il 2004; le norme sul patto di stabilità interno in vigore non aiutano la finanza pubblica, non responsabilizzano e creano difficoltà ad un numero sempre più esteso di governi locali.
Se il Parlamento e il Governo non accoglieranno le nostre proposte di emendamenti – ha concluso –  il danno per le Province e i Comuni si estenderà a macchia d’olio, con risultati difficilmente reversibili.” 

L’Assemblea dei Presidenti e il Direttivo Upi hanno poi siglato gli ordini del giorno sulla finanziaria e sull’istituzione delle nuove province, nei quali viene ribadito il giudizio negativo sulle proposte del Governo e si presentano le richieste e gli emendamenti ritenuti necessari per riavviare correttamente il confronto tra le istituzioni nazionali e locali.

 

I risultati dell’incontro tra Upi, Cgil Cisl e Uil scuola e Snals.


Riforma scolastica, autonomia e rilancio dell’istruzione sono stati i temi sui quali si sono incontrati oggi i rappresentanti di Cgil, Cisl Uil scuola,  Snals e Upi, per avviare un percorso condiviso di collaborazione e confronto.
Nell’incontro è emersa la necessità di rafforzare il rapporto tra le istituzioni scolastiche e gli enti locali, per concordare strategie di sviluppo dell’autonomia e rafforzare il ruolo sociale delle scuole sul territorio.
“Da oggi parte un percorso – è stato detto da Gianni Oliva, coordinatore Upi degli assessori provinciali all’istruzione – volto a individuare strumenti concreti ed efficaci, in grado di rispondere anche alle problematiche che le Province ogni giorno incontrano, nella loro azione amministrativa, dalla manutenzione delle scuole alla programmazione dell’offerta formativa, al raccordo tra istruzione formazione e lavoro”.

Ria: “Il Governo non rispetta i patti sottoscritti nell’Intesa Interistituzionale “

“Il Governo non rispetta il patto che aveva sottoscritto con le istituzioni, e, anzi, pretende di chiudere in tutta fretta la riforma della Costituzione chiedendo a Regioni, Province e Comuni di accettare passivamente un modello imposto dall’alto, elaborato senza la minima concertazione, frutto del lavoro di pochi”.
Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Lorenzo Ria, intervenendo all’incontro con il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che ha accettato oggi di ascoltare Regioni ed Enti Locali sul tema della nuova Costituzione del Paese.
“Nel giugno 2002 abbiamo siglato una intesa interistituzionale – prosegue Ria – che, almeno nelle intenzioni, stabiliva che il principio della concertazione fosse il pilastro della futura dialettica sulla riforma dello stato. Un patto che non è stato rispettato.
Si prevedeva  l’integrazione della  Commissione Bicamerale per gli affari regionali con i rappresentanti dei governi del territorio: altro patto non rispettato.
Si stabiliva di arrivare ad una rapida introduzione di elementi di federalismo fiscale. Ma anche questo non è stato rispettato. 
Troppe cose sono state tralasciate, perché ci si possa chiedere, oggi, di acconsentire senza obiezioni e in tempi rapidi, alla proposta del Governo.
Una proposta che, comunque, ci lascia fortemente perplessi nella definizione di alcune delle più importanti novità che intende introdurre.
Il Senato federale, prima di tutto, che è debole, inconsistente e di “federalista” contiene ben poco, soprattutto in quanto ai criteri previsti per l’elettorato passivo . Noi proponiamo che si arrivi alla definizione di un sistema “misto”, di un Senato i cui membri siano in parte espressione diretta della rappresentanza dei territori, e in parte eletti direttamente dai cittadini.
La Corte costituzionale, la cui composizione, sebbene modificata, continua a non prevedere l’accesso diretto per le Province, i Comuni e le Città Metropolitane, in totale spregio dei principi della pari dignità costituzionale previsti dall’art. 114  della Costituzionale.
Al Presidente Berlusconi, poi – conclude il Presidente Ria –  chiediamo il rilancio e il riconoscimento delle funzioni proprie della Conferenza Unificata, che è il luogo principale di raccordo tra i diversi livelli di governo.
Un altro principio che era stato sancito con l’intesa interistituzionale del luglio 2002: un altro patto che, almeno fino ad oggi, è stato disatteso”.


 

Dichiarazione di Alberto Cavalli, Pres. Prov. Brescia

“Le Province intendono fare anche nel 2004, la loro parte per onorare il patto europeo di stabilità  Però chiedono che ciò avvenga senza deprimere investimenti per le opere pubbliche e per la promozione delle economie locali”. Lo ha detto il responsabile Finanza dell’Upi, Alberto Cavalli, Presidente della Provincia di Brescia, a proposito della prossima manovra finanziaria.

