Categoria: Bilanci e Finanza

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Provincia dell’Aquila, ok al rendiconto 2025: oltre 16 milioni di investimenti

Conti in ordine e risultati che si collocano su livelli di primato nazionale: il Consiglio provinciale ha approvato all’unanimità questa mattina il Rendiconto 2025 della Provincia dell’Aquila, che registra oltre 16 milioni di euro di nuovi investimenti e consolida gli equilibri finanziari dell’Ente.

I contenuti

Il documento contabile evidenzia un incremento significativo del patrimonio immobiliare, che supera i 19 milioni di euro, e una crescita del patrimonio mobiliare pari a 844 mila euro, legata principalmente all’acquisizione di mezzi pesanti e attrezzature industriali funzionali alle attività operative dell’ente.

La relazione tecnica è stata illustrata dal dirigente del Settore Ragioneria, Paola Contestabile: “I risultati evidenziano un andamento positivo sia sotto il profilo finanziario sia sotto quello economico-patrimoniale, a conferma della sostenibilità complessiva della gestione”.

Il commento del Presidente della Provincia

L’approvazione del Rendiconto 2025, ha dichiarato il presidente della Provincia dell’Aquila, Angelo Caruso, “conferma una impostazione di gestione orientata alla solidità dei conti e alla capacità di investimento. Abbiamo inoltre registrato una riduzione della spesa per l’acquisto di beni e servizi per circa un milione di euro: un risultato che va nella direzione dell’economicità della gestione e della razionalizzazione della struttura, elementi indispensabili per garantire nel tempo la sostenibilità finanziaria dell’Ente. L’obiettivo – ha aggiunto Caruso – è strutturare e consolidare un modello gestionale sempre più efficiente, in cui l’equilibrio tra capacità di investimento e controllo della spesa rappresenta il nodo centrale dell’azione amministrativa. I dati del rendiconto evidenziano risultati di assoluto rilievo anche nel confronto nazionale, in una fase in cui molte amministrazioni registrano difficoltà nella gestione dei conti. A questo si aggiunge il rispetto dei tempi, che rappresenta un ulteriore elemento di qualità dell’azione amministrativa”.

Un quadro complessivo che dunque restituisce, come ribadito dal presidente Caruso nel corso della seduta, “l’immagine di una gestione improntata a criteri di efficienza ed efficacia, in grado di coniugare capacità di investimento e tenuta degli equilibri economico-finanziari”.

L’UPI in audizione alla Commissione di vigilanza su CDP “Alleato insostituibile di Regioni Province e Comuni”

“Per il sistema della Pubblica Amministrazione, e in particolare per Province, Regioni e Comuni, la Cassa Depositi e Prestiti rappresenta un alleato insostituibile, sia per gli interventi a sostegno dei bilanci, grazie alle operazioni di rinegoziazione dei mutui che hanno dato in questi anni ossigeno agli enti in difficoltà, sia per la preziosa assistenza nella messa a terra degli investimenti, soprattutto nell’attuazione del Pnrr.”

Lo ha detto il vicepresidente vicario UPI, Flavio Pasini, presidente della provincia di Verona, intervenendo in audizione alla Commissione di vigilanza su Cassa Depositi e Prestiti, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul ruolo della Cassa nel supporto alla pubblica amministrazione con riferimento al Pnrr e alla finanza locale.

CDP e Province per il dopo PNRR

“Cdp – ha detto Pasini – si conferma un soggetto indispensabile per le politiche di sviluppo del Paese, agendo come perno centrale a fronte della crescente diversificazione delle sfide economiche e sociali. Per questo, terminato il Pnrr, occorre consolidare il ruolo di Cdp al fianco di Regioni ed Enti locali nell’ attuazione della nuova programmazione europea 2027-2034, attraverso un coinvolgimento strutturale di Cassa in un sistema integrato con Regioni ed Enti locali che ci consenta di garantire l’efficace messa a terra delle politiche comunitarie e una spesa efficiente delle risorse nel prossimo settennio. Essenziale poi, data la lentezza del sistema degli Enti Locali, è il ruolo di pivot dell’innovazione che CDP deve svolgere mettendo a valore l’esperienza maturata su settori di forte espansione, come l’Intelligenza Artificiale, e sulle nuove tecnologie, per accelerare la digitalizzazione dei processi amministrativi territoriali”.

