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La Provincia di Reggio Emilia insedia l’Osservatorio sull’alternanza scuola-lavoro

In provincia di Reggio Emilia sono migliaia gli accordi che le scuole sottoscrivono con le aziende per realizzare le ore di alternanza scuola-lavoro, oggi definiti percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (Pcto) con progettualità condivise tra scuole e aziende. Il nostro sistema educativo è particolarmente virtuoso, consapevole dell’importanza dello strumento dell’alternanza come percorso di crescita e di formazione. Ma proprio perché il nostro sistema educativo è particolarmente attento, l’attenzione deve essere sempre alta e strumenti – anche innovativi – per rendere l’alternanza scuola-lavoro ancora più efficace e sicura, possono comunque essere messi in campo.

E’ quanto emerso l’altra mattina a Palazzo Allende, nel corso dell’incontro che Provincia e Comune di Reggio Emilia, d’intesa con l’Ufficio scolastico provinciale, hanno convocato accogliendo l’invito dei sindacati all’indomani delle tragedie di Udine e Fermo.

Oltre alla vicepresidente della Provincia con delega all’Istruzione, Ilenia Malavasi, all’assessore all’Educazione del Comune di Reggio Raffaella Curioni e al dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale Paolo Bernardi, con i sindacati erano presenti anche i rappresentanti di Unindustria, Cna e Lapam e un dirigente scolastico per ogni ambito distrettuale.

E’ stato un incontro molto partecipato e utile che ha permesso di attivare un percorso condiviso per ragionare da punti di vista differenti sull’alternanza scuola-lavoro – dichiarano la vicepresidente Malavasi e l’assessore Curioni – Si è condivisa in modo unanime l’importanza dello strumento del Pcto come opportunità per i nostri studenti ed è emerso l’impegno di un intero sistema per offrire ai nostri ragazzi proposte coerenti e utili a verificare le loro competenze ed attitudini, anche sotto il profilo lavorativo. La sicurezza sui luoghi di lavoro è, ovviamente, già normata dalla legge, ma ogni strumento in più che si può mettere in campo per consolidare una buona alleanza tra scuola e impresa è utile, perché la sicurezza è un diritto per ogni lavoratore, stagisti compresi”.

Durante il confronto con sindacati, associazioni imprenditoriali e dirigenti scolastici si è dunque ragionato di un osservatorio provinciale che raccolga dati, verifichi efficacia dei percorsi in modo oggettivo, coinvolgendo studenti, famiglie, scuole e aziende, lavorando insieme nel rispetto dei ruoli, come sistema provinciale per migliorare se possibile questa importante opportunità per gli studenti.

Abbiamo già a disposizione numeri enormi, grazie alle migliaia di percorsi che le nostre scuole attivano ogni anno – continuano la vicepresidente Malavasi e l’assessore Curioni – Con l’Ufficio scolastico territoriale ci confronteremo su come raccogliere questi dati per poi valutarli in una nuova riunione del tavolo provinciale e far capire ai ragazzi, alle loro famiglie, alle aziende che c’è un’intera comunità educante che si fa carico di un percorso di crescita e formazione dei nostri giovani nel contesto di un’alleanza educativa”.

L’osservatorio può senz’altro rappresentare uno strumento utile per riflettere su questa tematica, visto che la scuola svolge un ruolo importante per far crescere la cultura della sicurezza, che in questo Paese purtroppo a volte manca – afferma il dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale, Paolo Bernardi – Avere a che fare con l’analisi dei dati concreti serve a tutti, anche per non farsi prendere da sensazioni e pregiudizi, positivi o negativi che siano. Quello che le scuole hanno realizzato fino ad oggi in provincia di Reggio Emilia in materia di Pcto, con la collaborazione di enti locali e imprese, è un modello generalmente molto positivo: monitorarlo costantemente ci servirà a mantenerlo tale”.

 

Provincia di Bergamo: via il 4 aprile alla Fiera dei mestieri 2022

La Fiera dei Mestieri, la kermesse formativa ed espositiva dedicata ai giovani studenti e al mondo dei mestieri e delle professioni del territorio provinciale, riapre i battenti.

Alla sua settima edizione, la Fiera si svolgerà anche quest’anno interamente online da lunedì 4 a sabato 9 aprile 2022, sul portale Atlante delle scelte.

Particolarità dell’iniziativa è quella di mettere in relazione il collaudato mondo adulto delle professioni con gli studenti dei percorsi di formazione professionale
presenti nel territorio e con i ragazzi delle scuole secondarie di primo grado, che si apprestano all’attività di orientamento per la scelta della scuola superiore.

