Tag: dalle province

Esplora tutte le news

Provincia di Brescia: nasce l’Osservatorio provinciale per le Infrastrutture e la Mobilità

Si è concluso il primo incontro operativo, che ha portato alla firma, a Palazzo Bargnani, del Protocollo d’Intesa che istituisce l’Osservatorio provinciale per le Infrastrutture e la Mobilità: il nuovo strumento di confronto permanente tra Provincia di Brescia, enti locali, rappresentanze economiche, organizzazioni sindacali e mondo accademico.

L’Osservatorio nasce con l’obiettivo di condividere dati aggiornati, monitorare l’avanzamento delle opere pubbliche e coordinare la programmazione degli interventi sul territorio, favorendo una lettura unitaria delle esigenze infrastrutturali e della mobilità provinciale.

Presenti il Presidente della Provincia di Brescia, Emanuele Moraschini, il Consigliere provinciale delegato a Strade e viabilità, Paolo Fontana, e  la dirigente del Settore del Strade della Provincia di Brescia Pierpaola Archini, insieme ai rappresentanti degli enti e delle associazioni coinvolte.

La firma conclude il percorso avviato l’autunno scorso e segna l’ingresso nella fase operativa dell’Osservatorio. Un tavolo stabile di confronto per un territorio complesso che richiede strumenti di analisi condivisi.

La Provincia di Brescia gestisce quasi 1.500 chilometri di strade e oltre 300 ponti e manufatti, una delle reti viarie più estese e articolate d’Italia.

Il territorio presenta caratteristiche molto diverse tra loro: aree urbane ad alta intensità di traffico, distretti produttivi, zone montane con criticità specifiche, località turistiche con flussi stagionali significativi.

In questo contesto, l’Osservatorio nasce per rendere più leggibile il quadro delle opere, più trasparente l’avanzamento dei lavori e più efficace la programmazione degli investimenti pubblici, offrendo a cittadini e amministrazioni uno strumento stabile di analisi e coordinamento.

La prima riunione operativa ha quindi definito il metodo di lavoro, calendario degli incontri e le prime priorità da analizzare. Le attività si svolgeranno nel rispetto degli strumenti di pianificazione vigenti e in coordinamento con i diversi livelli di governo, per rendere più coerente e leggibile la programmazione delle opere.

Il commento del Presidente della Provincia di Brescia

«La firma di oggi segna l’avvio di un lavoro condiviso che mette al centro le esigenze reali del territorio. L’Osservatorio nasce per rendere più chiaro il quadro delle opere, migliorare la capacità di lettura dei dati e programmare gli interventi in modo coordinato, con l’obiettivo di aumentare sicurezza, mobilità e qualità della vita dei cittadini. Ringrazio tutti i soggetti che hanno scelto di partecipare a questo percorso. Da questo momento si apre una fase operativa che richiederà collaborazione e continuità da parte di tutti i soggetti coinvolti» ha sottolineato il Presidente della Provincia di Brescia, Emanuele Moraschini.

Il commento del consigliere delegato

«L’Osservatorio sarà il luogo dove confrontarsi in modo strutturato, condividere informazioni aggiornate e costruire una visione comune delle priorità infrastrutturali. La Provincia gestisce una delle reti viarie più estese e complesse del Paese per questo è fondamentale monitorare ciò che è in corso e definire insieme ciò che serve per il futuro, con un approccio basato sui dati e sulla collaborazione tra enti» ha concluso il consigliere delegato a Strade e viabilità, Paolo Fontana.

Aggiornamento sulle principali opere provinciali

A illustrare il quadro degli interventi sono stati il Consigliere Paolo Fontana, e l’architetto Pierpaola Archini che nel loro intervento hanno presentato un aggiornamento sulle principali opere provinciali, tra cui la variante alla SP237 tra i comuni di Idro e Vestone, il ponte di Palazzolo, il ponte di Pian Camuno la deviante alla SP2 tra i comuni di Orzinuovi e Roccafranca, lo svincolo di Rovizza tra i comuni di Pozzolengo e Peschiera del Garda, la deviante di Roncadelle, la deviante di Isorella, le opere di protezione dei versanti, e il programma di manutenzione dei ponti.

Composizione e funzioni dell’Osservatorio

L’Osservatorio avrà sede a Palazzo Broletto e sarà presieduto dal Consigliere provinciale delegato ai lavori pubblici, strade e mobilità.

Ne fanno parte la Provincia di Brescia, il Comune di Brescia, l’Associazione Comuni Bresciani (ACB), la Camera di Commercio, Confindustria Brescia, ASCAB, FAI, le Comunità Montane, CGIL–CISL–UIL, Università degli Studi di Brescia, ANCE e Fondazione Campus Edilizia Brescia.

Il Protocollo ha durata quinquennale e potrà essere esteso ad altri soggetti pubblici e privati.

Il Protocollo individua otto ambiti di lavoro, tra cui monitoraggio delle infrastrutture, impatto ambientale, sicurezza nei cantieri, digitalizzazione dei sistemi di controllo e supporto tecnico agli enti locali.

La partecipazione non prevede indennità né nuovi oneri per le amministrazioni.

