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EVENTO FINALE PROGETTO AZIONE PROVINCE GIOVANI

Il giorno 11 maggio 2022 si è svolto l’evento di presentazione dei progetti realizzati dalle Province e dalle UPI regionali grazie al fondo politiche giovanili, nel 2019 e 2020.

Un momento molto importante per rappresentare il lavoro che le Province hanno svolto sui territori insieme a migliaia di giovani, anche in vista del nuovo bando in uscita per l’annualità 2021.

Pubblichiamo le slide illustrate durante l’incontro e il video realizzato con i materiali caricati dalle Province sul sito del Progetto.

 

 

Coordinamento Province montane, incontro tra i Presidenti

«Sterilizzare il prelievo forzoso può essere lo strumento operativo per consentire maggiore spazio di manovra, soprattutto sulla questione della viabilità e delle strade». Lo afferma il presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin, che oggi pomeriggio a Longarone ha incontrato il collega presidente di Verbano-Cusio-Ossola Alessandro Lana e ha sentito telefonicamente il presidente di Sondrio Elio Moretti, nell’ambito della fiera “Caccia, pesca, natura”.
Proprio all’appuntamento fieristico le tre Province interamente montane hanno condiviso le buone pratiche sulla gestione dell’attività alieutica e ittiogenica, in un convegno che ha voluto sottolineare il “modello Sondrio”, attivo ormai da 50 anni con la piena autonomia dell’Unione Pesca Sportiva, ma anche analizzare le situazioni analoghe dei tre territori, non solo in tema di fauna e ambiente.
«Lo scambio delle buone pratiche è fondamentale per territori periferici e scarsamente abitati come i nostri, dove la gestione del territorio non può seguire le stesse dinamiche delle zone di pianura. E proprio per questo, sotto l’egida di Upi (Unione Province d’Italia), abbiamo dato vita a un coordinamento delle tre Province interamente montane, riconosciute anche dalla legge Delrio» commenta il presidente Padrin. «Nell’occasione del convegno, abbiamo esaminato anche le altre peculiarità comuni, rafforzando il protocollo firmato nel luglio scorso. E abbiamo condiviso la necessità di avere a disposizione risorse strutturali che consentano alla montagna uno sviluppo sostenibile e sociale dei territori, primariamente per contrastare lo spopolamento ormai galoppante che sta cancellando intere comunità locali nel Bellunese, come nelle province di Sondrio e di Verbano-Cusio-Ossola. Insieme abbiamo deciso di chiedere al Governo di cancellare il prelievo forzoso che da anni drena dai nostri bilanci diversi milioni di euro – 10 per Belluno, circa 6 per Sondrio e Vco – in modo da dare respiro alle attività degli enti di area vasta. Per il Bellunese penso ad esempio alle difficoltà nella gestione delle strade provinciali, alla luce dell’azzeramento dei trasferimenti statali, che ci obbligano a togliere risorse da altri capitoli e da altre esigenze. Con Upi nazionale porteremo avanti questa richiesta: è un riconoscimento non solo formale, ma concreto, della nostra specificità».

Coordinamento Province montane, incontro tra i Presidenti

«Sterilizzare il prelievo forzoso può essere lo strumento operativo per consentire maggiore spazio di manovra, soprattutto sulla questione della viabilità e delle strade». Lo afferma il presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin, che oggi pomeriggio a Longarone ha incontrato il collega presidente di Verbano-Cusio-Ossola Alessandro Lana e ha sentito telefonicamente il presidente di Sondrio Elio Moretti, nell’ambito della fiera “Caccia, pesca, natura”.
Proprio all’appuntamento fieristico le tre Province interamente montane hanno condiviso le buone pratiche sulla gestione dell’attività alieutica e ittiogenica, in un convegno che ha voluto sottolineare il “modello Sondrio”, attivo ormai da 50 anni con la piena autonomia dell’Unione Pesca Sportiva, ma anche analizzare le situazioni analoghe dei tre territori, non solo in tema di fauna e ambiente.
«Lo scambio delle buone pratiche è fondamentale per territori periferici e scarsamente abitati come i nostri, dove la gestione del territorio non può seguire le stesse dinamiche delle zone di pianura. E proprio per questo, sotto l’egida di Upi (Unione Province d’Italia), abbiamo dato vita a un coordinamento delle tre Province interamente montane, riconosciute anche dalla legge Delrio» commenta il presidente Padrin. «Nell’occasione del convegno, abbiamo esaminato anche le altre peculiarità comuni, rafforzando il protocollo firmato nel luglio scorso. E abbiamo condiviso la necessità di avere a disposizione risorse strutturali che consentano alla montagna uno sviluppo sostenibile e sociale dei territori, primariamente per contrastare lo spopolamento ormai galoppante che sta cancellando intere comunità locali nel Bellunese, come nelle province di Sondrio e di Verbano-Cusio-Ossola. Insieme abbiamo deciso di chiedere al Governo di cancellare il prelievo forzoso che da anni drena dai nostri bilanci diversi milioni di euro – 10 per Belluno, circa 6 per Sondrio e Vco – in modo da dare respiro alle attività degli enti di area vasta. Per il Bellunese penso ad esempio alle difficoltà nella gestione delle strade provinciali, alla luce dell’azzeramento dei trasferimenti statali, che ci obbligano a togliere risorse da altri capitoli e da altre esigenze. Con Upi nazionale porteremo avanti questa richiesta: è un riconoscimento non solo formale, ma concreto, della nostra specificità».

