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AZIONE PROVINCEGIOVANI: AMMESSO AL FINANZIAMENTO IL PROGETTO DI UPI LAZIO SULLE COMUNITA’ EDUCATIVE DIGITALI NELLE PROVINCE

Nella giornata odierna, l’UPI ha selezionato come beneficiario del contributo finanziario di 80.000 euro, il progetto “Le Comunità Educative Digitali nelle Province” presentato da UPI Lazio.

“Il piano di lavoro coinvolge come partner, – dichiara il direttore di UPI Lazio Gaetano Palombellioltre alle 4 Province del Lazio, il Club Dirigenti Tecnologie dell’Informazione e il Dipartimento di scienze politiche dell’Università Roma Tre di Roma nella prospettiva di creare un partenariato istituzionale che assicuri la sostenibilità del progetto anche nel futuro”.

L’obiettivo del progetto è la realizzazione di comunità educative digitali che vedono come protagonisti i giovani, coinvolgendo le scuole superiori o centri di formazione professionale dotati di laboratori informatici. L’attività è rivolta a tutti i giovani da 14 a 35 anni per i percorsi di alfabetizzazione, di formazione specialistica e di orientamento.

Soddisfazione da parte del Presidente Upi Lazio Antonio Pompeo: La sfida è quella di creare “comunità educative digitali” sostenibili nel tempo, anche a partire dai centri di competenza per la trasformazione digitale delle Province. In queste comunità digitali – conclude Pompeo – saranno coinvolti attivamente le ragazze e i ragazzi e i soggetti più disagiati e vulnerabili del territorio per garantire loro una formazione e un orientamento adeguato sulle competenze digitali, che sono centrali anche per lo sviluppo dei nostri territori”.

 

APG 2021: pubblicata la graduatoria finale dei Progetti

Pubblichiamo la graduatoria dei Progetti Ammessi e Finanziati, Ammessi e non finanziati riferiti al bando “Avviso pubblico a presentare progetti destinati a promuovere interventi nell’ambito delle Politiche Giovanili – iniziativa Azione provincEgiovani anno 2021″.

Le Province beneficiarie di contributo riceveranno formale comunicazione nei prossimi giorni.

Graduatoria finale APG 2021

PROVINCE: IL CONFRONTO TRA L’UPI E IL PRESIDENTE DELLA REGIONE TOSCANA

“Rafforzare le funzioni amministrative e la gestione diretta da parte delle Province, e con loro dei Comuni e delle Città Metropolitane, che vada di pari passo con il regionalismo differenziato per rendere più aderente ai diversi territori le funzioni legislative delle regioni e anticipare il nuovo modello istituzionale territoriale derivante dal superamento della legge Delrio, annunciata dal Ministro degli Affari Regionali e delle Autonomie Roberto Calderoli. Occorre una visione di breve e medio periodo per ricostruire un quadro normativo con il recupero dei valori del decentramento, dell’autonomia e della sussidiarietà, in linea con la proposta di elezioni diretta dei Presidenti di Provincia”. Lo ha dichiarato il Presidente dell’Upi Michele de Pascale a margine dell’incontro di questa mattina con il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani al quale ha partecipato anche il Presidente di Upi Toscana Gianni Lorenzetti.

È stato lo stesso Lorenzetti a illustrare poi al governatore Giani le priorità da perseguire in Toscana per un coinvolgimento delle province nelle strategie e nelle politiche regionali, sottolineando il rapporto di collaborazione e gli importanti segnali di apertura verso le province registrati negli ultimi anni con il suo mandato. “Al Presidente Giani – sottolinea Lorenzetti – abbiamo espressamente chiesto di rivedere la Risoluzione del Consiglio regionale del 2016 con la quale si riconosceva la legittimazione di una sola associazione degli enti locali per le questioni attinenti alle autonomie, riteniamo che il ruolo delle Province sia invece utile e positivo per lo sviluppo delle strategie territoriali integrate”.

