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Assemblea UPI Toscana, de Pascale “Chiediamo al Governo di accelerare riforma”

La riforma delle Province  non ha funzionato, non ha prodotto risultati, non ha qualificato la spesa pubblica e non ha reso più efficiente l’amministrazione pubblica. È  per questo che deve essere rivista, con urgenza, per restituire forza ai territori.
Lo ha detto il Presidente dell’UPI Michele de Pascale intervenendo all’assemblea dell’UPI Toscana, rivolgendo un appello al Sottosegretario Ivan Scalfarotto, presente ai lavori  “Siamo molto preoccupati che si rinvii ancora l’opera di revisione profonda della normativa sulle Province. Chiediamo di portare quanto prima in Consiglio dei Ministri il testo elaborato dal Ministero dell’interno, in modo che possa essere approvato prima della fine della legislatura”.
De Pascale ha poi sottolineato le criticità ancora evidenti rispetto alle risorse e al personale “L’analisi dei fabbisogni standard operata dal Governo ha mostrato che per le funzioni fondamentali di Province e Città metropoliane mancano 1 miliardo e 100 milioni. Il fondo definito nella Legge di Bilancio, che stanzia 80 milioni per quest’anno, non è sufficiente  Quanto poi al personale -ha aggiunto –  considerate le linee di finanziamento per l’edilzia scolastica e per le strade provinciali che il Governo ci ha assegnato,  abbiamo bisogno di personale specializzato,  mirando le assunzioni delle Province esclusivamente per le strutture dedicate agli investimenti”.
Il Presidente ha poi ricordato l’impegno delle Province nell’emergenza del’accoglienza dei profughi dall’Ucraina “I Comuni hanno responsabilità diretta nella erogazione dei servizi,  ma serve il coordinamento delle Province e delle Città metropolitane, soprattutto per supportare i piccoli Comuni e aiutare i territori a gestire al meglio l’arrivo delle tante famiglie,  dei bambini e delle bambini che fuggono dalla guerra”

Infrastrutture: nuovi fondi dal MiMS alle Province

Ammontano in tutto a oltre 2 miliardi e 700 milioni le risorse assegnate oggi a Province e Città metropolitane per la messa in sicurezza o sostituzione di ponti e viadotti e per la manutenzione straordinaria della rete viaria provinciale, grazie a due decreti del Ministero delle Infrastrutture per la Mobilità sostenibile approvati oggi dalla Conferenza Stato Città.

“Risorse importanti – commenta il Presidente dell’UPI Michele de Pascale – che ci consentiranno di proseguire nell’opera di recupero del gap manutentivo causato da anni di tagli di fondi alle Province, che abbiamo avviato a partire dal 2018, dopo avere lanciato l’allarme sullo stato di sicurezza dei ponti, dei viadotti e delle strade che ci sono assegnati in gestione. Si tratta di oltre 30 mila tra ponti e viadotti che insistono su 120 mila chilometri di strade, la rete viaria provinciale che tiene insieme il Paese.

Grazie alla sinergia con il Ministro Giovannini e con il Ministero, che ci stanno permettendo di aprire cantieri in tutto il Paese – sottolinea de Pascale – stiamo finalmente avviando quel Piano di messa in sicurezza della viabilità provinciale che sollecitavamo da anni. Le risorse previste da questi due decreti si aggiungono a quelle già stanziate e consentono alle Province di potere definire una programmazione strutturale pluriennale negli anni a venire di tutte le attività verifica, controllo e manutenzione della rete viaria e dei ponti e viadotti.

Intanto – conclude de Pascale – con il Ministro Giovannini abbiamo avviato un tavolo di monitoraggio delle opere di viabilità strategiche per i territori, investimenti in grado di produrre effetti strutturali sui sistemi socioeconomici provinciali. Una prima rilevazione ci ha permesso di individuare 58 opere strategiche, per un valore stimato di 4,7 miliardi: si tratta di ponti, di nuovi raccordi autostradali, di varianti piuttosto che di ciclovie, che le Province hanno indicato come essenziali dal punto di vista dello sviluppo economico, turistico, culturale e sociale. Su questo elenco proseguiremo l’istruttoria con il Ministero delle Infrastrutture, per individuare priorità e linee di intervento”.

