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G7: il Presidente della Provincia di Brindisi accoglie con gioia i “Grandi”

“La Provincia di Brindisi accoglie con gioia e responsabilità il Presidente della Repubblica, il Santo Padre e i Capi di Stato e di Governo e il segretario generale dell’Onu riuniti per partecipare al 50esimo vertice del G7, a presidenza italiana”.

Lo dichiara in una nota il presidente Toni Matarrelli nel giorno inaugurale del vertice che si terrà nel resort di Borgo Egnazia, a Fasano.

“La comunità dell’intera provincia, non soltanto quelle di Brindisi e Savelletri di Fasano, avverte l’orgoglio di testimoniare ad un evento straordinario: tanto più perché auspicabilmente vi verranno poste le basi per pianificare una pace duratura in Medio Oriente e in Ucraina e si affronteranno le questioni nevralgiche dell’intelligenza artificiale e dell’energia pulita”.

“Confido – sottolinea il Presidente della Provincia di Brindisi – che le suggestioni che la nostra terra offrirà ai suoi ospiti e il sentimento d’accoglienza che connota il nostro popolo conferiranno ulteriore motivazione per il raggiungimento di obiettivi essenziali per il futuro dell’umanità”. “Se anche una sola decisione cruciale incidesse favorevolmente sui temi della pace o della sostenibilità nel mondo, questo evento resterebbe iscritto indelebilmente e per sempre nella memoria della nostra comunità”, conclude Matarrelli.

Game Upi: il Presidente Melucci incontra gli studenti dopo i giochi interprovincialii

Il Presidente della Provincia di Taranto, Rinaldo Melucci, ha incontrato gli studenti delle scuole superiori della provincia  che hanno partecipato ai “Giochi interprovinciali senza frontiere” del Game Upi che si sono tenuti a Crotone dal 25 al 27 maggio.
Nello specifico hanno partecipato gli alunni dell’IPSSEOA “Mediterraneo” di Pulsano, dell’I.S.I.S.S. “M. Lentini – A. Einstein” di Mottola e dell’I.I.S.S. “Quinto Orazio Flacco” di Palagiano.
Game Upi è un’iniziativa a livello nazionale organizzata dall’UPI, l’Unione Province Italiane. L’obiettivo del progetto a cui ha aderito anche la Provincia di Taranto è valorizzare l’inserimento sociale delle nuove generazioni attraverso i valori dello sport come squadra, promuovendo il benessere fisico, psichico, il rafforzamento delle competenze personali e rafforzando la motivazione, l’autoefficacia e la resilienza dei giovani.
Corsa, salto in lungo, lancio del peso, lancio del vortex, beach volley, beach soccer e vela sono gli sport che si sono alternati durante la due giorni nel capoluogo calabrese dopo l’accensione della fiaccola che richiama i giochi dell’Antica Magna Grecia.
“Si tratta di un progetto importante per la promozione dello sport e l’inclusione sociale anche per i ragazzi diversamente abili. Grazie a questa iniziativa stiamo sensibilizzando tutti i cittadini sui valori dello sport e di una vita sana” ha dichiarato il Presidente della Provincia di Taranto, Rinaldo Melucci.

Game Upi: il Presidente Melucci incontra gli studenti dopo i giochi interprovincialii

Il Presidente della Provincia di Taranto, Rinaldo Melucci, ha incontrato gli studenti delle scuole superiori della provincia  che hanno partecipato ai “Giochi interprovinciali senza frontiere” del Game Upi che si sono tenuti a Crotone dal 25 al 27 maggio.
Nello specifico hanno partecipato gli alunni dell’IPSSEOA “Mediterraneo” di Pulsano, dell’I.S.I.S.S. “M. Lentini – A. Einstein” di Mottola e dell’I.I.S.S. “Quinto Orazio Flacco” di Palagiano.
Game Upi è un’iniziativa a livello nazionale organizzata dall’UPI, l’Unione Province Italiane. L’obiettivo del progetto a cui ha aderito anche la Provincia di Taranto è valorizzare l’inserimento sociale delle nuove generazioni attraverso i valori dello sport come squadra, promuovendo il benessere fisico, psichico, il rafforzamento delle competenze personali e rafforzando la motivazione, l’autoefficacia e la resilienza dei giovani.
Corsa, salto in lungo, lancio del peso, lancio del vortex, beach volley, beach soccer e vela sono gli sport che si sono alternati durante la due giorni nel capoluogo calabrese dopo l’accensione della fiaccola che richiama i giochi dell’Antica Magna Grecia.
“Si tratta di un progetto importante per la promozione dello sport e l’inclusione sociale anche per i ragazzi diversamente abili. Grazie a questa iniziativa stiamo sensibilizzando tutti i cittadini sui valori dello sport e di una vita sana” ha dichiarato il Presidente della Provincia di Taranto, Rinaldo Melucci.