Il nuovo organismo nasce con tre funzioni principali:

  1. condividere dati aggiornati su infrastrutture, mobilità e flussi di traffico, così da individuare insieme le priorità;
  2. monitorare in modo sistematico l’avanzamento delle opere pubbliche, verificando lo stato dei cantieri e affrontando eventuali criticità con i territori;
  3. coordinare la programmazione degli interventi, favorendo un approccio integrato tra istituzioni, enti locali, mondo produttivo e parti sociali.

Scuole Superiori, la Provincia di Treviso ha completato tutti i cantieri PNRR

La Provincia di Treviso ha completato tutti i cantieri finanziati con le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), segnando un traguardo significativo nell’ambito del potenziamento e della riqualificazione del patrimonio edilizio scolastico del territorio: come previsto dal cronoprogramma, che fissava al 31 marzo il termine delle opere, l’Ente ha ultimato da gennaio a oggi:

  • la palestra scolastica presente all’interno del nuovo edificio dell’Istituto Casagrande di Pieve di Soligo (opera inaugurata lo scorso settembre dal valore complessivo di 9.604.460 euro),
  • il miglioramento sismico dell’Istituto Cerletti di Conegliano (3.443.000 euro, ora in corso ultime finiture e collaudi),
  • gli interventi di costruzione e accorpamento degli Istituti Pittoni-Galilei di Conegliano (9.558.602 euro, già terminati a gennaio),
  • la nuova costruzione dell’Istituto Planck a Villorba (9.209.651 euro)
  • la realizzazione della nuova succursale Ca’ del Galletto a Treviso (10.257.053 euro).

In questi ultimi due, completati proprio nelle ultime settimane, ora sono in corso le verifiche e i collaudi necessari, come di consueto nei cantieri, che permetteranno di accogliere a settembre, per l’inizio del nuovo anno scolastico, studentesse, studenti e docenti in aula.

Dettagli tecnici 

La nuova succursale Ca’ del Galletto del Liceo Canova è un edificio di tipo NZEB, ovvero completamente eco-sostenibile e a consumi zero, e ospiterà 400 studenti e avrà tre piani, con locali adibiti ad aule, laboratori e palestra. Anche il nuovo edificio dell’Istituto Planck di Villorba è una struttura NZEB, ovvero ottimizzata dal punto di vista energetico, e metterà a disposizione di tutta la comunità scolastica 19 nuove aule, 4 laboratori (Informatica, elettronica, fisica e chimica), un’aula magna, una sala audiovisivi e una biblioteca.

Parallelamente, la Provincia ha già programmato una nuova serie di interventi, per un investimento complessivo di 2.798.124 euro cofinanziati con risorse proprie e nell’ambito di contributi ministeriali MIM, che riguarderanno:

  • l’adeguamento dell’impianto antincendio e presentazione della SCIA per la succursale del Liceo Flaminio di Vittorio Veneto (124 euro)
  • la messa in sicurezza con rifacimento dell’impermeabilizzazione delle terrazze del Liceo Da Vinci di Treviso (000 euro)
  • la riqualificazione della copertura della palestra dell’ISS Giorgi-Fermi di Treviso (000,00 euro)
  • l’impermeabilizzazione della copertura della palestra dell’ITT Mazzotti di Treviso (000 euro)

 

Questi interventi rappresentano un ulteriore passo avanti nel piano di manutenzione straordinaria e adeguamento degli edifici scolastici, con particolare attenzione alla sicurezza, alla sostenibilità e alla funzionalità degli spazi.

Il commento del Presidente della Provincia

«Il completamento dei cantieri PNRR rappresenta un risultato rilevante per il territorio e conferma la capacità dell’Ente di rispettare le tempistiche e gli obiettivi previsti – sottolinea il presidente della Provincia, Marco Donadel – e non vediamo l’ora, a settembre, di poter festeggiare questi traguardi insieme alle comunità scolastiche. Ma non ci fermiamo qui: si prosegue infatti con la programmazione dei nuovi interventi (previsti per l’estate e finanziati con risorse proprie e con contributi MIM) che avevo già preannunciato durante le prime visite nelle scuole superiori in queste settimane, occasioni proficue di incontro e confronto con i dirigenti scolastici e gli studenti. Come Provincia, vogliamo continuare nel grande impegno e nello sforzo per realizzare e garantire le opere di manutenzione e valorizzazione del nostro patrimonio immobiliare scolastico, perché edifici sicuri e funzionali sono una prerogativa importante per la formazione dei nostri giovani, oggi e domani. Certo, non è una sfida semplice: è inevitabile tener conto dei rincari, determinati da un complesso contesto internazionale, ma siamo fiduciosi che presto vengano destinate le risorse necessarie per adempiere al meglio alle esigenze del territorio”.

Maltempo, la Provincia di Teramo calcola oltre 400 mila euro di danni per le somme urgenze

Fra le provinciali con dissesti gravi ci sono anche quelle che solo un anno fa erano state completamente ristrutturate con manutenzioni straordinarie e investimenti di svariati milioni; la conta dei danni è in corso ma l’evidenza dei fatti testimonia un vistoso fenomeno di dissesto dei versanti e delle scarpate come principale causa dei danni all’assetto viabile. Non si tratta di “buche” ma di scivolamenti e fratture soprattutto nella fascia pedemontana.