 

 

 

Assemblea UPI Toscana, de Pascale “Chiediamo al Governo di accelerare riforma”

La riforma delle Province  non ha funzionato, non ha prodotto risultati, non ha qualificato la spesa pubblica e non ha reso più efficiente l’amministrazione pubblica. È  per questo che deve essere rivista, con urgenza, per restituire forza ai territori.
Lo ha detto il Presidente dell’UPI Michele de Pascale intervenendo all’assemblea dell’UPI Toscana, rivolgendo un appello al Sottosegretario Ivan Scalfarotto, presente ai lavori  “Siamo molto preoccupati che si rinvii ancora l’opera di revisione profonda della normativa sulle Province. Chiediamo di portare quanto prima in Consiglio dei Ministri il testo elaborato dal Ministero dell’interno, in modo che possa essere approvato prima della fine della legislatura”.
De Pascale ha poi sottolineato le criticità ancora evidenti rispetto alle risorse e al personale “L’analisi dei fabbisogni standard operata dal Governo ha mostrato che per le funzioni fondamentali di Province e Città metropoliane mancano 1 miliardo e 100 milioni. Il fondo definito nella Legge di Bilancio, che stanzia 80 milioni per quest’anno, non è sufficiente  Quanto poi al personale -ha aggiunto –  considerate le linee di finanziamento per l’edilzia scolastica e per le strade provinciali che il Governo ci ha assegnato,  abbiamo bisogno di personale specializzato,  mirando le assunzioni delle Province esclusivamente per le strutture dedicate agli investimenti”.
Il Presidente ha poi ricordato l’impegno delle Province nell’emergenza del’accoglienza dei profughi dall’Ucraina “I Comuni hanno responsabilità diretta nella erogazione dei servizi,  ma serve il coordinamento delle Province e delle Città metropolitane, soprattutto per supportare i piccoli Comuni e aiutare i territori a gestire al meglio l’arrivo delle tante famiglie,  dei bambini e delle bambini che fuggono dalla guerra”

Il cordoglio dell’UPI Marche per la scomparsa dell’Ex Presidente Daniele Tagliolini.

“L’improvvisa scomparsa di Daniele Tagliolini ex Presidente della Provincia di Pesaro Urbino ha lasciato tutti noi dell’UPI Marche profondamente sconvolti”. Così evidenzia il Presidente Giuseppe Paolini recentemente eletto alla guida dell’Unione delle Province marchigiane. “A nome dell’UPI Marche che rappresento esprimo le più sentite condoglianze alla famiglia, alla moglie, ai figli, ai genitori di Daniele che lascia un vuoto incolmabile. Un ragazzo con vivaci idee, un amministratore leale e appassionato, un caro amico. Gli attuali rappresentanti, lo staff dell’Unione e quelli che con lui hanno lavorato in UPI negli anni della sua Presidenza della Provincia di Pesaro Urbino sono profondamente addolorati”.
Lo rimarca anche la Responsabile della Direzione UPI Marche Valeria Ciattaglia: “Ho lavorato con Daniele Tagliolini negli anni della sua Presidenza della Provincia e ho potuto constatarne tenacia, competenza e conoscenza delle dinamiche finanziarie dei nostri Enti. La sua sensibilità nei confronti delle problematiche dei territori ha dato un valore aggiunto a tutto ciò che ha portato avanti con coraggio. Lo ricordo con stima e affetto”.
Anche Paolini ha tanti ricordi umani, legati da profonda amicizia, e professionali. “Abbiamo combattuto insieme tante battaglie e ricordo ancora quando, lui Presidente e io consigliere provinciale, andammo a Roma all’iniziativa dell’UPI Nazionale per protestare insieme agli altri amministratori, ai dipendenti e ai rappresentanti del mondo scolastico, contro una riforma che fin da subito ha colpito, insieme ai nostri Enti, i servizi offerti ai cittadini, in particolare nei settori delle scuole e delle strade. Questa è stata solo una delle tante battaglie che Daniele Tagliolini ha combattuto per il bene del territorio, anche in modo meno eclatante e più lungimirante, per assicurare la restituzione di risorse a favore della collettività. Purtroppo non ha vinto la battaglia più importante, quella contro la sua malattia. Un abbraccio forte alla famiglia“.