Lo scopo è quello promuovere il valore dei mestieri e sensibilizzare, in particolare, i giovani studenti sulle opportunità formative offerte dal territorio.

Scopri qui il programma dell’evento programma_fiera_dei_mestieri_2022

Ecco gli enti partecipanti enti_partecipanti_2022

Provincia di Bergamo: via il 4 aprile alla Fiera dei mestieri 2022

La Fiera dei Mestieri, la kermesse formativa ed espositiva dedicata ai giovani studenti e al mondo dei mestieri e delle professioni del territorio provinciale, riapre i battenti.

Alla sua settima edizione, la Fiera si svolgerà anche quest’anno interamente online da lunedì 4 a sabato 9 aprile 2022, sul portale Atlante delle scelte.

Particolarità dell’iniziativa è quella di mettere in relazione il collaudato mondo adulto delle professioni con gli studenti dei percorsi di formazione professionale
presenti nel territorio e con i ragazzi delle scuole secondarie di primo grado, che si apprestano all’attività di orientamento per la scelta della scuola superiore.

Lo scopo è quello promuovere il valore dei mestieri e sensibilizzare, in particolare, i giovani studenti sulle opportunità formative offerte dal territorio.

Scopri qui il programma dell’evento programma_fiera_dei_mestieri_2022

Ecco gli enti partecipanti enti_partecipanti_2022

Contributi per la promozione turistica: dalla Provincia di Belluno 1 milione di euro

È stato aperto oggi il bando pubblico “Per la concessione di contributi a fondo perduto a sostegno di attività di informazione, animazione e promozione del territorio e dell’offerta turistica in provincia di Belluno”. Si tratta di una misura che rientra nel progetto strategico “Vivere le Dolomiti”, finanziato dalla Provincia con risorse derivanti dal Fondo Comuni di confine, e punta a rendere sempre più competitivi lo sviluppo e la promozione dell’offerta turistica. A disposizione c’è un plafond di 1 milione di euro. «Risorse importanti che agiscono su due fronti: principalmente stimolare la creazione di progetti e azioni attive per la promozione del territorio a fini turistici, e secondariamente per agevolare chi ha sempre operato nello sviluppo del turismo, anche in questi due anni pandemici particolarmente difficili» sottolinea il presidente della Provincia, Roberto Padrin.

Il bando è promosso in collaborazione con la Camera di Commercio e sostiene la realizzazione di attività specifiche per la valorizzazione del turismo. Nel dettaglio, intende favorire la realizzazione di attività di comunicazione e promozione, e la predisposizione di prodotti turistici che siano in linea con la strategia di brand elaborata nell’ambito del progetto “Vivere le Dolomiti”. L’iniziativa intende inoltre favorire la messa a sistema di fattive forme di cooperazione e l’instaurarsi di proficue sinergie tra gli operatori del sistema turistico bellunese. 

Possono accedere al bando i consorzi turistici, e altri enti che svolgono attività prevalente di informazione e promozione del turismo, a fronte della presentazione di progetti di ideazione ed elaborazione di prodotti turistici o di iniziative di promozione. La spesa massima ammissibile a progetto ammonta a 100mila euro, con cofinanziamento a carico del bando dell’80% a fondo perduto. Il termine ultimo per la presentazione delle domande è il 5 maggio.

«Il turismo è una delle linee di sviluppo del nostro territorio e con il piano “Vivere le Dolomiti” stiamo curando da anni le possibilità di incrementare l’accoglienza del Bellunese» commenta il presidente Padrin. «Consorzi e associazioni sono alleati nella promozione e operatori fondamentali sul territorio. Con queste risorse potranno svolgere in maniera maggiormente strutturata le loro attività di promozione». 

Al via l’anno europeo dei giovani

Il 24 marzo, dalle 11:00 alle 14:00 la Ministra per le Politiche Giovanili Fabiana Dadone, insieme alla Commissaria Europea con delega alla gioventù Marija Gabriel e a tanti altri ospiti, presenta con un evento speciale l’Anno Europeo dei Giovani, che si terrà presso la Sala Auditorium dell’Ara Pacis in Roma, ma a cui si potrà partecipare anche in streaming dal sito web Giovani2030.

Infatti, il 15 settembre scorso, nel suo discorso sullo stato dell’Unione, la Presidente Ursula von der Leyen ha dichiarato il 2022 Anno Europeo dei Giovani (AEG). L’obiettivo principale consiste nel promuovere il coinvolgimento attivo delle nuove generazioni nella vita democratica dell’Europa, sia per rafforzare e rivitalizzare il progetto comune di Unione Europea, che per sostenere, in una prospettiva post-pandemia, il loro sviluppo personale, sociale e professionale in un mondo più verde, digitale e inclusivo.

