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Governo, de Pascale: “Su Carta autonomie non si interrompa percorso”

“Come UPI rivolgiamo un ringraziamento sentito all’ex Sottosegretario Achille Variati, che ha rappresentato per gli Enti locali un riferimento costante e autorevole nel passato Governo. Grazie al suo impegno e alla determinazione della Ministra Lamorgese, abbiamo compiuto importantissimi passi in avanti verso la revisione della riforma delle Province e del Testo Unico degli Enti locali. Un lavoro essenziale, che ha come obiettivo quello di assicurare ai territori istituzioni di governo salde e con un chiaro mandato in modo da potere amministrare al meglio e in piena efficienza al servizio dei cittadini. Il nostro fiducioso auspicio è che questo percorso, strategico, non si interrompa con il cambio di Governo e siamo pronti da subito a riprendere i lavori al Ministero dell’interno”. Lo dichiara il Presidente dell’UPI Michele de Pascale.

Investimenti su scuola e infrastrutture e completamento della revisione della Carta delle autonomie: ecco le proposte UPI al Prof Draghi

Investimenti su scuole superiori e infrastrutture, perché non ci sia più un caso “Genova” e revisione della riforma delle Province per una nuova Carta delle Autonomie locali: sono queste le priorità segnalate dal Presidente dell’UPI Michele de Pascale al Presidente incaricato Prof. Mario Draghi nell’ambito delle consultazioni per la formazione del nuovo Governo.

“Serve un esercito civile che faccia la propria parte per attuare la sfida delle vaccinazioni. Ma un altro punto di emergenza sono le scuole – ha sottolineato de Pascale – in particolare i licei e gli istituti superiori, che sotto il profilo edilizio stanno vivendo un’emergenza da tempo. Il Recovery plan è l’occasione per dire che non ci sarà mai più una scuola non a norma dal punto di vista sismico e che gli istituti diventeranno luoghi innovativi per il risparmio energetico”.

“Voglio ringraziare il Prof . Draghi – ha detto de Pascale nelle dichiarazioni alla stampa al termine dell’incontro –  che ci ha onorato profondamente: al di là dell’invito formale, questa occasione ha dato la piena testimonianza di quanto per il Presidente incaricato sia importante tutto il sistema degli enti territoriali. Abbiamo avuto la sensazione che le riflessioni che abbiamo portato siano state di grande interesse e che il Governo che si va insediando, che ha un profilo di autorevolezza molto elevato grazie alla sua guida, abbia la consapevolezza di avere il bisogno di “un esercito civile diffuso” in tutta Italia di Sindaci, amministratori locali e presidenti di Regione che facciano la propria parte nell’attuare la sfida della vaccinazione e dei nuovi investimenti.  In particolare –ha aggiunto – come sistema delle Provincie riteniamo che due questioni siano urgenti e fondamentali: gli investimenti per la messa in sicurezza delle scuole e delle opere viarie. In questo paese la situazione delle scuole superiori è in forte criticità: il Recovery Plan è l’occasione per dire ai cittadini e ai ragazzi e ragazze italiane che non ci sarà mai più una scuola non a norma dal punto di vista sismico, per dire ai Fridays for Future che le loro scuole non sono un disastro dal punto di vista energetico, ma luoghi innovativi dove il risparmio energetico e la transizione energetica sono la frontiera del Paese.

Quanto alle infrastrutture, dobbiamo evitare che casi come quelli di Genova si ripetano. Purtroppo nel nostro Paese la situazione dei ponti e viadotti è in grandissima difficoltà: le Province gestiscono il 70% della rete viaria e questa è l’occasione per investire nella messa in sicurezza di tutte le infrastrutture.

C’è poi – ha concluso de Pascale – un tema che come Province ci riguarda da vicino: il Governo uscente, che ringrazio per la collaborazione con gli enti locali e territoriali, aveva avviato un percorso di riforma del Tuel verso una nuova Carta delle autonomie locali. Questo per le Province è un passaggio molto importante e  vorremmo per questo che ci sia continuità e si arrivi entro la legislatura a completarlo”.

