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Polizia Provinciale di Vicenza: i risultati di un anno di servizio

Più controlli, più soccorsi, più tutela. Il 2025 della Polizia Provinciale di Vicenza è stato un anno intenso, contraddistinto dalla lotta al bracconaggio, la gestione di migliaia di animali in difficoltà, il contenimento di specie dannose.

Ad illustrarne i numeri sono stati questa mattina il consigliere provinciale con delega alla Polizia Provinciale Moreno Marsetti, il comandante Gianluigi Mazzucco e il vicecomandante Federico Franzoi.

“Lo dico a nome mio e del Consiglio Provinciale -ha esordito Marsetti- siamo orgogliosi del corpo di Polizia Provinciale di Vicenza, sempre più preparato, professionale e quindi centrale per la sicurezza ambientale. In un contesto geografico vasto e di pregio, l’attività si è mossa su un doppio binario: da un lato la mano tesa verso la fauna in pericolo, con 2.860 recuperi, dall’altro il controllo rigoroso delle specie dannose, con oltre 25.000 prelievi in particolare di colombi, corvidi, cinghiali e nutrie, necessari per garantire l’equilibrio dell’ecosistema vicentino. E poi c’è l’antibracconaggio, che è ben diverso dalla caccia, guai a metterli in relazione, perché sono proprio i cacciatori i nostri alleati contro chi non rispetta le regole.”

L’antibracconaggio è uno dei servizi che maggiormente ha impegnato la Polizia Provinciale di Vicenza nel 2025, con 54 (39 nel 2024) persone segnalate per violazioni penali.

Il lavoro della Polizia si avvale della collaborazione di oltre 200 volontari messi a disposizione da associazioni venatorie e ambientaliste. Persone debitamente formate che il consigliere Marsetti ha ringraziato per il tempo che dedicano al territorio vicentino.

Altro impegno di non poco conto, che occupa la Polizia Provinciale lungo tutto il corso dell’anno, è la gestione di caccia e pesca. Il vicentino ha una tradizione consolidata quanto a caccia e pesca, tanto da contare circa 11.000 cacciatori e altrettanti pescatori. Nel servizio di vigilanza sul territorio, la Polizia Provinciale si è avvalsa dei nuclei di agenti giurati volontari, attraverso il coordinamento dei vari gruppi e predisponendo i programmi di servizio mensile.

Contenimento della fauna selvatica dannosa

Tra le attività più gravose del 2025 il contenimento della fauna selvatica problematica. I numeri sono importanti: sono stati prelevati 1811 cinghiali (1805 nel 2024) 1650 nutrie (911 nel 2024), 4347 corvidi (2039 nel 2024) di cui 887 cornacchie (527 nel 2024) e 3460 gazze (1512 nel 2024) e 18.637 colombi (12128 nel 2024).

Da sottolineare che le operazioni di contenimento vengono eseguite, oltre che dalla Polizia Provinciale, da cacciatori appositamente formati, autorizzati e coordinati dagli stessi agenti provinciali. I contenimenti, specie, quantità e tempi, sono invece stabiliti dalla Regione.

Per quanto riguarda la nutria, è iniziata verso la fine dell’anno una collaborazione tra il Consorzio Alta Pianura Veneta e la Polizia Provinciale per l’organizzazione e il coordinamento del controllo all’interno del territorio gestito dal Consorzio e ricadente nell’ATC 2 vicentino.

Attività di difesa della fauna selvatica

I servizi specifici di antibracconaggio hanno portato nel 2025 al deferimento all’Autorità Giudiziaria di 54 persone per violazioni penali che hanno riguardato:

  • n. 6 per uccellagione

  • n. 46 per abbattimento di specie protette e/o utilizzo di richiami vietati

  • n. 17 per abbattimento di specie particolarmente protette

  • n. 4 per violazione delle norme del TULPS

  • n. 7 per violazione sulla legge delle armi.

  • n. 1 per caccia in giorno di silenzio venatorio

  • n. 15 per violazioni varie al Codice Penale.

Sempre in materia di caccia, i verbali di accertamento di violazioni amministrative redatti dalla Polizia Provinciale sono stati 126 (188 nel 2024), di cui 28 (61 nel 2024) contestati dagli agenti giurati volontari coordinati dal Comando di Polizia Provinciale.

Quanto a tutela della fauna ittica, si contano 72 (65 nel 2024) accertamenti amministrativi legati a controlli sul rispetto delle norme regionali e dei regolamenti dei Bacini di Pesca redatti anche in collaborazione con gli agenti volontari operanti sul territorio.

La vigilanza sulla disciplina e raccolta dei funghi ha portato all’accertamento di 19 (12 nel 2024) violazioni amministrative, quella dei tartufi 2 (2 nel 2024) e 20 (16 nel 2024) della viabilità silvo-pastorale mentre lo scorso anno, in totale sono stati redatti 9 (9 nel 2024) verbali di violazioni, n. 2 verbali per raccolta cimeli storici senza autorizzazione.

Le attività svolte per supportare le strutture regionali

La Polizia Provinciale è stata inoltre impegnata in interventi rivolti ad una corretta gestione delle popolazioni faunistiche, su richiesta e a supporto delle strutture regionali, cui competono la gestione tecnica ed amministrativa in campo faunistico ittico-venatorio. Le attività specifiche hanno riguardato:

  • monitoraggio e censimento delle specie selvatiche oggetto di piano di prelievo, ungulati (capriolo, camoscio, cervo, muflone) e gallo forcello, nonché di altri tetraonidi il cui prelievo è vietato, ma rimangono un valido indicatore dello stato di salute delle nostre montagne. Queste operazioni sono state svolte in collaborazione con le strutture locali di gestione venatoria (Ambiti Territoriali di caccia e Comprensori Alpini).