“Allo stesso modo – continua Lorenzetti – abbiamo evidenziato criticità sull’impostazione del Piano di Sviluppo Regionale 2021-2025 nel quale le Province vengono menzionate come ente residuale. Al contrario riteniamo che le Province intese come “Casa dei Comuni” debbano avere un ruolo nella gestione di materie delegate o attribuite dalla Regione, anche in un’ottica di valorizzazione del modello della Toscana diffusa”

Infine, è stato proposto al governatore Giani la creazione di un tavolo istituzionale formalmente riconosciuto tra Anci, Upi e Regione Toscana per un confronto e una valutazione, in un quadro di dialogo collaborativo e costruttivo, della legge regionale 22/2015, in vista del dibattito che inizierà presto anche a livello nazionale con la riforma del Tuel.

“La Toscana è stata la prima Regione, nel 2015, ad approvare una legge per il riordino delle funzioni delle Province dopo la legge Delrio dell’anno precedente. Fu fatta allora di necessità virtù – ricorda il presidente della Toscana Eugenio Giani – cogliendo l’occasione per il ridisegno di un nuovo equilibrio istituzionale: furono affidate ai Comuni solo poche funzioni e furono riprese dalla Regione le competenze in tutte le materie ex provinciali, riassorbendone il personale e le risorse. Una scelta che non poteva essere altrimenti dettata dalla prevista abolizione delle province. Con la conferma degli enti è necessario oggi aprire una nuova fase per rivalutare il ruolo delle province e la Regione si impegnerà sia nella fase di concertazione, per il loro coinvolgimento nelle strategie e nelle politiche regionali, sia su eventuali modifiche per una collaborazione sempre più costruttiva”.

 

Riforme e risorse: le Province scrivono al Presidente Meloni. de Pascale “Affrontare subito le emergenze: dal costo materiale al caro bollette”

Riconoscere e valorizzare nell’azione di governo il ruolo centrale dei territori da cui si muove lo sviluppo economico e affrontare da subito, nella prossima Legge di Bilancio, le emergenze che rischiano di compromettere la ripresa degli investimenti, a partire dal caro bollette e dall’aumento spropositato del costo dei materiali. Questa la richiesta avanzata dal Presidente dell’UPI Michele de Pascale in una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nella quale si chiede un incontro per avviare da subito una fase di confronto sulle questioni più urgenti.

Priorità che l’Associazione delle Province ha indicato nella Piattaforma Programmatica per la XIX Legislatura, un documento inviato al Presidente Meloni nel quale si evidenziano le questioni su cui si chiede al Governo di trovare insieme una soluzione in questa legislatura. A partire dalla revisione della legge che ha stravolto le Province, svuotandole di competenze e introducendo l’elezione di secondo livello, considerata ormai unanimemente come una riforma fallita, alla revisione del sistema di finanziamento, al potenziamento del personale, in particolare quello destinato agli uffici di progettazione e alle Stazioni Uniche Appaltanti, strategici per assicurare servizi in grado di sostenere la spinta agli investimenti e la sfida del PNRR.

“Ma nell’immediato, nella prossima Legge di Bilancio – sottolinea il presidente de Pascale nella lettera al Presidente del Consiglio – è urgente dare stabilità alle Province per garantire servizi efficienti e permettere di proseguire nel piano di investimenti che abbiamo avviato per mettere in sicurezza i 120 chilometri di strade provinciali, gli oltre 30 mila ponti e più di 5.000 edifici delle scuole secondarie superiori.

“Servono risorse per coprire il calo delle entrate relative all’Imposta Provinciale di Trascrizione e all’RCauto, che stanno mettendo a rischio la capacità di erogare i servizi essenziali ai cittadini. Temi su cui – conclude de Pascale – l’UPI è pronta ad un immediato confronto”.

