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Maltempo, UPI “Basta lavorare in emergenza, serve un piano strategico”

“L’eventualità che si verifichino condizioni climatiche di maltempo come quelle che hanno colpito la Romagna lo scorso maggio e che si stanno verificando in questi giorni non è più da considerarsi un’eccezione: non possiamo continuare a gestire queste calamità in modalità di emergenza. Va dichiarato nuovamente lo stato di emergenza nazionale ma subito dopo il Governo e le due Regioni convochino un tavolo con le Province, le Città Metropolitane, i Consorzi di bonifica e i Comuni, che rispondono direttamente ai cittadini, per mettere in campo un piano straordinario di opere sui crinali e nelle valli dell’Appenino Tosco-Emiliano-romagnolo per costruire interventi strutturali in grado di aumentare il livello di sicurezza”.
Lo dichiara Michele de Pascale, Presidente di UPI e della Provincia di Ravenna, che sta di nuovo subendo i danni causati dal maltempo.
“Nel ravennate – spiega poi de Pascale – tutti gli uomini e i mezzi sono impegnati da questa notte per scongiurare lo spettro di quanto avvenuto la scorsa primavera, e i sistemi di protezione dalle frane che abbiamo realizzato finora stanno tenendo. Ma nelle Province della Toscana le frane e gli allagamenti sono moltissimi e già si contano nuovamente perdite di vite umane. A queste comunità va tutto il nostro sostegno e solidarietà. È evidente però che il nostro Paese ha bisogno con urgenza di una strategia di difesa del territorio che ci permetta, ad ogni nuovo evento meteorologico, di poter resistere assicurando il massimo possibile della sicurezza. È su questo che chiediamo al Governo e a tutti gli altri attori di fare un passo in avanti, uscendo dalla logica dell’emergenza e investendo seriamente sulla prevenzione.

Manovra, UPI “Incoerente parlare di riforma delle Province con questi tagli.

 

Ripercussioni pesanti sui servizi ai cittadini”

 

“Questo Governo e tutte le forze politiche che lo rappresentano in Parlamento hanno sottolineato, sin dall’inizio della legislatura, l’urgenza di restituire alle Province funzioni, personale e risorse, per assicurare ai cittadini, soprattutto quelli che vivono nelle aree deboli del Paese, servizi efficienti, strade, ponti e collegamenti moderni, scuole superiori sicure e in grado di sostenere la crescita intellettuale e sociale degli studenti italiani. Un indirizzo politico che è del tutto incoerente con la scelta operata in questa manovra di tagliare 50 milioni di euro a Province e Città metropolitane dal 2024 al 2028. Fare cassa sui territori non potrà che aggiungere nuove tensioni a quelle che già si fanno sentire nel Paese e avrà pesanti ripercussioni sui servizi ai cittadini”. Lo dichiara il Presidente di UPI Michele de Pascale, sottolineando come “questi ennesimi tagli si aggiungono a quelli già previsti nelle manovre precedenti, 150 milioni per il triennio 2023 – 2025,  e incidono sui bilanci già fortemente compromessi, come attestato dalla Commissione Tecnica del Ministero dell’Economia e del Ministero dell’Interno, che ha individuato in 842 milioni lo squilibrio attestato tra capacità fiscale  contributo alla finanza pubblica delle Province e il fabbisogno di spesa per l’esercizio delle funzioni fondamentali”.

“Se la scelta del Governo si confermerà quella di tagliare risorse agli enti locali penalizzando Comuni, Province e Città metropolitane – conclude de Pascale – bisogna che sia chiaro che si sta agendo a danno dei servizi e dei diritti dei cittadini che sono garantiti dagli enti locali. Ma anche che si impedisce alle Province di assumere il personale strategico indispensabile per rafforzare le strutture amministrative, rischiando di compromettere e bloccare la programmazione degli investimenti su cui siamo impegnati, a partire dal PNRR”.

FPG 2022: LA GRADUATORIA FINALE DI GAME UPI

Pubblichiamo in allegato la graduatoria delle 20 Province selezionate a partecipare all’iniziativa “Game UPI”, finanziata con il Fondo per le Politiche Giovanili annualità 2022.

GRADUATORIA FINALE_GAME UPI_30.10.2023_PDF

Determina approvazione graduatoria finale Progetti+impegno spesa

Le Province beneficiarie sono invitate a partecipare al primo incontro di co-progettazione che si svolgerà in modalità online il giorno 8 novembre p.v. dalle 10 alle 12.