PNRR: Continua l’azione delle Province in favore dei Comuni

Pompeo: occasione di rilancio e sviluppo che non possiamo lasciarci sfuggire

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, approvato nel 2021 per rilanciare l’economia dopo la pandemia prevede un pacchetto di investimenti e promuove un’agenda di riforme dove le risorse stanziate sono pari a 191,5 miliardi.

Le Province sono impegnate, insieme ai Comuni del territorio, a fare in modo che le risorse che il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ha messo a disposizione degli enti locali si traducano in progetti ed interventi che vadano strutturalmente a beneficio dei territori. In questi mesi anche la Regione Lazio si è attivata per ripensare il rapporto con gli enti locali con particolare attenzione all’esigenza di condividere un percorso che favorisse la collaborazione di tutti i soggetti del territorio per il migliore utilizzo delle risorse stanziate nel Piano.

In questa prospettiva è stato firmato tra la Regione e L’Anci Lazio un protocollo per la creazione dell’Osservatorio Sviluppo Lazio che consente di fornire ai Comuni e agli enti locali le informazioni per il miglior utilizzo dei fondi di coesione del periodo 2021-2027.

La Regione ha inoltre approvato  con la piena collaborazione delle associazioni delle autonomie locali, il Piano di assistenza tecnica che vede coinvolte nella cabina di regia regionale Province e Città metropolitana in un ruolo di coordinamento per l’utilizzo dei 1000 esperti messi a disposizione dal Dipartimento Funzione Pubblica.

“Le autonomie locali – dichiara il Presidente di UPI Lazio Antonio Pompeo – devono essere capaci di raccogliere la sfida a cui sono chiamate, costruendo una collaborazione strutturata tra le associazioni regionali di rappresentanza che punti a valorizzare il ruolo dei Comuni. Attraverso l’istituzione di Task Force, le Province continuano un’azione coordinata e sistematica per sostenere gli enti locali nella difficile ma indifferibile azione di progettazione per l’individuazione e il raggiungimento degli obiettivi, giocando un ruolo fondamentale di coordinamento e supportando i Comuni nella gestione di queste risorse”.

Osservatorio sugli atti intimidatori nei confronti degli amministratori degli enti locali : presentato il report

Preoccupazione per l’aumento degli episodi di intimidazione nei confronti degli amministratori locali, ma anche piena fiducia nelle forze dell’ordine e la consapevolezza che il ruolo dell’amministratore locale deve essere preservato e rinforzato.

Piero Marrese, presidente della Provincia di Matera, sindaco di Montalbano Jonico e rappresentante dell’UPI (Unione Province d’Italia) nell’Osservatorio sul fenomeno degli atti intimidatori nei confronti degli amministratori locali ha commentato così i risultati del report elaborato, per conto del ministero dell’Interno, dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza – direzione centrale della Polizia Criminale – Servizio Analisi Criminale, secondo il quale nel 2021 a livello nazionale è stato rilevato un aumento del 15,7% degli episodi di intimidazione nei confronti degli amministratori locali rispetto al 2020. Per la precisione, gli episodi sono passati dai 624 del 2020 ai 722 del 2021.