CDP e Province per gli investimenti

“Per il futuro come Province auspichiamo che per il ruolo di Cassa si evolva oltre il supporto finanziario –  ha concluso il rappresentante di UPI – consolidandosi attraverso un potenziamento delle funzioni di advisory, come l’assistenza tecnica, l’accompagnamento progettuale e il sostegno operativo nella gestione delle risorse, e una sinergia costante che affianchi gli enti locali non solo come fonte di finanziamento, ma come partner strategico di sistema”

Il documento consegnato alla Commissione

Nota UPI indagine commissione vigilanza CDP

Crisi internazionale: la Provincia di Trapani a sostegno dell’economia locale

“La crisi internazionale sta mettendo a serio rischio il nostro sistema economico territoriale. Gli effetti negativi che si registrano in tutto il mondo, qui da noi, rischiano di lasciare un segno profondo e duraturo”.

E’ l’allarme lanciato dal Presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani Salvatore Quinci, sulle conseguenze della crisi internazionale sul sistema economico e produttivo locale.

“Esportazioni bloccate ed aumento dei costi di produzione stanno innescando una pericolosa spirale – sottolinea il Presidente Quinci – colpendo duramente settori e comparti che rappresentano espressioni d’eccellenza della nostra economia. L’Area del Golfo è assolutamente impraticabile perché in piena zona di guerra, con la conseguente chiusura dei porti, che non consente l’arrivo delle merci. Il marmo trapanese sente il peso del conflitto e deve fare i conti con costi aggiuntivi insopportabili nel tentativo di far arrivare la produzione comunque a destinazione, quando possibile. L’aumento del costo dell’energia e dei carburanti – in particolare del gasolio agricolo – può schiantare al suolo la concorrenza della nostra produzione di ortofrutta. Un problema che riguarda chi esporta ma anche chi ha costruito le sue quote di mercato interno e di vendita in Paesi che non sono coinvolti nella guerra. Le nostre aziende si confrontano con la concorrenza sapendo di doverla affrontare da posizioni difficili nel campo della logistica e della distribuzione e finora sono state in grado di farlo perché hanno investito in tecnologia e perché hanno dimostrato di avere capacità imprenditoriali, organizzative e gestionali. Ma questo ulteriore aggravio potrebbe essere fatale rispetto ad una congiuntura economica e finanziaria che non è stata certo favorevole in questi anni”. Per questo, sottolinea Quinci “L’allarme lanciato dalle Organizzazioni di categoria va raccolto in tutta la sua complessità. L’intervento europeo, nazionale e regionale deve essere coordinato con i territori perché le istituzioni locali hanno un contatto diretto con le realtà produttive e con i diversi attori del sistema economico. Il Libero Consorzio Comunale di Trapani intende svolgere il suo ruolo di Ente di Area Vasta condividendo e coordinando ogni azione ed iniziativa che potrà essere di reale sostegno alle dinamiche produttive ed economiche del nostro territorio. Siamo pronti al dialogo ed al confronto per definire una proposta unitaria e per fare sintesi. Il momento è grave e complicato e va governato con senso di responsabilità e con l’impegno di tutti. Dobbiamo fare squadra e partecipare al dibattito pubblico, istituzionale e politico per reagire e superare una crisi che va disinnescata nelle sue tante e troppe variabili indipendenti”.

