Categoria: Ambiente e Territorio

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Provincia di Vicenza: al via il Contratto di Fiume Retrone. 36 partner pubblici e privati insieme per l’ambiente

Il Contratto di Fiume Retrone prende ufficialmente vita. L’obiettivo è chiaro: riqualificare e tutelare l’ambiente fluviale di un territorio di 129 chilometri quadrati. Obiettivo messo nero su bianco e sottoscritto da una solida rete composta da 36 partner, tra soggetti pubblici e privati, con la Provincia di Vicenza capofila.

Il Contratto di Fiume Retrone è lo strumento di governance partecipata che mira a riqualificare e tutelare un bacino idrografico significativo del territorio vicentino, che comprende ambienti collinari a elevato valore naturalistico (Valdiezza, Valle dell’Onte, Monti Castellari, Colli Berici), aree agricole, zone di risorgive, ma anche zone altamente urbanizzate e importanti aree industriali.

Un bacino in cui non mancano le problematiche ambientali, ma nel quale sono presenti anche una grande volontà di rigenerazione e un ricco tessuto di associazioni che lavorano con forza per migliorare e valorizzare il territorio.

Nel Contratto si definiscono le regole per lavorare insieme, nell’Analisi conoscitiva è descritta la situazione iniziale, il Quadro strategico presenta i macro-obiettivi da raggiungere a lungo termine, nel Piano d’Azione 2026-2029 sono specificate in dettaglio le attività che i diversi attori si sono impegnati a realizzare sul Retrone e i suoi affluenti: Onte, Valdiezza, Dioma, Riello, Cordano e tante altre piccole rogge, che insieme raccolgono l’acqua di un territorio di circa 129 Kmq.

Le azioni e gli obiettivi sono stati definiti nell’ambito di un percorso partecipativo che ha visto coinvolti tutti i soggetti in incontri svolti tra novembre 2025 e maggio 2026.

Gli obiettivi strategici

Il Quadro Strategico delineato nella prima fase del progetto ha preso forma su sei direttrici fondamentali, che muovono dalle criticità storiche del bacino.

  1. Qualità dell’acqua: focus su potenziamento della rete fognaria, miglioramento del sistema depurativo e monitoraggio degli scarichi.
  2. Biodiversità: ripristino della vegetazione ripariale, rinaturalizzazione e tutela delle risorgive.
  3. Fruibilità: sviluppo di una mobilità lenta, con il potenziamento di percorsi ciclopedonali e nuovi progetti di navigabilità.
  4. Pratiche sostenibili: transizione verso l’agroecologia e il modello di “città spugna” per favorire l’infiltrazione della pioggia.
  5. Cultura dell’acqua: progetti formativi per le scuole e iniziative di citizen science.
  6. Governance: coordinamento stabile tra amministrazioni e monitoraggio costante delle azioni.

Le azioni 2026-2029

Il Piano d’Azione del Contratto di Fiume Retrone si articola su questi obiettivi e definisce le azioni fino al 2029, indicando i soggetti attuatori e le rispettive responsabilità. Sul fronte dell’inquinamento e della qualità dell’acqua, spiccano importanti opere infrastrutturali curate da Viacqua, tra cui l’estensione e l’adeguamento delle reti fognarie e la riorganizzazione del sistema fognario e depurativo. Per quanto riguarda ecosistemi e biodiversità, il piano prevede la creazione di fasce ripariali lungo le rogge e la valorizzazione della ZSC della Valdiezza. A questi si affiancano i progetti dedicati alla fruibilità e al turismo sostenibile, che mirano a riconnettere il territorio attraverso un’estesa rete di percorsi ciclopedonali (lungo i torrenti Mezzarolo, Onte e tra le zone industriali), la promozione della navigabilità del fiume e l’organizzazione di attività ricreative lungo i corsi d’acqua. Il piano affronta inoltre la complessa sfida legata alla necessità di effettuare la manutenzione degli argini garantendo contemporaneamente sicurezza idraulica e tutela della vegetazione ripariale, e promuove pratiche sostenibili e formazione, con gruppi di studio sull’agroecologia in risposta alla contaminazione da PFAS e lo sviluppo di percorsi didattici sull’ambiente fluviale per le scuole. Infine, l’asse dedicata alla governance assicura il monitoraggio corale delle azioni la ricerca di finanziamenti e la promozione del progetto.


Gli attori

«La volontà di avere un Retrone migliore è diffusa – dichiara il vicepresidente della Provincia di Vicenza, Filippo Negro – ma finora è mancato un metodo capace di trasformarla in azione concreta. Il Contratto di Fiume segna un cambio di passo: mette attorno allo stesso tavolo istituzioni, associazioni e cittadini e crea le condizioni per lavorare davvero insieme, con obiettivi chiari e responsabilità condivise. Non è solo un percorso partecipativo, ma uno strumento operativo che ci consente di passare dalle intenzioni agli interventi, valorizzando le competenze presenti sul territorio e costruendo soluzioni condivise e durature».

«Il Contratto di Fiume non è solo un documento tecnico, ma un patto sociale –commenta il presidente di Viacqua, Federico Ginato– che ha l’obiettivo di trasformare il Retrone da elemento di criticità idraulica a risorsa ambientale vitale per la nostra comunità. Intorno ad un fiume gravitano molteplici soggetti, ognuno con propri interessi o competenze, ma a mancare spesso sono le possibilità di confronto e di azione sinergica, con il rischio di dibattere su questa o quella sostanza contaminante, ma senza risvolti pratici. Il Contratto di Fiume Retrone scardina questo schema e riunisce tutti i portatori di interesse intorno ad un tavolo comune, confronta punti di debolezza e punti di forza, mette a terra azioni concrete, misurabili e con un preciso orizzonte temporale. Così il fiume diventa responsabilità condivisa».

