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EDILIZIA SCOLASTICA: 31 DICEMBRE 2022 TERMINE ULTIMO AGGIUDICAZIONI LAVORI

Vi informiamo che in data 7 marzo 2022 il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, ha firmato il DM n. 51  DM 051.07-03-2022 allineamento scadenze che individua nel 31 dicembre 2022 il termine unico di aggiudicazione lavori per gli interventi di messa in sicurezza degli edifici scolastici finanziati con risorse nazionalI e successivamente “confluiti” nel PNRR, i cui termini non sono ancora scaduti alla data di adozione del presente decreto.

Questo provvedimento risponde ad una richiesta che l’Unione delle Province d’Italia, su sollecitazione di molte Province, ha posto al Ministero dell’Istruzione per semplificare il lavoro degli enti locali, individuando una unica scadenza per l’aggiudicazione lavori sui diversi Piani di investimento che ci vedono interessati, con particolare riferimento ai due Piani per le scuole superiori e al Piano 2020.

Pnrr: un protocollo Provincia di Vicenza -Guardia di Finanza contro le truffe

E’ stato sottoscritto oggi a Palazzo Nievo un protocollo di intesa tra la Provincia di Vicenza e il Comando Provinciale della Guardia di Finanza per garantire trasparenza e correttezza nell’utilizzo dei fondi legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

A sottoscriverlo, e ad illustrarne il contenuto, sono stati il presidente Francesco Rucco per la Provincia e il Comandante Provinciale Colonnello t. ST Cosmo Virgilio per la Guardia di Finanza.

Obiettivo è di rafforzare le misure volte a prevenire, ricercare e contrastare le violazioni in danno degli interessi economici-finanziari dell’Unione Europea, dello Stato, delle Regioni e degli Enti locali connessi alle misure di sostegno e ai finanziamenti del Pnrr. In particolare per quanto riguarda la prevenzione, l’individuazione e la rettifica di frodi, dei casi di corruzione, dei conflitti di interesse e della duplicazione dei finanziamenti.

“Il Pnrr porterà nel vicentino qualche centinaio di milioni di euro di risorse pubbliche -ha affermato il presidente Rucco- abbiamo l’obbligo di impiegarle nel migliore dei modi. Che significa anche garantire la legalità dell’intero percorso che porta al loro utilizzo, per tutelare le aziende e i professionisti corretti e arginare truffe e reati in materia finanziaria. Il Pnrr è un’occasione di sviluppo per il nostro territorio, per costruire le città che vogliamo lasciare alle prossime generazioni puntando su digitale, verde, sostenibilità. Ma è anche occasione di ripresa per le nostre aziende e i nostri lavoratori . Tanto meglio verranno utilizzati i fondi, per progetti validi realizzati da persone perbene, tanto più efficaci saranno gli interventi.”

Il Pnrr -ha sottolineato il Comandante Virgilio- rappresenta una sfida immane e forse unica per la ripresa e il rilancio dell’economia del nostro Paese, per la quale la Guardia di Finanza è pronta e preparata. Sarà fondamentale fare ogni sforzo possibile per garantire che le risorse siano destinate alla realizzazione di progetti reali e concreti, nonché destinate a imprese serie, rispettose delle regole e soprattutto con tanta voglia e determinazione di contribuire fattivamente alla ripresa del “sistema Italia”. Sarà quindi necessario “fare squadra” fra Istituzioni, Enti locali e associazioni di categorie perché questo obiettivo possa realizzarsi; mi fa molto piacere e ringrazio la Provincia e il suo Presidente per aver voluto, fin da subito, condividere con la Guardia di Finanza questo percorso di rafforzamento del presidio di legalità nelle fasi di monitoraggio degli ingenti fondi erogati nell’ambito del Pnrr nel territorio berico.”

Di qui l’accordo tra Provincia di Vicenza e Guardia di Finanza, con l’obiettivo comune che il percorso dei finanziamenti segua la strada della legalità.

Tenendo presente che alla Provincia è affidato un duplice ruolo in merito ai fondi del Pnrr: da un lato l’utilizzo diretto di risorse assegnate all’ente e che vengono gestite in prima persona, come è il caso dell’edilizia scolastica superiore. Dall’altro i fondi assegnati ai Comuni per i quali la Provincia gestisce le gare d’appalto attraverso la Stazione Unica Appaltante. Un ruolo complesso e delicato, che richiede conoscenza della normativa e capacità di applicarla “a prova di ricorso”.