  • vigilanza sul rispetto dei piani di abbattimento degli ungulati, in particolare per verificare la rispondenza alle classi di età e del sesso dei capi assegnati, nonché alle modalità di prelievo selettivo.

  • controlli negli allevamenti di fauna selvatica 54 (66 nel 2024) e 37 (65 nel 2024) sopralluoghi agli appostamenti fissi per il controllo del cinghiale, finalizzati a verificare i requisiti per il rilascio delle autorizzazioni regionali.

  • A necessità sono stati autorizzati innumerevoli interventi temporanei per il controllo del cinghiale in presenza di danni immediati alle colture.

  • Rilevamento dei danni provocati dalla fauna selvatica alle colture agricole e agli allevamenti: in particolare sono stati effettuati 104 accertamenti per la verifica dei danni provocati da predazioni di lupo su animali allevati e/o domestici (193 nel 2024).

  • Rilevamento di sinistri stradali causati da attraversamenti di fauna selvatica, in totale 185 (202 nel 2024).

  • Gestione di 4 apparati mobili per la cattura di cinghiali da spostare velocemente in caso di necessità.

Recupero della fauna selvatica

La Polizia Provinciale sovrintende e coordina tutte le attività, intervenendo anche direttamente nelle azioni di recupero più complesse.

Nel 2025 sono stati effettuati 2860 interventi di recupero di fauna selvatica (2390 nel 2024): 1514 animali sono stati restituiti al loro habitat una volta che hanno ricevuto le cure necessarie (1188 nel 2024), 494 sono rimasti in cattività perché non più idonei alla vita in libertà mentre 947 sono deceduti (1001 nel 2024).

La Provincia svolge il servizio di soccorso e recupero della fauna in difficoltà, per conto della Regione Veneto, in convenzione con gli Ambiti Territoriali di Caccia e i Comprensori Alpini, nonché con l’Associazione “L’Alveare”, che mettono a disposizione oltre 200 volontari coordinati dalla Polizia Provinciale.

Le strutture di accoglienza fanno riferimento al CRAS dell’Associazione Difesa Natura 2000 Colli Berici, al Centro Recupero Rapaci di Fimon e a strutture locali messe a disposizione da “L’Alveare” e dagli ambiti territoriali di caccia.

Aumento della dotazione per garantire maggiore tutela al territorio

Nel 2025 sono stati acquistati n. 2 droni che costituiranno il materiale di lavoro per alcuni agenti che saranno formati nel 2026 con la collaborazione del nucleo specializzato della Polizia locale di Treviso. Il loro utilizzo è previsto nell’attività di controllo per la peste suina africana, il recupero di piccoli di ungulato prima delle operazioni di sfalcio e, non ultimo. nelle eventuali operazioni di soccorso e nel contrasto all’attività di bracconaggio.

Nel corso del 2025 hanno rinnovato ed integrato il parco macchine della Polizia provinciale 2 Subaru “Crosstrek” e un furgone chiuso; Nel corso del 2026 è previsto l’arrivo di altre 3 auto Subaru “Crosstrek” che andranno a sostituire due mezzi obsoleti ed una vettura fuori servizio.

Altre attività

La Polizia Provinciale ha svolto nel corso del 2025 anche altre funzioni in collaborazione con le altre forze dell’ordine e la Prefettura di Vicenza. Si segnala il servizio di ordine pubblico per le tornate elettorali e referendarie. Altra attività svolta dalla Polizia Provinciale nel corso del 2025 è il presidio di alcuni sentieri nei pressi delle operazioni di raccolta e brillamento di ordigni bellici (Gallio, Valbrenta) o di accessi come nel caso del brillamento delle bombe a Montebello.

Non sono mancati alcuni interventi per la sicurezza degli operatori durante le operazioni di recupero del pesce nelle rogge del bassanese.

La Provincia di Varese apre “La vetrina del reimpiego”

Si chiama “Vetrina per il Reimpiego” il nuovo servizio proposto dal Gruppo Tecnico Crisi Aziendali come strumento di resilienza finalizzato a ridurre l’impatto sociale delle crisi e a facilitare il reinserimento della forza lavoro espulsa nel sistema produttivo del territorio.

Il servizio “Vetrina per il Reimpiego”, realizzato con il supporto e la collaborazione dei servizi di preselezione dei Centri per l’Impiego, consiste in una bacheca pubblica raggiungibile dal sito web della Provincia di Varese al seguente link: www.provincia.va.it/vetrinareimpiego.

Si tratta di uno strumento volto a facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, promuovendo i profili anonimi di lavoratori e lavoratrici provenienti da aziende in crisi ubicate nella provincia di Varese a seguito di procedura di licenziamento collettivo (L.223/91), non ancora occupati/e, disponibili a valutare nuove opportunità lavorative. La Vetrina viene aggiornata con cadenza mensile, con inserimento di nuovi profili ed eliminazione di quelli che nel frattempo si sono reimpiegati.

Le associazioni datoriali e di settore, le imprese e le agenzie per il lavoro possono consultare gratuitamente la “Vetrina per il Reimpiego” ed in caso di interesse richiedere il curriculum vitae al servizio Preselezione del Centro per l’Impiego competente.