Il commento del Presidente Camillo D’angelo

«Quello che abbiamo vissuto negli ultimi giorni si ripropone ormai periodicamente, ogni quattro o cinque anni. Gli eventi alluvionali sono una costante con fenomeni sempre più brevi e intensi, che sono quelli provocano i danni maggiori. L’unico strumento per contrastarli è la manutenzione costante dei versanti, la pulizia dei fossi e dei fiumi, l’utilizzo di tecniche di ingegneria naturalistica per stabilizzare i terreni. Il risanamento idrogeologico dell’Appennino è una tema che deve uscire dalle tavole dei convegni ed entrare in quello della programmazione: i fondi straordinari, tanti, che ora dobbiamo impiegare solo per riparare il danno vanno pianificati annualmente per prevenire. Le Province, dalla riforma Delrio hanno competenza diretta solo sulle strade: il nostro personale che seguiva le attività di genio civile e si occupava di fossi e fiumi è transitato in Regione.  Molte Regioni del nord di destra e sinistra, all’indomani della riforma Del Rio hanno ri-delegato alle Province, enti sussidiari e più vicini ai cittadini, tutte le funzioni tecniche nella consapevolezza che lo schema è di gran lunga più efficace. Forse è ora che anche in Abruzzo si apra questo tavolo. Marsilio, presidente protempore, ovviamente non ha alcuna responsabilità diretta di questo disastro ma ha in mano la possibilità di cambiare davvero le cose con una operazione innovativa e seria seguendo la strada di quello che altre Regioni hanno già fatto” commenta il presidente Camillo D’Angelo.

Sopralluoghi e nuove chiusure

Questa mattina, intanto, è stata chiusa per un vistoso cedimento del piano viabile e relativa scarpata la provinciale 34/D di Collemesole nel Comune di Arsita in località Scaricasale. Sul posto i tecnici che stanno valutando gli interventi.

A Villa Vallucci, a Montorio, sempre questa mattina, sopralluogo congiunto con i geologi della Protezione Civile: considerati i lavori già fatti dalla Provincia, domani si riapre a senso unico alternato. E anche in questo caso si prepara la scheda per quantificare le risorse necessarie per ripristinare lo stato dei luoghi.

La Provincia di Rovigo sigla accordo con Prefettura e Università per formazione della PA

La Prefettura di Rovigo, la Provincia di Rovigo, l’Università degli Studi di Ferrara – Dipartimento di Giurisprudenza- e il Consorzio Università Rovigo (CUR) hanno sottoscritto un accordo quinquennale volto alla realizzazione di un sistema integrato di alta formazione destinato al personale della pubblica amministrazione operante sul territorio provinciale.

L’intesa nasce in coerenza con le linee strategiche nazionali in materia di valorizzazione del capitale umano della PA, con le recenti direttive del Ministero per la Pubblica Amministrazione e del Ministero dell’Interno e con gli indirizzi previsti dal PNRR.

Il progetto

Il progetto prevede un modello di cooperazione stabile tra istituzioni, finalizzato a garantire percorsi formativi qualificati, programmati congiuntamente e orientati allo sviluppo delle competenze professionali dei dipendenti pubblici.

Il sistema di formazione integrata sarà sviluppato attraverso:

  • la rilevazione condivisa dei fabbisogni formativi delle amministrazioni;
  • la progettazione e la programmazione annuale dei corsi;
  • l’organizzazione di attività seminariali e iniziative di aggiornamento professionale;
  • la valutazione delle competenze e del livello di soddisfazione dei partecipanti.

Il tavolo tecnico

Per assicurare coordinamento e continuità, l’accordo prevede l’istituzione di un tavolo tecnico-scientifico, composto dai referenti degli enti coinvolti, incaricato di elaborare la proposta formativa annuale.

Con la firma dell’intesa, la Prefettura di Rovigo assume un ruolo centrale nell’attuazione del nuovo sistema integrato di formazione, dando impulso alla formazione in house, ritenuta uno strumento essenziale per aggiornare e rafforzare le competenze del personale civile dell’Amministrazione dell’Interno.

La Provincia di Rovigo, d’altra parte, assume, anche in questo ambito, il ruolo di “Casa dei Comuni”, estendendo l’applicazione dell’accordo ai Comuni del Polesine e favorendo in tal modo la più ampia partecipazione del personale degli enti locali alle opportunità di formazione.

I punti dell’accordo

L’accordo consente, infatti, di strutturare percorsi formativi specifici e mirati, valorizzando la collaborazione con il sistema universitario e con gli enti locali del territorio in modo da rafforzare le conoscenze giuridico‑amministrative e consolidare le competenze trasversali e digitali del personale, migliorando, così, la qualità dell’azione amministrativa.

Il CUR garantirà supporto operativo, logistico e comunicativo, mentre l’Università di Ferrara metterà a disposizione docenti ed esperti qualificati per l’erogazione dei contenuti didattici.

L’accordo rappresenta un importante investimento sulle competenze del personale pubblico e un passo significativo verso la modernizzazione e l’efficientamento dei servizi erogati alla comunità.