Il protocollo sottoscritto stamattina tra Provincia e Guardia di Finanza assicura un flusso reciproco di notizie utili e di dati al fine di una maggiore efficacia nel perseguimento dei rispettivi fini istituzionali. Le parole d’ordine sono correttezza, trasparenza, liceità.

Nel concreto, nell’ambito delle proprie attività la Provincia comunica al Comando Provinciale informazioni e notizie rilevanti per la repressione di irregolarità, frodi e abusi di natura economico-finanziaria e segnala situazioni in cui intravede elementi di rischio. La Guardia di Finanza, per quanto di propria competenza, assicura indagini, accertamenti e controlli e comunica alla Provincia le risultanze.

Il protocollo è operativo fino al completamento del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2026.

Decreto 11 gennaio 2022 recante “Individuazione dei valori soglia ai fini della determinazione delle capacità assunzionali delle province e delle città metropolitane.”

Nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 49 del 28 febbraio 2022 è stato pubblicato il decreto ministeriale 11 gennaio 2022 del Ministro per la pubblica amministrazione che reca la nuova disciplina delle assunzioni di personale nelle Province e nelle Città metropolitane, in attuazione dell’articolo 33, comma 1-bis, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34 (cfr. https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2022/02/28/22A01337/sg) e sul quale l’UPI aveva dato intesa nella Conferenza Stato Città ed autonomie locali dello scorso 16 dicembre.

L’entrata in vigore del decreto rappresenta un importante momento di svolta per le Province e introduce una disciplina per le assunzioni simile a quella delle Regioni e dei Comuni, che si aggiunge alle innovazioni normative sul personale contenute nel DL 80/21 e alla nuova disciplina delle assunzioni a tempo determinato contenuta nell’articolo 1, comma 562, della legge 234/21 (legge di bilancio 2022).

Sino ad oggi le Province potevano utilizzare per le nuove assunzioni a tempo indeterminato il turn-over al 100% o al 25% sulla base di quanto previsto dall’articolo 1, comma 845, della legge 27 dicembre 2017, n. 205.

Il nuovo DM dispone il superamento della regola del turn-over e l’introduzione della regola della sostenibilità finanziaria per la quale la capacità assunzionale è determinata in base al rapporto tra spesa di personale ed entrate correnti.

In applicazione della nuova disciplina inoltre è consentito l’adeguamento delle risorse destinate al fondo per i trattamenti economici accessori e alle posizioni organizzative. In particolare, le risorse del fondo e quelle per remunerare gli incarichi di posizione organizzativa sono adeguate in aumento o in diminuzione, in ragione delle fluttuazioni del personale in servizio, per garantire il valore medio pro-capite riferito all’anno 2018.

Il nuovo DM prevede che dal 2022 le Province possano procedere ad assunzioni di personale a tempo indeterminato, sino ad una spesa complessiva per tutto il personale dipendente (al lordo degli oneri riflessi) che, rapportata alla media delle entrate correnti relative agli ultimi tre rendiconti approvati, considerate al netto del fondo crediti di dubbia esigibilità stanziato nel bilancio di previsione, non determini il superamento del valore soglia (percentuale) definito per ciascuna fascia demografica dallo schema di decreto:

  1. a) province con meno di 250.000 abitanti, 20,8 per cento;
  2. b) province da 250.000 a 349.999 abitanti, 19,1 per cento;
  3. c) province da 350.000 a 449.999 abitanti, 19,1 per cento;
  4. d) province da 450.000 a 699.999 abitanti, 19,7 per cento;
  5. e) province con 700.000 abitanti e oltre, 13,9 per cento.

Le Province che si trovano al di sotto del valore soglia possono incrementare annualmente, per assunzioni di personale a tempo indeterminato, la spesa del personale registrata nel 2019, in misura non superiore al 22% nel 2022, al 24% nel 2023 e al 25% nel 2024.

Le Province che si trovano al di sopra di tale valore soglia, dovranno invece adottare un percorso di graduale riduzione annuale del suddetto rapporto fino al conseguimento nell’anno 2025 del valore soglia anche applicando un turn over inferiore al 100 per cento.

