Una due giorni di visita alle Istituzioni europee che ha visto coinvolti Presidenti di Provincia, Consiglieri, Sindaci, e ancora Dirigenti e Funzionari degli Enti locali degli Uffici Europa, per un concreto e serrato confronto con le realtà istituzionali del Parlamento europeo (Parlamento, Consiglio delle Regioni), la Delegazione della Regione emilia Romagna a Bruxelles.
La visita è stata l’occasione per approfondire con quali meccanismi le politiche europee agiscono e possono accogliere le istanze dei territori sul tavolo Europei soprattutto in vista delle nuove programmazioni.
La delegazione ha visitato la sede del Parlamento europeo e ha poi presentato, presso la sede della rappresentanza della Regione Emilia-Romagna a Bruxelles, gli esiti del Progetto della ri-costituzione degli Uffici Europa nelle Province, illustrato dal Presidente di UPi Andrea Massari e dalla Direttrice Luana Plessi.
Il Progetto, realizzato da Upi Emilia-Romagna – il primo in Italia, ha l’obiettivo di ridare centralità e strategia all’Ente Provincia, vocato alla pianificazione strategica territoriale e al coordinamento degli enti locali .
Andrea Massari, Presidente di UPI Emilia-Romagna sostiene che “le Province, dopo anni in cui sono state relegate ai margini del dialogo istituzionale, hanno nuovamente riacquistato presenza e coinvolgimento nel panorama politico. Questo vale anche per quanto riguarda le politiche europee e l’uso dei fondi messi a disposizione dall’UE. Per parte nostra siamo convinti che l’ente Provincia sia cruciale nell’attuazione delle politiche di sviluppo europeo, sia per i territori che rappresentano che per il supporto che possono offrire ai comuni piú piccoli”.
Una due giorni di visita alle Istituzioni europee che ha visto coinvolti Presidenti di Provincia, Consiglieri, Sindaci, e ancora Dirigenti e Funzionari degli Enti locali degli Uffici Europa, per un concreto e serrato confronto con le realtà istituzionali del Parlamento europeo (Parlamento, Consiglio delle Regioni), la Delegazione della Regione emilia Romagna a Bruxelles.
La visita è stata l’occasione per approfondire con quali meccanismi le politiche europee agiscono e possono accogliere le istanze dei territori sul tavolo Europei soprattutto in vista delle nuove programmazioni.
La delegazione ha visitato la sede del Parlamento europeo e ha poi presentato, presso la sede della rappresentanza della Regione Emilia-Romagna a Bruxelles, gli esiti del Progetto della ri-costituzione degli Uffici Europa nelle Province, illustrato dal Presidente di UPi Andrea Massari e dalla Direttrice Luana Plessi.
Il Progetto, realizzato da Upi Emilia-Romagna – il primo in Italia, ha l’obiettivo di ridare centralità e strategia all’Ente Provincia, vocato alla pianificazione strategica territoriale e al coordinamento degli enti locali .
Andrea Massari, Presidente di UPI Emilia-Romagna sostiene che “le Province, dopo anni in cui sono state relegate ai margini del dialogo istituzionale, hanno nuovamente riacquistato presenza e coinvolgimento nel panorama politico. Questo vale anche per quanto riguarda le politiche europee e l’uso dei fondi messi a disposizione dall’UE. Per parte nostra siamo convinti che l’ente Provincia sia cruciale nell’attuazione delle politiche di sviluppo europeo, sia per i territori che rappresentano che per il supporto che possono offrire ai comuni piú piccoli”.
Il 7 aprile 2024 ricorrono i 10 anni dalla legge 56/2014, la riforma Delrio, che tagliò alle Province risorse economiche e umane lasciando però in carico agli Enti competenze fondamentali come scuole superiori, viabilità provinciale e ambiente. A dieci anni di distanza, Stefano Marcon, presidente dell’Unione Province del Veneto, ricorda il percorso compiuto dalle Amministrazioni, la capacità di resilienza anche nei periodi più complessi, come la pandemia, sottolineando l’urgenza di concretizzare quanto prima la nuova proposta di legge, già sottoposta all’esame della Commissione Affari Costituzionali del Senato, che conferirebbe nuova dignità istituzionale alle Province migliorandone l’efficienza, sia nel dialogo diretto con il territorio sia in termini di maggiore tutela della sicurezza dei cittadini.