 

Le due esperte incaricate da UPI di gestire la coprogettazione sono:

Dott.ssa Laura LENTINI                  email [email protected]                                       tel 338 2045518

Dott.ssa Simona ROTONDI           email [email protected]                            tel 349 3720977

 

Per gli aspetti amministrativi e finanziari è stata incaricata la Dott.ssa Doriana LEPORE

email  [email protected]                          tel 338 4881781

36° Assemblea Nazionale delle Province italiane: i panel e le foto del secondo giorno

L’attuazione del PNRR, il volto della nuova Provincia, le urgenze da risolvere nella prossima legge di bilancio.

Sono stati questi i temi della seconda giornata dei lavori della 36° Assemblea nazionale delle Province italiane.

Ad introdurre i lavori è stato Stefano Marcon, Presidente della Provincia di Treviso e Vicepresidente Vicario UPI, che ha passato il coordinamento della giornata a  Gianni Trovati, Giornalista Il Sole 24 Ore.

 

Il primo panel “Oltre il PNRR:  come cambia il Paese” è stato aperto dall’intervento di Raffaele Fitto, Ministro degli Affari Europei, della Coesione territoriale e del PNRR.

Si sono confrontati sul tema:  Enrico Bussalino, Presidente della Provincia di Alessandria, Pasquale Gandolfi, Presidente della Provincia di Bergamo, Rinaldo Melucci, Presidente della Provincia di Taranto, Luca Menesini, Presidente della Provincia di Lucca, Alfredo Ricci, Presidente della Provincia di Isernia, Rosaria Succurro, Presidente della Provincia di Cosenza, Francesco Alfieri, Presidente della Provincia di Salerno, 

 

Il secondo panel “Una nuova Provincia per la PA del futuro” è stato aperto dall’intervento di Paolo Zangrillo, Ministro della Pubblica Amministrazione.

Si sono confrontati sul tema: Gianni Lorenzetti, Presidente della Provincia di Massa Carrara, Piero Marrese, Presidente della Provincia di Matera, Roberto Padrin, Presidente della Provincia di Belluno, Alessandro Romoli, Presidente della Provincia di Viterbo, Luca Santambrogio, Presidente della Provincia di Monza Brianza, Claudio Scajola, Presidente della Provincia di Imperia, Giuseppe Nobiletti, Presidente della Provincia di Foggia.

Andrea Massari, Presidente UPI Emilia-Romagna e Presidente Provincia di Parma ha poi illustrato Le proposte delle Province per la Legge di Bilancio

Nel corso dei lavori sono intervenuti:

Massimiliano Fedriga, Presidente Conferenza delle Regioni

Antonio Decaro, Presidente ANCI

Matteo Ricci, Presidente ALI

Ecco una galleria fotografica

36° Assemblea Nazionale delle Province italiane: i panel e le foto del secondo giorno

L’attuazione del PNRR, il volto della nuova Provincia, le urgenze da risolvere nella prossima legge di bilancio.

Sono stati questi i temi della seconda giornata dei lavori della 36° Assemblea nazionale delle Province italiane.

Ad introdurre i lavori è stato Stefano Marcon, Presidente della Provincia di Treviso e Vicepresidente Vicario UPI, che ha passato il coordinamento della giornata a  Gianni Trovati, Giornalista Il Sole 24 Ore.

 

Il primo panel “Oltre il PNRR:  come cambia il Paese” è stato aperto dall’intervento di Raffaele Fitto, Ministro degli Affari Europei, della Coesione territoriale e del PNRR.

Si sono confrontati sul tema:  Enrico Bussalino, Presidente della Provincia di Alessandria, Pasquale Gandolfi, Presidente della Provincia di Bergamo, Rinaldo Melucci, Presidente della Provincia di Taranto, Luca Menesini, Presidente della Provincia di Lucca, Alfredo Ricci, Presidente della Provincia di Isernia, Rosaria Succurro, Presidente della Provincia di Cosenza, Francesco Alfieri, Presidente della Provincia di Salerno, 

 

Il secondo panel “Una nuova Provincia per la PA del futuro” è stato aperto dall’intervento di Paolo Zangrillo, Ministro della Pubblica Amministrazione.

Si sono confrontati sul tema: Gianni Lorenzetti, Presidente della Provincia di Massa Carrara, Piero Marrese, Presidente della Provincia di Matera, Roberto Padrin, Presidente della Provincia di Belluno, Alessandro Romoli, Presidente della Provincia di Viterbo, Luca Santambrogio, Presidente della Provincia di Monza Brianza, Claudio Scajola, Presidente della Provincia di Imperia, Giuseppe Nobiletti, Presidente della Provincia di Foggia.

Andrea Massari, Presidente UPI Emilia-Romagna e Presidente Provincia di Parma ha poi illustrato Le proposte delle Province per la Legge di Bilancio

Nel corso dei lavori sono intervenuti:

Massimiliano Fedriga, Presidente Conferenza delle Regioni

Antonio Decaro, Presidente ANCI

Matteo Ricci, Presidente ALI

Ecco una galleria fotografica

Assemblea UPI 2023: le foto del Presidente della Repubblica

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia di apertura della 36° Assemblea Nazionale delle Province italiane (l’Aquila 10 ottobre 2023 – Ridotto del Teatro Comunale “V.Antonellini”).