«I fiumi sono l’anima e l’origine stessa di Vicenza, una città che storicamente deve la propria ricchezza, identità e bellezza proprio alla presenza dei suoi corsi d’acqua – spiega l’Assessore all’Ambiente del Comune di Vicenza, Sara Baldinato – . È un percorso che abbiamo avviato fin dall’inizio del nostro mandato e che oggi procede speditamente verso un traguardo fondamentale con la firma di questo Contratto di Fiume. Come Amministrazione dedichiamo un’attenzione prioritaria alla tutela e al miglioramento della qualità dell’acqua dei nostri fiumi. Non consideriamo i corsi d’acqua solo come elementi del paesaggio da salvaguardare, ma come vere e proprie vie d’acqua fruibili. Vogliamo riscoprire e valorizzare la navigazione fluviale, offrendo la possibilità di percorrere i nostri fiumi con delle imbarcazioni per arrivare nel cuore della città lungo le sue antiche direttrici idriche. Prendersi cura del Retrone significa riannodare il legame profondo tra Vicenza e la sua storia, trasformando l’ambiente fluviale in una risorsa viva, sostenibile e accessibile a tutti».

“ Partiamo dall’assunto che la naturalità dei corsi d’acqua significa anche sicurezza -sottolinea la presidente di Legambiente Vicenza Valentina Dovigo– per questo bisogna lavorare assieme per la biodiversità e la rinaturalizzazione degli ambienti fluviali. Il nostro obiettivo è diffondere la cultura del rispetto, partendo anche dal corretto smaltimento di un mozzicone di sigaretta. Serve formazione ed educazione, un ruolo che i nostri numerosi volontari sanno promuovere al meglio.”

I numeri del Contratto di Fiume Retrone
Il progetto coinvolge:

  • 17 Enti, tra cui Provincia di Vicenza (coordinatore), Viacqua, ARPAV, Genio Civile e Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta, oltre ai Comuni del territorio;
  • 19 associazioni, tra cui associazioni ambientaliste, associazioni di promozione territoriale come le Pro Loco e associazioni legate alla mobilità lenta e agli sport fluviali;
  • 129 Kmq, il bacino territoriale in cui le acque che piovono e scorrono su campi, piazzali, strade e case confluiscono nel Retrone;
  • 2 Zone Speciali di Conservazione: i Colli Berici e il Torrente Valdiezza, pilastri della biodiversità locale;
  • 25 azioni programmate nel periodo 2026-2029 per migliorare l’ambiente fluviale.

I sottoscrittori del Contratto di Fiume Retrone

Il Contratto di Fiume Retrone è un progetto di: Provincia di Vicenza; Comuni di Arcugnano, Castelgomberto, Costabissara, Creazzo, Isola Vicentina, Montecchio Maggiore, Monteviale, Sovizzo, Vicenza e i Consigli di Quartiere 3 e 5 del Comune di Vicenza; Consiglio di Bacino Bacchiglione; Genio Civile Vicenza; ULSS n. 8 Berica; Autorità di Bacino Distrettuale delle Alpi Orientali; Consorzio di Bonifica Alta Pianura Veneta; ARPAV; Viacqua; Legambiente Vicenza APS; Legambiente Ovest Vicentino APS; WWF Vicenza – Padova; LIPU ODV; Rete GAS Vicentina APS; Assemblea Casa Carpaneda Bene Comune; Civiltà del Verde; Plastic Free; EQuiStiamo APS; Civi&co APS; rete di associazioni veloCittà; Canoa Club Vicenza ASD; Bacino Pesca B Vicenza; CAI Vicenza; Nataraja – Il Re della Danza e della Ginnastica ASD; Consorzio La Serenissima Agno Chiampo; Pro Loco di Altavilla Vicentina, Castelgomberto, Creazzo, Gambugliano, Sovizzo.

Maltempo, Provincia di Terni: rami e alberature caduti sulle carreggiate

Le squadre dei circoli stradali della Provincia di Terni sono al lavoro in varie zone del territorio provinciale per verificare le condizioni di sicurezza sui tratti viari legate all’ondata di maltempo tuttora in corso. Le maggiori attenzioni si stanno concentrando sulla zona dell’Orvietano dove forti raffiche di vento e abbondanti precipitazioni hanno determinato la caduta di rami e altre alberature, alcune delle quali sulle sedi stradali.

A causa delle condizioni venutesi a determinare non è escluso che si possa decidere anche la chiusura temporanea di alcuni tratti viari della rete di competenza per motivi di sicurezza e per permettere la rimozione dei materiali sulle carreggiate.

DDL Isole Minori, UPI: “Positivo l’impianto, ma senza le Province si rischia di mancare l’obiettivo”

“Il Disegno di Legge per le isole minori è un passaggio importante, quanto necessario, perché riconosce la specificità territoriale e la necessità di strumenti amministrativi, finanziari e programmatori adeguati di territori caratterizzati da condizioni strutturali di marginalità geografica, economica e sociale. Ma se l’obiettivo è quello di costruire politiche strutturate, superando l’approccio frammentario che ha caratterizzato negli anni le politiche per le isole minori, risulta del tutto incomprensibile l’assenza di istituzioni come le Province si occupano proprio di assistenza ai Comuni, pianificazione territoriale, scuole secondarie superiori e viabilità. Tutte questioni che il disegno di legge pone, giustamente, come priorità su cui intervenire”.

Lo ha detto il rappresentante di UPI, Francesco Limatola, Presidente della Provincia di Grosseto, intervenendo in audizione alla Commissione Ambiente del Senato sul Disegno di Legge per la per la valorizzazione delle isole minori marine, lagunari e lacustri.