Il DM dispone che le nuove regole per le assunzioni a tempo indeterminato si applicano a decorrere dal 1° gennaio 2022.

In considerazione della circostanza che il DM è stato pubblicato in GU successivamente a tale data, in applicazione del principio tempus regit actum, le procedure assunzionali avviate sulla base dei piani dei fabbisogni già approvati in applicazione della disciplina previgente nelle more della pubblicazione del DM, possono comunque essere portate a conclusione.

Le novità intervenute nella materia del personale consentono alle Province di ampliare le possibilità di assunzione sulla base delle esigenze specifiche e tenendo conto della situazione finanziaria di ogni ente, aggiornando i Piani di riassetto organizzativo e i Piani triennali dei fabbisogni di personale alla nuova disciplina.

Nelle prossime settimane, l’UPI organizzerà un incontro insieme ai dirigenti dei ministeri competenti per fornire ulteriori indicazioni sull’applicazione delle nuove disposizioni sul personale delle Province.

DM 11 gennaio 2022

Decreto 11 gennaio 2022 recante “Individuazione dei valori soglia ai fini della determinazione delle capacità assunzionali delle province e delle città metropolitane.”

Nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 49 del 28 febbraio 2022 è stato pubblicato il decreto ministeriale 11 gennaio 2022 del Ministro per la pubblica amministrazione che reca la nuova disciplina delle assunzioni di personale nelle Province e nelle Città metropolitane, in attuazione dell’articolo 33, comma 1-bis, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34 (cfr. https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2022/02/28/22A01337/sg) e sul quale l’UPI aveva dato intesa nella Conferenza Stato Città ed autonomie locali dello scorso 16 dicembre.

L’entrata in vigore del decreto rappresenta un importante momento di svolta per le Province e introduce una disciplina per le assunzioni simile a quella delle Regioni e dei Comuni, che si aggiunge alle innovazioni normative sul personale contenute nel DL 80/21 e alla nuova disciplina delle assunzioni a tempo determinato contenuta nell’articolo 1, comma 562, della legge 234/21 (legge di bilancio 2022).

Sino ad oggi le Province potevano utilizzare per le nuove assunzioni a tempo indeterminato il turn-over al 100% o al 25% sulla base di quanto previsto dall’articolo 1, comma 845, della legge 27 dicembre 2017, n. 205.

Il nuovo DM dispone il superamento della regola del turn-over e l’introduzione della regola della sostenibilità finanziaria per la quale la capacità assunzionale è determinata in base al rapporto tra spesa di personale ed entrate correnti.

In applicazione della nuova disciplina inoltre è consentito l’adeguamento delle risorse destinate al fondo per i trattamenti economici accessori e alle posizioni organizzative. In particolare, le risorse del fondo e quelle per remunerare gli incarichi di posizione organizzativa sono adeguate in aumento o in diminuzione, in ragione delle fluttuazioni del personale in servizio, per garantire il valore medio pro-capite riferito all’anno 2018.

Il nuovo DM prevede che dal 2022 le Province possano procedere ad assunzioni di personale a tempo indeterminato, sino ad una spesa complessiva per tutto il personale dipendente (al lordo degli oneri riflessi) che, rapportata alla media delle entrate correnti relative agli ultimi tre rendiconti approvati, considerate al netto del fondo crediti di dubbia esigibilità stanziato nel bilancio di previsione, non determini il superamento del valore soglia (percentuale) definito per ciascuna fascia demografica dallo schema di decreto:

  1. a) province con meno di 250.000 abitanti, 20,8 per cento;
  2. b) province da 250.000 a 349.999 abitanti, 19,1 per cento;
  3. c) province da 350.000 a 449.999 abitanti, 19,1 per cento;
  4. d) province da 450.000 a 699.999 abitanti, 19,7 per cento;
  5. e) province con 700.000 abitanti e oltre, 13,9 per cento.

Le Province che si trovano al di sotto del valore soglia possono incrementare annualmente, per assunzioni di personale a tempo indeterminato, la spesa del personale registrata nel 2019, in misura non superiore al 22% nel 2022, al 24% nel 2023 e al 25% nel 2024.

Le Province che si trovano al di sopra di tale valore soglia, dovranno invece adottare un percorso di graduale riduzione annuale del suddetto rapporto fino al conseguimento nell’anno 2025 del valore soglia anche applicando un turn over inferiore al 100 per cento.