Il servizio mette a disposizione profili con esperienza che possono essere assunti con agevolazioni e, più precisamente, usufruendo degli sgravi legati ai percettori NASpI, consistenti in un contributo mensile per il datore di lavoro privato, pari al 20% dell’indennità NASpI residua che il lavoratore avrebbe dovuto percepire.

Provincia di Varese intende evidenziare il suo costante interesse rispetto ad una tematica quale quella del Lavoro e dello sviluppo economico e produttivo, ribadendo la sua volontà di affrontare le crisi aziendali in modo propositivo, anticipando possibili situazioni di difficoltà e individuando tempestivamente soluzioni volte al loro contenimento e al mantenimento dei livelli occupazionali.

La Provincia di Ferrara protagonista in Europa con “GO4FAIR MOVE”

La Provincia di Ferrara è capofila di un partenariato internazionale finanziato dal programma Interreg Central Europe. Un’iniziativa di 18 mesi che vede impegnata l’amministrazione nell’ambito nella programmazione europea nel suo ruolo di Casa dei Comuni.

Si tiene, infatti, il 5, con l’incontro inaugurale nella sala del Consiglio provinciale, e 6 marzo l’avvio di GO4FAIR MOVE, il progetto europeo volto a individuare soluzioni innovative per contrastare povertà di mobilità, con un budget complessivo di circa 800mila euro.

Il progetto, finanziato dal programma Interreg Central Europe, vede la Provincia di Ferrara nel ruolo di capofila, a coordinare un partenariato che unisce Italia, Croazia, Polonia e Ungheria.

L’obiettivo principale è sviluppare modelli di gestione del territorio che garantiscano a cittadini e lavoratori, specialmente nelle aree più fragili o periferiche, il diritto a una mobilità accessibile, sostenibile ed equa.

Al fianco della Provincia di Ferrara collaborano partner tecnici e territoriali, come l’Istituto Trasporti e Logistica di Bologna, eccellenza regionale nel settore, l’Agenzia di Sviluppo di Varaždin (Croazia), l’Agenzia per lo Sviluppo e il Distretto di Bielsko-Biała (Polonia) e EMFIE (Ungheria), partner responsabile delle attività di comunicazione strategica a livello europeo.

Il commento del Presidente Daniele Garuti

“L’avvio di GO4FAIR MOVE – commenta il presidente della Provincia, Daniele Garuti – rappresenta un momento di svolta per l’amministrazione provinciale, grazie al quale Ferrara torna a guidare un progetto di cooperazione internazionale, riposizionandosi strategicamente nell’ambito della progettazione europea”.

“Questo progetto – continua il presidente – non è solo una sfida tecnica sulla mobilità, ma un segnale politico forte ed è l’occasione per valorizzare concretamente il nostro ruolo di Casa dei Comuni, agendo come motore di sviluppo per l’area vasta e intercettando risorse europee che ricadranno direttamente sul benessere dei nostri territori e dei nostri cittadini, facilitando connessioni che vanno oltre i confini nazionali”.

La povertà di mobilità è un tema al centro delle politiche sociali ed ambientali moderne e riguarda l’impossibilità, per motivi economici o di carenza di servizi, di accedere ai mezzi di trasporto necessari per il lavoro, la salute o la vita sociale.

GO4FAIR MOVE lavorerà per il prossimo anno e mezzo alla creazione di strategie di governance che possano essere replicate a livello regionale e centrale, migliorando la qualità della vita nelle comunità coinvolte, in particolare per i lavoratori.

 

 

PA OK! Selezionato il Progetto della Provincia di Lucca

Il progetto della Provincia di Lucca ‘Benessere organizzativo e performance: il piano Family Audit della Provincia di Lucca’ è stato selezionato tra i migliori in Italia, nell’ambito del contest ‘PA OK! Insieme per creare valore pubblico’, promosso dal Dipartimento della Funzione pubblica e realizzato da Formez, con il contributo scientifico della Sda Bocconi School of Management che ha visto la presentazione di 275 progetti per un totale di 205 amministrazioni pubbliche che hanno partecipato al contest, in quanto gli è stato riconosciuto la qualità, il carattere innovativo e l’impatto positivo sulla pubblica amministrazione. Un risultato, attestato dalla consegna di una coccarda, che conferma il valore di un percorso strutturato e partecipato, orientato al benessere organizzativo e alla modernizzazione della pubblica amministrazione.

La certificazione 

Nel novembre 2021, la Provincia di Lucca ha ottenuto la certificazione ‘Family Audit’, rilasciata dall’Agenzia per la coesione sociale, famiglia e natalità della Provincia di Trento. Da quel momento, l’ente è ufficialmente iscritto nel Registro delle Organizzazioni Family Audit, a garanzia di un sistema di gestione certificato e monitorato nel tempo.

Si tratta di un progetto partecipato e centrato sui bisogni reali, che nasce da un’indagine interna sui fabbisogni e dal coinvolgimento attivo dei dipendenti, rendendo le azioni realmente aderenti alle esigenze di chi lavora nell’ente.

L’approccio innovativo

Il progetto introduce a una serie di politiche family friendly e di Diversty, Equality & Inclusion Management, che non era mai stato applicato in precedenza dall’ente. Questo segna un cambiamento culturale profondo nella gestione delle risorse umane, basato su fiducia, autonomia, responsabilità e valorizzazione delle differenze.

