Categoria: Bilanci e Finanza

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LEP, Gandolfi “Pieno coinvolgimento delle Province nell’attuazione della delega”

La determinazione dei LEP dovrebbe essere realizzata attraverso una procedura approfondita e organica, da svolgersi in tempi adeguati, preceduta preliminarmente dall’individuazione delle funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane e accompagnata dalla quantificazione delle risorse necessarie così da non compromettere in alcun modo l’erogazione dei servizi essenziali su tutto il territorio”.

Lo ha detto il Presidente di UPI, Pasquale Gandolfi, intervenendo in audizione alla Commissione Affari costituzionali del Senato sul disegno di legge delega per la determinazione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni.

“Comprendiamo le intenzioni del Governo – ha detto Gandolfi – per cui questo disegno di legge è funzionale a riprendere il percorso di attuazione della riforma dell’autonomia regionale, recependo le indicazioni della Corte Costituzionale. Tuttavia, la nostra preoccupazione è che la tempistica stringente prevista per la determinazione dei LEP e la mancanza della quantificazione delle risorse necessarie, rischi di portare a individuare livelli essenziali di prestazione minimi, accentuando così i divari territoriali già oggi esistenti nel Paese”.

“Per questo – ha aggiunto Gandolfi – come UPI riteniamo essenziale la previsione di ulteriori garanzie, anche attraverso il pieno coinvolgimento delle autonomie territoriali in tutto il percorso di definizione dei decreti attuativi del disegno di legge delega, prevedendo nell’ambito della Conferenza unificata, la costituzione di una sede di raccordo istituzionale strutturata, che possa accompagnare tutto il percorso di attuazione della delega e di monitoraggio dell’impatto dei LEP determinati su tutte le istituzioni della Repubblica.

Resta per le Province essenziale e urgente – ha poi concluso il Presidente di UPI – procedere con all’attuazione del federalismo fiscale, prevedendo un nuovo sistema di autonomia finanziaria e tributarie per tutti gli enti territoriali, e che sia finalmente ripreso e portato all’approvazione del Consiglio dei ministri e all’esame del Parlamento il disegno di legge di revisione del TUEL”.

Il documento UPI

Nota UPI Audizione delega LEP

L’analisi del Presidente Gandolfi su Il Sole24Ore: ” Il Pnrr corre in provincia”

Il quotidiano Il Sole24Ore ospita oggi un’analisi sul PNRR del Presidente di UPI Pasquale Gandolfi.

Ecco il testo dell’intervento

“I giorni che ci restano alla chiusura del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sono davvero pochi: il 31 marzo è il termine che l’Europa ha dato all’Italia per completare tutte le Missioni, per arrivare entro il 30 giugno ad espletare le pratiche necessarie per ottenere il riconoscimento delle spese e il rilascio dei fondi.  Operazione, quella della rendicontazione, estremamente complessa e impegnativa, ma di una importanza estrema: eventuali errori in questa fase potrebbero arrivare a compromettere la validazione finale degli interventi. Ecco perché non possiamo ancora dire se abbiamo vinto, o no, questa sfida”.

L’analisi della Corte dei Conti

Come Province, però, dati alla mano, possiamo affermare che grazie al PNRR abbiamo saputo smentire ogni facile vulgata, dando prova di un saper fare che troppo spesso non ci viene riconosciuto. Il rapporto appena rilasciato dalla Corte dei Conti sullo stato di attuazione del PNRR all’agosto del 2025 dà conto di questo impegno.

I magistrati contabili, nell’analizzare i numeri caricati sul sistema ReGIS, che è il portale di rendicontazione adottato dall’Italia per gli investimenti pubblici, attestano da parte delle Province impegni di spesa che superano il 72% del totale delle risorse assegnate. Per la stessa voce, la media nazionale riferita enti territoriali, che comprende insieme alle Province, le performance dei Comuni, delle Città metropolitane, delle Unioni dei Comuni, delle Regioni e del Servizio Sanitario nazionale, si ferma al 59,2%: una differenza in positivo di venti punti percentuali. Il vantaggio si conferma anche nell’analisi dello stato dei pagamenti: le Province, si legge in una delle tabelle della Relazione, sono al 41,3% del totale impegnato, contro una media nazionale del 31%.  Non solo: la Corte dei Conti nella sua analisi sugli investimenti degli enti territoriali specifica che quelle assegnate alle Province, insieme a quelle attribuite alle Città metropolitane,  sono le opere di maggior valore economico.