Qui le foto dall’arrivo al Teatro all’intervento davanti alle Presidenti e ai Presidenti delle Province, alle consigliere e consiglieri provinciali, alle autorità locali.

 

36° Assemblea delle Province italiane: le foto della seconda giornata dei lavori – I rappresentanti del Governo

Dopo l’emozione della cerimonia di apertura alla Presenza del Presidente della Repubblica, la seconda giornata dei lavori è stata caratterizzata dalla presenza del Vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, del Ministro per gli Affari Europei, le Politiche di Coesione e il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, Raffaele Fitto, del Ministro della PA Paolo Zangrillo e della Sottosegretaria all’Interno Wanda Ferro.

I rappresentanti del Governo si sono confrontati con le Province sui temi chiave all’ordine del giorno.

Ecco una galleria fotografica

36° Assemblea delle Province italiane: le foto della seconda giornata dei lavori – I rappresentanti del Governo

Dopo l’emozione della cerimonia di apertura alla Presenza del Presidente della Repubblica, la seconda giornata dei lavori è stata caratterizzata dalla presenza del Vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, del Ministro per gli Affari Europei, le Politiche di Coesione e il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, Raffaele Fitto, del Ministro della PA Paolo Zangrillo e della Sottosegretaria all’Interno Wanda Ferro.

I rappresentanti del Governo si sono confrontati con le Province sui temi chiave all’ordine del giorno.

Ecco una galleria fotografica

Cerimonia di apertura della 36° Assemblea Nazionale delle Province italiane: le foto

Più di 300 delegati da tutta Italia, a rappresentare le Province nelle due giornate di lavoro dell’Assemblea Nazionale dell’Unione delle Province d’Italia.-

Una straordinaria occasione di incontro e confronto tra gli amministratori di tutto il Paese, che si sono ritrovati nel Ridotto del Teatro Comunale dell’Aquila “V.Antonellini”.

Ecco le immagini della prima giornata.

Cerimonia di apertura della 36° Assemblea Nazionale delle Province italiane: le foto

Più di 300 delegati da tutta Italia, a rappresentare le Province nelle due giornate di lavoro dell’Assemblea Nazionale dell’Unione delle Province d’Italia.-

Una straordinaria occasione di incontro e confronto tra gli amministratori di tutto il Paese, che si sono ritrovati nel Ridotto del Teatro Comunale dell’Aquila “V.Antonellini”.

Ecco le immagini della prima giornata.

Assemblea UPI 2023: le foto del Presidente della Repubblica

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia di apertura della 36° Assemblea Nazionale delle Province italiane (l’Aquila 10 ottobre 2023 – Ridotto del Teatro Comunale “V.Antonellini”).

Qui le foto dall’arrivo al Teatro all’intervento davanti alle Presidenti e ai Presidenti delle Province, alle consigliere e consiglieri provinciali, alle autorità locali.

 

Il Presidente della Repubblica alla 36° Assemblea UPI

Intervento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla 36ª Assemblea annuale delle Province d’Italia

 

Saluto e ringrazio il Presidente de Pascale e i Presidenti di Provincia, gli Amministratori e i Consiglieri, riuniti oggi e domani qui a L’Aquila.

Rivolgo un saluto al Vice Presidente della Regione, al Sindaco – che ringrazio per il suo intervento – al Presidente della Provincia dell’Aquila, alla Presidente dell’Assemblea.

Questa Assemblea è orientata a rinnovare e rafforzare l’istituzione provinciale per rispondere, con maggiore efficacia, alle esigenze reali dei cittadini; per consentire alle nostre comunità di affrontare meglio le sfide di questo tempo.

Con la Costituzione repubblicana, le Province sono diventate le mappe di un Paese articolato, che rispetta la varietà dei territori e avverte come un valore l’articolazione istituzionale.

Questo approdo è dovuto alla solidità del radicamento delle Province nella vita d’Italia, che poc’anzi il filmato con alcune immagini ci ha ricordato. È dovuto anche alla determinazione con cui questo ruolo è stato difeso nel tempo.

Basti pensare a Pietro Gilardoni, cui si deve la sopravvivenza della “Rivista delle Province” per diversi anni sotto il fascismo, che le Province aveva soppresso in nome dello statalismo.

Una sorta di “clandestinità istituzionale” che si rivelò poi preziosa per la rinascita dell’UPI, di cui Gilardoni, non a caso, divenne primo segretario.