Nel link, la piattaforma Le Proposte delle Province per la XIX Legislatura 4 novembre 22

Riforme e risorse: le Province scrivono al Presidente Meloni. de Pascale “Affrontare subito le emergenze: dal costo materiale al caro bollette”

Riconoscere e valorizzare nell’azione di governo il ruolo centrale dei territori da cui si muove lo sviluppo economico e affrontare da subito, nella prossima Legge di Bilancio, le emergenze che rischiano di compromettere la ripresa degli investimenti, a partire dal caro bollette e dall’aumento spropositato del costo dei materiali. Questa la richiesta avanzata dal Presidente dell’UPI Michele de Pascale in una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nella quale si chiede un incontro per avviare da subito una fase di confronto sulle questioni più urgenti.

Priorità che l’Associazione delle Province ha indicato nella Piattaforma Programmatica per la XIX Legislatura, un documento inviato al Presidente Meloni nel quale si evidenziano le questioni su cui si chiede al Governo di trovare insieme una soluzione in questa legislatura. A partire dalla revisione della legge che ha stravolto le Province, svuotandole di competenze e introducendo l’elezione di secondo livello, considerata ormai unanimemente come una riforma fallita, alla revisione del sistema di finanziamento, al potenziamento del personale, in particolare quello destinato agli uffici di progettazione e alle Stazioni Uniche Appaltanti, strategici per assicurare servizi in grado di sostenere la spinta agli investimenti e la sfida del PNRR.

“Ma nell’immediato, nella prossima Legge di Bilancio – sottolinea il presidente de Pascale nella lettera al Presidente del Consiglio – è urgente dare stabilità alle Province per garantire servizi efficienti e permettere di proseguire nel piano di investimenti che abbiamo avviato per mettere in sicurezza i 120 chilometri di strade provinciali, gli oltre 30 mila ponti e più di 5.000 edifici delle scuole secondarie superiori.

“Servono risorse per coprire il calo delle entrate relative all’Imposta Provinciale di Trascrizione e all’RCauto, che stanno mettendo a rischio la capacità di erogare i servizi essenziali ai cittadini. Temi su cui – conclude de Pascale – l’UPI è pronta ad un immediato confronto”.

Nel link, la piattaforma Le Proposte delle Province per la XIX Legislatura 4 novembre 22

Autonomia: il Ministro Calderoli incontra UPI de Pascale “Confermato l’impegno a restituire piena dignità alle Province”

“Il Ministro Calderoli ci ha confermato di considerare la revisione della legge sulle Province tra le sue priorità e ci ha garantito il suo impegno ad intervenire per restituire dignità istituzionale a questi enti, con la piena legittimazione democratica, l’ampliamento delle funzioni e la garanzia delle risorse necessarie. Ci auguriamo che il Governo riesca a portare a termine questo percorso, che riteniamo essenziale anche per una corretta attuazione dell’autonomia differenziata, valorizzando il ruolo fondamentale degli enti locali come realtà più capillare e prossima ai cittadini”. È il commento del Presidente dell’UPI Michele de Pascale al termine dell’incontro avuto con il Ministro degli Affari regionali e delle Autonomie, Roberto Calderoli,nell’ambito delle consultazioni che il Ministro ha avviato per discutere del percorso di attuazione dell’autonomia differenziata.
“Al Ministro – conclude de Pascale – abbiamo consegnato un documento con le nostre prime riflessioni sull’autonomia differenziata, sottolineando che le Province non hanno alcun pregiudizio negativo, ma è per noi essenziale che l’attuazione assicuri i valori di solidarietà e unità della Repubblica e, punto per noi fondamentale, che a una rafforzata funzione legislativa delle regioni corrisponda un’altrettanto forte devoluzione di funzioni amministrative a Comuni, Province e Città Metropolitane”.