“Preoccupa – ha aggiunto Marrese – anche la circostanza che gli episodi con matrice di criminalità organizzata siano raddoppiati rispetto all’anno precedente. Questa recrudescenza delle consorterie criminali espone gli amministratori locali, siano essi sindaci o altro tipo di amministratore, a minacce purtroppo sempre più crescenti e spesso veicolate per il tramite dei social network. Un fenomeno, quest’ultimo, che necessita di un’azione più efficace e capillare di prevenzione, prima ancora che di repressione.

A fronte della inevitabile preoccupazione, però, c’è anche da rimarcare il crescente impegno delle forze dell’ordine e il fronte comune che, spesso, gli amministratori locali riescono a mettere in atto quasi come sinergia, piuttosto che come strumento di difesa vera e propria”.

Infine, Marrese ha sottolineato che “come rappresentante delle Province italiane solleciterò per quanto possibile un’analisi più attenta su questi fenomeni, unitamente alla necessità dell’adozione di misure ancor più efficaci e pervasive per evitare che gli amministratori locali possano continuare ad essere esposti, più di altri, alla rabbia sociale prima ancora che alle vere e proprie organizzazioni criminali”.

Progetto UPI “Province e Comuni” – Webinar, 13.04.2022 -pubblicate le presentazioni illustrate dai relatori

Pubblichiamo tutta la documentazione presentata durante il Webinar sul “Progetto Province e Comuni”  finanziato nell’ambito del PON Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020 – Fondo FESR – FSE – Asse 3 Rafforzamento della governance multilivello nei programmi di Investimento Pubblico.

In allegato:

La registrazione dei lavori può essere seguita tramite il seguente link https://youtu.be/8eUHq8Kfs-0

Ricordiamo che a breve saranno convocati i gruppi di lavoro sui 3 modelli di interesse (SUA, SAPE, SI), che fosse interessato ad un coinvolgimento potrà inviare una richiesta tramite email a [email protected]; [email protected]; [email protected]

Tutti gli aggiornamenti saranno sempre disponibili sul sito di progetto www.provincecomuni.eu

 

Polizia Locale della Provincia di Piacenza, presentato il report dell’attività svolta nel 2021

Il report delle attività svolte nel corso del 2021 dalla Polizia Locale della Provincia di Piacenza è stato presentato nella mattinata di oggi (lunedì 4 aprile 2022) nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta nella sede dell’Ente di Corso Garibaldi.

A introdurre l’appuntamento è stato il presidente della Provincia, Patrizia Barbieri: «La profonda conoscenza del nostro territorio da parte della Polizia Locale della Provincia di Piacenza garantisce ogni giorno risposte efficaci a tutela della cittadinanza e favorisce l’individuazione di progettualità efficaci per ogni area di competenza. Alla complessità delle materie trattate dal personale corrispondono attenzione e professionalità, sempre unite al forte senso di appartenenza all’Ente che non è mai venuto meno anche in questi due anni di emergenza sanitaria: non sarebbe stato possibile, altrimenti, mettere insieme la presenza in loco e la verifica dell’immensa mole di dati che vengono quotidianamente gestiti. La collaborazione con le altre forze di polizia e con i volontari, che ringrazio, è sempre proficua, così come lo è la collaborazione con i Comuni (e le rispettive polizie) della nostra Provincia, nell’ottica dell’Ente come Casa dei Comuni che questa Amministrazione persegue con convinzione».

 

Il quadro complessivo dell’attività svolta durante i dodici mesi del 2021 è stato illustrato da Annamaria Olati, Comandante della Polizia Locale della Provincia di Piacenza: «Poiché è rimasto invariato il numero di operatori (15, grazie alla sostituzione dei pensionamenti), l’incremento di tutti i numeri relativi alle attività svolte è legato all’efficacia dell’organizzazione del corpo nel suo complesso (che è composto dal Comando, dal Nucleo Amministrativo, dal Nucleo operativo Tutela Faunistica e dal Nucleo operativo Stradale), dei turni e dei servizi che garantiscono un’efficace copertura del territorio».

Il dettaglio dei dati è stato fornito dal Commissario Maggiore Luigi Rabuffi, Vice Comandante e Responsabile del Nucleo di Polizia Amministrativa, e dal Commissario Roberto Cravedi, Responsabile del Nucleo Tutela Faunistica Caccia, che hanno riassunto anche l’attività di vigilanza stradale il cui capo nucleo è l’ispettore Matteo Re.