L’evento di presentazione

L’evento sarà diviso in tre parti.

Ci sarà una sessione introduttiva con la presentazione di progetti e iniziative, introdotto da Marco De Giorgi, Capo Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale, a cui seguiranno gli interventi di Lucia Abbinante, Direttrice dell’Agenzia Nazionale per i Giovani, di Manuel Sanchez, Direttore dell’European Youth Card Association, di Antony Gooch, direttore Della comunicazione dell’OCSE, e di Maria Cristina Pisani, Presidente del Consiglio Nazionale Giovani.

La seconda parte sarà aperta dalla Ministra per le Politiche Giovanili Fabiana Dadone, con la partecipazione della Commissaria Europea con delega alla gioventù Marija Gabriel e del Sindaco di Tirana Erion Vellaj. In questa sessione, più interattiva, è previsto un dialogo tra le istituzioni e giovani cittadini e cittadine presenti in sala.

L’ultima parte della conferenza è affidata alle conclusioni della Commissaria Europea con delega alla gioventù, Marija Gabriel.

Consulta il programma dettagliato dell’evento.

 

Programma Giovani rappresentanti politici eletti (Young Elected Politicians – YEP) 2022

Vi informiamo della pubblicazione dell’invito a presentare candidature per il programma Giovani rappresentanti politici eletti (YEP) 2022, e Vi invitiamo a informare i giovani amministratori che fanno parte della Vostra Provincia o del Vostro Comune (Comuni).

Il programma Giovani rappresentanti politici eletti (Young Elected Politicians – YEP) è stato lanciato nel 2019 dal Comitato Europeo delle Regioni.

Il programma offre ai giovani politici eletti a livello locale e regionale l’opportunità di partecipare ai lavori del Comitato Europeo delle Regioni e di concentrarsi sulle priorità politiche da esso definite: avvicinare l’Europa ai cittadini, costruire comunità resilienti e affermare la coesione come valore fondamentale. Oltre alla partecipazione a convegni ed eventi, il programma YEP comprenderà corsi di formazione, sessioni di networking online, la partecipazione a consultazioni e l’accesso alla piattaforma dedicata YEPcommunity.eu. Tutte le attività si svolgono online, ma alcuni YEP potrebbero essere invitati a Bruxelles se la situazione sanitaria lo consentirà.

Il termine per la presentazione delle domande è Venerdì 8 Aprile. Le candidature possono essere presentate registrandosi al seguente sito: https://ec.europa.eu/eusurvey/runner/YEP-Call-2022-Applications

I nuovi partecipanti che soddisfano i criteri di ammissibilità saranno selezionati in modo da garantire il miglior equilibrio possibile in termini di genere, appartenenza politica, nazionalità e rappresentanza regionale e locale. Il Comitato intende completare la selezione per il 9 maggio 2022, così da poter coinvolgere gli YEP nelle attività di follow-up della Conferenza sul futuro dell’Europa.

L’Ufficio delle Nazioni Unite UNDRR per l’Europa e l’Asia Centrale ha comunicato la nomina della Provincia di Potenza come componente del Comitato di Coordinamento della Campagna sulla Resilienza Territoriale ed Urbana

La Provincia di Potenza membro effettivo del Comitato di Coordinamento per l’Europa e l’Asia Centrale della Campagna delle Nazioni Unite sulla Resilienza territoriale ed urbana UNDRR MCR2030.

L’Ufficio delle Nazioni Unite UNDRR per l’Europa e l’Asia Centrale ha comunicato la nomina della Provincia di Potenza come componente del Comitato di Coordinamento della Campagna sulla Resilienza Territoriale ed Urbana #MCR2030

Attraverso il suo Comitato di Coordinamento Regionale (RCC-Europa), la Campagna MCR2030 riunisce i principali partner globali, uffici ed agenzie internazionali e rappresentanti istituzionali che si sono distinti per particolari meriti sui temi della Resilienza Territoriale ed Urbana ai disastri, fornisce supporto tecnico ai governi a tutti i livelli ed alle città per consentire loro di progredire lungo la tabella di marcia della resilienza istituzionale. Il Comitato attualmente è composto da:

UNDRR MCR2030 Regional Coordination Committee for Europe
Amadora Municipality, Portugal
DPPI SEE – Disaster Preparedness and Prevention Initiative for South-Eastern Europe
E-STAG – European Science and Technology Group
Huddersfield University
EU Committee of the Regions
Greater Manchester Combined Authority, UK
ICLEI Europe – International Council for Local Environmental Initiatives
IFRC – International Federation of Red Cross
MSB Sweden – Swedish Civil Contingencies Agency
Paris Municipality, France
Province of Potenza, Italy
Resilient Cities Network (R-Cities), Rockefeller Foundation
UCLG – United Cities and Local Governments
Europe Section / CEMR – Council for European Municipalities and Regions
UN-Habitat – United Nations Human Settlements Programme
Regional Office
UNDP – United Nations Development Program
Regional Hub for Europe and CIS
UNECE – United Nations Economic Commission for Europe
UNEP – United Nations Environment Program
Regional Office Europe
WHO – World Health Organization
Regional Office Europe

La nuova campagna sulla Resilienza territoriale ed urbana UNDRR MCR2030 opera a due livelli. A livello globale, la strategia di definizione ed implementazione è elaborata dai Core Partner coordinati attraverso il Comitato di Coordinamento Globale (GCC). Al livello regionale, i Comitati di Coordinamento Regionali RCC sono il luogo in cui si verifica l’implementazione delle politiche/azioni di resilienza urbana e territoriale nei diversi territori.

Il compito del segretariato di RCC per l’Europa e l’Asia Centrale è di aiutare le città nel creare collegamenti con le politiche nazionali e regionali per garantire la coerenza e promuovere il coordinamento verticale e la collaborazione tra questi livelli di governance, promuovendo al contempo il networking, l’apprendimento città-città, lo scambio di buone pratiche, la costruzione di partenariati di cooperazione transnazionale.

La pandemia di COVID-19 ci ricorda come una crisi di portata globale può avere impatti drammatici a livello locale. Disastri come il COVID-19 sono sempre più complessi e sistemici, esacerbati da fattori di rischio come il cambiamento climatico, l’invecchiamento della popolazione, lo spopolamento delle aree interne, invitando così tutti e tutti i livelli di governo a raddoppiare gli sforzi per costruire la resilienza e ridurre il rischio per il futuro, prevenendo al tempo stesso nuovi rischio.

“La Campagna MCR2030 – afferma il Capo dell’Ufficio delle Nazioni Unite UNDRR per l’Europa e l’Asia Centrale, Octavian Bivol – è una delle iniziative di punta dell’UNDRR e siamo molto lieti di vedere molte organizzazioni ed entità diverse che la sostengono. Diamo il benvenuto alla Provincia di Potenza come nostro nuovo membro del Comitato di Coordinamento Regionale per l’Europa e l’Asia Centrale. La Provincia di Potenza ha una ricca storia nella costruzione della resilienza e sono certo che questa esperienza e bagaglio di conoscenze contribuiranno fortemente all’iniziativa MCR2030”.

“L’umanità deve affrontare sfide globali che sono percepite attraverso gli effetti del cambiamento climatico, la pandemie come il COVID-19 e altri disastri sistemici. È a livello locale che gli impatti di tali disastri si fanno sentire e devono essere gestiti per garantire la protezione sociale, economica e ambientale. I governi locali sono in prima linea nei disastri e sono attori chiave nel ciclo di gestione del rischio di catastrofi. Costruire città e territori resilienti – afferma il Presidente della Provincia Rocco Guarino – significa intraprendere un’azione proattiva per comprendere e pianificare per prevenire i rischi, oltre a imparare come essere flessibili e agili per prepararsi, rispondere e riprendersi dai disastri, siano essi di natura naturale, antropica, sanitaria e/o derivanti da crisi e tensioni diplomatiche”.

“Nei prossimi giorni – afferma il Dirigente dell’Ufficio Pianificazione e Sviluppo Informatico e Punto Focale della Resilienza della Provincia di Potenza, Alessandro Attolico – la Provincia di Potenza, anche tramite un’apposita piattaforma costruita nell’ambito della propria iniziativa di coordinamento di area vasta #LaCasadei100Comuni, avvierà un’azione di coinvolgimento attivo del territorio e dei comuni per aggiornare il quadro conoscitivo in materia di Resilienza urbana e territoriale al fine di aggiornare, in tempi brevi, il proprio documento di pianificazione finalizzato a fornire un ulteriore inquadramento programmatico con visione di area vasta ed assistenza tecnica specialistica ai Comuni anche per i redigendi progetti da candidare nel #PNRR”.

La Provincia di Potenza mira a rafforzare cosi la propria rete territoriale nella costruzione della resilienza, coinvolgendo nel contempo i partner e gli stakeholder chiave per assistere e collaborare con i comuni per rendere il proprio territorio più resiliente entro il 2030 preparandosi anche a costruire partenariati per affrontare le future sfide lanciate dal PNRR.