Investimenti su scuola e infrastrutture e completamento della revisione della Carta delle autonomie: ecco le proposte UPI al Prof Draghi

Investimenti su scuole superiori e infrastrutture, perché non ci sia più un caso “Genova” e revisione della riforma delle Province per una nuova Carta delle Autonomie locali: sono queste le priorità segnalate dal Presidente dell’UPI Michele de Pascale al Presidente incaricato Prof. Mario Draghi nell’ambito delle consultazioni per la formazione del nuovo Governo.

“Serve un esercito civile che faccia la propria parte per attuare la sfida delle vaccinazioni. Ma un altro punto di emergenza sono le scuole – ha sottolineato de Pascale – in particolare i licei e gli istituti superiori, che sotto il profilo edilizio stanno vivendo un’emergenza da tempo. Il Recovery plan è l’occasione per dire che non ci sarà mai più una scuola non a norma dal punto di vista sismico e che gli istituti diventeranno luoghi innovativi per il risparmio energetico”.

“Voglio ringraziare il Prof . Draghi – ha detto de Pascale nelle dichiarazioni alla stampa al termine dell’incontro –  che ci ha onorato profondamente: al di là dell’invito formale, questa occasione ha dato la piena testimonianza di quanto per il Presidente incaricato sia importante tutto il sistema degli enti territoriali. Abbiamo avuto la sensazione che le riflessioni che abbiamo portato siano state di grande interesse e che il Governo che si va insediando, che ha un profilo di autorevolezza molto elevato grazie alla sua guida, abbia la consapevolezza di avere il bisogno di “un esercito civile diffuso” in tutta Italia di Sindaci, amministratori locali e presidenti di Regione che facciano la propria parte nell’attuare la sfida della vaccinazione e dei nuovi investimenti.  In particolare –ha aggiunto – come sistema delle Provincie riteniamo che due questioni siano urgenti e fondamentali: gli investimenti per la messa in sicurezza delle scuole e delle opere viarie. In questo paese la situazione delle scuole superiori è in forte criticità: il Recovery Plan è l’occasione per dire ai cittadini e ai ragazzi e ragazze italiane che non ci sarà mai più una scuola non a norma dal punto di vista sismico, per dire ai Fridays for Future che le loro scuole non sono un disastro dal punto di vista energetico, ma luoghi innovativi dove il risparmio energetico e la transizione energetica sono la frontiera del Paese.

Quanto alle infrastrutture, dobbiamo evitare che casi come quelli di Genova si ripetano. Purtroppo nel nostro Paese la situazione dei ponti e viadotti è in grandissima difficoltà: le Province gestiscono il 70% della rete viaria e questa è l’occasione per investire nella messa in sicurezza di tutte le infrastrutture.

C’è poi – ha concluso de Pascale – un tema che come Province ci riguarda da vicino: il Governo uscente, che ringrazio per la collaborazione con gli enti locali e territoriali, aveva avviato un percorso di riforma del Tuel verso una nuova Carta delle autonomie locali. Questo per le Province è un passaggio molto importante e  vorremmo per questo che ci sia continuità e si arrivi entro la legislatura a completarlo”.

Governo, consultazioni con UPI: de Pascale “Segnale importante del Presidente incaricato. Per uscire dalla crisi serve sinergia di tutte le istituzioni”

“Domani Regioni, Province e Comuni avranno l’occasione di parlare con il Presidente Draghi delle priorità da affrontare nel nuovo Governo: è un segnale molto importante, non solo di attenzione ai territori, ma soprattutto della consapevolezza da parte del Presidente incaricato della necessità di consolidare il dialogo e la sinergia tra tutte le istituzioni della Repubblica, per uscire dalla crisi e rilanciare lo sviluppo”. Lo sottolinea il Presidente dell’UPI Michele de Pascale che domani alle 11 sarà ricevuto dal Prof. Draghi nell’ambito delle consultazioni, insieme al Presidente dei ANCI Antonio Decaro e al Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini.