 

Durante il 2021 sono state lavorate dal personale della Polizia Provinciale 18.776 ore (+3,79% rispetto al 2020, quando erano state 18.089), che hanno assicurato la piena copertura di ogni giorno dell’anno. Sono stati percorsi in totale 143.403 km, con un incremento di 9.704 km rispetto al 2020.

Tra i dati più importanti relativi alla vigilanza stradale, nel 2021 sono stati controllati 4.780 veicoli: 11.090 le infrazioni accertate per violazioni al Codice della strada, con 8.127 punti decurtati (a fronte di 7.429 verbali e 5.724 punti decurtati nel 2020). Il significativo incremento del numero dei verbali è prevalentemente legato all’attivazione del sistema di rilevamento Elfo-Gate Control, posizionato sul ponte di Po fra Castelvetro (PC) e Cremona, che ha permesso di fotografare e sanzionare (7.564 verbali in totale: 5.071 in direzione Cremona, 2.493 in direzione Piacenza) i transiti di mezzi pesanti con massa complessiva a pieno carico – da libretto di circolazione – superiore a 20 tonnellate. Il controllo si è reso necessario al fine di salvaguardare la sicurezza statica della struttura viaria, particolarmente sollecitata dai mezzi diretti (o provenienti) ai comparti logistici di Brescia, Cremona, Castelvetro, Monticelli, Caorso, Le Mose.

In materia di vigilanza venatoria, il Responsabile del Nucleo ha coordinato 115 Guardie Giurate Volontarie Venatorie (G.G.V.V.) dipendenti funzionalmente dalle Associazioni venatorie, munite di Decreto specifico, e 47 Guardie ecologiche volontarie (G.E.V.) dipendenti funzionalmente dai raggruppamenti provinciali, munite di Decreto aggiuntivo: 128 i verbali in materia venatoria. Particolarmente rilevante è stata l’attività di coordinamento legata all’attuazione dei piani di controllo della fauna selvatica, soprattutto per le diverse problematiche legate alla presenza di cinghiali e alla prevenzione della Peste Suina Africana che ha interessato altri territori.

Il Responsabile del Nucleo di vigilanza ittica ha coordinato nell’anno 2021 90 Guardie ittiche volontarie gestendo le disponibilità degli addetti alla vigilanza. Sono stati controllati complessivamente 1.169 pescatori (1.050 nel 2020) ed elevati 35 verbali (40 nel 2020). A fronte della suddetta attività sanzionatoria sono stati sequestrati n. 18 attrezzi di pesca (17 canne e 1 tramaglio).

Un cenno è stato fatto anche agli ottimi risultati ottenuti dai progetti “Un Po più sicuri”,volto a implementare la sicurezza lungo il Po da più punti di vista (incluso quello del contrasto dell’epidemia da Covid-19), e “Un pedale alla tua porta”, che ha l’obiettivo di aumentare il livello di attenzione verso le comunità rurali dell’Appennino piacentino in una logica di prossimità tesa a garantire il presidio del territorio e ad individuare le necessità di chi ci vive: il progetto ha anche portato la Polizia Locale della Provincia di Piacenza a dotarsi di 4 mountain bike a pedalata assistita.

Provincia di Bergamo: Operazione Valzurio, importante intervento antibracconaggio messo a segno dalla Polizia provinciale

nuova importante operazione da parte della Polizia Provinciale di Bergamo a tutela della fauna selvatica e a presidio del territorio: la zona oggetto dell’attività antibracconaggio si trova nel territorio di Oltressenda Alta, e ha interessato in particolare le località Valzurio, Spinelli, Fondra e i prati del Moschel, luoghi frequentatissimi e amati da molti escursionisti perché collocati in un ambiente naturale di grande bellezza ai piedi del versante nord della regina delle Orobie, la Presolana.

In questi luoghi, dopo un anno e mezzo di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bergamo, decine di appostamenti e servizi di osservazione e controllo del territorio, sono state poste in essere tre distinte operazioni antibracconaggio nell’arco di poche settimane, culminate con una serie di perquisizioni locali disposte dalla Procura ed eseguite dagli uomini del nucleo ittico-venatorio di Via Tasso.