Il progetto si è sviluppato su sei microambiti di intervento integrati: organizzazione del lavoro, con l’applicazione del lavori agile regolamentato, una maggiore formazione manageriale e il rafforzamento delle competenze digitali; cultura aziendale e inclusione, con l’introduzione di pratiche smart management, accessibilità, mobilità sostenibile e car sharing; comunicazione, potenziando la trasparenza interna e il monitoraggio costante del benessere organizzativo; welfare aziendale, con l’attivazione del Cral, di convenzioni, servizi di cura e spazi condivisi, nuove tecnologie, attraverso il miglioramento delle dotazioni tecnologiche e l’efficienza operativa e, infine, il welfare territoriale con la promozione del modello Family Audit e la digitalizzazione dei servizi ai cittadini.

Risultati misurabili

Punto di forza del progetto è stato anche il poter fornire dei risultati concreti e misurabili, utili all’ente ma anche a coloro che vi lavorano. Innanzi tutto si è avuta una riduzione dell’assenteismo, passato dal 7,11% del 2019 al 6,95 del 2023. Un balzo in avanti poi si è avuta nella mobilità sostenibile con 24mila km annui di spostamenti evitati, che hanno significato un risparmio di 78mila euro di costi, ma anche una forte riduzione di Co2, NOx e Pm10.

E una riduzione si è avuta anche nei cosumi energetici, con un significativo calo del consumo di elettricità e di gas tra il 2019 e il 2023. Per quanto concerne, infine, il benessere percepito, nel 2023 il 56,48% dei dipendenti non cambierebbe ente anche avendone la possibilità.

Trasferibilità del modello

Non da ultimo è da considerare un ulteriore aspetto di questo progetto e, cioè, il fatto che abbia coinvolto tutti i settori della Provincia e che sia stato promosso sul territorio. Questa sua diffusione ha fatto sì che altre realtà abbiano aderito alla certificazione Family Audit, come, ad esempio un’azienda del settore cartario e il Comune di Capannori.

 

Provincia di Trapani: approvate modifiche allo statuto

Polizia provinciale, direttore generale e vicesegretario del Libero Consorzio Comunale di Trapani.

Sono i punti qualificanti delle modifiche allo Statuto dell’Ente che il Consiglio ha approvato all’unanimità dei presenti. Modifiche che saranno poste all’attenzione ed al voto dell’Assemblea dei Sindaci per il via libera definitivo al nuovo Statuto.

Nel bilancio di previsione 2026/2028, votato all’unanimità dall’Aula, sono state stanziate le somme necessarie per i costi dei mezzi, delle attrezzature e del personale per la Polizia provinciale. In questa fase, tuttavia, l’assetto normativo che riguarda i Liberi Consorzi Comunali lascia pochi margini. Il comandante dovrà necessariamente essere, in questa prima fase, un dirigente a scavalco di un’altra amministrazione pubblica ed il personale, una dozzina di agenti provinciali, verrà definito dalle disponibilità interne e da un eventuale concorso a tempo determinato, con un arco temporale di 2-3 anni.

L’istituzione della figura del direttore generale ha come obiettivo quello di migliorare e qualificare l’organizzazione del Libero Consorzio Comunale ed è legata – con altre modifiche statutarie – a completare e a tracciare, con maggiore efficacia, le competenze dirigenziali. L’incarico di direttore generale potrà essere svolto da un soggetto esterno all’Ente o dal segretario generale. Segretario, che con le modifiche allo Statuto, potrà contare su un suo vice, pronto a sostituirlo in caso di assenza o di altro impedimento.

Il Commento del Presidente Salvatore Quinci

“Il Consiglio provinciale, con il suo voto, consegna all’Assemblea dei Sindaci, che dovrà valutare le modifiche e dare il suo contributo con l’approvazione del nuovo Statuto, un atto che esprime chiarezza e che guarda al rilancio del Libero Consorzio. Così come già fatto dall’Aula, sento il dovere di ringraziare il segretario Salvatore Pignatello per il lavoro svolto e per la celerità nei tempi.

Mi piace infine rimarcare, ancora una volta, la responsabilità e la condivisione del Consiglio provinciale, che ha dato prova di maturità politica e di senso delle istituzioni”.

Cultura della legalità. Collaborazione tra il Comando provinciale della Guardia di Finanza e la Provincia di Vibo

La Guardia di Finanza – Comando Provinciale di Vibo Valentia e la Provincia di Vibo Valentia hanno avviato una collaborazione istituzionale finalizzata alla diffusione dei contenuti della campagna mediatica e culturale illustrata nel Calendario Storico 2026 della GdF, quale strumento di informazione pubblica e promozione della cultura della legalità sul territorio provinciale.

L’iniziativa, attinente al mese di marzo, si inserisce nel più ampio quadro della missione istituzionale del Corpo e trova fondamento nei principi che lo ispirano: “La Guardia di finanza è coinvolta a pieno titolo nella lotta alla criminalità organizzata, soprattutto nella scoperta delle operazioni di riciclaggio e nel contrasto delle attività imprenditoriali e professionali attraverso le quali le organizzazioni criminali reimpiegano i capitali illecitamente accumulati nel tessuto economico legale e si mimetizzano nella società civile. La strategia della GdF si fonda sulla sistematica aggressione dei patrimoni di provenienza delittuosa, attraverso indagini necessarie per pervenire al sequestro ed alla confisca dei proventi e dei beni ottenuti dalle attività delittuose, nonché delle aziende finanziate con capitali mafiosi. Si tratta di accertamenti decisamente complessi ed articolati, svolti con professionalità, grazie sia all’esperienza maturata nel nostro ruolo di polizia economico finanziaria, sia a moderni strumenti informatici di supporto alle investigazioni. Le attività di indagine richiedono, infatti, l’esame della documentazione amministrativo – contabile, la ricostruzione dei flussi finanziari e la verifica della congruità della situazione patrimoniale effettiva con quella reddituale dichiarata. È grazie a questo approccio che il Corpo è in grado di scovare patrimoni illeciti accumulati nel tempo e contemporaneamente sfruttare anche i poteri di polizia economico finanziaria, per agire sul fronte fiscale, utili al recupero delle somme sottratte all’Erario”.