Provincia di Teramo: Pubblicati in Gazzetta Ufficiale i bandi di concorso per dieci unità di personale

Pubblicati bandi di concorso per dieci nuove unità di personale. Si tratta di due contabili (categoria c); due funzionari amministrativi (categoria D); di un informatico (categoria D); tre istruttori amministrativi (categoria c); e due istruttori di vigilanza (Polizia Provinciale categoria c). La Provincia torna ad assumere, in forza delle modifiche legislative e comunque all’interno di parametri prefissati dalle disposizioni normative e contabili, dopo oltre dieci anni.

Non sono ancora sufficienti a far fronte a tutte le esigenze ma certamente rappresentano una svolta per un Ente che è stato depredato di funzioni e di personale, che ha avuto un pesante blocco nelle assunzioni e che così come è ora è in grande affanno nel riuscire a portare avanti le tante scadenze e la mole di finanziamenti che abbiamo conquistato in questi due anni” commenta Diego Di Bonaventura che aggiunge: “non ho pensato agli staff ma a strutturare una macchina organizzativa migliore che lascerò in eredità a chi verrà dopo, affiancando i pochi dipendenti rimasti che in questi due anni hanno davvero dato il massimo. Devo ringraziare loro e i tre dirigenti rimasti se nonostante le innumerevoli emergenze quotidiane siamo riusciti a progettare, aprire cantieri, ottenere finanziamenti per oltre 200 milioni di euro”.

Queste nuove unità si aggiungono ai quattro professionisti stabilizzati nei mesi scorsi e al nuovo dirigente dell’Area tecnica assunto ad agosto. Sempre per l’area tecnica e per ripristinare lo standard organizzativo funzionale alle competenze dell’Ente, è in corso di svolgimento il concorso per un altro dirigente che consentirà di tornare ad avere due settori autonomi: quello della viabilità e delle opere pubbliche e quello dell’edilizia scolastica e del patrimonio. Infine, sono in corso di reclutamento attraverso le graduatorie pubbliche esistenti, due nuovi ingegneri.

l bandi di concorso sono pubblicati da ieri sera e per 30 (trenta) giorni consecutivi in Gazzetta Ufficiale (per estratto) e all’Albo Pretorio on-line (integralmente) e nell’apposita sezione dedicata ai concorsi in Amministrazione Trasparente:

www://provincia.teramo.it/avvisi-concorsi-bandi/concorsi

Notazione importante, chi intende partecipare può farlo unicamente registrandosi per via telematica, autenticandosi, mediante le proprie credenziali SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) all’interno della piattaforma:

https://provinciateramo.iscrizioneconcorsi.it

 

Protezione civile vicentina per l’Ucraina

Protezione civile vicentina in prima linea per il sostegno all’Ucraina.

Due le incombenze che maggiormente vedono impegnati i volontari in questi giorni.

La prima è la colonna mobile che sta portando in Ucraina 15 ambulanze donate dallo Stato Italiano. A coordinarla è l’Associazione Nazionale Alpini attraverso la sala operativa della protezione civile Ana di Campiglia dei Berici, dove ha sede il magazzino del 3° Raggruppamento dell’Associazione nazionale alpini.

Un centinaio i volontari impegnati, tra chi monitora il viaggio dalla sala operativa e chi si dà il turno alla guida dei mezzi messi a disposizione da Veneto e Lombardia.

Al volante ci sono anche due volontari del Gruppo di Protezione Civile del Comune di Vicenza, alla guida di un mezzo di proprietà comunale. In costante contatto con loro l’assessore comunale alla protezione civile Mattia Ierardi, orgoglioso dei suoi volontari che senza timore alcuno hanno dato la disponibilità alla missione, ma anche in apprensione per un viaggio non facile. “Sono partiti giovedì da Palmanova -spiega Ierardi- hanno attraversato l’Ungheria e sono ormai al confine con l’Ucraina. La consegna delle ambulanze è prevista per domenica mattina nelle mani di un funzionario del governo ucraino.”

Dal sostegno a chi è rimasto in Ucraina al sostegno a chi dall’Ucraina ha dovuto scappare, la protezione civile vicentina è impegnata anche a servizio del vecchio ospedale di Asiago, individuato dalla Regione Veneto quale alloggio di prima accoglienza per i profughi.