Ecco il documento consegnato al Ministro Enti locali e regionalismo

Autonomia: il Ministro Calderoli incontra UPI de Pascale “Confermato l’impegno a restituire piena dignità alle Province”

“Il Ministro Calderoli ci ha confermato di considerare la revisione della legge sulle Province tra le sue priorità e ci ha garantito il suo impegno ad intervenire per restituire dignità istituzionale a questi enti, con la piena legittimazione democratica, l’ampliamento delle funzioni e la garanzia delle risorse necessarie. Ci auguriamo che il Governo riesca a portare a termine questo percorso, che riteniamo essenziale anche per una corretta attuazione dell’autonomia differenziata, valorizzando il ruolo fondamentale degli enti locali come realtà più capillare e prossima ai cittadini”. È il commento del Presidente dell’UPI Michele de Pascale al termine dell’incontro avuto con il Ministro degli Affari regionali e delle Autonomie, Roberto Calderoli,nell’ambito delle consultazioni che il Ministro ha avviato per discutere del percorso di attuazione dell’autonomia differenziata.
“Al Ministro – conclude de Pascale – abbiamo consegnato un documento con le nostre prime riflessioni sull’autonomia differenziata, sottolineando che le Province non hanno alcun pregiudizio negativo, ma è per noi essenziale che l’attuazione assicuri i valori di solidarietà e unità della Repubblica e, punto per noi fondamentale, che a una rafforzata funzione legislativa delle regioni corrisponda un’altrettanto forte devoluzione di funzioni amministrative a Comuni, Province e Città Metropolitane”.

Ecco il documento consegnato al Ministro Enti locali e regionalismo

Dimensionamento scolastico, per l’UPI Basilicata va reso definitivo il limite di 500 e 300 studenti per istituto.

Il tema del dimensionamento scolastico, in questi giorni ritornato d’attualità in vista del piano triennale 2022-24, registra un forte impulso dalle istituzioni lucane.

 

In particolare, il presidente dell’UPI Basilicata e della Provincia di Matera, Piero Marrese, e il suo omologo della Provincia di Potenza, Christian Giordano, hanno proposto di inserire il punto “5.6 Programmazione rete scolastica” al documento predisposto dall’UPI nazionale, denominato “Le proposte delle Province per la XIX legislatura”.

 

Partendo dal presupposto che la legge di bilancio 2022 ha fissato per gli anni scolastici 2022-23 e 2023-24, il limite inferiore a 300 e quello superiore a 500 unità per il dimensionamento scolastico, UPI Basilicata ritiene che sarebbe un grave problema per le aree svantaggiate, montane e le piccole isole se alla fine dell’anno scolastico 2023-24 si tornasse ai parametri di 600 e 400 alunni. Di qui, dunque, la proposta di stabilire in via definitiva o, in subordine per almeno 5 anni, che i limiti per il dimensionamento delle scuole ai fini dell’attribuzione del dirigente scolastico e del dsga vengano fissati a 500 unità, ridotti a 300 per le aree svantaggiate, montane e le piccole isole.

 

Altra proposta è quella di un nuovo criterio per le aree montane e svantaggiate: un istituto scolastico si può intendere dimensionato qualora, indipendentemente dal numero degli studenti, comprenda le sedi di 4 comuni oltre a quello dell’Istituto principale sede della presidenza. Ciò per garantire la presenza del dirigente anche nei plessi dei comuni aggregati in situazioni in cui il territorio montano e la difficoltà nella percorrenza delle strade la limiterebbe.

 

“L’obiettivo di queste proposte è tutelare gli interessi degli studenti e dei territori – ha sottolineato Marrese –, specie di quelli delle piccole comunità che risulterebbero penalizzati da parametri più alti. Ancora una volta segnala la positiva iniziativa delle due Province lucane che, unite, cercano soluzioni condivise in favore dei territori. Partendo dal presupposto che l’obiettivo delle istituzioni, specie quelle locali, è fare in modo che si tutelino le scuole affinché abbiano, laddove possibile, una guida autonoma, le nostre proposte vanno nella direzione di rimarcare che la programmazione non può non tenere conto delle comunità che afferiscono ai vari istituti. Per questo ritengo che nel dimensionare si debbano mantenere i limiti numerici attualmente in vigore. Ciò garantirebbe la tutela non solo della comunità scolastica, ma anche dei centri nei quali il plesso si trova”.