Il Calendario Storico 2026, attraverso un linguaggio visivo e comunicativo incisivo – come evidenziato nell’immagine allegata relativa al mese di marzo, recante il claim “Organizzati per contrastare la criminalità” – rappresenta uno strumento di divulgazione volto a rendere più immediata e comprensibile alla collettività l’azione quotidianamente svolta dal Corpo a tutela dell’economia legale.

La Provincia di Vibo Valentia, nel riconoscere “il valore istituzionale e sociale dell’iniziativa”, ribadisce che “la diffusione della cultura della legalità e il consolidamento di un approccio etico nell’azione amministrativa costituiscono presupposti imprescindibili per il rafforzamento del rapporto di fiducia tra istituzioni e cittadini”.

La sinergia avviata testimonia la comune volontà di promuovere informazione qualificata, consapevolezza civica e responsabilità collettiva, ponendo l’azione istituzionale sempre più al servizio della comunità e della tutela del tessuto economico e sociale provinciale.

La Provincia di Pesaro-Urbino contesta la nuova classificazione dei Comuni Montani

«Condanniamo questa orribile legge che si abbatte duramente e ulteriormente sulle aree interne». Il presidente Giuseppe Paolini si schiera con i sindaci del territorio provinciale tagliati fuori con il decreto Calderoli dalla lista dei Comuni montani per effetto dei nuovi criteri di classificazione. Alcuni dei quali esclusi dall’introduzione del parametro dell’altitudine media pari o superiore a 350 metri. «Da anni – sottolinea Paolini – sto lottando per far capire che nell’entroterra c’è bisogno di una fiscalità diversa per le piccole botteghe, che svolgono più un servizio sociale essenziale che commerciale. Per questo non è giusto che paghino più tasse di Amazon: anzi, si dovrebbe anche pensare a prestiti a tassi più bassi. Ora il governo ci taglia le gambe perché così si colpiscono anche scuole, servizi sanitari e un’altra infinità di cose».

Così Paolini spinge per rivedere le cose: «C’è delusione perché tutto questo sta passando nel silenzio generale dell’Anci e della Regione. Noi supportiamo la battaglia dei Comuni rimasti fuori, sosteniamo le loro posizioni e bene fanno i sindaci a muoversi con i ricorsi perché si tratterebbe della botta finale per l’entroterra. Non si può chiedere ai giovani di tornare a ripopolare i borghi, se poi vengono fatte leggi che vanno completamente nella direzione opposta. Ai ragazzi non è rimasto nulla».

Prosegue il presidente: «Auspichiamo che si aprano tavoli di confronto in tutte le sedi, siamo pronti a portare il nostro contributo. Ma non si tratta di una protesta politica, perché le prese di posizione sono trasversali e vengono portate avanti da tutti i sindaci, di qualsiasi schieramento. E’ semplicemente questione di buon senso. C’è molta amarezza, perché assistiamo a questa eutanasia fatta di digitalizzazione, conti spietati e cieca azione livellatrice. Ma l’entroterra e le aree rurali non possono essere abbandonati. La verità è che la società e la politica devono tutelare e non accorpare, chiudere o sintetizzare. Le eccellenze sono nelle aree interne, nei nostri borghi. Ma se lì finisce, sono in pericolo anche i grandi centri», conclude il presidente.

Erosione costiera: la Provincia di Lecce apre la cabina di regia

“Per il Salento possiamo contare sui primi 5 milioni di euro già disponibili, su un totale di 26 previsti dal governo regionale per l’emergenza erosione sulle coste pugliesi, ma il presidente Antonio Decaro si è attivato per incrementare la dotazione di risorse finanziarie. Venerdì porteremo a Bari già le prime istanze e domani attiveremo una call con i tecnici per approfondire il tema”.

Lo ha dichiarato il Presidente della Provincia di Lecce Fabio Tarantino, in apertura dell’incontro da lui convocato a Palazzo dei Celestini, con all’ordine del giorno proposte operative e misure per affrontare l’attualissimo tema dell’erosione costiera e promuovere l’avvio di una cabina di regia coordinata dall’Ente provinciale.

“È necessario un cambiamento del paradigma che sino ad ora ha visto partecipare i Comuni ai bandi regionali e statali. Questo tipo di politica, a nostro avviso, non è sufficiente per pianificare e affrontare le necessità del Salento, che ha tanti aspetti emergenziali e caratteristiche che lo connotano come un discorso a sé stante rispetto al panorama regionale. L’appello va, con attenzione particolare, ai Comuni di questa provincia. Occorre prendere sì in esame i progetti, ma fare anche un ragionamento di medio e lungo periodo. Per questo abbiamo coinvolto il Centro euro mediterraneo sui cambiamenti climatici, che farà uno studio su come si può intervenire dal punto di vista scientifico”, è stato il messaggio forte e chiaro del presidente Tarantino, in una gremitissima sala consiliare.