“Il provvedimento – ha spiegato Limatola – interessa direttamente 15 Province, eppure questi enti sono esclusi dai meccanismi di programmazione e coordinamento previsti dal disegno di legge. Si tratta di una lacuna grave, che rischia di inficiare la messa a terra delle azioni previste e il pieno raggiungimento degli obiettivi che si pone.

Le richieste UPI

Per questo come UPI chiediamo di rafforzare il ruolo delle Province sia nella governance istituzionale sia nei processi di pianificazione e attuazione degli interventi, valorizzandone le competenze di area vasta e la funzione di raccordo tra i diversi livelli di governo del territorio.

Si tratta di richieste che non hanno carattere rivendicativo – ha detto il Presidente Limatola – ma rappresentano una disponibilità concreta delle Province a collaborare, per rendere più efficace l’attuazione degli interventi previsti dal disegno di legge e garantire una migliore capacità di risposta ai bisogni dei territori interessati. Per questo auspichiamo che il Governo e il Parlamento siano disponibili ad accoglierle”.

Il documento consegnato alla Commissione Ambiente Senato Audizione disegno di legge isole minori

Provincia di Livorno: la CER Solidale si presenta ai cittadini

Nell’ambito del progetto europeo Progress, la Provincia organizza l’iniziativa “4 Energy Days 4 Europe” per la promozione della Comunità Energetica Rinnovabile SAVE (Solidale Area Vasta Etrusca) e delle fonti di energia verde.

Si tratta di quattro giornate nel corso delle quali si svolgeranno una serie di assemblee pubbliche, con il duplice obiettivo di informare residenti, imprese e attività locali sulle opportunità concrete offerte dalla partecipazione alla CER SAVE, e raccogliere ulteriori adesioni.

Gli appuntamenti in programma

Il fitto calendario di incontri prevede una parte di assemblee tematiche, rivolte in particolare ad enti, associazioni e imprese, su temi specifici come l’agrivoltaico, le green communities e le esperienze delle CER in Europa. L’altra parte di assemblee sarà aperta anche alla cittadinanza,  con relatori che spiegheranno il funzionamento della CER, le opportunità di finanziamento per gli impianti fotovoltaici, i benefici dell’energia condivisa, le modalità di adesione, e risponderanno alle domande del pubblico.

Gli incontri si svolgeranno il 20 aprile, a Cecina, alle 15.30 e alle 17.30, nell’Auditorium in via Verdi; il 21 aprile, alle 17.30, nella sala consiliare del Comune di Piombino; il 22 aprile alle 9.30 a Castiglioncello, al Castello Pasquini e alle 17.30 a Rosignano Solvay, nell’Auditorium in piazza del Mercato; il 23 aprile, alle 9.30, a Rosignano M.mo, nella sala consiliare del Comune e alle 17.30 a San Vincenzo, nella sala della Torre.

Il programma completo degli incontri è consultabile sul sito della CER SAVE al link:

https://cersave.it/wp-content/uploads/CER_SAVE_Programma_EnergyDays_def02.pdf

Cos’è la CER SAVE

La CER SAVE – costituita ufficialmente il 6 novembre 2025 dalla Provincia di Livorno insieme ai Comuni di: Castagneto Carducci, Castellina Marittima, Cecina, Marciana, Piombino, Riparbella, Rosignano Marittimo e San Vincenzo – nasce dalla volontà di offrire ai propri cittadini e alle imprese locali uno strumento concreto per affrontare la transizione energetica in modo collettivo, equo e radicato nel territorio e vanta già 47 soci.

La partecipazione di istituzioni pubbliche garanti come la Provincia di Livorno (soggetto promotore) e i Comuni, rappresenta un elemento distintivo di solidità e affidabilità: i partecipanti beneficiano di una governance trasparente, di regole chiare e di soggetti pubblici che presidiano l’interesse collettivo nel lungo periodo.

In questo contesto un ruolo fondamentale è svolto dalla progettazione europea, tramite la quale la Provincia ha reperito le risorse per accompagnare i territori nel percorso di costituzione della CER: dalla fase giuridica alla definizione degli strumenti di governance, dalla modellazione finanziaria all’ingaggio dei soggetti pubblici e privati. Con il progetto Promoter (Interreg Europe) e il progetto Progress (finanziato dal Programma tedesco EUKI/GIZ), infatti, l’Amministrazione Provinciale e i Comuni aderenti hanno dato vita ad uno strumento efficace come la CER SAVE, nella forma di Società Cooperativa per azioni, capace di tradurre gli obiettivi del Green Deal europeo in benefici tangibili per le comunità locali.

Sicurezza stradale: la Provincia di Terni installa Anti Vehicol Collision

E’ entrato in funzione in questi giorni lungo le strade gestite dalla Provincia di Terni il terzo Avc (Anti vehicol collision) per la prevenzione degli incidenti stradali causati dall’attraversamento di animali selvatici. L’amministrazione provinciale lo ha installato lungo la Sp 31, nel comune di Giove, in prossimità del bivio per il centro abitato di Porchiano del Monte.

L’Avc segue gli altri due già in attività: uno lungo la Sr 205 Amerina, nel comune di Amelia, anche in questo caso in prossimità del bivio per Porchiano, l’altro a Castel dell’Aquila, nel comune di Montecastrilli. Il dispositivo installato a Giove è di ultima generazione ed è dotato di una telecamera a infrarossi e di sensori che individuano animali in prossimità della strada.