Game Upi: il Presidente Melucci incontra gli studenti dopo i giochi interprovincialii

Il Presidente della Provincia di Taranto, Rinaldo Melucci, ha incontrato gli studenti delle scuole superiori della provincia  che hanno partecipato ai “Giochi interprovinciali senza frontiere” del Game Upi che si sono tenuti a Crotone dal 25 al 27 maggio.
Nello specifico hanno partecipato gli alunni dell’IPSSEOA “Mediterraneo” di Pulsano, dell’I.S.I.S.S. “M. Lentini – A. Einstein” di Mottola e dell’I.I.S.S. “Quinto Orazio Flacco” di Palagiano.
Game Upi è un’iniziativa a livello nazionale organizzata dall’UPI, l’Unione Province Italiane. L’obiettivo del progetto a cui ha aderito anche la Provincia di Taranto è valorizzare l’inserimento sociale delle nuove generazioni attraverso i valori dello sport come squadra, promuovendo il benessere fisico, psichico, il rafforzamento delle competenze personali e rafforzando la motivazione, l’autoefficacia e la resilienza dei giovani.
Corsa, salto in lungo, lancio del peso, lancio del vortex, beach volley, beach soccer e vela sono gli sport che si sono alternati durante la due giorni nel capoluogo calabrese dopo l’accensione della fiaccola che richiama i giochi dell’Antica Magna Grecia.
“Si tratta di un progetto importante per la promozione dello sport e l’inclusione sociale anche per i ragazzi diversamente abili. Grazie a questa iniziativa stiamo sensibilizzando tutti i cittadini sui valori dello sport e di una vita sana” ha dichiarato il Presidente della Provincia di Taranto, Rinaldo Melucci.

MALTEMPO, REPORT DELLA PROVINCIA SUI DANNI A EDIFICI SCOLASTICI E VIABILITA’: 1.940.130 EURO PER RIPRISTINARE STRADE E SCUOLE

In questi giorni la Provincia di Treviso ha completato le prime fasi di valutazione dei danni riportati a seguito delle violente ondate di maltempo che negli ultimi dieci giorni si sono abbattute sul territorio della Marca: ammontano complessivamente a 1.940.130 euro i danni subiti su edilizia scolastica superiore e viabilità provinciale, circa mezzo milione in più rispetto a quanto precedentemente stimato.

L’Ente ha comunicato alla Regione Veneto il valore dei danni subiti e delle opere necessarie per ripristinare le normali condizioni di sicurezza: per quanto riguarda gli edifici scolastici superiori colpiti, ovvero l’Istituto Maffioli ex ospedale di Castelfranco Veneto, l’Istituto Galilei e l’Istituto Rosselli, sempre a Castelfranco, e l’Istituto Pittoni di Conegliano, le spese di pulizia dai detriti, dal fango e di sgombero dall’acqua corrispondono complessivamente a 315.000 euro; molto più ingenti i danni sulle strade provinciali, per un importo totale di 1.625.130 euro, causati prevalentemente da frane, colate di detriti e crolli dovuti all’intensità delle piogge e dagli allagamenti.

Nel dettaglio, si tratta delle criticità registrate nelle strade:

  • Sp 6 a Castelcucco: opera di rimozione materiale franato
  • Sp 248 ad Asolo: intervento di protezione scarpata erosa
  • sp 102 variante di Catena a Villorba: rimozione materiale franato
  • Strade provinciali varie della zona pedemontana del Grappa (nei territori di Asolo, Maser, Monfumo, Pederobba, Cavaso del Tomba, Possagno, Pieve del Grappa: rimozione detriti dalle carreggiate
  • sp 422 a Fregona: rimozione materiale roccioso
  • strade provinciali varie Monte Grappa a Bordo del Grappa: rimozione detriti
  • sp 141, tratti a Pederobba, Cavaso del Tomba, Possano, Pieve del Grappa: rimozione detriti
  • sp 635 Passo San Boldo a Cison di Valmarino: ripristino dell’impianto semaforico e illuminazione gallerie
  • strade provinciali varie a Valdobbiadene: rimozione detriti
  • sp 150 a Monfumo (Via Farnea): ripristino dissesto stradale e valle
  • sp 248 Fonte e Asolo: ricostruzione scarpate erose
  • sp 36 a Valdobbiadene, via Madean, località Guia: sistemazioni dissesti sottoscarpa diffusi e messa in sicurezza
  • sp 53 a Cessalto: ripristino dissesto corpo argine stradale
  • sp 140 a Borso del Grappa: messa in sicurezza del versante (tratto km 10-11) con opere di difesa