SUA Provincia di Lecco: i dati del 2025

Anche il 2025 è stato un anno di intensa attività per la Stazione unica appaltante della Provincia di Lecco (Sua.Lecco), centrale di committenza per l’espletamento e la gestione di gare per l’affidamento di lavori, servizi e forniture, a supporto dei Comuni non capoluogo e altri enti previsti dalla normativa.

A fine 2024 il Consiglio provinciale ha approvato un nuovo schema di convenzione adeguato e aggiornato alle modifiche introdotte dal decreto legislativo 209/2024, correttivo del Codice dei contratti; la convenzione per aderire alla Sua, della durata di 5 anni, definisce le modalità di funzionamento della stazione appaltante relativamente all’espletamento e alla gestione di procedure di gara, regolamentando i rapporti con i soggetti aderenti.

Nel nuovo schema di convenzione è stata estesa la possibilità di adesione non solo ai Comuni appartenenti alla Provincia di Lecco, ma anche ai Comuni di altre Province e ai soggetti pubblici e privati che non abbiano ottenuto la qualificazione ai sensi dell’articolo 63 del Codice, nonché ai Parchi, Comunità Montane, Consorzi, Aziende speciali, Prefetture-Utg e altri enti a partecipazione pubblica.

Gli enti aderenti

Tra gli enti a oggi aderenti, in totale 75, oltre alla maggior parte dei Comuni già convenzionati con la precedente convenzione e le Comunità Montane del territorio, si sono aggiunti Arpa Lombardia, l’Azienda ospedaliera di Lecco Asst, l’Inaf – Osservatorio astronomico di Brera e il Comune di Erba appartenente alla provincia di Como.

I numeri dell gare

Nel 2025 la Sua.Lecco ha bandito e appaltato 161 gare, di cui 111 per i Comuni aderenti e 50 riferite ad appalti della Provincia di Lecco, così suddivise: 78 per lavori, 58 per servizi, 18 per forniture, 7 per concessioni/project financing, con un volume complessivo di oltre 64 milioni di euro.

Tra queste procedure alcune sono state finanziate dai fondi provenienti dal Piano nazionale di ripresa e resilienzaPnrr.

 Il commento della Presidente della Provincia

“Anche nel 2025 il servizio di Stazione unica appaltante ha permesso di raggiungere risultati significativi, tra cui una maggiore professionalità, un’azione amministrativa più snella e tempestiva, una progressiva semplificazione degli adempimenti e delle procedure, un’ottimizzazione delle risorse umane, finanziarie e strumentali dei vari enti – commentano la Presidente Alessandra Hofmann e il Consigliere provinciale delegato ai Rapporti con i Comuni convenzionati Alessandro Negri – La Provincia di Lecco, nel suo ruolo di Casa dei Comuni, crede fortemente in questo strumento efficace per aumentare l’efficacia e l’efficienza delle attività di realizzazione dei lavori e di approvvigionamento di beni e servizi, per consentire un’azione più efficace di monitoraggio, controllo e prevenzione rispetto a possibili interferenze criminose”.

LEP, Gandolfi “Pieno coinvolgimento delle Province nell’attuazione della delega”

La determinazione dei LEP dovrebbe essere realizzata attraverso una procedura approfondita e organica, da svolgersi in tempi adeguati, preceduta preliminarmente dall’individuazione delle funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane e accompagnata dalla quantificazione delle risorse necessarie così da non compromettere in alcun modo l’erogazione dei servizi essenziali su tutto il territorio”.

Lo ha detto il Presidente di UPI, Pasquale Gandolfi, intervenendo in audizione alla Commissione Affari costituzionali del Senato sul disegno di legge delega per la determinazione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni.

“Comprendiamo le intenzioni del Governo – ha detto Gandolfi – per cui questo disegno di legge è funzionale a riprendere il percorso di attuazione della riforma dell’autonomia regionale, recependo le indicazioni della Corte Costituzionale. Tuttavia, la nostra preoccupazione è che la tempistica stringente prevista per la determinazione dei LEP e la mancanza della quantificazione delle risorse necessarie, rischi di portare a individuare livelli essenziali di prestazione minimi, accentuando così i divari territoriali già oggi esistenti nel Paese”.