L’attivazione di tali elementi viene trasmessa a due segnali stradali nelle due direzioni che si accendono con la scritta “Attenzione animali in strada rallentare”. I segnali dispongono anche di radar doppler che misura la velocità dei veicoli in transito. Qualora questa sia superiore a 50 km orari, l’Avc attiva una dissuasione acustica per l’allontanamento degli animali.

L’Avc installato sulla Sp 31 fa parte del sistema di prevenzione e sicurezza che la Provincia ha attivato da diverso tempo, grazie anche alla partecipazione a progetti europei come il Life Safe Crossing avviato gia nel 2013. L’ultimo Avc invece gode di un finanziamento specifico della Regione Umbria a valere su fondi 2025, ai quali seguiranno altre risorse per l’anno in corso.

Erosione costiera: la Provincia di Lecce apre la cabina di regia

“Per il Salento possiamo contare sui primi 5 milioni di euro già disponibili, su un totale di 26 previsti dal governo regionale per l’emergenza erosione sulle coste pugliesi, ma il presidente Antonio Decaro si è attivato per incrementare la dotazione di risorse finanziarie. Venerdì porteremo a Bari già le prime istanze e domani attiveremo una call con i tecnici per approfondire il tema”.

Lo ha dichiarato il Presidente della Provincia di Lecce Fabio Tarantino, in apertura dell’incontro da lui convocato a Palazzo dei Celestini, con all’ordine del giorno proposte operative e misure per affrontare l’attualissimo tema dell’erosione costiera e promuovere l’avvio di una cabina di regia coordinata dall’Ente provinciale.

“È necessario un cambiamento del paradigma che sino ad ora ha visto partecipare i Comuni ai bandi regionali e statali. Questo tipo di politica, a nostro avviso, non è sufficiente per pianificare e affrontare le necessità del Salento, che ha tanti aspetti emergenziali e caratteristiche che lo connotano come un discorso a sé stante rispetto al panorama regionale. L’appello va, con attenzione particolare, ai Comuni di questa provincia. Occorre prendere sì in esame i progetti, ma fare anche un ragionamento di medio e lungo periodo. Per questo abbiamo coinvolto il Centro euro mediterraneo sui cambiamenti climatici, che farà uno studio su come si può intervenire dal punto di vista scientifico”, è stato il messaggio forte e chiaro del presidente Tarantino, in una gremitissima sala consiliare.

Una riunione quella odierna propedeutica ad una programmazione sul tema dell’erosione, che vedrà il coinvolgimento di tutti, come ha sottolineato il presidente della Provincia di Lecce: “Abbiamo la necessità di presentare una programmazione che corre su due diverse velocità. Una è quella dell’intervento immediato e l’altra di uno studio del nostro territorio e del clima, per capire come intervenire, come pianificare gli interventi di medio e lungo periodo e presentare, dunque, al presidente della Regione Decaro uno schema di interventi puntuale, che vede l’aspetto scientifico prevalere sulla logica dei bandi”.

All’incontro odierno hanno partecipato, tra gli altri, Andrea Romano, direttore generale della Provincia di Lecce, Fernando Moschettini, dirigente Servizio Pianificazione territoriale ed Edilizia sismica, Alessandro Guerrieri, dirigente Servizio Tutela ambientale e Transizione ecologica e comandante Polizia provinciale, Marilena Sergi, vice prefetto vicario. Inoltre, ha portato il suo contributo l’assessore all’Urbanistica e Pianificazione territoriale della Regione Puglia Marina Leuzzi, presente con la consigliera regionale Loredana Capone.

Numerosi gli interventi che si sono susseguiti, in un confronto aperto, ricco di spunti e riflessioni, dati ed elementi di approfondimento, condivisi da amministratori locali e rappresentanti dei vari enti e soggetti presenti, che hanno espresso grande apprezzamento per l’iniziativa della Provincia di Lecce.

In apertura dei lavori, il dirigente del Servizio Pianificazione territoriale ed Edilizia sismica provinciale Fernando Moschettini ha chiarito come nella ripartizione dei fondi stanziati dalla Regione Puglia per l’emergenza erosione, in base al ReNDiS (Repertorio nazionale degli interventi per la difesa del suolo), si è dato precedenza agli interventi sulle aree costiere rocciose, dove esiste il rischio per vite umane, infrastrutture e beni culturali. In base a tali requisiti prioritari, quindi, nell’assegnazione delle risorse regionali la provincia di Lecce è risultata seconda, nella regione, dopo quella di Foggia.

All’incontro odierno sono stati invitati i sindaci dei Comuni rivieraschi della provincia di Lecce (Alessano, Alliste, Andrano, Castrignano del Capo, Castro, Corsano, Diso, Gagliano del Capo, Galatone, Gallipoli, Lecce, Melendugno, Morciano di Leuca, Nardò, Otranto, Patù, Porto Cesareo, Racale, Salve, Santa Cesarea, Squinzano, Taviano, Tiggiano, Trepuzzi, Tricase, Ugento, Vernole), Prefettura di Lecce, Regione Puglia (Ufficio del Commissario di governo per il contrasto del dissesto idrogeologico), UniSalento, Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio per le province di Lecce, Brindisi e Taranto, Parchi naturali regionali (Rauccio; Isola di Sant’Andrea e litorale di Punta Pizzo; Costa Otranto S.M. di Leuca; Litorale di Ugento; Porto Selvaggio e Palude del Capitano; Palude del Conte e duna costiera), Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appenino meridionale, Capitaneria di Porto di Gallipoli, Ordine dei Geologi della Puglia, Sindacato Italiano Balneari, Cna balneari Puglia, Lidi del Salento, Federterziario Balneari, Fondazione Centro Euro Mediterraneo sui cambiamenti climatici (CMCC), Italia Nostra aps-sezione Sud Salento.