Il DM dispone che le nuove regole per le assunzioni a tempo indeterminato si applicano a decorrere dal 1° gennaio 2022.

In considerazione della circostanza che il DM è stato pubblicato in GU successivamente a tale data, in applicazione del principio tempus regit actum, le procedure assunzionali avviate sulla base dei piani dei fabbisogni già approvati in applicazione della disciplina previgente nelle more della pubblicazione del DM, possono comunque essere portate a conclusione.

Le novità intervenute nella materia del personale consentono alle Province di ampliare le possibilità di assunzione sulla base delle esigenze specifiche e tenendo conto della situazione finanziaria di ogni ente, aggiornando i Piani di riassetto organizzativo e i Piani triennali dei fabbisogni di personale alla nuova disciplina.

Nelle prossime settimane, l’UPI organizzerà un incontro insieme ai dirigenti dei ministeri competenti per fornire ulteriori indicazioni sull’applicazione delle nuove disposizioni sul personale delle Province.

DM 11 gennaio 2022

UPI Marche: congratulazioni a Giuseppe Paolini eletto nuovo Presidente

Il Presidente della Provincia di Pesaro e Urbino Giuseppe Paolini è il nuovo Presidente dell’Upi Marche
E’ stato eletto al termine dell’Assemblea generale congressuale alla quale ha partecipato anche il Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli
Giuseppe Paolini, Presidente della Provincia di Pesaro Urbino, è il nuovo presidente dell’Upi Marche. E’ stato eletto all’unanimità dal Consiglio Direttivo al termine dell’Assemblea generale congressuale svoltasi nella sala Giovannetti del Palazzo Studi di Macerata convocata per rinnovare gli organi statutari dopo la tornata elettorale del 18 dicembre scorso.
Vice presidenti sono Sandro Parcaroli Presidente della Provincia di Macerata e Daniele Carnevali Presidente della Provincia di Ancona. Fanno parte del nuovo Consiglio Direttivo, oltre al Presidente e ai due Vice, anche gli altri due componenti di diritto Michele Ortenzi Presidente della Provincia di Fermo e Sergio Loggi Presidente della Provincia di Ascoli. L’elezione degli organi, consiglio direttivo, collegio dei revisori dei conti e delegati all’Assemblea nazionale è stata frutto di un accordo unitario che ha portato ad un’unica lista di consiglieri provinciali. Eletti all’unanimità gli altri 5 componenti del consiglio direttivo Belinda Raffaeli (Ancona), Daniele Tonelli (scoli), Laura Sestili (Macerata), Diego Mandolesi (Fermo) e Marila Girolomoni (Pesaro Urbino). Fanno parte del Collegio dei Revisori dei Conti il Presidente Marco Teodori (Ascoli), i componenti effettivi Leonardo Guerro (Ancona) e Mariano Calamita (Macerata) e i revisori supplenti Serena Silvestri (Ascoli) e Erika Acciarri (Fermo). Delegati all’Assemblea Nazionale sono stati eletti i consiglieri Sandra Gambini (Ancona), Luciana Barlocci (Ascoli Piceno), Milena Sebastiani (Fermo), Andrea Mozzoni (Macerata) e Enrico Rossi (Pesaro e Urbino).
All’Assemblea, presieduta dal presidente uscente Antonio Pettinari, che ha introdotto i lavori, è intervenuto anche il Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, dopo il saluto del presidente della Provincia di Macerata Sandro Parcaroli. Il direttore dell’Istituto di Studi sui sistemi regionali e sulle autonomie del Cnr di Roma Giulio Maria Salerno, ha tenuto un’interessante relazione sul tema “La riforma delle Province. Problemi e prospettive”.
“Ringrazio per la fiducia accordatami – dice il neo presidente Giuseppe Paolini, che dal 2019 fa anche parte del Comitato direttivo dell’UPI nazionale –, così come un ringraziamento va ad Antonio Pettinari per il lavoro svolto. Le Marche vanno dal fiume Tavollo al fiume Tronto, di fronte al mare e dietro l’Appennino, che ne fanno una terra meravigliosa di gente laboriosa e combattente. Rappresenterò l’intero territorio e con gli altri quattro presidenti di Provincia speriamo di fare grandi cose, fedeli al motto di Vincenzo Cardarelli che diceva che ‘di esser marchigiani bisogna meritarselo’. Siamo pronti ad affrontare le importanti sfide che ci attendono, anche legate alle risorse del Pnrr e alle ricadute sui nostri territori e sui servizi alla popolazione e ai Comuni”.