 

“In questi giorni abbiamo completato il monitoraggio sulle aree del territorio colpite dai nubifragi della scorsa settimana e di quella precedente: a differenza del milione e mezzo valutato da una prima stima, solo approssimativa, siamo arrivati a quasi 2 milioni di euro – spiega il presidente della Provincia di Treviso – Come da procedura, quando viene dichiarato lo stato di calamità, abbiamo comunicato alla Regione il report dei danni: ora stiamo continuando con le opere di ripristino e con la progettazione degli interventi, soprattutto sulla rete viaria. Nei giorni scorsi i Tecnici della Provincia hanno effettuato anche le prove geognostiche necessarie sulle aree di frana, per esempio sulla sp 248 e sulla sp 150, in modo da definire le opere più adeguate. L’auspicio è che presto vengano stanziati i fondi necessari a coprire il costo dei danni, anche per i tanti cittadini che purtroppo hanno subito gravi conseguenze nelle proprie abitazioni o nelle attività produttive”.

MALTEMPO, REPORT DELLA PROVINCIA SUI DANNI A EDIFICI SCOLASTICI E VIABILITA’: 1.940.130 EURO PER RIPRISTINARE STRADE E SCUOLE

In questi giorni la Provincia di Treviso ha completato le prime fasi di valutazione dei danni riportati a seguito delle violente ondate di maltempo che negli ultimi dieci giorni si sono abbattute sul territorio della Marca: ammontano complessivamente a 1.940.130 euro i danni subiti su edilizia scolastica superiore e viabilità provinciale, circa mezzo milione in più rispetto a quanto precedentemente stimato.

L’Ente ha comunicato alla Regione Veneto il valore dei danni subiti e delle opere necessarie per ripristinare le normali condizioni di sicurezza: per quanto riguarda gli edifici scolastici superiori colpiti, ovvero l’Istituto Maffioli ex ospedale di Castelfranco Veneto, l’Istituto Galilei e l’Istituto Rosselli, sempre a Castelfranco, e l’Istituto Pittoni di Conegliano, le spese di pulizia dai detriti, dal fango e di sgombero dall’acqua corrispondono complessivamente a 315.000 euro; molto più ingenti i danni sulle strade provinciali, per un importo totale di 1.625.130 euro, causati prevalentemente da frane, colate di detriti e crolli dovuti all’intensità delle piogge e dagli allagamenti.

Nel dettaglio, si tratta delle criticità registrate nelle strade:

  • Sp 6 a Castelcucco: opera di rimozione materiale franato
  • Sp 248 ad Asolo: intervento di protezione scarpata erosa
  • sp 102 variante di Catena a Villorba: rimozione materiale franato
  • Strade provinciali varie della zona pedemontana del Grappa (nei territori di Asolo, Maser, Monfumo, Pederobba, Cavaso del Tomba, Possagno, Pieve del Grappa: rimozione detriti dalle carreggiate
  • sp 422 a Fregona: rimozione materiale roccioso
  • strade provinciali varie Monte Grappa a Bordo del Grappa: rimozione detriti
  • sp 141, tratti a Pederobba, Cavaso del Tomba, Possano, Pieve del Grappa: rimozione detriti
  • sp 635 Passo San Boldo a Cison di Valmarino: ripristino dell’impianto semaforico e illuminazione gallerie
  • strade provinciali varie a Valdobbiadene: rimozione detriti
  • sp 150 a Monfumo (Via Farnea): ripristino dissesto stradale e valle
  • sp 248 Fonte e Asolo: ricostruzione scarpate erose
  • sp 36 a Valdobbiadene, via Madean, località Guia: sistemazioni dissesti sottoscarpa diffusi e messa in sicurezza
  • sp 53 a Cessalto: ripristino dissesto corpo argine stradale
  • sp 140 a Borso del Grappa: messa in sicurezza del versante (tratto km 10-11) con opere di difesa

 