Provincia di Livorno: la CER Solidale si presenta ai cittadini

Nell’ambito del progetto europeo Progress, la Provincia organizza l’iniziativa “4 Energy Days 4 Europe” per la promozione della Comunità Energetica Rinnovabile SAVE (Solidale Area Vasta Etrusca) e delle fonti di energia verde.

Si tratta di quattro giornate nel corso delle quali si svolgeranno una serie di assemblee pubbliche, con il duplice obiettivo di informare residenti, imprese e attività locali sulle opportunità concrete offerte dalla partecipazione alla CER SAVE, e raccogliere ulteriori adesioni.

Gli appuntamenti in programma

Il fitto calendario di incontri prevede una parte di assemblee tematiche, rivolte in particolare ad enti, associazioni e imprese, su temi specifici come l’agrivoltaico, le green communities e le esperienze delle CER in Europa. L’altra parte di assemblee sarà aperta anche alla cittadinanza,  con relatori che spiegheranno il funzionamento della CER, le opportunità di finanziamento per gli impianti fotovoltaici, i benefici dell’energia condivisa, le modalità di adesione, e risponderanno alle domande del pubblico.

Gli incontri si svolgeranno il 20 aprile, a Cecina, alle 15.30 e alle 17.30, nell’Auditorium in via Verdi; il 21 aprile, alle 17.30, nella sala consiliare del Comune di Piombino; il 22 aprile alle 9.30 a Castiglioncello, al Castello Pasquini e alle 17.30 a Rosignano Solvay, nell’Auditorium in piazza del Mercato; il 23 aprile, alle 9.30, a Rosignano M.mo, nella sala consiliare del Comune e alle 17.30 a San Vincenzo, nella sala della Torre.

Il programma completo degli incontri è consultabile sul sito della CER SAVE al link:

https://cersave.it/wp-content/uploads/CER_SAVE_Programma_EnergyDays_def02.pdf

Cos’è la CER SAVE

La CER SAVE – costituita ufficialmente il 6 novembre 2025 dalla Provincia di Livorno insieme ai Comuni di: Castagneto Carducci, Castellina Marittima, Cecina, Marciana, Piombino, Riparbella, Rosignano Marittimo e San Vincenzo – nasce dalla volontà di offrire ai propri cittadini e alle imprese locali uno strumento concreto per affrontare la transizione energetica in modo collettivo, equo e radicato nel territorio e vanta già 47 soci.

La partecipazione di istituzioni pubbliche garanti come la Provincia di Livorno (soggetto promotore) e i Comuni, rappresenta un elemento distintivo di solidità e affidabilità: i partecipanti beneficiano di una governance trasparente, di regole chiare e di soggetti pubblici che presidiano l’interesse collettivo nel lungo periodo.

In questo contesto un ruolo fondamentale è svolto dalla progettazione europea, tramite la quale la Provincia ha reperito le risorse per accompagnare i territori nel percorso di costituzione della CER: dalla fase giuridica alla definizione degli strumenti di governance, dalla modellazione finanziaria all’ingaggio dei soggetti pubblici e privati. Con il progetto Promoter (Interreg Europe) e il progetto Progress (finanziato dal Programma tedesco EUKI/GIZ), infatti, l’Amministrazione Provinciale e i Comuni aderenti hanno dato vita ad uno strumento efficace come la CER SAVE, nella forma di Società Cooperativa per azioni, capace di tradurre gli obiettivi del Green Deal europeo in benefici tangibili per le comunità locali.

Il Presidente della Provincia di Savona al cordinamento nazionale dei CAL

C’era anche il Presidente della Provincia di Savona, Pierangelo Olivieri, all’incontro istituzionale dei Presidenti dei Consigli delle Autonomie Locali (CAL), promosso dal CAL Lazio.

Olivieri è infatti Presidente del CAL Liguria, unico rappresentante eletto in quanto Presidente di Provincia.

I lavori

L’appuntamento ha segnato un passaggio concreto e operativo: è stata condivisa l’istituzione di un tavolo permanente di coordinamento tra i CAL regionali, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo delle autonomie locali e costruire una rete nazionale stabile e strutturata di coordinamento dei Consigli delle Autonomie Locali, finalizzato anche all’elaborazione di documenti comuni tra le diverse realtà regionali, con incontri a cadenza mensile e un regolamento condiviso, .

L’intervento del Presidente Olivieri

Nel corso dei lavori sono intervenuti i rappresentanti dei CAL regionali, che hanno espresso piena condivisione rispetto al percorso avviato, tra cui il Presidente Olivierim che ha sottolineato la necessità di “un coordinamento nazionale completo, capace di far emergere le esigenze dei territori e dei cittadini”, evidenziando al contempo come sia fondamentale portare il ruolo dei CAL anche a livello europeo e ribadendo l’importanza del confronto tra le diverse realtà regionali e il valore strategico dei CAL nel sistema istituzionale.

Le decisioni prese

Nel corso dell’incontro è stata inoltre condivisa la necessità di portare le istanze delle autonomie locali anche a livello europeo, di lavorare su processi di rigenerazione amministrativa e di rafforzare il dialogo con il Governo centrale, anche attraverso futuri momenti di confronto istituzionale.