Una riunione quella odierna propedeutica ad una programmazione sul tema dell’erosione, che vedrà il coinvolgimento di tutti, come ha sottolineato il presidente della Provincia di Lecce: “Abbiamo la necessità di presentare una programmazione che corre su due diverse velocità. Una è quella dell’intervento immediato e l’altra di uno studio del nostro territorio e del clima, per capire come intervenire, come pianificare gli interventi di medio e lungo periodo e presentare, dunque, al presidente della Regione Decaro uno schema di interventi puntuale, che vede l’aspetto scientifico prevalere sulla logica dei bandi”.

All’incontro odierno hanno partecipato, tra gli altri, Andrea Romano, direttore generale della Provincia di Lecce, Fernando Moschettini, dirigente Servizio Pianificazione territoriale ed Edilizia sismica, Alessandro Guerrieri, dirigente Servizio Tutela ambientale e Transizione ecologica e comandante Polizia provinciale, Marilena Sergi, vice prefetto vicario. Inoltre, ha portato il suo contributo l’assessore all’Urbanistica e Pianificazione territoriale della Regione Puglia Marina Leuzzi, presente con la consigliera regionale Loredana Capone.

Numerosi gli interventi che si sono susseguiti, in un confronto aperto, ricco di spunti e riflessioni, dati ed elementi di approfondimento, condivisi da amministratori locali e rappresentanti dei vari enti e soggetti presenti, che hanno espresso grande apprezzamento per l’iniziativa della Provincia di Lecce.

In apertura dei lavori, il dirigente del Servizio Pianificazione territoriale ed Edilizia sismica provinciale Fernando Moschettini ha chiarito come nella ripartizione dei fondi stanziati dalla Regione Puglia per l’emergenza erosione, in base al ReNDiS (Repertorio nazionale degli interventi per la difesa del suolo), si è dato precedenza agli interventi sulle aree costiere rocciose, dove esiste il rischio per vite umane, infrastrutture e beni culturali. In base a tali requisiti prioritari, quindi, nell’assegnazione delle risorse regionali la provincia di Lecce è risultata seconda, nella regione, dopo quella di Foggia.

All’incontro odierno sono stati invitati i sindaci dei Comuni rivieraschi della provincia di Lecce (Alessano, Alliste, Andrano, Castrignano del Capo, Castro, Corsano, Diso, Gagliano del Capo, Galatone, Gallipoli, Lecce, Melendugno, Morciano di Leuca, Nardò, Otranto, Patù, Porto Cesareo, Racale, Salve, Santa Cesarea, Squinzano, Taviano, Tiggiano, Trepuzzi, Tricase, Ugento, Vernole), Prefettura di Lecce, Regione Puglia (Ufficio del Commissario di governo per il contrasto del dissesto idrogeologico), UniSalento, Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio per le province di Lecce, Brindisi e Taranto, Parchi naturali regionali (Rauccio; Isola di Sant’Andrea e litorale di Punta Pizzo; Costa Otranto S.M. di Leuca; Litorale di Ugento; Porto Selvaggio e Palude del Capitano; Palude del Conte e duna costiera), Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appenino meridionale, Capitaneria di Porto di Gallipoli, Ordine dei Geologi della Puglia, Sindacato Italiano Balneari, Cna balneari Puglia, Lidi del Salento, Federterziario Balneari, Fondazione Centro Euro Mediterraneo sui cambiamenti climatici (CMCC), Italia Nostra aps-sezione Sud Salento.

 

 

Provincia di Lecce: scade il 10 marzo il concorso “Corti di genere” . Tutte le info

C’è fermento creativo tra i giovanissimi partecipanti alla nuova edizione di Corti di genere: generare parità”, il concorso ideato e promosso dalla Commissione Pari opportunità provinciale, in collaborazione con la Provincia di Lecce e il sostegno dell’Ufficio della Consigliera di parità, con scadenza il 10 marzo.

In alcune scuole del Salento, infatti, si stanno susseguendo gli incontri con gli esperti del Dipartimento di Beni Culturali di UniSalento, finalizzati ad approfondire i temi al centro del concorso e le strategie di comunicazione da utilizzare per sviluppare al meglio l’elaborato finale da presentare tra Cortometraggi, Spot, Poster.

In particolare, il Liceo Siciliani di Lecce e l’Istituto Cezzi De Castro Moro di Maglie hanno colto questa importante opportunità formativa prevista anche nell’edizione 2026, grazie al Protocollo d’intesa siglato dalla Cpo provinciale con Unisalento.

Così, in questi giorni, studentesse e studenti hanno dialogato con Luca Bandirali, professore associato di Cinema, fotografia, radio, televisione e media digitali. Hanno partecipato, inoltre, Valentina Presicce, componente della Cpo provinciale e ideatrice di Corti di genere, Agnese Stefanelli e Michelangelo Cardinaletti, del gruppo di ricerca in Cinema, fotografia, radio e televisione e media digitali dell’Università del Salento.

Fino alla scadenza del concorso (10 marzo 2026), le scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado della provincia di Lecce e da quest’anno anche quelle delle province di Brindisi e Taranto, possono chiedere un incontro formativo scrivendo a [email protected] .

“Siamo orgogliose dell’interesse che sta suscitando questa nuova edizione del Bando e che alcune delle Scuole abbiano voluto usufruire dell’opportunità di effettuare un incontro formativo con gli esperti dell’Università del Salento. Questo dimostra come sia stata vincente l’idea della Commissione di sottoscrivere un Protocollo di intesa con l’Università, il cui referente è il prof. Bandirali, non solo per consentire alle scuole di utilizzare strumenti e modalità comunicative appropriate in tema di contrasto alla violenza di genere, ma anche per dare l’opportunità agli studenti e alle studentesse di poter conoscere le offerte formative del nostro ateneo, soprattutto per quanti guardano al settore dei beni culturali e della comunicazione per il loro futuro professionale”, evidenzia Anna Toma, presidente della Commissione pari opportunità della Provincia di Lecce.