“In questi giorni abbiamo completato il monitoraggio sulle aree del territorio colpite dai nubifragi della scorsa settimana e di quella precedente: a differenza del milione e mezzo valutato da una prima stima, solo approssimativa, siamo arrivati a quasi 2 milioni di euro – spiega il presidente della Provincia di Treviso – Come da procedura, quando viene dichiarato lo stato di calamità, abbiamo comunicato alla Regione il report dei danni: ora stiamo continuando con le opere di ripristino e con la progettazione degli interventi, soprattutto sulla rete viaria. Nei giorni scorsi i Tecnici della Provincia hanno effettuato anche le prove geognostiche necessarie sulle aree di frana, per esempio sulla sp 248 e sulla sp 150, in modo da definire le opere più adeguate. L’auspicio è che presto vengano stanziati i fondi necessari a coprire il costo dei danni, anche per i tanti cittadini che purtroppo hanno subito gravi conseguenze nelle proprie abitazioni o nelle attività produttive”.

IL NUOVO POLMONE DELLA PORTUALITA’ LIGURE? NON UNA SINGOLA AREA, MA UNA CORONA DI RETROPORTI OLTRE L’APPENNINO COLLEGATI AGLI SCALI DI GENOVA E SAVONA-VADO PER INNOVARE IL SISTEMA LOGISTICO DEL NORD OVEST ITALIANO

Per il quadro logistico del Nord-Ovest italiano si prospetta un cambiamento epocale. Per decenni le grandi aree logistiche della Pianura Padana e in particolare di Piemonte e Lombardia, sono state la base di lancio per spedire e ricevere merci italiane utilizzando per il loro sbarco e imbarco, porti, quelli del Nord Europa, a oltre 1200 km di distanza.
Per la prima volta, nei prossimi anni, grazie ad importanti interventi infrastrutturali, come la Diga del Porto di Genova (in grado di abilitare l’ingresso delle navi porta container giganti), o
il Terzo Valico ferroviario (che abbatterà i tempi di percorrenza dei treni fra Genova e Milano da oltre un’ora e 40 minuti a meno di 50 minuti) si potrebbe però registrare una decisiva virata
di bordo. Nel convegno ” organizzato a Genova presso l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale dalla Fondazione Slala si è infatti evidenziata la necessità, ormai improrogabile di creare una ‘corona padana’ di retroporti oltre l’Appennino, collegati ai porti ligure, per gestire l’incremento dei traffici generato da queste nuove infrastrutture.
La rete di retroporti si rivelerà fondamentale per la competitività del sistema portuale ligure, integrando le aree logistiche del Nord Ovest italiano.
In quest’ottica il Presidente Provincia di Savona Pierangelo Olivieri ha sottolineato l’urgenza concorrente e complementare di investire concretamente nelle infrastrutture viarie e ferroviarie, integrando al massimo il trasporto su gomma e ferro, per aumentare, snellire e velocizzare la circolazione di merci e persone e potenziare di conseguenza la competitività commerciale dei porti di Genova e Savona-Vado, definiti dallo stesso Viceministro Rixi “il più punto di contatto del Mediterraneo più vicino al cuore dell’Europa”
Dalla bretella autostradale di collegamento A10 – A6 – A26, all’adeguamento strutturale dei caselli di Millesimo, Albisola e Bossarino (quest’ultimo di prossima realizzazione), all’incremento dei collegamenti ferroviari piemontesi a e per Savona, le prospettive di crescita dei volumi di traffico, impongono urgenti investimenti infrastrutturali per estendere oltre l’Appennino e
fino alla bassa Lombardia il necessario collegamento ai retroporti liguri. Questo approccio permetterà di evitare la saturazione delle banchine, consentendo loro di operare come scali portuali anziché come depositi, migliorando così la fluidità delle operazioni e aumentando la capacità di gestione, sviluppi fondamentali per consolidare il ruolo di Genova e Savona-Vado come principali hub logistici efficienti e robusti al servizio dell’economia europea.

DUE CLASSI ‘SPECIALI’ SULLA VETTA DELLA PIETRA

Sette studenti con disabilità delle scuole superiori reggiane ed i loro compagni hanno vissuto ieri, mercoledì, una bellissima esperienza sul nostro Appennino grazie al progetto “A scuola di outdoor”  finanziato dalla Provincia di Reggio Emilia e promosso da G.a.s.t onlus insieme agli istituti Secchi di Reggio ed Einaudi di Correggio e al Parco nazionale dell’Appennino Tosco-emiliano. Finalizzato a promuovere la pratica di attività motoria e sportiva in ambiente naturale da parte di studenti delle scuole secondarie di secondo grado, in particolare quelli con disabilità, il progetto mira ad offrire anche occasioni di crescita e di inclusione sociale attraverso le pratiche di ciclismo (anche attraverso utilizzo di mezzi speciali come tandem, hand bike e tricicli), trekking per tutti e, con la stagione invernale, attività sciistiche e escursioni in ambiente innevato.