Di seguito, alcuni degli articoli presenti su questo sito che raccontano la storia di Daniele Taglioni nei suoi anni alla guida della Provincia di Pesaro Urbino. Un omaggio dovuto.

Provincia Pesaro Urbino: Daniele Tagliolini nuovo Presidente

https://provinceditalia.it/la-provincia-di-pesaro-urbino-inaugura-un-nuovo-liceo/

https://provinceditalia.it/scuola-smart-tagliolini-ha-illustrato-ai-dirigenti-scolastici-il-piano-operativo-della-provincia-di-pesaro-e-urbino-per-gli-istituti-superiori/

https://provinceditalia.it/la-provincia-di-pesaro-e-urbino-ha-segnalato-40-i-ponti-che-necessitano-di-lavori-in-via-prioritaria/

https://provinceditalia.it/maltempo-tagliolini-presidente-pesaro-urbino-sono-tre-mesi-che-sollecitiamo-interventi-ma-lo-stato-ha-abbandonato-i-territori/

https://provinceditalia.it/edilizia-scolastica-provincia-pesaro-urbino-investiti-piu-di-10-milioni-di-euro-tra-il-2015-e-2016/

 

https://provinceditalia.it/scuole-tagliolini-la-provincia-di-pesaro-mettera-in-atto-una-serie-di-azioni-per-la-riconversione-energetica-rinnovabile/

https://provinceditalia.it/la-provincia-di-pesaro-urbino-investe-1-milione-per-le-strade/

https://provinceditalia.it/tagliolini-la-provincia-non-puo-piu-essere-un-bancomat-per-lo-stato-e-la-regione/

https://provinceditalia.it/pesaro-urbino-la-provincia-in-anticipo-i-lavori-all-istituto-battisti-di-fano-il-presidente-tagliolini-consegna-alla-dirigente-scolastica-anna-gennari-il-certificato-di-a/

https://provinceditalia.it/pesaro-urbinotagli-anche-lassemblea-dei-sindaci-appoggia-il-presidente-tagliolini-sullesposto-presentato-alla-procura-della-repubblica/

https://provinceditalia.it/tagli-province-tagliolini-il-governo-la-smetta-di-temporeggiare-e-torni-a-destinare-risorse-ai-servizi-essenziali/

https://provinceditalia.it/provincia-di-pesaro-e-urbino-parte-la-riforma-tagliolinipiu-personale-sulla-viabilita-e-nessun-esubero/

Scomparsa Daniele Tagliolini, il cordoglio del Presidente Paolini

La Provincia di Pesaro e Urbino piange la scomparsa di Daniele Tagliolini, presidente dell’Ente dal 2014 al 2018.  «Ero a lui legato da una profonda amicizia», è il cordoglio del presidente Giuseppe Paolini . «Perdo un amico prima ancora di una persona politicamente corretta e onesta, che aveva grandi visioni per il futuro.

Mi piace ricordarlo nei momenti conviviali, quando ci si abbracciava fraternamente. Ha guidato l’Ente nel periodo più difficile – evidenzia Paolini – quando la legge di riforma aveva spogliato le Province di competenze e risorse, lottando contro i tagli e combattendo insieme all’Upi nazionale per potere continuare a offrire servizi fondamentali ai cittadini.

In particolare per la sicurezza delle strade e degli edifici scolastici: è  grazie alla sua tenacia, sensibilità, lungimiranza e capacità di guardare lontano se oggi possiamo continuare a dare voce al nostro territorio con determinazione.

Alla famiglia esprimo il mio cordoglio personale, unito a quello dell’intera Amministrazione provinciale», conclude il presidente.

 

 

 

 

Ddl montagna, UPI “Soddisfazione per il varo in Consiglio dei Ministri”

«La montagna smette di essere periferia e luogo remoto ed entra a pieno titolo nelle aree nevralgiche del Paese». È il commento di Roberto Padrin, presidente della Provincia di Belluno, in rappresentanza del Comitato  Direttivo dell’UPI, al varo in consiglio dei ministri del Ddl montagna (“Disposizioni per lo sviluppo e la valorizzazione delle zone montane”).