“Il 7 aprile 2014 le Province hanno toccato l’abisso, a causa di una riforma che secondo il Governo di allora avrebbe apportato un notevole risparmio – sottolinea Stefano Marcon, presidente UPI Veneto – furono tagliati 3 miliardi alle Province per servizi essenziali ai cittadini, quali scuole, strade e ambiente. Un tale depauperamento di risorse che impedì di svolgere interventi di manutenzione fondamentali per la sicurezza e il benessere di tutte le nostre comunità. Ebbene, dati alla mano, come già ribadito più volte in occasione delle Assemblee nazionali dal presidente UPI Michele De Pascale, a fronte di quei 3 miliardi tagliati ai nostri Enti la riforma delle Province è valsa 26 centesimi di risparmio annuo a cittadino, ovvero lo 0,001 della spesa pubblica. Parliamo di 52 milioni in totale, che corrispondevano alle indennità degli organi politici. C’è da contare, però, anche il transito del personale delle Province nelle Regioni e nei Ministeri: quello costò circa 40 milioni. Al netto, la riforma permise di risparmiare dunque poco più di 10 milioni, l’equivalente di un’opera di costruzione di una singola nuova scuola”.
“Ora, al 7 aprile 2024, stiamo affrontando ancora difficoltà e strascichi di quella riforma che non possiamo colmare se non con l’attuazione, urgente, della proposta di legge a cui siamo arrivati con UPI nazionale l’anno scorso, che riunisce i disegni dei gruppi di maggioranza e minoranza: risultato di una compattezza, da parte tutte le parti politiche, sulla necessità di un riordino delle Province, nonché sulla convinzione espressa dai Ministri Calderoli e Salvini e ribadita chiaramente dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a L’Aquila il 10 e 11 ottobre scorso. Oggi quella proposta è ancora all’esame della Commissione Affari Costituzionali del Senato: abbiamo dato prova, in questi 10 anni e con l’efficiente utilizzo delle risorse PNRR, di saper amministrare bene le nostre Province, ma soprattutto che abbiamo la capacità per poterlo fare ancora meglio. L’auspicio è che, dopo le Europee, il Governo ci dia una tabella di marcia e un orizzonte sicuro e democratico per iniziare concretamente questa seconda vita per i nostri Enti”.
“Il Bando 2024 è una straordinaria occasione per valorizzare le iniziative di cooperazione realizzate dagli enti locali, perché pone al centro della strategia i partenariati territoriali. Le Province non possono che sostenere questa logica del fare sistema promossa dal Ministero degli esteri, che rafforza il coordinamento tra le attività di rilievo internazionale degli enti locali e l’azione estera dell’Italia”.
Lo ha detto la rappresentante dell’UPI Laura Pernazza, Presidente della Provincia di Terni, intervenendo oggi al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale alla presentazione del nuovo Bando la Cooperazione allo Sviluppo, che assegna agli enti locali, associati in partenariato, una dotazione di 60 milioni di euro.
“Grazie a questo bando – ha sottolineato la rappresentante di UPI – le Province potranno promuovere partenariati tra Comuni e organizzazioni della società civile, costruendo reti in grado di fare sintesi dei vari interventi in campo e mettendo in sinergia le risorse umane e finanziarie disponibili, evitando inutili sovrapposizioni. Le Province, dunque, oltre a presentare i loro progetti, avranno un ruolo chiave nel supporto, in qualità di partner, dei Comuni del loro territorio, coordinando e mettendo a sistema le diverse proposte. Un percorso che sarà sostenuto e promosso da UPI”.
Il convegno L’ESPERIENZA DEGLI UFFICI EUROPA NELLE PROVINCE: BUONE PRATICHE E GOVERNANCE A SERVIZIO DEI TERRITORI che si terrà il 5 aprile a Bologna, sarà l’occasione per mettere a confronto l’esperienza degli Uffici Europa delle Province emiliano-romagnole con i massimi esponenti in Italia dell’Unione Europea e con il Comitato Europeo delle Regioni (che porterà l’esperienza di altri territori d’Europa).