Biblioteche, Provincia di Como: verso una rete unica per 470mila cittadini

La Provincia di Como accelera verso un sistema bibliotecario unico. Giovedì scorso, nella sede di Villa Gallia, la Provincia ha riunito i Sindaci dei Comuni appartenenti agli attuali quattro sistemi bibliotecari per presentare lo schema di Convenzione che darà forma alla futura rete provinciale integrata.

Un passaggio concreto e atteso, che segna l’ingresso nella fase operativa di un progetto avviato nel 2023 e nato da una volontà condivisa: superare la frammentazione attuale per costruire un sistema più efficiente, moderno e capace di rispondere in modo uniforme ai bisogni dei cittadini.

Durante l’incontro sono stati illustrati contenuti, funzionamento e tempistiche del nuovo modello organizzativo, che porterà all’approvazione della Convenzione da parte di tutti gli enti coinvolti nei prossimi mesi.

La rete bibliotecaria provinciale: benefici attesi

Il progetto punta a creare un’unica rete bibliotecaria provinciale, capace di garantire servizi più omogenei e di qualità. Tra le novità principali: il potenziamento del prestito interbibliotecario su scala provinciale, la centralizzazione di funzioni strategiche – come gli acquisti e la promozione della lettura – e l’introduzione di standard condivisi per tutte le biblioteche.

I benefici attesi sono concreti: una gestione più efficiente delle risorse grazie alle economie di scala, una riduzione delle differenze tra grandi e piccoli Comuni e un accesso più equo ai servizi per tutti i cittadini. Il nuovo sistema rafforzerà inoltre la capacità del territorio di intercettare finanziamenti regionali, nazionali ed europei, valorizzando al tempo stesso un’infrastruttura tecnologica già esistente ma finora gestita in modo non uniforme.

Particolare attenzione sarà dedicata ai Comuni più piccoli, che potranno contare su servizi e competenze difficilmente sostenibili in autonomia, e al ruolo delle biblioteche come veri e propri presìdi di comunità, inclusione e alfabetizzazione digitale.

Il nuovo sistema coinvolgerà un bacino di circa 470mila abitanti e si baserà su una governance condivisa tra gli enti locali, con la Provincia di Como nel ruolo di ente capofila.

Il commento del Presidente della Provincia di Como

«Con questo progetto – dichiara il Presidente della Provincia di Como, Fiorenzo Bongiascavogliamo rafforzare il ruolo delle biblioteche come presidi culturali fondamentali per le nostre comunità. La creazione di un sistema provinciale unico consentirà di offrire servizi più omogenei e di qualità, sostenendo in particolare i Comuni più piccoli e valorizzando le risorse già presenti sul territorio. È un passo importante verso una maggiore coesione territoriale e una gestione più efficiente delle risorse pubbliche».

L’iniziativa segue il tavolo tecnico-politico del 26 febbraio, coordinato dal vicepresidente Giovanni Alberti, durante il quale è stato approvato il documento che disciplina il funzionamento del nuovo sistema, dando avvio al percorso condiviso di riorganizzazione. «Il percorso avviato negli anni scorsi entra ora nella fase decisiva – sottolinea il vicepresidente –. Dopo il confronto e la progettazione, mettiamo a disposizione dei Comuni uno strumento concreto per costruire insieme un sistema bibliotecario più forte, capace di valorizzare le esperienze esistenti e rispondere in modo ancora più efficace ai bisogni delle comunità».

 

L’elenco dei  Comuni in rete

L’incontro ha rappresentato anche un momento di confronto istituzionale, utile a raccogliere osservazioni e contributi da parte degli amministratori locali in vista dei prossimi passaggi formali. Nei prossimi mesi, infatti, ciascun ente sarà chiamato ad approvare la Convenzione. L’obiettivo è avviare ufficialmente il nuovo sistema dal 1° gennaio 2027 che vedrà riuniti in un unico sistema Albavilla, Albese con Cassano, Albiolo, Alzate Brianza, Appiano Gentile, Argegno, Asso, Bene Lario, Beregazzo con Figliaro, Binago, Bizzarone, Blessagno, Bregnano, Brenna, Brienno, Brunate, Bulgarograsso, Cadorago, Cantù, Capiago Intimiano, Carate Urio, Carlazzo, Caslino d’Erba, Casnate con Bernate, Cassina Rizzardi, Castelnuovo Bozzente, Cavargna, Centro Valle Intelvi, Cermenate, Cernobbio, Cirimido, Claino con Osteno, Colonno, Colverde, Como, Comunità Montana Lario Intelvese, Comunità Montana Valli del Lario e del Ceresio: Gravedona ed Uniti, Corrido, Cremia, Cucciago, Cusino, Dizzasco, Domaso, Dongo, Dosso del Liro, Faloppio, Fenegrò, Figino Serenza, Fino Mornasco, Garzeno, Gera Lario, Grandate, Grandola e Uniti, Gravedona e Uniti, Griante, Guanzate, Laglio, Laino, Lezzeno, Limido Comasco, Lipomo, Lomazzo, Luisago, Lurago Marinone, Lurate Caccivio, Mariano Comense, Menaggio, Moltrasio, Monguzzo, Montano Lucino, Mozzate, Novedrate, Olgiate Comasco, Oltrona di San Mamette, Peglio, Pianello del Lario, Pigra, Plesio, Ponte Lambro, Porlezza, Pusiano, Rodero, Rovellasca, Sala Comacina, San Bartolomeo Val Cavargna, San Nazzaro Val Cavargna, San Fermo della Battaglia, San Siro, Solbiate con Cagno, Stazzona, Tavernerio, Tremezzina, Trezzone, Uggiate con Ronago, Unione dei Comuni Lombarda “Lario e Monti”, Valmorea, Val Rezzo, Valsolda, Veniano, Vercana, Vertemate con Minoprio, Villa Guardia e Zelbio.