“Le Province vogliono, infatti, partecipare alla ripresa e alla promozione dello sviluppo – ha proseguito Cavalli –  soprattutto per tre grandi aspetti: la sicurezza degli edifici scolastici, la sicurezza sulla strada e dei territori sotto il profilo idrogeologico e ambientale. E per gli investimenti in questi settori chiedono specifiche apportazioni di spesa nella Finanziaria.”

Dichiarazione di Alberto Cavalli, Pres.Prov. Brescia

“Le Province intendono fare anche nel 2004, la loro parte per onorare il patto europeo di stabilità  Però chiedono che ciò avvenga senza deprimere investimenti per le opere pubbliche e per la promozione delle economie locali”. Lo ha detto il responsabile Finanza dell’Upi, Alberto Cavalli, Presidente della Provincia di Brescia, a proposito della prossima manovra finanziaria.

“Le Province vogliono, infatti, partecipare alla ripresa e alla promozione dello sviluppo – ha proseguito Cavalli –  soprattutto per tre grandi aspetti: la sicurezza degli edifici scolastici, la sicurezza sulla strada e dei territori sotto il profilo idrogeologico e ambientale. E per gli investimenti in questi settori chiedono specifiche apportazioni di spesa nella Finanziaria.”

Dichiarazione del Vicepresidente dell’Upi, Forte Clo

“Il livello del confronto con il Governo mi fa ritenere alto il rischio che il sistema delle autonomie venga tagliato fuori dalla reale partecipazione alla proposta di modifica costituzionale.  Speriamo che la ipotizzata disponibilità manifestata oggi diventi concreta. Le Province vogliono discutere con il Governo di alcuni aspetti determinanti della riforma costituzionale, come il Senato federale, il federalismo fiscale e la corte costituzionale” .

Alta commissione

Le associazioni rappresentative delle Regioni e degli Enti locali chiedono al Ministro La Loggia di iscrivere all’odg della Conferenza unificata il punto relativo all’accordo per definire gli indirizzi dell’Alta Commissione per l’attuazione dell’art. 119 Cost. sul federalismo fiscale.

Documenti allegati:

Il Parere sul DPEF 2004 – 2007







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Premio “Cento progetti al servizio dei cittadini”

L’iniziativa è finalizzata alla valorizzazione ed alla diffusione di esperienze di successo realizzate dalle Pubbliche Amministrazioni per il miglioramento concreto dei servizi offerti ai cittadini ed in generale ai destinatari finali delle proprie attività.

Le candidature dovranno pervenire entro il 14 novembre 2003.

E’ possibile scaricare la scheda di presentazione delle candidature e il bando direttamente dal sito del Dipartimento della Funzione Pubblica

Segretari in disponibilità







 



Modifiche al codice della strada

La legge 1° agosto 2003 n. 214  ha definitivamente convertito il D.L. 27 giugno 2003 n.151, recante modifiche e integrazioni al codice della strada, che introducono la nuova disciplina della patente a punti.

Tra le importanti novità recate dalla norma in oggetto, va segnalato l’inserimento della polizia provinciale tra i corpi di polizia abilitati all’espletamento dei servizi di polizia stradale nell’ambito del territorio di competenza.

Tale importante riconoscimento rappresenta il risultato di una lunga trattativa portata avanti dall’UPI nel corso di questi ultimi mesi, attraverso la quale si è voluto sottolineare con forza l’accresciuto valore delle funzioni svolte dai corpi di polizia provinciale soprattutto a seguito del decentramento delle strade ex Anas.

Cfr. Circolare UPI 3 settembre 2003, n. 47

Dichiarazione del Presidente Ria

“Il confronto sulle riforme dello Stato non può che coinvolgere l’intero l’arco istituzionale, Province e Comuni inclusi”.

A sottolinearlo è il presidente dell’Upi,  Lorenzo Ria.

“Avevamo chiesto al premier Berlusconi – spiega Ria – di incontrare gli enti locali prima della votazione in Consiglio dei ministri della proposta di riforma. Dobbiamo purtroppo constatare che questo incontro non è stato invece ritenuto necessario dal Governo, che continua a considerare come uniche parti in causa nel dibattito sulla nuova costituzione dell’Italia, le Regioni e l’opposizione. Almeno questo è quanto appare nelle dichiarazioni dei suoi maggiori esponenti”.

“Ci aspettiamo – conclude il Presidente Ria – che questa nostra impressione venga, nei fatti, smentita già nei prossimi giorni, con l’apertura di un confronto in Conferenza Unificata, la sede preposta al dialogo politico istituzionale tra Governo, Regioni, Province e Comuni”.

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