Quindi, tra le più complesse da realizzare, con le tempistiche strettissime imposte dall’UE ed un carico di procedure burocratiche che ha pesato, e tuttora pesa, sul percorso di attuazione.

1.589 progetti, finanziati con risorse PNRR pari a 2,3 miliardi, a cui poi si sono aggiunte altre fonti di finanziamento, per un totale di 2,7 miliardi.

Non poco per istituzioni che venivano date per morte, e che, soprattutto, dal 2015 operano con metà del personale a disposizione: una criticità pesante, questa, che ancora non trova piena soluzione e che si farà sentire anche nella rendicontazione delle opere.

Gli interventi normativi necessari

Non poco per istituzioni che venivano date per morte, e che, soprattutto, dal 2015 operano con metà del personale a disposizione: una criticità pesante, questa, che ancora non trova piena soluzione e che si farà sentire anche nella rendicontazione delle opere. Ecco perché nell’ultima Cabina di regia PNRR,  insieme al Presidente di ANCI Gaetano Manfredi come Presidente di UPI ho chiesto al Ministro Tommaso Foti, che ha garantito il suo accordo, una serie di impegni per la fase finale del Programma da inserire nel Decreto-legge PNRR che il Governo si appresta ad emanare.

A partire dall’attivazione all’interno dei tavoli insediati nelle Prefetture, di task force specifiche a sostegno degli enti attuatori per la redazione delle rendicontazioni intermedie e di quella finale, con il supporto della Ragioneria Generale dello Stato.

Ma soprattutto, ANCI e UPI chiedono che  nel Decreto si faccia chiarezza rispetto a tutti i termini ancora incerti, e che si prevedano misure specifiche, con indicazioni sulle procedure e le risorse, per il completamento di tutte quelle opere che non riusciranno a essere chiuse o rendicontate nella tempistica perentoria imposti dall’UE.

Si tratterebbe di portare a conclusione quei cantieri che, seppure in ritardo, sono quasi completati e che rientrano in Missioni il cui target sarà stato raggiunto, su cui dunque il Paese riceverà il pieno finanziamento.

Misure di buon senso, per evitare che il PNRR lasci sul campo una serie di opere incompiute”.

Il Consiglio provinciale di Terni approva piano industriale di Sviluppumbria

Il Consiglio provinciale ha approvato  il piano industriale triennale e i budget previsionali 2026/28 di Sviluppumbria, nonché il piano 2026 e il relativo budget di previsione.

La delibera è stata votata con un’integrazione, il cui inserimento al punto 4 della stessa delibera, è stato approvato con 8 voti a favore e 1 astensione.

L’integrazione dà mandato a votare favorevolmente “rappresentando in assemblea la necessità della Provincia di Terni di avere maggiori informazioni di dettaglio negli interventi di Sviluppumbria che comportano ricadute sul territorio provinciale e chiedendo a tal fine un incontro urgente all’organo amministrativo della società”.

Da CDP via libera al piano di rinegoziazione dei mutui per gli Enti locali

Con la diramazione della circolare  firmata dall’Amministratore Delegato di Cassa Depositi e Prestiti, Dario Scannapieco, contenente le modalità operative, prende il via il nuovo piano di rinegoziazione dei mutui avviato da Cassa Depositi e Prestiti, diretto alle Province e agli altri enti locali .

L’operazione, informa CDP , permetterà agli Enti Locali che decideranno di aderire di poter liberare risorse nel periodo 2026-2027 utili per sostenere i servizi a vantaggio di famiglie e imprese, in maniera diffusa in tutto il Paese.

Cassa Depositi e Prestiti presenterà l’operazione nei dettagli attraverso specifiche iniziative, anche in collaborazione con le principali associazioni che riuniscono gli Enti del territorio, e con informtive dedicate sul proprio sito web.

