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L’iniziativa è finalizzata alla valorizzazione ed alla diffusione di esperienze di successo realizzate dalle Pubbliche Amministrazioni per il miglioramento concreto dei servizi offerti ai cittadini ed in generale ai destinatari finali delle proprie attività.
Le candidature dovranno pervenire entro il 14 novembre 2003.
E’ possibile scaricare la scheda di presentazione delle candidature e il bando direttamente dal sito del Dipartimento della Funzione Pubblica
La legge 1° agosto 2003 n. 214 ha definitivamente convertito il D.L. 27 giugno 2003 n.151, recante modifiche e integrazioni al codice della strada, che introducono la nuova disciplina della patente a punti.
Tra le importanti novità recate dalla norma in oggetto, va segnalato l’inserimento della polizia provinciale tra i corpi di polizia abilitati all’espletamento dei servizi di polizia stradale nell’ambito del territorio di competenza.
Tale importante riconoscimento rappresenta il risultato di una lunga trattativa portata avanti dall’UPI nel corso di questi ultimi mesi, attraverso la quale si è voluto sottolineare con forza l’accresciuto valore delle funzioni svolte dai corpi di polizia provinciale soprattutto a seguito del decentramento delle strade ex Anas.
“Il confronto sulle riforme dello Stato non può che coinvolgere l’intero l’arco istituzionale, Province e Comuni inclusi”.
A sottolinearlo è il presidente dell’Upi, Lorenzo Ria.
“Avevamo chiesto al premier Berlusconi – spiega Ria – di incontrare gli enti locali prima della votazione in Consiglio dei ministri della proposta di riforma. Dobbiamo purtroppo constatare che questo incontro non è stato invece ritenuto necessario dal Governo, che continua a considerare come uniche parti in causa nel dibattito sulla nuova costituzione dell’Italia, le Regioni e l’opposizione. Almeno questo è quanto appare nelle dichiarazioni dei suoi maggiori esponenti”.
“Ci aspettiamo – conclude il Presidente Ria – che questa nostra impressione venga, nei fatti, smentita già nei prossimi giorni, con l’apertura di un confronto in Conferenza Unificata, la sede preposta al dialogo politico istituzionale tra Governo, Regioni, Province e Comuni”.
Inizia oggi a Bologna il decennale appuntamento con COM-P.A., il Salone della Comunicazione Pubblica e dei Servizi al Cittadino, promosso dall’Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale.
Il Salone rappresenta un appuntamento importante sulla strada della modernizzazione e dell’innovazione, in quanto evidenzia il ruolo della comunicazione e della tecnologia in una P.A. che ha fatto del rapporto con il cittadino, della qualità dei servizi, obiettivi centrali nella propria azione.
Un momento segnato dalla conclusione del percorso di formazione per i pubblici dipendenti previsto dalla legge 150, dalla definizione dei profili professionali dei comunicatori pubblici e dalle prime sperimentazioni di alcune delle strutture (uffici stampa fra più Comuni; URP di seconda generazione) modificate dalla nuova normativa.
Ecco un elenco degli appuntamenti in cui saranno presenti rappresentati (amministratori o dirigenti) delle Province italiane
La riforma costituzionale dello Stato non può essere avviata senza la piena condivisione delle Province e dei Comuni, o si rischia che resti pura teoria.
Lo hanno scritto il Presidente dell’Anci, Leonardo Domenici, e il Presidente dell’Upi, Lorenzo Ria, in una lettera inviata oggi al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, per formalizzare la richiesta di incontro presentata già negli scorsi giorni dai rappresentanti delle due Associazioni.
“Le decisioni che il Governo da Lei presieduto si dichiara prossimo a prendere – si legge nella lettere dei due Presidenti – indicheranno la strada da seguire per dare una nuova veste all’intero assetto istituzionale dello Stato. Una riforma federalista nella quale Province e Comuni credono fermamente, e della quale si sono sentiti da subito protagonisti, quali enti di governo del territorio, in prima linea nella gestione e nella amministrazione della politica locale, destinati ad assumere responsabilità sempre maggiori nella organizzazione futura del Paese, quale si va delineando. “
“Ci duole – proseguono nella nota Domenici e Ria – dovere riscontrare che tale ruolo non sia stato correttamente considerato dal Governo da Lei presieduto, che ha fino ad oggi escluso gli enti locali da qualunque confronto e dibattito sulla ipotesi di riforma attualmente in discussione, la cosiddetta “bozza di Lorenzago”, frutto del lavoro di pochi, ed elaborato senza quella indispensabile condivisione con tutte le istituzioni a pari livello costituenti la Repubblica – Regioni, Comuni e Province – necessaria perché non resti solo pura teoria.”