Il documento conclusivo del congresso di rinascita dell’UPI, nel maggio del 1946, esordiva con la “necessità di snellimento e sburocratizzazione dell’apparato statale”. Questa finalità era la vocazione che la Repubblica affidava anche alle Province.

Diverse riforme sono intervenute nel corso dei decenni. Fino all’ultima, del 2014, che ha ridimensionato ruolo e funzioni delle Province in previsione di un riassetto costituzionale, che poi non si è compiuto perché non ha ricevuto il necessario consenso degli elettori.

Le norme attualmente in vigore, che disegnano strutture e ambiti delle Province, sono legate, ­- come poc’anzi ricordava il Presidente de Pascale – in definitiva, a una transizione interrotta. E anche per questo, indipendentemente dai giudizi sul merito del percorso allora ipotizzato, – giudizi che io non posso esprimere, come è noto – creano vuoti e incertezze che non possono prolungarsi, rischiando che cittadini e comunità paghino il prezzo di servizi inadeguati, di competenze incerte, di lacune nelle funzioni di indirizzo e di coordinamento.

La Costituzione richiede di essere attuata.

Avete posto al centro di questa vostra Assemblea la prospettiva di “nuova Provincia”, con identità e competenze più chiare, con un ruolo propulsivo su alcuni temi e anche, ovviamente, con le conseguenti risorse e con l’autorevolezza democratica – per poterli esercitare al meglio.

Ora questa proposta è affidata al confronto avviato al Senato, dove vi sono state proposte di legge di diversi gruppi parlamentari. E vi è adesso un testo unificato all’esame della Commissione Affari costituzionali.

La composizione politica plurale, e la comune responsabilità, dell’Unione delle Province d’Italia può fornire al Parlamento elementi preziosi di esperienza e di conoscenza.

Le istituzioni, la loro architettura, la loro qualità sono cruciali per assicurare rispetto dei principi costituzionali e per adempiere al dovere di “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale” che “impediscono il pieno sviluppo della persona e l’effettiva partecipazione” alla vita del Paese, come dispone l’art. 3 della Costituzione.

La Provincia, le Province nel loro insieme, possono e devono partecipare a questo essenziale compito di coesione sociale. Sarebbe un grave errore affidarsi soltanto alla forza inerziale della crescita quantitativa delle aree metropolitane e degli insediamenti produttivi, collocati nei nodi delle principali reti logistiche e di comunicazione.

La coesione del Paese, la sua stessa unità civile, richiede una crescita delle potenzialità di tutti i territori, anche di quelli delle aree interne, delle zone montane, dei piccoli centri.

Interpreto anche in questo senso la vostra richiesta di assegnare alla Provincia, tra i suoi compiti fondamentali, la pianificazione dello sviluppo, con il chiaro obiettivo della sostenibilità ambientale e sociale, e con l’impegno di far convergere attori privati e pubblici in una rivitalizzazione dei territori oggi più svantaggiati.

Ogni giorno le istituzioni sono chiamate, attraverso l’efficacia dei loro interventi, a legittimarsi di fronte ai cittadini.

È il tema della partecipazione democratica, che si nutre della scelta al momento del voto, e della libertà di critica durante il mandato verso chi è stato eletto.

Oggi, le Province sono chiamate a un importante appuntamento: l’attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Si tratta di un’occasione storica per l’Italia, e lo è anche per l’Europa. La sua piena riuscita è un interesse comune, che merita tutto l’impegno e la solidarietà di cui la nostra società, intera, in ogni sua componente, è capace di fornire.

Ma, come è stato puntualmente sottolineato in questa Assemblea, nei documenti presentati dall’UPI, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è un banco di prova anche per le Province, chiamate a essere importanti soggetti attuatori di molti progetti.

L’UPI ha segnalato criticità nei processi di pagamento e alcune serie problematiche tecniche relative alle piattaforme di rendicontazione. Sono questioni da esaminare con attenzione.

I progetti che vi riguardano, e che richiedono coinvolgimento in regia delle Province, hanno valenza strategica. Il Paese trarrà un gran beneficio dal loro compimento.

La Costituzione disegna un’articolazione della Repubblica – come è stato poc’anzi ricordato – tra Stato, Regioni, Province, Città metropolitane, Comuni. Non un impianto gerarchico, bensì un governo multi-livello, ispirato ai principi della democrazia e della sussidiarietà. Dove le fondamenta poggiano sull’uguaglianza nelle libertà, nei diritti, nei servizi essenziali, nelle opportunità per i cittadini, qualunque sia il territorio in cui vivono.

Auguro alle Province italiane di servire con onore e con successo le loro comunità.

È tempo di ripresa dopo la transizione che le ha riguardate.

È tempo di ripartire al più presto.

Buon lavoro, buona Assemblea.

https://www.quirinale.it/elementi/98521

 

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