 

 

Provincia di Vicenza: Bike to Work supera il milione di chilometri percorsi e guarda al futuro. “

Il progetto “Bike to Work” (BTW), promosso dalla Provincia di Vicenza in collaborazione con 36 Comuni aderenti, taglia traguardi straordinari. I dati aggiornati a gennaio 2026 confermano il successo di un’iniziativa che ha saputo coniugare sostenibilità ambientale, benessere fisico e sostegno all’economia locale.

I numeri del cambiamento parlano chiaro: un milione di chilometri per l’ambiente.

Dall’avvio della raccolta dati nell’aprile 2025, i cittadini vicentini hanno percorso oltre 1.000.000 di chilometri in mobilità dolce, di cui circa 700.000 chilometri premiati. Un impegno che ha portato a risultati ambientali tangibili:

  • 3.647 utenti iscritti, con ben 2.515 utenti attivi che pedalano verso 1.500 diverse destinazioni di lavoro.
  • oltre 150.000 kg di CO2 risparmiata.
  • un impatto ecologico equivalente a 7.700 alberi piantati sul territorio.

Il commento del Presidente della Provincia Nardin

“Vedere oltre 36 Comuni e una popolazione di 400.000 abitanti unirsi sotto il segno della mobilità sostenibile è motivo di grande orgoglio -commenta il presidente della Provincia Andrea Nardin– Questo progetto non è solo una sfida logistica, ma un vero cambio culturale. Raggiungere il milione di chilometri significa che i vicentini hanno scelto di investire nel proprio futuro e nella salute del nostro territorio, per questo possiamo confermare che il progetto proseguirà per un ulteriore anno con nuove sfide: più Comuni aderenti, più utenti attivi, più infrastrutture che facilitino la mobilità sostenibile.”

Il progetto non premia solo l’ambiente, ma anche il portafoglio dei cittadini e le attività commerciali di prossimità. Sono stati stanziati 182.000 euro destinati ai buoni spesa, finanziati dalla Provincia, dai Comuni e da sponsor privati. Ad oggi, sono stati distribuiti 13.386 buoni da 10 euro, spendibili in 260 attività economiche che hanno aderito con entusiasmo all’iniziativa.

“I dati ci dicono che la strada intrapresa è quella giusta -dichiara il consigliere provinciale con delega all’Ambiente Filippo Negro– La rete di Bike to Work è ad oggi la più grande d’Italia, e già altri quattro Comuni hanno manifestato l’intenzione di aderire. Il risparmio di 150 tonnellate di CO2 è un segnale forte della volontà dei nostri cittadini di agire contro il cambiamento climatico e vogliamo coglierlo con determinazione, mettendo a disposizione come Provincia di Vicenza 80.000 euro per la nuova edizione di Bike to Work.”

Il termine del primo anno del progetto, iniziato nell’aprile del 2025, è fissato per il 31 marzo 2026.

Entro la stessa data, il 31 marzo 2026, dovranno essere spesi tutti i buoni accumulati presso le attività aderenti.

 

I Comuni della Rete BTW

Il progetto coinvolge un’area vasta e variegata che comprende:

Arzignano, Bolzano Vicentino, Bressanvido, Brogliano, Caldogno, Chiampo, Costabissara, Creazzo, Dueville, Gambellara, Isola Vicentina, Lonigo, Malo, Marano Vicentino, Montebello Vicentino, Montecchio Maggiore, Monte di Malo, Monteviale, Monticello Conte Otto, Montorso Vicentino, Nove, Piovene Rocchette, Pozzoleone, Quinto Vicentino, Sandrigo, San Pietro Mussolino, Santorso, San Vito di Leguzzano, Schio, Sovizzo-Gambugliano, Tezze sul Brenta, Torrebelvicino, Torri di Quartesolo, Trissino, Vicenza, Zermeghedo.

 

Rapporto BES 2025: Forlì-Cesena tra qualità della vita, coesione sociale e sfide ambientali

È stata pubblicata l’undicesima edizione del Rapporto sul Benessere Equo e Sostenibile (BES) delle Province, frutto della collaborazione tra Istat, UPI e amministrazioni provinciali. Il rapporto analizza la qualità della vita attraverso 89 indicatori articolati in 11 dimensioni e rappresenta uno strumento per leggere in modo integrato le dinamiche sociali, economiche e ambientali dei territori.

La fotografia che emerge per la provincia di Forlì-Cesena restituisce un quadro complessivamente positivo, caratterizzato da elementi di forza, accanto a criticità che richiedono politiche mirate e una programmazione di medio-lungo periodo.

Salute, lavoro e capitale sociale: i punti di forza

Forlì-Cesena si conferma un territorio ad alta qualità della vita, con indicatori sanitari nettamente superiori alle medie nazionale e regionale. L’aspettativa di vita alla nascita raggiunge gli 84,6 anni, con un valore particolarmente elevato per le donne (86,7 anni). Anche la mortalità generale e quella per tumori mostrano un andamento in miglioramento.

Sul piano economico e occupazionale, la provincia restituisce una struttura solida: il tasso di occupazione nella fascia 20-64 anni è pari al 75,8%, ben al di sopra della media nazionale (67,1%). I livelli di disoccupazione risultano particolarmente contenuti, con un tasso complessivo del 3,4% e un tasso giovanile del 5,2%.

Rilevanti anche i dati relativi al turismo, con un tasso di turisticità pari a 14,5, quasi il doppio della media nazionale (7,9), a conferma della capacità attrattiva del territorio.

Spicca infine la vitalità del capitale sociale, testimoniata dall’elevata diffusione del non profit: 70,4 istituzioni ogni 10.000 abitanti, indice di una comunità coesa e partecipativa.