Come aderire all’operazione

Nel link, la Circolare della Cassa Depositi e Prestiti con le condizioni di accesso e le caratteristiche del prodotto, attraverso il quale è possibile rinegoziare, secondo il principio dell’equivalenza finanziaria, i prestiti che saranno indicati nell’apposito applicativo, con un impatto diretto sulle rate previste a giugno e dicembre degli anni 2026 e 2027.

https://www.cdp.it/internet/public/cms/documents/Circolare-CDP-1310_2026-Rinegoziazione-prestiti-23-12-2025.pdf

 

Legge di Bilancio, l’UPI in audizione “Dalle Province giudizio critico: mancano risposte e risorse per continuare ad investire”

“Il giudizio delle Province sulla manovra economica è critico, perché elude le richieste che come UPI avevamo avanzato al Governo e su cui ci aspettavamo risposte: non prevede le misure ormai indispensabili, per risolvere lo squilibrio finanziario del comparto delle Province, non prevede piani di investimento, interrompendo l’opera di manutenzione e messa in sicurezza del patrimonio pubblico in gestione in particolare quello delle scuole superiori; non affronta in alcun modo il nodo del rafforzamento del personale, ma addirittura esclude le Province dalle, seppur parziali, norme previste a favore della spesa per i contratti del personale negli enti locali, facendo gravare esclusivamente sulle casse delle Province il costo degli aumenti contrattuali:42 milioni l’anno, che limiteranno ancora di più la possibilità di nuove assunzioni “.

Lo ha detto il rappresentante di UPI, Enzo Lattuca, Presidente della Provincia di Forlì-Cesena, intervenendo in audizione in Senato sulla manovra di bilancio 2026-28.

Le richieste delle Province

Lattuca ha poi illustrato le richieste prioritarie che le Province avanzano a Governo e Parlamento.

“Servono modifiche normative e interventi specifici per risolvere lo squilibrio finanziario di parte corrente delle Province, che ammonta ad oltre 920 milioni di euro. Ma soprattutto servono risorse strutturali per continuare ad investire sui territori. Per questo chiediamo di istituire un fondo pluriennale di 1,5 miliardi per gli investimenti nella modernizzazione e messa in sicurezza degli edifici scolastici e un fondo pluriennale di 300 milioni annui per la realizzazione di un monitoraggio del rischio delle gallerie insistenti sulla rete viaria provinciale e per i conseguenti interventi di messa in sicurezza. Serve poi un piano di investimenti per la riduzione dei divari sociali, economici e infrastrutturali delle aree interne e marginali del Paese, che può essere costituito destinando a questo scopo parte dei fondi di coesione non utilizzati” .

“Resta ancora irrisolta – ha concluso il Presidente Lattuca – la situazione critica istituzionale delle Province, che Governo e Parlamento non sembrano più interessati a voler risolvere. Chiediamo di sapere se entro la fine della legislatura si interverrà, anche parzialmente, per restituire alle Province un quadro certo di funzioni e di governance. Un intervento che non serve agli amministratori locali: serve al Paese”.

Il Documento UPI con le richieste e le proposte delle Province

Ecco il documento con le richieste e le proposte delle Province illustrato in audizione Nota UPI audizione Legge di bilancio 2026

 

 

Legge di Bilancio: le Province incontrano il Ministro Giorgetti

La richiesta

Prevedere nella prossima Legge di Bilancio per il 2026 misure finanziarie che sostengano le Province, ne valorizzino il ruolo chiave per lo sviluppo locale e accompagnino il percorso di revisione delle norme, a partire dal TUEL, indispensabile e urgente per assicurare a queste istituzioni un quadro ordinamentale chiaro.

È stata questa la richiesta avanzata dal Presidente di UPI Pasquale Gandolfi in un incontro con il Ministro dell’Economia e delle Finanze Gian Carlo Giorgetti, richiesto da UPI per fare il punto sulle questioni più urgenti che riguardano le Province.

Le parole del Presidente UPI Pasquale Gandolfi

“Al Ministro – dichiara il Presidente UPI al termine della riunione – abbiamo avanzato alcune proposte per la prossima Legge di Bilancio con l’obiettivo di dare stabilità ai bilanci delle Province, accelerare il percorso di rientro dallo squilibrio e aprire nuovi spazi agli investimenti locali. Ci sono alcune questioni che riteniamo strategiche, perché determinanti per promuovere lo sviluppo locale. Tra queste, abbiamo sottolineato la necessità di prevedere nella manovra economica un piano triennale per l’edilizia scolastica, considerato che con la fine del PNRR termineranno i fondi destinati alla messa in sicurezza e alla modernizzazione delle oltre cinque mila scuole secondarie superiori gestite dalle Province. Altrettanto urgente è la necessità di affrontare e risolvere il tema del rafforzamento della capacità amministrative delle Province, con misure mirate che permettano agli enti di assumere personale altamente specializzato. Con il Ministro Giorgetti abbiamo anche discusso dell’attuazione della delega sulla fiscalità locale, ribadendo che questa deve essere lo strumento attraverso cui assicurare alle Province una reale autonomia tributaria, in coerenza con il dettato costituzionale.