Infrastrutture, la Presidente della Provincia di Piacenza consegna al Ministro Salvini tre lettere

La Presidente della Provincia di Piacenza Monica Patelli (unitamente alla Consigliera provinciale con delega alla Viabilità Patrizia Calza), ha partecipato questa mattina, 19 marzo, alla cerimonia di riapertura del Ponte sul Nure organizzata da Anas alla presenza del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Onorevole Matteo Salvini. Nell’occasione, la Presidente Patelli ha consegnato a mano al Ministro Salvini tre lettere finalizzate ad ottenere il suo intervento per:

  • consentire la tempestiva attuazione degli interventi previsti nella Convenzione con la Società concessionaria dell’autostrada PC – TO;
  • rivedere i contenuti dei decreti di finanziamento degli interventi sulla viabilità provinciale per consentire il completamento delle opere previste;
  • la mitigazione degli impatti alla circolazione stradale conseguenti agli interventi al ponte sul Fiume Po a Castelvetro.

Sicurezza stradale: la Provincia di Terni installa Anti Vehicol Collision

E’ entrato in funzione in questi giorni lungo le strade gestite dalla Provincia di Terni il terzo Avc (Anti vehicol collision) per la prevenzione degli incidenti stradali causati dall’attraversamento di animali selvatici. L’amministrazione provinciale lo ha installato lungo la Sp 31, nel comune di Giove, in prossimità del bivio per il centro abitato di Porchiano del Monte.

L’Avc segue gli altri due già in attività: uno lungo la Sr 205 Amerina, nel comune di Amelia, anche in questo caso in prossimità del bivio per Porchiano, l’altro a Castel dell’Aquila, nel comune di Montecastrilli. Il dispositivo installato a Giove è di ultima generazione ed è dotato di una telecamera a infrarossi e di sensori che individuano animali in prossimità della strada.

L’attivazione di tali elementi viene trasmessa a due segnali stradali nelle due direzioni che si accendono con la scritta “Attenzione animali in strada rallentare”. I segnali dispongono anche di radar doppler che misura la velocità dei veicoli in transito. Qualora questa sia superiore a 50 km orari, l’Avc attiva una dissuasione acustica per l’allontanamento degli animali.

L’Avc installato sulla Sp 31 fa parte del sistema di prevenzione e sicurezza che la Provincia ha attivato da diverso tempo, grazie anche alla partecipazione a progetti europei come il Life Safe Crossing avviato gia nel 2013. L’ultimo Avc invece gode di un finanziamento specifico della Regione Umbria a valere su fondi 2025, ai quali seguiranno altre risorse per l’anno in corso.

La Provincia di Padova dà il via al programma di rifacimento dei ponti

È stato approvato nei giorni scorsi il progetto esecutivo per il rifacimento dei ponti sul canale Masina e sul fiume Gorzone, lungo la strada provinciale SP41 “Morosina” nel territorio di Sant’Urbano. L’intervento, che prevede una spesa complessiva di 5 milioni di euro, beneficia di un finanziamento ministeriale di 2.085.189,88 milioni di euro (D.M.123/2020). Attualmente si stanno susseguendo le procedure amministrative legate al bando di gara; l’avvio del cantiere è previsto per il mese di settembre 2026 e la conclusione dei lavori è al momento stimata entro agosto 2027.

L’intervento di rifacimento dei ponti sul Masina e sul Gorzone rappresenta un’opera di particolare rilevanza per la sicurezza della viabilità della zona e per il miglioramento della funzionalità dei collegamenti tra i Comuni della Bassa padovana e l’area polesana. La SP41, che attraversa questi corsi d’acqua, è una delle principali arterie viarie della zona, essenziale per l’accessibilità alle aree agricole circostanti.

I commenti

 Stefano Baraldo, consigliere della Provincia di Padova con delega alla Viabilità: «Per il ruolo strategico che rivestono i ponti sul Masina e sul Gorzone, il loro rifacimento non solo migliorerà la sicurezza della circolazione, ma permetterà anche di rafforzare la resilienza delle infrastrutture locali, rispondendo così alle esigenze di un territorio in evoluzione.

L’intervento risponde dunque a un duplice obiettivo: migliora la sicurezza e la funzionalità della rete viaria provinciale di quest’area della Bassa modernizzando e manutentandone le infrastrutture, e contestualmente si inserisce in un contesto storico e territoriale che ha sempre visto l’acqua come protagonista nella regolazione dei flussi.

In questo progetto sono stati investiti risorse significative, sostenute in parte da un finanziamento ministeriale che sottolinea l’importanza di un intervento che avrà impatti positivi per la quotidianità di chi vive e lavora in queste zone.