“Per questo – ha aggiunto Gandolfi – come UPI riteniamo essenziale la previsione di ulteriori garanzie, anche attraverso il pieno coinvolgimento delle autonomie territoriali in tutto il percorso di definizione dei decreti attuativi del disegno di legge delega, prevedendo nell’ambito della Conferenza unificata, la costituzione di una sede di raccordo istituzionale strutturata, che possa accompagnare tutto il percorso di attuazione della delega e di monitoraggio dell’impatto dei LEP determinati su tutte le istituzioni della Repubblica.

Resta per le Province essenziale e urgente – ha poi concluso il Presidente di UPI – procedere con all’attuazione del federalismo fiscale, prevedendo un nuovo sistema di autonomia finanziaria e tributarie per tutti gli enti territoriali, e che sia finalmente ripreso e portato all’approvazione del Consiglio dei ministri e all’esame del Parlamento il disegno di legge di revisione del TUEL”.

Il documento UPI

Nota UPI Audizione delega LEP

L’analisi del Presidente Gandolfi su Il Sole24Ore: ” Il Pnrr corre in provincia”

Il quotidiano Il Sole24Ore ospita oggi un’analisi sul PNRR del Presidente di UPI Pasquale Gandolfi.

Ecco il testo dell’intervento

“I giorni che ci restano alla chiusura del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza sono davvero pochi: il 31 marzo è il termine che l’Europa ha dato all’Italia per completare tutte le Missioni, per arrivare entro il 30 giugno ad espletare le pratiche necessarie per ottenere il riconoscimento delle spese e il rilascio dei fondi.  Operazione, quella della rendicontazione, estremamente complessa e impegnativa, ma di una importanza estrema: eventuali errori in questa fase potrebbero arrivare a compromettere la validazione finale degli interventi. Ecco perché non possiamo ancora dire se abbiamo vinto, o no, questa sfida”.

L’analisi della Corte dei Conti

Come Province, però, dati alla mano, possiamo affermare che grazie al PNRR abbiamo saputo smentire ogni facile vulgata, dando prova di un saper fare che troppo spesso non ci viene riconosciuto. Il rapporto appena rilasciato dalla Corte dei Conti sullo stato di attuazione del PNRR all’agosto del 2025 dà conto di questo impegno.

I magistrati contabili, nell’analizzare i numeri caricati sul sistema ReGIS, che è il portale di rendicontazione adottato dall’Italia per gli investimenti pubblici, attestano da parte delle Province impegni di spesa che superano il 72% del totale delle risorse assegnate. Per la stessa voce, la media nazionale riferita enti territoriali, che comprende insieme alle Province, le performance dei Comuni, delle Città metropolitane, delle Unioni dei Comuni, delle Regioni e del Servizio Sanitario nazionale, si ferma al 59,2%: una differenza in positivo di venti punti percentuali. Il vantaggio si conferma anche nell’analisi dello stato dei pagamenti: le Province, si legge in una delle tabelle della Relazione, sono al 41,3% del totale impegnato, contro una media nazionale del 31%.  Non solo: la Corte dei Conti nella sua analisi sugli investimenti degli enti territoriali specifica che quelle assegnate alle Province, insieme a quelle attribuite alle Città metropolitane,  sono le opere di maggior valore economico.

Quindi, tra le più complesse da realizzare, con le tempistiche strettissime imposte dall’UE ed un carico di procedure burocratiche che ha pesato, e tuttora pesa, sul percorso di attuazione.

1.589 progetti, finanziati con risorse PNRR pari a 2,3 miliardi, a cui poi si sono aggiunte altre fonti di finanziamento, per un totale di 2,7 miliardi.