 

Il presidente della Provincia di Potenza, Christian Giordano ha da par suo sottolineato come “il percorso di organizzazione della rete scolastica provinciale, che ci vede impegnati insieme a tutte le componenti scolastiche, deve sempre essere teso a garantire il diritto all’istruzione pur in presenza del costante decremento della popolazione scolastica. Le nostre proposte vanno in questa direzione e cercano di tutelare le nostre piccole comunità”.

Dimensionamento scolastico, per l’UPI Basilicata va reso definitivo il limite di 500 e 300 studenti per istituto.

Il tema del dimensionamento scolastico, in questi giorni ritornato d’attualità in vista del piano triennale 2022-24, registra un forte impulso dalle istituzioni lucane.

 

In particolare, il presidente dell’UPI Basilicata e della Provincia di Matera, Piero Marrese, e il suo omologo della Provincia di Potenza, Christian Giordano, hanno proposto di inserire il punto “5.6 Programmazione rete scolastica” al documento predisposto dall’UPI nazionale, denominato “Le proposte delle Province per la XIX legislatura”.

 

Partendo dal presupposto che la legge di bilancio 2022 ha fissato per gli anni scolastici 2022-23 e 2023-24, il limite inferiore a 300 e quello superiore a 500 unità per il dimensionamento scolastico, UPI Basilicata ritiene che sarebbe un grave problema per le aree svantaggiate, montane e le piccole isole se alla fine dell’anno scolastico 2023-24 si tornasse ai parametri di 600 e 400 alunni. Di qui, dunque, la proposta di stabilire in via definitiva o, in subordine per almeno 5 anni, che i limiti per il dimensionamento delle scuole ai fini dell’attribuzione del dirigente scolastico e del dsga vengano fissati a 500 unità, ridotti a 300 per le aree svantaggiate, montane e le piccole isole.

 

Altra proposta è quella di un nuovo criterio per le aree montane e svantaggiate: un istituto scolastico si può intendere dimensionato qualora, indipendentemente dal numero degli studenti, comprenda le sedi di 4 comuni oltre a quello dell’Istituto principale sede della presidenza. Ciò per garantire la presenza del dirigente anche nei plessi dei comuni aggregati in situazioni in cui il territorio montano e la difficoltà nella percorrenza delle strade la limiterebbe.

 

“L’obiettivo di queste proposte è tutelare gli interessi degli studenti e dei territori – ha sottolineato Marrese –, specie di quelli delle piccole comunità che risulterebbero penalizzati da parametri più alti. Ancora una volta segnala la positiva iniziativa delle due Province lucane che, unite, cercano soluzioni condivise in favore dei territori. Partendo dal presupposto che l’obiettivo delle istituzioni, specie quelle locali, è fare in modo che si tutelino le scuole affinché abbiano, laddove possibile, una guida autonoma, le nostre proposte vanno nella direzione di rimarcare che la programmazione non può non tenere conto delle comunità che afferiscono ai vari istituti. Per questo ritengo che nel dimensionare si debbano mantenere i limiti numerici attualmente in vigore. Ciò garantirebbe la tutela non solo della comunità scolastica, ma anche dei centri nei quali il plesso si trova”.

 

Il presidente della Provincia di Potenza, Christian Giordano ha da par suo sottolineato come “il percorso di organizzazione della rete scolastica provinciale, che ci vede impegnati insieme a tutte le componenti scolastiche, deve sempre essere teso a garantire il diritto all’istruzione pur in presenza del costante decremento della popolazione scolastica. Le nostre proposte vanno in questa direzione e cercano di tutelare le nostre piccole comunità”.

UPI LAZIO IN CONSIGLIO REGIONALE PER IL COLLEGATO ALLA LEGGE DI STABILITÀ – auspichiamo che si avvii un coerente riordino delle funzioni locali

Nella giornata di ieri UPI Lazio è intervenuta in Consiglio regionale per l’esame della proposta di legge n. 346 del 10 ottobre 2022 recante “Disposizioni collegate alla legge di stabilità regionale 2022 e modificazioni di leggi regionali”, portando un contributo propositivo sul provvedimento legislativo che corona le attività del Consiglio regionale in questa legislatura.