Il disegno di legge introduce misure organiche a sostegno della montagna, raccogliendo in un testo unitario e sistematico interventi normativi finalizzati a ridurre le condizioni di svantaggio dei territori montani. In particolare, misure per attrarre medici e insegnanti, misure per incentivare l’agricoltura di montagna ed evitare lo spopolamento.

«Come ho avuto modo di dire alla lettura delle prime bozze – sottolinea l’esponente dell’UPI –  il valore aggiunto di questa legge è il fatto che non si parla di sussidi alla montagna, ma di sviluppo omogeneo delle aree, con un’attenzione particolare a cittadini e imprese, nella logica di tenere le persone a vivere nelle cosiddette “terre alte”» sottolinea il presidente Padrin. «I territori diventano protagonisti. E le Province possono avere un ruolo chiave nell’attuare politiche legate ai rispettivi piani strategici che ben si integrano nel quadro di questa legge. Da bellunesi lo sappiamo bene e lo abbiamo sempre sostenuto: la montagna non è solo la nostra casa, ma è anche una risorsa ambientale, paesaggistica, storico-culturale e sociale. Ora ci auguriamo che l’iter prosegua spedito e ci sia piena convergenza su queste tematiche».

Ddl montagna, UPI “Soddisfazione per il varo in Consiglio dei Ministri”

«La montagna smette di essere periferia e luogo remoto ed entra a pieno titolo nelle aree nevralgiche del Paese». È il commento di Roberto Padrin, presidente della Provincia di Belluno, in rappresentanza del Comitato  Direttivo dell’UPI, al varo in consiglio dei ministri del Ddl montagna (“Disposizioni per lo sviluppo e la valorizzazione delle zone montane”).

Il disegno di legge introduce misure organiche a sostegno della montagna, raccogliendo in un testo unitario e sistematico interventi normativi finalizzati a ridurre le condizioni di svantaggio dei territori montani. In particolare, misure per attrarre medici e insegnanti, misure per incentivare l’agricoltura di montagna ed evitare lo spopolamento.

«Come ho avuto modo di dire alla lettura delle prime bozze – sottolinea l’esponente dell’UPI –  il valore aggiunto di questa legge è il fatto che non si parla di sussidi alla montagna, ma di sviluppo omogeneo delle aree, con un’attenzione particolare a cittadini e imprese, nella logica di tenere le persone a vivere nelle cosiddette “terre alte”» sottolinea il presidente Padrin. «I territori diventano protagonisti. E le Province possono avere un ruolo chiave nell’attuare politiche legate ai rispettivi piani strategici che ben si integrano nel quadro di questa legge. Da bellunesi lo sappiamo bene e lo abbiamo sempre sostenuto: la montagna non è solo la nostra casa, ma è anche una risorsa ambientale, paesaggistica, storico-culturale e sociale. Ora ci auguriamo che l’iter prosegua spedito e ci sia piena convergenza su queste tematiche».

EDILIZIA SCOLASTICA: 31 DICEMBRE 2022 TERMINE ULTIMO AGGIUDICAZIONI LAVORI

Vi informiamo che in data 7 marzo 2022 il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, ha firmato il DM n. 51  DM 051.07-03-2022 allineamento scadenze che individua nel 31 dicembre 2022 il termine unico di aggiudicazione lavori per gli interventi di messa in sicurezza degli edifici scolastici finanziati con risorse nazionalI e successivamente “confluiti” nel PNRR, i cui termini non sono ancora scaduti alla data di adozione del presente decreto.

Questo provvedimento risponde ad una richiesta che l’Unione delle Province d’Italia, su sollecitazione di molte Province, ha posto al Ministero dell’Istruzione per semplificare il lavoro degli enti locali, individuando una unica scadenza per l’aggiudicazione lavori sui diversi Piani di investimento che ci vedono interessati, con particolare riferimento ai due Piani per le scuole superiori e al Piano 2020.