L’incontro – conclude Gandolfi – è stato positivo e ha confermato l’attenzione del Ministro rispetto alle questioni che abbiamo presentato. Per questo sono certo che nella prossima manovra economica si troveranno gli spazi opportuni per tradurre il confronto avuto in risposte concrete”.

Nel link, il documento illustrato al Ministro Giorgetti NOTA PER INCONTRO MINISTRO GIORGETTI (4 settembre 2025)

La Provincia di Isernia approva il rendiconto: gestione solida

Il Consiglio provinciale di Isernia ha approvato il rendiconto di gestione per l’anno 2024. Dall’analisi dei dati emergono risultati molto positivi: l’avanzo di amministrazione è pari a 7 milioni e 674 mila euro, fondi che verranno utilizzati per interventi rivolti alla collettività.

Ente virtuoso e riduzione dei debiti

Inoltre, la Provincia di Isernia non presenta alcun parametro di deficitarietà strutturale, una condizione che la colloca tra gli enti più virtuosi. Un altro dato importante riguarda lo stock di debiti, che nel 2024 ha registrato una riduzione rispetto al 2023. Di conseguenza, per il 2025 non è scattato l’obbligo di accantonamento al Fondo Garanzie Debiti Commerciali.

Le parole del Presidente Saia

“La fotografia che emerge da questi risultati – ha commentato il Presidente Daniele Saia – è quella di una Provincia in ottimo stato economico-finanziario. L’avanzo di amministrazione è un indicatore forte di efficacia nella gestione delle risorse. Grazie alle scelte programmatiche prese, possiamo rispondere con efficacia alle necessità dei cittadini. Ringrazio tutti i consiglieri e i dipendenti che hanno lavorato duramente per raggiungere tali traguardi”.

L’appello delle Province: risolvere la crisi finanziaria degli enti

Risolvere la crisi dei bilanci delle Province e assicurare a queste istituzioni stabilità finanziaria e una reale autonomia fiscale.

Richiesta del Comitato Direttivo UPI

È questa la richiesta avanzata dai Presidenti di Provincia riuniti oggi a Roma nel Comitato Direttivo UPI, presieduto dal Presidente Pasquale Gandolfi.

“Occorre sanare con urgenza lo squilibrio strutturale del comparto delle Province, stimato dalla Commissione sui fabbisogni standard del MEF in circa 1 miliardo di euro – sottolineano i Presidenti delle Province – e al contempo costruire su basi solide l’autonomia finanziaria delle Province”.

Le proposte

“Ho avuto mandato dal Comitato Direttivo – dichiara a conclusione dei lavori il Presidente Gandolfi – di chiedere un incontro al Ministro dell’Economia e Finanze Giancarlo Giorgetti, in vista della predisposizione della prossima Legge di Bilancio per il 2026, per aprire al più presto un confronto preventivo e costruttivo sulla manovra e poter illustrare le proposte delle Province italiane. Tra queste, ribadiamo la richiesta di prevedere per le Province un tributo sugli imbarchi nei porti e aeroporti. per ridurre lo squilibrio finanziario del comparto e assicurare stabilità ai bilanci”.

La Provincia di Lucca approva la variazione di bilancio: fondi per strade, scuole e manutenzioni

Una considerevole iniezione benefica di risorse sia per la spesa corrente della Provincia di Lucca sia per i progetti che riguardano l’edilizia scolastica, la viabilità e la manutenzione ordinaria.

E’ questo l’effetto che avrà la variazione di bilancio 2025-2027 e salvaguardia agli equilibri di bilancio approvata lunedì pomeriggio dal Consiglio provinciale di Lucca che si traduce, in sostanza, in un aggiornamento positivo della programmazione finanziaria dell’ente di Palazzo Ducale.