Il bando della sesta edizione di “Corti di genere: generiamo parità”, con i moduli per partecipare, è disponibile online sul portale istituzionale dell’Ente provinciale all’indirizzo www.provincia.le.it.

Gli obiettivi

Il concorso di idee “Corti di genere” nasce con l’obiettivo di affermare una nuova cultura del rispetto, sensibilizzando i giovani su stereotipi, discriminazioni e violenza di genere attraverso la riflessione e l’espressione creativa.

L’iniziativa, inoltre, mette in rete le istituzioni del territorio. Oltre ad Unisalento, infatti, l’edizione 2026 vede il coinvolgimento diretto anche della Prefettura di Lecce, con cui Provincia di Lecce e Cpo provinciale hanno sottoscritto, il 5 dicembre scorso, le “Linee di azione congiunta per la realizzazione di iniziative e attività volte a prevenire e contrastare il fenomeno della violenza contro le donne e promuovere le pari opportunità”.

L’altra novità dalla sesta edizione del concorso di idee riguarda i riconoscimenti per gli studenti e le studentesse che conquisteranno il podio. Quest’anno, infatti, è prevista l’assegnazione di dispositivi digitali per realizzare foto e video alle prime tre scuole vincitrici per ciascuna categoria (Cortometraggi, Spot, Poster).

I premi in palio

I tre dispositivi in premio, introdotti “anche al fine di sensibilizzare gli studenti ad un uso consapevole e positivo delle tecnologie”, si aggiungono alle tradizionali targhe commemorative dedicate a vittime di femminicidio, riconoscimento dal forte significato simbolico presente fin dalla prima edizione del 2020, e alle Masterclass presso l’Università del Salento. Gli studenti entreranno nelle aule e nei laboratori universitari dove saranno coinvolti in approfondimenti tecnici e teorici della produzione audiovisiva e grafica.

 

 

Centro Europe Direct: inaugurata la nuova sede nella Provincia di Lucca

E’ stato inaugurato il Centro Europe Direct di Lucca, che ha sede nell’Antica Armeria di Palazzo Ducale.

Hanno preso parte al taglio del nastro il presidente della Provincia, Marcello Pierucci, il consigliere provinciale con delega alle Politiche europee, Luca Menesini, e il responsabile della comunicazione alla Rappresentanza italiana della Commissione euopea a Roma, Massimo Pronio, mentre la Regione Toscana sarà rappresentata da Irene Galletti, presidente della Commissione Politiche europee e relazioni internazionali.

Quello di Lucca è il terzo Centro Europe Direct in Toscana: dopo Firenze e Siena, infatti, anche Lucca entra ufficialmente a far parte della rete di informazione della Commissione europea, consolidando, in questo modo, un percorso iniziato oltre 25 anni fa con l’istituzione dell’Ufficio Europa dell’ente di Palazzo Ducale.

Il nuovo Centro nasce grazie a una candidatura presentata dalla Provincia di Lucca, in partenariato con Casa Europa Viareggio, selezionata per il quinquennio 2026-2030 ed opererà con il sostegno fondamentale della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, agendo come un vero e proprio ‘front office’ dell’UE sul territorio.

In questo modo, il Centro Europe Direct sarà un punto di riferimento dinamico per i cittadini, ma anche per le imprese e gli enti locali, con i suoi due sportelli: quello di Lucca a Palazzo Ducale che è stato inaugurato quest’oggi e quello a Viareggio, che si trova in viale Giosuè Carducci, al numero 10, in quella che era la sede dell’Apt di Viareggio.

Tra i vari compiti che avrà, i principali sono l’essere uno sportello informativo che dà assistenza diretta sulle istituzioni, sulle politiche e sulle opportunità che l’UE offre; consulenza sui finanziamenti, tramite la divulgazione dei programmi e supporto alla progettazione strategica; creare eventi e formazione attraverso la promozione di iniziative, workshop e dibattiti che abbiano lo scopo di avvicinare le persone ai temi della cittadinanza europea.

Orari e contatti

Lo sportello sarà aperto tre giorni alla settimana, con orari alternati tra mattina e pomeriggio. In particolare a Lucca lo sportello sarà aperto il lunedì (10-13); il mercoledì (10-13) e il giovedì (15-18:30), mentre a Viareggio è aperto il lunedì (10-13:30); martedì (15-18) e venerdì 10-13:30).

Per tutte le informazioni e comunicazioni, inoltre, è possibile telefonare allo 0583/417280 o scrivere una mail all’indirizzo [email protected].

Provincia di Treviso: aggiudicati i lavori per la realizzazione di un nuovo Ponte

La Provincia di Treviso ha aggiudicato come da cronoprogramma i lavori per la demolizione e la ricostruzione del nuovo ponte sulla SP 137 “Redigole” a Motta di Livenza: vincitore della gara di appalto è il raggruppamento temporaneo di aziende costituito da CM Infrastrutture srl, con sede a Campolongo Maggiore (VE), e M.B.M sp, con sede a Caselle di Sommacampagna (VR). Dopo l’approvazione da parte della Provincia del progetto definitivo e di quello esecutivo, è stata completata anche l’ultima fase dell’iter amministrativo propedeutico all’avvio del cantiere, ovvero l’aggiudicazione. L’importo complessivo dell’opera, che consentirà di migliorare sia le caratteristiche idrauliche della struttura sia la fruibilità stessa del ponte, grazie al collegamento con il vicino percorso ciclo-pedonale, ammonta a 7.062.111,50 euro, finanziati dalla Provincia attraverso il “Decreto Ponti” del MIT.