Complessivamente sono state rinvenute e poste sotto sequestro quattro armi di cui una carabina di grosso calibro: tre delle quattro armi risultavano detenute illegalmente e in particolare una di queste, un fucile a canna liscia calibro 12 con canne mozze, è risultata essere già oggetto di furto.

Sono state altresì rinvenute centinaia di munizioni, tra le quali cartucce a palla e a pallettoni – tutte illegalmente detenute – polvere da sparo per il confezionamento di munizioni, una balestra da caccia con ottica di puntamento e visore notturno un faro alogeno e carne di selvaggina congelata.

Quattro sono i soggetti coinvolti, tutti residenti in zona, nessuno dei quali è risultato in possesso della licenza di caccia né dei titoli necessari per la detenzione di armi e munizioni, alcune delle quali sono state rinvenute smontate e occultate in tubi in plastica all’interno degli edifici rurali nella disponibilità degli indagati.

Numerosi i reati per i quali i quattro sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria e dei quali dovranno rispondere in concorso tra loro: si va dal porto abusivo di arma da fuoco, alla detenzione illegale di armi e munizioni, alla ricettazione di arma rubata, alterazione di armi, porto abusivo di oggetti da punta e da taglio atti ad offendere, esplosioni pericolose in centro abitato, caccia in periodo di divieto generale e con mezzi non consentiti oltre a numerosi illeciti amministrativi per la mancanza di qualsivoglia titolo autorizzativo necessario per praticare l’attività venatoria.

Le attività di bracconaggio venivano perpetrate quasi esclusivamente nelle ore notturne, talvolta in luoghi dove i soggetti si appostavano in attesa della fauna selvatica – in particolare cervi e caprioli – altre volte invece a bordo di un fuoristrada con il quale perlustravano attraverso fari alogeni i prati della Valzurio: in questo contesto è risultata particolarmente impegnativa l’attività di monitoraggio e osservazione degli uomini di Via Tasso che hanno dovuto svolgere numerosi servizi appiedati, facendo uso di termocamere nelle ore notturne in un contesto operativo tutt’altro che scontato.

“L’entità e la reiterazione degli illeciti contestati in materia venatoria e i gravi reati in materia di detenzione e uso delle armi dimostrano come non si debba mai abbassare la guardia – afferma il Comandante della Polizia Provinciale Flavio Lucio Rossio – tuttavia la prevenzione, il presidio del territorio, la collaborazione con il mondo venatorio e gli altri portatori di interessi rimangono la priorità del nostro Servizio: la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato e la Polizia Provinciale sarà sempre in prima linea per tutelare ogni specie selvatica nell’interesse dell’intera comunità”.

Provincia di Vicenza: gli alunni degli istituti comprensivi a lezione di “legalità fiscale” dai commercialisti

Parlare di tasse ai bambini si può. Lo dimostrano i commercialisti con l’iniziativa “Tasse?! Ce le racconta il commercialista” già in corso con ottimi risultati nelle scuole elementari della provincia di Vicenza.

Il progetto è stato presentato questa mattina dall’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Vicenza, in particolare dalla presidente Margherita Monti e dalla consigliera Alessia Danese. Con loro anche il presidente della Provincia di Vicenza Francesco Rucco e la Provveditore agli Studi di Vicenza Nicoletta Morbioli, entrambi sostenitori e patrocinatori del progetto.

Obiettivo è far comprendere agli alunni, i cittadini di domani, il concetto di legalità fiscale e di senso civico con un nuovo approccio culturale, attraverso uno strumento facilmente accessibile, un cartoon, che stimola negli studenti la riflessione e l’elaborazione dei concetti di legalità, di solidarietà e del ruolo centrale dello Stato.

Per l’iniziativa è stato appositamente realizzato il racconto-fumetto “Tasse?! Ce le racconta il commercialista”: 25 tavole che possono essere visualizzate sia come filmato, sia come singole immagini e che evidenziano l’importanza dei servizi erogati dallo Stato grazie al pagamento delle tasse.  Il termine “tasse” è utilizzato in luogo dei termini “imposte o tributi”, per esigenze di semplificazione.