Pnrr: un protocollo Provincia di Vicenza -Guardia di Finanza contro le truffe

E’ stato sottoscritto oggi a Palazzo Nievo un protocollo di intesa tra la Provincia di Vicenza e il Comando Provinciale della Guardia di Finanza per garantire trasparenza e correttezza nell’utilizzo dei fondi legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

A sottoscriverlo, e ad illustrarne il contenuto, sono stati il presidente Francesco Rucco per la Provincia e il Comandante Provinciale Colonnello t. ST Cosmo Virgilio per la Guardia di Finanza.

Obiettivo è di rafforzare le misure volte a prevenire, ricercare e contrastare le violazioni in danno degli interessi economici-finanziari dell’Unione Europea, dello Stato, delle Regioni e degli Enti locali connessi alle misure di sostegno e ai finanziamenti del Pnrr. In particolare per quanto riguarda la prevenzione, l’individuazione e la rettifica di frodi, dei casi di corruzione, dei conflitti di interesse e della duplicazione dei finanziamenti.

“Il Pnrr porterà nel vicentino qualche centinaio di milioni di euro di risorse pubbliche -ha affermato il presidente Rucco- abbiamo l’obbligo di impiegarle nel migliore dei modi. Che significa anche garantire la legalità dell’intero percorso che porta al loro utilizzo, per tutelare le aziende e i professionisti corretti e arginare truffe e reati in materia finanziaria. Il Pnrr è un’occasione di sviluppo per il nostro territorio, per costruire le città che vogliamo lasciare alle prossime generazioni puntando su digitale, verde, sostenibilità. Ma è anche occasione di ripresa per le nostre aziende e i nostri lavoratori . Tanto meglio verranno utilizzati i fondi, per progetti validi realizzati da persone perbene, tanto più efficaci saranno gli interventi.”

Il Pnrr -ha sottolineato il Comandante Virgilio- rappresenta una sfida immane e forse unica per la ripresa e il rilancio dell’economia del nostro Paese, per la quale la Guardia di Finanza è pronta e preparata. Sarà fondamentale fare ogni sforzo possibile per garantire che le risorse siano destinate alla realizzazione di progetti reali e concreti, nonché destinate a imprese serie, rispettose delle regole e soprattutto con tanta voglia e determinazione di contribuire fattivamente alla ripresa del “sistema Italia”. Sarà quindi necessario “fare squadra” fra Istituzioni, Enti locali e associazioni di categorie perché questo obiettivo possa realizzarsi; mi fa molto piacere e ringrazio la Provincia e il suo Presidente per aver voluto, fin da subito, condividere con la Guardia di Finanza questo percorso di rafforzamento del presidio di legalità nelle fasi di monitoraggio degli ingenti fondi erogati nell’ambito del Pnrr nel territorio berico.”

Di qui l’accordo tra Provincia di Vicenza e Guardia di Finanza, con l’obiettivo comune che il percorso dei finanziamenti segua la strada della legalità.

Tenendo presente che alla Provincia è affidato un duplice ruolo in merito ai fondi del Pnrr: da un lato l’utilizzo diretto di risorse assegnate all’ente e che vengono gestite in prima persona, come è il caso dell’edilizia scolastica superiore. Dall’altro i fondi assegnati ai Comuni per i quali la Provincia gestisce le gare d’appalto attraverso la Stazione Unica Appaltante. Un ruolo complesso e delicato, che richiede conoscenza della normativa e capacità di applicarla “a prova di ricorso”.

Il protocollo sottoscritto stamattina tra Provincia e Guardia di Finanza assicura un flusso reciproco di notizie utili e di dati al fine di una maggiore efficacia nel perseguimento dei rispettivi fini istituzionali. Le parole d’ordine sono correttezza, trasparenza, liceità.

Nel concreto, nell’ambito delle proprie attività la Provincia comunica al Comando Provinciale informazioni e notizie rilevanti per la repressione di irregolarità, frodi e abusi di natura economico-finanziaria e segnala situazioni in cui intravede elementi di rischio. La Guardia di Finanza, per quanto di propria competenza, assicura indagini, accertamenti e controlli e comunica alla Provincia le risultanze.