Le criticità: ambiente, capitale umano e infrastrutture

Il Rapporto BES 2025 evidenzia alcune fragilità. Particolarmente significativo è il dato relativo alla pericolosità da frana, che interessa il 30,9% del territorio provinciale, a fronte del 14,7% regionale e del 9,5% nazionale.

La dotazione di verde urbano (25,7 mq per abitante) risulta inferiore alla media regionale, mentre i livelli di PM2,5 (13 μg/m³, dato 2023), pur in lieve miglioramento rispetto al 2022, restano superiori ai valori raccomandati per la tutela della salute.

Sul fronte del capitale umano si registra un arretramento nella quota di laureati (27,2%) e di diplomati. Anche il numero di start-up innovative (132,4 ogni 100.000 imprese) risulta distante dal dato medio italiano (240,1).

Il trasporto pubblico locale registra volumi di passeggeri contenuti (59,2 per abitante) e la copertura della rete internet ultra-veloce, pur in crescita (61,8%), rimane al di sotto dei target regionali e nazionali.

Il commento del Presidente della Provincia Enzo Lattuca

«Il Rapporto BES 2025 ci restituisce una lettura chiara del nostro territorio: dinamico e vivace dal punto di vista sociale e con un’alta qualità della vita – dichiara il Presidente della Provincia di Forlì-Cesena, Enzo Lattuca «è chiaro che i dati sulla criticità idrogeologica e sulla qualità ambientale confermano che la sicurezza del territorio deve essere in cima all’agenda dell’azione politica. Le scelte di programmazione, a partire dagli interventi di prevenzione, dalla manutenzione delle infrastrutture e dagli investimenti per rafforzare la resilienza delle comunità locali, sono oggi indispensabili per trasformare l’emergenza in una strategia strutturale di lungo periodo».

Per ulteriori approfondimenti e per consultare le serie storiche complete è possibile visitare il portale www.besdelleprovince.it

La Provincia di Padova promuove la copianificazione dei Piani di Assetto del Territorio

Prosegue il percorso di pianificazione urbanistica condivisa tra la Provincia di Padova e i Comuni del territorio: ora anche i Comuni di Battaglia Terme e Barbona hanno sottoscritto i rispettivi Accordi di Pianificazione, che segnano l’avvio formale della copianificazione dei Piani di Assetto del Territorio (PAT).

L’obiettivo di questi strumenti urbanistici è superare i contenuti dei Piani Regolatori Generali e dotare le Amministrazioni territoriali, anche le più piccole, di procedure di pianificazione moderne ed efficaci, costituite dai nuovi Piani Strutturali (PAT) e dai Piani Operativi (PI). Questi strumenti puntano a favorire uno sviluppo equilibrato a livello territoriale, sostenibile e coerente con le caratteristiche ambientali, culturali e paesaggistiche di ciascun Comune.

Con la firma degli accordi, avvenuta nella sede della Provincia di Padova poco prima di Natale, potranno essere immediatamente attivate le azioni congiunte che accompagneranno l’intero iter tecnico e amministrativo: dalla redazione all’adozione, fino all’approvazione dei Piani. I documenti saranno predisposti dai Comuni attraverso i progettisti incaricati, con il supporto del personale tecnico del Servizio Pianificazione Territoriale-Urbanistica della Provincia di Padova. L’approvazione dei Piani è prevista indicativamente entro 10-12 mesi.

Il commento del Vicepresidente della Provincia

«Con l’adesione dei Comuni di Battaglia Terme e Barbona – commenta Daniele Canella, vice presidente vicario della Provincia di Padova con delega all’Urbanistica – entriamo nella fase più propriamente progettuale del percorso. Entrambi i Comuni hanno già completato gli step della concertazione e consultazione sul Documento Preliminare del Piano e sul Rapporto Ambientale preliminare».

Con la sottoscrizione di questi ultimi due accordi, la Provincia di Padova ha avviato il percorso di copianificazione per quasi tutti i Comuni che erano ancora privi di PAT, molti dei quali si trovano oggi in uno stato avanzato di elaborazione dei Piani, propedeutico alla loro adozione. Il percorso è iniziato circa tre anni fa su iniziativa provinciale ed è stato sostenuto da un bando di finanziamento regionale a fondo perduto, al quale la Provincia di Padova ha contribuito anche con risorse proprie per coprire le spese tecniche.

«Grazie a questo processo – conclude il vicepresidente -, ora anche i Comuni di Battaglia Terme e Barbona potranno presto dotarsi di strumenti urbanistici nuovi e in linea con le disposizioni regionali, capaci di definire politiche territoriali moderne, inclusive e sostenibili, rispondendo in modo concreto alle esigenze dei cittadini e valorizzando le risorse del territorio in modo integrato con le municipalità attigue. Attraverso questo tipo di concertazione, la Provincia di Padova sarà il punto di riferimento per uno sviluppo del territorio coerente e strutturato e condiviso».

 

I PAT provinciali

Nella fase iniziale del percorso di pianificazione condivisa, la Provincia di Padova ha coordinato i 12 Comuni del territorio nella partecipazione al bando regionale per il sostegno economico alla redazione dei Piani di Assetto del Territorio (PAT). Tutti i Comuni partecipanti sono risultati assegnatari del contributo regionale.

 

A seguito di questo primo risultato, la Provincia di Padova ha dato attuazione al modello di copianificazione, procedendo complessivamente, finora, alla sottoscrizione di 10 Accordi di Pianificazione, firmati per la maggior parte durante il 2025. Hanno aderito al programma i Comuni di Arquà Petrarca, Arre, Bagnoli di Sopra, Casale di Scodosia, Grantorto, Lozzo Atestino, Urbana, Vescovana e ora Battaglia Terme e Barbona. Nei prossimi mesi è prevista la firma dell’accordo con il Comune di Pernumia, mentre il Comune di Correzzola ha già provveduto all’adozione del Piano in autonomia.