Il convegno si svilupperà con una serie di interventi autorevoli e inquadrerà la realtà dei territori alla luce di un’idea di governance territoriale multi-livello, dove il protagonismo non è accentrato su un unico attore, bensì si sviluppa attraverso una interazione virtuosa a vantaggio, soprattutto, dei cittadini e dei loro Enti di riferimento.
Al fine di immaginare una politica di coesione maggiormente inclusiva per i territori ed i cittadini, UPI Emilia-Romagna intende consolidare un modello di riposizionamento degli Uffici Europa interni alle Amministrazioni Provinciali, proponendosi come progetto pilota già in parte consolidato e replicabile.
Ci confronteremo su un’idea di modello di governance regionale, replicabile a livello nazionale, dove sia garantita la sussidiarietà nell’ottica europea in cui nessuno deve essere lasciato indietro, in particolare i piccoli Comuni, che necessitano di supporto e aiuto nelle dinamiche relazionali delle politiche europee: gli Uffici Europa delle Province hanno anche questo intento.
Ne discuteranno insieme : Il presidente di UPI Emilia-Romagna Andrea Massari, l’Assessore al Bilancio, Personale, Patrimonio, Riordino Istituzionale, Rapporti con UE della Regione Emilia-Romagna, Paolo Calvano, con Carlo Corazza, Capo dell’Ufficio di rappresentanza del Parlamento Europeo in Italia, Massimo Pronio, Responsabile Comunicazione della Rappresentanza della Commissione europea in Italia, Lorenza Badiello, Responsabile della Delegazione della Regione Emilia-Romagna presso l’Unione europea, Monica Tiberi, Portavoce del Presidente del Comitato Europeo delle Regioni, e con altri autorevoli esponenti dei territori.
Le conclusioni saranno a cura di Francesco Raphael Frieri, Direttore Generale alle Risorse, Europa, Innovazione e Istituzioni della Regione Emilia-Romagna.
Coordina e modera Caterina Brancaleoni, Responsabile del settore Coordinamento delle politiche europee, programmazione, riordino istituzionale e sviluppo territoriale.
Vi invitiamo ad iscrivervi qui: https://forms.gle/yeeVQYmqD1J6kSsC6 ed a partecipare attivamente al dibattito.
QUI il programma dell’evento Programma Progetto Europa UPI ER
La politica di coesione è la principale politica di investimento dell’Unione Europea, sostenendo la crescita economica, la creazione di posti di lavoro, la competitività delle imprese, lo sviluppo sostenibile e la protezione dell’ambiente in tutti i territori.
Siamo a metà del periodo di programmazione 2021-2027 e già abbiamo visto come questi fondi, messi a sistema con quelli del PNRR, possano essere decisivi nel dare attuazione ad interventi sul territorio da parte degli enti locali. A Bruxelles, il dibattito sulla futura politica di coesione post-2027 è già iniziato. In questo momento è più importante che mai che gli enti locali, le province facciano sentire la loro voce affinché le risorse, le opportunità di finanziamento continuino ad arrivare a tutti i territori.
Le Province Italiane intendono essere in prima fila con UPI, assieme alle associazioni di rappresentanza di altri paesi facenti parte della Confederazione Europea degli Enti Locali Intermedi – CEPLI, dando un contributo a questo dibattito. Un dibattito che vedrà a Lucca il Presidente del Comitato Europeo delle Regioni Vasco Cordeiro, il Ministro per la Coesione Raffaele Fitto, il Direttore Generale della DG REGIO della Commissione Europea Nicola De Michelis.
Si tratta dunque di un evento di estrema importanza, perché consentirà un confronto con le istituzioni europee ed il governo sul tema centrale della governance multi-livello e della sussidiarietà sia nell’attuazione sia nella partecipazione alla politica di coesione UE.
Per le iscrizioni compilare il link seguente https://cepli.eu/registration
Sito della Conferenza: https://cepli.eu/cepli-political-conference-towards-a-territorial-approach-to-the-future-cohesion-policy-a-local-intermediate-perspective
Secondo i dati della Ragioneria Generale dello Stato il personale totale delle Province è passato da 49.788 dipendenti nel 2014 a 15.900 nel 2021 (- 33.888 unità), con una contrazione in termini percentuali di circa il 70%. I dirigenti si sono dimezzati: da 640 nel 2014 a 290 nel 2021 (-55%): 1 ogni 55 unità di personale. Sono i numeri illustrati dal Direttore Generale UPI Piero Antonelli, intervenendo alla presentazione del XI rapporto “La PA vista da chi la dirige” di PromoPA a Roma.