Il protocollo è operativo fino al completamento del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2026.

Decreto 11 gennaio 2022 recante “Individuazione dei valori soglia ai fini della determinazione delle capacità assunzionali delle province e delle città metropolitane.”

Nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 49 del 28 febbraio 2022 è stato pubblicato il decreto ministeriale 11 gennaio 2022 del Ministro per la pubblica amministrazione che reca la nuova disciplina delle assunzioni di personale nelle Province e nelle Città metropolitane, in attuazione dell’articolo 33, comma 1-bis, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34 (cfr. https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2022/02/28/22A01337/sg) e sul quale l’UPI aveva dato intesa nella Conferenza Stato Città ed autonomie locali dello scorso 16 dicembre.

L’entrata in vigore del decreto rappresenta un importante momento di svolta per le Province e introduce una disciplina per le assunzioni simile a quella delle Regioni e dei Comuni, che si aggiunge alle innovazioni normative sul personale contenute nel DL 80/21 e alla nuova disciplina delle assunzioni a tempo determinato contenuta nell’articolo 1, comma 562, della legge 234/21 (legge di bilancio 2022).

Sino ad oggi le Province potevano utilizzare per le nuove assunzioni a tempo indeterminato il turn-over al 100% o al 25% sulla base di quanto previsto dall’articolo 1, comma 845, della legge 27 dicembre 2017, n. 205.

Il nuovo DM dispone il superamento della regola del turn-over e l’introduzione della regola della sostenibilità finanziaria per la quale la capacità assunzionale è determinata in base al rapporto tra spesa di personale ed entrate correnti.

In applicazione della nuova disciplina inoltre è consentito l’adeguamento delle risorse destinate al fondo per i trattamenti economici accessori e alle posizioni organizzative. In particolare, le risorse del fondo e quelle per remunerare gli incarichi di posizione organizzativa sono adeguate in aumento o in diminuzione, in ragione delle fluttuazioni del personale in servizio, per garantire il valore medio pro-capite riferito all’anno 2018.

Il nuovo DM prevede che dal 2022 le Province possano procedere ad assunzioni di personale a tempo indeterminato, sino ad una spesa complessiva per tutto il personale dipendente (al lordo degli oneri riflessi) che, rapportata alla media delle entrate correnti relative agli ultimi tre rendiconti approvati, considerate al netto del fondo crediti di dubbia esigibilità stanziato nel bilancio di previsione, non determini il superamento del valore soglia (percentuale) definito per ciascuna fascia demografica dallo schema di decreto:

  1. a) province con meno di 250.000 abitanti, 20,8 per cento;
  2. b) province da 250.000 a 349.999 abitanti, 19,1 per cento;
  3. c) province da 350.000 a 449.999 abitanti, 19,1 per cento;
  4. d) province da 450.000 a 699.999 abitanti, 19,7 per cento;
  5. e) province con 700.000 abitanti e oltre, 13,9 per cento.

Le Province che si trovano al di sotto del valore soglia possono incrementare annualmente, per assunzioni di personale a tempo indeterminato, la spesa del personale registrata nel 2019, in misura non superiore al 22% nel 2022, al 24% nel 2023 e al 25% nel 2024.

Le Province che si trovano al di sopra di tale valore soglia, dovranno invece adottare un percorso di graduale riduzione annuale del suddetto rapporto fino al conseguimento nell’anno 2025 del valore soglia anche applicando un turn over inferiore al 100 per cento.

Il DM dispone che le nuove regole per le assunzioni a tempo indeterminato si applicano a decorrere dal 1° gennaio 2022.

In considerazione della circostanza che il DM è stato pubblicato in GU successivamente a tale data, in applicazione del principio tempus regit actum, le procedure assunzionali avviate sulla base dei piani dei fabbisogni già approvati in applicazione della disciplina previgente nelle more della pubblicazione del DM, possono comunque essere portate a conclusione.

Le novità intervenute nella materia del personale consentono alle Province di ampliare le possibilità di assunzione sulla base delle esigenze specifiche e tenendo conto della situazione finanziaria di ogni ente, aggiornando i Piani di riassetto organizzativo e i Piani triennali dei fabbisogni di personale alla nuova disciplina.