Una manovra che arriva ad un mese di distanza dall’approvazione, sempre da parte del Consiglio provinciale, del rendiconto di gestione 2024 che presentava importanti livelli di risorse riferibili all’avanzo accantonato (11,6 milioni di euro), a quello vincolato (11 milioni) e all’avanzo libero (1,8 milioni) che l’ente può reimmettere nel circuito finanziario.

Queste risorse, quindi, si uniscono alle maggiori entrate derivanti in particolare da una ripresa degli introiti dell’Ipt (Imposta di iscrizione al Pra) e della quota RC Auto. Per quanto riguarda le variazioni di natura corrente l’incremento di entrata e spesa è di 2,9 milioni di euro, mentre sul fronte investimenti l’incremento si attesta a 5,7 milioni di euro per il biennio 2025-2026.

Nonostante i continui ed esosi prelievi annuali dello Stato dalle casse della Provincia – commenta il presidente Marcello Pierucci – dal punto di vista finanziario siamo soddisfatti dello scatto in avanti che ci consente di tappare qualche falla, di coprire delle somme urgenze, ed integrare i quadri economici di alcuni interventi per le scuole superiori, per la viabilità di nostra competenza e soprattutto per la manutenzione ordinaria che è un settore in forte sofferenza da anni a causa dei continui tagli dei trasferimenti statali. La maggiore disponibilità finanziaria, inoltre, ci permette di fronteggiare l’aumento abbastanza diffuso dell’entità delle utenze che paghiamo sia per la gestione degli edifici scolastici sia per le sedi di nostra proprietà. L’importante è continuare ad avere la capacità di programmare, investire, progettare e scovare nuovi canali di finanziamento attraverso i bandi regionali, ministeriali e dell’Unione Europea. Da questo punto di vista la Provincia di Lucca è più viva che mai con decine di cantieri aperti sul territorio”.

Tra le risorse aggiuntive al bilancio provinciale dei prossimi anni sono da segnalare i 600mila euro in più per la manutenzione e il taglio erba lungo le strade; oltre 600mila euro per attrezzature dell’istituto Marconi di Viareggio; 219mila euro per la dismissione del moduli prefabbricati del ‘Paladini’ al Campo di Marte di Lucca, compreso l’intervento di ripristino del sito; oltre 1,3 milioni di euro per attrezzature ed interventi al Paladini, al Vallisneri al Fermi-Giorgi (edificio di via S.Chiara a Lucca) al Busdraghi di Mutigliano; in questo plafond spiccano i 550 mila euro destinati ai lavori di riqualificazione del Liceo Majorana di Capannori.

Sul fronte viabilità la variazione di bilancio effettuata dalla Provincia di Lucca consente di stanziare 1,5 milioni di euro per la progettazione del 3° Lotto della circonvallazione di Altopascio: 100 mila nel 2025; 200 mila l’anno successivo e 1,2 milioni nel 2027.

L’improvvisa e urgente chiusura del ponte di Sant’Ansano a ponte a Moriano (Lucca) dallo scorso 5 giugno ha costretto la Provincia a stanziare 1 milione di euro in bilancio sia per i lavori di messa in sicurezza, sia per la copertura del servizio di trasporto gratuito attivato tra Sesto di Moriano e Ponte a Moriano.

Altre risorse sono destinate alla nuova rotatoria sulla strada provinciale n. 20 a Gallicano (1,3 milioni); per la nuova rotatoria sulla provinciale 26 (via di Sottomonte) nel comune di Capannori (700mila euro); 80 mila euro per nuovo svincolo stradale a Borgo a Mozzano; 48 mila euro per la manutenzione della sp 7 di Barga; 60 mila euro per la viabilità nel comune di Minucciano.

A queste risorse si aggiungono, infine, 50 mila euro per l’acquisto di attrezzature destinate al “Centro di valorizzazione della biodiversità vegetale in Garfagnana” di Camporgiano, ora di proprietà dell’Unione dei Comuni della Garfagnana.