“Dobbiamo dare risposte certe agli studenti, alle famiglie e al mondo della scuola – sottolinea de Pascale – e per questo serve considerare tra gli investimenti prioritari la messa in sicurezza e la costruzione di nuovi edifici scolastici capaci di aiutare gli studenti medi nella crescita e nella formazione. Dobbiamo considerare le infrastrutture tutte, anche quelle secondarie, come strategiche per assicurare la ripresa delle economie territoriali, e avviare una grande opera di manutenzione straordinaria delle strade provinciali, che sono il reticolo che tiene insieme il Paese, e degli oltre 30 mila tra ponti, viadotti e gallerie vi insistono. E’ tempo poi di restituire a Province e Comuni una cornice normativa certa, in grado di far competere questi enti con le altre istituzioni locali europee, attraverso la riforma del Testo Unico degli Enti Locali su cui con il passato Governo abbiamo fatto importanti passi in avanti che non vanno sprecati. Serve una riforma della PA, che valorizzi le risorse umane, semplifichi la burocrazia e promuova un grande processo di innovazione culturale e tecnologica di tutto il sistema. Temi che porteremo domani all’attenzione del Presidente Draghi e su cui, se si instaurerà un confronto e un dialogo stretto con gli Enti locali, si potranno raggiungere i risultati di cui il Paese ha bisogno”.

 

FOTO CREDIT: https://www.quirinale.it/elementi/52032

Concorsi pubblici: ecco il protocollo di sicurezza Covid19

È stato adottato dal Dipartimento della funzione pubblica il protocollo per la prevenzione e la protezione dal rischio di contagio da COVID-19 nell’organizzazione e nella gestione delle prove selettive dei concorsi pubblici (articolo 1, comma 10, lettera z), DPCM 14 gennaio 2021), validato dal Comitato-tecnico scientifico presso il Dipartimento della protezione civile.

Il protocollo per lo svolgimento dei concorsi pubblici si rivolge ai soggetti coinvolti a vario titolo nelle procedure, quali ad esempio le amministrazioni titolari delle procedure concorsuali, le commissioni esaminatrici, il personale di vigilanza, i candidati e agli altri enti pubblici e privati coinvolti nella gestione dei concorsi.

Oltre alle misure igienico sanitarie da adottare per l’organizzazione dei concorsi il protocollo reca specifiche indicazioni in merito ai requisiti delle aree concorsuali, ai requisiti dimensionali delle aule concorso (organizzazione dell’accesso, seduta e dell’uscita dei candidati) e per lo svolgimento della prova.

Sole24 Ore 31esima classifica qualità della vita “Una classifica per Province”

Il quotidiano Il Sole 24 Ore in edicola oggi ospita un intervento di Michele de Pascale Presidente UPI che prende spunto dalla Classifica sulla qualità della vita che il quotidiano compila ogni anno.
“La classifica della qualità della vita de Il Sole 24 Ore è ormai un appuntamento atteso da tutti gli amministratori, un’analisi attenta a e approfondita sullo stato del Paese che apre dibattiti, confronti e offre spunti  di riflessione importanti. Il valore aggiunto di questa classifica, infatti, è che l’analisi va decisamente oltre al solo risultato delle singole realtà, ma pone l’attenzione più i  generale sulle variabili che determinano una buona qualità della vita – scrive il Presidente de Pascale – ed è immediato, a guardare i cluster individuati dallo studio,  quanto si stia facendo sempre più marcata  la distanza tra il modo in cui si può verificare l’organizzazione di questo Paese e il sistema istituzionale chiamato ad amministrarlo.  La qualità della vita,ci dice questa classifica, si individua per Provincia perchè come appare evidente scorrendo i parametri,  l’Italia è costruita, si relaziona, e per questo giustamente si analizza, su base provinciale.
Non solo, questo studio ci racconta che sono proprio i settori che a quanto pare sono fondamentali per la qualità della vita, quelli a non avere un presidio istituzionale a livello provinciale, restando così senza una guida e anche senza responsabilità pubbliche. Si tratta di temi come  lo sviluppo economico, la  pianificazione territoriale e strategica, la tutela ambientale alla digitalizzazione. Se queste variabili hanno un valore se declinati a livello provinciale, non si capisce perché non debba essere considerato strategico disporre di un ente locale forte, stabile, con un ruolo e una governance chiari, che rappresenti le istituzioni a questo stesso livello e che governi queste variabili.
Invece, a distanza di ormai quattro anni dal referendum, tre Governi, per altro armati dalle migliori intenzioni, non sono ancora riusciti a superare una legge, la 56/14, che inizia con “in attesa del referendum costituzionale”.
Tra l’altro in sei anni siamo passati da una narrazione che si è rivelata mistificatoria sulla inutilità delle Province al riconoscimento della loro importanza, sostenuto nei fatti da una serie di interventi e misure prese da Governo e Parlamento che hanno restituito a questi enti capacità di investimento per rispondere ai bisogni e ai diritti di comunità e sistemi economici. Un ruolo che finalmente inizia a essere riconosciuto da tutti i partiti politici.
Che sia questa classifica un nuovo impulso ad accelerare e che nel 2021 si arrivi finalmente alla revisione profonda della legge 56/14 che affidi a qualcuno l’opportunità e, ovviamente anche la responsabilità, di coordinare e pianificare l’impegno di istituzioni, imprese e cittadini per una maggiore qualità della vita in tutto il Paese”.