Nelle prossime settimane, l’UPI organizzerà un incontro insieme ai dirigenti dei ministeri competenti per fornire ulteriori indicazioni sull’applicazione delle nuove disposizioni sul personale delle Province.

DM 11 gennaio 2022

Decreto 11 gennaio 2022 recante “Individuazione dei valori soglia ai fini della determinazione delle capacità assunzionali delle province e delle città metropolitane.”

Nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 49 del 28 febbraio 2022 è stato pubblicato il decreto ministeriale 11 gennaio 2022 del Ministro per la pubblica amministrazione che reca la nuova disciplina delle assunzioni di personale nelle Province e nelle Città metropolitane, in attuazione dell’articolo 33, comma 1-bis, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34 (cfr. https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2022/02/28/22A01337/sg) e sul quale l’UPI aveva dato intesa nella Conferenza Stato Città ed autonomie locali dello scorso 16 dicembre.

L’entrata in vigore del decreto rappresenta un importante momento di svolta per le Province e introduce una disciplina per le assunzioni simile a quella delle Regioni e dei Comuni, che si aggiunge alle innovazioni normative sul personale contenute nel DL 80/21 e alla nuova disciplina delle assunzioni a tempo determinato contenuta nell’articolo 1, comma 562, della legge 234/21 (legge di bilancio 2022).

Sino ad oggi le Province potevano utilizzare per le nuove assunzioni a tempo indeterminato il turn-over al 100% o al 25% sulla base di quanto previsto dall’articolo 1, comma 845, della legge 27 dicembre 2017, n. 205.

Il nuovo DM dispone il superamento della regola del turn-over e l’introduzione della regola della sostenibilità finanziaria per la quale la capacità assunzionale è determinata in base al rapporto tra spesa di personale ed entrate correnti.

In applicazione della nuova disciplina inoltre è consentito l’adeguamento delle risorse destinate al fondo per i trattamenti economici accessori e alle posizioni organizzative. In particolare, le risorse del fondo e quelle per remunerare gli incarichi di posizione organizzativa sono adeguate in aumento o in diminuzione, in ragione delle fluttuazioni del personale in servizio, per garantire il valore medio pro-capite riferito all’anno 2018.

Il nuovo DM prevede che dal 2022 le Province possano procedere ad assunzioni di personale a tempo indeterminato, sino ad una spesa complessiva per tutto il personale dipendente (al lordo degli oneri riflessi) che, rapportata alla media delle entrate correnti relative agli ultimi tre rendiconti approvati, considerate al netto del fondo crediti di dubbia esigibilità stanziato nel bilancio di previsione, non determini il superamento del valore soglia (percentuale) definito per ciascuna fascia demografica dallo schema di decreto:

  1. a) province con meno di 250.000 abitanti, 20,8 per cento;
  2. b) province da 250.000 a 349.999 abitanti, 19,1 per cento;
  3. c) province da 350.000 a 449.999 abitanti, 19,1 per cento;
  4. d) province da 450.000 a 699.999 abitanti, 19,7 per cento;
  5. e) province con 700.000 abitanti e oltre, 13,9 per cento.

Le Province che si trovano al di sotto del valore soglia possono incrementare annualmente, per assunzioni di personale a tempo indeterminato, la spesa del personale registrata nel 2019, in misura non superiore al 22% nel 2022, al 24% nel 2023 e al 25% nel 2024.

Le Province che si trovano al di sopra di tale valore soglia, dovranno invece adottare un percorso di graduale riduzione annuale del suddetto rapporto fino al conseguimento nell’anno 2025 del valore soglia anche applicando un turn over inferiore al 100 per cento.

Il DM dispone che le nuove regole per le assunzioni a tempo indeterminato si applicano a decorrere dal 1° gennaio 2022.

In considerazione della circostanza che il DM è stato pubblicato in GU successivamente a tale data, in applicazione del principio tempus regit actum, le procedure assunzionali avviate sulla base dei piani dei fabbisogni già approvati in applicazione della disciplina previgente nelle more della pubblicazione del DM, possono comunque essere portate a conclusione.