La lettera si chiude con la richiesta di definire al più presto un incontro con il Presidente Berlusconi, “prima che il testo in corso di elaborazione venga approvato dal Consiglio dei Ministri, in modo da potere offrire – concludono il Presidente Domenici e il presidente Ria – il nostro costruttivo contributo ad una riforma di così ampia portata, che attiene sia la forma Stato che la forma di Governo.”
La sintesi dei temi trattati e degli interventi previsti (con la scheda di partecipazione)
nel sito della Provincia di Pisa
E” stato approvato e pubblicato il Codice in materia di protezione dati personali che sostituirà la legge n. 675/1996 e molte disposizioni di legge e di regolamento, a partire dal 1° gennaio 2004 (Cfr. Decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 in G.U. 29 luglio 2003, Serie generale n. 174, Supplemento ordinario n. 123/L)
L’Ufficio di Presidenza dell’Unione delle Province d’Italia, esaminato il disegno di legge finanziaria 2002 approvato dal Senato,
valuta positivamente
le modifiche apportate relativamente al blocco delle assunzioni e del vincolo di adesione alla Consip per l’acquisto di beni e servizi, richieste anche dall’UPI;
considera invece
del tutto insoddisfacente il quadro che emerge relativamente all’eccesso di inutili vincoli sul patto di stabilità ed in particolare il blocco sostanziale della spesa corrente che paradossalmente diventa ancor più penalizzante per le Province che hanno operato più rigorosamente nella gestione della spesa;
considera altrettanto
insoddisfacente per le Province il progressivo taglio dei trasferimenti ed, infine, il mancato accoglimento delle richieste delle Province sui finanziamenti per i centri per l’impiego e l’edilizia scolastica.
L’Unione delle Province d’Italia attiverà una decisa iniziativa nei confronti del Governo e del Parlamento, affinché le carenze sopra evidenziate vengano positivamente risolte.
Gli emendamenti che verranno presentati nei prossimi giorni sono infatti diretti a dare una risposta concreta alle esigenze delle comunità che le Province rappresentano soprattutto sui temi della sussidiarietà, dei servizi, della scuola e del lavoro.
Regioni, Province e Comuni sollecitano il Governo, sulla base delle prime intese, ad intervenire sulle modalità relative al regime dei controlli preventivi di legittimità sugli atti amministrativi degli enti locali a seguito dell”entrata in vigore della Legge Cost. n.3/2001
Secondo quanto concordato si prevede che:
i controlli di cui all”art.125 dopo l”abrogazione del primo comma stabilita dalla Legge costituzionale citata e i controlli previsti dall”art.130, ora integralmente abrogato, sono cessati a decorrere dalla data di entrata in vigore della Legge di revisione costituzionale;
a partire dal primo giorno successivo dell”entrata in vigore della novella costituzionale i comuni, le province e gli altri enti locali hanno cessato, di conseguenza, di inviare agli organi regionali di controllo, gli atti amministrativi soggetti a controllo preventivo di legittimità.
In vista dell’entrata in vigore del nuovo titolo V della Costituzione Conferenza dei Presidenti delle Regioni, Anci e Upi si sono incontrati oggi per definire un percorso comune per una piena attuazione della nuova normativa costituzionale.
La Conferenza dei Presidenti delle Regioni e le associazioni delle Autonomie che unitariamente si erano impegnate per la riforma del Titolo V, oggi nella stessa forma unitaria, nel momento della sua entrata in vigore, intendono lavorare per tradurre in pratica i nuovi principi costituzionali.
Conferenza dei Presidenti delle Regioni, Anci e Upi hanno concordato sulla necessità di istituire una Cabina di Regia – Governo, Regioni e Autonomie locali – politica e paritaria, incardinata presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, con il compito di monitorare, mediante uno specifico Osservatorio permanente, tutta l’attività normativa dello Stato, al fine di individuare tempestivamente i provvedimenti in evidente contrasto con la nuova Costituzione e supportare con proposte e progetti la fase di applicazione della riforma.
Conferenza dei Presidenti delle Regioni, Anci e Upi hanno inoltre concordato di richiedere un incontro ai Presidenti di Camera e Senato al fine di sollecitare il Parlamento ad una rapida integrazione della Commissione Bicamerale per le Questioni Regionali, snodo fondamentale per l’attuazione della Riforma costituzionale.
Conferenza dei Presidenti delle Regioni, Anci e Upi – infine – hanno convenuto di ricercare forme di raccordo permanente sull’attuazione della riforma a livello regionale e territoriale, in base al principio di sussidiarietà sancito dal rinnovato Titolo V.