Sole24 Ore 31esima classifica qualità della vita “Una classifica per Province”

Il quotidiano Il Sole 24 Ore in edicola oggi ospita un intervento di Michele de Pascale Presidente UPI che prende spunto dalla Classifica sulla qualità della vita che il quotidiano compila ogni anno.
“La classifica della qualità della vita de Il Sole 24 Ore è ormai un appuntamento atteso da tutti gli amministratori, un’analisi attenta a e approfondita sullo stato del Paese che apre dibattiti, confronti e offre spunti  di riflessione importanti. Il valore aggiunto di questa classifica, infatti, è che l’analisi va decisamente oltre al solo risultato delle singole realtà, ma pone l’attenzione più i  generale sulle variabili che determinano una buona qualità della vita – scrive il Presidente de Pascale – ed è immediato, a guardare i cluster individuati dallo studio,  quanto si stia facendo sempre più marcata  la distanza tra il modo in cui si può verificare l’organizzazione di questo Paese e il sistema istituzionale chiamato ad amministrarlo.  La qualità della vita,ci dice questa classifica, si individua per Provincia perchè come appare evidente scorrendo i parametri,  l’Italia è costruita, si relaziona, e per questo giustamente si analizza, su base provinciale.
Non solo, questo studio ci racconta che sono proprio i settori che a quanto pare sono fondamentali per la qualità della vita, quelli a non avere un presidio istituzionale a livello provinciale, restando così senza una guida e anche senza responsabilità pubbliche. Si tratta di temi come  lo sviluppo economico, la  pianificazione territoriale e strategica, la tutela ambientale alla digitalizzazione. Se queste variabili hanno un valore se declinati a livello provinciale, non si capisce perché non debba essere considerato strategico disporre di un ente locale forte, stabile, con un ruolo e una governance chiari, che rappresenti le istituzioni a questo stesso livello e che governi queste variabili.
Invece, a distanza di ormai quattro anni dal referendum, tre Governi, per altro armati dalle migliori intenzioni, non sono ancora riusciti a superare una legge, la 56/14, che inizia con “in attesa del referendum costituzionale”.
Tra l’altro in sei anni siamo passati da una narrazione che si è rivelata mistificatoria sulla inutilità delle Province al riconoscimento della loro importanza, sostenuto nei fatti da una serie di interventi e misure prese da Governo e Parlamento che hanno restituito a questi enti capacità di investimento per rispondere ai bisogni e ai diritti di comunità e sistemi economici. Un ruolo che finalmente inizia a essere riconosciuto da tutti i partiti politici.
Che sia questa classifica un nuovo impulso ad accelerare e che nel 2021 si arrivi finalmente alla revisione profonda della legge 56/14 che affidi a qualcuno l’opportunità e, ovviamente anche la responsabilità, di coordinare e pianificare l’impegno di istituzioni, imprese e cittadini per una maggiore qualità della vita in tutto il Paese”.

