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MALTEMPO MARCHE, UPI: solidarietà alle famiglie delle vittime e alle comunità

“Ci stringiamo tutti alla comunità marchigiana, alle famiglie delle vittime, ai Sindaci e ai nostri Presidenti di Provincia che sono coinvolti in questa tragica alluvione.

Oggi nel primo pomeriggio è prevista una riunione del Comitato Direttivo UPI nella quale i Presidenti delle due Province che stanno affrontando questa drammatica emergenza, Giuseppe Paolini, Presidente della Provincia di Pesaro Urbino e Daniele Carnevali, Presidente della Provincia di Ancona, che sono da stanotte sul campo al fianco della Protezione Civile insieme agli uomini e ai mezzi delle Province per assistere le popolazioni e verificare i danni, riferiranno il quadro della situazione per individuare da subito gli interventi necessari. Le Province insieme all’UPI si uniscono nella solidarietà e nella piena disponibilità a fornire ogni aiuto”.

E’ quanto dichiara il Presidente dell’UPI, Michele de Pascale.

Energia: nel decreto aiuti ter fondo per Province e Città metropolitane

“L’impatto del caro energie sui bilanci di Province e Città metropolitane rischia di avere ripercussioni gravi sulle comunità. Gli interventi che il.Governo ha messo in campo sono importanti, ma purtroppo non sufficienti: ci aspettiamo che nel prossimo decreto aiuti sia previsto un fondo destinato a Province e Città metropolitane di almeno 50 milioni, per consentire agli enti di garantire la piena erogazione dei servizi essenziali. A partire dalle scuole, che per le Province sono una priorità “.
Lo ha detto il rappresentante dell’Unione delle Province d’Italia, Luca Menesini Presidente della Provincia di Lucca, intervenendo nella riunione della Conferenza Stato Città.

Energia: nel decreto aiuti ter fondo per Province e Città metropolitane

“L’impatto del caro energie sui bilanci di Province e Città metropolitane rischia di avere ripercussioni gravi sulle comunità. Gli interventi che il.Governo ha messo in campo sono importanti, ma purtroppo non sufficienti: ci aspettiamo che nel prossimo decreto aiuti sia previsto un fondo destinato a Province e Città metropolitane di almeno 50 milioni, per consentire agli enti di garantire la piena erogazione dei servizi essenziali. A partire dalle scuole, che per le Province sono una priorità “.
Lo ha detto il rappresentante dell’Unione delle Province d’Italia, Luca Menesini Presidente della Provincia di Lucca, intervenendo nella riunione della Conferenza Stato Città.

Riparti fondi riduzione gettito e caro energia – I decreti ministeriali

Nella Conferenza Stato Città di ieri sono stati approvati, con intesa di Upi, due decreti di riparto dei fondi a favore delle Province.

In particolare si tratta di:

 

  • Schema di decreto del Ministero dell’interno, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, recante riparto del fondo con una dotazione pari a 20 milioni di euro per l’anno 2022, in favore delle Province e delle Città metropolitane, delle regioni a statuto ordinario, della Regione Siciliana e della Regione Sardegna, ad esclusione della Città metropolitana di Roma Capitale, che hanno subito una riduzione percentuale del gettito dell’Imposta Provinciale di Trascrizione (IPT) o dell’imposta RC Auto.

 

  • Schema di decreto del Ministero dell’interno, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze e del Ministro per gli Affari regionali e le autonomie, recante riparto dell’ulteriore incremento di 400 milioni di euro per l’anno 2022, (di cui 350 milioni a favore dei Comuni e 50 a favore di Province e Città Metropolitane) del fondo per il riconoscimento di un contributo straordinario degli enti locali per garantire la continuità dei servizi erogati in relazione alla spesa per utenze di energia elettrica e gas.