Dopo una prima fase, che proseguirà sino a fine anno scolastico con appuntamenti a cadenza settimanale in cui i ragazzi si cimentano in attività ciclistiche, mercoledì si è svolta una giornata di trekking con una entusiasmante salita sulla Pietra di Bismantova. Accolti dalla consigliera delegata della Provincia di Reggio Emilia Erica Spadaccini, dal presidente del Parco nazionale Fausto Giovannelli e dalla dirigente scolastica Beatrice Menozzi, 7 alunni speciali di Secchi ed Einaudi – accompagnati da una ventina di compagni di classe e dai docenti – sono partiti sotto la guida delle guide ambientali escursionistiche di Altri passi Daniele Canossini e Martina Bianchi con a disposizione anche 2 joelette, speciali ausili che permettono a persone con mobilità ridotta di essere trasportate su sentieri di montagna.

Gli studenti sono stati davvero fantastici: pian piano la timidezza iniziale ha lasciato posto a uno spirito collaborativo meraviglioso, con tutti i ragazzi impegnati a spingere e sostenere chi faticava di più. E così, alla fine, tutti sono riusciti a compiere questa “piccola, grande impresa” raggiungendo la sommità della Pietra grazie anche al vento che ha spazzato le nubi minacciose che al mattino si affacciavano dal Crinale.

“E’ stata davvero una giornata magnifica – ha commentato al termine dell’escursione, durante il pranzo al rifugio della Pietra, il presidente di G.a.s.t onlus Giacomo CibelliSiamo abbastanza abituati a situazioni in cui ci si mette in gioco davvero e si prova a superare quelli che crediamo possano essere i nostri limiti, ma oggi questo gruppo è stato davvero emozionante: tutti hanno dato il massimo, con lo spirito giusto e una disponibilità e un’attenzione assoluti. Per questo ringrazio veramente di cuore non solo la Provincia, che ha creduto nel progetto, ma anche i ragazzi, i docenti, gli accompagnatori e le guide che ci hanno regalato questa giornata così importante”.

 

 

 

DUE CLASSI ‘SPECIALI’ SULLA VETTA DELLA PIETRA

Sette studenti con disabilità delle scuole superiori reggiane ed i loro compagni hanno vissuto ieri, mercoledì, una bellissima esperienza sul nostro Appennino grazie al progetto “A scuola di outdoor”  finanziato dalla Provincia di Reggio Emilia e promosso da G.a.s.t onlus insieme agli istituti Secchi di Reggio ed Einaudi di Correggio e al Parco nazionale dell’Appennino Tosco-emiliano. Finalizzato a promuovere la pratica di attività motoria e sportiva in ambiente naturale da parte di studenti delle scuole secondarie di secondo grado, in particolare quelli con disabilità, il progetto mira ad offrire anche occasioni di crescita e di inclusione sociale attraverso le pratiche di ciclismo (anche attraverso utilizzo di mezzi speciali come tandem, hand bike e tricicli), trekking per tutti e, con la stagione invernale, attività sciistiche e escursioni in ambiente innevato.

Dopo una prima fase, che proseguirà sino a fine anno scolastico con appuntamenti a cadenza settimanale in cui i ragazzi si cimentano in attività ciclistiche, mercoledì si è svolta una giornata di trekking con una entusiasmante salita sulla Pietra di Bismantova. Accolti dalla consigliera delegata della Provincia di Reggio Emilia Erica Spadaccini, dal presidente del Parco nazionale Fausto Giovannelli e dalla dirigente scolastica Beatrice Menozzi, 7 alunni speciali di Secchi ed Einaudi – accompagnati da una ventina di compagni di classe e dai docenti – sono partiti sotto la guida delle guide ambientali escursionistiche di Altri passi Daniele Canossini e Martina Bianchi con a disposizione anche 2 joelette, speciali ausili che permettono a persone con mobilità ridotta di essere trasportate su sentieri di montagna.