Il Direttore di UPI Lazio, Gaetano Palombelli, è intervenuto all’audizione organizzata dalla Commissione IV (Bilancio), illustrando la posizione delle Province del Lazio: “occorre un intervento di riordino della legislazione regionale delle funzioni locali che valorizzi il ruolo di Roma capitale, Comuni, Province, Città metropolitana, per chiarire bene “chi fa cosa” e costruire un sistema equilibrato delle autonomie locali”.

Il Presidente della Provincia di Viterbo, Alessandro Romoli, è intervenuto per conto di UPI Lazio alla riunione del Consiglio delle Autonomie Locali (CAL) e ha condiviso con gli altri rappresentanti degli enti locali le osservazioni e le proposte di emendamento sulla proposta di legge: “il decentramento delle funzioni a Roma capitale è positivo, ma c’è bisogno di valorizzare le Province e la Città metropolitana nella materia del governo del territorio per semplificare le procedure di approvazione degli strumenti urbanistici, come richiesto dai Comuni d tutti i territori della regione”.

UPI Lazio – dichiara il Presidente, Antonio Pompeo – “auspica che all’inizio della prossima legislatura si costituisca una cabina di regia tra la Regione e le autonomie locali che coinvolga le associazioni regionali degli enti locali, il Sindaco di Roma capitale, i Sindaci dei Comuni capoluogo e i Presidenti delle Province, per avviare un percorso condiviso di riordino delle funzioni locali e coordinare il lavoro delle diverse istituzioni territoriali per il migliore utilizzo delle risorse europee.”

La Provincia di Salerno si racconta alla BMTA 2022 di Paestum

La Provincia di Salerno, nell’ambito della XXIV edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico che si tiene a Paestum dal 27 al 30 ottobre 2022, organizza giovedì 27 Ottobre, alle ore 16,00 presso la Sala Velia del Tabacchificio Cafasso, la Conferenza Nazionale sul Turismo culturale dal titolo “CHIAMATA ALLE ARTI: il racconto del patrimonio culturale delle Province”.

Il tavolo nazionale promosso dal Presidente della Provincia di Salerno Michele Strianese e dai Consiglieri provinciali Francesco Morra (delegato alla Cultura) e Pasquale Sorrentino (delegato al Turismo) con il patrocinio dell’UPI – Unione Province Italiane, ha come focus l’analisi dello stato attuale e la gestione e valorizzazione futura del patrimonio artistico, museale e culturale delle Province. Un patrimonio enorme, su tutto il territorio nazionale, profondamente penalizzato dalla riforma Delrio del 2014 che toglie alle Province le competenze su turismo, cultura e patrimonio culturale.

“Secondo noi – afferma il Consigliere delegato al Turismo Pasquale Sorrentino – cultura, turismo e promozione del territorio rappresentano un binomio inscindibile per il patrimonio ambientale, storico e culturale delle Province italiane. È il “racconto della bellezza”, cioè un percorso in cui confluiscono tutela del paesaggio, sostenibilità energetica e le sfide dell’innovazione digitale. Un racconto che include lo straordinario patrimonio culturale rappresentativo dell’identità del territorio e del legame delle comunità locali con le proprie origini.”

“In questa direzione – aggiunge il Consigliere delegato alla Cultura Francesco Morra – la nostra provincia salernitana è unica per la straordinaria osmosi tra costa, borghi ed aree interne, con una offerta turistica e culturale molto suggestiva. Si aggiunge a questo l’importante patrimonio culturale di proprietà dell’Ente Provincia, il Museo archeologico di Salerno, l’Area archeologica etrusco sannitica di Fratte, il Castello di Arechi, il Museo archeologico della Lucania occidentale, il Museo archeologico di Nocera Inferiore. Fondamentale quindi il nostro ruolo con le funzioni di coordinamento tra i Comuni e la filiera istituzionale.”