In allegato  i due schemi di decreti ministeriali e le due tabelle di riparto:

DM contributo straordinario energia elettrica e gas dell’8 settembre 2022   

All C province

DM_art_41_c_1_DL_50_2022_CM_P_IPT_RCA

All.to A Piano di riparto 2022

Decaro (Anci) e De Pascale (Upi): “Intervenire subito per fermare i rincari dell’energia”

Decaro (Anci) e De Pascale (Upi): “Occorre intervenire subito per fermare i rincari dell’energia. Per Comuni e Province 350 milioni di euro, altrimenti dovremo tagliare i servizi pubblici”

Il presidente dell’Anci, Antonio Decaro, e il presidente dell’Upi, Michele De Pascale, sono tornati a premere per un intervento urgente che fermi il rincaro dei prezzi dell’energia.
“Famiglie e imprese stanno già soffrendo le conseguenze del continuo aumento dei costi dell’energia – hanno affermato in una dichiarazione congiunta Decaro e De Pascale – e sappiamo che il governo sta mettendo a punto provvedimenti urgenti. È indispensabile che fra questi sia compresa una misura di sostegno per i Comuni e le Province, in assenza della quale i bilanci degli enti locali sono destinati a saltare. È necessario uno stanziamento straordinario di almeno ulteriori 350 milioni di euro per compensare l’impennata delle nostre spese energetiche, altrimenti i sindaci saranno costretti a tagli dolorosi dei servizi pubblici a tutto danno dei cittadini, in vista di un autunno che già si prospetta molto difficile e preoccupante”.

Decaro (Anci) e De Pascale (Upi): “Intervenire subito per fermare i rincari dell’energia”

Decaro (Anci) e De Pascale (Upi): “Occorre intervenire subito per fermare i rincari dell’energia. Per Comuni e Province 350 milioni di euro, altrimenti dovremo tagliare i servizi pubblici”

Il presidente dell’Anci, Antonio Decaro, e il presidente dell’Upi, Michele De Pascale, sono tornati a premere per un intervento urgente che fermi il rincaro dei prezzi dell’energia.
“Famiglie e imprese stanno già soffrendo le conseguenze del continuo aumento dei costi dell’energia – hanno affermato in una dichiarazione congiunta Decaro e De Pascale – e sappiamo che il governo sta mettendo a punto provvedimenti urgenti. È indispensabile che fra questi sia compresa una misura di sostegno per i Comuni e le Province, in assenza della quale i bilanci degli enti locali sono destinati a saltare. È necessario uno stanziamento straordinario di almeno ulteriori 350 milioni di euro per compensare l’impennata delle nostre spese energetiche, altrimenti i sindaci saranno costretti a tagli dolorosi dei servizi pubblici a tutto danno dei cittadini, in vista di un autunno che già si prospetta molto difficile e preoccupante”.

FONDO PER OPERE INDIFFERIBILI: IL DPCM IN GAZZETTA. WEBINAR 19 SETTEMBRE

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 213 del 12.09.2022 il DPCM 28 luglio 2022 per la definizione della disciplina delle modalità di accesso al “Fondo per l’avvio di opere indifferibili”, previsto dall’articolo 26, comma 7, del Dl n. 50/2022 per le opere finanziate in tutto o in parte con risorse del PNRR e PNC e che, per il 2022, ha una capienza finanziaria di 1,5 miliardi di euro.

 

Il decreto, corredato del relativo Allegato 1, è scaricabile tramite il presente link https://www.gazzettaufficiale.it/gazzetta/serie_generale/caricaDettaglio/home?dataPubblicazioneGazzetta=2022-09-12&numeroGazzetta=213.

 

L’articolo 7 del DPCM prevede una procedura semplificata per gli enti locali, senza la presentazione di una domanda da parte delle amministrazioni ma tramite l’assegnazione diretta delle risorse attribuite dal decreto stesso, indicate nell’Allegato 1, per le opere o gli interventi degli enti locali che necessitano di tale ulteriore contributo.

Pertanto, gli enti locali attuatori di uno o più interventi finanziati con le risorse previste dal PNRR e inclusi nell’Allegato 1 al DPCM, che hanno avviato o avviano le procedure di affidamento delle opere pubbliche tra il 18 maggio 2022 e il 31 dicembre 2022, possono considerare come importo preassegnato a ciascun intervento, in aggiunta a quello attribuito con il decreto di assegnazione relativo a ciascun intervento pubblicato o in corso di pubblicazione, la percentuale indicata nell’Allegato 1 del DPCM.

 

Per i necessari approfondimenti e chiarimenti riguardo l’accesso al Fondo, vi invitiamo a registrarvi e a seguire i lavori del Webinar su “Fondo Mef opere Pnrr e Pnc revisione prezzi: assegnazione diretta e procedura ordinaria”, organizzato da ANCI ed Upi, con la partecipazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze il prossimo 19 settembre dalle ore 14.30 alle ore 17.30.