Le novità intervenute nella materia del personale consentono alle Province di ampliare le possibilità di assunzione sulla base delle esigenze specifiche e tenendo conto della situazione finanziaria di ogni ente, aggiornando i Piani di riassetto organizzativo e i Piani triennali dei fabbisogni di personale alla nuova disciplina.

Nelle prossime settimane, l’UPI organizzerà un incontro insieme ai dirigenti dei ministeri competenti per fornire ulteriori indicazioni sull’applicazione delle nuove disposizioni sul personale delle Province.

DM 11 gennaio 2022

UPI Marche: congratulazioni a Giuseppe Paolini eletto nuovo Presidente

Il Presidente della Provincia di Pesaro e Urbino Giuseppe Paolini è il nuovo Presidente dell’Upi Marche
E’ stato eletto al termine dell’Assemblea generale congressuale alla quale ha partecipato anche il Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli
Giuseppe Paolini, Presidente della Provincia di Pesaro Urbino, è il nuovo presidente dell’Upi Marche. E’ stato eletto all’unanimità dal Consiglio Direttivo al termine dell’Assemblea generale congressuale svoltasi nella sala Giovannetti del Palazzo Studi di Macerata convocata per rinnovare gli organi statutari dopo la tornata elettorale del 18 dicembre scorso.
Vice presidenti sono Sandro Parcaroli Presidente della Provincia di Macerata e Daniele Carnevali Presidente della Provincia di Ancona. Fanno parte del nuovo Consiglio Direttivo, oltre al Presidente e ai due Vice, anche gli altri due componenti di diritto Michele Ortenzi Presidente della Provincia di Fermo e Sergio Loggi Presidente della Provincia di Ascoli. L’elezione degli organi, consiglio direttivo, collegio dei revisori dei conti e delegati all’Assemblea nazionale è stata frutto di un accordo unitario che ha portato ad un’unica lista di consiglieri provinciali. Eletti all’unanimità gli altri 5 componenti del consiglio direttivo Belinda Raffaeli (Ancona), Daniele Tonelli (scoli), Laura Sestili (Macerata), Diego Mandolesi (Fermo) e Marila Girolomoni (Pesaro Urbino). Fanno parte del Collegio dei Revisori dei Conti il Presidente Marco Teodori (Ascoli), i componenti effettivi Leonardo Guerro (Ancona) e Mariano Calamita (Macerata) e i revisori supplenti Serena Silvestri (Ascoli) e Erika Acciarri (Fermo). Delegati all’Assemblea Nazionale sono stati eletti i consiglieri Sandra Gambini (Ancona), Luciana Barlocci (Ascoli Piceno), Milena Sebastiani (Fermo), Andrea Mozzoni (Macerata) e Enrico Rossi (Pesaro e Urbino).
All’Assemblea, presieduta dal presidente uscente Antonio Pettinari, che ha introdotto i lavori, è intervenuto anche il Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, dopo il saluto del presidente della Provincia di Macerata Sandro Parcaroli. Il direttore dell’Istituto di Studi sui sistemi regionali e sulle autonomie del Cnr di Roma Giulio Maria Salerno, ha tenuto un’interessante relazione sul tema “La riforma delle Province. Problemi e prospettive”.
“Ringrazio per la fiducia accordatami – dice il neo presidente Giuseppe Paolini, che dal 2019 fa anche parte del Comitato direttivo dell’UPI nazionale –, così come un ringraziamento va ad Antonio Pettinari per il lavoro svolto. Le Marche vanno dal fiume Tavollo al fiume Tronto, di fronte al mare e dietro l’Appennino, che ne fanno una terra meravigliosa di gente laboriosa e combattente. Rappresenterò l’intero territorio e con gli altri quattro presidenti di Provincia speriamo di fare grandi cose, fedeli al motto di Vincenzo Cardarelli che diceva che ‘di esser marchigiani bisogna meritarselo’. Siamo pronti ad affrontare le importanti sfide che ci attendono, anche legate alle risorse del Pnrr e alle ricadute sui nostri territori e sui servizi alla popolazione e ai Comuni”.

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