All’interno del racconto è fortemente valorizzato il concetto della solidarietà sociale. Il fumetto viene illustrato nelle classi dai commercialisti volontari, che stimolano gli studenti al dibattito anche sui temi della legalità: gli alunni diventeranno così i protagonisti di un importante momento sinergico di formazione alla legalità fiscale, al senso di appartenenza alla comunità sociale e all’importanza dei servizi erogati dallo Stato grazie al pagamento delle tasse: dall’istruzione all’assistenza sanitaria, dalla sicurezza ai trasporti, per spiegare come i servizi pubblici, di cui anche i ragazzi usufruiscono, funzionano grazie al “salvadanaio” dello Stato, a cui è giusto contribuire.

Una particolare attenzione è stata posta alla platea: i 44 commercialisti vicentini che hanno aderito al progetto, per fare parte del gruppo di volontari, hanno partecipato ad un percorso formativo specifico. I commercialisti hanno già formato 18 classi di 5 Istituti Comprensivi (I.C. Lonigo Almisano – I.C. Lonigo Madonna – I.C. Villaverla – I.C. Vicenza 2 – I.C. Vicenza 5), con il coinvolgimento di 9 plessi e 253 alunni che hanno assistito alle lezioni nel mese di marzo e che saliranno a 380 con le lezioni programmate nel mese di aprile.

L’iniziativa, attraverso la diffusione di un approccio culturale positivo verso la fiscalità e più in generale verso la legalità, si pone l’implicito obiettivo di contribuire a combattere l’evasione fiscale. Il punto nodale su cui si sviluppa l’intero lavoro è quello di diffondere nella popolazione, in particolare nei giovani, la consapevolezza dei benefici, in termini di servizi pubblici, che derivano dal pagare le tasse.

“Da oggi gli studenti vicentini possono andare a lezione di fiscalità anche divertendosi -ha dichiarato la presidente Monti– per apprendere l’importanza sociale delle tasse, il grande valore della legalità fiscale e il ruolo delle istituzioni e dello Stato, garanti del consorzio sociale. L’universo delle tasse spesso risulta incomprensibile agli adulti, figuriamoci  ai ragazzi, per questo motivo è fondamentale stimolarne nei giovani la consapevolezza, perché la tutela della legalità, il rafforzamento del senso civico ed il rispetto dei beni comuni sono i valori fondanti del vivere in comunità.”

“I bambini assimilano con curiosità ed entusiasmo -ha affermato il presidente Rucco– e spesso sono loro che, tornati a casa, si fanno garanti in famiglia di quanto appreso a scuola. Succede con l’educazione ambientale e il corretto conferimento dei rifiuti, e ci auguriamo succeda anche con l’educazione civica e l’obbligo di contribuire alla finanza pubblica. Per questo come Provincia ci facciamo promotori di questo progetto nei Comuni e, attraverso loro, nelle scuole primarie.”

Con l’augurio, ha concluso la dirigente Morbioli, che l’iniziativa venga proposta anche per gli studenti più grandi, fino alle superiori, dove è ancora più forte l’esigenza di formare una coscienza sociale visto l’approssimarsi del diritto di voto e, più in generale, dell’impegno civile e sociale.

La Provincia di Lecce ha presentato oggi le attivita’ all’unita’ operativa per lo sviluppo

La Provincia di Lecce ritorna protagonista dello sviluppo del territorio, coordinando le attività relative ai Patti territoriali, alle Comunità energetiche e alla Riforestazione, anche in vista della predisposizione di un progetto europeo da candidare al bando Interreg Europe di prossima pubblicazione.

Si è svolto questa mattina, nella sala consiliare di Palazzo dei Celestini a Lecce, un incontro dell’Unità Operativa per lo Sviluppo, convocato dal presidente della Provincia di Lecce Stefano Minerva.

Sono intervenuti il presidente Stefano Minerva, il consigliere provinciale delegato ai Patti territoriali Antonio Leo, i consiglieri provinciali Paola Povero, Antonio De Matteis e Gabriele Mangione, i dirigenti Carmelo Calamia (Politiche europee), Roberto Serra (Governance strategica e del PNRR, Promozione territoriale), Dario Corsini (Edilizia e programmazione, Rete scolastica e Patrimonio) e Antonio Arnò (Politiche di tutela ambientale e transizione ecologica).