Il Presidente Mattarella in visita a Norcia: il saluto della Presidente della Provincia di Perugia

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è recato a Norcia per rinnovare il sostegno, la vicinanza e la solidarietà alle persone colpite dal terremoto del 2016.

La Presidente della Provincia di Perugia, Stefania Proietti, ha accompagnato, insieme alla Presidente della Regione e al Commissario Straordinario del Governo, il Presidente Mattarella nella sua visita, che è partita dalle soluzioni abitative, proseguendo ai cantieri del palazzo del Comune e della Basilica di San Benedetto, in gran parte crollata a seguito del sisma del 30 ottobre.

“Dal terremoto e dall’inizio della ricostruzione è passato tanto tempo ma è un tempo che non attenua l’impegno delle istituzioni ma semmai la rafforza” ha detto il Presidente, sottolineando come “molto è stato fatto grazie al lavoro delle Regioni, degli amministratori, delle Province”.

LA FOTO E’ TRATTA DAL VIDEO UFFICIALE PUBBLICATO SU WWW.QUIRINALE.IT

PNRR, UPI scrive a Colao “Includere anche le Province nella digitalizzazione della PA”

Includere anche le Province negli interventi del Ministero dell’Innovazione tecnologica sul PNRR per accelerare il processo di transizione al digitale delle amministrazioni provinciali e per consentire alle Province che hanno costituito strutture a supporto dei processi di digitalizzazione e innovazione ai Comuni, soprattutto di medio e piccole dimensioni, di svolgere al meglio anche queste funzioni.

Lo chiede il Presidente di UPI Michele de Pascale in una lettera inviata al Ministro Vittorio Colao, nella quale si sottolinea come, ad oggi, le Province siano escluse da una parte essenziale delle missioni del PNRR del Ministero per la digitalizzazione della PA come l’abilitazione e facilitazione della migrazione al Cloud, la Piattaforma Digitale Nazionale Dati, l’esperienza dei servizi pubblici, l’ accessibilità, l’adozione di PagoPA e app IO, la digitalizzazione degli avvisi pubblici e i Centri di facilitazione digitale.

“La strategia definita dal Dipartimento per la trasformazione digitale – scrive de Pascale al Ministro – per avere successo  deve coinvolgere tutte le istituzioni della Repubblica, in modo che tutte possano contribuire al raggiungimento degli obiettivi nel PNRR. Per far decollare una moderna organizzazione digitale che garantisca servizi a cittadini e imprese serve un forte investimento per il rafforzamento delle capacità amministrative di tutte le istituzioni, sia con la formazione del personale in servizio, sia con l’assunzione di nuove professionalità” conclude nella lettera il Presidente dell’UPI rivolgendo al Ministro Colao la richiesta di aprire un confronto.

Nel Link, la lettera inviata dePascale_Colao_22febbraio2022

Province, Laura Pernazza eletta presidente UPI Umbria

La presidente della Provincia di Terni, Laura Pernazza, è la nuova presidente dell’Upi Umbria. L’ha eletta stamattina all’unanimità l’assemblea regionale composta dai consiglieri provinciali di Perugia e Terni e svoltasi a Terni in presenza e in video conferenza. Vice presidente vicario è stato eletto Moreno Landrini, vice presidente Filippo Schiattelli.
Eletto anche il comitato direttivo composto, oltre che dalle due presidenti provinciali, anche dai consiglieri di Terni Daniele Longaroni, Monia Santini e Annalisa Spezzi. Consiglieri nazionali sono stati invece eletti Roberta Ricci, Jacopo Barbarito e Erika Borghesi.

“Lavorerò per rilanciare il ruolo delle Province e dell’Umbria sui tavoli nazionali”, ha detto la presidente che ha aggiunto: “Le Province dovranno essere le protagoniste di una riforma che restituisca loro ruolo e funzioni, a partire dai fondi del Pnrr. In tale contesto – ha sottolineato – il mio impegno, che svolgerò con grande senso di responsabilità, sarà volto al rilancio dell’attività dell’Upi regionale dandole nuovo slancio e un nuovo ruolo attraverso una sua riorganizzazione e una revisione dello statuto ”.