Non poco per istituzioni che venivano date per morte, e che, soprattutto, dal 2015 operano con metà del personale a disposizione: una criticità pesante, questa, che ancora non trova piena soluzione e che si farà sentire anche nella rendicontazione delle opere.

Gli interventi normativi necessari

Non poco per istituzioni che venivano date per morte, e che, soprattutto, dal 2015 operano con metà del personale a disposizione: una criticità pesante, questa, che ancora non trova piena soluzione e che si farà sentire anche nella rendicontazione delle opere. Ecco perché nell’ultima Cabina di regia PNRR,  insieme al Presidente di ANCI Gaetano Manfredi come Presidente di UPI ho chiesto al Ministro Tommaso Foti, che ha garantito il suo accordo, una serie di impegni per la fase finale del Programma da inserire nel Decreto-legge PNRR che il Governo si appresta ad emanare.

A partire dall’attivazione all’interno dei tavoli insediati nelle Prefetture, di task force specifiche a sostegno degli enti attuatori per la redazione delle rendicontazioni intermedie e di quella finale, con il supporto della Ragioneria Generale dello Stato.

Ma soprattutto, ANCI e UPI chiedono che  nel Decreto si faccia chiarezza rispetto a tutti i termini ancora incerti, e che si prevedano misure specifiche, con indicazioni sulle procedure e le risorse, per il completamento di tutte quelle opere che non riusciranno a essere chiuse o rendicontate nella tempistica perentoria imposti dall’UE.

Si tratterebbe di portare a conclusione quei cantieri che, seppure in ritardo, sono quasi completati e che rientrano in Missioni il cui target sarà stato raggiunto, su cui dunque il Paese riceverà il pieno finanziamento.

Misure di buon senso, per evitare che il PNRR lasci sul campo una serie di opere incompiute”.

Il Consiglio provinciale di Terni approva piano industriale di Sviluppumbria

Il Consiglio provinciale ha approvato  il piano industriale triennale e i budget previsionali 2026/28 di Sviluppumbria, nonché il piano 2026 e il relativo budget di previsione.

La delibera è stata votata con un’integrazione, il cui inserimento al punto 4 della stessa delibera, è stato approvato con 8 voti a favore e 1 astensione.

L’integrazione dà mandato a votare favorevolmente “rappresentando in assemblea la necessità della Provincia di Terni di avere maggiori informazioni di dettaglio negli interventi di Sviluppumbria che comportano ricadute sul territorio provinciale e chiedendo a tal fine un incontro urgente all’organo amministrativo della società”.

Da CDP via libera al piano di rinegoziazione dei mutui per gli Enti locali

Con la diramazione della circolare  firmata dall’Amministratore Delegato di Cassa Depositi e Prestiti, Dario Scannapieco, contenente le modalità operative, prende il via il nuovo piano di rinegoziazione dei mutui avviato da Cassa Depositi e Prestiti, diretto alle Province e agli altri enti locali .

L’operazione, informa CDP , permetterà agli Enti Locali che decideranno di aderire di poter liberare risorse nel periodo 2026-2027 utili per sostenere i servizi a vantaggio di famiglie e imprese, in maniera diffusa in tutto il Paese.

Cassa Depositi e Prestiti presenterà l’operazione nei dettagli attraverso specifiche iniziative, anche in collaborazione con le principali associazioni che riuniscono gli Enti del territorio, e con informtive dedicate sul proprio sito web.