Tagli strade: le Province convocate dal Ministro Salvini

“Il 3 giugno prossimo il Ministro Salvini ci ha convocati al Ministero per discutere insieme delle soluzioni che il Governo dovrà adottare per azzerare il taglio del 70% dei fondi destinati alla messa in sicurezza delle strade provinciali per il 2025 e 2026. Al Ministro porterò i risultati di un monitoraggio che stiamo realizzando come UPI in questi giorni per verificare lo stato della spesa delle Province sulle risorse che ci sono state assegnate, perché su questo occorre fare chiarezza. Da questa analisi risulta che a livello nazionale le Province hanno impegnato circa il 95% delle risorse che ci sono state assegnate e hanno speso oltre l’80% del totale e ciò che non è stato ad oggi speso è semplicemente perché diversi cantieri complessi sono ancora in corso. Tutto ciò nonostante le Province debbano lavorare con un personale estremamente ridotto, dimezzato nel 2015. Altroché inefficienze!” Lo ha annunciato il Presidente di UPI Pasquale Gandolfi, intervenendo agli Stati Generali della Mobilità sicura organizzati dalla Provincia di Treviso.

“Oggi – ha detto Gandolfi – siamo qui per parlare dei progetti delle Province per sostenere azioni e campagne di informazione sulla sicurezza stradale rivolta ai ragazzi e alle ragazze. Ma se è essenziale promuovere iniziative culturali per incidere sugli stili di vita dei giovani , abbiamo anche il dovere come istituzioni di rispondere ai cittadini che si aspettano strade sicure. Un impegno che le Province stanno portando avanti e che non deve essere interrotto. Di questo parleremo con il Ministro Salvini in pieno spirito di collaborazione istituzionale. La nostra priorità è di uscire dall’incontro con la certezza dell’azzeramento dei tagli per il 2025 e 2026 e l’apertura di un confronto sulle risorse per i programmi futuri”.

DFP 2025: l’allarme del Presidente della Provincia di Teramo

Nel nuovo Documento di Finanza Pubblica è “assente una strategia di investimenti sui territori” e “dopo il 2026 non ci sono fondi per strade e scuole” a rivelarlo è l’UPI  con il suo dossier di studio presentato in Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale.
La legge di bilancio 2025 ha ridotto drasticamente i contributi agli investimenti delle Province ed in particolare quelli per la manutenzione della rete viaria (vedi commi 539-540 della Legge di bilancio 2025).  A fronte di questa riduzione si è cambiata la ratio del contributo alla finanzia pubblica che si traduce, per le Province,  in un “autofinanziamento” ma con importi irrisori (nel 2026 la Provincia potrà contare su 42.795,00 per spesa di investimento se rispetta determinate condizioni). Dal 2025 al 2029 l’Ente è obbligato ad accantonare 641.925,00 euro.

Siamo molto lontani, quindi, dalle esigenze mappate dall’Ente se si considera che queste cifre devono coprire decine di edifici scolastici (la Provincia fra edifici propri e quelli in affitto gestisce 49 strutture) circa 1500 km di strade provinciali e oltre 200 ponti:
Le risorse stanziate dal Governo in favore della manutenzione ordinaria (non investimenti, quindi, e non opere di manutenzione straordinaria) sono rispettivamente 75.000,00 per le scuole e 575.000,00 per le strade. Cifre irrisorie rispetto al numero di km da gestire ed al numero dei mq2 di proprietà degli edifici adibiti a scuole.

Sommando questi “tagli” a quelli subiti dal 2014 in poi è chiaro che le Province sono lasciate sole ad affrontare una situazione difficile che è sempre più complicato spiegare ai cittadini.

A questa situazione finanziaria bisogna aggiungere quella relativa agli extracosti di cui si sono fatte carico le Provincie per portare a termine gli investimenti PNRR. Secondo le stime dell’ultimo monitoraggio effettuato nella prima settimana di aprile 2025 sempre da UPI, sugli oltre 1.700 progetti PNRR assegnati alle 86 Province – in maggior parte riferiti a investimenti per l’edilizia scolastica delle scuole secondarie superiori – il totale degli extracosti dovuti alla crisi globale con conseguenti aumenti di prezzi per materie prime ed elettricità ammonta ad almeno 150 milioni di euro.  Pur di rispettare gli impegni e chiudere le opere le Province hanno dovuto aggiungere una mole rilevante di risorse proprie a quelle assegnate dal PNRR e, ad oggi, sono fra gli enti più virtuosi: quasi l’80% degli interventi è già realizzato.

Considerate le decisioni del Governo Meloni, lo squilibrio finanziario complessivo delle Province, calcolato dall’UPI, è arrivato a 928 milioni.