A coordinare i volontari degli 89 gruppi di protezione civile vicentini è la Provincia di Vicenza. “Le reperibilità sono già attive -spiega il consigliere provinciale con delega alla protezione civile Marco Montan- Prevediamo 8 volontari al giorno divisi su turni. Al centro operativo della protezione civile provinciale di via Muggia sono a disposizione due pullman da 9 posti per il trasporto delle persone dapprima ai punti tampone e poi all’hub di Asiago. Per ora gli arrivi dei profughi sono contenuti, ma siamo pronti ad affrontare anche numeri importanti rinforzando le squadre.”

“L’intero territorio vicentino si sta mobilitando per aiutare il popolo ucraino -commenta il presidente della Provincia e sindaco del Comune di Vicenza Francesco Rucco- ci sono tanti cittadini, associazioni, imprese impegnati con raccolte fondi, raccolte di beni di prima necessità, mettendo a disposizione abitazioni. E poi ci sono i volontari di protezione civile, sempre solerti quando c’è da dare una mano. Con i sindaci, coordinati dal Prefetto, stiamo facendo squadra perché nessun rifugiato si senta escluso nel vicentino. E a nome dei sindaci voglio esprimere il mio orgoglio, la mia stima, la mia riconoscenza a tutti i vicentini per la grande solidarietà che stanno dimostrando.”

Aiuti all’Ucraina: al via la rete logistica e la segreteria per la raccolta degli aiuti. Politiche del lavoro in campo per i profughi

Il tavolo di coordinamento costituito presso la Provincia di Bergamo sta mettendo a punto il proprio sistema di raccolta di aiuti umanitari per sostenere la popolazione ucraina colpita dalla guerra, secondo il mandato ricevuto dal “Tavolo d’emergenza” insediato presso la Prefettura di Bergamo.

Su iniziativa del Presidente Pasquale Gandolfi, con il coordinamento del Consigliere Provinciale Damiano Amaglio, affiancato dal Consigliere delegato alla Protezione Civile Massimo Cocchi, si è costituito un gruppo di lavoro con l’obiettivo di organizzare un modello di raccolta uniforme su tutto il territorio provinciale, nel rispetto delle specificità dei soggetti in campo e cercando di agevolare al meglio le potenzialità di ciascuno.

Grazie al supporto operativo del Servizio Protezione Civile e del Settore Sviluppo della Provincia, hanno fornito il proprio decisivo contributo Confindustria Bergamo, Italtrans Spa e Distretto Rotary 2042, in costante dialogo con l’esperienza maturata sul campo di Sermig (Servizio Missionario Giovani) e Associazione Culturale Zlaghoda di Bergamo, oltre a tutte le amministrazioni comunali che si stanno mettendo a disposizione. L’approccio è stato e sarà nel futuro il più inclusivo possibile, partendo proprio dalla comunità ucraina, sulle cui spalle sinora ha gravato la maggior parte dello sforzo e la cui specificità è stata riconosciuta nella costruzione del sistema di raccolta. Zlaghoda manterrà autonomia organizzativa, collaborando con la rete su specifiche azioni e necessità.

La rete degli hub

Il modello della rete provinciale prevede un hub centrale solo di servizio e spedizione a Calcinate, in una sede di Italtrans. L’importante azienda di trasporto sta svolgendo un ruolo strategico: non solo ha dall’inizio accompagnato il tavolo verso la costruzione di un modello logistico semplice e funzionale, ma ha deciso di mettere a disposizione spazi e competenze proprie per il funzionamento dell’hub centrale, dal quale partiranno i mezzi carichi di merce.

Attorno all’hub centrale vengono aperti diversi punti di raccolta gestiti direttamente dalla Provincia attraverso il braccio operativo della Protezione Civile, che ne assume il coordinamento garantendo sicurezza ed organizzazione attraverso le proprie professionalità e la rete dei volontari. La loro gestione potrà evolvere e mutare in funzione della disponibilità ed il supporto dei territori attraverso enti, associazioni, cittadini, aziende che si renderanno disponibili a collaborare.

Di fatto il presente modello cura ogni passaggio successivo alle raccolte puntuali territoriali, dallo stoccaggio al trasporto, alla consegna: chiunque non sappia come far giungere a destinazione le merci raccolte (pensiamo ad oratori, comuni, associazioni, gruppi) può appoggiarsi a questa rete.

Al momento sono stati istituiti 3 punti di raccolta sul territorio: il primo a partire sarà quello di Zanica, nell’ex Palazzo del ghiaccio, che sarà operativo da lunedì 21 marzo e nel quale convergerà la macchina operativa del Sermig, attivo dal 1964 sul terreno della raccolta degli aiuti umanitari, la cui esperienza e competenza verrà messa al servizio dell’intera rete.  Mercoledì 23 saranno invece operativi il centro di Albino, nell’ex sede del corriere Gls in via Partigiani, e quello di Treviglio, nel capannone della Sabb – Servizi ambientali Bassa Bergamasca.