 

Di seguito forniamo il link per la registrazione al Webinar https://www.anci.it/event/webinar-su-fondo-mef-opere-pnrr-e-pnc-revisione-prezzi-assegnazione-diretta-e-procedura-ordinaria/.

Qui il programma dell’evento  Webinar 19 settembre

Covid-19, il vademecum del Ministero Istruzione con le indicazioni per l’avvio dell’anno scolastico 2022/2023

Il Ministero dell’Istruzione ha inviato alle scuole un vademecum con le principali indicazioni per il contrasto della diffusione del Covid-19 in ambito scolastico in vista dell’avvio dell’anno 2022/2023.

Il testo sintetizza i documenti elaborati dall’Istituto superiore di sanità nelle scorse settimane, già inviati alle scuole e ai loro dirigenti, e la normativa vigente.

Il vademecum contiene, in particolare, una sezione con le principali domande e risposte sulla gestione dei casi di positività, la didattica digitale integrata, gli alunni fragili.

A questo Link la nota inviata alle scuole m_pi.AOODPPR.REGISTRO UFFICIALE(U).0001199.28-08-2022

A questo link il vademecum del Ministero MI_Vademecum COVID AS 22-23

 

Covid-19, il vademecum del Ministero Istruzione con le indicazioni per l’avvio dell’anno scolastico 2022/2023

Il Ministero dell’Istruzione ha inviato alle scuole un vademecum con le principali indicazioni per il contrasto della diffusione del Covid-19 in ambito scolastico in vista dell’avvio dell’anno 2022/2023.

Il testo sintetizza i documenti elaborati dall’Istituto superiore di sanità nelle scorse settimane, già inviati alle scuole e ai loro dirigenti, e la normativa vigente.

Il vademecum contiene, in particolare, una sezione con le principali domande e risposte sulla gestione dei casi di positività, la didattica digitale integrata, gli alunni fragili.

A questo Link la nota inviata alle scuole m_pi.AOODPPR.REGISTRO UFFICIALE(U).0001199.28-08-2022

A questo link il vademecum del Ministero MI_Vademecum COVID AS 22-23

 

La soddisfazione del Presidente UPI, Michele de Pascale, per l’intesa sull’ipotesi di Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del Comparto Funzioni locali 2019-2021

L’Aran e i sindacati hanno sottoscritto ieri sera l’ipotesi di CCNL relativo al personale del Comparto delle Funzioni locali per il triennio 2019-2021, che riguarda circa 430mila dipendenti. L’incremento retributivo medio del comparto è pari a circa 100 euro per tredici mensilità e arriva a circa 117 euro con le risorse aggiuntive (0,55% e 0,22%) previste dalla legge di bilancio 2022. Gli arretrati medi del contratto sono pari a circa 1.700 euro. Il nuovo CCNL opera, inoltre, una revisione del sistema di classificazione del personale adeguandolo alle novità introdotte nel DL 80/21 e alle peculiari esigenze organizzative e gestionali degli enti territoriali.

“Esprimiamo soddisfazione innanzitutto perché è stato rispettato l’impegno a firmare l’intesa nei tempi previsti – ha dichiarato il presidente dell’UPI, Michele de Pascalee ciò permetterà di adeguare gli stipendi dei nostri dipendenti, almeno parzialmente, all’aumento dei costi della vita.  Le Province daranno attuazione al nuovo contratto prevedendo nei nostri bilanci le coperture necessarie all’adeguamento degli stipendi e costruendo un ordinamento professionale adeguato alla sfida della realizzazione dei progetti del PNRR e del pieno utilizzo dei fondi europei 2021-2027 che valorizzi pienamente l’esperienza, la professionalità e le capacità di chi lavora nei nostri enti.” “Anche a fronte di quest’impegno l’UPI – ha concluso Michele de Pascale – continuerà a richiedere a Governo e Parlamento di prevedere risorse di parte corrente che consentano alle Province di far fronte alle loro funzioni, alla riduzione delle entrate e all’aumento dei costi. Per fare gli investimenti nei territori e garantire servizi efficienti occorrono risorse e personale formato, competente e pronto a rispondere alle esigenze dei cittadini, delle imprese, delle comunità locali”.