Gli studenti sono stati davvero fantastici: pian piano la timidezza iniziale ha lasciato posto a uno spirito collaborativo meraviglioso, con tutti i ragazzi impegnati a spingere e sostenere chi faticava di più. E così, alla fine, tutti sono riusciti a compiere questa “piccola, grande impresa” raggiungendo la sommità della Pietra grazie anche al vento che ha spazzato le nubi minacciose che al mattino si affacciavano dal Crinale.

“E’ stata davvero una giornata magnifica – ha commentato al termine dell’escursione, durante il pranzo al rifugio della Pietra, il presidente di G.a.s.t onlus Giacomo CibelliSiamo abbastanza abituati a situazioni in cui ci si mette in gioco davvero e si prova a superare quelli che crediamo possano essere i nostri limiti, ma oggi questo gruppo è stato davvero emozionante: tutti hanno dato il massimo, con lo spirito giusto e una disponibilità e un’attenzione assoluti. Per questo ringrazio veramente di cuore non solo la Provincia, che ha creduto nel progetto, ma anche i ragazzi, i docenti, gli accompagnatori e le guide che ci hanno regalato questa giornata così importante”.

 

 

 

GIORDANO: AL VIA I LAVORI SUL PONTE PIANELLO OPERA D’ARTE DELLA VIABILITA’ PROVINCIALE

Al via nei prossimi giorni, tutta una serie di interventi su ponti e viadotti della rete viaria provinciale.

“Interventi su larga scala che rappresentano l’ulteriore salto di qualità messo in campo dalla Provincia di Potenza, per rispondere ad un bisogno di sicurezza delle nostre strade, ma anche a salvaguardare un patrimonio che ha i suoi risvolti sul piano turistico e sulle modalità di caratterizzare la qualità della vita dei nostri cittadini”. Con questa parole, il Presidente della Provincia di Potenza, Christian Giordano, ha comunicato l’avvìo dei lavori sul Ponte Pianello.

L’Opera d’arte è ubicata sulla S.P. 17 denominata “di Capodigiano” al km 1+100 , sul collegamento tra la città di Muro Lucano e la frazione Capodigiano, ove sorge l’ospedale.

Le caratteristiche strutturali dell’Opera, risalente al 1918, sono quelle di ponte ad arco, di luce complessiva di circa 77 m per il superamento della profonda incisione tra le due ripe rocciose, per un’altezza massima di circa 105 m. La struttura principale è costituita da 4 archi parabolici paralleli aventi luce di 38,2 m e freccia di 11,2 m, disposti ad interasse trasversale di 1,3 m e mutuamente collegati. Sulle 4 arcate spiccano i pilastrini che, insieme ai telai disposti al difuori delle imposte degli archi e poggiati direttamente su roccia, sostengono la travata di impalcato. Quest’ultima si sviluppa per tutta la lunghezza del ponte con schema di trave continua su 21 appoggi ad interasse medio di circa 3,9 m. La larghezza fuori tutto dell’impalcato è di 5,3 m di cui 4,6 m carrabile.

“Per quanto attiene alla tipologia di interventi, in considerazione del valore storico ed architettonico dell’Opera d’arte, dovranno essere eseguiti lavori generali di risanamento di tutte le superfici , previa protezione/sostituzione delle armature metalliche ossidate e/o corrose. Il progetto, realizzato dalla nostra struttura tecnica dell’ufficio viabilità a cui va il ringraziamento per il grande lavoro svolto sin qui – ha aggiunto Giordano –  prevede, quindi, lavorazioni volte alla sola manutenzione dell’Opera d’arte ed alla messa in sicurezza delle reti poste in sua adiacenza”.

Dal punto di vista tecnico, data la particolarità dello schema statico, delle altezze e della molteplicità degli elementi da manutenere, risulta necessario prevedere la realizzazione di un ponteggio sospeso che consente di realizzare i piani di lavoro utili per l’accesso agli elementi stessi. Per tale motivazione, oltre che per le condizioni critiche in cui versa, è propedeuticamente necessario rimuovere il ponte tubo in acciaio, che corre parallelamente alla struttura sul lato Nord.