E’ in corso la ricerca di sedi idonee per l’apertura di altri 3 hub per completare la copertura del territorio.

Come e cosa portare agli hub

Agli hub si potrà accedere previa prenotazione attraverso apposito numero di telefono; vi si potranno conferire i prodotti indicati, a cadenza settimanale, attraverso i canali di comunicazione istituzionali. Le raccolte sono rimodulate costantemente in funzione delle necessità segnalate dai canali di donazione aperti.
In allegato la lista aggiornata l 19 marzo 2022

Attualmente le possibili destinazioni dei mezzi in partenza dall’hub centrale di Calcinate, individuate in accordo con la Presidenza della Provincia di Bergamo, sono le seguenti:

  • Polonia: in accordo con l’ambasciata italiana a Varsavia verranno consegnati alla Caritas nazionale polacca che gestisce tutte le situazioni a confine.
  • Romania: in accordo con la Diocesi di Iasi verranno consegnati alle Caritas di Iasi e di Suceava oltre che all’associazione “Dom Polski”, realtà che stanno accogliendo nelle proprie strutture centinaia di profughi al confine rumeno. Sempre con la Caritas di Iasi c’è un accordo per portare parte del materiale all’interno del territorio ucraino attraverso la società governativa ucraina certificata Eximb.
  • Romania: in collaborazione con Fundatia Padri Somaschi verranno consegnati all’hub Sermig di Baia Mare in Romania, a circa 60 chilometri dal confine con l’Ucraina.
  • Rep. Moldova: in accordo con la Diocesi di Chisinau, sarà consegnato materiale alla Caritas di Chisinau che accoglie profughi provenienti dalla zona di Odessa.

In via Tasso una segreteria di supporto ai cittadini e l’impegno delle Politiche del lavoro

Oltre al diretto impegno della Protezione civile della Provincia, presso il Palazzo Provinciale di via Tasso è stata attivato un ufficio di segreteria che gestirà le diverse richieste, raccoglierà le disponibilità di aiuto e di collaborazione, e fornirà le indicazioni ai cittadini ed alle associazioni, tenendo conto delle indicazioni e delle linee guida istituzionali. Ad occuparsene è il Servizio Politiche del lavoro che ha messo a disposizione il proprio personale.

Inoltre, attraverso il Servizio Politiche del lavoro e la rete dei Centri per l’impiego, la Provincia conferma la propria disponibilità:

– A raccogliere e prendere in carico eventuali offerte di lavoro che possano essere indirizzate ai cittadini ed alle cittadine ucraine, mettendosi a disposizione del tessuto produttivo anche per il tramite della Associazioni di categoria; Confindustria si è da subito attivata da questo punto di vista, dando la propria disponibilità a sensibilizzare le proprie associate;

– Ad agevolare, qualora si rendesse necessario, l’accesso gratuito da parte dei volontari attivi presso gli hub a brevi percorsi formativi volti all’acquisizione di competenze ed abilitazioni essenziali in ambito logistico (ad esempio, il corso per la guida in sicurezza del carrello elevatore ecc.)
Per contatti, richieste ed informazioni: [email protected] , telefono 035.387283.

E’ un grande impegno che ci siamo presi fin da subito come Consiglio provinciale, perché riteniamo che il ruolo irrinunciabile istituzionale della Provincia sia quello di coordinare e organizzare le forze e le energie che sono un vanto del territorio bergamasco commenta il Presidente Gandolfi siamo orgogliosi della straordinaria macchina degli aiuti che si è messa in moto immediatamente, e il nostro unico intento è che ogni singolo gesto di solidarietà non corra il rischio di cadere nel vuoto ma possa contribuire a un sistema ordinato ed efficace. E’ doveroso ringraziare tutti coloro che si sono resi disponibili sin qui, al tavolo e fuori dal tavolo, e che lo saranno in futuro. Inizia un percorso lungo e articolato che durerà nel tempo e impatterà non poco sul nostro tessuto sociale”.

Ho condiviso da subito col Presidente Gandolfi l’intuizione di mettere al centro dell’azione del tavolo d’emergenza il lavoro afferma il Consigliere Amaglio.L’accoglienza non può essere solo assistenza, l’inclusione vera deve offrire con la solidarietà anche un’opportunità di costruzione di progetto di vita. Tutto questo non esiste senza un’occupazione degna e regolare, e lungo questa prospettiva la Provincia c’è sin d’ora con autorevolezza e determinazione”.