 

Il comunicato ARAN: https://www.aranagenzia.it/comunicati/13004-sottoscritta-lipotesi-di-contratto-collettivo-nazionale-di-lavoro-del-comparto-funzioni-locali-per-il-triennio-2019-2021.html

 

Il testo dell’ipotesi di CCNL sottoscritta da Aran e Sindacati: https://www.aranagenzia.it/attachments/article/13004/ipotesi%20CCNL%20Funzioni%20locali%202019%202021.pdf

 

 

 

Aiuti bis: Province “Il Governo non rispetta impegni: mancano le risorse per coprire il crollo delle entrate. Servizi a rischio”

“Il Decreto aiuti bis non rispetta gli impegni presi dal Governo con le Province: non c’è traccia del fondo di 30 milioni annui dal 2022 al 2024 per compensare il crollo delle entrate, che ci era stato assicurato anche a seguito di un ordine del giorno, accolto dal Governo, presentato dai Capigruppo alla Camera in sede di conversione del primo decreto aiuti. Per questo non possiamo dare intesa sul decreto di riparto”.

Lo ha dichiarato il Presidente dell’UPI Michele de Pascale nel corso della Conferenza Stato Città di oggi nella quale, per evitare la mancata intesa delle Province, il Governo ha ritirato l’esame del provvedimento.

“Ci auguriamo – dichiara de Pascale – che in queste ore il Governo trovi la soluzione: tra il 2019 e il 2021 il calo delle entrate proprie RCAuto e IPT registrato da Province e Città metropolitane è stato di 225 milioni, di cui 148 milioni in meno per le Province e 77 milioni in meno per le Città metropolitane. A fronte di questa cifra impressionante, con il primo decreto aiuti le uniche risorse a disposizione di Province e Città metropolitane per compensare il crollo delle entrate, che incide direttamente sulla possibilità di garantire i servizi, sono stati 20 milioni. Intanto il calo delle entrate da RCAuto e IPT  prosegue, tanto che ora, tra il primo semestre 2022 e il primo semestre 2021, abbiamo già registrato un’emorragia di quasi 125 milioni, di cui 73 per le Province e 52 per le Città metropolitane. Così rischiamo di non poter garantire i servizi: per questo – ha concluso de Pascale – torniamo a chiedere un impegno chiaro e certo del Governo rispetto alla effettiva volontà di fare fronte a questa situazione drammatica, assicurando le risorse necessarie in questo decreto aiuti bis”.

 

Aiuti bis: Province “Il Governo non rispetta impegni: mancano le risorse per coprire il crollo delle entrate. Servizi a rischio”

“Il Decreto aiuti bis non rispetta gli impegni presi dal Governo con le Province: non c’è traccia del fondo di 30 milioni annui dal 2022 al 2024 per compensare il crollo delle entrate, che ci era stato assicurato anche a seguito di un ordine del giorno, accolto dal Governo, presentato dai Capigruppo alla Camera in sede di conversione del primo decreto aiuti. Per questo non possiamo dare intesa sul decreto di riparto”.

Lo ha dichiarato il Presidente dell’UPI Michele de Pascale nel corso della Conferenza Stato Città di oggi nella quale, per evitare la mancata intesa delle Province, il Governo ha ritirato l’esame del provvedimento.

“Ci auguriamo – dichiara de Pascale – che in queste ore il Governo trovi la soluzione: tra il 2019 e il 2021 il calo delle entrate proprie RCAuto e IPT registrato da Province e Città metropolitane è stato di 225 milioni, di cui 148 milioni in meno per le Province e 77 milioni in meno per le Città metropolitane. A fronte di questa cifra impressionante, con il primo decreto aiuti le uniche risorse a disposizione di Province e Città metropolitane per compensare il crollo delle entrate, che incide direttamente sulla possibilità di garantire i servizi, sono stati 20 milioni. Intanto il calo delle entrate da RCAuto e IPT  prosegue, tanto che ora, tra il primo semestre 2022 e il primo semestre 2021, abbiamo già registrato un’emorragia di quasi 125 milioni, di cui 73 per le Province e 52 per le Città metropolitane. Così rischiamo di non poter garantire i servizi: per questo – ha concluso de Pascale – torniamo a chiedere un impegno chiaro e certo del Governo rispetto alla effettiva volontà di fare fronte a questa situazione drammatica, assicurando le risorse necessarie in questo decreto aiuti bis”.

 

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