Grazie al costante contatto con il Comune di Motta di Livenza, con il Genio Civile e con gli Enti Gestori dei sottoservizi, che in questi mesi stanno svolgendo tutte i lavori propedeutici del caso, ora si potrà  procedere con le valutazioni tecniche necessarie all’avvio ufficiale delle opere di demolizione, previste nelle prossime settimane.

 Il commento del Presidente Donadel

“Un’opera strategica e importante per la viabilità provinciale, resa possibile grazie a un finanziamento intercettato nell’ambito del Decreto Ponti dal mio predecessore Stefano Marcon, che ha seguito e concretizzato tutte le fasi progettuali, e che ora sta per partire ufficialmente con l’avvio delle opere che porteranno alla costruzione del nuovo ponte sul Monticano – le parole di Marco Donadel, presidente della Provincia di Treviso – l’intervento consentirà di migliorare i collegamenti viari in località Redigole, a Motta di Livenza, promuovendo al contempo la mobilità sostenibile, grazie alla prossimità con il percorso ciclo-pedonale. Un ringraziamento al Comune di Motta di Livenza e al Sindaco Alessandro Righi, con cui sto già prendendo contatti per condividere le prossime fasi, agli Enti Gestori e al Genio Civile con cui si è sempre stabilito un dialogo proficuo che ha permesso di finalizzare uno tra i cantieri più attesi e significativi programmati dalla Provincia a beneficio della comunità e del territorio”.

Provincia di Vicenza: Bike to Work supera il milione di chilometri percorsi e guarda al futuro. “

Il progetto “Bike to Work” (BTW), promosso dalla Provincia di Vicenza in collaborazione con 36 Comuni aderenti, taglia traguardi straordinari. I dati aggiornati a gennaio 2026 confermano il successo di un’iniziativa che ha saputo coniugare sostenibilità ambientale, benessere fisico e sostegno all’economia locale.

I numeri del cambiamento parlano chiaro: un milione di chilometri per l’ambiente.

Dall’avvio della raccolta dati nell’aprile 2025, i cittadini vicentini hanno percorso oltre 1.000.000 di chilometri in mobilità dolce, di cui circa 700.000 chilometri premiati. Un impegno che ha portato a risultati ambientali tangibili:

  • 3.647 utenti iscritti, con ben 2.515 utenti attivi che pedalano verso 1.500 diverse destinazioni di lavoro.
  • oltre 150.000 kg di CO2 risparmiata.
  • un impatto ecologico equivalente a 7.700 alberi piantati sul territorio.

Il commento del Presidente della Provincia Nardin

“Vedere oltre 36 Comuni e una popolazione di 400.000 abitanti unirsi sotto il segno della mobilità sostenibile è motivo di grande orgoglio -commenta il presidente della Provincia Andrea Nardin– Questo progetto non è solo una sfida logistica, ma un vero cambio culturale. Raggiungere il milione di chilometri significa che i vicentini hanno scelto di investire nel proprio futuro e nella salute del nostro territorio, per questo possiamo confermare che il progetto proseguirà per un ulteriore anno con nuove sfide: più Comuni aderenti, più utenti attivi, più infrastrutture che facilitino la mobilità sostenibile.”

Il progetto non premia solo l’ambiente, ma anche il portafoglio dei cittadini e le attività commerciali di prossimità. Sono stati stanziati 182.000 euro destinati ai buoni spesa, finanziati dalla Provincia, dai Comuni e da sponsor privati. Ad oggi, sono stati distribuiti 13.386 buoni da 10 euro, spendibili in 260 attività economiche che hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa.

“I dati ci dicono che la strada intrapresa è quella giusta -dichiara il consigliere provinciale con delega all’Ambiente Filippo Negro– La rete di Bike to Work è ad oggi la più grande d’Italia, e già altri quattro Comuni hanno manifestato l’intenzione di aderire. Il risparmio di 150 tonnellate di CO2 è un segnale forte della volontà dei nostri cittadini di agire contro il cambiamento climatico e vogliamo coglierlo con determinazione, mettendo a disposizione come Provincia di Vicenza 80.000 euro per la nuova edizione di Bike to Work.”

Il termine del primo anno del progetto, iniziato nell’aprile del 2025, è fissato per il 31 marzo 2026.

Entro la stessa data, il 31 marzo 2026, dovranno essere spesi tutti i buoni accumulati presso le attività aderenti.

 

I Comuni della Rete BTW

Il progetto coinvolge un’area vasta e variegata che comprende:

Arzignano, Bolzano Vicentino, Bressanvido, Brogliano, Caldogno, Chiampo, Costabissara, Creazzo, Dueville, Gambellara, Isola Vicentina, Lonigo, Malo, Marano Vicentino, Montebello Vicentino, Montecchio Maggiore, Monte di Malo, Monteviale, Monticello Conte Otto, Montorso Vicentino, Nove, Piovene Rocchette, Pozzoleone, Quinto Vicentino, Sandrigo, San Pietro Mussolino, Santorso, San Vito di Leguzzano, Schio, Sovizzo-Gambugliano, Tezze sul Brenta, Torrebelvicino, Torri di Quartesolo, Trissino, Vicenza, Zermeghedo.

 

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