Siamo consapevoli delle difficoltà che i lavori possono comportare in termini di tempistiche, ma siamo certi che, una volta completato, l’intervento contribuirà nettamente a migliorare la qualità di vita delle persone che usufruiscono di questo importante snodo viario. Si tratta di un intervento dal valore complessivo di 5 milioni di euro, sostenuto anche grazie a un finanziamento del Ministero delle Infrastrutture, che testimonia l’importanza strategica di questo progetto per la mobilità e per lo sviluppo dell’area».

 Elisa Venturini, assessore all’Ambiente della Regione del Veneto: «Va dato atto alla Provincia di Padova che, con questo intervento, va non solo a migliorare la viabilità e a metterla in sicurezza, ma interviene anche da un punto di vista ambientale perché quando si mette mano a un ponte da un punto di vista infrastrutturale, si interviene anche sul fiume e in particolare sulla sicurezza idraulica. I cittadini dovranno portare pazienza perché rifare i ponti comporta dei disagi, però l’obiettivo è chiaro ed è di assoluto valore: in questo caso gli enti pubblici vogliono dare il proprio contributo proprio per una messa in sicurezza dei cittadini nel territorio».

Eleonora Mosco, consigliere della Regione del Veneto: «Questo intervento rappresenta un passo importante per migliorare la sicurezza e l’efficienza della viabilità in un’area strategica della provincia. La Bassa Padovana svolge infatti un ruolo fondamentale nei collegamenti tra territori e nel sistema economico e produttivo locale. Investire in infrastrutture significa rafforzare queste connessioni e sostenere lo sviluppo del territorio. La collaborazione tra istituzioni è la chiave per trasformare i progetti in opere concrete al servizio dei cittadini».

 Inquadramento storico e territoriale

I ponti sul Masina e sul Gorzone rivestono una notevole rilevanza storica, essendo parte di un ampio sistema di opere idrauliche che risale a diversi secoli fa. Il territorio su cui sorge l’infrastruttura ha una lunga tradizione di interventi di bonifica idraulica, che affondano le radici nel XVI secolo. In quel periodo, la Repubblica di Venezia avviò importanti opere di sistemazione dei corsi d’acqua, tra cui arginature e canali, per regolare i deflussi e prosciugare le aree paludose della pianura veneta.

Nel 1563, nel territorio di Sant’Urbano e Vighizzolo d’Este, venne realizzato il Ponte delle Tre Canne, parte di un sistema di opere finalizzate alla bonifica dell’antico lago di Vighizzolo. Queste opere avevano lo scopo di rendere le terre circostanti adatte alla coltivazione agricola. Nonostante questi interventi storici, gran parte della zona rimase caratterizzata da ambienti umidi fino al Novecento.

Nel XX secolo, con le grandi opere di bonifica, tra cui lo scavo del canale Masina nel 1928, il territorio assunse la conformazione agricola attuale. Il canale Masina contribuì significativamente alla regolazione delle piene del fiume Gorzone, formando nuovi bacini di espansione nelle aree golenali. Il fiume Gorzone, che attraversa la frazione di Carmignano di Sant’Urbano, rimane un elemento fondamentale del sistema idraulico Fratta-Gorzone, essenziale per il drenaggio delle acque della pianura tra le province di Padova e Rovigo.

Nel contesto di questo territorio, la rete viaria provinciale ha avuto uno sviluppo parallelo. La SP41 è una direttrice essenziale per i collegamenti locali e per l’accesso alle aree agricole circostanti. I ponti sul Masina e sul Gorzone, costruiti con strutture in cemento armato a più campate, sono infrastrutture strategiche che garantiscono la continuità della viabilità e la sicurezza dei trasporti.

Crisi internazionale: la Provincia di Trapani a sostegno dell’economia locale

“La crisi internazionale sta mettendo a serio rischio il nostro sistema economico territoriale. Gli effetti negativi che si registrano in tutto il mondo, qui da noi, rischiano di lasciare un segno profondo e duraturo”.

E’ l’allarme lanciato dal Presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani Salvatore Quinci, sulle conseguenze della crisi internazionale sul sistema economico e produttivo locale.