 

Per quanto riguarda le fasi di avanzamento dei progetti dei sottoscrittori, per il Comune di Bagnoli di Sopra si è conclusa la redazione degli elaborati definitivi. I progetti relativi ai Comuni di Arquà Petrarca, Casale di Scodosia, Urbana, Grantorto e Vescovana si trovano invece in una fase avanzata di elaborazione e i loro Piani sono attualmente oggetto dell’istruttoria tecnica.

 

Il percorso di approvazione dei Piani dovrà concludersi entro il termine di 36 mesi dalla data di approvazione del decreto regionale di ammissione alla graduatoria del bando, in sinergia con la Direzione regionale Pianificazione Territoriale.

 

 

 

“Road to Milano Cortina 2026”: Il territorio bellunese protagonista. Un incontro pubblico per vivere l’emozione olimpica e paralimpica

Il 17 dicembre 2025 al Teatro Centro Giovanni XXIII, i vertici della Fondazione Milano Cortina 2026 e le istituzioni locali illustreranno ai cittadini come la Città e la provincia saranno al centro dei Giochi, tra logistica, cerimonie e sport.

L’obiettivo dell’evento

Prepararsi ad accogliere l’evento sportivo più importante al mondo, comprendendone le sfide logistiche e cogliendone appieno lo spirito emotivo. È questo l’obiettivo dell’incontro pubblico intitolato “Road to Milano Cortina 2026 – Il Territorio Bellunese al Centro dei Giochi”, in programma martedì 17 dicembre 2025 alle ore 18:30.
L’evento, promosso dalla Provincia di Belluno e dal Comune di Belluno, si terrà presso il Teatro Centro Giovanni XXIII (Piazza Giorgio Piloni, 11) ed è aperto a tutta la cittadinanza.
Sarà un’occasione unica per dialogare direttamente con gli organizzatori e capire come il territorio si trasformerà per accogliere atleti e spettatori da tutto il mondo.

Il commento del Presidente Padrin

Sull’importanza di questo appuntamento è intervenuto Roberto Padrin, Presidente della Provincia di Belluno, sottolineando il ruolo centrale dell’intera area vasta:
“Le Olimpiadi e Paralimpiadi del 2026 rappresentano una vetrina irripetibile e una sfida che il nostro territorio sta affrontando con determinazione. Questo incontro è fondamentale perché vogliamo che la cittadinanza non sia solo spettatrice, ma parte attiva del processo. Capire cosa accadrà, come cambierà la viabilità e come saremo coinvolti è il primo passo per trasformare i Giochi in un’eredità concreta e duratura per le nostre Dolomiti.”

Gli altri interventi

A rafforzare il messaggio è Monica Mazzoccoli, Assessore allo Sport del Comune di Belluno, che pone l’accento sull’impatto emotivo e organizzativo per la Città:”Vogliamo che Belluno viva l’avvicinamento alle Olimpiadi del 2026 con consapevolezza ed entusiasmo. Ospitare un evento di tale portata richiede adattamento, ma offre in cambio emozioni uniche. L’incontro del 17 dicembre serve proprio a questo: fornire informazioni chiare sulla logistica e sui trasporti, ma anche accendere quella scintilla di passione sportiva che solo i Giochi sanno regalare. Invitiamo tutti i bellunesi a partecipare per iniziare insieme questo viaggio.”

Il programma dell’evento

Dopo i saluti istituzionali, l’introduzione sarà affidata a Giovanni Malagò, Presidente della Fondazione Milano Cortina 2026 e a Diana Bianchedi, Chief Strategy Planning & Legacy Officer di Fondazione Milano Cortina 2026 che dialogheranno con Andrea Monti – Chief Communications Officer per illustrare la visione e le strategie dei Giochi in relazione ai territori.
Successivamente, per spiegare nel dettaglio come funzionerà la macchina organizzativa sul territorio, interverranno:
Andrea Scrocco (Director Logistics & Transport Services) – mobilità e trasporti
Alberto Ghezze (Head of Sport Competitions) – calendario delle gare olimpiche e paralimpiche
Marco Bergamini (Host City Mobility Manager) – mobilità
Benedetto Gaffarini (Cortina Cluster Transport Manager) – logistica e trasporti nell’area di Cortina.
Un momento di particolare suggestione sarà dedicato al tema “Cerimonie e Torcia”, curato da Christian Sante Milici (Head of Ceremonies), per anticipare il Viaggio della Fiamma Olimpica in provincia di Belluno.
A chiudere la serata, lo spazio “Voci dal Mondo dello Sport” con interviste a campioni Olimpici e Paralimpici.
L’intero evento sarà moderato da Nicolò Dalla Gasperina.

 

La Provincia di Livorno costituisce la Comunità Energetica Rinnovabile

Sottoscritto l’atto notarile da Provincia e Comuni aderenti

  

E’ stato sottoscritto a Livorno, l’atto notarile con il quale si è costituita ufficialmente la CER solidale di Area Vasta Costa degli Etruschi.

A firmare l’atto, davanti al notaio Giovannini, sono stati la presidente della Provincia, Sandra Scarpellini, anche in qualità di sindaca di Castagneto Carducci e con la procura del Comune di Marciana, Alessandro Giari sindaco di Castellina Marittima, Salvatore Neri sindaco di Riparbella, Luigi Coppola vicesindaco di Piombino, Mario Settino vicesindaco di Rosignano Marittimo, Paolo Riccucci sindaco di San Vincenzo e Lia Burgalassi sindaca di Cecina.