Come aderire all’operazione

Nel link, la Circolare della Cassa Depositi e Prestiti con le condizioni di accesso e le caratteristiche del prodotto, attraverso il quale è possibile rinegoziare, secondo il principio dell’equivalenza finanziaria, i prestiti che saranno indicati nell’apposito applicativo, con un impatto diretto sulle rate previste a giugno e dicembre degli anni 2026 e 2027.

https://www.cdp.it/internet/public/cms/documents/Circolare-CDP-1310_2026-Rinegoziazione-prestiti-23-12-2025.pdf

 

Legge di Bilancio, l’UPI in audizione “Dalle Province giudizio critico: mancano risposte e risorse per continuare ad investire”

“Il giudizio delle Province sulla manovra economica è critico, perché elude le richieste che come UPI avevamo avanzato al Governo e su cui ci aspettavamo risposte: non prevede le misure ormai indispensabili, per risolvere lo squilibrio finanziario del comparto delle Province, non prevede piani di investimento, interrompendo l’opera di manutenzione e messa in sicurezza del patrimonio pubblico in gestione in particolare quello delle scuole superiori; non affronta in alcun modo il nodo del rafforzamento del personale, ma addirittura esclude le Province dalle, seppur parziali, norme previste a favore della spesa per i contratti del personale negli enti locali, facendo gravare esclusivamente sulle casse delle Province il costo degli aumenti contrattuali:42 milioni l’anno, che limiteranno ancora di più la possibilità di nuove assunzioni “.

Lo ha detto il rappresentante di UPI, Enzo Lattuca, Presidente della Provincia di Forlì-Cesena, intervenendo in audizione in Senato sulla manovra di bilancio 2026-28.

Le richieste delle Province

Lattuca ha poi illustrato le richieste prioritarie che le Province avanzano a Governo e Parlamento.

“Servono modifiche normative e interventi specifici per risolvere lo squilibrio finanziario di parte corrente delle Province, che ammonta ad oltre 920 milioni di euro. Ma soprattutto servono risorse strutturali per continuare ad investire sui territori. Per questo chiediamo di istituire un fondo pluriennale di 1,5 miliardi per gli investimenti nella modernizzazione e messa in sicurezza degli edifici scolastici e un fondo pluriennale di 300 milioni annui per la realizzazione di un monitoraggio del rischio delle gallerie insistenti sulla rete viaria provinciale e per i conseguenti interventi di messa in sicurezza. Serve poi un piano di investimenti per la riduzione dei divari sociali, economici e infrastrutturali delle aree interne e marginali del Paese, che può essere costituito destinando a questo scopo parte dei fondi di coesione non utilizzati” .

“Resta ancora irrisolta – ha concluso il Presidente Lattuca – la situazione critica istituzionale delle Province, che Governo e Parlamento non sembrano più interessati a voler risolvere. Chiediamo di sapere se entro la fine della legislatura si interverrà, anche parzialmente, per restituire alle Province un quadro certo di funzioni e di governance. Un intervento che non serve agli amministratori locali: serve al Paese”.

Il Documento UPI con le richieste e le proposte delle Province

Ecco il documento con le richieste e le proposte delle Province illustrato in audizione Nota UPI audizione Legge di bilancio 2026

 

 

Legge di Bilancio: le Province incontrano il Ministro Giorgetti

La richiesta

Prevedere nella prossima Legge di Bilancio per il 2026 misure finanziarie che sostengano le Province, ne valorizzino il ruolo chiave per lo sviluppo locale e accompagnino il percorso di revisione delle norme, a partire dal TUEL, indispensabile e urgente per assicurare a queste istituzioni un quadro ordinamentale chiaro.

È stata questa la richiesta avanzata dal Presidente di UPI Pasquale Gandolfi in un incontro con il Ministro dell’Economia e delle Finanze Gian Carlo Giorgetti, richiesto da UPI per fare il punto sulle questioni più urgenti che riguardano le Province.