Presenti i componenti dell’UOS: il presidente della Camera di Commercio di Lecce Mario Vadrucci, per UniSalento Paola Scorrano e Gianluca Elia, per Coldiretti Lucia Viola, per Cna Fernando De Carlo, per il Comune di Diso Giandomenico Letizia, per Federterziario Lecce Gianni Rango e Maria Luisa Franco, per Confcommercio Graziano Starace, i segretari di Cgil (Valentina Fragassi), Cisl (Ada Chirizzi) e Uil (Salvatore Giannetto).

La Provincia ha presentato ai componenti dell’Unità Operativa il progetto pilota sui Patti territoriali, candidato al Ministero dello Sviluppo Economico. Il Progetto Pilota, con i suoi 30 interventi infrastrutturali interconnessi tra di loro, e le 8 idee di impresa ad essi collegate, consentirà di sviluppare un nuovo modello territoriale che porterà ad una crescita complessiva. Per favorire l’interconnessione e la coerenza delle progettualità si è attuata una specifica metodologia. La creazione di un sistema caratterizzato dal recupero e la valorizzazioni di beni immobili, la promozione dell’utilizzo di mezzi di trasporto ecologici, la creazione di aree verdi, consentono di creare un’area di una certa godibilità ambientale e paesaggistica. Il modello del Progetto Pilota potrà essere replicato sul territorio stesso, utilizzando altri strumenti finanziari regionali, nazionali o europei, oppure anche in altri contesti nazionali ed internazionali, grazie alla rete di partenariato che la Provincia ha costruito in questi anni.

Un’altra parte della riunione è stata dedicata, poi, ad aprire una discussione sulle Comunità energetiche rinnovabili, un modello innovativo di gestione dell’energia già ampiamente diffuso in Nord Europa. Le nuove disposizioni favoriranno soprattutto la diffusione delle energie verdi e sostenibili, per creare sistemi virtuosi di produzione, autoconsumo e condivisione dell’energia tramite le comunità energetiche rinnovabili. Una comunità energetica è un’associazione composta da enti  pubblici locali, aziende, attività commerciali o cittadini privati, i quali scelgono di dotarsi di infrastrutture per la produzione di energia da fonti rinnovabili e l’autoconsumo attraverso un modello basato sulla condivisione. Si tratta, dunque, di una forma energetica collaborativa, incentrata su un sistema di scambio locale per favorire la gestione congiunta, lo sviluppo sostenibile e ridurre la dipendenza energetica dal sistema elettrico nazionale. E’ intervenuto il dirigente della Regione Puglia Francesco Corvace, che ha presentato le linee guida regionali in materia.

Si è parlato, infine, del progetto sulla Riforestazione relativo alle attività effettuate dalla Provincia, che si inserisce sempre nel quadro di uno sviluppo sostenibile del territorio.

La Provincia di Lecce ha presentato oggi le attivita’ all’unita’ operativa per lo sviluppo

La Provincia di Lecce ritorna protagonista dello sviluppo del territorio, coordinando le attività relative ai Patti territoriali, alle Comunità energetiche e alla Riforestazione, anche in vista della predisposizione di un progetto europeo da candidare al bando Interreg Europe di prossima pubblicazione.

Si è svolto questa mattina, nella sala consiliare di Palazzo dei Celestini a Lecce, un incontro dell’Unità Operativa per lo Sviluppo, convocato dal presidente della Provincia di Lecce Stefano Minerva.

Sono intervenuti il presidente Stefano Minerva, il consigliere provinciale delegato ai Patti territoriali Antonio Leo, i consiglieri provinciali Paola Povero, Antonio De Matteis e Gabriele Mangione, i dirigenti Carmelo Calamia (Politiche europee), Roberto Serra (Governance strategica e del PNRR, Promozione territoriale), Dario Corsini (Edilizia e programmazione, Rete scolastica e Patrimonio) e Antonio Arnò (Politiche di tutela ambientale e transizione ecologica).

Presenti i componenti dell’UOS: il presidente della Camera di Commercio di Lecce Mario Vadrucci, per UniSalento Paola Scorrano e Gianluca Elia, per Coldiretti Lucia Viola, per Cna Fernando De Carlo, per il Comune di Diso Giandomenico Letizia, per Federterziario Lecce Gianni Rango e Maria Luisa Franco, per Confcommercio Graziano Starace, i segretari di Cgil (Valentina Fragassi), Cisl (Ada Chirizzi) e Uil (Salvatore Giannetto).