DL Agosto. Ripartiti in Stato città fondi emergenza covid per Province, Comuni e città metropolitane. Pompeo, UPI “Risorse importanti che riconoscono il ruolo centrale delle Province nella gestione dell’emergenza”

“Con gli ulteriori 350 milioni di euro stanziati per le Province e le Città metropolitane dal Ministero dell’Interno e dell’Economia nell’ambito dei fondi per l’emergenza Covid, si riconosce il ruolo centrale svolto dagli Enti locali nella difficile fase legata alla diffusione del virus. Si tratta di una cifra importante, che va ad aggiungersi ai 100 milioni di euro ripartiti ad ottobre e ai precedenti 500 milioni di luglio, per compensare i cali di gettito e sostenere le spese affrontate nella gestione della fase emergenziale, a testimonianza del grande lavoro svolto in questi mesi, anche e soprattutto in risposta alle necessità delle Amministrazioni locali che nelle Province trovano il punto di riferimento diretto”.

Lo  dichiara Antonio Pompeo Presidente della Provincia di Frosinone e rappresentanza dell’UPI in Conferenza Stato Città in merito all’intesa raggiunta oggi per la ripartizione della seconda rata dei fondi del Dl Agosto destinata a Province, Comuni e Città metropolitane.

“Sono risorse essenziali – ha sottolineato Pompeo, che in qualità di presidente di Upi Lazio ha partecipato a diverse cabine di regia e numerosi tavoli tecnici dei mesi scorsi – per gli amministratori locali che devono programmare la gestione dell’ultimo mese di un esercizio finanziario complicato. Come UPI insieme ad ANCI abbiamo inoltre proposto  di conservare almeno una parte dei fondi per il 2021, anno che si preannuncia forse più complicato di quello in corso”.

 

 

Recovery, UPI “Investire su scuole e territorio per ripartire insieme” Regioni, Province e Comuni nella task force”

“Il Recovery Fund è un’occasione straordinaria per coniugare la ripresa economica e la sicurezza dei cittadini, con un grande piano di investimenti sulle scuole superiori, su ponti e strade e opere per la difesa del suolo. Ogni giorno sperimentiamo quanto la fragilità del nostro Paese metta a rischio vite e attività economiche. Con queste risorse abbiamo il dovere di assicurare che le opportunità di rilancio  e  ripresa arrivino su tutti i territori, per garantire sviluppo ed equità. Serve  un piano che sia frutto di una programmazione capace di incidere da subito sui terriotori e che coinvolga tutti gli attori locali:  due elementi per cui il ruolo delle province è fondamentale. Per questo chiediamo al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte di considerare  le Province, insieme a Regioni e Comuni,  come partner istituzionali prioritari all’interno della task force che si andrà a delineare per l’utilizzo del recovery fund.” Lo dichiara il Presidente dell’UPI Michele de Pascale, sottolineando come “Consolidare l’unità delle istituzioni rafforza la posizione del nostro Paese in Europa e assicura a cittadini, imprese e territori di ottenere le risposte di cui hanno bisogno”

 

Recovery, UPI “Investire su scuole e territorio per ripartire insieme” Regioni, Province e Comuni nella task force”

“Il Recovery Fund è un’occasione straordinaria per coniugare la ripresa economica e la sicurezza dei cittadini, con un grande piano di investimenti sulle scuole superiori, su ponti e strade e opere per la difesa del suolo. Ogni giorno sperimentiamo quanto la fragilità del nostro Paese metta a rischio vite e attività economiche. Con queste risorse abbiamo il dovere di assicurare che le opportunità di rilancio  e  ripresa arrivino su tutti i territori, per garantire sviluppo ed equità. Serve  un piano che sia frutto di una programmazione capace di incidere da subito sui terriotori e che coinvolga tutti gli attori locali:  due elementi per cui il ruolo delle province è fondamentale. Per questo chiediamo al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte di considerare  le Province, insieme a Regioni e Comuni,  come partner istituzionali prioritari all’interno della task force che si andrà a delineare per l’utilizzo del recovery fund.” Lo dichiara il Presidente dell’UPI Michele de Pascale, sottolineando come “Consolidare l’unità delle istituzioni rafforza la posizione del nostro Paese in Europa e assicura a cittadini, imprese e territori di ottenere le risposte di cui hanno bisogno”