Le parole del Presidente UPI Pasquale Gandolfi

“Al Ministro – dichiara il Presidente UPI al termine della riunione – abbiamo avanzato alcune proposte per la prossima Legge di Bilancio con l’obiettivo di dare stabilità ai bilanci delle Province, accelerare il percorso di rientro dallo squilibrio e aprire nuovi spazi agli investimenti locali. Ci sono alcune questioni che riteniamo strategiche, perché determinanti per promuovere lo sviluppo locale. Tra queste, abbiamo sottolineato la necessità di prevedere nella manovra economica un piano triennale per l’edilizia scolastica, considerato che con la fine del PNRR termineranno i fondi destinati alla messa in sicurezza e alla modernizzazione delle oltre cinque mila scuole secondarie superiori gestite dalle Province. Altrettanto urgente è la necessità di affrontare e risolvere il tema del rafforzamento della capacità amministrative delle Province, con misure mirate che permettano agli enti di assumere personale altamente specializzato. Con il Ministro Giorgetti abbiamo anche discusso dell’attuazione della delega sulla fiscalità locale, ribadendo che questa deve essere lo strumento attraverso cui assicurare alle Province una reale autonomia tributaria, in coerenza con il dettato costituzionale.

L’incontro – conclude Gandolfi – è stato positivo e ha confermato l’attenzione del Ministro rispetto alle questioni che abbiamo presentato. Per questo sono certo che nella prossima manovra economica si troveranno gli spazi opportuni per tradurre il confronto avuto in risposte concrete”.

Nel link, il documento illustrato al Ministro Giorgetti NOTA PER INCONTRO MINISTRO GIORGETTI (4 settembre 2025)

La Provincia di Isernia approva il rendiconto: gestione solida

Il Consiglio provinciale di Isernia ha approvato il rendiconto di gestione per l’anno 2024. Dall’analisi dei dati emergono risultati molto positivi: l’avanzo di amministrazione è pari a 7 milioni e 674 mila euro, fondi che verranno utilizzati per interventi rivolti alla collettività.

Ente virtuoso e riduzione dei debiti

Inoltre, la Provincia di Isernia non presenta alcun parametro di deficitarietà strutturale, una condizione che la colloca tra gli enti più virtuosi. Un altro dato importante riguarda lo stock di debiti, che nel 2024 ha registrato una riduzione rispetto al 2023. Di conseguenza, per il 2025 non è scattato l’obbligo di accantonamento al Fondo Garanzie Debiti Commerciali.

Le parole del Presidente Saia

“La fotografia che emerge da questi risultati – ha commentato il Presidente Daniele Saia – è quella di una Provincia in ottimo stato economico-finanziario. L’avanzo di amministrazione è un indicatore forte di efficacia nella gestione delle risorse. Grazie alle scelte programmatiche prese, possiamo rispondere con efficacia alle necessità dei cittadini. Ringrazio tutti i consiglieri e i dipendenti che hanno lavorato duramente per raggiungere tali traguardi”.

L’appello delle Province: risolvere la crisi finanziaria degli enti

Risolvere la crisi dei bilanci delle Province e assicurare a queste istituzioni stabilità finanziaria e una reale autonomia fiscale.

Richiesta del Comitato Direttivo UPI

È questa la richiesta avanzata dai Presidenti di Provincia riuniti oggi a Roma nel Comitato Direttivo UPI, presieduto dal Presidente Pasquale Gandolfi.

“Occorre sanare con urgenza lo squilibrio strutturale del comparto delle Province, stimato dalla Commissione sui fabbisogni standard del MEF in circa 1 miliardo di euro – sottolineano i Presidenti delle Province – e al contempo costruire su basi solide l’autonomia finanziaria delle Province”.

Le proposte

“Ho avuto mandato dal Comitato Direttivo – dichiara a conclusione dei lavori il Presidente Gandolfi – di chiedere un incontro al Ministro dell’Economia e Finanze Giancarlo Giorgetti, in vista della predisposizione della prossima Legge di Bilancio per il 2026, per aprire al più presto un confronto preventivo e costruttivo sulla manovra e poter illustrare le proposte delle Province italiane. Tra queste, ribadiamo la richiesta di prevedere per le Province un tributo sugli imbarchi nei porti e aeroporti. per ridurre lo squilibrio finanziario del comparto e assicurare stabilità ai bilanci”.

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