Effettuato il bypass e messe in esercizio le reti temporanee, si provvederà alla rimozione delle condotte portate ed alla demolizione della struttura metallica. Allo scopo verranno utilizzate due autogru ad alta portata, posizionate sulle due sponde senza interessare il ponte, che prenderanno in carico la travata nelle due sezioni interne, in appoggio sui pilastri reticolari. I pilastri verranno opportunamente fissati preventivamente all’impalcato del Ponte Pianello per mantenerli in equilibrio durante il distacco e l’allontanamento del tronco centrale della travata. Una volta disconnessa dai pilastri, la travata verrà successivamente sollevata ed adagiata sull’impalcato del ponte per consentirne lo smontaggio. Analogamente si procederà per i due tronchi di riva più corti.
Liberati i pilastri dal carico in testa, dopo il taglio delle connessioni temporanee di testa, i pilastri reticolari verranno sconnessi in parte dalle fondazioni a formare cerniere alla base. In tal modo sarà possibile adagiare le colonne sulle rispettive pendici di sedime e metterle in sicurezza per il successivo smontaggio ed allontanamento dei materiali.
Rimosse le strutture in acciaio del ponte tubo, si potrà procedere in sicurezza all’installazione del ponteggio sospeso per l’esecuzione dei lavori di manutenzione degli elementi in c.a. costitutivi del ponte, nell’ordine, procedendo dall’alto, intradosso travata, pilastrini e travi di collegamento, archi e traversi di collegamento.

L’importo dei lavori previsti è di 1.723.482,00 Euro a valere sui fondi del DM 225/2021 – Decreto Ponti.

IL BENESSERE EQUO E SOSTENIBILE NELLE PROVINCE DEL LAZIO E NELLA CITTA’ METROPOLITANA DI ROMA CAPITALE

I Rapporti sul benessere territoriale a livello provinciale e metropolitano del Lazio, partendo dal disegno nazionale del BES delle Province forniscono un quadro delle principali caratteristiche strutturali dei territori analizzati (economiche, sociali, ambientali) e disegnano i punti di forza e di fragilità che possono essere utilizzati nelle strategie di resilienza e sviluppo sostenibile dei governi locali.

A partire dall’edizione 2023, la regione Lazio è completamente rappresentata nelle sue suddivisioni territoriali costituite dalle quattro province e dall’area metropolitana di Roma Capitale. Il rapporto compara alcuni dei 77 indicatori (suddivisi nelle 11 dimensioni all’interno di ogni singolo territorio), con i due livelli territoriali superiori (regionale e nazionale) ma, anche e soprattutto, permette di confrontare tra loro i territori laziali nel loro posizionamento in base ai singoli domini.

Dal rapporto emergono perciò in modo evidente i punti di forza e i punti di fragilità dell’area metropolitana e dei territori provinciali nei diversi domini come, ad esempio, nel posizionamento migliore dell’area metropolitana negli indicatori economici e nel posizionamento migliore delle province negli indicatori ambientali. Nell’interrelazione dei diversi territori, la regione Lazio rispetto ai giovani che non studiano e non lavorano appare in una situazione più performante rispetto a quella nazionale, facendo registrare una percentuale di Neet inferiore (21,6% a fronte del 23,1% del contesto nazionale).

Le caratteristiche peculiari di ogni territorio devono essere considerate nella specificità e nell’interdipendenza delle politiche delle istituzioni pubbliche, costruendo un quadro di informazioni coerenti e pertinenti che consenta di valutare l’impatto delle politiche delle diverse istituzioni pubbliche nel Lazio. In particolare, gli indicatori di Benessere equo e sostenibile a livello territoriale sono essenziali per le istituzioni locali, per avere ben chiaro il quadro dei vincoli e delle opportunità, dei punti di forza e dei punti di debolezza, su cui programmare specifiche azioni politiche, tenendo conto delle tendenze generali e comparando la propria realtà territoriale ad altre realtà simili.

In primo luogo, il rapporto fornisce agli amministratori locali uno strumento di lavoro che si basa su dati obiettivi, tempestivi e solidi per il supporto dei processi di programmazione, pianificazione e monitoraggio delle attività e per il sostegno dei processi decisionali (dal DUP al PIAO) di ogni amministrazione.

La collaborazione che è stata avviata a livello statistico tra la Città metropolitana di Roma, le Province, la Regione Lazio, l’Upi, l’Istat e l’ASviS consente, allo stesso tempo, di approfondire e arricchire le analisi che si possono sviluppare a livello regionale, per una programmazione degli interventi che possa promuovere l’uguaglianza di opportunità e la coesione territoriale e, allo stesso tempo, valorizzare le specificità in una prospettiva di leale collaborazione istituzionale.