 

DL Agosto. Ripartiti in Stato città fondi emergenza covid per Province, Comuni e città metropolitane. Pompeo, UPI “Risorse importanti che riconoscono il ruolo centrale delle Province nella gestione dell’emergenza”

“Con gli ulteriori 350 milioni di euro stanziati per le Province e le Città metropolitane dal Ministero dell’Interno e dell’Economia nell’ambito dei fondi per l’emergenza Covid, si riconosce il ruolo centrale svolto dagli Enti locali nella difficile fase legata alla diffusione del virus. Si tratta di una cifra importante, che va ad aggiungersi ai 100 milioni di euro ripartiti ad ottobre e ai precedenti 500 milioni di luglio, per compensare i cali di gettito e sostenere le spese affrontate nella gestione della fase emergenziale, a testimonianza del grande lavoro svolto in questi mesi, anche e soprattutto in risposta alle necessità delle Amministrazioni locali che nelle Province trovano il punto di riferimento diretto”.

Lo  dichiara Antonio Pompeo Presidente della Provincia di Frosinone e rappresentanza dell’UPI in Conferenza Stato Città in merito all’intesa raggiunta oggi per la ripartizione della seconda rata dei fondi del Dl Agosto destinata a Province, Comuni e Città metropolitane.

“Sono risorse essenziali – ha sottolineato Pompeo, che in qualità di presidente di Upi Lazio ha partecipato a diverse cabine di regia e numerosi tavoli tecnici dei mesi scorsi – per gli amministratori locali che devono programmare la gestione dell’ultimo mese di un esercizio finanziario complicato. Come UPI insieme ad ANCI abbiamo inoltre proposto  di conservare almeno una parte dei fondi per il 2021, anno che si preannuncia forse più complicato di quello in corso”.

 

 

Accorpamento Camere di Commercio de Pascale a Patuanelli “La riforma ha bisogno di una verifica. Tanti territori senza presidi”

“La riforma delle Camere di Commercio non sta procedendo alla stessa velocità su tutto il Paese, e questa diversità nella tempistica ha lasciato tanti territori scoperti, senza un presidio. C’è bisogno di fare una verifica per individuare le criticità e trovare soluzioni. Questo non significa rimettere in discussione tutta la riforma, ma assicurare le stesse opportunità a tutte le imprese e a tutti i territori”. Lo ha chiesto il Presidente dell’UPI Michele de Pascale  al Ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, alla prima riunione del tavolo di lavoro sulla riforma delle Camere di Commercio convocata oggi. “Una sede di confronto molto importante – ha sottolineato de Pascale – e per la cui istituzione ringraziamo il Ministro Patuanelli che, anche in un momento così complesso, ha ascoltato le istanze di imprese e istituzioni e ha dato modo con questo tavolo di discutere in modo costruttivo della riforma”.

“L’avere fatto decadere i Presidenti delle Camere di Commercio, senza avere prima individuato i Commissari chiamati a gestire i processi di accorpamento delle nuove Camere – ha sottolineato il Presidente dell’UPI – ha creato problemi concreti laddove non si è ancora provveduto a nominare i Commissari straordinari. La mancanza di riferimenti ha fatto perdere a quelle zone opportunità di finanziamenti e di fondi e ha lasciato gli amministratori locali, Sindaci e Presidenti di Provincia, senza un referente. La nostra proposta è che vengano immediatamente nominati quali commissari, laddove possibile, i Presidenti uscenti, per garantire la massima operatività. Occorre accelerare e questo tavolo di lavoro è la sede in cui, grazie al confronto tra Governo, Regioni, enti locali e imprese,  si possono mettere in chiaro e risolvere alcune criticità oggettive presenti in alcuni territori, riportando il sistema alla massima efficienza”.

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