Inoltre, hanno sottoscritto l’atto anche i componenti del neo costituito Consiglio di Amministrazione, di cui fanno parte Irene Nicotra (funzionaria della Provincia di Livorno) presidente del CdA e i consiglieri Alessandro Bechini (vicesindaco del Comune di Cecina), Sabrina Nigro (assessora del Comune di Piombino), Alessandro Vittorio Francesco Lucibello Piani (assessore del Comune di Riparbella) e Mario Settino (vicesindaco del Comune di Rosignano Marittimo).

Le dichiarazioni della Presidente Scarpellini

 “Da oggi – sottolinea la presidente Scarpellini – la società cooperativa della CER di Area Vasta Costa degli Etruschi prende vita, diventando un soggetto autonomo a tutti gli effetti, in grado di attivare le azioni necessarie all’avvio delle attività. La costituzione concretizza un lungo percorso di studio e confronto sul tema delle opportunità derivanti dalla CER, che come Provincia abbiamo condiviso con Comuni, trovando un forte spirito di collaborazione da parte di tutti gli amministratori. Ovviamente il percorso non finisce qui – aggiunge Scarpellini -, questi sono i soci fondatori, ma la CER è pronta ad accogliere altri soggetti pubblici e privati, cittadini, imprese ed enti locali, nelle forme previste dalla normativa, che vorranno contribuire a far crescere il progetto, secondo i principi di partecipazione, solidarietà e sviluppo sostenibile”.

La Comunità di Energia Rinnovabile della Costa degli Etruschi

La CER SAVE – Soc. Coop. rappresenta un modello innovativo e una prima esperienza di comunità energetica solidale in Italia a trazione pubblica. Nata anche grazie al supporto del progetto europeo PROMOTER – Interreg Europe, con l’obiettivo di generare benefici economici, sociali e ambientali attraverso l’autoconsumo di energia rinnovabile, alla realizzazione del progetto, che ha ricevuto il parere obbligatorio della Corte dei Conti, hanno dato un contribuito tecnico la Regione Toscana, l’Agenzia Regionale Recupero Risorse e Upi Toscana, l’associazione regionale delle Province.

“Con la costituzione della CER, inoltre – conclude la presidente Scarpellini – i Comuni e la Provincia potranno accedere, fin da subito, ai bandi per i contributi specifici previsti dal PNRR”

Provincia di Varese: Protezione Civile in azione dopo le forti piogge

A seguito delle recenti emergenze dovute alle piogge torrenziali che hanno colpito diverse province lombarde, la Protezione Civile Provinciale di Varese ha assicurato, in coordinamento con la Prefettura e le componenti del Soccorso Pubblico, interventi di supporto in numerosi Comuni del territorio.

Emergenza maltempo territorio provinciale (22–25 settembre)

Per quattro giorni, circa 200 volontari appartenenti alle organizzazioni di volontariato del territorio (con specializzazioni in movimento terra, idrogeologico, telecomunicazioni, logistica, cucina, segreteria e autisti, oltre ai referenti del Coordinamento CCV Varese) sono stati impegnati nelle operazioni di soccorso e monitoraggio.

Gli interventi hanno interessato vari Comuni della provincia, dove si sono registrati numerosi allagamenti di scantinati, garage e piani bassi di edifici. Sono state utilizzate idrovore a medio e alto pompaggio e impiegati circa 300 sacchi di sabbia per contenere le esondazioni.

Tra i mezzi operativi impiegati: 2 camion, 3 fuoristrada, 3 carrelli idrogeologici e diversi automezzi per il controllo del territorio. Le attività hanno riguardato anche l’osservazione e il monitoraggio dei corsi d’acqua, la pulizia di tombinature e caditoie e la verifica di piccoli smottamenti.

Gli eventi meteo avversi, che hanno interessato anche altre province lombarde, hanno portato la Sala Operativa di Regione Lombardia, ad avanzare richiesta di attivazione della Colonna Mobile provinciale di Varese (CMPVA), per operazioni, in ausilio, da eseguire nelle province di Como e Monza Brianza.

Emergenza maltempo province di Como e Monza Brianza (27–29 settembre)

In seguito agli eventi meteo avversi che hanno colpito anche le province di Como e Monza Brianza, la Sala Operativa di Regione Lombardia ha richiesto l’attivazione della Colonna Mobile Provinciale di Varese (CMPVA) per fornire supporto nelle operazioni di soccorso.

Per tre giorni, 82 volontari con diverse specializzazioni — 22 dell’Antincendio Boschivo (AIB) (11 della squadra provinciale, 7 della Comunità Montana Valli del Verbano e 4 della Comunità Montana del Piambello), 19 autisti, 19 operatori movimento terra (MMT), 8 idrogeologici, 8 addetti alla segreteria, 2 alle telecomunicazioni (TLC) e 4 referenti/capo missione del CCV Varese — hanno operato nei Comuni di Cabiate (CO) e Meda (MB).

Le squadre hanno eseguito attività di sgombero e pulizia di strade invase da fango e detriti, utilizzando 3 camion, 2 escavatori, 2 bobcat, 3 motocarriole, 1 pulmino 9 posti e 7 moduli AIB.

Il quadro complessivo delle operazioni condotte dai Gruppi e dalle Associazioni comunali della Provincia di Varese, durante le allerte meteo di fine settembre, ha fornito una risposta rapida, coordinata ed efficace. Un modello organizzativo ed operativo rinnovato, capace di fornire interventi tempestivi e di prossimità a tutela della sicurezza dei cittadini.

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