Il rapporto costituisce, infine, un contributo alla conoscenza dettagliata e scientificamente fondata del territorio per tutte le pubbliche amministrazioni, i cittadini, le università e gli operatori economici e sociali, nella convinzione che una buona informazione statistica e la valorizzazione delle attività di raccolta ed elaborazione dati delle Province e delle Città metropolitane consentono di partecipare con maggiore consapevolezza alla vita democratica del nostro Paese.

 

La registrazione dell’incontro è disponibile all’indirizzo https://www.youtube.com/watch?v=1_amRANnL04 .

 

PROGRAMMA PRESENTAZIONE RAPPORTO BES LAZIO

 

Rapporto sul Benessere Equo e Sostenibile delle province del Lazio e della Città metropolitana di Roma Capitale (1)

Carrozzi_UpiLazio_22maggio2024

Belli_UpiLazio_Bes_22maggio2024

Agostinelli_InfoAppaltiUpiUPI_22maggio2024

Presentazione_Regione_Lazio_schifano (002)

Comunicato stampa UPI Lazio

 

 

 

 

 

 

 

Emergenza Maltempo, ricognizioni della Provincia di Treviso per Stima dei Danni: Continua il Monitoraggio su Strade e Scuole Superiori

Il violento nubifragio che in questi giorni si è abbattuto sul territorio regionale ha causato criticità e danni sulla rete viaria provinciale e in alcuni edifici scolastici superiori: da una prima stima della Provincia di Treviso, i danni superano 1.500.000 euro. A partire dal 15 maggio, l’Ente si è immediatamente attivato, insieme alla Prefettura, alla Protezione Civile e ai Vigili del Fuoco, per gli interventi di messa in sicurezza e ripristino delle normali condizioni su strade e scuole: come dettagliato nel corso del punto stampa del 17 maggio al C.O.C di Castelfranco Veneto, l’area a Ovest della provincia è stata la più colpita, con esondazioni, allagamenti di abitazioni, scuole, scantinati, sottopassi e frane con particolare gravità soprattutto nelle zone di Castelfranco, Asolo, Castelcucco, Monfumo, Loria, Fonte, Maser, Castello di Godego, Cornuda, Crocetta del Montello, Nervesa della Battaglia, Riese Pio X, per estendersi fino a Villorba, Silea, Casale sul Sile, Roncade, San Biagio di Callalta e Ponte di Piave.

Le esondazioni del Muson e dell’Avenale hanno provocato, inoltre, allagamenti all’Istituto Galilei, rimasto chiuso sia il 17 sia il 18 maggio, ma anche al Maffioli ex ospedale: l’alto livello raggiunto dall’acqua nei locali sotterranei e al piano terra ha causato danni agli archivi e nelle aree dedicate ai server informatici. Infiltrazioni si sono verificate anche al Rosselli, sempre a Castelfranco, e all’Einaudi Scarpa di Montebelluna.

 

Proseguono in queste ore, anche in vista del nuovo avviso di criticità idrica e idrogeologica esteso da ieri sera fino alla mezzanotte di mercoledì 22 maggio, le ricognizioni dei tecnici Edilizia e Viabilità della Provincia, per valutare una prima stima dei danni: solo per allagamenti nella rete viaria provinciale, colate di fango e frane, e danni agli edifici scolastici, la prima stima approssimativa supera 1.500.000 Euro.

 

“Stiamo vivendo una situazione di grave emergenza – sottolinea il presidente della Provincia di Treviso – ringrazio il presidente della Regione Veneto per aver dichiarato lo stato di calamità: solo per l’ondata di maltempo degli scorsi giorni i danni sono ingenti, ora siamo preoccupati per l’evoluzione nelle prossime ore. I dati raccolti continueranno a essere condivisi con la Regione per le valutazioni e stime puntuali dei danni una volta terminato lo stato di emergenza. Grazie alla prontezza d’intervento che Provincia e Comuni hanno sinergicamente messo in campo per le proprie aree di competenza, insieme alle Forze dell’Ordine, Volontari, Protezione Civile e Vigili del Fuoco, stiamo riuscendo a sistemare e ripulire le aree più colpite, ma ci serve un sostegno adeguato: siamo fiduciosi che il Governo risponda allo stato di emergenza con i giusti strumenti, in tempi celeri. Rinnovo l’appello a tutti i cittadini della provincia di Treviso di fotografare eventuali danni subiti, essere prudenti, evitare gli spostamenti, soprattutto nelle aree critiche, e di prestare la massima attenzione alle comunicazioni da parte delle Istituzioni e delle Autorità”.

 

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