“La Provincia di Salerno – conclude il Presidente Michele Strianese – quest’anno, dopo tanto tempo, sarà di nuovo presente con una partecipazione diretta alla BMTA 2022 di Paestum. Prima della legge Delrio eravamo fra i promotori e organizzatori di questa importante manifestazione che valorizza patrimonio e turismo culturale, soprattutto per il nostro territorio provinciale, che include ben due siti riconosciuti dall’UNESCO patrimonio dell’umanità (Costiera amalfitana e del Parco del Cilento e Vallo di Diano, con le aree archeologiche di Paestum e di Velia, e con la Certosa di Padula). Senza dimenticare che anche la Dieta Mediterranea è stata riconosciuta patrimonio culturale immateriale dall’UNESCO.

Per questo, con la conferenza nazionale “CHIAMATA ALLE ARTI: il racconto del patrimonio culturale delle Province” vogliamo partire proprio dalla riforma Delrio e dalle conseguenze ricadute sul patrimonio culturale delle Province italiane. Saranno con noi anche Piero Antonelli Direttore Generale UPI Unione Province d’Italia e Michele de Pascale Presidente UPI Unione Province d’Italia. Interverranno inoltre i Presidenti delle Province campane e altri rappresentanti delle Province italiane.

UPI EMILIA-ROMAGNA: LE PROVINCE VANNO A BRUXELLES DELEGAZIONE DI AMMINISTRATORI E TECNICI PER LANCIARE IL PROGETTO EUROPA

Creare una centrale di diffusione delle informazioni, trasferimento di competenze e supporto territoriale in ambito provinciale, a copertura dell’intero territorio regionale, che possa garantire a tutti gli Enti locali (Province e Comuni – soprattutto i più piccoli) di poter conoscere e accedere, singolarmente o in forma aggregata, alle diverse opportunità europee di finanziamento, ma anche alle innumerevoli opportunità di partecipazione a livello nazionale ed interregionale che possono derivare dalla partecipazione attiva a questo processo di governance multilivello.

E’ quanto previsto dal progetto che UPI Emilia-Romagna ha avviato negli scorsi mesi e che sarà illustrato a Bruxelles da parte della delegazione di amministratori locali e funzionari delle  Province che accompagnerà il Presidente di Upi Gian Domenico Tomei e la direttrice Luana Plessi, in una tre giorni di incontri istituzionali dal 25 al 27 ottobre, tra cui l’eurodeputata Elisabetta Gualmini e Alessandro Giordani, membro della Commissione Europea.

Per il presidente Tomei «l’idea è che in ogni Provincia dell’Emilia-Romagna si possa arrivare ad avere un punto di contatto capace di confrontarsi con il Sistema Regionale, Regione e suo territorio, per fare sistema e per rafforzare la presenza e la partnership pubblico/privata rispetto alle altre Regioni d’Europa con le quali siamo chiamati a collaborare, ma anche con le istituzioni presenti a Bruxelles, per intercettare possibilità di sviluppo fino alla fonte. Dall’altro lato, un servizio che possa funzionare per tutti i Comuni come collettore di idee, strategie, pianificazione territoriale e management per l’impiego ottimale dei finanziamenti legati al recovery plan nazionale».

Il “Progetto Europa”, sostenuto dalla Giunta regionale proprio nell’ottica di creare, attraverso Upi il necessario supporto per le Province emiliano-romagnole nell’articolazione di un sistema di relazioni con le istituzioni europee e con principali sistemi di rappresentanza in Europa, coinvolge ora ance l’Assemblea legislativa con la quale è in fase di programmazione il corso di formazione per gli Enti Locali territoriali sulle tematiche dell’Europa e della Progettazione europea.

«E’ intenzione di Upi Emilia-Romagna garantire la continuazione dell’azione di informazione e formazione nelle Provincie e iniziare a programmare e progettare in modo sinergico così da offrire ai territori canali di accesso a finanziamenti e, soprattutto, capacità di lavorare in partenariato», prosegue poi il Presidente di UPI Gian Domenico Tomei.

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