La presidente della Provincia di Perugia Stefania Proietti ha sottolineato l’importanza dell’intesa con la Provincia di Terni per convergere sul nome del presidente Upi ed ha ricordato l’importanza del ruolo dell’associazione delle Province sia come interlocutore del governo e della Regione che come supporto ai Comuni. “La nuova presidente Upi – ha detto la Proietti – sarà la sindacalista delle Province anche come interlocutrice della Regione sulle varie questioni da affrontare e come punto di riferimento per fare delle Province umbre una vera casa dei Comuni”.

La consigliera di Perugia Letizia Michelini ha chiesto invece una riorganizzazione della struttura amministrativa dell’Upi “anche – ha detto – attraverso la riforma del suo statuto”. “Dalla nuova presidente Upi – ha dichiarato la consigliera di Perugia Erika Borghesi – ci aspettiamo un’interlocuzione costante con la Regione rispetto a molte questioni, anche finanziarie, che riguardano le Province”. Il consigliere di Terni Daniele Longaroni ha invece ricordato “il positivo lavoro della passata amministrazione provinciale per uscire dal predissesto in anticipo. Fatto, questo – ha aggiunto – che mette la Pernazza nelle condizioni di ricostruire una Provincia nelle sue strutture portanti.

C’è bisogno adesso di un dialogo continuo con la Regione per ridare alle Province anche deleghe importanti come quelle sulla vigilanza costruzioni e sulla caccia”. Il consigliere di Perugia Christian Betti ha posto infine l’accento sull’importanza del mandato pieno alla nuova presidente Upi “che potrà mettere la sua passione e la sua energia – ha affermato – al servizio delle Province per far sì che esse tornino a svolgere l’importante ruolo che gli compete”.

Province, Laura Pernazza eletta presidente UPI Umbria

La presidente della Provincia di Terni, Laura Pernazza, è la nuova presidente dell’Upi Umbria. L’ha eletta stamattina all’unanimità l’assemblea regionale composta dai consiglieri provinciali di Perugia e Terni e svoltasi a Terni in presenza e in video conferenza. Vice presidente vicario è stato eletto Moreno Landrini, vice presidente Filippo Schiattelli.
Eletto anche il comitato direttivo composto, oltre che dalle due presidenti provinciali, anche dai consiglieri di Terni Daniele Longaroni, Monia Santini e Annalisa Spezzi. Consiglieri nazionali sono stati invece eletti Roberta Ricci, Jacopo Barbarito e Erika Borghesi.

“Lavorerò per rilanciare il ruolo delle Province e dell’Umbria sui tavoli nazionali”, ha detto la presidente che ha aggiunto: “Le Province dovranno essere le protagoniste di una riforma che restituisca loro ruolo e funzioni, a partire dai fondi del Pnrr. In tale contesto – ha sottolineato – il mio impegno, che svolgerò con grande senso di responsabilità, sarà volto al rilancio dell’attività dell’Upi regionale dandole nuovo slancio e un nuovo ruolo attraverso una sua riorganizzazione e una revisione dello statuto ”.

La presidente della Provincia di Perugia Stefania Proietti ha sottolineato l’importanza dell’intesa con la Provincia di Terni per convergere sul nome del presidente Upi ed ha ricordato l’importanza del ruolo dell’associazione delle Province sia come interlocutore del governo e della Regione che come supporto ai Comuni. “La nuova presidente Upi – ha detto la Proietti – sarà la sindacalista delle Province anche come interlocutrice della Regione sulle varie questioni da affrontare e come punto di riferimento per fare delle Province umbre una vera casa dei Comuni”.

La consigliera di Perugia Letizia Michelini ha chiesto invece una riorganizzazione della struttura amministrativa dell’Upi “anche – ha detto – attraverso la riforma del suo statuto”. “Dalla nuova presidente Upi – ha dichiarato la consigliera di Perugia Erika Borghesi – ci aspettiamo un’interlocuzione costante con la Regione rispetto a molte questioni, anche finanziarie, che riguardano le Province”. Il consigliere di Terni Daniele Longaroni ha invece ricordato “il positivo lavoro della passata amministrazione provinciale per uscire dal predissesto in anticipo. Fatto, questo – ha aggiunto – che mette la Pernazza nelle condizioni di ricostruire una Provincia nelle sue strutture portanti.