Siamo soddisfatti di essere arrivati a questo importante risultato dopo giorni di grande fermento e incontri organizzativi spiega il Consigliere Cocchi -. È risultata chiara fin da subito la necessità di mettere ordine e organizzare con professionalità le molte iniziative spontanee di solidarietà del territorio. Un grazie speciale ai volontari di Protezione civile che nonostante vengano da mesi di forte impegno sono instancabilmente al lavoro in questa nuova e diversa emergenza per aiutare chi ha bisogno, senza distinzioni”.

Come Confindustria Bergamosottolinea il direttore generale di Confindustria Bergamo Paolo Piantonici siamo attivati senza esitazione, agendo in sintonia con gli altri attori del territorio, per portare il nostro appoggio alla popolazione ucraina che sta vivendo un dramma inimmaginabile. Il mondo delle imprese vuole fare la propria parte, in modo coordinato ed efficace. Un grandissimo ringraziamento va alle associate che si sono messe subito a disposizione dando un contributo fondamentale. Siamo inoltre pronti a dare il nostro supporto alla Provincia, importante punto di riferimento del territorio attraverso i Centri per l’impiego per favorire l’integrazione delle persone in fuga dalla guerra, anche con eventuali inserimenti in ambito lavorativo”.

Pesaro ‘Capitale italiana della Cultura 2024’, Paolini: «Risultato storico, complimenti al Comune»

«Un risultato storico, ottenuto con l’importanza della progettualità e con l’intuizione di una proposta collettiva. La lungimiranza di Matteo Ricci è stata quella di coinvolgere un intero territorio e tutti i Comuni gioiscono per questa vittoria. Complimenti al Comune di Pesaro, al sindaco e al vicesindaco Daniele Vimini che hanno saputo valorizzare con coraggio e determinazione i punti di forza della candidatura, messa in campo con capacità e visione». Così il presidente della Provincia Giuseppe Paolini, dopo l’assegnazione a Pesaro del titolo di Capitale italiana della cultura 2024 da parte del ministero. «Dalla cultura è doveroso ripartire, specie in periodi di grandi complessità come quelli che stiamo vivendo su scala globale. Dai nostri territori possiamo farlo con convinzione, a maggiore ragione dopo questo riconoscimento. E’ un’operazione che dà speranza», evidenzia Paolini. Per il presidente, «il titolo prestigioso supporterà incredibilmente il turismo e sarà un’opportunità enorme per tutti. Anche per questo abbiamo sostenuto fortemente il progetto e la rete della candidatura. La vittoria premia gli sforzi messi in campo e riconosce la valenza del grande lavoro pesarese», conclude il presidente.

Assemblea UPI Toscana, de Pascale “Chiediamo al Governo di accelerare riforma”

La riforma delle Province  non ha funzionato, non ha prodotto risultati, non ha qualificato la spesa pubblica e non ha reso più efficiente l’amministrazione pubblica. È  per questo che deve essere rivista, con urgenza, per restituire forza ai territori.
Lo ha detto il Presidente dell’UPI Michele de Pascale intervenendo all’assemblea dell’UPI Toscana, rivolgendo un appello al Sottosegretario Ivan Scalfarotto, presente ai lavori  “Siamo molto preoccupati che si rinvii ancora l’opera di revisione profonda della normativa sulle Province. Chiediamo di portare quanto prima in Consiglio dei Ministri il testo elaborato dal Ministero dell’interno, in modo che possa essere approvato prima della fine della legislatura”.
De Pascale ha poi sottolineato le criticità ancora evidenti rispetto alle risorse e al personale “L’analisi dei fabbisogni standard operata dal Governo ha mostrato che per le funzioni fondamentali di Province e Città metropoliane mancano 1 miliardo e 100 milioni. Il fondo definito nella Legge di Bilancio, che stanzia 80 milioni per quest’anno, non è sufficiente  Quanto poi al personale -ha aggiunto –  considerate le linee di finanziamento per l’edilzia scolastica e per le strade provinciali che il Governo ci ha assegnato,  abbiamo bisogno di personale specializzato,  mirando le assunzioni delle Province esclusivamente per le strutture dedicate agli investimenti”.
Il Presidente ha poi ricordato l’impegno delle Province nell’emergenza del’accoglienza dei profughi dall’Ucraina “I Comuni hanno responsabilità diretta nella erogazione dei servizi,  ma serve il coordinamento delle Province e delle Città metropolitane, soprattutto per supportare i piccoli Comuni e aiutare i territori a gestire al meglio l’arrivo delle tante famiglie,  dei bambini e delle bambini che fuggono dalla guerra”

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