“L’efficienza della PA non può prescindere dalla qualità del personale che la compone” ha detto Antonelli ricordando che “le Province hanno subito un taglio pesantissimo delle figure professionali a causa della Legge 56/14, che ne ha dimezzato il personale. Per questo è centrale un investimento sulle figure dirigenziali per ricostruire una amministrazione provinciale adeguata all’esercizio delle funzioni assegnate dalla legge e rafforzare la capacità amministrativa di tutto il governo locale. Le Province – ha sottolineato il Direttore UPI – possono supportare i Comuni, soprattutto i più piccoli, con servizi strategici, producendo economie di scale e una riduzione di burocrazia, a partire dalle Stazioni Uniche Appaltanti e dalla realizzazione della gestione associata dei concorsi e delle attività di formazione per tutto il personale degli enti locali del territorio. Ma abbiamo bisogno di assumere figure tecniche altamente specializzate”.
Secondo i dati della Ragioneria Generale dello Stato il personale totale delle Province è passato da 49.788 dipendenti nel 2014 a 15.900 nel 2021 (- 33.888 unità), con una contrazione in termini percentuali di circa il 70%. I dirigenti si sono dimezzati: da 640 nel 2014 a 290 nel 2021 (-55%): 1 ogni 55 unità di personale. Sono i numeri illustrati dal Direttore Generale UPI Piero Antonelli, intervenendo alla presentazione del XI rapporto “La PA vista da chi la dirige” di PromoPA a Roma.
“L’efficienza della PA non può prescindere dalla qualità del personale che la compone” ha detto Antonelli ricordando che “le Province hanno subito un taglio pesantissimo delle figure professionali a causa della Legge 56/14, che ne ha dimezzato il personale. Per questo è centrale un investimento sulle figure dirigenziali per ricostruire una amministrazione provinciale adeguata all’esercizio delle funzioni assegnate dalla legge e rafforzare la capacità amministrativa di tutto il governo locale. Le Province – ha sottolineato il Direttore UPI – possono supportare i Comuni, soprattutto i più piccoli, con servizi strategici, producendo economie di scale e una riduzione di burocrazia, a partire dalle Stazioni Uniche Appaltanti e dalla realizzazione della gestione associata dei concorsi e delle attività di formazione per tutto il personale degli enti locali del territorio. Ma abbiamo bisogno di assumere figure tecniche altamente specializzate”.
“La semplificazione è un obiettivo del Pnrr, ma anche un percorso necessario, perché per guardare al futuro del nostro Paese abbiamo bisogno di una burocrazia che funzioni”. Il ministro per la Pubblica amministrazione, senatore Paolo Zangrillo, ha aperto così la tredicesima tappa, alla Villa Reale di Monza, di “Facciamo semplice l’Italia. PArola ai territori”, il percorso lungo tutto il Paese del Dipartimento della funzione pubblica per condividere con i territori i tanti progetti che riguardano la Pa.
Organizzata in collaborazione con l’Unione delle Province d’Italia e con la Provincia di Monza e della Brianza, la tappa odierna di “Facciamo semplice l’Italia” è stata aperta dai saluti istituzionali del Ministro Zangrillo, del sindaco di Monza, Paolo Pilotto, del presidente della Provincia di Monza e della Brianza, Luca Santambrogio, del presidente dell’Unione delle Province d’Italia, Michele De Pascale, e del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana.
“Stiamo lavorando intensamente per migliorare tutti quei meccanismi, quelle procedure, quelle regole, che disciplinano il rapporto con i nostri utenti, cittadini e imprese, per erogare servizi all’altezza delle loro aspettative – ha spiegato il Ministro Zangrillo –. Non lo stiamo facendo chiusi nei nostri uffici, ma in una logica di confronto, di dialogo e di ascolto delle istituzioni territoriali e delle associazioni di categoria, perché soltanto così la percentuale di successo della nostra attività aumenta in modo significativo. La vera novità sta proprio nel metodo partecipativo di questo lavoro”.