Ed è l’allarme che lancia Camillo D’Angelo:La decisione di tagliare  1,7 miliardi i fondi per la manutenzione delle strade provinciali e di non prevedere risorse sull’edilizia scolastica, arrestano la grande opera di messa in sicurezza del patrimonio pubblico avviata con il PNRR e rendono vani gli sforzi fatti fino ad oggiL’ultimo taglio del Governo Meloni, che segue la spending review prevista nella legge di bilancio dello scorso anno, si somma a dieci anni di manovre finanziarie che hanno sempre penalizzato le Province, creando uno squilibrio finanziario ingestibile” sottolinea Camillo D’Angelo: “La difficoltà di garantire servizi adeguati è ormai strutturale e senza un intervento risolutivo da parte del Governo riusciamo a far fronte a ben poche necessità.  La manutenzione stradale è uno degli aspetti più evidenti del problema ma le difficoltà si ripercuotono anche sulla gestione dell’edilizia scolastica con l’aggravante che far comprendere questo meccanismo ai cittadini è impossibile”.

Provincia di Pavia: investimenti in crescita, superata quota 51 milioni di euro nel 2024

In occasione della seduta del 15 aprile 2025 del Consiglio Provinciale, l’Amministrazione ha presentato il Rendiconto di gestione 2024, che certifica un anno straordinario per la Provincia di Pavia sul fronte degli investimenti e della creazione di valore pubblico.

La spesa in conto capitale – quella destinata a opere pubbliche, infrastrutture, edilizia scolastica e mobilità – ha raggiunto quota € 51.345.406,05, segnando il risultato più alto dell’intero quinquennio 2020–2024. Una crescita netta anche sul piano della capacità di attuazione: l’impegnato netto da fondi pluriennali vincolati (FPV) è più che raddoppiato rispetto al 2023, passando da € 14,2 milioni a oltre € 28,3 milioni. Nel 2020 lo stesso valore era pari a € 16,3 milioni.

La tendenza è chiara e confermata dai numeri degli anni precedenti: oltre € 44 milioni impegnati nel 2022, € 46 milioni nel 2021, € 51 milioni nel 2024. Una progressione che racconta una Provincia in forte evoluzione, sempre più capace di tradurre la programmazione in interventi concreti, di intercettare risorse e di metterle a terra con efficacia e tempestività.

Valore pubblico generato: numeri che parlano da soli

Accanto alla dimensione finanziaria e infrastrutturale, il Rendiconto 2024 dimostra una significativa crescita dell’impatto sociale dell’azione amministrativa. A titolo esemplificativo:

  • + 389 associazioni culturali supportate nel 2024, in aumento rispetto al 2023;
  • + 86,04% degli utenti dei Centri per l’Impiego avviati a politiche attive del lavoro;
  • 100% dei comuni coinvolti in insediamenti sovracomunali che applicano i criteri perequativi approvati dalla Provincia;
  • il 79,41% dei poli scolastici ha visto una implementazione degli spazi per attività sportive e di arricchimento;
  • il 95,79% degli impianti di depurazione pubblici adeguati al regolamento regionale;
  • -67% di incidenti sulle strade provinciali e -26% di violazioni ambientali grazie al rafforzamento dei controlli;

«Non si tratta solo di numeri, ma di cantieri, servizi e soluzioni concrete per il territorio. Un risultato frutto del lavoro coordinato dei nostri uffici, della visione strategica condivisa con i Sindaci e della capacità di utilizzare tutte le risorse disponibili, comprese quelle del PNRR e dei fondi europei», ha dichiarato Giovanni Palli, Presidente della Provincia di Pavia.

Verso il 2025 con fiducia

In questi primi mesi del 2025 stanno entrando già in piena operatività alcune nuove azioni previste dal Documento Unico di Programmazione (DUP), tra cui:

 

– la riduzione dei tempi di evasione delle istanze ambientali, già oggetto di monitoraggio;

– un ulteriore potenziamento dei progetti di riqualificazione dell’edilizia scolastica oltre allo sviluppo dei € 30 milioni di investimenti PNRR in corso di esecuzione in edilizia scolastica;

L’Amministrazione provinciale si conferma così come un ente in grado di crescere, pianificare e realizzare, con una gestione trasparente, misurabile e orientata all’impatto tangibile sulla vita dei cittadini.

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