“Esportazioni bloccate ed aumento dei costi di produzione stanno innescando una pericolosa spirale – sottolinea il Presidente Quinci – colpendo duramente settori e comparti che rappresentano espressioni d’eccellenza della nostra economia. L’Area del Golfo è assolutamente impraticabile perché in piena zona di guerra, con la conseguente chiusura dei porti, che non consente l’arrivo delle merci. Il marmo trapanese sente il peso del conflitto e deve fare i conti con costi aggiuntivi insopportabili nel tentativo di far arrivare la produzione comunque a destinazione, quando possibile. L’aumento del costo dell’energia e dei carburanti – in particolare del gasolio agricolo – può schiantare al suolo la concorrenza della nostra produzione di ortofrutta. Un problema che riguarda chi esporta ma anche chi ha costruito le sue quote di mercato interno e di vendita in Paesi che non sono coinvolti nella guerra. Le nostre aziende si confrontano con la concorrenza sapendo di doverla affrontare da posizioni difficili nel campo della logistica e della distribuzione e finora sono state in grado di farlo perché hanno investito in tecnologia e perché hanno dimostrato di avere capacità imprenditoriali, organizzative e gestionali. Ma questo ulteriore aggravio potrebbe essere fatale rispetto ad una congiuntura economica e finanziaria che non è stata certo favorevole in questi anni”. Per questo, sottolinea Quinci “L’allarme lanciato dalle Organizzazioni di categoria va raccolto in tutta la sua complessità. L’intervento europeo, nazionale e regionale deve essere coordinato con i territori perché le istituzioni locali hanno un contatto diretto con le realtà produttive e con i diversi attori del sistema economico. Il Libero Consorzio Comunale di Trapani intende svolgere il suo ruolo di Ente di Area Vasta condividendo e coordinando ogni azione ed iniziativa che potrà essere di reale sostegno alle dinamiche produttive ed economiche del nostro territorio. Siamo pronti al dialogo ed al confronto per definire una proposta unitaria e per fare sintesi. Il momento è grave e complicato e va governato con senso di responsabilità e con l’impegno di tutti. Dobbiamo fare squadra e partecipare al dibattito pubblico, istituzionale e politico per reagire e superare una crisi che va disinnescata nelle sue tante e troppe variabili indipendenti”.

La Provincia di Treviso Stazione Appaltante del Nuovo Polo didattico Regionale dei Vigili del Fuoco

Rafforzare la sicurezza del territorio e sostenere la formazione dei Vigili del Fuoco: sono questi gli obiettivi del nuovo Polo didattico dei Vigili del Fuoco del Veneto, in fase di realizzazione a Treviso presso la sede del Comando provinciale di via Santa Barbara. L’intervento, reso possibile grazie all’accordo tra il Ministero dell’Interno – Dipartimento dei Vigili del Fuoco e la Provincia di Treviso, vede l’Ente provinciale nel ruolo di Stazione Appaltante, a supporto del Corpo nazionale. Un progetto che unisce potenziamento operativo e valore formativo, con ricadute dirette sulla sicurezza della comunità e sulla crescita delle attività didattiche e di addestramento per i Vigili del Fuoco.

Il nuovo edificio, progettato per ospitare anche il Polo didattico regionale, affiancherà la sede del Comando provinciale e si svilupperà su più livelli per una superficie complessiva superiore ai 2.200 mq.

Dettagli tecnici. Al piano terra (1.101 mq) saranno realizzati un’aula magna per la formazione fino a 40 persone, un’autorimessa con cinque accessi carrabili direttamente collegata al piazzale esterno, oltre a uffici, servizi e locali di deposito. Il mezzanino ospiterà tre depositi per circa 164 mq. Al primo piano (1.177 mq) troveranno spazio due aule didattiche da circa 20 posti ciascuna – una delle quali predisposta anche come backup della centrale operativa in caso di emergenza – oltre a un dormitorio con 8 camere quadruple e 4 doppie, tutte con servizi dedicati, un’area comune di 140 mq e i servizi generali. Sulla copertura saranno installati pannelli fotovoltaici e gli impianti tecnologici dell’edificio.

 

Il fabbricato sarà realizzato secondo i più moderni standard antisismici e di sostenibilità energetica e sarà classificato NZEB – Nearly Zero Energy Building, grazie a sistemi ad alta efficienza come pompe di calore, ventilazione meccanica controllata con recupero di calore, building automation e impianti fotovoltaici.

Il progetto, la direzione lavori e il coordinamento della sicurezza sono affidati alla Società Progetto CMR di Milano, mentre l’impresa esecutrice è Costruzioni Ferracin Srl di Jesolo.L’importo dei lavori è pari a 3.981.903,75 euro, per un investimento complessivo di 5,4 milioni di euro finanziato dal Ministero dell’Interno. La fine dei lavori è prevista per l’estate 2027.

Grazie a un accordo siglato l’anno scorso con il Dipartimento Vigili del Fuoco, Soccorso Pubblico e Difesa Civile del Ministero dell’Interno, la Provincia di Treviso svolge un ruolo in prima linea nell’intervento sia in veste di Stazione Unica Appaltante, occupandosi della gestione delle procedure di gara, sia di Coordinamento tecnico dei lavori di costruzione dell’edificio, con la nomina del Responsabile Unico del Progetto, del monitoraggio dell’esecuzione dei lavori e delle attività di collaudo, fino alla consegna finale dell’immobile al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.

«Questo intervento mette a sistema le straordinarie competenze tecniche del Settore Edilizia della Provincia di Treviso, che è parte attiva nel coordinamento dei lavori e nella gestione delle procedure di appalto e amministrative, e l’esigenza del Ministero dell’Interno di realizzare questo importante polo per il nostro territorio – dichiara il presidente della Provincia di Treviso, Marco Donadel – una rete interistituzionale che consentirà di creare una struttura punto di riferimento regionale per la formazione dei Vigili del Fuoco. La Provincia è orgogliosa di mettere a disposizione le proprie capacità tecniche e amministrative a sostegno del lavoro di un Corpo fondamentale per la tutela dei cittadini: il nuovo polo didattico avrà un valore non solo operativo, ma anche sociale, contribuendo alla crescita professionale dei Vigili del Fuoco e quindi alla sicurezza delle nostre comunità».

Cerca