“Per fare semplice l’Italia è essenziale innovare tutte le Pubbliche Amministrazioni. Le Province sono le istituzioni che più di tutte hanno bisogno di un nuovo modello che ne valorizzi il ruolo strategico sui territori – ha dichiarato il presidente De Pascale –. Occorre costruire nuove Province la cui missione sia contribuire alla semplificazione amministrativa del governo locale e garantire l’assistenza tecnica per supportare gli enti locali di piccole dimensioni. Per questo occorre riorganizzare le Province con modelli innovativi e personale altamente qualificato per offrire ai Comuni, soprattutto ai piccoli, uffici di progettazione degli investimenti territoriali, stazioni uniche appaltanti e di aggregazione degli acquisti per la trasformazione digitale della PA, veri e propri centri di competenza territoriale”.
Il presidente della Provincia Santambrogio ha evidenziato “la capacità mostrata dalle Province di farsi ‘casa dei Comuni’, creando una semplificazione delle procedure per gli Enti locali di piccole, medie o grandi dimensioni. È emblematico in questo ambito il caso dei progetti finanziati dal Pnrr e il ruolo delle Province come centrali uniche di committenza, che possono agire in sinergia con risorse proprie in campi essenziali come quello, ad esempio in particolare per la Brianza, dell’edilizia scolastica. Ci sono poi i progetti curati per conto dei Comuni: le Province, negli ultimi anni, hanno saputo mettersi al servizio degli Enti comunali e degli altri Enti del territorio. Lo sforzo adesso deve essere quello di spingere sulle risorse economiche e umane, e quindi sull’attrattività per il reclutamento, in particolare per gli Enti locali, di personale tecnico specializzato, agendo sul tema retributivo ma anche sui percorsi di carriera”.
Il presidente della Regione Fontana ha rimarcato come la semplificazione della Pubblica amministrazione rappresenti “un tema che da molto tempo è oggetto di riflessione e per il quale, adesso, abbiamo veramente fiducia. Confidiamo nel fatto che finalmente si invertano quei principi che, finora, hanno impedito il raggiungimento di risultati effettivi. Si tratta di superare l’approccio formalistico legato a meri ritocchi delle procedure e basare invece l’esplicazione degli accertamenti sul controllo ex post, con il necessario rigore, anziché sulla articolazione formale nei passaggi preventivi. Superare applicazioni farraginose significa anche prevenire il malaffare, perché è nella linearità che possono essere scongiurate possibili zone d’ombra. Nel processo di semplificazione, un grande contributo può arrivare dai processi di digitalizzazione e dall’applicazione delle nuove tecnologie, come la blockchain con intelligenza artificiale che anche in Regione stiamo introducendo. Un ruolo essenziale è dunque rappresentato dall’investimento nella formazione del capitale umano, così come dal superamento di quei meccanismi che possono bloccare la capacità di assunzione delle decisioni da parte della dirigenza pubblica”.
“Fare semplice l’Italia – ha affermato il sindaco Pilotto – è un’operazione che chiede applicazione e una lettura approfondita degli eventi. Si tratta di un percorso in cui gli Enti locali sono necessariamente coinvolti, a partire dalle modalità di accesso e reclutamento delle risorse umane e dal tema della attrattività del pubblico impiego. Il vecchio convincimento che vede la Pa come luogo di garanzia esclusiva del cosiddetto posto fisso non regge più, né per chi voglia criticare l’Amministrazione né in termini di attrattività: un tema su cui gli Enti locali stanno mettendo in campo importanti sforzi. Significa rivolgersi alle giovani generazioni con i giusti canali di comunicazione, anche rispetto ai bandi di concorso, per i quali, nella nostra esperienza, abbiamo cercato si cambiare la sequenza classica cominciando a descrivere da subito il tipo di lavoro che si potrebbe fare e il tipo di qualifica professionale. Molti Comuni della Lombardia stanno sfruttando le modalità nuove di organizzazione dei bandi, lavorando per aggregazioni in senso sinergico, e cioè indicendo insieme le selezioni in modo da massimizzare la platea di riferimento. L’esperienza pubblica deve essere fatta leggere come emotivamente affascinante, così come la formazione e il rapporto con il mondo delle Università devono avere la giusta attenzione”.
L’intervento del Direttore di UPI Piero Antonelli Intervento Antonelli Facciamo semplice Monza
L’intervento del Prof. Enrico Deidda Gagliardo Intervento Prof Deidda Piao Monza