Il PNRR ha cambiato la PA: ora proseguiamo con gli investimenti. Il commento del Presidente Lattuca su Il Sole 24 ore

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“Tra poco più di un mese tutte le sette missioni del PNRR dovranno essere completate, le opere pubbliche dovranno essere concluse per passare poi ad ultimare le pratiche di rendicontazione degli investimenti e degli interventi.

Gli Enti locali, Comuni, Province e Città Metropolitane,in questo PNRR hanno agito da protagonisti, dimostrando capacità di programmazione, amministrazione e gestione superiore agli altri comparti dello Stato”.

E’ il commento rilasciato dal Presidente di UPI, Enzo Lattuca, al portale del Sole24Ore “Norme e tributi”,  alla lettura dei dati emersi dalla relazione semestrale della Corte dei Conti sullo stato di attuazione del PNRR da parte degli enti territoriali.

Un nuovo modo di fare amministrazione

“Non è stato facile, soprattutto all’inizio  perché, dobbiamo ricordarlo, tutta la proceduta di messa a terra del Piano è stata un’assoluta novità per l’Italia: le nostre strutture, i nostri uffici, hanno dovuto imparare ad usare strumenti nuovi, come il famigerato ReGIS che tante difficoltà ha creato. Non solo: il PNRR ha costretto la macchina amministrativa nazionale e quella locale a comunicare, a lavorare all’unisono, a risolvere insieme le problematiche che si sono create. Si è dato il via, sul campo, ad un nuovo modello di pubblica amministrazione, più efficiente, più veloce e per questo più performante.

È un sistema che non solo deve proseguire, ma che va valorizzato, perché può rappresentare per l’Italia uno straordinario passo in avanti nell’utilizzo delle risorse europee”.

Il protagonismo di Comuni, Province e CM

“La grande capacità dimostrata da Comuni, Province e Città metropolitane di pieno utilizzo delle risorse assegnate per la realizzazione di opere e investimenti pubblici, deve continuare ad essere alimentata, perché produce ricchezza in termini di sviluppo economico ma soprattutto assicura ai cittadini il godimento di diritti essenziali”.

Le richieste delle Province per il dopo 2026

“Ecco perché, come Province, chiediamo che il 2026 sia la fine del PNRR ma l’inizio di un piano strutturato e pluriennale nazionale di opere pubbliche: grazie al Piano abbiamo investito su 1.700 scuole, ma ne restano almeno altre 6.000 su cui intervenire, così come abbiamo necessità di garantire la massima efficienza e sicurezza degli oltre 100 mila chilometri di strade e di più di 30 mila ponti, viadotti e gallerie.

La prossima Legge di Bilancio sarà molto complicata, data la situazione geopolitica mondiale, ma questo non può essere un alibi per interrompere lo straordinario processo di crescita economica, strutturale e organizzativa che abbiamo avviato con il PNRR”.

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