C’è bisogno adesso di un dialogo continuo con la Regione per ridare alle Province anche deleghe importanti come quelle sulla vigilanza costruzioni e sulla caccia”. Il consigliere di Perugia Christian Betti ha posto infine l’accento sull’importanza del mandato pieno alla nuova presidente Upi “che potrà mettere la sua passione e la sua energia – ha affermato – al servizio delle Province per far sì che esse tornino a svolgere l’importante ruolo che gli compete”.

#facciamosemplicelitalia al via la consultazione promossa dal Dipartimento della Funzione Pubblica

#facciamosemplicelitalia parte oggi la consultazione promossa dal Dipartimento della Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri nell’ambito del Piano di Ripresa e Resilienza (PNRR).

L’obiettivo è raccogliere le segnalazioni sugli ostacoli più frequenti nei rapporti con le amministrazioni pubbliche nei diversi ambiti, dall’edilizia all’ambiente, dal lavoro al sociale, identificando così i problemi più ricorrenti, come tempi d’attesa eccessivi, costi ripetuti, richieste inutili di documenti cartacei per aprire un’attività, certificazioni superflue o complicate da ottenere.

Come partecipare? Segui le indicazioni contenute nei questionari online
https://partecipa.gov.it/processes/semplificazioni

#facciamosemplicelitalia al via la consultazione promossa dal Dipartimento della Funzione Pubblica

#facciamosemplicelitalia parte oggi la consultazione promossa dal Dipartimento della Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri nell’ambito del Piano di Ripresa e Resilienza (PNRR).

L’obiettivo è raccogliere le segnalazioni sugli ostacoli più frequenti nei rapporti con le amministrazioni pubbliche nei diversi ambiti, dall’edilizia all’ambiente, dal lavoro al sociale, identificando così i problemi più ricorrenti, come tempi d’attesa eccessivi, costi ripetuti, richieste inutili di documenti cartacei per aprire un’attività, certificazioni superflue o complicate da ottenere.

Come partecipare? Segui le indicazioni contenute nei questionari online
https://partecipa.gov.it/processes/semplificazioni

Comuni ricicloni, dal Presidente della Provincia di Latina i complimenti ai sindaci

“I premi assegnati da Legambiente ai Comuni ricicloni della provincia di Latina con Spigno Saturnia, Norma e Fondi che hanno guadagnato i primi tre posti del podio nel Lazio rappresentano un risultato di grande prestigio, fondamentale per il percorso verso un sistema di raccolta differenziata diffuso sull’intero territorio che abbiamo in mente”.

Il presidente della Provincia Gerardo Stefanelli nel commentare i dati sulla raccolta differenziata fa i complimenti ai sindaci delle amministrazioni che hanno raggiunto questo traguardo e sottolinea come il quadro generale sia davvero rassicurante.

“Il fatto che complessivamente ben 23 Comuni pontini hanno superato la soglia del 65% e altri sei sono sopra il 50%  nella differenziata – sottolinea Stefanelli – mette in evidenza gli importanti passi avanti fatti negli ultimi anni e ci consente di guardare con ottimismo all’organizzazione del sistema dei rifiuti sul quale stiamo lavorando. Sono convinto che, grazie al sistema di raccolta porta a porta varato dall’amministrazione comunale di Latina e la larga adesione ai progetti dell’azienda Abc da parte di altri Comuni con un grande lavoro di squadra, nei prossimi cinque anni sarà possibile raggiungere il risultato del 65% su base provinciale recuperando il gap attuale. Questa prospettiva avrà una ricaduta fondamentale anche sul piano dei rifiuti perché l’incremento della raccolta differenziata ci consentirà di pensare ad un impianto per il trattamento del residuo secco di minori dimensioni.

L’invito rivolto da parte mia a sindaci e amministratori – conclude – è quello di continuare ad impegnarsi per incrementare la percentuale di raccolta differenziata così da poter contribuire ad una maggiore tutela dell’ambiente e ad un sistema di trattamento il meno impattante possibile”.

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