La Provincia ha presentato ai componenti dell’Unità Operativa il progetto pilota sui Patti territoriali, candidato al Ministero dello Sviluppo Economico. Il Progetto Pilota, con i suoi 30 interventi infrastrutturali interconnessi tra di loro, e le 8 idee di impresa ad essi collegate, consentirà di sviluppare un nuovo modello territoriale che porterà ad una crescita complessiva. Per favorire l’interconnessione e la coerenza delle progettualità si è attuata una specifica metodologia. La creazione di un sistema caratterizzato dal recupero e la valorizzazioni di beni immobili, la promozione dell’utilizzo di mezzi di trasporto ecologici, la creazione di aree verdi, consentono di creare un’area di una certa godibilità ambientale e paesaggistica. Il modello del Progetto Pilota potrà essere replicato sul territorio stesso, utilizzando altri strumenti finanziari regionali, nazionali o europei, oppure anche in altri contesti nazionali ed internazionali, grazie alla rete di partenariato che la Provincia ha costruito in questi anni.

Un’altra parte della riunione è stata dedicata, poi, ad aprire una discussione sulle Comunità energetiche rinnovabili, un modello innovativo di gestione dell’energia già ampiamente diffuso in Nord Europa. Le nuove disposizioni favoriranno soprattutto la diffusione delle energie verdi e sostenibili, per creare sistemi virtuosi di produzione, autoconsumo e condivisione dell’energia tramite le comunità energetiche rinnovabili. Una comunità energetica è un’associazione composta da enti  pubblici locali, aziende, attività commerciali o cittadini privati, i quali scelgono di dotarsi di infrastrutture per la produzione di energia da fonti rinnovabili e l’autoconsumo attraverso un modello basato sulla condivisione. Si tratta, dunque, di una forma energetica collaborativa, incentrata su un sistema di scambio locale per favorire la gestione congiunta, lo sviluppo sostenibile e ridurre la dipendenza energetica dal sistema elettrico nazionale. E’ intervenuto il dirigente della Regione Puglia Francesco Corvace, che ha presentato le linee guida regionali in materia.

Si è parlato, infine, del progetto sulla Riforestazione relativo alle attività effettuate dalla Provincia, che si inserisce sempre nel quadro di uno sviluppo sostenibile del territorio.

Sicurezza strade, dal MIMS nuovi fondi alle Province: “1,7 miliardi per proseguire negli investimenti ”

“Il decreto di riparto di 1,7 miliardi da utilizzare dal 2022 al 2029 per interventi di manutenzione straordinaria della rete viaria di Regioni, Province e Città metropolitane su cui oggi la Conferenza Unificata ha dato il via libera è l’ennesima conferma dell’importante cambio nella visione strategica rispetto all’opera di infrastrutturazione del Paese operata dal Ministro Giovannini.

Il Ministero delle Infrastrutture per la Mobilità sostenibile ha infatti riportato con determinazione l’attenzione sulla viabilità secondaria, esaltando la portata non solo economica, ma anche sociale, di un generale piano di messa in sicurezza, modernizzazione, efficientamento della rete viaria provinciale”.

È il commento del Presidente dell’UPI Michele de Pascale al termine della Conferenza Unificata che ha dato il via libera al decreto che ripartisce il fondo di 1,7 miliardi, di cui 1 miliardo 445 milioni per Province e Città metropolitane e 255 milioni per le Regioni, per programmi straordinari di manutenzione della viabilità stradale di competenza di Regioni, Province e Città Metropolitane.

“Con questo decreto poi facciamo un importante passo in avanti verso la realizzazione di investimenti pubblici sostenibili: si prevede infatti che i piani di intervento, sin dalla fase di progettazione, debbano adottare tutte le dovute misure atte a non arrecare danni significativi agli obiettivi ambientali, in linea con le direttive europee”.

“E’ positivo – conclude de Pascale – l’assegnazione di risorse anche alle strade regionali, ma vorremmo che per il futuro il riparto di risorse su questo fondo avvenga attraverso criteri tecnici oggettivi, dalla lunghezza delle strade alla vulnerabilità idrogeologica alla incidentalità, che consentono una assegnazione equa delle risorse disponibili”.

Nel link il decreto Decreto MIMS MEF Regioni-Province e Città Metropolitane legge bilancio 2022

Nel link la ripartizione riparto fondo strade regioni province citta metropolitane

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